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Le donne che hanno cambiato la storia del vino

La morte della matriarca di Napa Valley Mary Weber Novak è l’occasione per riflettere sulle donne che hanno cambiato la storia del vino

Donne-che-hanno-cambiato-la-storia-del-vino-Barbe-Clicquot-Ponsardin

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Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne
Hanno un elemento in comune: sono vedove. Eccone tre straordinarie donne che hanno cambiato la storia del vino: Barbe Nicole Clicquot Ponsardin, Barbara Banke della Jackson Family Wines JFW, Mary Novak di Spottswoode

BARBE CLICQUOT PONSARDIN

La più nota è sicuramente Barbe Nicole Clicquot Ponsardin una leggenda senza eguali. Figlia del ricco barone Ponsardin divenuto sindaco di Rheims grazie all’appoggio di Napoleone, poco più

Mary-Novak

Mary-Novak

che ventenne sposa Francois Clicquot che gestiva con grandi ambizioni la cantina fondata dal padre nel 1772. Sei anni dopo le nozze il marito di Barbe si suicida e lei prende la guida delle imprese di famiglia. Spregiudicata e arrivista rischia più volte la bancarotta ma “colpo grosso” di Barbe Nicole arriva nel 1814 quando rompe l’embargo e contrabbanda in Russia 10.000 bottiglie di Champagne, trasformando gli Zar nei suoi più fedeli e assetati clienti. Trasgressiva nella vita amorosa come negli affari la veuve Clicquot cambia anche il sistema di produrre Champagne introducendo la tecnica del dégorgement con la conservazione delle bottiglie capovolte e la rimozione dei lieviti e del tappo provvisorio che rende limpido lo Champagne. E’ insomma lei che crea lo Champagne moderno.

Wine Searcher parla italiano

Vuoi comprare il Barolo Monfortino oppure l’Amarone di Bepi Quintarelli? Wine Searcher ti dice dove costa meno, i giudizi su ogni annata parlandoti in italiano

Wine-Searcher-app-in-italiano

Wine-Searcher-app-in-italiano

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Una rivoluzione sicuramente gradita ai wine lovers che quotidianamente, anche dall’Italia, lo consultano. << Wine-Searcher sa che la passione per il vino non ha frontiere>> hanno scritto i capi del colossale portale neozelandese fondato nel 1999, che da novembre 2016 parla anche francese, spagnolo e tedesco << significa che richiami, risultati e istruzioni sono adesso disponibili nella lingua d’impostazione del tuo cellulare. Gli attuali utenti di Wine-Searcher dovranno semplicemente scaricare l’aggiornamento per usufruire delle funzionalità tradotte>>.
Wine searcher diventa quindi più friendly e le 3 milioni di ricerche effettuate da utenti italiani saliranno presto. Fin ora infatti ho visto soprattutto stranieri che, in cantina, prima di comprare il mio Brunello, lo inquadrano con il telefonino, leggono i giudizi e i prezzi per poi, invariabilmente farselo spedire a casa. Infatti in USA, nel migliore dei casi il suo costo raddoppia ma c’è anche chi lo vende a 10 volte il prezzo al pubblico della mia cantina.

La Tache di Romanée Conti

La Tache di Romanée Conti

La cosa divertente, in Wine Searcher, è cercare le bottiglie da mito e scoprire che, forse, una volta nella vita, potremmo comprare un La Tache di Romanée Conti del 2011 in un’enoteca toscana che lo vende a un prezzo caro ma acquistabile senza bisogno di un mutuo.

