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FINE LA PRIMA FIERA DELL’ENOTURISMO È STATA UN SUCCESSO

#WINETOURISM MARKETPLACE ITALY A RIVA DEL GARDA HA UNITO B2B A CONVEGNISTICA FACENDO INCONTRARE I MANAGER DELLA WINE HOSPITALIY A ESPERTI, GIORNALISTI E BUYER

Fine prima fiera dell'enoturismo italiano a Riva del Garda

Fine prima fiera dell’enoturismo italiano a Riva del Garda

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne a Montalcino 

Violante Gardini Cinelli Colombini ha partecipato a Fine, prima fiera sull’enoturismo,  in qualità di Presidente del Movimento del Turismo del Vino presentando l’indagine 2025 realizzata con Ceseo che ha rivelato, per la prima volta, le specificità delle cantine turistiche nelle varie zone d’Italia.

FINE UN SUCCESSO SOPRA LE ATTESE PER LA PRIMA FIERA ITALIANA SULL’ENOTURISMO

Forti dell’esperienza alla Feria de Valladolid, gli organizzatori di Fine hanno realizzato un ottimo borsino che ha consentito a ogni azienda di incontrare decine di operatori scelti incrociando le esigenze delle singole cantine con le richieste di ogni tour operator. Ha invece sconcertato molti manager della wine hospitality la richiesta di esperienze oltre il vino e la degustazione. Circostanza questa che lascia immaginare un futuro prossimo in cui il <<vino deve, quindi, abbandonare la centralità della proposta e lasciare spazio ad altre esperienze che – per consolidare il rapporto con l’enoturista – devono essere dense di empatia e di autenticità>> come ha scritto WineNews.

TARTUFO BIANCO 2025 TANTO E BUONO

IL 2025 SARA’ FAVOREVOLE AL TARTUFO BIANCO CHE SI PREVEDE ABBONDANTE E QUALITATIVO CON UN PROBABILE CALO DEI PREZZI. VIENI A CERCARLO ALLA FATTORIA DEL COLLE?

Caccia al tartufo alla Fattoria del Colle di Trequanda

Caccia al tartufo alla Fattoria del Colle di Trequanda

Non sperate che il tartufo bianco costerà come le patate, questo è impossibile! Si tratta del più prezioso frutto della terra, e quindi anche pagarlo 4.500 € il chilo appare un’ottima opportunità per i grandi gourmand.
La ricerca inizia il I° ottobre ed arriva alla fine di gennaio. Ovviamente la “capitale” del tartufo bianco è Alba, con le sue aste internazionali, ma anche le Crete senesi hanno una crescente reputazione per il carattere molto simile delle trifole. I tartufi di entrambe le provenienze sono caratterizzati da profumo intenso fine e con poca aglina.

PARTECIPAZIONE ALLA CACCIA AL TARTUFO BIANCO

Da noi alla Fattoria del Colle di Trequanda nel distretto delle Crete Senesi, sono previsti tre weekend dedicati al tartufo con degustazioni di Brunello, visita delle cantine, lezioni di cucina, cene a tema e ovviamente la caccia al tartufo. Per il programma e per prenotare cliccare qui

ARTE E VINO A MONTALCINO CON BIZHAN BASSIRI E WINENEWS

ARTE CONTEMPORANEA COME CONTAMINAZIONE E COME RICERCA DEL MODO PER SALVARE IL MONDO DALL’AUTUDISTRUZIONE MA ANCHE PER RIBADIRE CHE IL VINO E’ CULTURA

Bizhan Bassiri con l’opera “Vene d’Oro del Pensiero Magmatico” Montalcino casa di WineNews

Bizhan Bassiri con l’opera “Vene d’Oro del Pensiero Magmatico” Montalcino casa di WineNews

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle di Trequanda

Alessandro Regoli e Irene Chiari portano a Montalcino la fondazione Bizhan Bassiri con l’opera “Vene d’Oro del Pensiero Magmatico” dell’artista iraniano e il convegno che riunisce personalità, di ambiti diversi, in un dialogo sul significato dell’arte.

