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IL MERCATO USA DEL VINO OPPORTUNITA’ E SFIDE

MODIFICA DEL SISTEMA A 3 LIVELLI NEL MERCATO DEL VINO, CAMBIAMENTI NEL STILE DI CONSUMO, DAZI DI TRUMP E TURBOLENZE INTERNAZIONALI: TUTTO CAMBIA IN USA

il mercato USA del vino novità, opportunità e rischi

il mercato USA del vino novità, opportunità e rischi

Di Donatella Cinelli Colombini,  #winedestination #brunellodimontalcino 

Gli Stati Uniti, il mercato vinicolo numero uno al mondo con un valore di 107 miliardi di dollari, vivono un periodo di profonde trasformazioni. Nonostante il calo dei consumi globali di vino, questo paese rimane il principale importatore di vino italiano, rappresentando una sfida e un’opportunità per i produttori del Belpaese.

SISTEMA DISTRIBUTIVO A 3 LIVELLI DA PENSIONARE

Il sistema distributivo americano, il “Three-Tier System“, risale al periodo post-proibizionismo e continua a imporre costi elevati e complessità burocratiche. In pratica chi produce o importa vino non lo può distribuire e chi distribuisce non lo può vendere al pubblico. Questo comporta un aumento di passaggi che moltiplicano i costi. Come evidenziato dalla National Association of Wine Retailers (NAWR), il sistema attuale ostacola l’innovazione e non risponde più alle esigenze di un mercato moderno. Una riforma potrebbe aprire la strada a una maggiore competitività e a un accesso più diretto dei produttori al consumatore finale. Circostanza quest’ultima, che potrebbe avvantaggiare le cantine a stelle e strisce ma non quelle estere che, oltre tutto, temono i dazi di Trump.

I POVERI BUTTANO PIU’ CIBO DEI RICCHI

CHI HA POCHI SOLDI COMPRA IL CIBO CHE COSTA MENO E CHE STA PER SCADERE PER CUI DIVENTA SUBITO SPAZZATURA, L’ARGINE ALLO SPRECO E’ LA CUCINA

spreco alimentare in Italia

spreco alimentare in Italia

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, Brunello di Montalcino 

Tutto inizia con una frase del Ministro Francesco Lollobrigida che scatenò tantissime polemiche <<Spesso i poveri mangiano meglio dei ricchi perché cercando dal produttore l’acquisto a basso costo comprano qualità>>. In realtà la frase non voleva sottostimare i disagi della povertà ma intendeva evidenziare che comprando direttamente dai produttori è possibile avere alimenti più buoni, più sani, più freschi e più convenienti.

LA POVERTA’ PORTA A MANGIARE MALE E A SPRECARE MOLTO

Tuttavia si tratta di un’affermazione che tinge di rosa un problema reale e gravissimo. Io collaboro alla preparazione del pacco alimentare alla Misericordia di Sinalunga e vedo i poveri che vengono a prendere il cibo. Spesso sono grassi ma in cattive condizioni di salute, quindi riescono a sfamarsi ma non nel modo giusto.

ACCORCIARE LA CARTA DEI VINI CONVIENE

ERIC ASIMOV HA RACCONTATO SUL “THE NEW YORK TIMES” UNA TENDENZA SEMPRE PIÙ DIFFUSA DOPO LA PANDEMIA NEI RISTORANTI USA: CARTA DEI VINI DI CIRCA 30 TIPOLOGIE

le carte dei vini dei ristoranti USA ti stanno

le carte dei vini dei ristoranti USA ti stanno

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #orciadoc

Negli Stati Uniti, i ristoranti stanno adottando carte dei vini più concise, spesso limitate a circa 30 etichette per rendere la scelta meno “intimidatoria” e più accessibile ai clienti. In effetti la legge del marketing conosciuta come “paradosso della scelta” spiega come l’eccesso di opzioni scoraggi l’acquisto. Dunque i libroni con mille vini da ordinare non sono un incentivo al consumo ma anzi lo scoraggiano.