La produttrice cinese più famosa nel mondo

Judy Leissner Chan ha creato il prototipo cinese della cantina di vini di alta qualità diventando una delle 5 donne più innovative del mondo per cibi e bevande

produttrice-cinese-Judy-Leissner-Chan

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Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Judy Leissner Chan, produttrice cinese, 38 anni ma ne dimostra venti, due figlie, capelli corti neri, pochissimo trucco, fisico scattante, espressione decisa ma aggraziata e estremamente femminile, è il prototipo di una nuova generazione di produttori di vino destinati a rompere gli schemi e affermarsi sullo scenario mondiale. Vive a Hong Kong e parla un inglese fluentissimo.
A solo 24 anni, con un’esperienza alla Goldman Sachs alle spalle, il padre la chiama alla guida di Grace Vineyard di cui è stato cofondatore nel 1996. Si tratta di una proprietà statale di 200 ettari a Sud di Pechino dove in inverno è talmente freddo che le viti vengono coperte di terra perché non gelino. Lei entra nel mondo del vino con coraggio e trasforma l’azienda fino a produrre due milioni di bottiglie vendendole soprattutto nel mercato cinese ma affrontando anche i mercati internazionali. In un Paese dominato dalle enormi

produttrice-cinese-Judy-Leissner-Chan-Antonio-Capaldo

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imprese statali Judy ha puntato su ridotte produzioni di alto livello e ora pensa anche agli spumanti e al whisky. Fortune la mette al 5° posto fra le donne più innovative del mondo per cibo e bevande, la precedono Ertharin Cousin direttore esecutivo dei programmi ONU per la nutrizione, Chelline Pingree rappresentante del Maine al Congresso USA, Barbara Banke CEO della Jackson Family Wines, Stephanie Soechting presidente e direttore esecutivo della Atlas Films, donne che hanno un impatto importante sul modo di vivere o di pensare di milioni di persone.

Zonazione si zonazione no: le sottozone servono?

E’ di questi giorni la decisione della Rioja di dividere il territorio in sottozone. Da qui una riflessione sull’utilità e le problematiche della zonazione

Zonazione-Barolo-Cannubi

Zonazione-Barolo-Cannubi

Di Donatella Cinelli Colombini

Vantaggi e problemi di dividere una denominazione in piccole porzioni con caratteri omogenei: le sottozone. I giornalisti ne parlano, gli appassionati più integralisti le chiedono come strumento per preservare la “purezza” dei loro vini del cuore, ma in realtà ci sono etichette di fama internazionale, come il Grange, il “first growth” australiano, per il quale, ogni anno, si scelgono uve di vigneti e zone diverse. C’è da chiedersi dunque se la zonazione offra reali vantaggi, oppure complichi il lavoro dei produttori italiani già costretti in un labirinto di norme e di burocrazia. A Montalcino, ad esempio, molte cantine ricevono uve da vigneti situati in zone diverse del comprensorio del Brunello ed è proprio questo blend di caratteri leggermente dissimili a dare poi lo stile che

Rioja-zonazione

Rioja-zonazione

contraddistingue sul mercato quella specifica marca. Nel 2012 Kerin O’Keefe editor e assaggiatrice del Wine Enthusiast lanciò la proposta di dividere il territorio del Brunello in 6 comprensori suscitando grandi polemiche.
A Montalcino si coltivano 2.100 ettari di vigneti costantemente rivendicati per una produzione di 9 milioni di bottiglie di Brunello. Un’area che appare piccola per essere ulteriormente frazionata, tuttavia c’è chi, con grandezza simile, ha percorso la strada della zonazione. Il Barolo ha una superficie di 1900 ettari di vigneti, per una produzione di circa 13 milioni di bottiglie all’anno. In questo territorio la zonazione è stata il riconoscimento delle dizioni storiche (ad esempio Cannubi) e di analisi sulla vocazionalità dei terroir iniziata alla fine dell’Ottocento e proseguita con il coordinamento della Regione Piemonte, arrivando a confini amministrativi-agronomici e compromessi, nel rispetto di situazioni preesistenti, che hanno scatenato conflitti feroci a suon di sentenze amministrative.

