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I sovrani del vino on line Wine Spectator e Jancis Robinson

In internet chi è davvero influente sul vino? Iniziamo la nostra ricognizione sulle classifiche dei wine blog più capaci di coinvolgere e interagire 

wine-web-power-index

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Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Inizio oggi e continuerò fra due giorni con un secondo post.

Quali sono i wine blog da seguire, quelli che veramente fanno tendenza nel vino a livello planetario? Ci sono moltissime classifiche e non tutte basate su criteri oggettivi ma una cosa è certa: Wine Spectator è fortissimo. In Usa e nel continente australe, dove vengono redatte queste graduatorie la conoscenza dei blogger italiani è ridotta per cui compaiono pochi nomi nostrani e i più presenti sono due: Marilena Barbera della cantina siciliana Barbera e il mitico sommelier fiorentino, amico mio, Andrea Gori.

Wine-Spectator

Wine-Spectator

Il punto di partenza della mia ricerca  è su Google scrivendo “Wine blog most influencers”. Sono uscite un bel numero di classifiche, molte aggiornate al 2015. Va detto che i criteri di valutazione sono molto diversi ma sostanzialmente si rifanno a due punti di vista opposti: il peso sul mercato e il peso interno al web. In altre parole, secondo alcuni conta la capacità di un blog nel far vendere le bottiglie, per altri invece è meglio valutare le interazioni cioè le condivisioni e i commenti che un blog suscita.

Continua la saga di Kurniawan il super falsario del vino

Dopo aver riempito il mercato di Pétrus e Romanée Conti falsi, ha provato a mettere nel sacco anche la giustizia americana che lo aveva messo in prigione

Kurniawan- etichette di Petrus false

Kurniawan- etichette di Petrus false

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Ruby Kurniawan era diventato miliardario vendendo bottiglie costosissime in parte forse autentiche, ma in parte sicuramente false. Era nato a Jakarta, in Indonesia, nel 1976 e nel 1998 era arrivato in USA con un visto per studenti. Nel 2000 già iniziava a commerciare vini rari fingendosi un ricco e raffinato esperto. E’ arrivato a comprare bottiglie per 10 milioni di Dollari in una sola asta e a vendere lotti con prezzi da capogiro come le 6 bottiglie di Bonnes Domaine Georges Roumier del 1923 per 95.000$.

rudy-kurniawan-davanti alla corte federale

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Peccato però che questo vino sia stato messo in bottiglia per la prima volta 1924!
Per Ruby i guai cominciarono nel 2007 quando mise all’asta alcune magnum di Château Le Pin 1982. Sfogliando il catalogo della vendita Cristie’s, i titolari della cantina si accorsero della truffa e avvertirono la casa d’aste <<queste bottiglie sono false>>. Cristie’s ritirò il lotto dalla vendita e cominciò a indagare. Anche Soteby’s altra casa d’aste di fama mondiale, iniziò le indagini e venne fuori un’altra truffa di Ruby sulle magnum di Château Lafleur 1947. Nel marzo 2012 gli agenti dell’FBI perquisirono la sua villa in California trovando tutto l’occorrente per falsificare etichette, capsule, tappi, bottiglie, cartoni ….

Temperatura e racconti nel marketing del vino

Le neuroscienze applicate al vino. Gli esperimenti di Neurexplore sul riscaldamento degli ambienti di vendita e i racconti diventano indicazioni utilissime 

calore vino e amicizia

calore vino e amicizia

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne
La temperatura calda aumenta la socialità e la valutazione degli individui sui prodotti. Non è un’opinione ma un dato scientifico che arriva da Neurexplore un centro di analisi e supporto al marketing di Trento specializzato in neuroscienze applicate alle decisioni di acquisto.

raccontare

raccontare

Il calore fisico attiva il calore emotivo che viene trasferito sui prodotti e sulle persone suscitando valutazioni migliori, in altre parole le cose sembrano più belle e più buone, ma non solo, anche le persone appaiono più affidabili e dunque cresce la propensione a seguire i consigli di altri o adeguarsi all’opinione collettiva … persino nelle scommesse. Si tratta di un “effetto spillover” per cui una condizione favorevole di temperatura ne genera un’altra di crescita della socialità e degli acquisti. Ovviamente questo effetto non è illimitato e non aumenta fino a temperature da deserto africano.