PERCHE’ ACCORCIARE LA LISTA DEI VINI AL RISTORANTE CONVIENE

Le short list di sole 30 etichette dei ristoranti americano hanno anche un’altra funzione: facilitano il compito dei camerieri. Il personale di sala impara facilmente i caratteri di una trentina di vini ed è poi in grado di consigliare i giusti abbinamenti ai clienti senza bisogno del sommelier.
Il risultato è un risparmio di costi nel personale, una riduzione della dimensione del magazzino e forse persino una crescita dei guadagni. Come spiega Emanuele Fiorio di Wine Meridian <<l’offerta legata alle bevande alcoliche è sempre stata parte integrante del successo finanziario dei ristoranti. Le entrate lorde derivanti dalla vendita di bevande rappresentano circa il 10-15% in più rispetto a quelle derivanti dalla vendita di pietanze>>

IL PROIBIZIONISMO FA PIU’ MALE CHE BENE

NEGLI ULTIMO 10 ANNI AUMENTANO I COMPORTAMENTI A RISCHIO CON L’ALCOL E CALANO I BEVITORI MODERATI. GLI EFFETTI CONTROPRODUCENTI DELLE CAMPAGNE PROIBIZIONISTE

enoturismo e corretta educazione meglio dei divieti per evitare gli abusi d'alcol e puntare al consumo responsabile

enoturismo e corretta educazione meglio dei divieti per evitare gli abusi d’alcol e puntare al consumo responsabile

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #orciadoc, #brunellodimontalcino

Le autorità sanitarie internazionali sono impegnate, da anni, in una sorta di crociata antialcolica finalizzata a ridurre il rischio di cancro.
L’OMS ha avviato la campagna “Redefine alcohol” nell’ottobre 2024 e basata sul concetto “non esiste dose minima di assunzione alcolica sicura”.
Tuttavia, l’efficacia di queste iniziative è molto dubbia.

L’ALCOL E LE SFIDE DELLE CAMPAGNE ANTI-ALCOLICHE IN ITALIA

Gli effetti sul consumo di superalcolici e birra appaiono modestissimi mentre sul vino i contraccolpi delle campagne salutistiche sono stati pesanti benché, proprio il vino, abbia anche vantaggi evidenti per la salute.
Un risultato controproducente visto che i consumi moderati di vino, grazie agli effetti positivi sul sistema cardiocircolatorio, offrono prospettive di vita nettamente più lunghe ai bevitori moderati rispetto agli astemi e ai forti bevitori. 

LE MAGGIORI PREOCCUPAZIONI DELLE CANTINE ITALIANE

GIULIA CANNADA BARTOLI MI CHIEDE COSA PREOCCUPA LE CANTINE ITALIANE: IL CALO DEI CONSUMI, IL CLIMA, I COSTI IN CRESCITA, LA MANO D’OPERA O LA BUROCRAZIA?

il futuro del vino italiano: Le maggiori preoccupazioni di Donatella Cinelli Colombini e dei produttori di vino

il futuro del vino italiano: Le maggiori preoccupazioni di Donatella Cinelli Colombini e dei produttori italiani

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, OrciaDoc 

L’intervista di Giulia Cannada Bartoli di Officina gourmet mi hanno fatto riflettere su un argomento a cui non avevo mai pensato: fra le tante preoccupazioni dei produttori di vino italiano cos’è che fa loro più paura? E soprattutto, cosa mi spaventa di più?
La mia personale risposta riguarda il cambiamento di sentiment dei consumatori giovani. Mi spaventa vederli interessati quasi solo ai vini naturali indipendentemente dalla qualità del liquido contenuto nelle bottiglie. Mi chiedo se questo porterà a un radicale cambiamento dei consumi come è avvenuto in passato per le pellicce o per alcune località turistiche passate di moda. A questo si associa la constatazione che il concetto di lusso, la ricerca di benessere personale sono radicalmente cambiati. Oggi non abbiamo davanti dei giovani che cercano di realizzarsi con il lavoro e con il successo professionale ma chiedono più tempo libero. Non risparmiano per comprare la macchina (questo avviene solo da noi in campagna dove i mezzi pubblici praticamente non esistono) ma puntano sullo sharing quando gli serve. Sono in crisi le griffe della moda ma non i cosmetici perché la cura del corpo, palestre comprese, è diventato un must che passa dalla sovraesposizione della propria immagine nei social. I ristoranti sono in crisi perché sono troppo cari per le normali famiglie e nessuno vuole lavorarci, persino i migliori chef preferiscono fare i cuochi a domicilio.
Mi chiedo quale sarà lo spazio dei vini di alta qualità in questo scenario. Soprattutto nel 2050 quando chi ha oggi 40 o 50 anni farà una vita più ritirata e più morigerata.

IL CLIMA INFLUENZA IL PREZZO DEI VINI CULT?