VENE D’ORO DI BIZHAN BASSIRI NELLA CASA DI WINENEWS

L’opera “Vene d’Oro” è in una grotta a piano terra della sede di WineNews, il notissimo portale online sul vino italiano. Si arriva all’opera di Bizhan Bassiri passando da stanze, sempre più piccole, che arrivano alla roccia viva su cui è costruito Montalcino. Per terra Alessandro Regoli ha disposto delle rocce laviche a formare un tappeto sui due lati di una passerella in pietra. L’ultima e più piccola grotta ha una porta angusta e una sola pietra su cui camminare. Sembra la pietra di chiusura caduta dalla porta stessa. Di fronte la roccia calcarea di Montalcino ha una forma irregolare da cui escono dei rigagnoli di bronzo placcato in oro che l’artista ha inserito quasi a suggerire la ricchezza misteriosa della crosta terrestre, sembrano i ruscelli di lava incandescente che, dal vulcano Amiata, milioni di anni fa, hanno spinto verso il basso la materia su cui è costruita Montalcino.
Al primo colpo d’occhio l’effetto è inquietante. Fa sentire quanto l’uomo poco conosce e poco capisce la terra su cui cammina. Una terra che è sempre in grado di sorprenderlo.
Poi ci sono suggestioni diverse come il passaggio dal bronzo all’oro che tanto impegnò gli alchimisti del passato.
Purtroppo, esiste anche il passaggio dall’oro al bronzo delle armi. Un passaggio che caratterizza la nostra epoca, come è stato detto dagli artisti nel convegno.
Nell’insieme l’opera “Vene d’Oro del Pensiero Magmatico” fa quello che deve fare l’opera d’arte contemporanea: ti costringe a pensare al destino dell’uomo.

BIODIVERSITÀ E TURISMO ALLEANZA VINCENTE

GLI ECOSISTEMI LOCALI E LA BIODIVERSITA’ SONO ATTACCATI DA UN’AGRICOLTURA ORIENTATA SOLO AL GUADAGNO E DALLO SFRUTTAMENTO COMMERCIALE DELLE RISORSE GENETICHE

biodiversità e eosostemi che possono trovare un sostegno nel turismo

Fattoria del Colle Toscana Donatella Cinelli Colombini vigneto biologico di vitigni autoctoni sangiovese

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

Sono certa che i turisti siano i soli sbocchi commerciali dei prodotti agricoli “in via di estinzione” cioè di quel milione di specie vegetali e, in qualche caso animali, che gli studiosi vedono a rischio di sopravvivenza. Si tratta di una specie su otto di quelle presenti nel pianeta e il rischio delle loro sparizione è stata denunciato in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità.

UNA SPECIE SU 8 E’ IN VIA DI ESTINZIONE

L’armonia fra natura e sviluppo, la preservazione degli ecosistemi sono minacciate da inquinamento, crisi climatica, distruzione degli habitat (per esempio disboscamento e cementificazione), sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, uso scellerato della chimica di sintesi e cattiva gestione del sistema natura (introduzione di specie invasive).
Barbara Nappini di Slow Food ha messo in evidenza come il principale imputato per la perdita di biodiversità è il modo con cui mangiamo noi esseri umani. Questo ha ridotto a poche specie la richiesta del mercato: il 60% dei mammiferi sono bovini, il 70% dei volatili sono polli, mentre sul fronte vegetale il 60% del nostro fabbisogno energetico è soddisfatto da poche varietà di grano, riso, mais e patate.
Ovviamente ci sono specie animali o vegetali difficili e costose da produrre. Per loro è difficile ipotizzare migliaia di ettari di coltivazione e grandi allevamenti ma forse il turismo può consentire la loro sopravvivenza localmente e addirittura la conservazione di pratiche manuali storiche anche quando comportano alti costi. Questi alimenti unici ed eredi di antiche tradizioni possono anzi aumentare l’attrattività del luogo d’origine perché sopravvivono solo li. In questo senso la visita degli impianti produttivi, l’assaggio e lo shopping possono funzionare da richiamo e creare una difesa della biodiversità.

PER CAPIRE IL VINO BISOGNA ASSAGGIARLO CON CALMA

BASTA GUARDARE, ANNUSARE E POI METTERE IN BOCCA UN SOLO SORSO DA SPUTARE PER GIUDICARE UN VINO? QUANTO E’ IMPORTANTE BERE IL VINO CHE SI ASSAGGIA?

