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Rosso di Montalcino DOC 2018 Bio direttamente a casa

Dalla cantina di Montalcino, direttamente al vostro portone un Rosso di Montalcino BIO in anteprima. Prezzo speciale per #iobevoacasa #iorestoacasa

Rosso di Montalcino 2018 #iostappoacasa

Rosso di Montalcino 2018 BIO di Donatella Cinelli Colombini #iostappoacasa

State a casa, saremo noi a farvi arrivare un vino straordinario, il nostro primo Rosso di Montalcino biologico. E’ un’anteprima, per questo, vi chiediamo di rendere speciale il momento in cui lo portate in tavola. Fotografatelo e postate le immagini  #donatellacinellicolombini #iobevoacasa #iorestoacasa Servirà per renderci più uniti e forti in questo momento condividendo una bella esperienza.

6 BOTTIGLIE DI ROSSO DI MONTALCINO 2018 BIO

Riceverete una scatola da 6 bottiglie da 0,75 Cl direttamente al vostro portone. Ora come non mai è il momento per rimanere nelle nostre case ma senza rinunciare ai grandi vini da gustare con la famiglia per portare in tavola un segno di speranza e di amore per la vita. Coraggio, tutto andrà bene!

Offerta valida fino al 30 Marzo 2020
PREZZO speciale di € 97,00 (+ spedizione in Italia di 16€) anziché € 108,00.
SOLO PER I SOCI DEL CLUB DI DONATELLA Spedizione gratuita in Italia e sconto di € 10,00 sulle spese di trasporto all’estero

Sangiovese Vendemmia 2018 Montalcino

Vendemmia Montalcino 2018

Pagamento con bonifico bancario o Carta di Credito Visa o Mastercard
Per ordinare il vino scrivere a vino@cinellicolombini.it oppure telefonare 0039 0577 662108

VI PRESENTO IL ROSSO DI MONTALCINO DOC 2018 BIO

Prodotto interamente con uve Sangiovese dagli stessi vigneti del Brunello nel territorio di Montalcino, considerato il migliore del mondo per la coltivazione di questo storico vitigno.
Amiamo la nostra terra ed è per questo motivo che dal 2018 tutti i nostri vini avranno in etichetta il simbolo BIO della fogliolina verde, sinonimo di attenzione e rispetto per la natura!

Le due nuove giovani enologhe di Donatella

Lo staff femminile delle cantine di Donatella Cinelli Colombini aumenta di numero con l’arrivo delle due giovani enologhe Sabrina e Giada

Le cantine del Casato Prime Donne di Montalcino e della Fattoria del Colle a Sud del Chianti, le prime in Italia con un organico interamente femminile, si arricchiscono di due nuove unità: Sabrina Buzzolan e Giada Sani.

LE DUE GIOVANI ENOLOGHE DEL CASATO PRIME DONNE E DELLA FATTORIA DEL COLLE

cantina Donatella Cinelli Colombini le enologhe Barbara Giada e Sabrina

cantina Donatella Cinelli Colombini le enologhe Barbara Giada e Sabrina

Due giovani enologhe che si divideranno la responsabilità della produzione di Brunello, Chianti Superiore e Doc Orcia sotto la supervisione di Barbara Magnani che da vent’anni è il braccio destro di Donatella Cinelli Colombini. Il piano a medio termine, è il rinnovamento generazionale anche se, per il momento, Donatella e Barbara intendono mantenere le giovani leve sotto le ali per irrobustire le loro capacità e stimolare la voglia di innovare senza perdere d’occhio il rispetto delle tradizioni e della natura. <<Un’alchimia che richiede coraggio, amore per la terra e passione per il lavoro di cantina>> spiega Donatella Cinelli Colombini presentando le sue due pupille. Piccole e minute entrambe sono diverse sia nell’aspetto che nel carattere. Giada, toscana di Asciano, a 10 km dalla Fattoria del Colle, è bruna, ha capelli lunghi e adora l’ordine. Sabrina Buzzolan arriva da Malo Vicenza ed ha i capelli biondi ricci e la carnagione rosata delle donne di Tiziano.

SABRINA BUZZOLAN ENOLOGA GIRAMONDO

Barbara Giada e Sabrina enologhe di Donatella Cinelli Colombini

enologhe di Donatella Cinelli Colombini Barbara Giada e Sabrina

Anche nel percorso professionale hanno seguito strade diverse. Sabrina ha studiato a San Michele all’Adige e poi all’Università di Udine dove si è laureata in viticultura e enologia. Ha iniziato a viaggiare per il vino giovanissima facendo un’esperienza nel laboratorio di analisi di Antonio T. Palacios Garcìa e poi l’Erasmus all’Universidad de La Rioja. Sono seguite vendemmie da Kooyong Winery in Australia, poi più volte in Francia nelgli Château Guadet, Chateau Puygueraud e nel famosissimo Chateau Pavie Macquin, ha fatto esperienze a Journey’s End in Sud Africa e da Carrick Wines in Nuova Zelanda.
Un percorso formativo di grande profilo e di ampi orizzonti intercalato con il lavoro in Italia che inizia nella cantina Maculan di Breganze fino ad arrivare da Donatella Cinelli Colombini.
Grazie alla sua buona conoscenza delle lingue estere Sabrina ha affiancato l’attività di enologo nella cantina montalcinese del Casato Prime Donne con il marketing assumendo un profilo molto vicino a quello indicato da Riccardo Cotarella come enologo del futuro <<che oltre produrre vino sa anche venderlo>>. Per questo ha anche frequentato il corso Wset ed ha iniziato ad affiancare nelle fiere, Violante Gardini export manager dell’azienda.

