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ESPIANTO VIGNETI FAVOREVOLI E CONTRARI

CALANO I CONSUMI DI VINO E BISOGNA RIDURRE LA PRODUZIONE: A BORDEAUX SPIANTANO I VIGNETI MA IN ITALIA FRESCOBALDI DICE “NON FINANZIATE GLI ESPIANTI IN COLLINA”

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Lamberto Frescobaldi presidente-Uiv contrario a spiantare vigneti in collina

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Il Ministro Francesco Lollobrigida conferma che esiste un piano europeo per l’espianto di 100mila ettari di vigneti di cui 750mila francesi. Esiste anche una proposta italiana presentata dal Copa Cogeca, l’organizzazione europea delle associazioni di agricoltori e delle cooperative agricole, ma tutti si aspettano tempi lunghi per valutare e armonizzare le esigenze dei singoli stati per poi proporre un piano di finanziamento alla riduzione delle superfici vitate. Nell’ipotesi più ottimistica le delibere UE sono attese per la fine dell’anno.

ESPIANTI A TEMPO SPERANDO CHE I CONSUMI TORNINO A SALIRE

L’idea è quella degli “espianti a tempo” che consiste nello spiantare i vigneti, destinando la terra ad altre coltivazioni. Dopo un periodo minimo di 3 anni e massimo di 8 l’agricoltore può decidere di ripiantare la vigna. A fianco di questa misura, l’eccesso di produzione rispetto ai consumi, potrebbe essere regolato attraverso lo stoccaggio e la riduzione delle rese.

TREKKING URBANO IL TURISMO SOSTENIBILE IN CITTA’

VI RACCONTO COME E PERCHE’ HO INVENTATO IL TREKKING URBANO A SIENA NEL 2001 E POI, CON LO STREPITOSO STAFF DEL COMUNE, L’HO DIFFUSO IN TUTTA ITALIA

Trekking-urbano-l'avventura-comincia-sotto-casa

Trekking-urbano-l’avventura-comincia-sotto-casa

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination

Oggi ci sono itinerari a piedi in tantissime città italiane, nei negozi è possibile vedere “scarpe per trekking urbano” e ci sono medici che prescrivono “fare trekking orbano ogni giorno” come fosse una ginnastica dolce per combattere obesità, depressione, rischio infarto e osteoporosi. Insomma il trekking urbano è entrato nel vissuto di tante città d’arte e di tante persone.

COME NASCE IL TREKKING URBANO

Tutto è nato per caso nel 2001 mentre ero Assessore al turismo a Siena. Avevo incaricato il Centro Studi Turistici diretto da Alessandro Tortelli di indagare sull’impatto dei 4 milioni di turisti e escursionisti sulla vita dei residenti. L’indagine individuò la zona della città capitale del gotico, più “colonizzata” dai visitatori ma, ci fece anche scoprire come i viaggiatori apprezzassero il tragitto, dal parcheggio ai maggiori monumenti d’arte, come la visita di un museo a cielo aperto.

GABRIELE GORELLI, ANDREA LONARDI, PIETRO RUSSO

COSA ACCOMUNA E COSA DISTINGUE I TRE MASTER OF WINE ITALIANI ARRIVATI AL PRESTIGIOSO TITOLO DAL 2021 QUANDO L’ITALIA ERA RIMASTA LA SOLA GRANDE DEL VINO SENZA MW?

GABRIELE GORELLI, ANDREA LONARDI, PIETRO RUSSO E STIVIE KIM

GABRIELE GORELLI, ANDREA LONARDI, PIETRO RUSSO E STEVIE KIM

Di Donatella Cinelli Colombini #wine destination

 

E’ bello vedere che il club del vino più esclusivo e autorevole, quello dei Master of Wine, è diventato più sorridente verso l’Italia. Fino al 2021, infatti, fra i 30 Paesi rappresentati nell’Istituto londinese, c’erano tutte le grandi nazioni produttrici o consumatrici di vino ma non l’Italia. <<Un ambiente – quello dell’Istituto MW – quasi ostile>> verso l’Italia lo descriveva Gabriele Gorelli in un’intervista a Trebicchieri del Gambero rosso. In effetti all’estero è radicata la convinzione che gli assaggiatori italiani conoscano solo la produzione nazionale e manchino di un approccio ad ampio orizzonte sulla produzione e sul mercato.
Forse è vero ma in un’epoca di contrato al globalismo e all’omologazione, a me sembra fondamentale avere le idee chiare sulla propria identità.