TRE STUDIOSI STATUNITENSI HANNO DIMOSTRATO CHE IL PREZZO DI TUTTO IL VINO DI ALTA GAMMA, COMPRESI I VINI CULT, SUBISCONO GLI EFFETTI DEL CLIMA AVVERSO

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Il prezzo dei vini USA cult e ultrapremium è influenzato dal clima dell’annata

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #OrciaDoc 

Botir Okhunjanov, Jill J. McCluskey and Ron C. Mittelhammer della Denison University di Granville OH e della School of Economic della Washington State University Wa hanno pubblicato (Cambridge University Press e Wine Economics) uno studio molto interessante sull’influenza del clima sui prezzi dei vini.

IL CLIMA INFLUENZA I  PREZZI DEI VINI USA SUPER PREMIUM E CULT

Sono stati esaminati sia il prezzo di rilascio, cioè quello della cantina al commerciante, sia il prezzo di vendita al pubblico dei vini di alta fascia e dei vini cult. La stessa analisi ha riguardato tre zone vinicole diverse degli Stati Uniti: Napa, Sonoma in California e Walla Walla.
I dati incrociati da questa analisi riguardavano le condizioni metereologiche, le quantità prodotte e i punteggi dei critici. Per spiegare questa correlazione è utile ricordare come una gelata possa ridurre drasticamente i grappoli ma lasciare intatta, o addirittura incrementare la qualità dell’uva superstite e conseguentemente favorire un aumento dei prezzi. Al contrario un’annata molto piovosa può compromettere la qualità dell’uva senza far calare i volumi della produzione con l’effetto di suscitare un minor apprezzamento del mercato.

DONNE DEL VINO ED EDUCAZIONE FINANZIARIA

PRESSO LA SEDE DI FIRENZE DELLA BANCA D’ITALIA IL PRIMO SEMINARIO SPERIMENTALE DI EDUCAZIONE FINANZIARIA, IN ITALIA, STUDIATO SU MISURA PER LE DONNE DEL VINO

di Donatella Cinelli Colombini 

Sede Banca d'Italia di Firenze primo seminario di educazione finanziaria per le Donne del Vino

Banca d’Italia Sede di Firenze primo seminario di educazione finanziaria per le Donne del Vino

Presso la Sede di Firenze della Banca d’Italia il primo seminario sperimentale di educazione finanziaria, in Italia, studiato su misura per le Donne del Vino

Nella classifica del World Economic Forum sulla partecipazione femminile alla vita economica, l’Italia è al 104° posto su 146 Paesi del mondo.

LE DONNE E L’ANALFABETISMO FINANZIARIO

Le donne molto spesso delegano la gestione del denaro e questo le penalizza in termini personali e professionali, soprattutto quando devono gestire un’impresa; ciò acuisce il gender gap nei livelli di alfabetizzazione finanziaria.

La Banca d’Italia da oltre un decennio è impegnata in un vasto programma di educazione finanziaria rivolto inizialmente al mondo della scuola e poi via via esteso ad ampi ed importanti settori della popolazione. Tra i destinatari di programmi nazionali specifici le donne con il programma “Le donne contano” e le piccole imprese con il programma “Piccole imprese grandi idee”.

ERIC GUIDO DI VINOUS E I NUOVI BRUNELLO 2020 E RISERVA 2019

94 PUNTI PER IL BRUNELLO RISERVA 2019, 93 E 91 PER IL BRUNELLO PRIME DONNE E BRUNELLO CLASSICO 2020. I COMMENTI DI ERIC GUIDO SULLE NUOVE ANNATE IN VENDITA

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #brunellodimontalcino

Vinous è un portale di recensioni sui vini creato da Antonio Galloni partendo da “Piedmont Report” (2004). E’ giovane ma si sta affermando come uno dei più autorevoli repertori di wine reviews

