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James Suckling Cavaliere della Stella d’Italia

Magnum party con 200 grandi formati eccellenti per festeggiare James Suckling divenuto Cavaliere della Stella D’Italia per aver promosso il vino italiano nel mondo

James Suckling Cavaliere della Stella d'Italia

James Suckling Cavaliere della Stella d’Italia

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

<< I am deeply honored and touched>> sono profondamente onorato e commosso ha scritto James Suckling dopo aver ricevuto le insegne e il diploma di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia dal rappresentante del Governo italiano a Hong Kong. Un riconoscimento doveroso per chi ha promosso la conoscenza dei vini italiani nel mondo e soprattutto in Asia per 30 anni. <<Spero di farlo per vent’anni ancora con vini sempre migliori>> ha detto salutando i produttori accorsi da tutta Italia per fargli festa. C’erano Antonio Rallo e Francesca Planeta dalla Sicilia così come Anna Abbona (Marchesi di Barolo) e Stefano Gagliardo dal Piemonte, ma il gruppo decisamente più numeroso arrivava da Montalcino, il territorio che forse Suckling ama sopra tutti e che più di ogni altro ha contributo a valorizzare.

James Suckling magnum party

James Suckling magnum party

Il MAGNUM PARTY si è svolto nel ristorante Acquolina a Terranova Bracciolini, vicino alla casa toscana di Suckling. E’ stata forse la festa più corale e esclusiva del vino italiano, con una selezione degna dell’ospite e la possibilità di assaggiare circa 200 grandi formati di qualità stellare. Tavoli fra gli olivi, DJ australiano arrivato appositamente per l’evento e moltissimi fra i personaggi più noti del vino italiano.

Wine tour :  i nostri sono imbattibili

Casato Prime Donne e Fattoria del Colle in Toscana; ecco i wine tour più coinvolgenti . Ultima novità la bottiglia che ogni turista può personalizzare

Grandi vini, ambienti unici e con grande storia, personale poliglotta e coinvolgente …. si aricchiscono di una piccola ma deliziosa opportunità: i turisti potranno personalizzare le bottiglie con nome e un disegno a proprio gusto. Un’opportunità straordinaria, qualcosa che nessun’ altra cantina propone. Esperienze uniche e coinvolgenti che ora si arricchiscono di una piccola ma deliziosa opportunità:  i turisti potranno personalizzare le bottiglie con nome e un disegno a proprio gusto. Un’opportunità  straordinaria che consente ai wine lovers di creare il proprio Brunello di Montalcino oppure il proprio Chianti superiore DOCG da usare per un pranzo

Fattoria del Colle wine tour in cantina

Fattoria del Colle wine tour in cantina

importante o per un dono esclusivo. Dopo aver apposto la nuova etichetta, il personale addetto all’accoglienza preparerà le bottiglie per viaggiare dentro wine skin ( da mettere in valigia) oppure le spedirà a casa con il corriere.
Donatella Cinelli Colombini ha due cantine – il Casato Prime Donne a Montalcino e la Fattoria del Colle nel sud del Chianti che producono piccole serie di Brunello e Rosso di Montalcino Chianti Superiore e Doc Orcia. L’intera gamma è in vendita in entrambe le aziende. I giudizi della stampa specializzata più importante del mondo sono eccellenti e salgono da 88 a 97 centesimi. Si tratta dunque di boutique winery di piccola dimensione ma di fama internazionale. Visitarle è emozionante, arricchisce le conoscenze ma è anche molto divertente.

I wine tours alla Fattoria del Colle sono 3

Alessandro Grazi da Siena pittore sublime

Alessandro Grazi pittore locale con sensibilità globale. Un poeta che vola alto sulle contraddizioni del nostro tempo e le urla con uno stile tutto suo

Alessandro Grazi Donatella Cinelli Colombini

Alessandro Grazi Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

La mostra “Delizia istintiva” organizzata dal Comune di Siena con le opere di Alessandro Grazi mostra l’ultima stagione stilistica di questo grandissimo artista. Alessandro Grazi pittore locale di sensibilità globale. Si perché Alessandro è autoctono senese cioè è radicato nella terra di Siena ma vola alto sulle pene, la rabbia, le paure, le contraddizioni e le speranze del terzo millennio. E’ un poeta col pennello, un interprete del mondo contemporaneo con stile originale e un messaggio che graffia.
Ecco V(U)OTA che parte dalla scheda elettorale per riassume il sentimento generale verso una politica che tira fuori dall’urna solo una costosissima ma inutile messa in scena. Ecco il “distrattatore” che richiama l’attenzione su cose futili mentre i veri problemi vengano serrati in una specie di tenaglia nera. Poi c’è l’attrazione fatale verso il Black Hole il buco nero verso cui spinge la civiltà industriale; una corsa verso il niente che distrugge la sessualità degli esseri umani e li mette in un labirinto in cui è difficile orizzontarsi.