Per capire interamente un vino bisogna berlo oppure basta metterlo in bocca e sputarlo

Per capire interamente un vino bisogna berlo oppure basta metterlo in bocca e sputarlo

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne, Fattoria del Colle 

In effetti anche le mie enologhe assaggiano senza inghiottire quando devono controllare decine e decine di botti in un solo giorno. Tuttavia anche loro, quando arrivano vicini al vino definitivo, rallentano le degustazioni e bevono. Questo perché, per essere sicuri della propria valutazione bisogna dedicare più di un sorso e più di pochi minuti, allo stesso vino, e soprattutto deglutirlo.
Occorre ricordare che gli enologi cercano i difetti mentre i sommelier, i critici e i consumatori cercano nel calice soprattutto i pregi. E nella ricerca del piacere la fretta è sempre controproducente.
Altro elemento da considerare è il carattere gastronomico di certi vini che nascono per accompagnate il cibo per cui assaggiarle da soli può sfalsare il giudizio. Le bottiglie italiane sono quasi tutte così e infatti i clienti le consumano durante i pasti. Questo le penalizza nelle degustazioni in serie soprattutto se si tratta di assaggi bendati. Sono stata giurata in un concorso enologico internazionale in Canada e ricordo benissimo come la mia commissione desse punteggi più bassi ai vini con personalità distintiva, cioè penalizzasse quei fuori classe che escono dal coro e piacciono ai wine lovers proprio per quello. Ottenevano punteggi alti i vini classici e potenti.
Per questo è giusto chiedersi se l’assaggio seriale è ancora capace di individuare le eccellenze e a questo argomento è dedicato un articolo di WineNews con le interviste al critico Jacky Rigaux, al produttore Roberto Conterno autore del leggendario Barolo Monfortino Riserva e agli agronomi Lydia e Claude Bourguignon.

VINO, LUSSO, INVESTIMENTI E CONSUMI

LA CRISI DEI CONCORSI DEL VINO E DEI VINI DA INVESTIMENTO SEGNA LA FINE DELLA CORSA AL LUSSO ENOLOGICO SALVO IN ALCUNE CITTÀ: NEW YORK, LONDRA, SINGAPORE, HONG KONG

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

medaglie dei concorsi enologici

concorsi enologici

I concorsi enologici vedono calare il numero dei vini in gara. Le cantine tagliano le spese e una delle prime sforbiciate colpisce le competizioni del vino e specialmente quelle più piccole.

LA CRISI DEI CONCORSI ENOLOGICI

Per esempio la partecipazione al concorso Bordeaux Vins d’Aquitaine, previsto per fine aprile, era stata quasi dimezzata in pochi anni.
In effetti ottenere una medaglia in una competizione aumenta il prestigio di un vino, ma non le sue prospettive commerciali, come avveniva in passato. E questo scoraggia la partecipazione.

LA CRISI DI BORDEAUX È ANCHE LA CRISI DI UNO STILE DI VINO?

MI CHIEDO SE LA CRISI DEL VINO DI BORDEAUX SIA ANCHE LA CRISI DEL “TAGLIO BORDOLESE” CIOÈ DI QUEI ROSSI CORPOSI CHE PER ANNI HANNO DOMINATO IL MONDO

Bordeaux France

Bordeaux France la crisi del vino bordolese dello stile che ha caratterizzato i rossi a livello mondiale e del modello di business

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

Il “taglio bordolese” è il blend di Cabernet Sauvignon, Merlot e talvolta di Cabernet Franc e Petit Verdot. L’uvaggio che ha dominato la scena mondiale da decenni creando griglie stilistiche precise per l’eccellenza enologica. Intensità, rotondità, morbidezza, lunghezza … più il vino si avvicinava ai monumentali First Growth Bordeaux (Château Lafite Rothschild, Château Latour, Château Margaux, Château Haut-Brion, and Château Mouton Rothschild) più appariva buono.

LO STILE DEL VINO CHE HA DOMINATO E OMOLOGATO IL MONDO DEL VINO PER 30 ANNI

Un modello da perseguire a qualunque costo per ottenere il consenso dei critici e alzare i prezzi. Un risultato che spesso imponeva un’enologia interventista con molta “chirurgia estetica” non sempre totalmente legittima.  Ma tutto questo ha portato all’ omologazione e allo snaturamento dei caratteri identitari dei territori e dei vitigni.
Forse è proprio l’emergere di una sensibilità nuova che chiede un maggiore rispetto della natura intesa come sostenibilità, terroir, vitigno, annata e tradizioni locali a rovesciare il criterio di valutazione dando un nuovo valore alla diversità.

WINENEWS È IL WINE BLOG N. 1 IN ITALIA E IL N. 23 NEL MONDO

COME OGNI ANNO FEEDSPOT , MAGGIOR DATA BASE MONDIALE SUI BLOG, PUBBLICA LA CLASSIFICA DEI MIGLIORI E SUL VINO WINENEWS È ANCORA UNA VOLTA IL N° 1 IN ITALIA

Alessandro Regoli e Irene Chiari WineNews Vincitori del Premio Casato Prime Donne 2024

WineNews Alessandro Regoli e Irene Chiari

Di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #brunellodimontalcino

Per la verità nelle due classifiche dei wine blog c’è una cosa strana: Intravino è al 14° posto nella lista mondiale ma non compare in quella italiana benché sia un connazionale. Ma!!!

