E’ il tempo dei tramonti
Ecco alcuni tramonti alla Fattoria del Colle. Sono talmente belli che sembrano finti. Perchè non venite a vederli anche voi?...
Ecco alcuni tramonti alla Fattoria del Colle. Sono talmente belli che sembrano finti. Perchè non venite a vederli anche voi?...
Ecco il menù del Cenone alla Fattoria del Colle, nel cuore della Toscana, per una vacanza di Capodanno piena di assaggi, visite, giochi, lezioni di cucina
Troverete il programma dal 27 dicembre al I° gennaio nelle offerte della fattoria del Colle. Ogni giorno propone visite nelle cantine o nelle città d’arte, pranzi a tema, piccole lezioni di cucina, giochi … e 3 strepitose degustazioni gratuite che vi trasformeranno in esperti di Brunello, Orcia e vini DOCG toscani.
Wine lovers, amici, nonni, bambini e persino cani … ci sono attività in grado di incuriosirli e divertirli tutti.
Qui di seguito troverete il menù e il programma per il Cenone di capodanno
Ti racconto un matrimonio fra le botti, un aperitivo nella cantina storica e un banchetto nuziale a lume di candela nella veranda fra i vigneti. Ti piace?
Un matrimonio davvero particolare, adattissimo per chi sceglie la campagna toscana per quel tocco di unicità e fascino che scaturisce dalla magia stessa del vino.
La cantina della Fattoria del Colle ha una grande sala coperta da una volta a botte in mattoni, sui lati sono disposte le botticelle di rovere dove matura il vino Orcia Doc Cenerentola. Questo è il luogo dove allestire la cerimonia con l’altare e le sedie per gli sposi coperte di raso bianco. Non è una Chiesa (per altro la fattoria ha una deliziosa cappella che può contenere 40 persone) ma l’effetto è ugualmente solenne, anche se decisamente inconsueto.
Accanto alla bottaia, nella cantina storica, dove sono ancora visibili tracce dei muri medioevali, viene servito l’aperitivo. Anche questo è un ambiente suggestivo che conferisce al buffet un particolare timbro toscano. Insomma non è certo una cornice anonima per degli sposi che hanno scelto la Toscana per la festa del loro amore.
La scissione di Bibenda dall’Associazione Italia Sommelier AIS ripete un copione visto in politica, nei sindacati, nelle aziende ed è tipicamente nostrano
Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
La notizia è di ieri e riguarda la nascita della Fondazione Italiana Sommelier che va a sostituire la delegazione dei Sommelier AIS di Roma e del Lazio. Si tratta di un organismo che nasce grande, per i 200 corsi di formazione realizzati, gli eventi giornalieri che attraggono i wine lovers di tutta Italia nelle splendide sale dell’Hilton, la guida Bibenda con i punteggi delle migliori bottiglie … Ma anche di un organismo che gode di un forte appoggio istituzionale visto che << avrà il Riconoscimento Giuridico dello Stato e l’Accredito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché presso i Ministeri della Cultura, degli Esteri e delle Politiche Agricole>>.
Nella lettera che Franco Ricci ha indirizzato ai soci AIS del Lazio, che contiene i virgolettati sopra riportati, si chiede
loro l’iscrizione alla Fondazione Italiana Sommelier precisando che organizzerà i corsi di qualificazione professionale per Sommelier << con il Riconoscimento Giuridico dello Stato, unico corso per Sommelier in Europa a possedere tale importante requisito >>. In altre parole darà valore legale al titolo che rilascia.
Le prime reazioni del Presidente dell’Associazione Italiana Sommelier Antonello Maietta sono molto dure sulle pagine del sito AIS <<Fine di un incubo perché, per quanto ci riguarda, se il profilo della cultura del vino sarà da oggi magari meno seducente e meno patinato, sarà anche meno pomposo, meno saccente, meno arrogante e meno sbruffone. Prerogativa di chi è realmente competente e non deve mascherare altrimenti la propria insipienza>>.
Parole che esprimono i sentimenti di chi presumibilmente si aspettava lo strappo visto il mancato rinnovo del contratto di collaborazione fra l’AIS e Bibenda. Fin ora, lo staff di Franco Ricci assaggiava i vini, redigeva la guida Bibenda e l’AIS ne comprava 30.000 copie per i soci di tutta Italia.
Qualche rumors sulla possibile nascita di un organismo nuovo e afferente all’ organizzazione romana di Ricci era in giro da mesi come giustamente affermava Intravino nei suoi articoli sull’argomento. Ma fino a ieri non c’era niente di certo. Nei prossimi giorni c’è da aspettarsi una propagazione della scissione nelle regioni d’Italia con delegati o ex delegati insofferenti.