Donatella Cinelli Colombini Rosso di Montalcino 2018

Il primo Rosso di Montalcino biologico del Casato Prime Donne, la cantina di Montalcino di Donatella Cinelli Colombini mette la fogliolina verde in etichetta 

 

La vendemmia 2018 ha dato vini ricchissimi di aromi grazie alla forte differenza di temperatura fra la notte e il giorno, a settembre, durante l’ultima fase della maturazione.

Cinelli Colombini Rosso Montalcino

Rosso Montalcino 2018

STORIA DELL’ANNATA 2018

Quella 2018 è stata una vendemmia con poca uva ed ha richiesto del vero coraggio per aspettare a raccogliere dopo che le bucce degli acini si erano ammorbidite diventando capaci di cedere al mosto le sostanze nobili: i polifenoli.
Infatti nel 2018 le previsioni del tempo promettevano la pioggia e grandine. Se fossero davvero arrivati i temporali avrebbero rovinato i grappoli. Donatella e le sue cantiniere hanno scommesso sul sole e hanno vito la sfida portando in cantina dell’uva meravigliosa.

Rosso di Montalcino

Rosso di Montalcino 2018 Cinelli Colombini

Per la prima volta, nel 2018, abbiamo ripreso un’antica abitudine dei vignaioli di Montalcino, l’uva è stata selezionata nella vigna grappolo per grappolo raccogliendo solo quelli con lo stesso livello di maturazione. Questo ha permesso di vinificare in ogni tino uva con caratteri omogenei. Ovviamente il lavoro dei vignaioli è diventato più lento e sono tornati più di una volta nelle stesse vigne sempre scegliendo l’uva.
Il vantaggio di questo tipo di raccolta selettiva è di avere l’uva perfetta sia per il Brunello che per il Rosso di Montalcino.

SCHEDA TECNICA DEL ROSSO DI MONTALCINO 2018

TIPOLOGIA: rosso secco.
ZONA DI PRODUZIONE: Toscana, Montalcino, Casato Prime Donne
CARATTERI DELL’ANNATA: Primavera molto piovosa con maggio piovosissimo. Estate con giorni caldi alternati a piogge. Settembre assolato. Il germogliamento e l’invaiatura sono avvenuti nei tempi normali. La pioggia ha fortemente ostacolato la fioritura riducendo il numero e la dimensione dei grappoli. A settembre le viti sono state sfogliate soprattutto nella parte meno esposta al sole. Gli acini d’uva che, alla metà di settembre, apparivano irrigiditi e di calibro superiore alla media si sono progressivamente ammorbiditi e ristretti fino ad essere in condizioni ottimale nel momento della raccolta
UVAGGIO: 100% Sangiovese
VENDEMMIA: 24-25 settembre. Raccolta manuale basata sulla scelta dei grappoli nella vigna. In cantina l’uva è stata privati dei graspi e gli acini sono stati selezionati sul tavolo di cernita.
VINIFICAZIONE: in tini tronco conici di acciaio e cemento con cappello aperto, follatore e controllo automatico delle temperature. Lieviti indigeni selezionati al Casato Prime Donne.

MATURAZIONE IN BOTTE: 6-12 mesi di tonneau di rovere di 5-7 ettolitri.

Donatella e Trequanda un amore forte

20 anni di delusioni e successi alla Fattoria del Colle. Donatella racconta il cambiamento del territorio di Trequanda e le sue speranze per il futuro

vasi di terracotta Petroio

Petroio Trequanda vasi di terracotta

In vent’anni la fatica è stata tanta e anche le delusioni, come quando cercai di convincere i produttori di terracotta, attività di cui Petroio, frazione di Trequanda, ha una tradizione che affonda fino al Rinascimento, di scegliere un marchio collettivo e puntare sul turismo come primo mercato. Ricordo che la presidente del consorzio della terracotta mi disse <<ma se devo stare aperta al pubblico la domenica come faccio a trovare marito?>> E non fu l’unica reazione negativa. I produttori affissero anche un manifesto contro il sindaco che mi appoggiava e alla fine rinunciammo anche al contributo della Camera di Commercio. Perdemmo una cifra che potrebbe corrispondere a 100.000 Euro di oggi e che vent’anni fa avrebbe permesso di realizzare un’azione importante e probabilmente capace di salvare le fabbriche di terrecotte dal tracollo che hanno avuto negli anni seguenti.

