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Montalcino paese di vino e di vinattieri

Curiosiamo nelle enoteche e nei ristoranti di Montalcino per scoprire come cambia il turismo del vino e come cambia il tessuto commerciale che lo accoglie

Enoteca-Pierangioli-Montalcino-Stefania

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Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Su un punto tutti concordano <<il 2017 è stata un’annatona per il turismo del Brunello>> . Complice il sole che ha fatto scappare i visitatori dalle città e ha messo a dura prova i vigneti ma ha anche fatto crescere il turismo in campagna mettendo in fila una sequenza impressionate di belle giornate.
Tanti turisti e tanta voglia di assaggiare e comprare.
Parlando con chi lavora a contatto con i visitatori è possibile scoprire qualcosa di curioso sul loro comportamento. I wine lover che arrivano a Montalcino desiderano principalmente scoprire il Brunello e concentrano i loro acquisti su questo vino <<neanche sul Rosso di Montalcino, vogliono solo Brunello>> mi dice Sergio Pierangioli che tuttavia ammette <<il suo Cenerentola Doc Orcia si vende bene, sarà il nome, sarà l’etichetta, sarà il fatto che è diverso …>>.

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Enoteca-BD-Bruno Dalmazio-Montalcino

C’è però un’altra tipologia di wine lover che desidera assaggiare e soprattutto comprare ottime bottiglie delle denominazioni più famose d’Italia e quindi si fa spedire a casa Barolo, Amarone, Aglianico … <<non hanno tempo per visitare tutte le zone dei vini famosi ma li vogliono comprare perché in Brasile oppure in Canada costerebbero molto di più>> mi spiegano nell’enoteca BD Bruno Dalmazio.

Il messaggio nella bottiglia di vino

Non la mappa del tesoro ma quasi: il messaggio nella bottiglia potrebbe raccontare la zona di origine del vino o i valori e le speranze che lo rendono unico

 

tatuaggio-di-vino

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Di Donatella Cinelli Colombini

Tutti pensiamo che il vino porti, dentro di sé, il messaggio del suo territorio di provenienza, ma non sempre chi beve riesce a capirlo. Così come spesso le etichette contengono messaggi grafici e scritte non sempre capaci di trasmettere al consumatore i valori, la natura, il talento di chi ha fatto il vino. Anzi spesso il packaging è costruito su logiche di marketing e porta l’impronta digitale del grafico più che quella del produttore.

 

IL RACCONTO SU UNA BOTTIGLIA DI VINO

E allora come fare perché la bottiglia di vino trasmetta il suo racconto, la storia di come e perché è nata in un determinato luogo e non sarebbe potuta arrivare da nessun altro posto nel mondo?

Scritte-sui-capi-di-abbigliamento-Tendenze-moda-autunno-inverno-2017-2018

Scritte sui capi di abbigliamento – Tendenze moda

Ovviamente c’è Vivino, WineSearcher e altri portali che forniscono le schede tecniche con la semplice azione di inquadrare le etichette con il telefonino, ma non è quello tecnico il contenuto a cui mi riferisco. C’è la possibilità di scrivere alcuni dati in etichetta. C’è il QRcode che apre web o video ma piace poco…. Eppure sono i valori che stanno dentro la bottiglia quelli che trasformano l’esperienza sensoriale di bere un grande vino in un arricchimento umano, sono loro quelli che nobilitano l’atto di degustare fino a farne cultura e civiltà.