Violante e MTV Toscana a “tutto foco”

Vi aspettiamo al Casato Prime Donne domenica 11 dicembre per Cantine aperte a Natale e gli altri 2 appuntamenti con Violante e il Movimento turismo vino

Violante-MTV-Incomunicazione-del-Vino

Violante-MTV-Incomunicazione-del-Vino

Di Donatella Cinelli Colombini

Un convegno intitolato L’incomunicazione del vino” con Lorenzo Baglioni attore e comico fiorentino. E’ lui la dimostrazione vivente di un nuovo modo di comunicare dove contenuti, anche seri e persino difficili, diventano ironici, coinvolgenti e capaci di cambiare la sensibilità di un grande numero di persone. Con il video “Vengo anch’io no tu no” ha diffuso un messaggio cantato, provocatorio ma divertente, sulle barriere architettoniche che escludono, dai luoghi della vita quotidiana, chi non cammina. Quasi 200.000 visualizzazioni e una viralità che ha riguardato soprattutto i giovani. Altro che libri e articoli … questo arriva dritto al cuore!
Per questo il titolo “L’incomunicazione del vino” con un evidente errore ortografico che evidenzia la necessità di parlare di vino in modo moderno “a modo nostro” come scrive la Presidente del Movimento del Turismo del Vino della Toscana – 32 anni –Violante Gardini (la mia peperina figlia Cinellicolombini Jr). Il convegno avrà luogo alla Stazione Leopolda di Firenze durante Food&Wine in Progress 2016 organizzato dall’Associazione Sommelier AIS. Oltre al moderatore Giovanni Pellicci ci saranno anche, fra i relatori, Antonello Maietta, Presidente AIS,  Luisa Calvo Comunication Manager Frescobaldi e Silvia Fiorentini Responsabile della comunicazione del Consorzio Chianti Classico che durante le anteprime dei vini di Toscana ha proposto una festa in discoteca per celebrare le nuove annate. Andateci sarete ospiti graditi.

Capodanno in agriturismo con Brunello experience

Esperienze con il vino e soprattutto col Brunello che divertono e arricchiscono di conoscenze e insieme alla cucina storica rendono memorabile la vacanza

capodanno-Fattoria-del-Colle

capodanno-Fattoria-del-Colle

Alla Fattoria del Colle i soggiorni nel periodo di Capodanno sono dedicati alle coppie, ai gruppi di amici e alle famiglie anche allargate a cani e gatti. Ogni giorno ci sono almeno due attività per entrare nell’affascinate mondo dei grandi vini e della tradizione Toscana in armonia con la campagna intorno e la fattoria che riportano indietro nel tempo.
Soggiorni di tre giorni (2 notti) durante i quali i grandi vini sono protagonisti di esperienze gli appassionati: assaggi itineranti con musica e storia, assaggi verticali di Brunello, visite in cantina, cene degustazione e persino la produzione del proprio vino Supertuscan. I bambini potranno giocare a panforte e anche imparare a preparalo. Gli amanti del wellness scopriranno il piacere di bere un calice immersi nella jacuzzi oppure nella vasca di legno di ginepro per la vinoterapia, il vino può arrivare anche sulla pelle con i

Agriturismo-villa-Archi-capodanno

Agriturismo-villa-Archi-capodanno

massaggi.
Il soggiorno in agriturismo si riempie di emozioni e esperienze entusiasmanti con un programma di iniziative davvero senza eguali particolarmente ghiotto per i “Brunello lovers” cioè gli ammiratori del grande vino di Montalcino o chi aspira a diventarlo. Per loro sono in programma tre vere chicche e una sorpresa.

I cinesi vincono il Championnats du Monde de Dégustation

I nostri diciottesimi su 21 concorrenti. Il Championnats du Monde de Dégustation della « Revue du Vin de France>> si basa sull’assaggio bendato di 12 vini

Vincitori-cinesi-del-Championnats-du-Monde-de-Dégustation

Vincitori-cinesi-del-Championnats-du-Monde-de-Dégustation

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne
Il risultato chock ha fatto il giro del mondo perché nessuno si aspettava una simile performance da parte della squadra di assaggiatori cinesi. Invece la loro vittoria del Championnats du Monde de Dégustation è stata netta 108 punti, davanti alla “nazionale” di Francia che ne ha ottenuti 102 e al team USA con 100 punti. Per i nostri sommelier FISAR Andrea Podazza, Stefania Turato, Valerio Sisti, Alessandro Barbieri e il coach Pierre-Yves Challier un risultato davvero deludente di 48 punti superati dalle squadre di Paesi, in certi casi, molto piccoli e meno blasonati del nostro: Belgio, Principato di Andorra, Sudafrica,