Campai brindiamo con il Brunello in Giappone

Tokyo, due aspetti dello stesso racconto: il mondo del vino superprofessionale e quello del turista curioso che va dove i normali visitatori non vanno 

Di Donatella Cinelli Colombini

IL VINO ITALIANO IN GIAPPONE E LE DIFFICOLTA’ PRATICHE

Tokyo prima sera di donatella e Violante

Tokyo Donatella e Violante con Mitsuyuki Umevawa

Il Giappone è il 6° Paese importatore di vino italiano, ci sono 10.000 ristoranti italiani ma, a differenza di molte nazioni estere, hanno solo personale giapponese e non italiano, sono proprio i cuochi e i sommelier locali che vengono da noi per imparare e poi tornano nella loro terra natale per lavorare. C’è anche una giovane maitre-sommelier che ha lavorato all’Enoteca Pinchiorri e parla perfettamente la nostra lingua.
Io e Violante Gardini siamo in Giappone, per la seconda volta in due anni, perché questo Paese ci piace e vogliamo che diventi uno dei nostri mercati esteri più forti.

cucina giapponese

cucina giapponese

Ma l’avventura giapponese inizia maluccio. Arrivati in treno a Tokyo dall’aeroporto, scopriamo che ci sono 8 Hotel Principe e noi siamo in quello nella zona della movida e delle luci rosse, mamma mia! Ha camere piccolissime e senza armadio per cui dobbiamo tenere tutti vestiti nelle valige chiuse altrimenti non riusciamo ad entrare in bagno. C’è da chiedersi come fanno i giapponesi ad aprire i loro enormi bagagli. L’unica cosa davvero apprezzabile sono i wc con sedile riscaldato e ogni sorta di accessori, compreso la profumazione a spruzzo. Tuttavia l’agenzia che ha organizzato il viaggio riceve tutti i nostri peggiori pensieri.
Con qualche telefonata in Italia, anche il nostro amico importatore Mitsuyuki Umevawa riesce a trovarci, meno male, ma la cena prenotata va in fumo e quindi mangiamo il sushi in un posto nei dintorni.

Esiste una valutazione obiettiva del vino?

Il giudizio sul vino dipende solo dal vino? No. Anche gli esperti sono influenzati dal luogo di origine e dal nome sulla bottiglia, così come tutti

 

Assaggio bendato

Assaggio bendato

Di Donatella Cinelli Colombini

Si tratta di neuroscienze e di sperimentazioni fatte da specialisti, non dell’opinione degli amici del bar. Accantonarle come fossero banalità è sbagliato.

Qualche anno fa due diverse indagini – in Svezia e in USA- provarono che l’alto prezzo fa sembrare il vino più buono, soprattutto alle donne. Ora i ricercatori si sono di nuovo messi in moto per capire se una diversa origine del vino spinge, chi lo assaggia, a trovarlo migliore e addirittura a pagarlo di più. La risposta è SI anche quando si tratta di esperti che dovrebbero basarsi solo su vista, olfatto e gusto, le percezioni risultano condizionate dalle aspettative.

L'origine influenza la percezione

L’origine influenza la percezione

Questa volta l’indagine è nostrana, effettuata da un centro di ricerca e consulenza su neuro-marketing e economia comportamentale di Trento che si chiama Neurexplore. E’ stata segnalata dal sito Teatro Naturale e, a noi che lavoriamo nel vino, fa l’effetto del Re nudo, tutti lo sanno ma nessuno lo dice. O almeno pochi lo dicono, perché gli esperti di marketing sostengono, da anni, l’opinione che nel vino gli elementi immateriali valgano due terzi della percezione di valore e qualità.

Supertuscan sono morti o sono vivi?