 

A Barcellona fra vino e indipendentismo

L’Académie International du Vin a Barcellona per cantine, assaggi  e conferenze. Noi per visitare la città di Gaudì piena di fermenti indipendentisti

Donatella CinelliColombini e Carlo Gardini a Barcellona

Donatella CinelliColombini e Carlo Gardini a Barcellona

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Barcellona ci accoglie con i suoi quartieri residenziali tappezzati di bandiere catalane a strisce e scritte SI.  Io e mio marito Carlo Gardini ci guardiamo preoccupati, invece il centro cittadino è sfavillante di vetrine natalizie. Le strade enormi e scorrevoli, i monumenti, la grande dimensione del tessuto commerciale di lusso,  il gran numero di gente che cammina e fa shopping senza che ci sia una visibile presenza di polizia (niente Guardia Civil ma sono della polizia municipale) fa sembrare tutto normale. Una quiete prima della tempesta? Aprendo la TV la presenza della crisi indipendentista è pesante. I

Barcellona Sagrada Familia

Barcellona Sagrada Familia

politici nazionali portano coccarde gialle e rosse come la bandiera spagnola. I candidati catalani alle elezioni del 22 dicembre sono in prigione o in esilio. I membri del governo rispondono NO alle richieste di dialogo dei catalani e nascono partiti, a destra del governo, sostenuti dagli spagnoli assatanati contro i catalani.  All’apparenza il Primo Ministro Mariano Rajoy vuole salvare l’unità della Spagna con un pugno di ferro di stile franchista senza concedere i vantaggi che, in passato, hanno risolto un problema simile con i baschi. Un clima decisamente pesante e vagamente intimidatorio, ma i produttori locali sembrano

Can Rafols dels Claus

Can Rafols dels Claus

fiduciosi che la bolla rivoluzionaria si sgonfi senza danni, qualunque sia l’esito delle elezioni del 22 dicembre. Speriamo sia vero! Anche per loro l’eventuale separazione dalla Spagna presenta dei problemi: il marchio “CAVA” del vino spumantizzato prodotto soprattutto in Catalogna è di proprietà del governo centrale e quindi potrebbero ritrovarsi senza denominazione.

Barcellona, è una grande città bella, pulita e meno caotica delle nostre. Il mercato Boqueria è il trionfo delle leccornie e del cibo di strada. Non avevo mai visto tante bontà così concentrare. Mio marito ha comprato del prosciutto al costo esorbitante di circa 250€ il chilo e ora è terrorizzato che si rovini.

Screaming Eagle il nuovo mito del vino

Costa quattro volte più di Chateau Lafite, Screaming Eagle è un vino cult avvolto dal mistero e sostenuto dagli stratosferici punteggi di Robert Parker

Screaming-Eagle

Screaming-Eagle

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

L’inizio dell’articolo di W. Blake Gray per Wine Searcher colpisce: Screaming Eagle e il suo proprietario Stan Kroenke appaiono come inaccessibili e misteriosi. <<This is a brand that makes its money through mystique. Everyone has heard of it, but few have tasted it.>> questa cantina fa soldi con il suo mito quasi mistico. Tutti ne hanno sentito parlare ma pochissimi hanno assaggiato il vino.
Se c’è un modo per incuriosire sulle 10 cose che tutti vorrebbero sapere Blake Grayl ha trovato.
Screaming Eagle Cabernet Sauvignon è un vino cult vino fino dalla nascita. La prima annata, 1992, ebbe 99/100 da Robert Parker e la sei litri di questo vino, battuta a

Screaming-Eagle

Screaming-Eagle

un’asta benefica, nel 2000, per la vertiginosa cifra di 500.000 Dollari è considerata la bottiglia più cara del mondo. Le quantità limitate, la lista d’attesa dei clienti e i punteggi altissimi di Robert Parker che spesso gli ha assegnato 100 centesimi, hanno fatto lievitare i prezzi fino a una media di 3.000$. Prezzi che non sono affatto scesi quando i punteggi dei critici sono stati più bassi.