team-italiano-al-Championnats-du-Monde-de-Dégustation

team-italiano-al-Championnats-du-Monde-de-Dégustation

Finlandia, Lussemburgo, Polonia, Spagna, Regno Unito, Russia, Svizzera, Svezia, Ungheria, Portogallo e Argentina. Peccato perché, anche se in parte imputabile alla sfortuna, la figuraccia resta.
L’assaggio bendato ha riguardato 12 vini rappresentativi di zone produttive e vitigni molto importanti e con qualche concessione alle aree emergenti: 4 vini francesi, e poi una proposta per Australia, Nuova Zelanda, Spagna, USA, Sud Africa, Germania, Libano e Italia rappresentata da un Sangiovese Fontalloro 2010 di Felsina.

Migliori vini del mondo degli ultimi 25 anni

La classifica delle classifiche: i vini che hanno ottenuto i punteggi più alti dalla critica più influente del mondo. Predominio francese, anzi bordolese

Migliori-vini-del-mondo-chateau-d-yquem-sauternes-1er-cru-classe-2011

Migliori-vini-del-mondo-chateau-d-yquem-sauternes-1er-cru-classe

Di Donatella Cinelli Colombini

Sam Behrend ha cercato i migliori vini del mondo, partendo da quelli con il massimo giudizio di 100 centesimi negli ultimi 25 anni da parte di Robert Parker’s Wine Advocate, Wine Spectator, James Suckling, Vinous e Jancis Robinson (quest’ultima formula i giudizi in ventesimi) ed ha tirato fuori 500 referenze.
La Francia fa la parte del leone con quasi la metà delle etichette, seguita dai vini USA che sono il 20% del totale e poi arrivano i vini italiani. Esaminando più attentamente l’elenco Sam Behrend ha notato che Bordeaux ha quasi 100 vini con il massimo punteggio tallonata dalla Valle del Rodano con quasi altrettanti mentre sorprendentemente solo una dozzina di bottiglie della Borgogna hanno toccato l’olimpo dei 100/100. Situazione singolare visto che sono proprio questi ultimi i vini più cari.

Migliori-vini-del-mondo-chateau-margaux

Migliori-vini-del-mondo-chateau-margaux

In nessun caso c’è un’assoluta unanimità di giudizio. Bisogna tornare indietro fino al 1961 per trovare un vino che abbia messo d’accordo tutta la critica ottenendo il punteggio più alto da tutti. Si trattava Paul Jaboulet Aîné Hermitage La Chapelle.
Dopo la sua certosina ricerca Sam Behrend ha trovato solo cinque vini con il massimo punteggio da parte di 3 critici, due hanno colpito al cuore 4 assaggiatori ma nessuno ha fatto l’en plein.
Ed ecco i campioni:
1) 2001 Château d’Yquem, Sauternes con un punteggio medio di 99/100. Yquem è il solo Sauternes “Premier Cru Supérieur” per essere stato scelto fra i migliori vini di Francia nella celebre classifica del 1855, classifica che comprende anche i due Château sottostanti.

Il cuore delle Donne del Vino va al centro

IL 24 novembre, a tre mesi dalla prima forte scossa di terremoto, le Donne del vino organizzano cene per aiutare gli agricoltori dei territori colpiti

Il-nostro-cuore-va-al-centro

Il-nostro-cuore-va-al-centro

di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

La terra trema ancora ma c’è chi deve restare nella zona di Amatrice sfidando il pericolo e il freddo dell’inverno; sono gli agricoltori con il bestiame. A questi piccoli eroi dell’agricoltura più antica e tipica della zona colpita dal terremoto, i pastori, andrà il ricavato delle cene che le Donne del vino organizzeranno a tre mesi esatti dalla prima grande scossa che ha distrutto le case di Amatrice e Norcia. Il “cuore delle Donne del vino va al centro” evidenzia il disegno scelto per unificare in uno solo atto generoso le tante cene di raccolta fondi che si svolgeranno in Valle d’Aosta, Piemonte, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Basilicata, Campania, Puglia e Sardegna.  La prima cena, in Lazio, è già avvenute il 25 ottobre.
Il ricavato della raccolta fondi contribuirà a sostenere 15 produttori riuniti nel Consorzio di tutela L’Amatriciano: il Pecorino dei monti della Laga” fondato nel 2014. Producono il pecorino usato per preparare la più antica ricetta di pasta

