Donatella Cinelli Colombini Tag

LE DONNE DEL VINO PIU’ INFLUENTI: DONATELLA AL 9° POSTO

LALOU BIZE LEROY, MADAME CLICQUOT, LILY BOLLINGER, FRANCIS ROBINSON, GINA GALLO …. DONATELLA CINELLI COLOMBINI FRA LE 10 PIU’ IMPORTANTI DONNE DEL VINO

sommelier-wine-box

sommelier-wine-box

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

 

A volte le belle notizie arrivano nel modo più inaspettato. Parlando con Daniela Soragna, delegata delle Donne del Vino delle Marche e mia grande amica, quasi per caso mi dice <<sai ho mandato a tutte le mie socie la classifica delle donne del vino influenti dove tu sei al 9° sosto, siamo tutte orgogliose di te>>. Io rimango a bocca aperta perché di questa classifica non sapevo niente <<ma di che parli>>. Mi manda il link e io sgrano gli occhi.

CHI SONO LE DONNE DEL VINO PIU’ INFLUENTI

La lista delle donne del vino più influenti del mondo parte con Lalou Bize Leroy, la Regina della Borgogna ex Romanée Conti e a capo di una costellazione di vigneti che danno piccolissime e costosissime serie per collezionisti. Poi c’è Madame Cliquot la celebre vedova a cui dobbiamo la creazione dello Champagne moderno. Lily Bollinger altra vedova di ferro che in 30 anni ha guidato un colosso produttivo di statura internazionale.

IL VINO BUONO RENDE FELICI

CONFERMA DELLA MUSICA E DELLE BELLE LOCATION COME AMPLIFICATORI DEL PIACERE DEL VINO. CONFERMATO ANCHE IL RUOLO DELLE ASPETTATIVE SULLA VALUTAZIONE DELLE BOTTIGLIE

bere vini buoni rende più felici

bere vini buoni rende più felici

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Il CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha pubblicato sul prestigiosissimo “Journal of the Science of Food and Agriculture” gli esiti di uno studio che in sintesi dice “bere vino di alta qualità rende più felici”. Immagino le facce dei miei amici produttori che potrebbero commentare << è la scoperta dell’acqua calda! >> sarebbe una notizia bomba la cosa opposta cioè se fosse il vino cattivo a rendere felici. Infatti, come dice il proverbio “il buon vino fa buon sangue”.

La sperimentazione è stata condotta durante l’internet Festival di Pisa 2022 su 50 consumatori che hanno indossato sensori capaci di fornire l’elettrocardiogramma (ECG) e misurare le emozioni suscitate da diversi tipi di vino e di location. Sono stati assaggiati cinque vini, due dei quali “difettosi” e tre di alta qualità. La componente emozionale era suscitata da musica jazz dal vivo.
I ricercatori CNR L. Billeci, C Sanmartin, A Tonacci hanno notato che tutti i vini producono reazioni emotive in chi li beve ma ci sono elementi che differenziano gli effetti emozionali del vino in base alla sua qualità.

ETNA E VINI BIANCHI

L’EVOLUZIONE DEL VIGNETO ETNEO DA NERELLO MASCALESE A CARRICANTE CON UNA CONCENTRAZIONE DI VITIGNI A BACCA BIANCA NEL VERSANTE EST DEL VULCANO DOVE PIOVE DI PIU’

Etna Graci antico baglio

Etna Graci antico baglio

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Nel 2016 andai a visitare le cantine dell’Etna insieme all’ Académie Internationale du Vin  associazione composta da personaggi di grandi cantine super star come Opus One o Château Haut-Brion e da produttori superstar come Maria José Lopez de Heredia di Viña Tondonia al mio amico Angelo Gaja. Si tratta di esperti che guardano tutto con la lente di ingrandimento e pesano ogni parola che ascoltano. Nel gruppo c’erano anche Claude e Lydia Bourguignon, forse i consulenti agronomi più famosi del mondo, che per molti anni hanno lavorato per Romanée Conti.
Furono loro a farci riflettere sulle differenze di clima dei versanti etnei e sulla loro conseguente diversa vocazione viticola. Infatti <<nei grandi territori dell’uva rossa è possibile produrre ottimi bianchi ma dove il terroir ha vocazione per le viti a bacca bianca è quasi impossibile produrre grandi rossi>>. Partendo da questo concetto, secondo i Bourguignon, bisognava ripensare la vigna sull’Etna.