La fattoria del Colle ha il suo solarium

Vasca Jacuzzi esterna da 4 perone, lettini, sdraio, panorama sulle Crete Senesi e la Valdorcia fino a Montalcino. Solarium per l’inverno al Colle

Solarium-Fattoria-del-Colle-agriturismo-in-Toscana

Solarium-Fattoria-del-Colle-agriturismo-in-Toscana

La zona benessere della Fattoria del Colle si arricchisce di un solarium, una parte esterna attrezzata con vasca di acqua calda e getti idromassaggio, sdraio e lettini per prendere il sole anche nei mesi freddi. Si tratta di un cortile riparato dal vento e esposto a mezzogiorno; una sorta di terrazza affacciata sulle dolci colline che scendono verso le Crete Senesi e risalgono all’orizzonte dove sono ben visibili le torri di Montalcino.
Il “giardino d’inverno” come lo chiamavano nell’Ottocento, è nel retro della villa cinquecentesca della Fattoria del Colle. Accanto c’è la zona benessere attrezzata con sauna, bagno turco, sala per i massaggi di coppia, vasca per vinoterapia e vasca jacuzzi. Si tratta di un’area piccola, esclusiva e attrezzata nei minimi dettagli per coccolare chi arriva alla Fattoria del Colle con la voglia di rigenerare la mente e la pelle.

Solarium-Fattoria-del-Colle-agriturismo-in-Toscana

Solarium-Fattoria-del-Colle-agriturismo-in-Toscana

La zona benessere è una vera bomboniera, in ambienti antichi accuratamente restaurati e decorati con cementine a disegni floreali che richiamano l’ambiente misterioso e esotico delle Odalische dipinte da Jean Auguste Ingres. I trattamenti vengono eseguiti da terapisti espertissimi e con prodotti ottenuti dai vini della cantina Casato Prime Donne e dall’olio extravergne della Fattoria del Colle. Anche la vasca di ginepro per la vinoterapia utilizza i vini di Montalcino e le loro straordinarie virtù di eterna giovinezza.
Il solarium appena allestito all’esterno completa l’offerta wellness dando la possibilità di godere, anche nei mesi freddi, degli effetti salutari del sole, nelle ore centrali della giornata.

Chironi una storia di coraggio e cacio in Toscana

I Chironi arrivarono dalla Sardegna in Toscana nel 1961 con un veliero che trasportava anche il gregge, il cane e il somaro. Erano i primi pastori sardi a Montalcino

Chironi-una-storia-di-cacio-e-di-coraggio

Chironi-una-storia-di-cacio-e-di-coraggio

Di Donatella Cinelli Colombini

 

LA LORO STORIA

Fecero un viaggio in mare di tre giorni che si concluse il 18 giugno quando nonno Pietro, capostipite della famiglia, fece il primo formaggio pecorino toscano sulla spiaggia di Talamone. I Chironi furono la prima famiglia sarda a stabilirsi nel senese, inizialmente a Chiusure e l’anno successivo fra Buonconvento e Montalcino comprando 4 poderi di 100 ettari complessivi.
Nonno Pietro era un “casaro” abilissimo, aveva affinato il mestiere nella sua casa di legno sulle montagne sarde e contava proprio nella sua capacità di allevare pecore e produrre pecorino per dare un futuro alla sua famiglia nella nuova terra. In quel

Premio-Casato-Prime-Donne-2017-raviggiolo-Chironi

Premio-Casato-Prime-Donne-2017-raviggiolo-Chironi

momento la campagna Toscana era letteralmente in “svendita” dopo che l’esodo dei contadini verso le città aveva svuotato i poderi e ridotto i campi in abbandono.
I Chironi coltivano la terra, producono i foraggi e tutti i cereali –mais, orzo, fave, avena, triticale e grano tenero – in modo biologico, secondo la tradizione, per allevare pecore e capre. Con il loro latte fanno i formaggi in un piccolo caseificio con stanze di stagionatura sotto il podere. Una filiera ultracorta che utilizza solo latte aziendale appena munto e sale oltre alla sapienza casearia tramandata da nonno Pietro.

