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Il Brunello che si racconta per immagini

I video di Francesco Faralli e Tommaso Dironato raccontano i vini di Donatella Cinelli Colombini attraverso il cellulare di chi li sta bevendo. Basta un clic

 

Brunello di Montalcino Riserva 2015 - Donatella Cinelli Colombini

Brunello di Montalcino Riserva 2015 – Donatella Cinelli Colombini

Donatella Cinelli Colombini inaugura un nuovo modo di raccontare la bottiglia di vino che usa mezzi elettronici e digitale pur manifestando un assoluto rispetto delle tradizioni e della natura.

Immaginate di essere a tavola al ristorante aspettando l’arrivo di una meravigliosa bistecca fiorentina. Avete davanti a un Brunello di Donatella Cinelli Colombini, prendete in mano la bottiglia puntate il telefonino sul QR Code e sullo schermo appare un video che vi porta nelle vigne e nella cantina del Casato Prime Donne, vi mostra come il vino matura in botte e come portarlo in tavola.

 

LA BOTTIGLIA SULLA TAVOLA SI RACCONTA CON LE IMMAGINI

Brunello di Montalcino Prime Donne 2016 - Donatella Cinelli Colombini

Brunello di Montalcino Prime Donne 2016 – Donatella Cinelli Colombini

Le Quattro stagioni di Vivaldi accompagnano le immagini filmante da Francesco Faralli con una rigorosa attenzione al vero. Non è un video pubblicitario e non ci sono attori al posto delle cantiniere e dei vignaioli. Il taglio è documentaristico e capace di raccontare per immagini con ritmo veloce, in meno di un minuto. Una scelta innovativa quella di usare un video digitale per aumentare la suggestione delle proprie bottiglie rinunciando ai testi scritti, usati fin ora. Ma una scelta coraggiosa soprattutto quella di puntare sull’autenticità dei luoghi e delle persone rinunciando a ogni suggestione artefatta. Decisione che ha portato Donatella Cinelli Colombini a scegliere un filmaker come Francesco Faralli che vive nello stesso territorio (a Castiglion d’Orcia) anche se ha studiato per 5 anni all’Accademia Internazionale per le Arti e le Scienze dell’Immagini de L’Aquila, e poi ha lavorato in Italia e all’estero nella produzione di corti, video clip, spot ma anche documentari di contenuto sociale e culturale. Un mix di territorialità, tecnica e arte che Donatella voleva per raccontare la sua realtà nelle sue bottiglie.

 

Cenerentola Orcia Doc 2017 DONATELLA CINELLI COLOMBINI

2017: la vendemmia più mediterranea mai avvenuta in Toscana che ha prodotto vini molto sensuali, caldi, potenti e capaci di dare il meglio di sé in gioventù, ecco il Cenerentola Doc Orcia.

 

LA VENDEMMIA 2017 DEL CENERENTOLA DOC ORCIA

Cenerentola-DOC-Orcia-Sangiovese-e-Foglia-Tonda

Nasce nell’annata più pazza dall’inizio del secolo: alla fine di aprile c’è stata una gelata primaverile che ha colpito l’intera Europa. Le nostre colline sono rimaste miracolosamente quasi indenni mentre, persino in Spagna o in Sicilia, le giovani gemme delle viti venivano bruciate.
Ma un altro pericolo era in agguato: dopo un inverno povero di piogge è arrivata un’estate africana che, all’inizio di agosto ha fatto salire i termometri a 40°C. Siepi di bosso, querce centenarie secche, torrenti senz’acqua e branchi di cinghiali assetati che mangiavano l’uva ancora acerba per dissetarsi.
Chi, come noi, pratica l’agricoltura biologica, ha avuto meno problemi di stress idrico nei vigneti perché le viti, sollecitate a reagire spontaneamente al clima, si sono mantenute in equilibrio naturalmente abbandonando una parte dei grappoli che sono rimasti verdi e sono stati tolti.

Alla fine la vendemmia d’uva 2017 è stata la più piccola mai raccolta.
Mentre il Sangiovese, uva principale della Toscana, ha sofferto la sete ed il caldo, il Foglia Tonda, vitigno locale ancora molto raro, ha avuto una delle sue migliori performance qualitative.

 

CENERENTOLA DALLA FIABA AL VINO

Il motivo di questo buffo nome è nella somiglianza fra la fiaba di Cenerentola e la Doc Orcia, denominazione nata nel 2000 nelle alte colline che si trovano in mezzo ai territori del Brunello di Montalcino e del Vino Nobile di Montepulciano. Una circostanza apparentemente sfavorevole, con due sorellastre più grandi e famose che sono invitate ai banchetti reali, mentre la giovane Doc Orcia viene ignorata. Ma è anche una circostanza che sprona alla combattività e alla creatività.
Ecco che la Doc Orcia, con tanto coraggio e un pizzico di magia, sfida le sorelle.

