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CICLO INFINITO 2025 INSTALLAZIONE ARTISTICA  DI GIULIA LAPENTA 

L’OPERA CHE ACCOMPAGNA LA DEDICA DELLA PRIMA DONNA 2025 DARYA MAJIDI È FIRMATA DA UNA STUDENTESSA DEL LICEO ARTISTICO DI SIENA DI 17 ANNI GIULIA LAPENTA

Ciclo infinito endless circle 2025 CasatoPrime Donne Montalcino Giulia Lapenta disegna i profili

Ciclo infinito endless circle 2025 Casato Prime Donne Montalcino Giulia Lapenta disegna i profili

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda 

Ciclo infinito -Endless cycle è un’installazione artistica alta circa 3,5 metri con un basamento in travertino di forma cilindrica tagliata a sega con parte superiore a spacco. Da questa base escono sei silhouette raffiguranti teste umane in ferro tondo pieno con diametro di 14 mm verniciate a mano con effetto metallico argento, oro e rame. I ferri salgono a formare i volti e poi scendono a infilarsi in terra. L’opera è stata realizzata dalla Ditta COIMA sotto la direzione dell’Architetto Elisa Boldi.

CICLO INFINITO ENDLESS CIRCLE DI GIULIA LAPENTA

La giovane artista Giulia Lapenta ha sviluppato il tema 2025 del Premio Casato Prime Donne che riguarda l’Intelligenza artificiale mandando un messaggio di allarme e l’auspicio di un ciclo che parte e arriva nella terra del nostro pianeta.

L’istallazione artistica è pensata in 5 elementi: la terra, il basamento, i ferri che collegano il basamento alle teste, le teste e le code. La terra è il punto di partenza, dalla terra esce il basamento che, con la sua forma cilindrica, simboleggia l’evoluzione dell’uomo e l’invenzione della ruota. Le teste rappresentano l’AI e il tentativo di ricreare l’intelligenza dell’uomo ma i fili metallici con cui sono fatte scendono poi a terra a indicare che l’intelligenza artificiale è all’interno di un ciclo perenne.  <<L’AI può ridurre la creatività umana e creare nuovi inquinamenti ma tornando alla terra è la terra che vince>> spiega la giovane arista esprimendo le sue preoccupazioni <<temo che l’AI tenterà di prendere il posto degli artisti>> Ma quando l’intelligenza artificiale arriva alla terra il ciclo ricomincia. C’è quindi la speranza di un finale che armonizzi uomini, natura e intelligenza artificiale.

Offerta: Due annate, un’unica passione: Rosso di Montalcino

 

Volete ricevere direttamente a casa vostra questa offerta fatta di 2 annate di Rosso di Montalcino a € 264,00 ?

Questa proposta si concentra sul Rosso di Montalcino, vino che è apprezzato per la sua fragranza e freschezza! 10 bottiglie di Rosso di Montalcino di due annate e due formati differenti. Il Rosso di Montalcino 2023 da 0,750lt  e il Rosso di Montalcino 2022 in Magnum da 1,5 lt (ultime bottiglie disponibili).

 

🎁 insieme alle bottiglie troverete: un cavatappi con logo della cantina Donatella Cinelli Colombini

 

Nuova offerta del mese - Rosso di Montalcino, Casato Prime Donne

Nuova offerta del mese – Rosso di Montalcino, Casato Prime Donne

Cosa c’è di speciale in questa offerta?

Questa è una opportunità speciale per ricevere 2 Rosso di Montalcino di annate differenti prodotte con il Sangiovese dai vigneti biologici del Casato Prime Donne di Donatella Cinelli Colombini. Le due dimensioni vi permetteranno di scegliere in quali occasioni aprirle. Un vino ideale per gli ultimi giorni d’estate e per l’autunno, per gli aperitivi, i pranzi, le cene ed i party. Per eventi con pochi amici intimi, oppure per una vera festa! Cosa straordinaria: le bottiglie con etichetta bianca vi permetteranno di personalizzare un regalo per amici o parenti con una dedica speciale!