FUFLUNS WINE TOURS DI FILIPPO MAGNANI COMPIE 25 ANNI

FUFLUNS WINE TRAVEL CONCIERGE, FONDATA NEL 1999 DA FILIPPO MAGNANI, È LA PRIMA AGENZIA IN ITALIA AD AVER SVILUPPATO ITINERARI LEGATI ALL’ENOTURISMO

Filippo Magnani festeggia i 25 anni di Fufluns

Filippo Magnani festeggia i 25 anni di Fufluns

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Il 25° anniversario è l’occasione per ripercorrere la storia di un’agenzia che sviluppa legami fra appassionati e professionisti stranieri con i produttori, i vini ed i territori italiani. Propone esperienze di viaggio personalizzate, uniche e memorabili, all’insegna del grande vino, del cibo e di un lifestyle apprezzato in tutto il mondo. Fufluns, che prende nome dal dio etrusco del vino, è un’agenzia di viaggi boutique specializzata in esperienze enogastronomiche di altissimo livello, anche in luoghi inaccessibili, studiate su misura dei viaggiatori e rigorosamente autentiche in tutta Italia. Ogni tour non è semplicemente un viaggio, ma un ricordo da custodire.
Questa è lo stile di Filippo Magnani che, per celebrare il 25° anno di Fufluns, ha arricchito il suo portafoglio con nuovi itinerari inediti ed ha inaugurato una newsletter trimestrale, in inglese “A Journey Through Italian Wines”, ricca di approfondimenti sulle destinazioni vinicole italiane.
Per i 25 anni sono in programma tour esclusivi con esperienze memorabili, riservati ai clienti abituali e wine clubs, accompagnati personalmente da Filippo Magnani. Inoltre, Fufluns parteciperà all’asta benefica, durante The Golden Vines Awards il prossimo Ottobre a Madrid, per finanziare la Fondazione Gérard Basset. Verrà offerta la “Vip Experience: alla scoperta dei vini iconici di Bolgheri” durante la quale, Filippo Magnani accompagnerà personalmente sei appassionati donatori, in visita alle tenute storiche del territorio.

ESPIANTO VIGNETI FAVOREVOLI E CONTRARI

CALANO I CONSUMI DI VINO E BISOGNA RIDURRE LA PRODUZIONE: A BORDEAUX SPIANTANO I VIGNETI MA IN ITALIA FRESCOBALDI DICE “NON FINANZIATE GLI ESPIANTI IN COLLINA”

Lamberto-Frescobaldi_presidente-Uiv

Lamberto Frescobaldi presidente-Uiv contrario a spiantare vigneti in collina

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Il Ministro Francesco Lollobrigida conferma che esiste un piano europeo per l’espianto di 100mila ettari di vigneti di cui 750mila francesi. Esiste anche una proposta italiana presentata dal Copa Cogeca, l’organizzazione europea delle associazioni di agricoltori e delle cooperative agricole, ma tutti si aspettano tempi lunghi per valutare e armonizzare le esigenze dei singoli stati per poi proporre un piano di finanziamento alla riduzione delle superfici vitate. Nell’ipotesi più ottimistica le delibere UE sono attese per la fine dell’anno.

ESPIANTI A TEMPO SPERANDO CHE I CONSUMI TORNINO A SALIRE

L’idea è quella degli “espianti a tempo” che consiste nello spiantare i vigneti, destinando la terra ad altre coltivazioni. Dopo un periodo minimo di 3 anni e massimo di 8 l’agricoltore può decidere di ripiantare la vigna. A fianco di questa misura, l’eccesso di produzione rispetto ai consumi, potrebbe essere regolato attraverso lo stoccaggio e la riduzione delle rese.