VINOUS IL PORTALE DI RECENSIONI SUL VINO CREATO DA ANTONIO GALLONI

Ha 12 collaboratori fra cui due Master of Wine e Stephen Tanzer che ha fatto confluire nello stesso portale il suo International Wine Cellar. Ad Eric Guido è affidata la degustazione dei vini della maggior parte d’Italia fra cui Montalcino. In precedenza Eric ha diretto il settore vino e il marketing al dettaglio di Morrell Wine Group ed è anche un esperto di cucina e musica.
Dopo aver letto i suoi commenti gli abbiamo scritto <<Non ci meraviglia che ti piacciano di più il “Prime Donne “ e  il Brunello Riserva che sono più strutturati, ma spero tu abbia visto la nuova ricerca di purezza e territorialità che caratterizza tutti i nostri vini. E’ un progetto che abbiamo chiamato “Vineyard First” e dura da cinque anni. Il cambiamento più importante riguarda il momento della vendemmia. Noi cogliamo ogni parcella di vigna nel giorno esatto in cui arriva alla completa maturazione. Il risultato è che quando noi finiamo la vendemmia tutte le altre cantine di Montalcino la cominciano>>
In effetti i Vineyard first ci ha permesso di produrre vini che piacciono ai consumatori perché sono puri; comunicano il vitigno, il terroir e il clima. Possono sembrare semplici, quasi “minimalisti” ma in realtà sono l’espressione di un grande rispetto per la natura.

GLI CHEF STELLATI NON VOGLIONO PIU’ STARE NEL RISTORANTE

VIVERE  SOTTO I RIFLETTORI LAVORANDO 14 ORE AL GIORNO E’ LOGORANTE E MOLTISSIMI CHEF STELLATI CHIUDONO IL LORO RISTORANTE O RIDUCONO LA LORO PRESEZA AI FORNELLI

Chef stellati in fuga dalla cucina dei loro ristoranti

Chef stellati in fuga dalla cucina dei loro ristoranti I commenti di Donatella Cinelli Colombini

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination 

 

Il titolo era intrigante e il testo di Antonella De Santis per Gamberorosso Notizie, a sua volta tratto dal NY Times Style Magazine, mi è piaciuto al punto da segnalarvelo perché lo leggiate in originale mentre qui mi limiterò a commentarlo brevemente.
Gli chef stellati sono vere celebrità, vanno in TV, conoscono VIP di mezzo mondo, vengono chiamati a cucinare per cene di gala e banchetti milionari, hanno un pubblico di ricchi foodies adoranti …. Spesso guadagnano molto … Ma apparentemente la fama e i soldi hanno un prezzo alto. Pesano sulla vita degli chef al punto da spingerli a lasciare il ristorante.

GLI CHEF STELLATI VENDONO IL RISTORANTE E DIVENTANO CONSULENTI

Negli Stati Uniti la scelta ha riguardato personaggi come Seamus Mullen che dopo un grande successo a New York con ristoranti frequentati da super celebrità, nel 2019 si è ritirato in un fattoria californiana e ora guadagna molto con lavori di consulenza, contratti di sponsorizzazione, progetti educativi e un servizio di consegna di pasti proteici salutari basati sul suo libro di cucina “Real Food Heals”.

LUI, LEI E IL PARADISO DI SVEVA CASATI MODIGNANI

L’ULTIMO LIBRO DELLA CASATI MODIGNANI RACCONTA DI UN IMPRENDITORE GENIALE, SPREGIUDICATO E DONNAIOLO CHE SOMIGLIA A SILVIO BERLUSCONI COME UNA GOCCIA D’ACQUA

Sveva Casati Modignani - Lui lei e il Paradiso

Sveva Casati Modignani – Lui lei e il Paradiso

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #brunellodimontalcino

Finalmente un giorno di vacanza e, distesa sul divano, finisco l’ultimo libro di Sveva Casati Modignani “Lui, lei e il Paradiso” (pp. 468 € 21). Un libro ispirato alla figura di Silvio Berlusconi che, nel racconto prende il nome Dino Solbiati e, dopo la morte, si ritrova nella waiting room del Paradiso con la sola compagna di Stella cioè la nostra autrice.

LUI, LEI E IL PARADISO

Squilla il telefono ed è proprio lei <<Salve Bice>> le dico allegramente perché il suo vero nome di Sveva Casati Modignani è Bice Cairati << ti sto leggendo>>.
Come sempre lei è prontissima <<ti piace?>>. Io sono poco diplomatica e invecchiando peggioro << scrivere di un personaggio famosissimo ha un po’ ingabbiato la tua fantasia ma i battibecchi fra Dino e Stella sono fantastici>> <<si mi sono davvero divertita a scriverli e gli ho detto le cose che nessuno ha mai osato dirgli >> <<altro che!!!>> ribatto io. In effetti Berlusconi viene descritto con pennellate vivaci nei suoi pregi ma anche nei suoi difetti.