Masseto, Ornellaia, Sassicaia, Solaia e Tignanello brillano nelle aste e sono fra le 100 cantine Fine wines di LivEx ma l’armata dei supertuscan sembra sparita

Masseto

Masseto

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Quindici anni fa ogni cantina toscana doveva avere un Supertuscan cioè un vino “creativo” fuori dai disciplinari. Generalmente erano blend di Sangiovese e vitigni internazionali come cabernet, merlot o chardonnay maturati in barrique, ricchissimi di alcool frutto e legno ma soprattutto più cari dei vini DOC. I capostipiti di questa schiera furono, intorno al 1970, Sassicaia e Tignanello grazie al genio dell’enologo Giacomo Tachis e alla penna di James Suckling che li fece conoscere al pubblico degli appassionati USA attraverso Wine Spectator.

Sassicaia

Sassicaia

Negli ultimi anni, il mercato ha mostrato una maggiore attenzione verso i vitigni autoctoni e, sul versante opposto, un crescente disinteresse per i vini meno capaci di raccontare il territorio e la sua specificità. C’è persino chi ha dato per morti i Supertuscan accusandoli di conformarsi a un gusto internazionale standardizzato per ingraziarsi i favori di una certa critica americana.

Vino dei VIP come e perchè lo fanno

L’incontro nel padiglione Vino-A Taste of Italy dell’Expo accende i riflettori sul vino dei famosi e forse spiega come e perchè sono diventati produttori

Vini dei Vip Expo 2015

Vini dei Vip Expo 2015

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

7 VIP notissimi ma molto diversi fra loro con le loro grandi bottiglie: Barolo Mirafiore di Oscar Farinetti, spumante da Negroamaro amaro Noi3 di Futura 14 di Bruno Vespa, Cabernet franc Narnot di Le Madeleine di Massimo D’Alema, Barbera La Maga del Castello di Cigognola di Gian Marco Moratti, dal blend di Negroamaro e Primitivo Platone delle Tenute di Albano Carrisi, dal Sangiovese Innno (tre enne, non è un errore) della Certosa di Belli Guardò di Gianna Nannini, Grechetto di Todi bianco del Cavaliere della Cantina di Luisa Todini.

Vip del vino italiano all'Expo

Vip del vino italiano all’Expo

La cornice è quella moderna del padiglione vino creato da Veronafiere dentro EXPO. Entusiasmo a mille e, accanto ai vini, le pietanze raffinate dello chef Matteo Vigotti.
Ci sono anche due provocatori- moderatori di livello altissimo: Luciano Ferraro del Corriere della Sera, anima del seguitissimo blog Divini, e Marcello Masi direttore del TG2.

TARTUFO amore mio! Un weekend per gustarlo

Tre week end 31/10 -2/11 e 7-8 / 14-15 novembre per mangiare, comprare, cercare, cucinare il tartufo bianco nella campagna più bella del mondo

Nel Sud della Toscana dove i panorami sono più belli e nascono il Brunello, il

ricerca tartufo bianco

ricerca tartufo bianco

Chianti e la Doc Orcia ci sono anche tartufi bianchi di eccezionale qualità e aromaticità, quelli delle Crete senesi. Il cuore del territorio è il castello di San Giovanni d’Asso con il museo del prezioso tubero e il borgo dove, ogni anno, avviene una mostra mercato del tartufo bianco delle Crete senesi.

Tartufo bianco tagliolini alla toscana Fattoria del Colle

Tartufo bianco tagliolini alla toscana Fattoria del Colle

La Fattoria del Colle dista 15 km e comprende 5 riserve tartufigene dove i turisti assisteranno alla ricerca delle “patate d’oro”. Ci sarà poi una piccola lezione di cucina e dei pranzi a base di tartufo. Una full immersion dedicata all’aromatico tubero dalle misteriose virtù afrodisiache che, volendo, può completarsi con la vinoterapia, il massaggio di coppia e il bagno nella jacuzzi panoramica sorseggiando un bicchiere di grandissimo vino rosso.
Gli appartamenti e le camere (con mobili d’antiquariato e confort moderno), sono nel piccolo borgo della Fattoria del Colle intorno alla villa cinquecentesca e alla cantina. A pochi chilometri Pienza, Montepulciano, Montalcino, San Quirico d’Orcia, Bagno Vignoni e tante altre bellissime piccole città d’arte.