TREQUANDA E LA DOC ORCIA PER UN FUTURO DA VIGNAIOLI

Vendemmia-Fattoria-del-Colle-17-settembre-2018-Fattoria-del-Colle

Vendemmia Fattoria del Colle settembre 2018

In altri campi invece la reazione positiva c’è stata anche grazie alla nascita della Doc Orcia, la denominazione che riguarda i vigneti sulle colline comprese fra i territori del vino Nobile e del Brunello. Oggi anche a Trequanda c’è la capacità e la volontà di coltivare le viti in modo impeccabile cercando ogni mezzo per accrescere la qualità dell’uva. Un enorme cambiamento rispetto ai primi anni in cui gli operai della Fattoria del Colle lasciavano la vendemmia per andare a cercare i funghi oppure per partecipare al “fierone di Sinalunga”. Nel Novecento la vendemmia arrivava sempre alla metà di ottobre e il fierone era il mio incubo <<ma come si fa a mettere a rischio l’uva migliore per andare al fierone? >> Per una come me, cresciuta fra le botti di Brunello era una cosa inconcepibile. Per fortuna adesso la trovano inconcepibile anche loro.
Attualmente esportiamo in 39 Paesi del mondo e, anche se il Brunello della cantina del Casato Prime Donne, ha fatto da traino ai vini della Fattoria del Colle ora questi ultimi hanno cominciato a brillare di luce propria e quest’anno hanno messo a segno un risultato spettacolare: 4 etichette oltre i 93 centesimi su Wine Spectator e Wine Advocate-Robert Parker.

Violante a New York fra turismo e Sangiovese seminar

Violante di nuovo in USA, questa volta con il fidanzato Enrico fa una fotogallery divertente a New York e guida con Francesco Rosi un  Sangiovese seminar con assaggio

Oculus Calatrava

New York Oculus Calatrava con Violante Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini

Viaggiare per lavoro con mia figlia Violante è una cosa massacrante. E’ piccola ma ha una resistenza alla fatica impressionante, per cui riesce a prendere un aereo dietro l’altro dormendo poche ore e facendo cene, degustazioni, incontri per moltissimi giorni sembrando sempre fresca e entusiasta. Anzi sceglie sempre alberghi con la palestra per fare anche dello sport.

I VIAGGI DI VIOLANTE CINELLI COLOMBINI JR.

Ovviamente vede solo aeroporti, ristoranti e enoteche delle città dove si ferma. Solo il fine settimana, quando gli agenti dell’importatore e i distributori non lavorano, ha il tempo per fare shopping e guardarsi

Sangiovese Seminar New York

Sangiovese Seminar da Banville Wine Merchants

un po intorno ma anche città dove è stata decine di volte, come New York, per lei sono ancora, in gran parte da scoprire. Ecco che questo febbraio, eccezionalmente, ha deciso di unire l’utile al dilettevole chiedendo al suo fidanzato Enrico di raggiungerla nella grande mela. Finalmente un po’ di turismo! Ed ecco che viene fuori un reportage divertentissimo dove Violante diventa parte del paesaggio. A Wall Street davanti al palazzo del New York Stock Exchange c’è una bambina di bronzo e una gemella a noi molto familiare, così come l’Oculus di Calatrava al World Trade Center ha un’ala in più che si armonizza con le linee curve dell’architetto spagnolo. E ora guardate la farfalla dedicata ai trans da Rubem Robierb, vedrete che il corpo della farfalla è Violante.

SANGIOVESE SEMINAR DALL’IMPORTATORE BANVILLE WINE MERCHANTS

Ovviamente c’è il lavoro. L’appuntamento clou del primo viaggio in USA del 2020 è il Sangiovese Seminar tenuto dall’enologo della cantina Tolaini nel Chianti Classico Francesco Rosi e Violante presso il nostro importatore Banville wine Merchants 

Brunello Prime Donne: storia di una sfida

Donatella Cinelli Colombini aveva appena iniziato a progettare l’azienda che porta il suo nome quando si accorse che manager e consumatori donne non contavano niente

Brunello-Prime-Donne-2015-storia-di-una-sfida

Brunello-Prime-Donne-2015-storia-di-una-sfida

Il Brunello di Montalcino Prime Donne è di stile molto tradizionale, prodotto in una piccola selezione esclusiva.

Deve la sua eccezionalità alle uve di Sangiovese da cui nasce. La piccola dimensione dei grappoli e degli acini gli permettono di unire alla longevità, una straordinaria eleganza e una sorprendente piacevolezza. La solida struttura acida e tannica è infatti appena percepibile grazie a una perfetta armonia.

STORIA DI UNA SFIDA: IL BRUNELLO PRIME DONNE

Il Brunello selezione Prime Donne fu prodotto per la prima volta con l’annata 1993.
Donatella Cinelli Colombini aveva appena iniziato a progettare l’azienda che porta il suo nome e che si caratterizza per le due cantine – il Casato Prime Donne a