IOsonoDONATELLA Brunello 2012

IOsonoDONATELLA  Brunello 2012 seconda edizione, in 600 esemplari, del vino più esclusivo e importante firmato Cinelli Colombini

IOsonoDonatella 2012 Brunello

IOsonoDonatella 2012 Brunello

<<Ho sempre sognato di produrre un vino di perfetta armonia come questo>> dice Donatella Cinelli Colombini presentandoci il Brunello 2012 a cui ha voluto dare il suo nome IOsonoDONATELLA << un vino unico e con tannini setosi e profumi di piccoli frutti rossi maturi che inebriano. Un vino potente che vivrà per decine di anni, ma anche capace di dare piacere a chi lo beve oggi>>.

Solo 600 bottiglie che vengono prodotte esclusivamente nelle migliori vendemmie.
IOsonoDONATELLA è un vino d’autore, qualcosa di raro ed esclusivo, in cui la produttrice toscana ha racchiuso i suoi sogni e la sua storia.

IOsonoDonatella Brunello di Montalcino 2012

IOsonoDonatella Brunello di Montalcino 2012

Nasce nella zona Nord di Montalcino, in una piccola vigna che si chiama Ardita, in una splendida posizione assolata. Nella cantina Casato Prime Donne ha maturato per quasi tre anni in fusti di rovere di 5-7 ettolitri, realizzati a mano in 4 piccoli laboratori artigiani francesi. Le botti di questo Brunello hanno un cuore rosso attaccato sopra in modo che tutti, e soprattutto le cantiniere, le accudiscano con la massima cura e non mescolino il loro vino con tutti gli altri. Prima di andare in bottiglia il vino ha sostato per sei mesi in un uovo di cemento nudo per ossigenarsi e diventare ancora più vellutato. Un piccolo tocco di eleganza ma anche un ritorno al passato e alle vecchie tradizioni toscane che scendono indietro di almeno cinquecento anni.

Ponte dell’Immacolata 8-10 dicembre

Assaggi di Brunello e visite in cantina,  lezione di cucina sul panforte e shopping di campanine di Santa Lucia. Un weekend fra il sacro e il profano

Pone dell'Immacolata, Fattoria del Colle appartamento agrituristico

Pone dell’Immacolata, Fattoria del Colle appartamento agrituristico

Il ponte dell’Immacolata è il momento giusto per andare a Siena, la capitale del Gotico, visitare la splendida Mostra di Ambrogio Lorenzetti nel complesso museale del Santa Maria della Scala e fare shopping di piccoli oggetti di antica tradizione nella fiera di Santa Lucia: le campanelle con i colori del Palio.

Ma non basta, alla Fattoria del Colle viene organizzato  un programma ricco di attività e suggestioni: la polenta da tagliare con lo spago come gli antichi contadini. Una piccola lezione sul panforte che vi mostrerà quanto sia facile preparare il più tradizionale dolce natalizio senese e quanto il suo gusto sia diverso da quello industriale.  La visita alla cantina Casato Prime Donne a Montalcino con assaggio itinerante di Brunello e Rosso di Montalcino. La visita guidata alle sale storiche della Fattoria del Colle e alla cantina conclusa dall’ assaggio dell’olio nuovo e del Cenerentola DOC Orcia. La cena a lume di candela con i piatti più tradizionali della terra senese: pinci al sugo di nana, la scottiglia di cinghiale e la tagliata di bue chianino.

Per chi ha bisogno di rigenerare la pelle, oltre che lo spirito, la Fattoria del Colle ha una

Ponte dell'Immacolata alla Fattoria del Colle vasca per la vinoterapia

Ponte dell’Immacolata alla Fattoria del Colle vasca per la vinoterapia

zona benessere esclusiva e intima. E’ attrezzata con jacuzzi, bagno turco, sauna, sala per i massaggi di coppia e vasca di legno di ginepro per la vinoterapia. Degli espertissimi terapisti aiutano i clienti a trovare i trattamenti giusti per tonificare il corpo usando la natura.