Alessandro Grazi V(u)ota

Alessandro Grazi V(u)ota

In queste opere c’è la nostra società liquida, instabile, mutante. Insieme c’è il timbro senese di colori intensi come smalti che richiamano il rosso di Sassetta, l’azzurro di Duccio di Buoninsegna, le linee taglienti di Pietro Lorenzetti. Insomma sotto le tele ti aspetteresti di leggere <<Alessandro Grazi de Senis Pinxit AD. MMXVII>> come facevano i pittori locali sette secoli fa. L’attuale fase stilistica di Grazi è meno colorata e più concettuale rispetto a quelle precedenti anche se la sua eccellente capacità di disegnatore viene fuori ogni volta che le necessità espressive lo richiedono.

I fratelli Cotarella a Orvieto con vino e tango

4° edizione di Orvieto tango festival che si unisce a WE LOVE Taste UMBRIA evento nell’evento. Sono invitata da  Riccardo Cotarella

Orvieto Nerina Di Nunzio e Renzo Cotarella

Orvieto Nerina Di Nunzio e Renzo Cotarella

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Una città d’arte fra le più belle del mondo: Orvieto con la sua cattedrale che sembra lo scrigno gotico del Giudizio universale di Luca Signorelli, il pozzo di San Patrizio con la sua scala senza fine, la città sotterranea, la fortezza dell’Albornoz … e intorno i vigneti di un vino bianco che vuole tornare al vertice.
Un’impresa titanica che ha due paladini giganti: Riccardo e Renzo Cotarella. Riccardo è il presidente degli enologi italiani e mondiali – Union Internationale des Oenologues- oltre che consulente di cantine fra cui le più glamour d’Italia. Renzo è l’Amministratore Delegato di Antinori il gruppo enologico più prestigioso fra i big d’Italia. Insieme hanno

Orvieto We love taste Umbria

Orvieto We love taste Umbria

la cantina Falesco ora ribattezzata Cotarella e affidata alle figlie Dominga, Enrica e Marta. Cugine formidabili al pari dei padri.
Ed ecco che la riscossa dell’Orvieto parte con una serie di eventi di statura internazionale che, in estate, arricchiscono gli appuntamenti già esistenti come Orvieto Tango Festival. Convegni, banchi d’assaggio, cooking show e scuola di cucina per bambini, masterclass su birra, vino e olio. Le star, ed è proprio la parola giusta, sono gli chef stellati fra cui la senese Katia Maccari del Patriarca di Chiusi. E intanto tango, tango, tango con sei coppie di ballerini di fama internazionale e una sovraesposizione mediatica formidabile su televisivi, giornali e social networki….. We love taste Umbria, i Cotarella fanno sempre le cose in grande.

Vigne di Brunello 2017 al Casato Prime Donne

Un anno che richiede maestria vignaiola per gestire le vigne di Brunello 2017 rese disomogenee dal freddo e dallo stess idrico a macchia di leopardo

Vigneto 2017 giugno Sangiovese

Vigneto 2017 giugno Sangiovese

Di Donatella Cinelli Colombini

Dalle vigne di Brunello 2017– la cronaca di un anno pazzesco – L’inverno è stato mite salvo qualche, ma proprio qualche, giorno di freddo in compenso intorno al 20 di aprile abbiamo visto la maggiore gelata primaverile mai avvenuta in Europa. Dall’Alsazia alla Spagna, dall’Inghilterra all’Irpinia i vignaioli hanno acceso fuochi tentando di arginare il freddo notturno che è durato molte ore ed è stato intenso per molte notti. Una catastrofe senza precedenti per gravità e estensione che, l’anticipo vegetativo causato da un marzo insolitamente mite, ha reso ancora più apocalittica. Il colpo di grazia è arrivato dopo, in molte zone, con le grandinate.