MIGLIORI WINE BLOG ITALIANI

FeedSpot è un archivio immenso dove è possibile trovare blog, video, podcast di qualunque argomento e scegliere quelli da seguire in base al loro stile e i loro contenuti. Una volta all’anno mette i fila i più bravi e Wine News è sempre in posizione leader. I migliori blog di vino italiani vengono scelti fra migliaia di organi di informazione digitale, in base a pertinenza, autorevolezza, follower sui social media e freschezza.
Primo dunque WineNews guidato da Irene Chiari e Alessandro Regoli dalla loro sede di Montalcino. Un emittente mondiale che parla da un piccolo paese diventato famoso per essere la patria del vino Brunello. WineNews viene descritta da FeedSpot << Il punto di riferimento per l’informazione sul mondo del vino: interviste, video, recensioni, approfondimenti e sempre le ultime novità. Winenews è un’agenzia di comunicazione>>. Seguono Vinoway e WineBlogRoll di Francesco Saverio Russo. Solo 6° la versione italiana di Wine Spectator.

IL MERCATO USA DEL VINO OPPORTUNITA’ E SFIDE

MODIFICA DEL SISTEMA A 3 LIVELLI NEL MERCATO DEL VINO, CAMBIAMENTI NEL STILE DI CONSUMO, DAZI DI TRUMP E TURBOLENZE INTERNAZIONALI: TUTTO CAMBIA IN USA

il mercato USA del vino novità, opportunità e rischi

il mercato USA del vino novità, opportunità e rischi

Di Donatella Cinelli Colombini,  #winedestination #brunellodimontalcino 

Gli Stati Uniti, il mercato vinicolo numero uno al mondo con un valore di 107 miliardi di dollari, vivono un periodo di profonde trasformazioni. Nonostante il calo dei consumi globali di vino, questo paese rimane il principale importatore di vino italiano, rappresentando una sfida e un’opportunità per i produttori del Belpaese.

SISTEMA DISTRIBUTIVO A 3 LIVELLI DA PENSIONARE

Il sistema distributivo americano, il “Three-Tier System“, risale al periodo post-proibizionismo e continua a imporre costi elevati e complessità burocratiche. In pratica chi produce o importa vino non lo può distribuire e chi distribuisce non lo può vendere al pubblico. Questo comporta un aumento di passaggi che moltiplicano i costi. Come evidenziato dalla National Association of Wine Retailers (NAWR), il sistema attuale ostacola l’innovazione e non risponde più alle esigenze di un mercato moderno. Una riforma potrebbe aprire la strada a una maggiore competitività e a un accesso più diretto dei produttori al consumatore finale. Circostanza quest’ultima, che potrebbe avvantaggiare le cantine a stelle e strisce ma non quelle estere che, oltre tutto, temono i dazi di Trump.

ACCORCIARE LA CARTA DEI VINI CONVIENE

ERIC ASIMOV HA RACCONTATO SUL “THE NEW YORK TIMES” UNA TENDENZA SEMPRE PIÙ DIFFUSA DOPO LA PANDEMIA NEI RISTORANTI USA: CARTA DEI VINI DI CIRCA 30 TIPOLOGIE

le carte dei vini dei ristoranti USA ti stanno

le carte dei vini dei ristoranti USA ti stanno

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #orciadoc

Negli Stati Uniti, i ristoranti stanno adottando carte dei vini più concise, spesso limitate a circa 30 etichette per rendere la scelta meno “intimidatoria” e più accessibile ai clienti. In effetti la legge del marketing conosciuta come “paradosso della scelta” spiega come l’eccesso di opzioni scoraggi l’acquisto. Dunque i libroni con mille vini da ordinare non sono un incentivo al consumo ma anzi lo scoraggiano.