Domenica 10 dicembre, a Siena, per antica tradizione,  le bancarelle animano il centro storico. Ci sono dolciumi e prodotti artigianali ma soprattutto ci sono le campanelle di terracotta di Santa Lucia. Le più  tradizionali sono in terra rossa ma quelle più diffuse sono decorate con i colori e i simboli delle Contrade del Palio. Tutti i senesi hanno in casa questi piccoli portafortuna che anticamente servivano a rallegrare i bambini nei giorni più bui dell’inverno.

Dalla storia del Colle alla novella dei Gangheretti

Il genius loci, l’anima buona della Fattoria del Colle diventa una fiaba intitolata 92 Gangheretti e poi banderuole giganti dipinte da Alessandro Grazi

Gangheretti-Alessandro-Grazi

Gangheretti-Alessandro-Grazi

Di Donatella Cinelli Colombini

Spero di non avervi annoiato con i miei racconti da vecchia signora di campagna e di accogliervi presto alla Fattoria del Colle per mostrarvi come il passato riemerga pieno di magia e di fascino. La cosa strana è che il “Genius Loci” cioè lo “spirito del luogo” che gli antichi riconobbero in specifici posti come un misterioso agente soprannaturale, agisce alla Fattoria del Colle su di me ma anche sui turisti. Chi soffre d’insonnia qui riesce ad addormentarsi senza sonnifero, chi è in preda alla depressione ritrova la serenità, tutti affermano di sentirsi rigenerati dopo pochi giorni.
Una circostanza così misteriosa ma così evidente che, durante le mie prime estati alla Fattoria del Colle, insieme agli amici che accorrevano per incoraggiarmi e aiutarmi, inventammo la favola dei Gangheretti. Nata come per scherzo per spiegare ai nostri figli le forze benigne che risiedono nella fattoria divenne sempre più consistente. Il

Gangheretti-Fattoria-del-Colle-Dorian

Gangheretti-Fattoria-del-Colle-Dorian

nome dipende dal detto toscano <<mi fai uscire dai gangheri >> cioè dai supporti metallici che tengono ancorate al muro porte e sportelli. I gangheretti sono dunque qualcosa di malizioso e dispettoso. Ma c’è anche un altro detto toscano << mi hai dato un ganghero>> cioè una fregatura e i nostri folletti sono grandi imbroglioni. Sono usciti dalla terra, hanno un colore azzurro e un odore di lavanda che ne rivela la presenza.

Di seguito trascrivo la favola dei “92 Gangheretti” dove il numero di questi folletti deriva dalla data più ricorrente nella storia della Fattoria del Colle fondata da Claudio Socino nel 1592 ebbe il suo ospite più celebre in Pietro Leopoldo d’Asburgo Granduca di Toscana e poi imperatore d’Austria morto nel 1792. Insieme alla fiaba ci sono i disegni dei Gangheretti dipinte dal pittore senese Alessandro Grazi. Sono le stesse immagini che, al Casato Prime Donne, la mia cantina di Brunello, diventano banderuole giganti, ammirate da tutti i turisti.

Prezzo dei vigneti TOP in Italia nel 2017

Negli ultimi 50 anni il prezzo dei vigneti è cresciuto del 2.500% nel Brunello di Montalcino, del 1.400% nell’Amarone e di oltre il 700% nel Barolo

Prezzi-dei-vigneti-vecchi-e-nuovi-proprietrai-di-Vietti-Krause

Prezzi-dei-vigneti-vecchi-e-nuovi-proprietrai-di-Vietti-Krause

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Seguiamo WineNews alla scoperta dei prezzi dei vigneti italiani con cifre da capogiro che spesso, come sottolinea Alessandro Regoli, tagliano fuori i produttori di vino e diventano accessibili solo a fondi di investimento, banchieri, grandi industriali o comunque a chi ha disponibilità finanziarie enormi e voglia di regalarsi una griffe dell’enologia. La cosa più sorprendente è la corsa all’acquisto che sembra inarrestabile nonostante la salita dei prezzi e anzi apparentemente li spinge sempre più su.
Posso testimoniare personalmente di ricevere, almeno una volta al mese, una