 

🍇 L’Offerta del Mese – Per i Soci del Club di Donatella

 

4 bottiglie di Rosso di Montalcino 2023 da 0,75 lt

4 bottiglie Rosso di Montalcino 2023 etichetta bianca personalizzabile da 0,75lt

2 Magnum Rosso di Montalcino 2022 da 1,5lt

4 bustine regalo + 4 carte veline + 4 chiudi pacco

1 cavatappi personalizzato

500€ PER CENARE IN UNO DEI 50 TOP RISTORANTI MONDIALI

PIÙ CHE CENE SONO ESPERIENZE DI CREATIVITA’ NEI SAPORI. IL COSTO DI UNA CENA VARIA DA 260 A 1.200 € MA NON E’ SOLO IL PREZZO AD ESSERE LONTANO DALLA GENTE NORMALE

Asador Etxebarri the world's best 50 restaurant

Asador Etxebarri the world’s best 50 restaurant

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

Lorenzo Ruggeri del GamberoRosso ci porta a Torino nella cerimonia di premiazione di “The World’s 50 Best Restaurants” un evento che avviene in Italia per la prima volta. Lorenzo racconta piccoli siparietti come l’ << after party memorabile con Bottura superstar>> e le immagini rubate dei grandi divi dei fornelli. <<La community della 50 Best esiste eccome: persone del settore da tutto il mondo che si salutano come se fossero compagni di banco dalle elementari>>. E questo non è strano perché, come avviene nel mondo del vino, gli chef si frequentano si legano e si controllano gli uni con gli altri. Ricordo di essere stata seduta accanto a Bottura durante una premiazione e lui era nervosissimo perché ospitava nel suo ristorante la brigata di un superstellato e doveva tornare all’Osteria Francescana prima possibile.

THE WORLD’S 50 BEST RESTAURANT  LA PREMIAZIONE PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA

Vincere il titolo ha una ricaduta positiva su tutta la ristorazione della nazione del campione mondiale. Per questo il Governo danese ha sostenuto con forza il Noma di Copenaghen vittorioso 5 volte e capace di gettare luce positiva su tutta la cucina nordica.

ISABELLE PERRAUD DEL #METODO DEL VINO

CON LA VIGNAIOLA FRANCESCE ISABELLE PERRAUD E IL MOTTO RIVOLUZIONARIO “LIBERTÉ, ÉGALITÉ, FRATERNITÉ” DIVENTA “LIBERTÉ, ÉGALITÉ SORORITÉ” CIOÈ SORELLANZA

Violenza di genere nel vino Isabelle Perraud e Paye Ton Pinard

Violenza di genere nel vino Isabelle Perraud e Paye Ton Pinard

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

Non è un cambiamento da poco sostituire fraternità con sorellanza. Mentre la libertà e l’uguaglianza valgono per tutti la fraternità è un concetto maschile così come sentire l’altra donna come sorella è un sentiment femminile.
Questo è il manifesto della vignaiola francese che ha fondato dell’Associazione “Paye Ton Pinard” per dare voce alle donne che subiscono molestie in cantina mentre tutti si girano dall’altra parte.
Isabelle Perraud racconta a “Storie di vino e di donne” come nasce Paye Ton Pinard nella forma di un <<Instagram nel settembre 2020 … aperto, responsabile, accogliente, consapevole, sulle questioni del sessismo e della violenza sessuale …. E rompere l’isolamento su queste questioni. L’associazione è stata fondata nel mese di agosto 2023, per essere un vero collettivo dove ogni donna può impegnarsi in prima persona se lo desidera>>.

ITALIA CHE IMPRESA!