Euro 204 a persona. E’ possibile prenotare solo un giorno del programma chiedendo la nuova quotazione al momento della prenotazione www.cinellicolombini.it

2015 vendemmia da sogno

Un trionfo, una vendemmia meravigliosa. In vita mia non ho mai visto niente di simile, tutti i grappoli perfetti, maturi, piccoli e sani dal primo all’ultimo

Vendemmia 2015 nel Brunello Donatella Cinelli Colombini

Vendemmia 2015 nel Brunello Donatella Cinelli Colombini

Nel Brunello superata anche la grandissima annata 2010 e le notizie che arrivano dal resto d’Italia sono buone.
Per scaramanzia ho scritto poco sulla vendemmia 2015. Ho incrociato le dita e ho aspettato che arrivasse in cantina tutta l’uva. E’ stata una vendemmia lampo: 7-9 settembre il merlot, 21 -30 settembre il sangiovese, foglia tonda e sagrantino. Uno squadrone di 18 giovani andava avanti e indietro nei filari con le forbici in mano. Cestini rossi che si riempivano e poi si vuotavano nei bins diretti alle cantine del Casato Prime Donne e della Fattoria del Colle. Velocissimi, talmente veloci che la cantiniera Barbara ha avuto difficoltà a tenere il passo con l’uva che arrivava nel tavolo di cernita. Una

Vendemmia 2015 Divini dati Assoenologi

Vendemmia 2015 Divini dati Assoenologi

vendemmia in musica, moltissimi coglitori avevano gli auricolari come se facessero jogging. E’ stato forse questo a accelerare i ritmi. E’ una circostanza su cui riflettere, anche se la musica isola e impedisce quel chiacchiericcio pieno di scherzi, prese in giro e cameratismo che caratterizzano da secoli la vendemmia.
1.600 quintali d’uva, neanche tantissima, nei miei 33 ettari di vigneto. Una media di 46  quintali per ettaro.

Siete pronti a trovare un pesce nel bicchiere?

Nei prossimi 5 anni regionalità e stagionalità passeranno dal piatto al bicchiere, protagonista ciò che è insolito e “healthonism” cioè salutare ma divertente

yoga-e-vino-rosso

yoga-e-vino-rosso

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Nel futuro prossimo assisteremo, nelle bevande, alla stessa evoluzione che è avvenuta nel cibo con la proposta di prodotti di nicchia estremamente locali che cambiano ad ogni stagione. Una riscossa del “fatto a mano” e del “fatto in casa” che diventa trendy perché è diverso e in piccole quantità. Alimentarsi diventa qualcosa di sofisticato <<food and drink as an experiential luxury and reflection of their personal identity>> cibo e bevande come esperienza di lusso e acquisizione di identità.
Come spesso avviene le notizie arrivano da Drinks Business che a sua volta le ha tratte dal rapporto 2015 “Future Food and drink” dello studio J Walter Thompson Intelligence e riguardano un campione di popolazione UK e USA.

Sex on the Beach Photography-by-Amanda-Koh

Sex on the Beach Photography-by-Amanda-Koh

E come sempre nelle tendenze c’è sia una dimensione artigianale che una dimensione industriale. Ecco che i colossi stanno creando bevande ibride come gli americani dei whisky Whistlepig che lancia una tipologia affinata in barili usati per il Sauternes e il Madeira. E ancora la birra Innis & Gunn con infuso di Bourbon.
Nel settore cocktail c’è un revival anni ‘Settanta – Grasshopper, Tequila Sunrise and Sex on the Beach – in alcuni casi gli ingredienti sono stati sostituiti con altri più naturali e freschi, in altre c’è un’aggiunta di elementi divertenti come sabbia o pesci commestibili (speriamo siano finti!).