PERCHE’ ACCORCIARE LA LISTA DEI VINI AL RISTORANTE CONVIENE

Le short list di sole 30 etichette dei ristoranti americano hanno anche un’altra funzione: facilitano il compito dei camerieri. Il personale di sala impara facilmente i caratteri di una trentina di vini ed è poi in grado di consigliare i giusti abbinamenti ai clienti senza bisogno del sommelier.
Il risultato è un risparmio di costi nel personale, una riduzione della dimensione del magazzino e forse persino una crescita dei guadagni. Come spiega Emanuele Fiorio di Wine Meridian <<l’offerta legata alle bevande alcoliche è sempre stata parte integrante del successo finanziario dei ristoranti. Le entrate lorde derivanti dalla vendita di bevande rappresentano circa il 10-15% in più rispetto a quelle derivanti dalla vendita di pietanze>>

2024 CONSUNTIVO DI UN ANNO DI SUCCESSI E LACRIME

CON GLI AUGURI DI UN MERAVIGLIOSO 2025 DONATELLA TRACCIA UN BREVE RITRATTO DELL’ANNO APPENA TRASCORSO E DICE ADDIO AD UN ANNO CON VETTE E ABISSI

Ambulanza in ricordo di Carlo Gardini con lo staff della Misericordia di Sinalunga e dell'azienda di Donatella Cinelli Colombini

Ambulanza in ricordo di Carlo Gardini con lo staff della Misericordia di Sinalunga e dell’azienda di Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #brunellodimontalcino

Il 2024 ha una costante bella: abbiamo continuato a costruire i progetti in cui crediamo senza fermarci neanche un giorno. Violante è partita per gli USA, con la polmonite, dieci giorni dopo la scomparsa del padre.
Ma la morte di Carlo è una tragedia che ci fa ancora piangere.
L’ambulanza, acquistata con il decisivo contributo delle persone che gli volevano bene, ora sfreccia per le nostre colline a sirene spiegate. Un pezzettino di lui continua a fare del bene con questo veicolo e con le due aule appena inaugurate nella scuola primaria della diocesi di Butembo Beni
Ancora grazie a tutti quelli che hanno contribuito a finanziare l’ambulanza. Grazie a Sua Eminenza il Cardinale Augusto Paolo Lojudice che l’ha benedetta e al Vescovo Anthony Teuma che ci ha fatto pregare a Gozo. Grazie a tutti quelli che ci hanno sostenuto con amicizia e affetto. Senza il loro aiuto io e Violante non saremmo riuscite ad andare avanti.

ENOTURISMO 4.0 E VIOLANTE ALLA PRESIDENZA MTV

Il 2024 ha portato anche tante cose belle. Il volume “Enoturismo 4.0” firmato a più mani, in cui ho inserito un capitolo sulle donne che operano nel mondo del vino italiano.
L’elezione di Violante a Presidente Nazionale del Movimento  Turismo del Vino.

PREZZI DEI VIGNETI ITALIANI 2024

VIGNETI ITALIANI SEMPRE PIU’ CARI SPECIALMENTE NEL BAROLO: 2 MILIONI DI EURO ALL’ETTARO, UNO PER BRUNELLO E BOLGHERI E POCO MENO PER IL LAGO DI CALDARO

Casato Prime Donne vigneto Ardita

Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne vigneto Ardita

Di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #brunellodimontalcino

Sorprendentemente il prezzo dei vigneti italiani continua a crescere mentre la Francia inizia a spiantare 30.000 ettari di vigna come richiesto a gran voce dai vignaioli di Bordeaux.
Sorprendono anche le nuove acquisizioni di cantine che sono passate di mano in numero notevole e a cifre nettamente superiori al loro possibile reddito. Alla luce di consumi e mercato del vino in fase calante, nell’intero pianeta, c’è da chiedersi ma come mai? Forse la liquidità finanziaria è talmente enorme da spingere grandi investitori a fare speculazioni a lungo termine contando sulla dimensione ridotta delle denominazioni più blasonate e della loro volontà di non espandere la superficie dei vigneti.

SE I VITIGNI AUTOCTONI ITALIANI DIVENTASSERO INTERNAZIONALI SAREBBE UN VANTAGGIO?

WINE NEWS HA DOMANDATO PROVOCATORIAMENTE A DUE SUPER ESPERTI IL MASTER OF WINE ANDREA LONARDI E ALL’AGRONOMO GIOVANNI BIGOT CREATORE DELL’INDICE BIGOT

se gli autoctoni italiani diventassero internazionali

se gli autoctoni italiani diventassero internazionali

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination 

La domanda è provocatoria ma fino a un certo punto perché i cambiamenti climatici alterano la vocazione dei vigneti e spingono all’utilizzo di vitigni adatti a climi caldi e aridi. Del resto gli enologi sostengono da sempre che le viti esprimono il loro miglior potenziale, in termini di finezza, quando sono coltivate in condizioni difficili e quindi è meglio spostare a Nord vitigni meridionali che fare l’operazione contraria. Infatti, nella stragrande maggioranza dei casi i vitigni che hanno la loro zona di origine in climi freddi, una volta piantati in zone calde producono vini banali, tutti uguali.