ALESSANDRO SCAGLIONE CI RACCONTA 30 IMPRENSITORI DI SUCCESSO CHE SONO CAPACI DI ISPIRARE E DARE CORAGGIO IN UN MOMENTO DI GRANDE INCERTEZZA COME L’ATTUALE

Danilo Ragona la sua storia raccontata in Italia che impresa di Alessandro Scaglione

Danilo Ragona la sua storia raccontata in Italia che impresa di Alessandro Scaglione

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, fattoria del Colle, Casato Prime Donne

Tutto si riassume nella frase di Mark Twain <<creati un lavoro che ti piace e non dovrai lavorare un solo giorno in vita tua>> perché la storia degli imprenditori di successo è quella di giovani ottimisti che accettano il rischio con una voglia sconfinata di farcela. Storie felici anche se piene di peripezie.  Vicende che si nutrono dell’energia interiore dei protagonisti per creare sviluppo nella comunità in cui si sviluppano e, a volte, in intere regioni.
I personaggi di queste storie sono tutti famosi ma alcuni sono davvero straordinarie. Qui scrivo di tre di loro invitandovi a comprare il libro e leggere le altre biografie (“Italia che impresa” di Alessandro Scaglione,  Editore Guerini Next pp.150 €18)

BENEDETTA BRUZZICHES

Benedetta Bruzziches <<fin da piccola è considerata la pazza del paese di cinquemila anime che gira ricoperta di fiori con un innaffiatoio al posto della borsa>>. Ma lei, in realtà ha una creatività che ha solo bisogno di trovare gli strumenti giusti per concretizzarsi.

PER CAPIRE IL VINO BISOGNA ASSAGGIARLO CON CALMA

BASTA GUARDARE, ANNUSARE E POI METTERE IN BOCCA UN SOLO SORSO DA SPUTARE PER GIUDICARE UN VINO? QUANTO E’ IMPORTANTE BERE IL VINO CHE SI ASSAGGIA?

Per capire interamente un vino bisogna berlo oppure basta metterlo in bocca e sputarlo

Per capire interamente un vino bisogna berlo oppure basta metterlo in bocca e sputarlo

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne, Fattoria del Colle 

In effetti anche le mie enologhe assaggiano senza inghiottire quando devono controllare decine e decine di botti in un solo giorno. Tuttavia anche loro, quando arrivano vicini al vino definitivo, rallentano le degustazioni e bevono. Questo perché, per essere sicuri della propria valutazione bisogna dedicare più di un sorso e più di pochi minuti, allo stesso vino, e soprattutto deglutirlo.
Occorre ricordare che gli enologi cercano i difetti mentre i sommelier, i critici e i consumatori cercano nel calice soprattutto i pregi. E nella ricerca del piacere la fretta è sempre controproducente.
Altro elemento da considerare è il carattere gastronomico di certi vini che nascono per accompagnate il cibo per cui assaggiarle da soli può sfalsare il giudizio. Le bottiglie italiane sono quasi tutte così e infatti i clienti le consumano durante i pasti. Questo le penalizza nelle degustazioni in serie soprattutto se si tratta di assaggi bendati. Sono stata giurata in un concorso enologico internazionale in Canada e ricordo benissimo come la mia commissione desse punteggi più bassi ai vini con personalità distintiva, cioè penalizzasse quei fuori classe che escono dal coro e piacciono ai wine lovers proprio per quello. Ottenevano punteggi alti i vini classici e potenti.
Per questo è giusto chiedersi se l’assaggio seriale è ancora capace di individuare le eccellenze e a questo argomento è dedicato un articolo di WineNews con le interviste al critico Jacky Rigaux, al produttore Roberto Conterno autore del leggendario Barolo Monfortino Riserva e agli agronomi Lydia e Claude Bourguignon.

I CAMBIAMENTI CLIMATICI FANNO PAURA ALLE VIGNE ITALIANE

GLI EFFETTI DEL NUOVO CLIMA SUI VIGNETI SONO DISOMOGENEI MA DANNEGGIANO SOPRATTUTTO L’EUROPA DOVE I GIORNI SOPRA I 35°C E LE TEMPERATURE MASSIME SONO AUMENTATI

Ribera-del-Duero- terra di-vini-rossi-e-di-pollini-che-scatenano-la-febbre-da-fieno