TREKKING URBANO IL TURISMO SOSTENIBILE IN CITTA’

VI RACCONTO COME E PERCHE’ HO INVENTATO IL TREKKING URBANO A SIENA NEL 2001 E POI, CON LO STREPITOSO STAFF DEL COMUNE, L’HO DIFFUSO IN TUTTA ITALIA

Trekking-urbano-l'avventura-comincia-sotto-casa

Trekking-urbano-l’avventura-comincia-sotto-casa

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination

Oggi ci sono itinerari a piedi in tantissime città italiane, nei negozi è possibile vedere “scarpe per trekking urbano” e ci sono medici che prescrivono “fare trekking orbano ogni giorno” come fosse una ginnastica dolce per combattere obesità, depressione, rischio infarto e osteoporosi. Insomma il trekking urbano è entrato nel vissuto di tante città d’arte e di tante persone.

COME NASCE IL TREKKING URBANO

Tutto è nato per caso nel 2001 mentre ero Assessore al turismo a Siena. Avevo incaricato il Centro Studi Turistici diretto da Alessandro Tortelli di indagare sull’impatto dei 4 milioni di turisti e escursionisti sulla vita dei residenti. L’indagine individuò la zona della città capitale del gotico, più “colonizzata” dai visitatori ma, ci fece anche scoprire come i viaggiatori apprezzassero il tragitto, dal parcheggio ai maggiori monumenti d’arte, come la visita di un museo a cielo aperto.

GABRIELE GORELLI, ANDREA LONARDI, PIETRO RUSSO

COSA ACCOMUNA E COSA DISTINGUE I TRE MASTER OF WINE ITALIANI ARRIVATI AL PRESTIGIOSO TITOLO DAL 2021 QUANDO L’ITALIA ERA RIMASTA LA SOLA GRANDE DEL VINO SENZA MW?

GABRIELE GORELLI, ANDREA LONARDI, PIETRO RUSSO E STIVIE KIM

GABRIELE GORELLI, ANDREA LONARDI, PIETRO RUSSO E STEVIE KIM

Di Donatella Cinelli Colombini #wine destination

 

E’ bello vedere che il club del vino più esclusivo e autorevole, quello dei Master of Wine, è diventato più sorridente verso l’Italia. Fino al 2021, infatti, fra i 30 Paesi rappresentati nell’Istituto londinese, c’erano tutte le grandi nazioni produttrici o consumatrici di vino ma non l’Italia. <<Un ambiente – quello dell’Istituto MW – quasi ostile>> verso l’Italia lo descriveva Gabriele Gorelli in un’intervista a Trebicchieri del Gambero rosso. In effetti all’estero è radicata la convinzione che gli assaggiatori italiani conoscano solo la produzione nazionale e manchino di un approccio ad ampio orizzonte sulla produzione e sul mercato.
Forse è vero ma in un’epoca di contrato al globalismo e all’omologazione, a me sembra fondamentale avere le idee chiare sulla propria identità.

GABRIELE GORELLI, ANDREA LONARDI, PIETRO RUSSO I 3 MASTER OF WINE ITALIANI

Ad ogni modo è bello avere tre Master of Wine Italiani e vorrei vedere cosa unisce e cosa distingue queste tre persone eccezionali.

GLI INNOVATORI DEL VINO ITALIANO 8

GLI INNOVATORI “DOLCI” CHE HANNO CAMBIATO IN MODO ELEGANTE: BEPI QUINTARELLI, LOUDOVICO ANTINORI, LIVIO E MARCO FELLUGA, AMPELIO BUCCI, GIULIO FERRARI E I LUNELLI

Giuseppe Quintarelli uva

Giuseppe Quintarelli uno degli innovatori del vino italiano

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination

 