GABRIELE GORELLI, ANDREA LONARDI, PIETRO RUSSO I 3 MASTER OF WINE ITALIANI

Ad ogni modo è bello avere tre Master of Wine Italiani e vorrei vedere cosa unisce e cosa distingue queste tre persone eccezionali.

GLI INNOVATORI DEL VINO ITALIANO 8

GLI INNOVATORI “DOLCI” CHE HANNO CAMBIATO IN MODO ELEGANTE: BEPI QUINTARELLI, LOUDOVICO ANTINORI, LIVIO E MARCO FELLUGA, AMPELIO BUCCI, GIULIO FERRARI E I LUNELLI

Giuseppe Quintarelli uva

Giuseppe Quintarelli uno degli innovatori del vino italiano

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination

 

Ci sono molti modi per cambiare le cose e affermare un’idea differente. C’è chi lo fa urlando la propria insofferenza e chi invece parla sottovoce ma è spinto avanti dalla fiducia nelle proprie idee, il coraggio di uscire dal coro e la tenacia di non fermarsi di fronte alle difficoltà ma di andare avanti raccogliendo sempre più seguaci.
Come vedete dall’importanza dei personaggi che descrivo in questo post, non c’è una graduatoria nella sequenza delle persone raccontate fra gli innovatori del vino italiano ma un ordine casuale dettato, qualche volta dall’affetto, ma più spesso dai nomi che mi vengono in mente pensando a specifici caratteri della loro personalità o della loro opera. Alcuni sono morti ma la maggior parte sono ancora fra noi e ci guidano con l’esempio e la visione. Vorrei che, leggendo queste note, mi suggeriste altri nomi perché io sono una produttrice che abita in un angolo della campagna toscana e non una giornalista che partecipa a eventi e press tour per cui conosco molti ma non conosco tutti i territori del vino con i loro personaggi e la loro storia. Ho bisogno del vostro aiuto per creare la rassegna dei 100 innovatori del vino italiano. Per favore mandatemi i vostri suggerimenti donatella@cinellicolombini.it

SOLO PER IL CLUB: BRUNELLO 2018 BIO “LATE VINTAGE RELEASE”

 

La proposta include 6 bottiglie di Brunello di Montalcino 2018 uscita ritardata ciascuna numerata e incartata da ricevere direttamente a casa vostra al costo di € 297,00

DONATELLA CINELLI COLOMBINI VI PRESENTA UNA PICCOLA SERIE DI BRUNELLO DI MONTALCINO 2018 DEL CASATO PRIME DONNE CON GRANDE QUALITÀ E POTENZIALE DI INVECCHIAMENTO

Nel 2018 una piccola quantità di uva e poi di vino è stata tenuta gelosamente separata dal resto in 4 tonneau di rovere francese da 5-7hl e infine anche in una botte da 15 hl, fino ad essere imbottigliata da sola.
L’affinamento in bottiglia ha reso ancora più evidente la qualità superiore al resto del Brunello 2018 “annata” .
Per questo Donatella Cinelli Colombini e sua figlia Violante hanno deciso di mettere l’accento sull’eccezionalità di questo Super Brunello nato come un “esperimento” e diventato un piccolo gioiello di sole 3000 bottiglie per appassionati in cerca di esclusività da bere.

COME SI VEDE LA DIFFERENZA DAL BRUNELLO 2018 ANNATA?

Per distinguerlo sull’etichetta è stata inserita una striscia dorata sulla base. Le bottiglie saranno numerate, incartate una per una e commercializzate soprattutto in casse di legno. L’aumento di prezzo è minimo e serve solo a marcare la differenza.