Alla fattoria del Colle un menù cucinato a 4 mani, grandi vini rossi e un DJ fiorentino scaldano l’inverno e trasformano le cantine con allegria...
Ecco le foto “milanesi” della nostra fotografa preferita. Più professionali, ma sempre estrose ci mostrano il talento di Clara Melchiorre che cresce
Di Donatella Cinelli Colombini
Volli sempre volli fortissimamente volli disse Vittorio Alfieri quando si fece legare alla sedia per studiare di più. E Clara Melchiorre cosa farà per diventare fotografa di moda? Lo vuole da quando era quasi una bambina e veniva alla fattoria del Collecon i genitori e il fratello, per le vacanze estive. Lo vuole così tanto che non si arrende di fronte a niente: solitudine, fatica, soggiorni in Paesi che quasi non conosce. Ha un talento strepitoso, quasi una forza che gli viene da dentro.
E’ iscritta allo IED di Milano la scuola migliore d’Italia per l’alta formazione artistica in comunicazione visiva. I risultati sono foto quasi perfette, forse addirittura troppo perfette … Clara assorbe la tecnica come un giovane pianista che si stufa di ripetere ogni giorno ore di esercizi. Certo però che curiosando fra i suoi album ci sono immagini davvero stupende, forse un po meno divertenti e trasgressive di come le vorrebbe lei ma indubbiamente stupende. Infatti la nostra piccola barese (21 anni) è davvero un tipo spiritoso e sa ridere di tutto. Quando ha avuto il mal di gola ha scritto su Facebook <<Incontrare Pippo Inzaghi sotto casa dopo una mattinata così ti fa pensare davvero che il benagol abbia effetti collaterali>>.
Dal 27 dicembre 3 degustazioni di Brunello, Orcia e DOCG toscane, cene degustazione, visite nelle cantine, trekking nei vigneti …. e feste, lezioni di cucina..
Alla Fattoria del Colle nel cuore della Toscana per vivere le vacanze di Capodanno da wine lovers nella campagna più bella del mondo. Con il partner, con i bambini, con gli amici e gli amici a 4 zampe, la Fattoria del Colle vi propone un ritorno alla semplicità del passato, in vere case di contadini con confort moderno.
Prezzi: 2 notti in camera doppia con bagno e prima colazione Euro 110 a persona
Prezzi: 2 notti in appartamento con 2 camere e 1 bagno (4 persone) o con 3 camere e 2 bagni ( 6 persone ) 94,00 a persona self catering, per bambini sotto i 12 anni sconto del 30%.
Il prezzo comprende tutte le animazioni previste dal programma escluso i pasti e gli spostamenti
Programma
VENERDI’ – 27 dicembre
Ore 19 aperitivo nella sala degli stemmi della villa cinquecentesca del Colle
Ore 20 cena nell’Osteria di Donatella 4 portate di piatti antichi: ciancifricola, rivolti con spinaci e ricotta, scottiglia di cinghiale (Euro 32 bevande escluse); in alternativa cena alla carta
Tartufo bianco, tagliolini fatti a mano, brodo di gallina, burro, rosso d’uovo e un tocco magico per un piatto regale in abbinamento con il Brunello riserva
Di Donatella Cinelli Colombini
La Fattoria del Colle ha 5 riserve tartufigene e quindi riesce a mettere in tavola dei tartufi bianchi freschissimi di qualità strepitosa. Grazie alla disponibilità dei tartufi ho potuto fare esperimenti su esperimenti fino ad ottenere la ricetta perfetta dei tagliolini al tartufo alla toscana.
Eccola a voi:
4L di brodo di gallina, 8 cucchiai da minestra di passato di ceci, 80 g di burro, 400 g di tagliolini, 2 rossi d’uovo, 50 g di tartufo bianco, parmigiano grattato (?), sale
Ovviamente tutti gli ingredienti devo essere di grande livello: il brodo di gallina, ad esempio, non è neanche simile al brodo di dado. Quindi bisogna iniziare un giorno prima facendo un brodo di pollastra, lasciandolo raffreddare, poi sgrassatelo e filtratelo. Serve anche un passato di ceci; giusto qualche cucchiaio ma è l’occasione giusta per preparare una bella minestra con poco rosmarino.