Ci sono molti modi per cambiare le cose e affermare un’idea differente. C’è chi lo fa urlando la propria insofferenza e chi invece parla sottovoce ma è spinto avanti dalla fiducia nelle proprie idee, il coraggio di uscire dal coro e la tenacia di non fermarsi di fronte alle difficoltà ma di andare avanti raccogliendo sempre più seguaci.
Come vedete dall’importanza dei personaggi che descrivo in questo post, non c’è una graduatoria nella sequenza delle persone raccontate fra gli innovatori del vino italiano ma un ordine casuale dettato, qualche volta dall’affetto, ma più spesso dai nomi che mi vengono in mente pensando a specifici caratteri della loro personalità o della loro opera. Alcuni sono morti ma la maggior parte sono ancora fra noi e ci guidano con l’esempio e la visione. Vorrei che, leggendo queste note, mi suggeriste altri nomi perché io sono una produttrice che abita in un angolo della campagna toscana e non una giornalista che partecipa a eventi e press tour per cui conosco molti ma non conosco tutti i territori del vino con i loro personaggi e la loro storia. Ho bisogno del vostro aiuto per creare la rassegna dei 100 innovatori del vino italiano. Per favore mandatemi i vostri suggerimenti donatella@cinellicolombini.it

SOLO PER IL CLUB: BRUNELLO 2018 BIO “LATE VINTAGE RELEASE”

 

La proposta include 6 bottiglie di Brunello di Montalcino 2018 uscita ritardata ciascuna numerata e incartata da ricevere direttamente a casa vostra al costo di € 297,00

DONATELLA CINELLI COLOMBINI VI PRESENTA UNA PICCOLA SERIE DI BRUNELLO DI MONTALCINO 2018 DEL CASATO PRIME DONNE CON GRANDE QUALITÀ E POTENZIALE DI INVECCHIAMENTO

Nel 2018 una piccola quantità di uva e poi di vino è stata tenuta gelosamente separata dal resto in 4 tonneau di rovere francese da 5-7hl e infine anche in una botte da 15 hl, fino ad essere imbottigliata da sola.
L’affinamento in bottiglia ha reso ancora più evidente la qualità superiore al resto del Brunello 2018 “annata” .
Per questo Donatella Cinelli Colombini e sua figlia Violante hanno deciso di mettere l’accento sull’eccezionalità di questo Super Brunello nato come un “esperimento” e diventato un piccolo gioiello di sole 3000 bottiglie per appassionati in cerca di esclusività da bere.

COME SI VEDE LA DIFFERENZA DAL BRUNELLO 2018 ANNATA?

Per distinguerlo sull’etichetta è stata inserita una striscia dorata sulla base. Le bottiglie saranno numerate, incartate una per una e commercializzate soprattutto in casse di legno. L’aumento di prezzo è minimo e serve solo a marcare la differenza.

NASCE IL CLUB DEGLI WINE HOSPITALITY MANAGER

OLTRE 500 ISCRITTI IN POCHI GIORNI, PARTE COL BOTTO IL CLUB DEI RESPONSABILI DELL’ACCOGLIENZA TURISTICA IN CANTINA PROMOSSO DA WINE MERIDIAN E WINE SUITE -DIVINEA

Montalcino Casato Prime Donne wine hospitality nasce il club per i managers dell'accoglienza in cantina

Montalcino Casato Prime Donne wine hospitality nasce il club per i managers dell’accoglienza in cantina

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Inizia con una riunione durante Hospitality, il B2B di Riva del Garda, all’inizio di febbraio 2024 quando è stato proposto il “manifesto” dei wine hospitality managers e già alla fine del mese il club “Wine Hospitality” contava 500 iscritti.
Mira a offrire informazioni aggiornate sulle novità e i trend, corsi di formazione, creare uno spazio di condivisione, networking fra i manager delle cantine turistiche, organizzare eventi e servizi che agevolino la crescita dell’enoturismo e trovare le soluzioni ai suoi problemi. Quest’ultima sembra la sfida più audace ma forse quella decisiva perché “l’unione fa la forza” e far parlare con una voce sola 500 professionisti dell’enoturismo significa avere una voce di tuono.
Con questi presupposti nasce il primo progetto Wine Tourism HUB e la prima serie di dati che riguardano un campione di 1600 cantine italiane.
I punti presi in esame riguardano la loro comunicazione: analisi dei loro siti web, invio di mail e telefonate.