NASCE IL CLUB DEGLI WINE HOSPITALITY MANAGER

OLTRE 500 ISCRITTI IN POCHI GIORNI, PARTE COL BOTTO IL CLUB DEI RESPONSABILI DELL’ACCOGLIENZA TURISTICA IN CANTINA PROMOSSO DA WINE MERIDIAN E WINE SUITE -DIVINEA

Montalcino Casato Prime Donne wine hospitality nasce il club per i managers dell'accoglienza in cantina

Montalcino Casato Prime Donne wine hospitality nasce il club per i managers dell’accoglienza in cantina

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Inizia con una riunione durante Hospitality, il B2B di Riva del Garda, all’inizio di febbraio 2024 quando è stato proposto il “manifesto” dei wine hospitality managers e già alla fine del mese il club “Wine Hospitality” contava 500 iscritti.
Mira a offrire informazioni aggiornate sulle novità e i trend, corsi di formazione, creare uno spazio di condivisione, networking fra i manager delle cantine turistiche, organizzare eventi e servizi che agevolino la crescita dell’enoturismo e trovare le soluzioni ai suoi problemi. Quest’ultima sembra la sfida più audace ma forse quella decisiva perché “l’unione fa la forza” e far parlare con una voce sola 500 professionisti dell’enoturismo significa avere una voce di tuono.
Con questi presupposti nasce il primo progetto Wine Tourism HUB e la prima serie di dati che riguardano un campione di 1600 cantine italiane.
I punti presi in esame riguardano la loro comunicazione: analisi dei loro siti web, invio di mail e telefonate.

LA VITA E’ UNA COMBINAZIONE DI PASTA E MAGIA

PASTA CHE PASSIONE! UN MINILIBRO DI CARLO OTTAVIANO PER SCOPRIRE CURIOSITA’, NOTIZIE E FAKE NEWS SULLA PASTA IN UNA STORIA DI QUASI MILLE ANNI

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pinci_al_sugo_di_nana_Fattoria_del_colle-

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

 

“La vita è una combinazione di pasta e magia” con queste parole di Federico Fellini inizia l’opuscolo di Carlo Ottaviano “Parole di pasta” edizione fuori commercio riservata agli amici. A me è arrivato per Natale e questo è un ringraziamento tardivo per un dono graditissimo.

 

ORIGINE DELLA PASTA NON IN CINA MA PROBABILMENTE IN AFRICA SETTENTRIONALE

Un librino tanto piccolo quanto prezioso perché fa scoprire cose che quasi nessuno conosce e che sono invece intriganti e affascinanti. Ma dall’ex direttore del Gambero Rosso, non ci aspettavamo di meno!

GLI INNOVATORI DEL VINO ITALIANO 7

CINQUINA DI RIBELLI: BAROLO BOYS, JOSKO GRAVNER, WALTER MASSA, BIBI GRAETZ, VINI VERI. OGNUNO LASCIA UNA TRACCIA FORTE E POSITIVA MA ANCHE MOLTO SCOPIGLIO

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Questo gruppo è composto da “bastian contrari” persone che hanno avuto il coraggio di uscire dal coro in modo esplosivo andando contro convenzioni, familiari, colleghi, vicini e persino clienti. Alcuni sono stati considerati un pericolo anziché i pionieri del rinnovamento ma il loro coraggio ha avuto sempre un effetto tonico, anche su chi pensava in modo completamente diverso ha comunque allargato gli orizzonti e ha messo sul tavolo argomenti su cui confrontarsi.

Joško Gravner

Joško Gravner

Come sempre, a costo di risultare noiosa, chiedo a tutti un contributo di idee per arrivare a 100 profili di innovatori del vino italiano. Io conosco tante persone ma non conosco tutti e sicuramente ho bisogno del vostro aiuto. Scrivetemi a donatella@cinellicolombini.it

I BAROLO BOYS

In realtà i Barolo boys sono sette e non tutti maschi: Elio e Silvia Altare, Giorgio Rivetti, Roberto Voerzio, Chiara Boschis e Elio Grasso e Lorenzo Accomasso. Accanto a loro, alla fine del Novecento, anche Alessandro e Bruno Ceretto, Enrico Scavino, Beppe e Marta Rinalidi, Beppe Caviola cominciano a sperimentare soluzioni nuove per produrre e affinare il loro vino.

