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GLI SVITATI

Finalmente il vino impara l’ironia e un argomento serio trattato con leggerezza 5 produttori che usano tappi a vite fondano Gli Svitati per raccontarsi

 

Gli Svitati simbolo

Gli Svitati simbolo

Di Donatella Cinelli Colombini

Varrebbe la pena di premiarli anche solo per il coraggio di essere usciti dagli schemi e essersi presentati con un nome divertente Svitati e con un’immagine capace di raccontarli: in sei su un’auto decappottabile azzurra mentre salutano e sorridono.

 

GLI SVITATI: 5 PRODUTTORI DEL TAPPO A VITE

Gli svitati sono Franz Haas, Graziano Prà, Jermann Pojer, Sandri e Walter Massa e uniscono le forze contro i pregiudizi, contro le verità assolute, contro i luoghi comuni, raccontando il loro modo di fare vino e di usare il tappo a vite. Una chiusura che a livello mondiale riguarda 4 bottiglie su 10, anche se in Europa continua a venire osteggiata dai tradizionalisti, per cui riguarda solo il 34% del totale (2021) e in Italia tappa una bottiglia su cinque.

COSA BEVONO I GIOVANI WINE LOVERS NEL MONDO?

Grandi cambiamenti nei consumi di vino. Emanuele Fiorio ci fa scoprire i giovani wine lovers USA e Agivi dimostra che le tendenze sono più o meno le stesse ovunque

 

i giovani consumatori di vino in USA e in Italia e le nuove tendenze

i giovani consumatori di vino in USA e in Italia e le nuove tendenze

Di Donatella Cinelli Colombini

<<Nel 2022 il consumo di vino negli USA è diminuito ma i consumatori sono nettamente cresciuti>> un’affermazione che parte dai dati IWSR e si riferisce a una platea di consumatori cresciuta di 14 milioni nel solo anno 2022 a fronte di un calo del 2% dei consumi. Numeri che richiedono un approfondimento e, con l’aiuto di Emanuele Fiorio, su Wine Meridian, rivelano dei retroscena davvero interessanti.

 

I CONSUMATORI GIOVANI USA BEVENO MENO MA MEGLIO

Il mercato USA del vino è per il 45% composto da giovani. Anche se, per ora, sono in minoranza, essi sono il futuro. Inoltre questi wine lovers vanno tenuti d’occhio anche per un altro motivo: molto spesso, anticipano tendenze mondiali. Questo vale nella musica come nell’abbigliamento e, per quanto riguarda il vino hanno due drive nella loro mente: moderazione e premiumisation. Cioè bere meno ma meglio. Concetti che si collegano alla crescita dei consumi delle bevande no alcol o low alcol ma anche a una complessiva tendenza salutista. La riduzione dei volumi consente di puntare su bottiglie premium o prestige che infatti hanno avuto performance commerciali buone e ottime.

FINALMETE L’ITALIA ESPORTA SOPRATTUTTO VINO DI LUSSO

Nel 2022 è avvenuto, nell’export italiano, lo storico sorpasso dei vini premium e super- premium (cioè oltre i 6€) su quelli “primo prezzo”. Grande risultato

 

Sorpasso del vino premium italiano nell'export-Violante-Cinellicolombini-in-USA

Sorpasso del vino premium italiano nell’export-Violante-Cinellicolombini-in-USA

Di Donatella Cinelli Colombini

Era una notizia che tutti aspettavano da tempo perché l’Italia è sempre stato un colosso nei volumi di vino prodotto, ma non certo nel business. Nel periodo fra il 2001 e il 2021 il prezzo medio del vino italiano è passato dal 1,88 Euro a bottiglia ai 2,84. Contemporaneamente i vini francesi sono passati da 2,56 Euro a 5.
I campioni di prezzo, oltre ai francesi, sono i californiani e i neozelandesi mentre i produttori italiani e spagnoli hanno preso sempre e solo spiccioli.

 

 

NEL 2022 IL SORPASSO DEI VINI PREMIUM SUI VINI PRIMO PREZZO ESPORTATI

Finalmente, nel 2022, qualcosa è cambiato. L’Osservatorio Uiv ci mostra un panorama a luci ed ombre con i vini fermi italiani che perdono il 5% del loro business mondiale, ma all’interno di questa tipologia i premium occupano il 52% mentre l’entry level il 48%. In pratica i vini fermi super-premium che escono di cantina a un prezzo superiore ai 9€ (mamma mia, i miei sono tutti più cari!) hanno quadruplicato il volume, con una crescita media annua del 13%.