Brunello Biondi-Santi-Riserva

Valore-dei-vigneti-in-Italia-Biondi-Santi-recentemente acquistato-da-EPI

telefonata o un e-mail che mi chiede <<non sa mica di qualche proprietà in vendita a Montalcino?>> frase che poi, spesso, ha un proseguo nella richiesta <<la cifra dell’investimento è molto importante, lei per caso non sarebbe interessata?>>
Ma torniamo alle analisi di WineNews. Le quotazioni più alte per i vigneti italiani sono in tre aree: Barolo, Cartizze e Alto Adige. Nelle zone alpine i valori superano il milione di Euro l’ettaro ma le compravendite sono rarissime come del resto nei 106 ettari del Cartizze che tuttavia spunta cifre fra 1,5 e i 2 milioni per ettaro. Invece nella zona più famosa del vigneto piemontese si è assistito a diverse acquisizioni negli ultimi mesi. I prezzi sono arrivati alle stelle, da 1 a 1,5 milioni di Euro con punte di 2 milioni per i cru più prestigiosi.

Giappone: racconti di viaggio e di vino

Dietro le quinte di una missione all’estero: in Giappone con il Brunello per scoprire i wine lovers con gli occhi a mandorla e le curiosità nipponiche 

Giappone, viaggio di vino con il Brunello

Giappone, Osaka viaggio di vino con il Brunello

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Fra gli inconvenienti più frequenti dei viaggi di lavoro all’estero c’è quello di sentirsi male; il Jet-lag, gli appuntamenti di lavoro troppo fitti, il cambio di clima … fanno un mix terribile. Una volta Violante si è salvata dalla bronchite rastrellando tutti gli antibiotici nelle valige dei produttori di Brunello che erano con lei. Questa volta, durante il viaggio in Cina, sono diventata verde come un ramarro con capogiri e vomito. Sono andata all’ospedale di Shenhzen e posso testimoniare che è enorme, attrezzatissimo, efficientissimo e ha dei medici formidabili. Nonostante il mio scetticismo la cura che mi hanno dato ha funzionato e sono arrivata alla tappa successiva del viaggio, in Giappone, sulle mie gambe anche se vedendo le scale ondeggiare e con continui attacchi di mal di mare.

Giappone Donatella Cinelli Colombini al tempio per il lavaggio rituale

Giappone Donatella Cinelli Colombini al tempio per il lavaggio rituale

Però si va avanti!
Altro inconveniente dei viaggi di lavoro è di andare in giro senza vedere niente. A Tokyo ho scoperto per la prima volta la baia quest’anno dopo essere stata nella capitale nipponica altre tre volte. Beh, meglio tardi che mai!
Gli inconvenienti di viaggio più piccoli sono i meno i più fastidiosi, come quello di dimenticare cose che non si possono comprare. Questa volta ho lasciato a casa la spazzola per i capelli, quella senza i pallini in cima alle punte. Sembra una cosa da niente ma è indispensabile per le chiome mediterranee come la mia. In Cina o in Giappone hanno capelli dritti come spaghetti per cui le spazzole senza pallini non ci sono e ora io ho letteralmente i capelli dritti.

Rebecca Meïr-Liebman sommelier blogger rock

Qualche giorno fa mi è arrivata una splendida foto rock della sommelier-blogger canadese Rebecca Meïr-Liebman, con il mio Brunello Prime Donne in mano

Rebecca Meïr-Liebman-by-Bill-Leontaritis

Rebecca Meïr-Liebman-by-Bill-Leontaritis

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Una foto talmente intrigante e inconsueta da spingermi a indagare su questa giovane donna che assaggia mille vini all’anno e recensisce solo quelli che le piacciono. Ho scoperto un personaggio appassionato, talentuoso ma soprattutto capace di raccontarsi e raccontare il vino in un modo nuovo e affascinante. Per questo voglio presentarvela.
Il suo linguaggio è diretto, sincero, fino a raccontare le sue vicende sentimentali quasi come un’adolescente: <<amo Eyal Liebman e ogni anno che passa lo amo di più>> scrive riferendosi al bravissimo chef e pubblica immagini che li ritraggono abbracciati fra pentole e calici di vino.