Vigneto 2017 fine giugno Fattoria del Colle

Vigneto 2017 fine giugno Fattoria del Colle

Noi ci sentiamo miracolati. Niente gelate, niente grandinate e persino la sparizione della fillossera che lo scorso anno aveva attaccato le foglie delle viti.
Tuttavia la situazione non è facile. La stretta del freddo di fine aprile ha prodotto effetti a macchia di leopardo rendendo le vigne disomogenee e in molti punti le chiome di foglie sono decisamente sottodimensionate. Per coltivarle ci vuole un colpo d’occhio da veri esperti e tanta manualità perché usare le macchine su viti con spalliere di foglie così diseguali è dannoso. Il lavoro in vigna torna ad essere totalmente artigianale.

Wine clubs crea il tuo imitando i migliori 4 del mondo

Wine clubs luoghi per trovare esperienze enoiche e nuovi amici ma possono anche diventare una professione prendendo esempio dai migliori

Wine-clubs

Wine-clubs

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

La classifica dei migliori wine clubs del mondo viene da un portale specializzato nel dare giudizi. Si chiama Reviews e classifica tutto: dai bracciali per fare fitness ai siti per trovare lavoro, dalle padelle per friggere alle telecamere di sicurezza.
In questo ambito così competitivo i wine blubs sono stati radiografati nel dettaglio. Ed eccovi i migliori a cui bussare quando, andando all’estero, avrete voglia di vivere delle esperienze enoiche davvero coinvolgenti.
La loro esperienza può anche servire pepuò essere un luogo per trovare

esperienze enoiche e nuovi amici ma può anche diventarer trasformare la vostra

wine-clubs

wine-clubs

passione per il vino in una professione creando un nuovo wine club. Infatti la gestione di un gruppo di appassionati con l’organizzazione di eventi periodici, la proposta di vini in degustazione o in acquisto può creare un reddito e trasformarsi, in poco tempo, in un’attività entusiasmante con un vero stipendio e uno status fra gli addetti ai lavori. Infatti dietro un wine clubs c’è un grande lavoro: attività di comunicazione, creazione di relazioni e di eventi, soprattutto la ricerca di proposte enologiche sempre nuove e sorprendenti. Questo significa visite in cantine, degustazioni di brand celebri ma anche un’attività di talent scout finalizzata a scoprire vini estremi, sperimentazioni e produttori emergenti.
La classifica di reviews.com sui wine clubs migliori del mondo scaturisce da una ricerca preliminare seguita da un’analisi durata tre mesi.

Wine club per ogni appassionato e in ogni parte del mondo

I wine club sono in tutto il mondo, quelli tradizionali sono confraternite, quelli nuovi hanno sedi e assaggi alternativi, ovunque bellissime esperienze

Wine-clubs-Lot-18-Tasting-Room

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Da Donatella Cinelli Colombini, Toscana, Montalcino, Casato Prime Donne

Ho trovato wine club ovunque nel mondo da Montreal e Malta, da San Paolo in Brasile a Zagabria. Pullulano di medici, avvocati e banchieri che evidentemente sono le attività dove l’interesse per il vino è più diffuso. I partecipanti sono soprattutto uomini ma in certi casi hanno anche altre specificità come i club di wine lovers donne oppure i club di italiani all’estero appassionati di vino.

Wine-club-vini-in-offerta

Wine-club-vini-in-offerta

Alcune associazioni si ispirano alle confraternite storiche hanno mantelli, canti rituali, riunioni periodiche e degustano in ristoranti stellati dove il menù è costruito su misura per i vini.
Altri sono più informali e hanno membri più giovani. Ovunque ci sono esperienze enologie coinvolgenti e capaci di arricchire e ovunque la cosa bella è assaggiare con persone che condividono la stessa curiosità e la stessa passione per le eccellenze enologiche.
Anch’io faccio parte di un wine club che si chiama Union Européenne des Gourmet che si riunisce circa una volta al mese invitando un produttore che spiega i suoi vini durante una cena in cui ogni assaggio è abbinato a un piatto. L’età e il reddito dei soci è piuttosto alta e le riunioni sono informali ma non troppo.