LE CANTINE TURISTICHE ITALIANE SONO TUTTE UGUALI?

IL 96% DELLE CANTINE OFFRE AI TURISTI LA VISITA GUIDATA ALLE STRUTTURE PRODUTTIVE CON ASSAGGIO FINALE E SOLO IL 10% PROPONE ESPERIENZE DIVERSE E NUOVE

Canova-Masi terrazza panoramica nei vigneti

Canova-Masi terrazza panoramica nei vigneti

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Nessun Paese al mondo ha cantine così diverse fra loro: ci sono aziende nei trulli, nelle ville palladiane, nei castelli medioevali, nelle grotte… e poi con vista sui templi della Magna Grecia, in mezzo alle vette alpine, per non parlare delle cantine d’autore e di quelle che contengono pezzi di storia italiana.
Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di aziende familiari (39%) ma abbiamo anche il 14% di imprese con rilevanza storica o artistica e il 12% con marchio famoso. Nel rilevamento effettuato da Nomisma -Wine Monitor su 265 imprese italiane,  il carattere più rilevante ai fini turistici veniva individuato dall’11% nel  paesaggio, oppure nell’organizzazione di incoming o nell’offerta innovativa.

CANTINE ITALIANE TUTTE DIVERSE E CON TANTISSIMI VITIGNI DIVERSI COMUNICATE IN MODO SIMILE

Una diversità che costituisce una vera ricchezza per il turistico così come i cinquecento vitigni autoctoni del nostro Paese. Infatti il turismo si dirige verso quello che è unico e non sulle destinazioni uguali a tutte le altre.  Purtroppo questa diversità sparisce in depliant e siti pieni di immagini di botti e di grappoli d’uva tutti simili. Ma soprattutto sparisce nella proposta di esperienze fotocopia: visita guidata in vigna e in cantina con spiegazione del processo produttivo seguita da un assaggio.

MACCHIE DI VINO ROSSO: 10 MODI PER CANCELLARLE

PER LE MACCHIE DI VINO ROSSO CI SONO I “RIMEDI DELLA NONNA” COME SALE, ACETO, LIMONE O VINO BIANCO MA ANCHE LO SCIOGLIMACCHIA CHANTECLAIR

macchie-di-vino-sulla-tovaglia

come togliere le macchie-di-vino-rosso

Di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination

I dieci rimedi che propongo qui sotto sono artigianali ma facili e non danneggiano i tessuti. Questo è importante perché, sembra impossibile, ma la macchia di vino viene irrefrenabilmente attratta da camice di seta bianca, abiti firmati di colore chiaro e altri indumenti che non possono essere buttati fra gli stracci a cuor leggero.

IL LIMONE CONTRO LE MACCHIE DI VINO

Come per ogni macchia più si aspetta e peggio è. Quindi meglio intervenire tempestivamente, ma se la macchia è vecchia bisogna provare con un rimedio drastico: succo di limone mescolato a sapone liquido oppure, se l’indumento è delicato, succo di limone puro. Dopo 15 minuti saprete se siete riusciti a rimuovere la macchia e quindi potete procedere a un lavaggio completo dell’indumento. Altrimenti l’unica strada è la lavanderia e speriamo bene!

LE DONNE GUIDANO 1/3 DELLE IMPRESE AGRICOLE TOSCANE

IRPET TRACCIA IL PROFILO DELLE MANAGER AGRICOLE TOSCANE: PROFESSIONALMENTE FORMATE, ATTENTE ALL’AMBIENTE E CAPACI DI DIVERSIFICARE L’ATTIVITA’

IRPET le donne toscane guidano un terzo delle aziende agricole

IRPET un terzo delle aziende agricole toscane dirette da donne

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Le donne guidano un terzo delle 50 mila aziende agricole toscane ma, secondo il rapporto IRPET, sono imprese piccole. Hanno una superficie media di 10 ettari mentre quelle a conduzione maschile sono di 13,7 ettari.

Molte lavorano nell’olivicoltura e nella frutticoltura, una buona percentuale femminile anche fra le manager della vitivinicoltura. Invece ci sono poche donne nel florovivaismo e nel conto terzi.