PROGETTO TURISTICO PER SIENA

Prima delle elezioni amministrative e fuori da ogni candidatura, provo a disegnare un progetto visionario e ambizioso sperando che il futuro sindaco di Siena lo usi

 

Siena- Duomo

Siena- Duomo

Di Donatella Cinelli Colombini

Vogliamo provare a trasformare la città gotica più importante del mondo, patrimonio Unesco dal 1995, sede della settima università più antica (1240), nel primo esempio di turismo culturale che crea sviluppo economico e occupazione, ma insieme preserva la città dal mordi e fuggi con il degrado che ne consegue, offre ai visitatori l’opportunità di imparare in modo divertente e interattivo?
Non è un sogno ma un progetto realizzabile, perché a Siena ci sono la dimensione giusta, le persone competenti e la fama mondiale, che creano le condizioni della fattibilità.

 

 

Perché non provarci?
Cosa potrebbe succedere se il progetto non riuscisse?
Niente, un insuccesso lascerebbe le cose come sono. La città ha ormai perso la risorsa economica del Monte dei Paschi, ha un’università e un ospedale che non hanno la capacità attrattiva di un tempo. Resta il turismo e bisogna avere il coraggio di mettere in campo un progetto innovativo perché dia slancio alle imprese e all’occupazione. Si distenda su tutta la città, in ogni mese dell’anno e con permanenze più lunghe. Non un turismo cheap, tipo costa Romagnola – grandi numeri e piccoli prezzi – ma un turismo che sia il motore economico della città, dia lavoro qualificato ai giovani, preservi gli antichi mestieri, permetta la salvaguardia del patrimonio culturale senese e renda più colti quelli che la visitano.
Mille anni di storia ci guardano, direbbe Napoleone. Siamone degni (parlo al plurale perché sono nata a Siena e adoro questa città anche se mi sento montalcinese), degni del nostro passato e artefici del nostro futuro.

PIWI I GRANDI VINI ITALIANI E LO CHAMPAGNE

In Francia lo Champagne fa da battistrada all’introduzione dei PIWI – viti resistenti ai funghi-  e in Italia Attilio Scienza ci presenta il Piwi Sangiovese

 

scheda-sangiovese-resistente Sanguis Jovis Banfi

scheda-sangiovese-resistente Sanguis Jovis Banfi

Di Donatella Cinelli Colombini

Attilio Scienza, Ordinario di Viticoltura all’Università degli Studi di Milano e super esperto del vigneto Italia, spiega nel Trebicchieri, settimanale economico del Gambero Rosso, la situazione a 13 anni dall’iscrizione dei Piwi nel Registro nazionale delle varietà ammesse:  << la coltivazione di questi vitigni resta ancora concentrata nel Triveneto e in Lombardia>>.

Mugugna il professore ma gioiscono gli scettici contrari al cambiamento e soprattutto all’utilizzo di organismi “modificati”.

Ma nel resto del mondo le cose non rimangono ferme. L’Unione Europea ha dato il suo via libera all’utilizzo dei vitigni resistenti nella produzione dei vini con denominazione. Infatti, come ha chiarito il Professor Cesare Intrieri << la nuova disposizione comunitaria stabilisce ora che la “denominazione di origine” serve a designare un vino ottenuto “da varietà di viti appartenenti alla specie Vitis vinifera o da un incrocio tra la specie Vitis vinifera e altre specie del genere Vitis”>>.

ROSA DI TETTO IGT TOSCANA DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI

Il successo del rosato porta con sé una nuova richiesta di vini con più personalità, territorialità e impronta del vitigno. Rosa di Tetto ha questi caratteri

 

Fattoria-del-Colle-Toscana-Sangiovese-Donatella Cinelli Colombini

Toscana-Sangiovese-Donatella-Cinelli-Colombini

La Fattoria del Colle ha una lunga tradizione di vino rosato. Nel Novecento si chiamava “Acqua di tetto” ma, Donatella Cinelli Colombini, prendendo la direzione dell’azienda, nel 1998 decise di abbandonare questo nome perché <<faceva pensare a un rosso annacquato>>.
Si ispirò a due rose rampicanti che, da secoli, crescono attaccandosi alla facciata della villa e della cappella della fattoria. Sono i fiorellini visibili in etichetta.