ANDREA LONARDI E GIOVANNI BIGOT SUI VITIGNI AUTOCTONI

Ecco che la domanda posta da Wine News al Master of Wine Andrea Lonardi, ed a Giovanni Bigot, agronomo ed ideatore dell’Indice Bigot che classifica i vigneti in base al loro potenziale qualitativo, è tutt’altro che fuori luogo. In altre parole, se il riscaldamento globale cambia i vitigni più adatti ai terroirs, molti dei 500 vitigni autoctoni italiani potrebbero diffondersi in altre parti del mondo e questo potrebbe privare il vino italiano di uno dei suoi punti di forza: la varietà, l’originalità distintiva dei suoi vitigni.

ESTIRPAZIONE VIGNETI: FAVOREVOLI E CONTRARI

MEGLIO SPIANTARE VIGNETI COME IN FRANCIA OPPURE RIDURRE LE RESE DEI VIGNETI DI PIANURA SOTTO I 300 QUINTALI ETTARO COME VUOLE FRESCOBALDI? CREDO ABBIA RAGIONE LUI

Vinitaly2017-Donatella-Cinellicolombini -RiccardoCotarella-Presidente-Assoenologi

Riccardo Cotarella-Presidente-assoenologi- contrario alle sovraproduzioni dei vigneti di pianura di vini comuni

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #Orciadoc

A Bordeaux inizia la seconda tranche di espianti come risposta alle cantine troppo piene e al calo dei consumi. Circostanze che hanno prodotto un lago di eccedenze sempre più grande a livello mondiale. Gli attacchi delle autorità sanitarie hanno allontanato i consumatori dal vino mentre aumentano i vigneti in Paesi, come Cina e Regno Unito che prima importavano tutto o quasi tutto quello che bevevano.
Regolare il mercato comprimendo la produzione è contrario ai principi economici e appare tanto più inutile se consideriamo che c’è chi pianta di nuovi vigneti in altre parti dl mondo.

LA QUESTIONE ESPIANTO DEI VIGNETI ARRIVA SUI TAVOLI EUROPEI

Tuttavia la questione “espianti” è arrivata sui tavoli europei partendo da quello Copa-Cogeca, organizzazione europea delle associazioni di agricoltori e delle cooperative agricole.
Intanto la Francia ha varato il suo piano: pagamento di 2.500 euro per ettaro di vigneto espiantato e utilizzo della superficie per altra coltura per almeno quattro anni, oppure 4 mila Euro per ettaro espiantato e destinato a altro utilizzo per sempre.

DONATELLA CINELLI COLOMBNI AL MERANO WINE FESTIVAL

DEGUSTAZIONE DI 3 BRUNELLO INSIEME AI CHIANTI CLASSICO DI FRANCESCO RICASOLI CONVERSANDO CON OSCAR FARINETTI  MERANO WINE FESTIVAL ORGANIZZATA DA LIBER

Merano Castello Principesco Donatella Cinelli Colombini entra dalla porta medioevale usata dall'Imperatrice Sissi

Merano Castello Principesco Donatella Cinelli Colombini entra dalla porta medioevale usata dall’Imperatrice Sissi

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination

E’ sempre un piacere venire invitati a presentare i propri vini ad un evento ma quando la richiesta arriva da Liber  società si distribuzione e consulenza fra le più reputate in Italia e dal Wine Hunter patron del Merano WineFestival, il mitico Helmuth Köcher, allora diventa un onore e una grande opportunità.
L’invito riguardava uno degli eventi collaterali al famoso salone del vino che quest’anno si è svolto dall’8 al 12 novembre al Kurhaus di Merano. La mia degustazione faceva parte del progetto “Intrecci di Vite” ed è avvenuta al Castello Principesco di Merano dove risiedeva l’Imperatrice Sissi durante i suoi soggiorni a Merano. C’erano 20 persone selezionatissime fra cui il mio amico Avvocato Natale Callipari che mi ha accompagnato da Verona a Milano come fossi una principessa.

FRANCESCO RICASOLI E IL CHIANTI CLASSICO A CONFRONTO CON DONATELLA CINELLI COLOMBINI E IL BRUNELLO

                                                                       
Cinelli Colombini
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