Trekking del tartufo bianco, alta cucina al tartufo, vini Orcia abbinati col tartufo e poi salumi, olio, cioccolato, formaggio … mercatino a San Giovanni d’Asso
Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Primi due fine settimana di novembre in un paese in festa, San Giovanni d’Asso, cuore della mostra mercato del tartufo bianco delle Crete senesi. Stand gastronomici dentro e fuori il castello e nell’aria un profumo sensuale. Sabato 9 i produttori dell’Orcia presentavano i loro vini rossi abbinati alla preziosa trifola e hanno chiesto alla chef Katia Maccari ( da 11 anni con una stella Michelin) di creare un piatto su misura. E’ stato un trionfo di profumi, sapori e emozioni nella sala del castello trecentesco che sembrava rivivere antichi fasti.
Poco dopo ancora i vini Orcia accompagnavano i migliori formaggi pecorini. Anche qui c’era l’eccellenza di un’antica tradizione casearia e l’abbinamento è stato decisamente meno ardito.
Il vero protagonista dello scorso e del prossimo week end è il tartufo bianco delle Crete senesi, è ovunque: nei salumi, nell’olio extravergine, nei formaggi e persino nel cioccolato, ma soprattutto sulla bilancia del mercatino. Gli appassionati vengono a comprarlo a San Giovanni d’Asso perché qui, dice il Sindaco Michele Boscagli <<è assolutamente garantito, nessun finto tartufo può arrivare sul banco di vendita>>.
Presentazione a Roma, nella sede dell’ANCI, per la Mostra Mercato del tartufo bianco delle Crete senesi. Piccola storia di un grande territorio
Di Donatella Cinelli Colombini
Partenza all’alba con la Fiat Doblò del sindaco di San Giovanni d’Asso Michele Boscagli. Siamo in 5 compreso il Sommelier AIS Sergio Pinarello, il mitico Enzino, anima di tutti gli eventi legati alla preziosa trifola e una rappresentante de Le Biancane che gestisce il Museo del Tartufo. Dopo una corsa affannosa verso la stazione di Chiusi-Chianciano scopriamo che il nostro treno è in ritardo di un’ora. Meno male perchè nel frattempo ci accorgiamo di non avere il formaggio pecorino per il buffet. Il sindaco ne compra una forma con un profumo così intenso che mette fame. Questo Boscagli è un portento!
Arriviamo a Roma quasi all’ora di inizio della conferenza stampa e letteralmente saltiamo su due taxi. La sede dell’ANCI –Associazione Nazionale Comuni Italiani – è in un palazzo storico con sale moderne chiuse da bellissime porte barocche. Fa effetto sedersi al posto del sindaco di Torino Piero Fassino ma è anche divertente.
Week end di novembre all’insegna del tartufo bianco che alla fattoria del Colle sarà abbinato a grandi vini rossi come Brunello, Chianti Superiore e Orcia
I week end del 9-10 e del 16-17 novembre con il sensuale aroma del tartufo bianco delle Crete Senesi. A San Giovanni d’Asso nel delizioso paese medioevale, intorno al castello che ospita il Museo del tartufo, ci sarà la 28° edizione della Mostra mercato con stand gastronomici per comprare, gustare e imparare tutto sul tuber magnum pico, il più raffinato e costoso fra i prodotti del bosco. San Giovanni d’Asso, 15 km dalla Fattoria del Colle, è uno dei centri di produzione tartufigena più importanti e rinomati per la particolare qualità delle trifole che sfidano quelle più note ma molto più care, di Alba.
Un buon motivo per trascorre due giorni in Toscana, alla Fattoria del Colle, nell’atmosfera autentica di una fattoria con 400 anni di storia, dove viene organizzato un programma fitto di suggestioni ma soprattutto il matrimonio inedito e ardito fra quattro piatti a base di tartufo bianco e 4 grandi vini rossi, Brunello, Brunello Riserva, Chianti Superiore e Orcia Doc.
Ecco i piatti: tortelli di patate con fonduta di pecorino e tartufo bianco, carpaccio di bue chianino con tartufo bianco, zuppa di patate del Colfiorito, porri e tartufo bianco, tagliata di bue chianino cotta su brace di legna e tartufo bianco.
Quattro proposte gastronomiche pensate per veri cultori della tavola a cui si aggiungono visite, degustazioni e una lezione di cucina. Alla fine un breve week breve ma intensissimo che completa la visita alla Mostra Mercato del Tartufo Bianco delle Crete senesi di San Giovanni d’Asso.
Zucche, maschere, cappelli da strega … storia e programmi della festa di Halloween adorata dai bambini e contestata dai Vescovi
Le autorità Cattoliche vorrebbero abolirla perché secondo loro evoca il diavolo, ma in realtà è un modo per scacciare la paura del buio, dell’inverno e forse anche della morte e dell’occulto. La parola Halloween ha una radice religiosa e deriva da All-Hallows-Eve cioè vigilia della Messa di Ognissanti in inglese antico. Esisteva già nel Cinquecento ed è diventata una festa conosciuta e partecipata in USA con le tipiche zucche intagliate e i costumi horror indossati dai bambini nella questua fra le case “dolcetto o scherzetto?”