 

ROSA DI TETTO – NUOVO NOME E NUOVO STILE DEL ROSATO DELLA FATTORIA DEL COLLE

Il cambiamento di nome segnò anche un cambiamento stilistico del rosato verso tipologie più raffinate, strutturate e longeve. Vini da bere “a tutto pasto”, dove l’impronta del Sangiovese fosse più marcata.
Il successo interazionale dei vini rosati ha portato con sé la richiesta di vini più ricchi di finezza, personalità, con maggiore impronta del terroir di origine e del vitigno.
Nelle cantine di Donatella Cinelli Colombini, le prime in Italia con un organico interamente femminile, è avvenuto un lungo lavoro per dare una maggiore personalità al rosato. Di recente, tale ricerca, è stata particolarmente difficile a causa di due vendemmie con pochissima uva e quindi con pochissimo vino rosato. E’ stata l’eccellente qualità dell’uva a fare la differenza e ora le enologhe Barbara Magnani, Sabrina Buzzolan e Giada Sani, dopo un’attesa di due anni, sono liete di proporvi una piccolissima serie di 1.333 bottiglie di rosato IGT Toscana Rosa di Tetto.

TURISMO DELLA BIRRA

Il turismo della birra riguarda la visita dei birrifici artigianali, gli eventi dedicati alla birra ed esperienze, come diventare mastro birraio per un giorno

 

birrificio artigianale turismo del vino

birrificio artigianale turismo del vino

Di Donatella Cinelli Colombini

In occasione del Beer&Food Attraction di Rimini, Roberta Garibaldi ha anticipato alcuni contenuti del Rapporto 2023 sul Turismo Enogastronomico Italiano.

 

CHI SONO E QUANTI SONO I TURISTI DELLA BIRRA

Un quinto degli italiani in vacanza ha visitato un birrificio artigianale oppure ha partecipato a un evento legato alla bionda negli ultimi tre anni.
L’interesse a visitare le craft brewery è più forte negli uomini che nelle donne ed è pressoché stabile fra i 18 e i 54 anni di età.
L’esperienza che attrae maggiormente è quella di gustare la birra artigianale con un cibo della stessa zona. La pairing experience è nei desideri del 65% dei turisti della birra e mi spinge a pensare a gnocco fritto, formaggi freschi e salumi, risotti…tutto ma non la pizza che è il più diffuso abbinamento con la bionda, ma non certo il migliore.

Mangia sostenibile e salverai il mondo

<<Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato>> Il libro di Antonella Lomonaco comincia con queste parole di Papa Francesco

 

Est modus in Rebus Antonella Lomonaco

Est modus in Rebus Antonella Lomonaco

Di Donatella Cinelli Colombini

Est Modus in rebus (Ibiskos Ulivieri pp. 167 18€) di Antonella Lomonaco è il ricettario che insegna a cambiare le nostre abitudini e la nostra vita.
Inizia e finisce con un appello a tralasciare il superfluo a favore del necessario sviluppando la critica di Erich Fromm alla civiltà consumistica: dominata da un desiderio di possedere mentre l’essere nasce dalla ricerca di valori interiori che orientano la vita al rispetto della natura, del prossimo e del mondo che ci circonda.

 

LE RICETTE 4.0 LA MODERNITA’ DEL RIUSO FATTO NEI SECOLI PASSATI

Il concetto ispiratore di questo ricettario è il riuso, cioè la cucina 4.0 dove niente viene sprecato.
Una rivoluzione sostenibile che parte dal basso. Dalla costatazione che sprechiamo un terzo del cibo prodotto, mentre una parte dell’umanità muore di fame.
Ed ecco che le polpette diventano la bandiera di un nuovo modo di mangiare. Sapevate che negli Stati Uniti il 9 marzo è il National Meatballs Day? Le polpette sono un patrimonio dell’umanità perché esistono ovunque. Hanno il sapore della nostalgia, della nonna che non buttava mai via niente. Nel ricettario di Antonella Lomonaco le polpette della nonna sono seguite da quelle di Pellegrino Artusi, dai canederli, i mondeghili, le pallotte cacio e ova, quelle di pesce alla siciliana, per finire con le polpette di melanzane calabresi.