Brunello-Prime-Donne-2013-storia-di-una-sfida

Brunello-Prime-Donne-2013-storia-di-una-sfida

Montalcino e la Fattoria del Colle a Trequanda – con un organico interamente femminile. L’attenzione al ruolo femminile nel vino portò Donatella a osservare che i wine critics e i curatori delle guide italiane dei vini erano, nel 1998, tutti uomini. Decise quindi di riaffermare l’importanza del gusto delle donne nella scelta del vino creando il primo Brunello selezionato da un pannel femminile e internazionale. Il primo gruppo era composto da 4 assaggiatrici la Master of Wine inglese Maureen Ashley, l’enotecaria tedesca Astrid Schwarz, una delle migliori sommelier italiane Daniela Scrobogna e la Pr italo americana Marina Thompson. Nel corso degli anni, il gruppo si è modificato fino a diventare quello attuale composto da due Master of Wine, l’inglese Rosemary George e la svedese Madeleine Stenwreth, oltre che da Astrid Schwarz e Daniela Scrobogna.
Le assaggiatrici degustano i vini delle diverse vigne in modo bendato e poi decidono la tipologia delle botti da usare, la durata della maturazione e il blend fra le diverse tipologie.
All’inizio il Brunello Prime Donne costituiva una sfida coraggiosa, un vino rosso premium tradizionalmente pensato per consumatori maschi che si inchina al gusto delle donne. Nel corso degli anni il suo successo di pubblico e di critica è andato di pari passo all’affermazione del genere femminile come acquirente di vini rossi di alta gamma. Oggi il Brunello Prime Donne è esportato in 30 Paesi del mondo ed è un simbolo di coraggio, valori etici e sfida ai luoghi comuni.

Brunello 2015 di Donatella Cinelli Colombini

Una grandissima annata di Brunello cinque stelle che ha iniziato ad essere celebrata ancora prima di entrare nel mercato e unisce potenza, eleganza e  longevità

Brunello di Montalcino 2015

Brunello di Montalcino 2015 casato Prime Donne

L’andamento climatico mostra le tipiche caratteristiche dei migliori millesimi del Brunello con inverno e primavera piovosi che hanno idratato il terreno, luglio caldissimo che ha bloccato un sviluppo vegetativo determinando un calibro ridotto degli acini, agosto con temporali alternati a giornate calde, settembre con fortissima escursione termica fra notte e giorno che ha favorito la sintesi dei profumi. Un copione che si ripete per tutte le grandi annate di Brunello e sembra dimostrare che il global warming è un’autentica fortuna per il vigneto di Montalcino perché moltiplica le annate cinque stelle e ne innalza il livello qualitativo fino a vertici mai raggiunti nel passato.

CLIMA DELL’ANNATA 2015

Il 2015 verrà ricordato per il suo clima capriccioso che nel Sud della Toscana, risparmiò Montalcino, ma fece enormi danni tutto intorno: a Torrita il 5 luglio, chicchi di grandine grossi come arance, distrussero tetti e auto, a Buonconvento la piena del fiume Arbia, il 24 agosto, portò l’acqua in musei, case, negozi e persino nel teatro, un vero disastro.

Brunello-Vendemmia 2015 Violante Gardini aspettando le 5 stelle

Brunello-Vendemmia 2015 Violante Gardini aspettando le 5 stelle

MONTALCINO E LA SUA OTTIMA VENDEMMIA 2015

Montalcino sembrava avere una protezione divina e l’uva arrivò alla vendemmia in condizioni perfette.
Infatti il 14 settembre quando arrivò la nostra consulente enologa Valerie Lavigne l’uva era quasi pronta per la raccolta e si presentava nel modo migliore. Valerie aveva con lei un ospite d’eccezione, il preside della facoltà di enologia di Bordeaux Denis Dubourdieu uno degli uomini più potenti e temuti di tutto il mondo del vino. Il Professor Dubourdieu ebbe solo una parola per descrivere i vigneti del Casato Prime Donne dopo averli ispezionati a piedi << impeccable>> cioè perfetti.

BRUNELLO 2015 CARATTERI

TIPOLOGIA:

rosso secco

ZONA DI PRODUZIONE: Toscana, Montalcino, Casato Prime Donne

Trionfo della Fattoria del Colle 4 vini oltre 93 centesimi 

Wine Spectator premia con 93/100 la Doc Orcia Cenerentola 2016 e il Wine Advocate -Robert Parker premia con 93/100 al Drago e le 8 colombe IGT 2016

93/100-a Cenerentola-doc-Orcia-Drago-e-le-8-colombe-IGT-da parte-diWine-Spectator-e-Robert-Parker

93/100-a Cenerentola-doc-Orcia-Drago-e-le-8-colombe-IGT-da parte-di-Wine-Spectator-e-Robert-Parker

<<E’ un momento magico per i vini della Fattoria del Colle>> dice Donatella Cinelli Colombini.
Incredibile ma vero, negli ultimi mesi, i giudizi della principale stampa specializzata internazionale, sulle bottiglie provenienti dalla più piccola e meno famosa delle sue cantine << hanno superano i rating, pur molto buoni, delle bottiglie del Casato Prime Donne a Montalcino. Non era mai successo prima >>.