Le percentuali di imprese gestite da donne sono più alte quando c’è agriturismo e produzione di energia solare (16% contro 15% maschile). In effetti il genere femminile appare più propenso del sesso forte a investire in diversificazione produttiva e sostenibilità, ad esempio, adottando l’agricoltura biologica (37,1%) o riducendo l’uso di prodotti chimici (33,8%).
Questi dati confermano quelli emersi dalle indagini sulle Donne del Vino di tutta Italia: le manager donne hanno una buona formazione alle spalle e tendono a diversificare l’attività ponendo l’ambiente fra le priorità.

MICHAEL GODEL DAL CANADA CI MANDA 11 OTTIMI PUNTEGGI

BRUNELLO E ROSSO DI MONTALCINO, ORCIA DOC NELLA VERSIONE LEONE ROSSO E CENERENTOLA CON PUNTEGGI PUBBLICATI SU WINE ALIGN IL PORTALE DEI SUPER ASSAGGIATORI CANADESI

Michael Godel e lo staff di Donatella Cinelli Colombini

Michael Godel e lo staff di Donatella Cinelli Colombini

Michael Godel è fra i wine critics esteri che conoscono meglio Montalcino. Partecipa spesso a Benvenuto Brunello e alle Anteprime dei vini di Toscana e ha visitato centinaia di cantine in questo territorio. Ama il Sangiovese ma apprezza molto anche il vitigno Foglia Tonda per la sua ricchezza acida che rende longevi e freschi i vini.
Il nostro importatore in Ontario, Bernard Stramwasser Les Sommeliers ci ha mandato 11 schede e 11 punteggi di Michael Godel sul Brunello e il Rosso di Montalcino, Leone Rosso Doc Orcia e 6 annate di Cenerentola ( a base di Sangiovese e Foglia Tonda) dal 2021 al 2001. Sono pubblicati su Wine Align il portale dei maggiori wine expert canadesi.

BRUNELLO DI MONTALCINO DOCG 2020 PUNTEGGIO 93

Godel ha apprezzato questo vino e il modo rispettoso con cui è stato vinificato e maturato lasciando esprimere l’annata senza intervenire in cantina. Il risultato è una buona ricchezza di estratti e un equilibrio naturale.

BRUNELLO DI MONTALCINO PRIME DONNE 2020 PUNTEGGIO 94

Il Brunello Prime Donne è selezionato alla cieca da un panel di 4 degustatrici la sommelier Daniella Scrobogna, l’enotecaria Astrid Schwarz e due MW: Madeleine Stenwreth e Rosemary George. Il vino ha più tannini rispetto all’altro Brunello per effetto del legno francese in cui ha maturato. A parere di Godel si tratta di un Brunello classico con buona attitudine all’invecchiamento. Egli è favorevolmente colpito dagli aromi di spezie e dalla struttura.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE E TURISMO DEL VINO

IL CONVEGNO BTO 2024 A FIRENZE SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE CON DONATELLA CINELLI COLOMBINI A PARLARE DI OPPORTUNITA’ E RISCHI PER LE CANTINE TURISTICHE

turismo del vino e intelligenza artificiale

turismo del vino e intelligenza artificiale Violante e Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

BTO , maggior appuntamento italiano del turismo digitale, a Firenze, quest’anno ha dato ampio spazio al turismo del vino e mi ha visto fra i relatori, su un tema inusuale per me: l’intelligenza artificiale.

Secondo i dati forniti da Mirko Lalli di The Data Appeal Company a una recente conferenza a Siena, la consapevolezza dell’uso dell’Intelligenza Artificiale AI e della Realtà aumentata è già forte per il 27% degli statunitensi e nel 17% degli italiani. Il dato è nella stessa direzione di quello del Politecnico di Milano per “Food and Wine Tourism Forum” 2024  secondo cui il 38% degli americani utilizza servizi di Ai per ispirarsi nella ricerca di destinazioni, prenotare servizi o creare itinerari. Le esperienze enogastronomiche si cercano ormai sui canali digitali che hanno sostituito il passaparola.

In effetti basta scaricare un programma gratuito nel telefonino per avere chi consiglia itinerari su misura. Con sistemi più sofisticati e un rapporto più lungo con l’utente, la proposta di viaggio dell’intelligenza artificiale diventa ancora più sartoriale.
Quello che sta succedendo adesso è un rafforzamento delle destinazioni più forti. L’intelligenza artificiale infatti tende a preferire chi ha una forte presenza online. Questo è un serio problema perché aggrava l’overtourism e non decentra i flussi enoturistici, inoltre non corrisponde al bisogno di esclusività del viaggiatore più evoluto.

                                                                       
Cinelli Colombini
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