Il futuro del Brunello secondo Vivino e Nomisma

Nel presente ci sono i giovani wine lovers USA ma nel futuro del Brunello ci sono i Cinesi. Da migliorare social, e-commerce e l’immagine eco-friendly

Futuro-del-Brunello-tavola-rotonda-50°-anniversario-Consorzio

Futuro-del-Brunello-tavola-rotonda-50°-anniversario-Consorzio

Di Donatella Cinelli Colombini, Casato Prime Donne

Il Consorzio del Brunello celebra il suo 50° compleanno con due convegni dedicati al passato e al futuro della denominazione. Lo sguardo in avanti è affidato a Nomisma e Vivino
Cominciamo dal portale con il maggior catalogo mondiale di vini: Vivino 10 milioni di referenze provenienti da 200.000 cantine. Ogni giorno avvengono 500.000 ricerche ma gli utenti totali nel mondo sono 24 milioni di cui due in Italia. Si tratta, per la maggior parte, di wine lovers competenti infatti il loro giudizio sui vini rispecchia quello dei grandi critici. Siccome ogni ricerca o recensione lascia una traccia misurabile, Vivino fornisce anche tendenze e opinioni. Ecco dunque che i vini italiani che interessano di più sono i rossi del

degustazione-Brunello-storico-in-occasione-del-50°-anniversario-del-Consorzio

degustazione-Brunello-storico-in-occasione-del-50°-anniversario-del-Consorzio

centro. Ma la tipologia più popolare è il Barbera, seguito da Barolo,Chianti Classico e Brunello.
L’interesse per il Brunello cresce in inverno, le marche più conosciute sono in ordine decrescente Banfi, Frescobaldi, Barbi e Biondi Santi. Il brand montalcinese che ha accresciuto maggiormente l’interesse dei wine lovers è Ciacci Piccolombini ma anche il mio Brunello ha aumentato il suo appeal di un bel 39%. Le parole più usate per descrivere il Brunello sono tabacco, cuoio, terra, liquirizia, ciliegia, tannino, complessità, eleganza.

Furti in cantine e agriturismi: turismo a rischio

La campagna toscana non è più un’isola felice. Furti in cantine e agriturismi. A cosa valgono i nostri sforzi per soddisfare i turisti? Non torneranno

Furti in catine-Casato Prime Donne Montalcino

Furti in catine-Casato Prime Donne Montalcino

Di Donatella Cinelli Colombini

Il disegno di legge sulla legittima difesa “solo di notte” approvato alla Camera dei Deputati all’inizio di maggio ha fatto sbellicare da ridere i rapinatori.  Chi rischia molto è colui che reagisce al furto o all’aggressione, come il gioielliere di Pisa che dopo aver subito molte rapine ed essere anche stato accoltellato ha preso il porto d’armi e la pistola. Il 14 giugno due ladri sono entrati nel suo negozio e hanno sparato alla moglie senza colpirla, a quel punto anche lui ha sparato e ha ucciso un rapinatore. Ora oltre al dispiacere, allo choc e alla paura delle ritorsioni dei malviventi avrà il processo e potrebbe venir condannato per eccesso di difesa.

Furti in cantine - Casato Prime Donne Montalcino

Furti in cantine – Casato Prime Donne Montalcino

Le carceri sono sovraffollate, i processi durano 8 anni e la microcriminalità è talmente diffusa che tutti abbiamo paura. All’apparenza c’è uno spostamento dei furti dalle zone più sorvegliate, come le città, alla campagna. Per questo non esistono più isole felici.
Due mesi fa i ladri sono entrati nella mia cantina del Casato Prime Donne a Montalcino, questa settimana hanno preso di mira gli appartamenti agrituristici della Fattoria del Colle dove dormivano dei turisti tedeschi.

Ampelio Bucci il poeta del Verdicchio superstar

Parola per parola il racconto della storia e della sfida che ha portato Ampelio Bucci ad essere uno dei più grandi e rivoluzionari produttori italiani

Ampelio Bucci e il suo Verdicchio Villa Bucci riserva

lAmpelio Bucci e il suo Verdicchio Villa Bucci riserva

Di Donatella Cinelli Colombini

Ho incontrato Ampelio Bucci negli appuntamenti del vino, quelli dove saluti tanta gente ma non conosci nessuno. Per questo il nostro vero incontro è piuttosto recente, quando abbiamo partecipato entrambi a un evento organizzato da Ian D’Agata al Regina Isabella di Ischia. Ampelio mi colpì per il suo stile da gentiluomo d’altri tempi; sa manifestare stima senza adulare, è formale ma anche ironico, veste capi di tendenza ma li strapazza, dice le sue opinioni sul vino con forza ma ascolta anche quelle degli altri.
Rimasi folgorata dai suoi vini, dalla loro personalità e soprattutto dalla loro