RATING DEI VINI DELLA FATTORIA DEL COLLE

Passito IGT Toscana 2017 94/100 Wine Advocate -Robert Parker
Vin Santo del Chianti DOC 2002 93/100 Wine Advocate -Robert Parker
Il Drago e le 8 Colombe IGT 2016 93/100 Wine Advocate -Robert Parker
Cenerentola Orcia Doc 2016 93/100 Wine Spectator

CENERENTOLA DOC ORCIA 93/100 WINE SPECTATOR

Cenerentola-doc-Orcia-2016-Wine-Spectator-93/100

Cenerentola-doc-Orcia-2016-Wine-Spectator-93/100

Gli ultimi due giudizi sono arrivati di recente a confermare l’impressionante progressione qualitativa e di consenso dei vini della Fattoria del Colle. <<Per il Cenerentola Doc Orcia si tratta della consacrazione dopo il successo commerciale>> ha detto Donatella Cinelli Colombini ricordando come i wine lover abbiano apprezzato più velocemente l’uvaggio a base dell’antico vitigno foglia fonda che conferisce un carattere molto particolare al vino, mentre per i grandi critici il processo sia stato più lungo.
Ed ecco la descrizione di Bruce Sanderson senior editor del Wine Spectator
Orcia Doc Cenerentola 2016 score 93/100
<<C’è purezza di aromi e sapori di ciliegia, mora, violetta e minerale, in questo rosso raffinato, vibrante ed equilibrato, con un finale lungo e deciso che riecheggia gli elementi di frutta e minerali, aggiungendo una nota legnosa>>.

Il Rosso di Montalcino DOC 2017 di Donatella

Un Sangiovese potente, piacevolissimo che nel Rosso di Montalcino esprime al meglio i caratteri un’annata calda come il 2017 e lo straordinario terroir del Brunello

Il 2017 nelle vigne è raccontato dalle parole della Divina Commedia di Dante <<guarda il calor del sol che si fa vino>> (25° canto del Purgatorio). Parole poetiche che descrivono un’estate

Rosso-di-Montalcino-2017-Donatella-Cinelli-Colombini

Rosso-di-Montalcino-2017-Donatella-Cinelli-Colombini

caldissima in cui le viti hanno sofferto la sete per mesi e i vignaioli hanno zappato senza sosta fra i filari per impedire che il terreno si inaridisse.

Un’annata, il 2017, che si esprime al meglio nei vini giovani, come il Rosso di Montalcino, ed ha nella piacevolezza e nel vigore mediterraneo i suoi punti di forza. E’ insomma un sangiovese scalpitante, caldo, potente ma vellutato.

MONTALCINO TERROIR DOVE IL SANGIOVESE SI ESPRIME AL MEGLIO

Montalcino è, nel mondo, il territorio in cui il vitigno Sangiovese, esprime il massimo del suo potenziale qualitativo. Un terroir straordinario che permette di fare una cosa talmente difficile da sembrare quasi impossibile: produrre, con la stessa uva e nelle

Rosso-di-Montalcino-2017-sangiovese-vendemmia

Rosso-di-Montalcino-2017-sangiovese-vendemmia

stesse vigne, vini giovani di grande piacevolezza e eleganza, come il Rosso di Montalcino e vini superpremium da lunghissimo invecchiamento come il Brunello.

ANNATA 2017 A MONTALCINO E IN EUROPA

In Europa, la vendemmia 2017 sarà ricordata come la più piccola e travagliata degli ultimi cinquant’anni a causa di una gelata alla fine di aprile, di un’estete asciutta e torrida, infine delle grandinate di settembre. Un clima impazzito che miracolosamente risparmiò Montalcino dove l’unica diversità, con le altre annate, fu l’anticipo del calendario della raccolta nella prima metà di settembre.

Novembre, tartufo bianco in Toscana, turismo gourmet

Sei goloso di tartufo bianco? Vieni a scoprire quelli delle Crete senesi. Alla Fattoria del Colle per cercarli, imparare a cucinarli e soprattutto mangiarli

Tartufo-bianco-delle-Crete-Senesi

Tartufo-bianco-delle-Crete-Senesi

Tartufo bianco e grandi vini rossi di Toscana, un full immersion nei piaceri golosi con intorno la campagna più bella e intatta del mondo.

3 WEEKEND DEL TARTUFO IN TOSCANA

Gli appuntamenti sono tre: il ponte dei Santi I°-3 novembre e i weekend successivi 8-10 15-17 novembre durante i quali il castello di San Giovanni d’Asso nel comune di Montalcino (10 km dalla fattoria) si anima di stand gastronomici e bancarelle di artigianato d’arte.

RICERCA DEL TARTUFO BIANCO E LEZIONE PER CUCINARLO

Il programma è intenso, coinvolgente e alterna le esperienze legate al tartufo con le cene a lume di candela e le visite con degustazione nelle cantine del Brunello e dell’Orcia.
La Fattoria del Colle, che fa da base a questi weekend dedicati ai piaceri golosi, è una vera tenuta toscana con villa cinquecentesca, cappella e piccolo borgo

Tartufaio-e-il-suo-cane-l'avventura-comincia-nel bosco

Tartufaio-e-il-suo-cane-l’avventura-comincia-nel bosco

trasformato in agriturismo. 335 ettari e cinque riserve tartufigene, si tratta di luoghi incontaminati dove possono entrare solo i nostri tartufai e i nostri amici. Rive di torrenti dove è proibito persino fumare e crescono querce, pioppi, tigli, salici… che nascondono i preziosi tuberi nelle loro radici. La domenica mattina, i tartufai, con i loro cani vi porteranno con loro per partecipare alla ricerca.
Chi vuole imparare a cucinare il tartufo bianco, può prendere parte a una piccola lezione dello chef della Fattoria del Colle Giovanni Rallo per scoprire qualche segreto capace di esaltare l’aroma e trasformare una semplice pietanza in un piatto regale.

Brunello: è meglio la vendemmia 2010 oppure la 2019?