Ribera-del-Duero- ZONA MOLTO CALDA E MOLTO ARIDA A CAUSA DEL NUOVO CLIMA

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

Dall’Università della British Columbia, in collaborazione con l’Inrae e l’Institut Agro, arriva una ricerca pubblicata su “Plos” che indica dove il nuovo clima fa più danni nei vigneti. Ci sono zone molto colpite come California, Francia meridionale, Spagna settentrionale e Italia; Barossa in Australia; Stellenbosch in Sudafrica; e Mendoza in Argentina.
Altri territori invece accrescono il loro potenziale come il sud della Gran Bretagna, Stato di Washington, Oregon e Tasmania.
In linea di massima il 70% del “vigneto storico” potrebbe essere abbandonato prima della fine del secolo perché, nonostante i cambiamenti nelle varietà e nelle tecniche di coltivazione, i costi di produzione per ottenere uve di alta qualità potrebbero essere troppo alti.

IN FRANCIA L’AUMENTO DELLE TEMPERATURE MASSIME E’ DI 3°C MENTRE IN ITALIA DI 2

Le zone costiere e pianeggianti di Francia, Spagna, Italia, Grecia e California meridionale sono le più colpite dal caldo e dalla siccità. In queste aree il 90% dei vigneti potrebbe scomparire. Si tratta dei distretti viticoli dove le temperature salgono oltre i 35°C per molti giorni.

I PANNELLI SOLARI NEI VIGNETI

IL PROFESSOR STEFANO PONI DELL’UNIVERSITÀ CATTOLICA DI PIACENZA SPERIMENTA PANNELLI SOLARI SOPRA I VIGNATI. ALTRI IMPIANTI DAI MURATORI E DA CAVIRO

agrivoltaico sui vigneti Caviro

agrivoltaico sui vigneti Caviro

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

Il progetto mira a verificare la qualità delle uve nate sotto i pannelli solari installati nelle vigne. Protagonista il Professor Stefano Poni dell’Università Cattolica di Piacenza che l’ha raccontato a Giulio Somma e Flavia Rendina del Corriere Vinicolo.
Le prospettive sembrano ottime: nessun danno alla qualità e quantità delle uve, ottimo risparmio in bolletta e minimo danno paesaggistico. Insieme alle sperimentazioni del Professor Poni ci sono le testimonianze di due aziende che stanno già usando l’agrivoltaico sul vigneto : Muratori è la prima e Caviro la più grande.

VANTAGGI E PROBLEMI DEI PANNELLI SOLARI NELLE CAMPAGNE

Il fotovoltaico ha luci e ombra: il blackout stagnolo da un lato e dall’altro i continui appelli del settore produttivo per il caro bollette che strozza imprese e famiglie. Poi c’è il problema dell’impatto ambientale di colline coperte da pannelli solari che hanno scatenato le ire di comuni e regioni preoccupate per l’integrità del paesaggio in relazione al probabile impatto sul turismo.

ANTINORI UN GIGANTE CHE SEMBRA PICCOLO

ANTINORI UN FUTURO ANTICO: SEMBRA UNA BOUTIQUE E INVECE È UN COLOSSO INTERNAZIONALE PERCEZIONE ESTERNA E REALTÀ PRODUTTIVA DELLA REGINA DEL VINO ITALIANO

Corrado-Clini-Piero-Antinori

Corrado-Clini-Piero-Antinori inaugurazione della cantina Antinori nel Chianti Classico

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne, Fattoria del Colle

Mi ricordo che Ezio Rivella mi raccontò <<mi dissero “Banfi è troppo grande per fare buoni vini” e io risposi “secondo lei qual è la dimensione giusta per una cantina importante che vuole produrre grandi vini?” e mi dissero Antinori. Mi misi a ridere magari Banfi fosse grande come Antinori!>>.