L’Amatriciano: il Pecorino dei Monti della Laga

L’Amatriciano: il Pecorino dei Monti della Laga

all’amatriciana,antecedente alla scoperta dell’America e quindi senza pomodoro, la “gricia” a base di pecorino, guanciale di maiale e pepe nero.  Da oltre duemila anni le greggi pascolano in una zona montuosa al confine fra Abruzzo, Marche e Lazio in comuni tristemente noti per la distruzione causata dal terremoto come Amatrice, Accumuli e Arquata. La pastorizia è un’attività peculiare del territorio dei monti della Laga  sull’Appennino, fino da epoca romana con la tradizionale pratica della transumanza lungo la via Salaria. Il pecorino ottenuto dal loro latte ha caratteristiche chimiche ed organolettiche molto particolari e legate all’utilizzo dei pascoli ad alta quota, le cui specie botaniche crescono su un substrato pedologico arenaceo marnoso tipico dei Monti della Laga.

Wine2wine 6-7 dicembre a Verona, non mancate!

Le Donne del Vino ancora protagoniste di Wine2wine il principale forum italiano dedicato al business del vino

Wine2wine

Wine2wine

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Due giorni dedicati al marketing e alla comunicazione del vino, decine di miniconvegni dove i relatori devono condensare le informazioni in pochissimi minuti. Questo è Wine2wine, il forum dove acquisire gli strumenti per rendere più competitiva la propria impresa in un’epoca in cui i luoghi di consumo del vino sono sempre più lontani dai luoghi di produzione e gli scambi internazionali sono raddoppiati in vent’anni.

Wine2wine-Ian-DAgata-

Wine2wine-Ian-DAgata-

Quali sono le nuove tendenza dei consumi e quali i mercati esteri in crescita? Come, le cantine, dovrebbero impostare la loro strategia di web marketing e advertising mentre la decisione di acquisto del vino dipende sempre più dai social media?
Queste le due domande principali a cui Wine2wine 2016 darà una risposta con approfondimenti dedicati alla comunicazione digitale, alla Germania e alla Svezia. Il gigante tedesco è il secondo Paese importatore di vino dall’Italia e verrà illustrato da Hermann Pilz direttore di Weinwirtschaft fra le maggiori riviste specializzate.

2 belle storie di Donne del vino

Il cuore delle Donne del vino: cene in favore dei pastori terremotati, asta di bottiglie rare raccoglie 9.300 € per i grandi ustionati poveri del mondo

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Asta-vini-rari-delle-Donne-de-Vino-Alessandra-Fedi-ha-battuto-l’asta

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Il 24 novembre (Abruzzo e Lazio in date diverse) le Donne del Vino organizzeranno cene in 11 regioni; le loro migliori bottiglie renderanno prelibati questi convivi dimostrando che la solidarietà ha sempre un ottimo sapore.
Il cuore delle Donne del vino batte al centro e sostiene i piccoli eroi del terremoto, quelli che rimangono coraggiosamente accanto alle loro greggi mentre la terra trema. Sono in 15 riuniti nel “Consorzio per la tutela e la valorizzazione de l’Amatriciano” il pecorino tipico dei monti della Laga sull’Appennino. Affrontano il freddo e la paura

Asta-vini-rari-delle-Donne-del-Vino

Asta-vini-rari-delle-Donne-del-Vino

nell’inverno dopo il terremoto per conservare una tradizione antica e preziosa al pari di un resto archeologico: i formaggi ottenuti, fino dall’epoca romana, dai pastori della transumanza sulla Via Salaria. Gran parte dei loro piccoli caseifici sono crollati e la lavorazione del latte si è concentrata nelle strutture consortili con grandissimi problemi anche commerciali perché nella zona terremotata il turismo non esiste più.