IL MIO VINITALY

VI RACCONTO UN VINITALY TRABOCCANTE DI OPERATORI ESTERI E DI MINISTRI, CHE HA DATO OTTIMISMO ALLE CANTINE MA ANCHE VALORIZZANDO I NUOVI TREND NO ALCOL

Vinitaly 2024 Brunello di Montalcino

Vinitaly 2024 Brunello di Montalcino

 

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

 

 

Credevo che per me sarebbe stato il Vinitaly delle lacrime e invece è stato il Vinitaly degli abbracci. L’abbraccio del mondo del vino che mi sommerge di affetto. Avevo paura che mi facesse crollare e invece mi ha dato forza. Grazie!

DONATELLA WINE BLOGGER A VINITALY 2024

Sono a Vinitaly 2024 come wine blogger, ho l’accredito da attaccare al collo e posso entrare nella sala stampa. Devo quindi guardarmi intorno con occhi più esplorativi. Non sono andata alle cene e alle feste serali, non sono andata a Vinitaly in the City che anima le piazze di Verona con musica, assaggi, sport arte e cucina… quelli non posso raccontarveli. Ma la fiera me la sono fatta tutta cercando di capire come le cantine reagiscono alla crisi all’orizzonte e approfittano dell’enorme numero di 30.000 buyers di cui 1.200 top buyer provenienti da 140 Paesi esteri. Considerando che le cantine espositrici sono 4.000, nessuna è tornata a casa a mani vuote neanche imprese come noi che hanno già ottimi rapporti in 44 nazioni straniere e considerano Vinitaly quasi solo come una vetrina. Ovviamente questo succede se la fiera è stata preparata bene via telefono e mail ma, soprattutto, se Vinitaly viene sviluppato dopo ricontattando (per anni) tutti i buyers, nella convinzione che alla fine compreranno. L’epoca in cui si andava in fiera accalappiando i buyer che passavano davanti allo stand è finita da anni anche perché Veronafiere offre un sistema di matching digitale che permette di fissare appuntamenti con i compratori prima e durante Vinitaly.
In effetti, fino dal primo giorno, il numero di operatori presenti in fiera è enorme, gli stand sono pieni e, in alcuni padiglioni, è persino difficile camminare nei corridoi.

IL TELEFONINO E’ UN NEMICO DEL VINO?

IL RAPPORTO DELLA GENERZIONE Z – SEMPRE CONNESSA – CON IL DIGITALE E LO SMARTPHONE POTREBBE  ALLONTANARLA DAL VINO? E COME CONTRASTARE  IL DISINTERESSE DEI GIOVANI?

perchè le nuove generazioni si allontanano da vino. Il telefonino è un dissuasore o un alleato?

perchè le nuove generazioni si allontanano da vino. Il telefonino è un dissuasore o un alleato?

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

 

 

La cosa certa è che la generazione Z, nata a cavallo del nuovo millennio, ha un rapporto simbiotico con il digitale. Praticamente ci vive dentro.
Sul fronte dei consumi di bevande si assiste a un rilancio dei super alcolici e dei low alcool dal sapore dolce, insieme ai cocktail e ai mix a base di cannabis.
Il vino viene percepito come qualcosa di difficile, manipolato con aggiunte poco naturali e poco salutari. Forse è anche tutta la scenografia che c’è intorno al vino che appare distante a chi vive social. In altre parole, la necessità di imparare attraverso i corsi da Sommelier, la fatica di ricordarsi vitigni, denominazioni, marchi …. Potrebbe essere dissuasiva per chi non ha una mente formata sulle date storiche, i principali autori della letteratura, il pensiero dei filosofi…. Cioè per quelli che ritengono inutile la cultura perché sanno trovare qualunque cosa in Google. Inoltre mi chiedo se consumatori di questo tipo siano influenzati da punteggi e opinioni di critici oppure siano affascinati da modalità di consumo rituali come quello che comprende, carta dei vini, sommelier e bicchieri balloon?