I MARCHESI ANTINORI SEMBRANO UNA FAMIGLIA DI VIGNAIOLI TOSCANI INVECE SONO UN COLOSSO INTERNAZIONALE

Questo racconto spiega bene la percezione di Antinori da parte del grande pubblico: un’impresa familiare, che produce vino eccezionali e rari. Non sembra il colosso internazionale che è in realtà. Corroborano questa immagine lo stile disinvolto, molto alla mano, di Piero Antinori e delle sue tre figlie. Vestiti semplici, auto normali, comportamenti gentili …. L’opposto esatto di chi si dà delle arie..
Anche esplorando il sito è difficile farsi un’idea: sono visibili le 7 tenute della Toscana quelle in Umbria e in Franciacorta ma manca Jermann e Prunotto manca Malta, le tenute in Cile e California…. 

RAPPORTO COOP 2024

IL RAPPORTO COOP È UN’ANALISI SOCIOLOGICA ED ECONOMICA CHE AIUTA A CAPIRE LA DINAMICA DEI CONSUMI E SOPRATTUTTO APRE LA MENTE E GLI OCCHI SUL MONDO

Rapporto-Coop-2024

Rapporto-Coop-2024

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination,  Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

Il panorama mondiale è sconfortante e non potevamo aspettarci un Rapporto Coop zuccheroso. Il bravissimo Albino Russo non aggiunge paure ma conferma la criticità dei dati geopolitici mostrandoci come modificano i comportamenti quotidiani di ciascuno di noi.
Il saggio descrive la sfiducia nelle istituzioni e soprattutto nella democrazia che delude con il suo troppo parlare e poco decidere. Questo è soprattutto vero riguardo alle scelte ambientali mentre cresce la consapevolezza di essere in ritardo. Siamo in quel 10% fortunato della popolazione mondiale che, tuttavia, produce il 50% del gas serra. Abbiamo dunque delle responsabilità e dei doveri.
Lo scorso anno ci sono state elezioni in 76 Paesi dove vive la metà della popolazione mondiale. Emerge un nuovo protagonismo femminile. “Politico Europe” ha messo Giorgia Meloni al primo posto nella classifica “Ranking the most influential people in Europe: class of 2025

92 CENTESIMI AL ROSSO DI MONTALCINO 2022

OTTIMO GIUDIZIO DI 92/100 da WINE ENTHUSIAST SUL ROSSO DI MONTALCINO 2022 DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI CHE IN BOCCA RICHIAMA FRUTTI DI BOSCO CROCCANTI E FRESCHI

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination

Il Rosso di Montalcino 2022 nasce in un anno caldissimo e senza piogge per sette mesi.
Le enologhe del Casato Prime Donne videro arrivare in cantina un’uva con acini piccoli come piselli che si trasformarono in vini pieni di sostanze nobili e soprattutto tannini.

UN VINO NATO CON GENTILEZZA

Per ottenere vini setosi da un mosto così ricco era necessario vinificare con estrema delicatezza, poi allungare la macerazione a contatto con le bucce e quindi anticipare a novembre l’immissione in botte.
Il risultato è un piccolo capolavoro di armonia: un vino potente ma elegante e fresco grazie al perfetto contenuto acido dell’uva.

I 10 VINI PIÙ DESIDERATI DEL 2025

QUALI SONO I VINI CHE I WINE LOVERS SOGNANO?  MAGARI NON SE LI POSSONO PERMETTERE OPPURE STANNO PER COMPRARLI IN ENTRAMBI I CASI LI CERCANO SU WINE SEARCHER

Château Mouton Rothschild secondo vino più desiderato del mondo

Château Mouton Rothschild secondo vino più desiderato del mondo

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

Wine Seracher è il repertorio più grande del mondo di vini e rivendite, offre notizie a chi è solo affascinato dalle bottiglie da mito e a chi sta per consegnare la carta di credito per un acquisto con molti zeri ma vuole sapere se, in altre parti del mondo, il prezzo è più conveniente. Ecco perché Don Kavanagh, usando l’enorme data base di Wine Searcher è in grado di darci l’elenco delle bottiglie di vino più desiderate dell’anno.