LA VITA E’ UNA COMBINAZIONE DI PASTA E MAGIA

PASTA CHE PASSIONE! UN MINILIBRO DI CARLO OTTAVIANO PER SCOPRIRE CURIOSITA’, NOTIZIE E FAKE NEWS SULLA PASTA IN UNA STORIA DI QUASI MILLE ANNI

pinci_al_sugo_di_nana_Fattoria_del_colle-

pinci_al_sugo_di_nana_Fattoria_del_colle-

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

 

“La vita è una combinazione di pasta e magia” con queste parole di Federico Fellini inizia l’opuscolo di Carlo Ottaviano “Parole di pasta” edizione fuori commercio riservata agli amici. A me è arrivato per Natale e questo è un ringraziamento tardivo per un dono graditissimo.

 

ORIGINE DELLA PASTA NON IN CINA MA PROBABILMENTE IN AFRICA SETTENTRIONALE

Un librino tanto piccolo quanto prezioso perché fa scoprire cose che quasi nessuno conosce e che sono invece intriganti e affascinanti. Ma dall’ex direttore del Gambero Rosso, non ci aspettavamo di meno!

GLI INNOVATORI DEL VINO ITALIANO 7

CINQUINA DI RIBELLI: BAROLO BOYS, JOSKO GRAVNER, WALTER MASSA, BIBI GRAETZ, VINI VERI. OGNUNO LASCIA UNA TRACCIA FORTE E POSITIVA MA ANCHE MOLTO SCOPIGLIO

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Questo gruppo è composto da “bastian contrari” persone che hanno avuto il coraggio di uscire dal coro in modo esplosivo andando contro convenzioni, familiari, colleghi, vicini e persino clienti. Alcuni sono stati considerati un pericolo anziché i pionieri del rinnovamento ma il loro coraggio ha avuto sempre un effetto tonico, anche su chi pensava in modo completamente diverso ha comunque allargato gli orizzonti e ha messo sul tavolo argomenti su cui confrontarsi.

Joško Gravner

Joško Gravner

Come sempre, a costo di risultare noiosa, chiedo a tutti un contributo di idee per arrivare a 100 profili di innovatori del vino italiano. Io conosco tante persone ma non conosco tutti e sicuramente ho bisogno del vostro aiuto. Scrivetemi a donatella@cinellicolombini.it

I BAROLO BOYS

In realtà i Barolo boys sono sette e non tutti maschi: Elio e Silvia Altare, Giorgio Rivetti, Roberto Voerzio, Chiara Boschis e Elio Grasso e Lorenzo Accomasso. Accanto a loro, alla fine del Novecento, anche Alessandro e Bruno Ceretto, Enrico Scavino, Beppe e Marta Rinalidi, Beppe Caviola cominciano a sperimentare soluzioni nuove per produrre e affinare il loro vino.

IL MIO VINITALY

VI RACCONTO UN VINITALY TRABOCCANTE DI OPERATORI ESTERI E DI MINISTRI, CHE HA DATO OTTIMISMO ALLE CANTINE MA ANCHE VALORIZZANDO I NUOVI TREND NO ALCOL

Vinitaly 2024 Brunello di Montalcino

Vinitaly 2024 Brunello di Montalcino

 

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

 

 

Credevo che per me sarebbe stato il Vinitaly delle lacrime e invece è stato il Vinitaly degli abbracci. L’abbraccio del mondo del vino che mi sommerge di affetto. Avevo paura che mi facesse crollare e invece mi ha dato forza. Grazie!

DONATELLA WINE BLOGGER A VINITALY 2024

Sono a Vinitaly 2024 come wine blogger, ho l’accredito da attaccare al collo e posso entrare nella sala stampa. Devo quindi guardarmi intorno con occhi più esplorativi. Non sono andata alle cene e alle feste serali, non sono andata a Vinitaly in the City che anima le piazze di Verona con musica, assaggi, sport arte e cucina… quelli non posso raccontarveli. Ma la fiera me la sono fatta tutta cercando di capire come le cantine reagiscono alla crisi all’orizzonte e approfittano dell’enorme numero di 30.000 buyers di cui 1.200 top buyer provenienti da 140 Paesi esteri. Considerando che le cantine espositrici sono 4.000, nessuna è tornata a casa a mani vuote neanche imprese come noi che hanno già ottimi rapporti in 44 nazioni straniere e considerano Vinitaly quasi solo come una vetrina. Ovviamente questo succede se la fiera è stata preparata bene via telefono e mail ma, soprattutto, se Vinitaly viene sviluppato dopo ricontattando (per anni) tutti i buyers, nella convinzione che alla fine compreranno. L’epoca in cui si andava in fiera accalappiando i buyer che passavano davanti allo stand è finita da anni anche perché Veronafiere offre un sistema di matching digitale che permette di fissare appuntamenti con i compratori prima e durante Vinitaly.
In effetti, fino dal primo giorno, il numero di operatori presenti in fiera è enorme, gli stand sono pieni e, in alcuni padiglioni, è persino difficile camminare nei corridoi.