Villa Bucci riserva

Villa Bucci riserva

persistenza, in bocca lasciavano una piacevolezza che sembrava non finire mai. Ricordo quella mineralità che pochissimi bianchi italiani sanno bilanciare con la freschezza e la struttura. Gli chiesi <<cavolo, ma come fai?>> e lui alzando le spalle e allargando le braccia <<io i vini li faccio così>> come fosse un dono divino. Dopo quell’incontro ci siamo rivisti sempre con grande piacere e qualche mese fa l’ho invitato a presentare i suoi vini all’Union Européenne des Gourmet di Siena e della Toscana. La cena dedicata a Villa Bucci è stata organizzata al ristorante “Il Mestolo” che offre una cucina di pesce degna di accompagnare i grandi bianchi di Ampelio. Piccola delusione lui non ha dormito alla Fattoria del Colle ma ha promesso di tornare per visitare le mie due cantine e soprattutto il Casato Prime Donne a Montalcino perché il mio Brunello riserva gli piace molto.
La scelta dei vini e del menù sono stati oggetto di un epistolario fra lui e Alessandro Bonelli, console del nostro club, che è durato un’eternità. Quando gli abbiamo suggerito <<ma porta anche un rosso>> si è rivoltato <<no voglio servire una verticale di Verdicchio>> e così ha fatto in modo strepitoso con vini stupefacenti: Verdicchio Bucci 2016, Verdicchio Villa Bucci Riserva 2013, 2008, 2005, 1997 vintages colletions. Vini diversi ma talmente profondi, complessi e fini da rivaleggiare con i grandi Borgogna.

Curiosità e business del vino 2017 in Italia

Utili da capogiro delle grandi cantine mondiali e italiane, Brunello e Donnafugata predilette nell’e-commerce, il Traminer vince al ristorante fra i vini bianchi

Costellation-brands-la cantina-con-il-maggiore-business-del-vino

Costellation-brands-la cantina-con-il-maggiore-business-del-vino

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Tante notizie e curiosità dal mondo del vino fotografano un comparto in salute ma anche in piena evoluzione

I BIG DEL MONDO NEL BUSINESS DEL VINO  
L’Ufficio studi di Mediobanca, come ogni anno, propone il report sui colossi del vino in Italia e nel mondo. Il gruppo più grande del pianete è la Costellation Brands che nel 2015 ha fatturato 6.014.900.000€ con circa il 33% di utile. La seconda nella lista è l’australiana Treasury distanziatissima con 1.573 milioni di Euro

Marchesi-Antinori-la-maggiore-impresa familiare-del-vino-italiana

Marchesi-Antinori-la-maggiore-impresa familiare-del-vino-italiana

di business. In borsa il settore vino è più profittevole degli altri comparti economici e le migliori performance delle società nordamericane, australiane e francesi .
I BIG IN ITALIA NEL BUSINESS DEL VINO
Un mondo internazionale di fatturati e utili stellari dove la nostra GIV –Cantine Riunite che svetta su tutte le cantine italiane, con 566.000.000€ di fatturato, appare un nanetto. Sul podio nazionale delle grandi imprese del vino anche Caviro (304), Antinori (2018) e Zonin (193). Quello che sbalordisce sono, anche a livello nazionale, i margini di guadagno dei grandi gruppi che, nel caso del Marchese fiorentino è addirittura del 21%. Meglio di lui l’altra dinastia toscana dei Frescobaldi con il 22,5 % di risultato netto sul fatturato. Roba da far venire l’acquolina in bocca!

Lo stemma fa vendere il vino

Ma dove vai se lo stemma non ce l’hai? Lo scudo nobiliare fa vendere il vino e le probabilità di business crescono ancora se c’è anche l’immagine del luogo d’origine

Stemma-fa-vendere-il-vino-Giacomo-Conterno-Francia-Barolo

Stemma-fa-vendere-il-vino-Giacomo-Conterno-Francia-Barolo

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Chi non ha un blasone è bene che corra da un esperto di araldica e si faccia creare uno stemma adatto al suo nome e alla sua cantina. Infatti il fascino legato alla nobiltà e alla storia, a quell’intreccio di mistero e ricchezza che lo stemma nobiliare simboleggia, è ancora molto forte e fa persino vendere il vino. Insomma fa presa e non solo sulle persone più semplici che magari pensano al principe azzurro nel castello con il ponte levatoio, ma anche su laureati con ottimi stipendi. Lo stemma nobiliare da prestigio alla bottiglia.
E’ questa la sorprendente rivelazione della seconda indagine Spot & Web effettuata con la metodologia WOA (Web Opinion Analysis) attraverso il monitoraggio dei più importanti social network e su un campione di 500 persone, tra i 25 e i 60 anni, analizzato da un pool di psicologi coordinati dalla psicologa Serenella Salomoni.