La parola artigianale che fa lievitare i prezzi

Il successo delle birre artigianali e ora degli artisan wine ma non tutte le bionde sono come sembrano e la categoria dei vini artigianali in realtà non esiste

birre artigianali

birre artigianali

Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Alcune bionde industriali sembrano artigianali  poi ci sono colossi della birra che comprano le craft beer. Infine gli artisan wine e la moda del piccolo e diverso innescata dai clienti millennials. Che confusione!

Ma tutte le craft beer sono davvero fatte a mano in piccoli laboratori? Le prime avvisaglie di un pastrocchio ci sono. Ed ecco che persino il colosso irlandese Guinness sta valutando la produzione di lattine “per divertirsi un po” e nelle carte delle birre proposte da pizzerie o dai pub si nota una crescente confusione fra le

FABBRICA DELLA BIRRA APERTA IN DARSENA

FABBRICA DELLA BIRRA APERTA IN DARSENA

vere microproduzioni d’eccellenza e le linee particolari all’interno delle produzioni industriali.
Succede proprio come con i souvenir tarocchi di cui sono piene le bancarelle e i negozi delle zone turistiche: sono fatti in fabbrica o addirittura all’estero ma assomigliano agli oggetti di artigianato locale per cui vengono acquistati dal turista inconsapevole e desideroso di contenere le spese. Una concorrenza che fa chiudere le botteghe dei veri artigiani alle prese con i prezzi delle materie prime e della manodopera nostrana.
Nel caso della bionda non si tratta di finte birre artigianali ma piuttosto dell’industrializzazione di ex artigiani; c’è una vera corsa dei colossi all’acquisizione delle craft beer.

I più ricchi del vino

Con 34,6 miliardi di Euro, Bernard Arnault patron del colosso del lusso LVHM è sicuramente il produttore di vino più ricco del mondo 

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Bernard Arnault LVMH

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne 

Nella classifica Forbes dei paperoni il primo assoluto è Mr Microsoft Bill Gates con 79 miliardi di Dollari ma Arnault è al 13° posto. Il suo patrimonio è talmente enorme da essere persino difficile da scrivere 37.200.000.000 più del bilancio di un piccolo stato. Nel suo portafoglio ci sono griffe della moda, gioiellieri e cantine da sogno: Louis Vuitton, Hennessy e Moet che contraddistinguono la sigla LVHM ma anche Dom Perignon, Bulgari, Château Cheval Blanc, Yquem ….

Corinne Mentzelopoulos

Corinne Mentzelopoulos Chateau Margaux

Nella classifica Forbes il primo nome italiano è al 32° posto e viene dall’enogastronomia: Maria Franca Fissolo Ferrero regina della Nutella.
Ma lasciamo i bilionari di Forbes per soffermarci su quella dei super ricchi del vino francese seguendo l’elenco pubblicato da Drinks business. E’ evidente un intreccio strettissimo fra moda e vino quasi che questi due comprarti avessero vite parallele nel lusso.
Fa eccezione, al secondo posto Serge Dassault con 17,5 miliardi di Euro di patrimonio e Château Dassault a Saint Emilion nella regione di Bordeaux. La ricchezza viene dalle attività industriali. Nel suo passato c’è anche la politica nel partito Popolare e lo scandalo Belgian Augusta.

Le sommelier di New York numerose, brave e importanti

I sommelier sono molto più importanti di un tempo per i vini di alto livello che hanno nei ristoranti USA il principale palcoscenico del mondo e molte sono donne

laura-maniec

laura-maniec

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

L’articolo di Guild Sommelier, mi è stato suggerito da Gian Piero Staffa e ci presenta le donne sommelier di New York: Andrea Robinson, Gillian Ballance, Laura Maniec, Dana Farner, Inez Ribustello, Susan LaRossa, Kelli White, Juliette Pope, Beth von Benz, Alexis Brock, Kristie Petrullo,Karen King …..