I VINI PIU’ DESTIDERATI SONO DA ANNI SEMPRE GLI STESSI E QUESTO DOVREBBE FAR RIFLETTERE SULLA RENDITA DI POSIZIONE DI CUI GODONO

Visti i grandi cambiamenti politici, economici e di stile di vita, degli ultimi 20 anni, ci sarebbe da aspettarsi una rivoluzione nell’Olimpo del vino. Invece no! << Se esistesse un premio per la coerenza, andrebbe sicuramente alla nostra lista dei vini più ricercati al mondo>> commenta Don Kavanagh
All’inizio, nel 1999 vincevano i vini più popolari come il Cloudy Bay Sauvignon Blanc. Poi gli appassionati hanno cominciato a capire le enormi potenzialità di Wine Searcher e le ricerche si sono concentrate sui First Growth di Bordeaux con qualche intruso proveniente da Champagne, Borgogna e Toscana. Alla fine l’esito della classifica sembra quasi scontato <<chiunque abbia anche solo un minimo di interesse per il vino sarebbe in grado di nominare alcuni potenziali candidati >>.

LA SCUOLA ITALIANA ACCENDE FUOCHI O LI SPENGE?

POCA MOTIVAZIONE E OBIETTIVI INARRIVABILI PORTANO I GIOVANI DEGLI ISTITUTI ALBERGHIERI A DECIDERE POI DI FARE TUTT’ALTRA CARRIERA. C’E’ UN RIMEDIO?

Istituti alberghieri progetto D-Vino delle Donne del Vino

Istituti alberghieri progetto D-Vino delle Donne del Vino

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne, Fattoria del Colle 

Insegno una materia che generalmente viene compressa in pochissime ore: il “turismo del vino e l’organizzazione della cantina turistica”. Tuttavia, nel corso degli anni, ho avuto modo di incontrare studenti delle scuole superiori, università e master post laurea. Anche dal mio piccolissimo osservatorio il peggioramento della qualità degli studenti è evidente e appare enorme. Hanno una scarsissima capacità di concentrarsi, si distraggono dopo pochissimi minuti, soprattutto non rispondono alle domande mostrando capacità di ragionamento. Con gli stagisti vediamo la stessa evoluzione. Persino quelli bravi, che prendono ottimi voti, mancano di grinta e soprattutto sono passivi e non riescono a trovare soluzioni senza qualcuno che dica loro come fare.
Un mio amico montalcinese insegnante di scuola media mi ha detto qualche giorno fa << vorrei farti fare una testimonianza in una terza, sono ragazzi con un grande potenziale ma non lo usano, come chi guida una Ferrari come se fosse una Cinquecento>>. Il paragone è esatto siamo di fronte a una generazione di “sdraiati” che anno dopo anno diventano sempre più spenti fino a perdere il loro talento.

PERCHE’ FAMIGLIE E SCUOLE NON SPINGONO A COLTIVARE IL TALENTO?

C’è da chiedersi perché: sono i genitori troppo protettivi che non abituano i figli a confrontarsi con i propri sbagli? E’ la scuola che appiattisce verso il basso, non chiede di apprendere e promuove tutti? E’ il telefonino usato come il surrogato della propria mente? E’ il cannabis spacciato per innocuo?

PERCHE’ BISOGNA INSEGNARE IL VINO NELLE SCUOLE

DOPO 4 ANNI DI SPERIMENTAZIONI LE DONNE DEL VINO TRASFORMANO IN DIGITALE IL PROGETTO D-VINO SULL’INSEGNAMENTO DEL VINO NEGLI ISTITUTI ALBERGHIERI E PER IL TURISMO

D-Vino_presentazione progetto Piemonte

D-Vino_presentazione progetto Piemonte

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne, Fattoria del Colle 

E’ utile insegnare il vino nelle scuole che preparano i futuri managers dei ristoranti, dei grandi alberghi, delle agenzie di viaggio e degli uffici turistici?
Il successo travolgente della sperimentazione dei corsi D-vino, durato 4 anni e condotto in 50 scuole di tutte le regioni d’Italia, sembra dire di si.

Adesso le Donne del Vino lo trasformano in mini-lezioni digitali con l’intento di diffonderlo in tutte le scuole alberghiere e turistiche d’Italia 

                                                                       
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