Lo-stemma-fa-vendere-il-vino-Ornellaia

Lo-stemma-fa-vendere-il-vino-Ornellaia

Ecco dunque cosa influenza il consumatore: lo stemma (26%), il nome (22%), l’immagine del luogo di provenienza (17%), l’etichetta (14%) e la bottiglia (11%).
Senza negare l’importanza della qualità del vino, della denominazione o del brand, l’indagine ha messo in luce quanto conti mostrare l’aristocrazia del produttore e il castello, la villa o il palazzo monumentale dove è prodotto il vino. Ed ecco infatti le etichette preferite: primo il Barolo Francia di Giacomo Conterno nella cui etichetta c’è lo stemma sullo sfondo, secondo Ornellaia di Tenuta dell’Ornellaia con l’immagine dell’originario edificio e la corona nobiliare ( rispettivamente con il 21 e il 19% dei voti). Segue l’Amarone Classico Calcarole di Guerrieri Rizzardi, anche in questo caso ci sono lo stemma e il disegno della tenuta (17% delle preferenze). Barolo Monprivato di Mascarello Giuseppe e Figlio con lo stemma avito molto grande a colori. Nel Sassicaia della Tenuta San Guido c’è la rosa dei venti dei Marchesi Incisa della Rocchetta.

I big dei big del vino nel mondo

Chi conta e chi ha influenza, chi è grande nel vigneto e chi invece ha un fatturato simile a quello di un piccolo stato. Ecco la lista dei big del vino nel mondo

Lafite-i-big-del-vino

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Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Le classifiche sono molto diverse ma proprio molto anche se consideriamo soltanto i marchi più forti.
La lista dei marchi di vino di lusso più importanti del mondo “Power 100” sembra quella di Bordeaux del 1855 + Mouton (che è entrato nel quintetto nel 1973). Insomma i sovrani del mercato del vino sono ancora loro dopo quasi duecento anni. La classifica viene da Liv-Ex Power 100 un portale inglese che assomiglia al Nasdaq ma invece dei titoli azionari fornisce i prezzi dei vini da investimento. Ogni anno propone la classifica dei marchi enologici con le performance migliori in base al volume d’affari e all’incremento di valore. Il commento è di The Drinks Business il portale dell’informazione che ogni appassionato dovrebbe aprire giornalmente. Nell’articolo spiega come il calo della Sterlina causato dalla Brexit

Mouton-Rothschild-i-big-del-vino

Mouton-Rothschild-i-big-del-vino

abbia scatenato una corsa all’acquisto dei vini più cari e prestigiosi. Il cambio con il Dollaro era favorevole ad asiatici e statunitensi e c’era la volontà di puntare su valori sicuri dopo un periodo di ricerca di alternative in Toscana, Piemonte e Champagne. I Borgogna erano troppo cari per sfruttare il momento favorevole e quindi i bordolesi hanno preso il volo anche se non sono riusciti a ripristinare la situazione monopolista antecedente al 2010 per la forza che ormai hanno acquisito le cantine USA.

Lorenzo Corino, l’integralista del vino

In Germania hanno Rudolf Steiner, in Francia Nicolas Joly e Michel Chapoutier in Italia abbiamo Lorenzo Corino il visionario del vino secondo natura

Lorenzo-Corino

Lorenzo-Corino

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Ho ricevuto il suo libro “Vigne, vino, vita” per posta, nelle due versioni italiana e inglese, dopo una conversazione telefonica con Antonella Manuli e Carlo Corino in cui loro mi chiedevano di organizzare un incontro con le Donne del vino sul tema “vino e natura” mentre io spiegavo come questo argomento fosse più adatto a associazioni come Montalcino Bio.
La prima cosa che colpisce nel libro di Corino è la copertina <<accidenti com’è brutta!>> è il primo pensiero. Poi capisci che le mani vissute in primo piano, le ombre profonde, il grembiule da donna indossato da un uomo … sono messaggi chiari di un contenuto rivoluzionario, detto garbatamente ma senza cedimenti. Infatti nella prefazione di Angelo Gaja leggo <<L’interpretazione dei tuoi sogni ha spronato me e i viticoltori che ti leggono a cercare di fare meglio>> Meglio ….