Tutte sono entrate nel mondo del vino giovani e spesso da studi universitari d’altro tipo. Le loro carriere sono state più fitte di opportunità rispetto alle colleghe italiane  ma i loro ritmi di lavoro, in certi casi, sono davvero infernali.

Kristie Petrullo

Kristie Petrullo

Tutte confermano un’evoluzione dei consumi e dei consumatori di vino: da quelli attempati degli anni ‘Novanta che bevevano quasi solo Bordeaux, Borgogna e Napa Valley a quelli più giovani di oggi con una maggiore preparazione sul vino quasi fosse parte del bagaglio professionale per far carriera.

Le carte dei vini dei ristoranti crescono aprendosi a nuove zone:  Prosecco come vino d’ingresso e la nuova moda dei vini austriaci con Grüner Veltliner al bicchiere  (Wieninger).  Crescono anche i sommelier che oggi, a New York sono una comunità numerosa ed affiatata, praticamente ogni ristorante di buon livello ne ha uno che  cura l’acquisto dei vini. L’età media si è abbassata, un tempo i sommelier erano trentenni oggi sono ventenni e tutti on line; il web è la principale fonte di informazioni e il luogo in cui vengono scambiate le opinioni.

Le più belle “vendemmie aperte” al pubblico in Toscana

12 proposte per veder nascere i grandi vini toscani in un’annata che si prospetta fra le migliori del secolo nelle cantine del Movimento turismo del vino 

Bindella Vallocaia Montepulciano

Bindella Vallocaia Montepulciano

Esperienze capaci di insegnare e emozionare: pic nic, biciclette, musica, assaggi creativi, pigiatura del mosto con i piedi in stile contadino …. Ci sono persino attività per i più piccoli.. <<C’è almeno un’opportunità in ogni zona della Toscana e per ogni tipo di turista: dal super esperto che ha già provato quasi tutto, all’esordiente che arriva in cantina per la prima volta, fino alla famiglia dove i bambini vogliono scoprire la

Donatella Cinelli Colombini

Donatella Cinelli Colombini

campagna >> dice Violante Gardini Presidente del Movimento Turismo del vino della Toscana che coordina le più belle esperienze di vendemmia mai realizzate nella regione.
La lista dei programmi è nel sito www.mtvtoscana.com ed è davvero allettante. In ogni azienda i visitatori vedranno le operazioni di raccolta e produzione del vino, assaggeranno mosti e vini ma poi ogni cantina ha organizzato qualcosa in più:
AREZZO Camperchi – verrà organizzato per i visitatori e i loro bambini il rito contadino della pigiatura del mosto con i piedi nei tini di legno

Fra gli hashtag più virali non c’è #wine

I cancelletti hashtag sono indispensabili per farsi seguire in Twitter, Istagram, Facebook e Google+ . Le parole più forti sono tutte in inglese: c’è water ma non wine

Mark Zuckerberg,

Mark Zuckerberg,

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Hashtag è l’unione di due parole: hash cancello e tag etichetta. Servono a ottenere i “like” sulle foto di Istagram e i followers in Twitter o Facebook in pratica collegano il messaggio o l’immagine a un circuito dello stesso argomento. Usarli bene è dunque indispensabile per ottenere visibilità nei social media ma per riuscirci bisogna anche sapere quali sono le parole più virali, quelle che fanno da traino e accendono i riflettori. Solo a quelle

hashtag_marketing

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conviene applicare i famosi cancelletti #. Infatti il loro numero è limitato: il massimo è 30 per il commento alle foto Istagram mentre in Twitter, Facebook, e Google+ è meglio non superare i 3.
A me, che sono una signora di campagna vecchio stile, l’idea di commentare una foto copiando 30 parole e dopo una riga vuota, copiare altre 30 parole, ciascuna con il suo hashtag, sembra proprio brutto ma invece funziona. Per questo, in Internet c’è chi pubblica le liste delle parole virali, e le aggiorna continuamente. Basta scegliere quelle dell’argomento corrispondente alla propria foto, copiarle sotto l’immagine e il gioco è fatto. Il numero dei contatti salirà subito.