Rebecca Meïr-Liebman-

Rebecca Meïr-Liebman-

La foto che mi riguarda la ritrae vestita di nero seduta a terra mentre versa il Brunello in un calice in primo piano. Ha un’espressione dura del viso e guarda diritto davanti a sé. Insomma pare una cantante rap più che una sommelier. E’ fatta da Bill Leontaritis un grandissimo fotografo e l’accompagna un frase che, per me, suona come musica <<Donatella Cinelli Colombini wine bottle that symbolizes a lot to me>>. Brava Rebecca e W la donne!
L’articolo che accompagna la foto è pubblicato nel blog di Rebecca Meïr-LiebmanSommelier Selects” dove lei si diletta a condividere le sue esperienze di assaggio, dopo 10 anni di lavoro come sommelier nei migliori ristoranti di Toronto << I’m excited to share the knowledge and palate I have developed>>.

Cosa ha insegnato l’annata 2017 nelle vigne

Gelate, siccità, temperature da deserto, grandinate l’annata 2017 ha fatto tremare i vignaioli ma ha anche insegnato l’umiltà e l’ascolto della natura

L'annata 2017

L’annata 2017

di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Montalcino, Casato Prime Donne

Insieme alle dichiarazione choc sulla vendemmia 2017 di Riccardo Cotarella arriva il suo auspicio di pensare al futuro insieme ai tecnici e non affidarsi all’improvvisazione << I colleghi dicano la verità …. Aborro quando sento alcuni colleghi parlare di annata del secolo, è un’annata povera anche sul piano qualitativo: gli enologi non devono seguire logiche di mercato né cercare di indorare la pillola, non è utile per nessuno>>.
In realtà le cose sono poi andate meglio di come sembrava il I° ottobre, data delle

annata-2017-nel-vigneto-italiano-Donatella-Cinelli-Colombini

annata-2017-nel-vigneto-italiano-Donatella-Cinelli-Colombini

frasi di Cotarella, ma i cali produttivi sono stati enormi e la qualità dei vini è buona a tratti molto buona ma non arriva ai vertici di altri anni. I vini rossi sono mediterranei: potenti, alcolici e sicuramente daranno il meglio di sé nella giovinezza. Per noi si prospettano forse i migliori Rossi di Montalcino mai prodotti e piccole quantità di grande Brunello da vigneti e uve sceltissime.
L’annata 2017 ha insegnato molto a tutti, l’importanza di avere vigneti vecchi e di coltivarli in modo biologico cercando l’equilibrio delle piante. Avere terreni soffici perché coltivati con leguminose d’inverno e zappati spesso in estate, significa avere viti in buona salute nonostante il caldo e la siccità così come in caso di annate piovose. Molti hanno detto <<le zappature servono più dell’irrigazione di soccorso>> e probabilmente è vero.

Capodanno 2017 con Brunello, vinoterapia e panforte

Lasciatevi andare ai piaceri della tavola, alla bellezza del paesaggio, coccolati con massaggi e bagni nel vino nella campagna del Brunello e della Doc Orcia