L’invito è quello di partecipare alle cene contribuendo a raccogliere fondi da mettere immediatamente a disposizione di questi piccoli eroi del terremoto.

Lieviti autoctoni e i profumi del vino

Lieviti autoctoni influenzano l’aroma dei vini più del terreno. La rivoluzionaria scoperta arriva dalla Nuova Zelanda ed è rilanciata da Attilio Scienza

lieviti-autoctoni-mosto

lieviti-autoctoni-mosto

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

E pensare che fino a vent’anni fa l’inoculo di lieviti industriali, selezionati chi sa dove, sembrava l’unico modo per effettuare fermentazioni perfette! Chiedere a un enologo di vinificare in modo spontaneo equivaleva a una minaccia e portava a risposte del tipo << ma lei vuole fare del buon vino o no?>> .
Poi, come in tanti altri casi, la natura ha dimostrato di saper fare meglio dell’uomo e i lieviti addomesticati ( si chiamano proprio così per la plasticità del loro genoma) hanno manifestato una spinta all’omologazione che è l’esatto opposto della direzione della civiltà attuale.

vendemmia-2016-scelta-acini-sangiovese-Casato-Prime-Donne

vendemmia-2016-scelta-acini-sangiovese-Casato-Prime-Donne

Trebicchieri periodico web del Gambero Rosso pubblica un articolo di Attilio Scienza che commenta le recenti scoperte di un gruppo di ricercatori neo zelandesi sui lieviti indigeni e la loro enorme influenza sui caratteri identitari dei vini. Le indagini effettuate su Sauvignon di sei zone diverse hanno addirittura rivelato che i lieviti influenzano i caratteri sensoriali dei vini più del terreno o del clima. In termini più tecnici i ricercatori hanno visto che l’aroma di questi vini dipendeva da 39 metaboliti che i lieviti producevano durante la fermentazione. 29 di questi metaboliti variavano da zona a zona.

Tini in cemento: moda o grande enologia?

Uova, tulipani, circolari … i tini in cemento piacciono a chi fa agricoltura biodinamica o biologica come me. I motivi per cui li ho scelti per il Brunello

Brunello-tinaia-Casato-Prime-Donne-programma-ponte-Ognissanti

Brunello-tinaia-Casato-Prime-Donne-programma-ponte-Ognissanti

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne
Per me sono stati un colpo di fulmine e dire che non mi innamoro facilmente! Ora ho 8 piccoli tini ovali Nomblot di cemento nudo con controllo di temperatura. Il vero gioiellino è il sistema di follatura creato per me da Appiano Romano officine meccaniche. In 15 minuti sommerge dolcemente le bucce dell’uva meglio che con il comando manuale. Romano è un genio della meccanica ed ha modificato per me anche il follatore dei tini in acciaio. Stesso sistema, quasi la stessa uva e quindi possibili confronti. Nel cemento le temperature sono più stabili e il vino non subisce il così detto “effetto pila” cioè non è soggetto alle correnti elettrostatiche dei tini in acciaio. Il risultato è un vino più armonico, carattere a me particolarmente caro, con note di fruttato più integre e una più diretta manifestazione delle caratteristiche del Sangiovese. Per il terzo anno di maturazione del Brunello, nelle

Tini-in-cemento-Casato-Prime-Donne-la-reazione-di-Violante

Tini-in-cemento-Casato-Prime-Donne-la-reazione-di-Violante

annate in cui un più lungo soggiorno in botte sarebbe troppo, i tini in cemento sono il perfetto preambolo all’affinamento in bottiglia perché la loro microporosità evita l’effetto riduzione dell’acciaio. Ci credo al punto da aver comprato anche tre uova Nomblot da sei ettolitri per le piccole selezioni dei vini TOP come il Brunello IOsonoDONATELLA.
La cosa più bella è il ritorno alle origini. I nostri antenati hanno usato tini aperti in cemento per millenni: fra le tantissime testimonianze archeologiche cito la vasca da vinificazione romana nei vigneti di Villa Matilde in Campania e il tino nella cantina medioevale di Abbadia Isola in Toscana.