IL TELEFONINO E’ UN NEMICO DEL VINO?

IL RAPPORTO DELLA GENERZIONE Z – SEMPRE CONNESSA – CON IL DIGITALE E LO SMARTPHONE POTREBBE  ALLONTANARLA DAL VINO? E COME CONTRASTARE  IL DISINTERESSE DEI GIOVANI?

perchè le nuove generazioni si allontanano da vino. Il telefonino è un dissuasore o un alleato?

perchè le nuove generazioni si allontanano da vino. Il telefonino è un dissuasore o un alleato?

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

 

 

La cosa certa è che la generazione Z, nata a cavallo del nuovo millennio, ha un rapporto simbiotico con il digitale. Praticamente ci vive dentro.
Sul fronte dei consumi di bevande si assiste a un rilancio dei super alcolici e dei low alcool dal sapore dolce, insieme ai cocktail e ai mix a base di cannabis.
Il vino viene percepito come qualcosa di difficile, manipolato con aggiunte poco naturali e poco salutari. Forse è anche tutta la scenografia che c’è intorno al vino che appare distante a chi vive social. In altre parole, la necessità di imparare attraverso i corsi da Sommelier, la fatica di ricordarsi vitigni, denominazioni, marchi …. Potrebbe essere dissuasiva per chi non ha una mente formata sulle date storiche, i principali autori della letteratura, il pensiero dei filosofi…. Cioè per quelli che ritengono inutile la cultura perché sanno trovare qualunque cosa in Google. Inoltre mi chiedo se consumatori di questo tipo siano influenzati da punteggi e opinioni di critici oppure siano affascinati da modalità di consumo rituali come quello che comprende, carta dei vini, sommelier e bicchieri balloon?

VINITALY 2024

VINITALY SFIDA IL VENTO CONTRARIO CHE SOFFIA SUL VINO PER PORTARE AVANTI LA NAVE ITALIANA. 30.000 BUYER DI CUI 1.200 TOP BUYER, MAI COSI’ TANTI IN FIERA

Vinitaly 2024

Vinitaly 2024

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

When the going gets tough, let the tough get going – quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. E’ un detto americano che invita al coraggio nell’affrontare gli ostacoli e potrebbe essere il motto di Vinitaly 2024.

VINITALY DECISIVO PER RIDARE SLANCIO AL VINO E A TUTTO L’EXPORT AGROALIMENTARE ITALIANO

La fiera italiana è la terza in Europa sul vino dall’inizio dell’anno, ma a Wine Paris, la maggior parte dei produttori italiani erano in “fase esplorativa”, mentre ProWein sono andati bene solo gli espositori che avevano preparato bene la fiera. Quindi Vinitaly sarà decisivo per ridare slancio al mercato del vino italiano in evidente difficoltà.
Le campagne salutistiche, i cambiamenti demografici, le bevande alternative anche a base di cannabis… stanno velocemente modificando il contenuto dei calici soprattutto dei consumatori giovani.

Nel mondo, dopo il picco di consumi di vino del 2021, con 322 milioni di ettolitri, il mercato si è contratto a 304 milioni di ettolitri nel 2023.
L’export italiano va male soprattutto per le Dop rosse, che hanno registrato un -8% nel 2023 mentre crescono dealcolati, low alcol e naturali.

Questo lo scenario a cui Vinitaly tenta di dare il contrattacco.  La partita è difficile anche per le sue enormi dimensioni e la necessità di agire da diverse posizioni: politica, commerciale e culturale.

                                                                       
Cinelli Colombini
Privacy Overview

Questo sito web utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito ritieni più interessanti e utili.