Tartufo invernale e vini toscani con Davide Pieroni

Un weekend diverso alla Fattoria del Colle: conclude la stagione di raccolta del Tartufo invernale e festeggia le grandi denominazioni toscane del vino

 

Davide-Pieroni-alla-Fattoria-del-Colle-per-il weekend-del-tartufo-bianchetto-e-i-vini-toscani

Davide-Pieroni-alla-Fattoria-del-Colle-per-il weekend-del-tartufo-bianchetto-e-i-vini-toscani

Di Donatella Cinelli Colombini

La stagione di raccolta del tartufo bianchetto chiude con il 30 aprile e volevamo celebrare la fine della raccolta con un’escursione nel bosco insieme al tartufaio Patrizio e i suoi cani….. ma pioveva. Peccato, l’appuntamento con il tartufo è rimandato a novembre.

 

IL TARTUFO BIANCHETTO E IL TARTUFO BIANCO AUTUNNALE

La fattoria del Colle ha 5 riserve tartufigene, ambienti incontaminati dove nascono i tartufi bianchi in autunno e i tartufi invernali da gennaio ad aprile. Quest’ultimo ha dimensioni più piccole e una superficie estera più scura. Cresce in simbiosi con le radici di roverella, cerro, pino domestico, pino silvestre, pino nero, leccio e cedro. In tavola ha una nota di aglio piccante che obbliga gli chef, come Doriana Marchi della Fattoria del Colle, a studiare piatti succulenti ma dal gusto delicato. Il tartufo non è un ingrediente ma un complemento delle preparazioni gastronomiche.
Come sempre i weekend organizzati da Donatella Cinelli Colombini nelle sue due aziende hanno per protagonista il vino con due visite alle sue cantine, arricchite dalla masterclass di una guest star: David Pieroni, sul tema “I vini di Toscana di ieri e di oggi” con assaggio di Vernaccia di San Gimignano, Chianti Classico e Vino Nobile di Montepulciano. La degustazione di Brunello è stata arricchita dalla visita pomeridiana alla cantina del Casato Prime Donne di Montalcino.

IL VINO E LA RIPRESA TURISTICA 2022

Turisti italiani attratti dall’enogastronomia. La spesa turistica straniera tornata ai livelli pre-covid. Bene agriturismi maluccio gli alberghi e manca il personale

 

Ripresa turistica 2022 spinta dall'enogastronomia

Ripresa turistica 2022 spinta dall’enogastronomia

Di Donatella Cinelli Colombini

Istat fornisce i dati ufficiali dei primi 9 mesi del 2022 che segnano un forte recupero sul 2021 anche se le presenze sono ancora sotto il 2019 . Le stime sull’intero 2022 confermano questa tendenza positiva con solo l’8,5% di presenze in meno rispetto a prima del covid.
E’ andata meglio la ricettività extralberghiera (136 milioni nei primi 9 mesi del 2022 contro i 139 milioni dello stesso periodo del 2019), mentre sono ancora gli alberghi a soffrire.

 

 

VACANZE SEMPRE PIU’ BREVI E ALL’INSEGNA DEL GREEN

La ripresa è stata trainata dagli short breacks con soggiorni da una a tre notti, che registrano un incremento del 46,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

GUCCI, ARMANI, PRADA TRUSSARDI E ORA HILFIGER

La ristorazione delle griffe della moda a Milano ha un nuovo locale; il Tommy’s Cafe di Tommy Hilfiger che porta nel cibo l’estetica pop dei suoi abiti

 

Bar Luce Fondazione Prada

Bar Luce Fondazione Prada

Di Donatella Cinelli Colombini

La lista dei locali milanesi di brand del fashion si allunga: Gucci, Armani, Prada, Trussardi, Dolce & Gabbana, Dsquared …. Evidentemente mangiare e bere bene non basta, nella capitale meneghina nessuno resiste a un drink o ad un menu firmato dal proprio stilista preferito! Per questo apre il suo ristorante il più pop e musicale degli stilisti: Hilfiger.

 

CHI E’ TOMMY HILFIGER

Le collezioni di abiti di Tommy Hilfiger erano note per il collegamento con la cultura musicale e persino commercializzate in connessione con l’industria musicale. Nel 2006, Hilfiger ha venduto la sua azienda per $1,6 miliardi e successivamente si è concentrato sull’attività di designer principale dell’azienda, guidando i team di progettazione e supervisionando l’intero processo creativo della Hilfiger.