Dopo qualche episodio di caramelle avvelenate e bambini scomparsi gli americani non amano più così tanto mandare i loro figli in giro di notte, in compenso nel resto del mondo la moda della festa dark con mostri e streghe aumenta ogni anno e non solo fra gli adolescenti bensì dai maggiorenni in su.
Anche la Fattoria del Colle in Toscana festeggia Halloween con una cena delle streghe nella veranda dell’Osteria: abbigliamento nero, stile dark, luci dentro le zucche e una cena di 4 portate allietate da un assaggio di Brunello 2008 (35€ bevande escluse).
La festa di Halloween inaugura il lungo ponte di Ognissanti che quest’anno permette di fare 3 giorni di vacanza consecutivi. La proposta della fattoria del Colle è piena di esperienze, sorprese e feste: assaggio del futuro Brunello appena nato e dell’olio nuovo, due lezioni di cucina, 3 cene a tema con menù pieni di sorprese e grandi vini, visita di due cantine e assaggi di vini importanti.
Gli ossi di morto sono deliziosi biscotti secchi a base di chiare d’uovo e mandorle. Sono tipici di Montalcino il paese del Brunello e dei beccamorti
Il soprannome beccamorti affligge la popolazione di Montalcino dal lontano 1260 quando andarono alla battaglia di Montaperti con una tale lentezza da arrivare a scontri conclusi e i vincitori senesi li punirono costringendoli a seppellire i morti. E ce n’erano davvero tanti di cadaveri al punto che Dante disse che il loro sangue colorava il torrente Arbia di rosso. Un episodio storico di cui non essere fieri che tuttavia fu riscattato da grandi prove di coraggio nei secoli successivi quando Montalcino difese la sua indipendenza fino a rimanere l’ultimo libero comune in Italia (1559).
I biscotti ossi di morti si riferiscono alla battaglia di Montaperti? Nessuno lo sa. Un tempo gli ossi di morto erano nei barattoli di vetro delle dispense di Montalcino tutto l’anno. Venivano cotti per ultimi nel forno a legna dei contadini, dopo il pane, le crostate e le mantovane, insieme ai sospiri, le soffici meringhe di chiare d’uovo e zucchero.
Toscana Lovers la boutique del miglior artigianato vi propone coppette diverse una dall’altra e eseguite con tornio a pedale, come nel Rinascimento
Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Un ritorno al passato dunque, quando l’artigiano artista creava ogni prodotto come un pezzo unico dipingendo lo stesso soggetto con piccole varianti in modo che fosse riferibile alla sua mano ma non uguale agli altri. Coppette, boccali, brocche, zuppiere, mattonelle di Susanna e Cristina ceramiste in Chianti che sono decorate con animali antropomorfi come le ceramiche medioevali toscane, o disegni geometrici come le maioliche cinquecentesce oppure semplicemente con fiori e foglie. La superficie degli oggetti è irregolare per l’esecuzione totalmente manuale senza stampi ne tornio elettrico. Anche al tatto trasmettono una sensazione di umanità che nessun oggetto di serie può mai dare. La tavolozza è quella storica della Toscana, la stessa che si ritrova nei boccali medioevali di Montalcino come nelle anforette settecentesche di Montelupo.
Stand gastronomici, assaggi, visite nel frantoio, conferenze, laboratori del gusto Slow Food … per il primo olio extravergine dell’anno a Trequanda e Castelmuzio
Il 19 e 20 ottobre chi vuole assaggiare l’”olio novo”, forse il primo in vendita in Toscana, deve venire a Trequanda, dove si trova la Fattoria del Colle.
La festa ha il sapore di quelle antiche. Piccola come sono piccoli i centri storici dove si svolge: Castelmuzio e Trequanda. Nei due borghi medioevali, ancora intatti e incastonati in un paesaggio di straordinaria bellezza, ci sono anche capolavori d’arte come le tavole di Sano di Pietro a Castelmuzio e quella dipinta da Giovanni di Paolo a Trequanda. Insomma vale la pena di venire anche perché il nostro è uno dei territori, in assoluto, con più grande vocazione per la produzione d’olio.
Trequanda è un’alta collina, a 400 m sul mare. E’ abbastanza a Nord e abbastanza lontana dalla costa per essere immune dalla perfida mosca olearia. Una specie di paradiso degli olivi che in pratica sono naturalmente “biologici” perché non si ammalano e dunque non hanno bisogno di antiparassitari.