Capodanno-Agriturismo-Toscana-FattoriaDelColle

Capodanno-Agriturismo-Toscana-FattoriaDelColle

Un ponte mai visto quello del prossimo Capodanno, con 3 giorni di ferie è possibile fare una vacanza di 10 giorni e aggiungendone altri quattro si arriva a due settimane intere. Un’occasione da non perdere per rigenerarsi dallo stress in un luogo intimo e antico, con un programma pieno di esperienze capaci di arricchire in modo divertente.
Fra le attività previste ci sono le visite alla cantina di Brunello del Casato Prime Donne della stessa proprietaria (Donatella Cinelli Colombini) e della Fattoria del Colle. In entrambe ci sono proposte capaci di emozionare: la degustazione itinerante con la musica, il selfie nella cornice davanti ai vigneti e la visita delle sale storiche della villa del Colle dove il Granduca di Toscana e la sua amante Isabella si incontravano segretamente.
Ci sono poi l’assaggio “verticale” di 4 annate Brunello –dalla botte alla riserva- e la produzione del proprio supertuscan diventando “Enologi per un giorno” esperienza che consente di portare a casa la bottiglia con la propria etichetta.

Capodanno-Agriturismo-Toscana-FattoriaDelColle

Capodanno-Agriturismo-Toscana-FattoriaDelColle

Per i golosi ci sono le piccole lezioni di cucina che insegnano a cucinare il panforte e i ricciarelli oltre che a “tirare” i pinci, la tipica pasta senese. Poi tanti pranzi a tema: a base di bue chianino che è tipico della stessa zona e i salumi di cinta senese (maiale medioevale), il cacio pecorino e la ricotta a filiera supercorta ottenuti da pecore che mangiano foraggio e cereali biologici dello stesso podere.
Quest’anno, per la prima volta proponiamo dei menù degustazione di 4 piatti con 4 vini diversi al bicchiere per far scoprire le tradizioni culinarie associate ai vini del territorio: Brunello e Rosso di Montalcino, Orcia DOC, Chianti Superiore DOCG, Supertuscan, Vin Santo e Passito.

Donatella e le sue valigie

Nella mia vita ho riempito e vuotato migliaia di valigie fino a odiarle eppure fanno parte di me e della mia vita da produttrice di vino

Valigie Felix triste accanto alla valigia preferita di Donatella

Valigie Felix triste accanto alla valigia preferita di Donatella

Di Donatella Cinelli Colombini

L’episodio più buffo con le valigie mi è capitato a New York. Ero andata nella grande mela con mia madre sostituendo all’ultimo momento mio fratello che aveva perso il passaporto. Arrivate all’ aeroporto Kennedy prendiamo un taxi per andare in albergo e la mamma scopre di aver preso il bagaglio di un altro. Nel frattempo il proprietario della valigia era riuscito a identificarci guardando il nome, su quella simile alla sua, che era rimasta sul nastro del ritiro bagagli. Molto intraprendente, il tizio aveva chiamato in azienda in Italia sollecitandoci a restituire la sua valigia all’aeroporto. A Montalcino si erano sbellicati da ridere e ci avevano chiamato a New York. Invece mia madre non rideva affatto, anzi era agitatissima e in grande imbarazzo per aver “rubato” la valigia di un altro passeggero. Riprendemmo dunque il taxi per tornare all’ aeroporto e qui le cose non si misero bene. Il personale del desk Alitalia prese in consegna la valigia “rubata” dalla mamma ma si

Valigie-vita-da-produttore-di-vino

Valigie-vita-da-produttore-di-vino

rifiutò di darle la sua. Mamma era disperata e dopo un’ora di trattative, quando ormai mia madre aveva descritto nel dettaglio il contenuto della sua valigia, il motivo del suo viaggio a NY …. il capo scalo le restituì il bagaglio. Dopo quattro ore dall’arrivo riuscimmo finalmente a metterci a letto.
Anche a me è capitato un episodio simile. Una volta all’aeroporto di Roma la mia valigia fu presa da un altro passeggero. Io lo fermai <<ha la mia valigia>> e lui <<no, si sbaglia, questa è la mia>> mi rispose e usci. Quando andai a denunciare lo smarrimento mi convinsero a non prendere in “ostaggio” la valigia dell’altro passeggero che in effetti era identica alla mia. Per fortuna il mio bagaglio arrivò a casa dopo qualche giorno con dentro un biglietto di scuse del ladro involontario.