VINITALY 2024

VINITALY SFIDA IL VENTO CONTRARIO CHE SOFFIA SUL VINO PER PORTARE AVANTI LA NAVE ITALIANA. 30.000 BUYER DI CUI 1.200 TOP BUYER, MAI COSI’ TANTI IN FIERA

Vinitaly 2024

Vinitaly 2024

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

When the going gets tough, let the tough get going – quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. E’ un detto americano che invita al coraggio nell’affrontare gli ostacoli e potrebbe essere il motto di Vinitaly 2024.

VINITALY DECISIVO PER RIDARE SLANCIO AL VINO E A TUTTO L’EXPORT AGROALIMENTARE ITALIANO

La fiera italiana è la terza in Europa sul vino dall’inizio dell’anno, ma a Wine Paris, la maggior parte dei produttori italiani erano in “fase esplorativa”, mentre ProWein sono andati bene solo gli espositori che avevano preparato bene la fiera. Quindi Vinitaly sarà decisivo per ridare slancio al mercato del vino italiano in evidente difficoltà.
Le campagne salutistiche, i cambiamenti demografici, le bevande alternative anche a base di cannabis… stanno velocemente modificando il contenuto dei calici soprattutto dei consumatori giovani.

Nel mondo, dopo il picco di consumi di vino del 2021, con 322 milioni di ettolitri, il mercato si è contratto a 304 milioni di ettolitri nel 2023.
L’export italiano va male soprattutto per le Dop rosse, che hanno registrato un -8% nel 2023 mentre crescono dealcolati, low alcol e naturali.

Questo lo scenario a cui Vinitaly tenta di dare il contrattacco.  La partita è difficile anche per le sue enormi dimensioni e la necessità di agire da diverse posizioni: politica, commerciale e culturale.

GLI INNOVATORI DEL VINO ITALIANO 6

ATTILIO SCIENZA, GIUSEPPE LIBERATORE, OSCAR FARINETTI, FEDE E TINTO, DANIELE CERNILLI 5 PERSONAGGI CHE HANNO RIVOLUZIONATO LA CULTURA ITALIANA DEL VINO

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Mi sono accorta di essere troppo prolissa e torno alle sette righe, dei primi profili di questa rassegna di innovatori del vino italiano. Questa volta ho scelto 5 personaggi non produttori che hanno dato una svolta alla percezione del vino da parte dell’opinione pubblica o del sistema normativo.

Desidero ribadire ancora una volta la richiesta a mandarmi suggerimenti e consigli. Vorrei arrivare a 100 profili ma non conosco tutti gli uomini e le donne che hanno rivoluzionato il vino italiano e quindi ho bisogno del vostro aiuto. Non c’è una graduatoria, le persone descritte sono scelte con estrema libertà e sono tutte meritevoli. Anzi ho lasciato indietro alcuni nomi eccellenti per essere sicura che, andando avanti,

Attilio Scienza Merano

Attilio Scienza fra gli innovatori del vino italiano

il livello fosse sempre uguale.

ATTILIO SCIENZA L’AGRONOMO SUPER STAR

Ha reso popolare la figura dell’agronomo. Attilio Scienza è stato il primo studioso di vigneti e viti a uscire dall’ambito accademico per diventare una celebrità conosciuta anche dal trade e dagli appassionati. 32 testi e 380 pubblicazioni scientifiche, un numero impressionate di premi. Ha insegnato viticultura all’Università di Milano e presieduto l’Istituto di San Michele all’Adige.

IL TERROIR E LA DEGUSTAZIONE DEL VINO SONO UN MITO?