Tanta uva fantastica con acini piccoli come il Cabernet e grappoli completamente aperti. Abbiamo portato in cantina un Brunello 5 stelle “lusso”

Di Donatella Cinelli Colombini

2019-vendemmia -Brunello-Casato-Prime-Donne

2019-vendemmia -Brunello-Casato-Prime-Donne

Oggi finisce la vendemmia 2019 di Brunello e siamo euforici.

2010 e 2019: due vendemmie abbondanti d’uva e altissime di qualità.
Qual è la migliore?
Nel 2010 l’inverno e la primavera furono piovosissimi e l’estate calda e arida. Nel 2019 l’inverno è stato arido mentre la primavera, specialmente aprile e maggio, con piogge continue. Entrambe le annate hanno cominciato l’estate con il terreno pieno d’acqua e questo ha permesso alle viti di sopportare agevolmente i successivi mesi caldissimi che, nel 2019 sono stati interrotti solo da due grandi perturbazioni (I° luglio 15 settembre) per un totale di quasi 200 mm d’acqua. Hanno idratato il suolo ma non più di tanto.
Al momento della vendemmia l’uva delle due annate era molto simile: grappoli piccoli con acini molto piccoli e perfettamente sani.
Quindi la ricetta del Brunello 5 stelle “lusso” parrebbe questa: piogge fino a primavera, caldo e siccità estiva, autunno sereno.

VENDEMMIA 2019 BRUNELLO 5 STELLE LUSSO

Un’uva che è rimasta perfetta nonostante un diluvio proprio all’inizio della vendemmia: 95 millimetri in due temporali il 22 e 23 settembre e nonostante l’altro diluvio (40 mm) con qualche chicco di grandine il 2 ottobre.
Vendemmia memorabile per la straordinaria qualità, la quantità abbondante dell’uva ma anche per l’incidente stradale della cantiniera Barbara Magnani. Sotto il diluvio di lunedì 23 settembre un automobilista, che proveniva in senso opposto, ha perso il controllo ed ha colpito frontalmente come un proiettile la Jeep di Barbara. Lei è stata estratta dall’abitacolo dai pompieri e trasportata in ambulanza, immobilizzata nel lettino, fino al pronto soccorso di Siena. Tanta paura, lividi ovunque, auto distrutta ma niente conseguenze gravi. La vendemmia è andata avanti con la giovane enologa, vice cantiniera Sabrina catapultata in prima linea e il vignaiolo Efisio scioccato ma orgoglioso dell’uva che stava portando in cantina.

Vendemmia-2019-piovosità-dell

Vendemmia-2019-piovosità-dell

Durante la vendemmia io o mia figlia Violante siamo sempre in azienda. Quest’anno, per la prima volta, nei giorni della vendemmia, avevamo due viaggi all’estero quasi impossibili da spostare: Violante in USA con un tour di sette città in dieci giorni e io in Russia per due seminari per cinquanta sommelier di Mosca e San Pietroburgo. Quando Barbara mi ha avvertito del suo incidente volevo tornare immediatamente in azienda ma lei mi ha convinto <<stia tranquilla che è tutto sotto controllo>>. Ed era vero, ho una squadra fantastica!

LA SFOGLIATURA FA MALE E NON BENE ALL’UVA

Il 27 settembre è arrivata la consulente Valerie Lavigne ed ha constatato la sbalorditiva qualità dell’uva, alla Fattoria del Colle e soprattutto al Casato Prime Donne di  Montalcino: <<è la prima volta che vedo un Sangiovese che pare Cabernet>> ha detto complimentandosi del piccolo calibro degli acini, la maturità perfetta di tutta l’uva e il colore del mosto che dopo tre ore è già rosa e in un giorno diventa rosso. Le analisi confermano che stiamo raccogliendo nel momento top, quello magico dove maturità e freschezza combaciano. Il 25 settembre il contenuto di antociani estraibili dell’uva iniziava a calare  in tutta la collina di Montalcino.

Elisabetta Rogai pittrice di-vino al Premio Casato Prime Donne

Elisabetta Rogai è una degli artisti contemporanei toscani di maggior successo  e la sua opera “DiVINitá” accompagnerà la dedica di Alessandra Paola Ghisleri “Prima Donna 2019”  

Elisabetta-Rogai-ritratto-di-Donatella-Cinelli-Colombini

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Una tela dipinta con il vino che raffigura Donatella Cinelli Colombini che mostra un grappolo d’uva. Questo è il dipinto di Elisabetta Rogai che rimarrà per sempre nella cantina montalcinese Casato Prime Donne insieme alla dedica della sondaggista Alessandra Paola Ghisleri a cui è stato assegnato il premio Casato Prime Donne 2019.