Vino birra e presidenze: Taittinger e Trump 

Donald Trump e Pierre-Emmanuel Taittinger per due presidenze in USA e in Francia ma Trump ama la birra e l’altro è un produttore di Champagne

birra-boccale-di-Trump

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Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Peccato che il francese abbia cambiato i suoi piani solo cinque giorni dopo aver dichiarato la sua intenzione di correre per l’Eliseo nel 2017. I Taittinger sono una grande famiglia dello Champagne ma hanno anche dei precedenti in politica. Il padre di Pierre Emmanuel Taittinger è stato deputato maggiore di Reims e lui stesso è stato nel Consiglio generale della Marna dal 1985 al 1992. Brillantissimo uomo d’affari ha riacquistato la cantina di Champagne fondata da suo nonno che era stata venduta a un fondo pensioni americano. Ha cantine in California, in Savoia … presiede la cave de Champagne di famiglia dal 2007 e la mission Coteaux, Maisons et Caves de Champagne. E’ durante la celebrazione del primo anniversario dell’iscrizione nel patrimonio Unesco delle cantine dello Champagne che Taittinger ha annunciato di voler diventare Presidente della

Vino-birra-e-presidenze-Pierre-Emmanuel-Taittinger

Vino-birra-e-presidenze-Pierre-Emmanuel-Taittinger

Repubblica Francese. Poi è successo qualcosa e, cinque giorni dopo, ha ritrattato, peccato ! Sarebbe stato un bel colpo per noi produttori di vino anche perchè, sul fronte opposto, quello della birra, il candidato alla presidenza c’è davvero : Donald Trump. Uno dei programmi del miliardario candidato alla Presidenza è << Makes Beer Great Again>> faremo di nuovo grande la birra. Ed ecco un boccale con l’aspetto di Trump, contiene 22 once di birra, costa 39,95 Dollari ed ha anche una versione più piccola. Ironia della sorte il boccale è fatto in Cina.
Si è dunque innescata una guerra presidenziale della birra con alcune birrerie che producono addirittura bionde anti-Trump e una che ha usato il popolare gioco di John Oliver <<Make Donald Drumpf Again>>. Nonostante questo Donald Trump possiede un’azienda vinicola in Virginia gestita dal figlio Eric.

Divorzio Pitt Jolie: che fine farà il loro rosato da Oscar?

A chi andrà lo splendido Chateau Miraval in Provenza, dove Brad Pitt e Angelina Jolie si erano sposati nel 2014 e dove nasce il loro rosato super premiato?

Pitt Jolie rosato da Oscar

Pitt Jolie rosato da Oscar

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

La domanda potrebbe essere più cattiva <<il rosé di Chateau Miraval avrà lo stesso successo commerciale e soprattutto gli stessi riconoscimenti da parte della critica specializzata senza il duo Pitt-Jolie?>>
Due personaggi belli, ricchi e famosi, una grande storia d’amore, 6 figli fra naturali e adottivi con uno stile multietnico che ricorda più gli hippie che la famiglia patriarcale ….. insomma è gente che sbalordisce. Per noi produttori di vino, a tutti gli altri motivi di invidia se ne aggiunge un altro squisitamente

Angelina-Jolie-Chateau-Miraval-2014

Angelina-Jolie-Chateau-Miraval-2014

enologico. Nel 2008 Angelina Jolie e Brad Pitt avevano acquistato per 55 milioni di Dollari, una splendida tenuta in Provenza. Quasi un villaggio aristocratico di edifici nel tipico stile locale che sono stati sapientemente restaurati: 35 stanze, centro benessere con Jacuzzi, piscina coperta, palestra e una sala da incisione che è stata usata dai Pink Floyd e da Sting. Tutto intorno piscine, fontane, laghetti e più lontano oliveti, vigneti e boschi per un totale di 400 ettari. In questo luogo da sogno la coppia più invidiata del cinema mondiale si è sposata nel 2014 coronando quella che sembrava una “favola bella”, lei in abito bianco coperto di piccoli disegni dei figli.

                                                                       
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