ORCIA WINE FESTIVAL 2023

DEGUSTAZIONI, TREKKING, MUSICA, MERCATINI, CENA DI GALA… UNA FESTA NEL PONTE DEL 25 APRILE A SAN QUIRICO PER LA DOC ORCIA, IL VINO PIU’ BELLO DEL MONDO

I vini di Donatella Cinelli Colombini in degustazione a Palazzo Chigi Zondadari

Stefano Quaglierini e Donatella Cinelli Colombini all’Orcia Wine Festival

Di Donatella Cinelli Colombini

16 produttori con oltre 60 vini in assaggio a Palazzo Chigi Zondadari presentati dai loro artefici, 4 degustazioni guidate da Onav Siena, una masterclass con lo storytelling di Stefano Quaglierini, trekking nelle cantine, musica, sbandieratori in costume medioevale, laboratorio di cucina tipica per i bambini, mercatino di prodotti tipici artigianali…un vero festival che dal vino porta al paesaggio, alla storia, all’arte e ovviamente alla cultura gastronomica.

 

ORCIA WINE FESTIVAL CONSACRA IL SUCCESSO DELL’ORCIA

Questo è l’Orcia Wine Festival che per la dodicesima volta trasforma San Quirico d’Orcia, piccola città d’arte con opere e palazzi degni di una capitale, nel cuore di un distretto vinicolo che ha voglia di successo. La Doc Orcia nata nel 2000 sulle alte colline fra i territori del Nobile di Montepulciano e del Brunello, sta crescendo rapidamente di qualità e reputazione grazie all’impegno entusiasta dei suoi artefici: una quarantina di piccoli artigiani della vigna e del vino, in maggioranza radicati da generazioni nella terra valdorciana. Piccoli eroi che sanno aiutarsi a vicenda raggiungendo risultati che sarebbero impossibili senza un gioco di squadra. Ed ecco che anche l’Orcia Wine Festival diventa sempre più importante a ogni edizione.

A ONLY WINE ANCHE LE DONNE DEL VINO

A CITTÀ DI CASTELLO – ONLY WINE, L’INIZIATIVA CONSACRATA AI GIOVANI E ALLE PICCOLE CANTINE DIVENTA IL PALCOSCENICO DELLE DONNE DL VINO DOMENICA 23 APRILE

 

Only Wine con Donatella Cinelli Colombini e le Donne del Vino

Di Donatella Cinelli Colombini

Only Wine è il salone nazionale dei giovani wine maker e delle piccole cantine che si svolge da 10 anni, ogni aprile, a Città di Castello.
Oltre 5.000 metri quadri di area espositiva a disposizione di 150 cantine che presentano circa 900 etichette diverse. Quasi un festival dedicato al “piccolo ma bello”. Gli espositori hanno 3 requisiti: un titolare nato dopo il 1982, ottimi vini e un’azienda con meno di 15 anni di storia oppure con meno di 7 ettari di vigneto.
Gli operatori e il pubblico di Only Wine sono talent scout a caccia di novità in bottiglia. Il loro entusiasmo li accomuna agli espositori così come la voglia di sperimentare, che costituisce il drive dell’intero evento.

I VINI DEL CUORE

LA GUIDA SOCIAL DEL VINO DI OLGA MARIA SCHIAFFINO E ANNAMARIA CORRU’ IN CUI I WINE BLOGGER DI TUTTA ITALIA DESCRIVONO I LORO 3 VINI DEL CUORE

 

I vini del cuore la prima guida del vino social

I vini del cuore la prima guida del vino social

Di Donatella Cinelli Colombini

Si tratta di un progetto nato nel 2021 e finanziato da un crowdfunding. E’ una guida del vino diversa da tutte le altre perché non da punteggi e neanche cerca i vini più buoni. Qui ci sono le bottiglie che emozionano, scelte da 35 wine blogger fra i vini normalmente nel mercato.
L’ideatrice di questa inconsueta e stimolante rassegna è Olga Sofia Schiaffino psichiatra e esperta di vino e blogger (wineloversitaly), che nel 2021 ha vinto il sondaggio di The Fork nella categoria Wine influencer. <<La guida social è essenzialmente una guida che promuove i rapporti umani>> in cui è possibile leggere <<sia di cantine famose che di quelle a conduzione familiare>> spiega Olga con giusto orgoglio. Al suo fianco ci sono Annamaria Corrù (tannina.it), come co-redattrice, e Clara Maria Iachini (clarettablu), che unisce l’amore per il vino e quello per la storia dell’arte….Come me.
La prefazione è di Simone Roveda (simoneroveda), uno dei maggiori wine blogger italiani che si schiera con forza verso <<quei fini ricchi di significati per chi li ha stappati, decidendo quindi di condividerli con altri>>.

                                                                       
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