Lorenzo-Corino-VigneVinoVita

Lorenzo-Corino-VigneVinoVita

Meglio per il mio amico Angelo è una parola senza limite nella ricerca della perfezione. Ho dunque iniziato la lettura del libro curiosa di scoprire quanto fosse alta l’assicella del salto che Gaja vedeva impossibile persino per lui.
Poi ho capito.
Sui vigneti, l’aspirazione alla naturalezza di Lorenzo Corino, diventa un appello alla salvaguardia della diversità dei cloni, all’erbario spontaneo da far crescere fra i filari, al contrasto delle malattie con mezzi naturali spingendo la vite a reagire da sola, all’opposizione all’irrigazione. Anche il concetto di artigianalità della coltivazione e l’aspirazione a vigneti centenari sono vicini alle mie convinzioni, ma poi ho letto <<eliminazione totale degli interventi con trattrici meccaniche …. La miglior soluzione per preservare la fertilità dei terreni>> e ho cominciato a capire i dubbi di Angelo Gaja sulla reale applicabilità delle teorie di Corino.

Guglielmo Vuolo il pizzaiolo volante

Filosofo della verace pizza napoletana Guglielmo Vuolo viaggia in tutto il mondo insegnando la cura nell’impasto con il criscito e l’acqua di mare

scugnizzielli-Guglielmo-Vuolo-Vinitaly-serata-Donne-del-vino

scugnizzielli-Guglielmo-Vuolo-Vinitaly-serata-Donne-del-vino

Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Classe 1960, quarta generazione in una famiglia di pizzaioli napoletani con capostipite la bisnonna Maria, Guglielmo Vuolo è l’uomo che ha ridato nobiltà al suo mestiere riempiendolo di studi e contenuti. Non più solo impasti e cotture in forno ma anche storia e sociologia, per questo è stato scelto da Lorella Di Porzio per rappresentare gli artigiani del gusto della Campania alla cena di fine Vinitaly delle Donne del Vino. <<I pizzaioli sono la parte meno colta dell’offerta gastronomica italiana, non sono come gli chef>> mi ha detto Lorella, lei stessa contitolare del ristorante Umberto fra i più rinomati di Napoli per la pizza << con Guglielmo Vuolo il nostro antico mestiere si racconta con una cultura e una dignità che prima non aveva>>.
E infatti il “pizzaiolo volante” gira il mondo portando la storia del piatto più popolare per eccellenza, una storia che parte dal medioevo e che fa fatica a coniugarsi con

Guglielmo-Vuolo-Vinitaly-serata-Donne-de-Vino

Guglielmo-Vuolo-Vinitaly-serata-Donne-de-Vino

le logiche e i ritmi della produzione moderna. Ecco le battaglie di Guglielmo in favore della qualità dell’impasto realizzato secondo tradizione con il criscito o con poco lievito di birra lievitato dalle 12 alle 24 ore a temperatura ambiente. No a pratiche facili ma meno salutari e qualitative. Ecco le sue scelte in controtendenza rispetto alla ricerca dell’inconsueto che caratterizza gli chef più celebri <<non rifiuto l’innovazione, purché si inserisca in direttrici di gusto consolidate>> ama dire il Maestro Guglielmo. Per questo, nel 2014, ha messo a punto un impasto senza sale aggiunto ma con acqua di mare pura 100% qualcosa di assolutamente nuovo e insieme antichissimo: pizza all’acqua di mare.
Una cura maniacale di ogni particolare che lascia sconcertati per una cosa apparentemente semplice come la pizza. Scopro che i pomodori sono selezionati e coltivati espressamente per lui e preparati secondo le sue indicazioni – a Pacchetelle, fresco, secco, a filetti, passato a mano, frantumato a mano, all’ombra – per cui risultano di qualità sorprendente. I suoi due forni hanno il nome della madre e della zia Pupata e Maddalena. Insomma Guglielmo Vuolo è diverso e in tutto quello che fa c’è riflessione e amore.

                                                                       
Cinelli Colombini
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