<<Una terra, un ventre di donna … la meraviglia del creato.
Cosa si può desiderare di più?
… essere Donna
Dedico questo premio a tutte le donne affinché imparino ad essere sinceramente egoiste nel dimostrare quanto valgono>>

ELISABETTA ROGAI PITTRICE  TOSCANA SI RACCONTA

“Ho rappresentato tante volte l’arte toscana negli USA, in Cina, Giappone e Grecia, in tutto il mondo, in occasione di celebrazioni che esaltano l’Italia come ho

Elisabetta-Rogai-Casato-Prime-Donne-Montalcino

Elisabetta-Rogai-Casato-Prime-Donne-Montalcino

dipinto Astrid con il Chianti Classico, nel 2006, diventata l’etichetta della bottiglia del vino ufficiale del semestre della Presidenza dell’Unione Europea” come ha raccontato l’Artista a Donatella Cinelli Colombini nel loro primo incontro.
Per l’Artista Elisabetta Rogai una serie infinita di mostre in Italia e nel mondo.È nominata “Artista dell’anno” della sudamericana Friends of Arts Foundation.Ha eseguito il ritratto di Oriana Fallaci per il Consiglio Regionale della Toscana.È l’unica artista donna che ha eseguito un affresco alla Scuola di Guerra Aerea di Firenze, davanti all’affresco di Pietro Annigoni e accanto alla Sala Colacicchi, si tratta dell’affresco celebrativo per i 70 anni dell’Istituto di Scienze Militari Aereonautiche ex Scuola di Guerra Aerea ed una “sintesi”, olio su tela, donata dal Capo di Stato Maggiore Aeronautico al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per gli 85 anni del Corpo, il “Corriere della Sera” ha scelto un suo dipinto per la prima pagina del giorno inaugurale di Vinitaly 2015. Sempre nel 2015 – anno dell’Expo, ha dipinto il Drappellone del Palio di Siena, il Palio dell’Assunta, vivendo un’emozione intensa “

ELISABETTA ROGAI E L’ENOARTE

La pittrice fiorentina Elisabetta Rogai “comunica il vino” infatti porta l’arte e il vino toscano nel mondo in un modo davvero singolare ma è innegabile che con la sua EnoArte è riuscita ad incentivare l’intersezione tra la strada dell’arte e quella dell’enologia. Infatti la Rogai dipinge con la tecnica Enoarte, usando esclusivamente vino rosso al posto del colore, una tecnica unica che apre un nuovo rapporto con la materia e la natura.

Rosso di Montalcino DOC un vino da scoprire

Rosso di Montalcino, il fratello più giovane e sorridente del Brunello ottenuto dalla stessa uva di Sangiovese e nella stessa zona di Montalcino ma destinato ad essere bevuto prima

Rosso-Montalcino-2011-bottle with walnuts

Rosso-Montalcino-Casato-Prime-Donne-Donatella-Cinelli-Colombini

Montalcino, la terra dove l’uva di Sangiovese si esprime meglio nel mondo e fa nascere vini centenari, riesce a produrre anche un grandissimo rosso giovane. Sembra un controsenso ma non lo è. Dimostra la sapienza dei vignaioli di questo territorio. Infatti le caratteristiche del futuro vino nascono nei grappoli; le uve destinate al Brunello oppure al Rosso di Montalcino vengono coltivate per questo loro destino fino dalla nascita. Più poveri i terreni del primo più fertili quelli del secondo. Meno grappoli per il primo, leggermente di più per il secondo. Soprattutto nel momento della vendemmia le specificità di ciascuno devono venire fuori scegliendo con precisione il giorno della vendemmia e vinificando in modo più delicato.

Location: Casato Prime Donne a Montalcino

Il Casato Prime Donne è una proprietà di 40 ettari nel lato Nord di Montalcino. E’ di proprietà della famiglia di Donatella Cinelli Colombini almeno dalla fine del Cinquecento quando i suoi avi pagavano già le tasse per i prodotti agricoli che vi si coltivavano. Nelle ultime tre generazioni è passato di madre in figlia: era della nonna Giuliana Tamanti, poi della madre Francesca Colombini e Donatella la lascerà alla figlia Violante.
Donatella Cinelli Colombini dirige questa azienda dal 1998 e le ha ridato lo splendore di quando i suoi antenati vi trascorrevano la luna di miele. Ha anche dato a questo luogo uno speciale significato facendone la prima cantina italiana dove lavorano solo donne, una bandiera per l’enologia al femminile. Ogni anno il Casato Prime Donne finanzia un premio che porta il suo nome e valorizza le donne che sono di esempio e di incoraggiamento al genere femminile. Ogni vincitrice detta una dedica che rimane in modo permanente lungo un percorso meditativo nei vigneti e in cantina. Accanto a ogni scritta c’è un’opera d’arte di un’artista toscano che arricchisce ulteriormente lo splendido territorio della Valdorcia in cui si trova la cantina

Bottiglie Prodotte

Sangiovese grappolo 2012 Donatella Cinelli Colombini

Sangiovese grappolo Donatella Cinelli Colombini

Da 30.000 a 50.000 ogni anno in base alla produzione di Brunello di Montalcino.

Riconoscimenti

90 – 91/100 da parte delle principali testate specializzate internazionali

Uvaggio e vigneti

100% Sangiovese

Le vigne del Casato Prime Donne sono coltivate in modo biologico e complessivamente hanno un’estensione di 16 ettari, di cui 3 sempre destinati alla produzione di Rosso di Montalcino. Si trovano nella zona Nord di Montalcino, quella più fresca, su una collina di 225 con una splendida esposizione a mezzogiorno. Il terreno è di origine neo-quaternaria composto da argille e sabbie marine. I vigneti sono divisi in 6 piccole particelle e contengono 5.500 viti per ettaro. Sono coltivate a cordone speronato. La produzione media è di 60 quintali d’uva per ettaro.