LA CONTESTAZIONE DEL CONCETTO DI TERROIR DA PARTE DI MAGGIE HARRISON E LE COMMISSIONI DI DEGUSTAZIONE ITALIANE CHE VANNO IN TILT CON I VINI NATURALI

Cancello nero agosto 2011 impianto del vigneto

Cancello nero agosto 2011 impianto del vigneto. esiste il terroir?

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

 

Ricordo l’inizio della lezione di Denis Dubourdieu, all’Università di Bordeaux nel lontano 1999 <<ricordatevi che la qualità del vino è una linea retta con la perfezione al centro, più andate verso i lati e meno il vino è buono>>. Rimasi stupefatta, perché venendo da studi umanistici sapevo come un concetto del genere appartenesse a una cultura idealistica basata sul “bello ideale” che era stata sbaragliata, proprio in Francia, dagli Impressionisti un secolo e mezzo prima e dalle avanguardie musicali all’inizio del Novecento.

IL PASSAGGIO DALLA CULTURA IDEALISTICA AL POST MODERN NEL VINO

Oggi la ricerca della perfezione apollinea non interessa più ma è l’espressività, la capacità di trasmettere messaggi e suscitare emozione che conta. Questo vale per ogni espressione della civiltà umana: il cinema, l’architettura, la moda …. E il vino.

FESTA A NIPOZZANO PER GLI 80 ANNI DI EMAUELE PELLUCCI

FESTA A SORPRESA ORGANIZZATA DA AGNESE PELLUCCI PER IL PADRE EMANUELE INVITANDO I SUOI “AMICI DEL VINO” DI TUTTA LA VITA: PRODUTTORI, ENOLOGIE E GIORNALISTI

 

Emanuele Pellucci festeggia i suoi 80 anni a Nipozzano con la sua famiglia e i suoi amici

Emanuele Pellucci festeggia i suoi 80 anni a Nipozzano con la sua famiglia e i suoi amici

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

La cornice del Castello di Nipozzano è spettacolosa, si tratta di un maniero medioevale con cassero, mura di cinta e borgo, che, nel rinascimento, i nobili fiorentini Albizi trasformarono in elegante residenza e ritrovo di artisti e letterati finchè Leonia degli Albizzi, moglie di Angelo Frescobaldi trasferì la proprietà nella famiglia del marito e degli attuali proprietari. Nipozzano è il cuore dei possedimenti Frescobaldi e nei salotti è possibile vedere le foto dei reali e dei Presidenti che l’hanno visitato: Re Carlo d’Inghilterra, il Presidente Clinton … Essere ospiti in un posto del genere fa sentire privilegiati e parti di una storia importante.

 

FESTA A SORPRESA PER GLI 80 ANNI DI EMANUELE PELLUCCI

Anche la festa a sorpresa per gli 80 anni di Emanuele Pellucci è qualcosa di importante e parteciparvi fa sentire privilegiati.

PUNITO CHI SPECULA SUI VIGNERON FRANCESI

CONDANNATI I A PAGARE 350.000€ I NÉGOCIANT DI BORDEAUX CHE AVEVANO ACQUISTATO A POCO PIU’ DI 1 EURO AL LITRO VINI CHE VALEVANO MOLTO DI PIU’

Bordeaux la legge Egalim protegge i vigneron contro le speculazioni

Bordeaux la legge Egalim protegge i vigneron contro le speculazioni

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

La notizia non ha precedenti nella storia e riguarda i potentissimi négociant francesi, per questo ha fatto il giro del mondo.
I fatti: Cordier e Maison Ginestet, due commercianti specializzati in vino operanti nella piazza di Bordeaux sono stati condannati a pagare 350.000€ per aver comprato 8.500 ettolitri di vino con denominazione Medoc en primeur cioè ancora in botte, a un prezzo di 1,2- 1,3 Euro al litro.
Il venditore si è sentito preso per il collo perché, il valore di mercato del Medoc è di 1500-2000 € per ogni tonneaux da 900 Litri, quindi circa 700€ più alto rispetto al prezzo pagato da Cordier e Maison Ginestet per questo il tribunale ha costretto i negociant a restituire circa la metà di questa somma. A conti fatti gli è andata anche bene.

                                                                       
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