Una master class per gli amanti del Sangiovese

Un giorno con il Sangiovese, la storia toscana del vino e il Brunello per chi vuole scoprire verità e leggende, enologia e piaceri, assaggi e visite

Master-class-sul-Sangiovese-e-il-Brunello-Fattoria-del-Colle

Master-class-sul-Sangiovese-e-il-Brunello-Fattoria-del-Colle

Una full immersion nella civiltà del Sangiovese: 4 ore di lezione frontale, degustazione di 3 vini da botte e una verticale di 6 Brunello guidata da una Sommelier, visita nella cantina Casato Prime Donne di Montalcino e brunch a base di pinci al sugo e salumi toscani come è nello stile della Fattoria del Colle, nel sud del Chianti, che ospita il corso.

UNA MASTER CLASS PER GLI AMANTI DEL SANGIOVESE E DEL BRUNELLO

L’idea della Master Class sul Sangiovese e il Brunello è nata durante la preparazione di un corso per i sommelier russi. Un lavoro di ricerca durato 8 mesi per raccogliere notizie, immagini, creare sequenze capaci di raccontare il Sangiovese, la storia del vino in Toscana e il Brunello di Montalcino.
Alla fine sono state fatte alcune prove della presentazione in inglese e a questo punto è arrivata la sorpresa: tutti ascoltavano affascinati.

Master-class-sul-Sangiovese-e-il-Brunello-Fattoria-del-Colle

Master-class-sul-Sangiovese-e-il-Brunello-Brunch-a-base-di-pindi-Fattoria-del-Colle

Nessuno di noi immaginava di suscitare tanto interesse anche in persone che normalmente non si occupano di vino. Il mix informazioni tecniche, aneddoti, leggende insieme a notizie storiche riusciva a interessare in modo strepitoso.
La precisione delle informazioni sulla vigna e sul vino, l’uso molto abbondante di immagini aveva trasformato la lezione in un’esperienza avvincente capace di arricchire e divertire chiunque: dai più esperti ai quasi astemi.

FULL IMMERSION DI NOTIZIE, ASSAGGI E VISITE

Da questo è nata l’idea di proporre una giornata full immersion per i wine lovers che desiderano imparare tutto sul Sangiovese, la Toscana del vino e il Brunello. 4 ore di lezione frontale, un bruch in stile di fattoria, la visita della cantina Casato Prime Donne  con 3 barrel tasting e una degustazione verticale di 6 Brunello. Una sommelier come tutor e un costo di 180€ escluso il mezzo per andare e tornare da Montalcino.

Sara Gama, facci sognare!!!!

Sara Gama, capitana della squadra italiana ai mondiali di calcio femminile e esempio di una nuova femminilità aperta sul mondo, anticonformista e vincente

Sara-Gama-capitana-squadra-nazionale-calcio-femminile-ai-mondiali

Sara-Gama-capitana-squadra-nazionale-calcio-femminile-ai-mondiali

L’ho conosciuta nel settembre scorso quando è venuta per ricevere il Premio Casato Prime Donne 2018 e da quel momento ho iniziato a seguire le sue imprese sportive. Ha vinto il campionato italiano con la Juventus e, fra lo sbalordimento generale, l’incontro fra la sua squadra e la Fiorentina ha riempito lo stadio. Mai vista tanta gente per il calcio femminile!

#RAGAZZEMONDIALI

Poi i mondiali a Parigi ed eccola al centro della foto che presenta la squadra nazionale e contiene la scritta “ Siamo quello che sognavamo #RAGAZZEMONDIALI”. Come dire viviamo il sogno che diventa realtà. Sara Gama mostra un viso serio diverso dal sorriso che la caratterizza di solito e forse rispecchia quanto è stato duro concretizzare il suo sogno.

Figlia di padre congolese e madre italiana, laureata in lingue. Ha un passato a Parigi come giocatrice del Paris Saint Jermain e un probabile futuro fra i manager del suo club e della federazione, perché la ragazza oltre che forza fisica e visione di gioco, ha anche un’intelligenza non comune e una notevole dialettica. E’ smart nella vita come nel campo di gioco.

Parigi-mondiali-calcio-femminile

Parigi-mondiali-calcio-femminile

SARA GAMA FONTE DI ISPIRAZIONE PER LE GIOVANI GENERAZIONI

Un esempio di integrazione riuscita: nel 2018, in occasione della giornata internazionale della Donna, Sara Gama è stata scelta da Mattel, unica italiana, fra le 17 personalità femminili internazionali <<che hanno saputo diventare fonte di ispirazione per le generazioni di ragazze del futuro>> per lo stesso motivo esiste una bambola Barbie a sua immagine.

SARA GAMA CAPITANA DELLA NAZIONALE DI CALCIO FEMMINILE

Nel nostro incontro le ho chiesto <<come mai voi donne siete riuscite a selezionarvi per i mondiali e i maschi no?>> ma lei si smarca subito con il suo dolce accento triestino <<non mi piace fare paragoni, la situazione è molto diversa, ma andare ai mondiali sarà un’avventura bellissima>>.