Val d’Orcia il Tocco di Cenerentola vale un Sesterzo

Una novella da notte d’estate in Valdorcia di Lucia Bigozzi suscitata da tre vini Doc Orcia: Cenerentola, Tocco e Sesterzo. Le suggestioni di una terra magica

 

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Lucia-Bigozzi-Il-Tocco-di-Cenerentola-vale-un-Sesterzo- Da-Calici-di-Stelle-a-un-sogno-in-Valdorcia

Di Lucia Bigozzi
Cenerentola non aspetta più il principe azzurro. Sa che può cavarsela benissimo da sola e, in fondo, i principi azzurri non esistono. Noblesse oblige, ma qui la nobiltà non c’entra.
Indossa un bell’abito, elegante nella sua essenzialità, una forma rotonda, avvolgente, sensuale quel tanto che basta ad esaltare una femminilità marcata ma mai ostentata. Cammina, leggiadra, sui colli della Val d’Orcia, attraversa le distese di grano color oro, il vento s’impiglia nei lunghi capelli. Sorride, è fiera della potenza che sa esprimere e porta nel mondo il “vino più bello del mondo”.
Bello anziché buono? C’è una ragione che rimanda al legame con la terra di Val d’Orcia, paesaggio unico della Toscana meridionale, dal 2004 patrimonio Unesco, patrimonio dell’umanità.

Lucia-Bigozzi-Il-Tocco-di-Cenerentola-vale-un-Sesterzo

Lucia-Bigozzi-Il-Tocco-di-Cenerentola-vale-un-Sesterzo

Nel bello sta il buono, ma è la bellezza di un luogo unico a rendere unico ciò che la terra produce e l’uomo cura, in una simbiosi perfetta.
Il Tocco è come una carezza, un soffio leggero, morbido, che circonda e inebria col suo profumo. Rosso profondissimo, come le mani che ne trasformano l’essenza; come il sole che picchia duro nei tramonti d’agosto e prepara il raccolto che verrà; come la fatica del lavoro, lungo le pendici del monte Amiata dove il clima e la terra fanno l’amore e generano Il Tocco.
Il Tocco di Cenerentola vale un Sesterzo. Ha un colore granato intenso, segnato dal tempo che passa e dalla storia che sedimenta momenti, ricordi, incontri, persone. L’armonia è il tratto distintivo del Sesterzo, il fascino che sprigiona al naso e in bocca.
Nelle notti d’estate, Cenerentola posa il suo Tocco sul Sesterzo ed esalta la magia di una serata a Castiglion d’Orcia. E’ qui, nei colli della valle dove si affacciano dodici borghi antichi che la Doc Orcia vive nell’impegno di quaranta aziende “micro” che compongono il Consorzio in un terroir molto variegato che conferisce al vino una personalità diversa da vigna a vigna e, talvolta, dentro la stessa vigna.

Experience Vendemmia in Toscana con super esperti

Ultimi due weekend di settembre e  primi due di ottobre alla Fattoria del Colle una vendemmia experience di Brunello, Chianti e Orcia

 

vendemmia-experience-Fattoria-del-Colle-Toscana

vendemmia experience – Fattoria del Colle – Toscana

Dal venerdì sera alla domenica per vedere nascere i grandi vini rossi toscani toccando con mano le viti, i grappoli e le fasi della vinificazione ma soprattutto assaggiando mosti, vini, riserve … fino a capire l’evoluzione del nettare di Bacco con l’aiuto di grandissimi esperti, molto noti e  di assoluta competenza  che racconteranno la storia del vino toscano e le specificità produttive del Sangiovese.  Sono Leonardo Romanelli Leonardo Taddei  e  Franco Pallini.
Una esperienza imperdibile per i wine lover, da vivere serenamente nei grandi spazi della campagna e nell’ambiente salubre di vigneti BIO.

 

VENDEMMIA FULL EXPERIENCE CON BRUNELLO CHIANTI E ORCIA

18-20, 25-27 settembre, 2-4, 9-11 ottobre con un programma che comprende visite, degustazioni,  esperienze dirette e una lezione frontale con un super esperto.

Il contenitore di questi weekend pieni di esperienze ed emozioni è la Fattoria del Colle a 2 ore e mezzo da Roma e Bologna, un’ora da Firenze e Perugia.

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vendemmia experience – Fattoria del Colle – Toscana

18 km dall’uscita A1 Valdichiana-Bettolle.
La Fattoria del Colle è un piccolo borgo rurale della fine del Cinquecento. Ci sono la villa, la cappella e le case dei contadini che sono ora alloggi per turisti arredati con mobili di piccolo antiquariato e comfort moderno.

 

PROGRAMMA DELLA VENDEMMIA EXPERIENCE

Il programma dei weekend vendemmia full experience 2020 comprende la partecipazione alle fasi della raccolta dell’uva e della vinificazione con assaggio del mosto. La visita guidata alle vigne con assaggio dell’uva. La visita della cantina di Montalcino (Casato Prime Donne) e del Chianti-Doc Orcia con degustazione verticale di Brunello e di Orcia, un seminario sul Sangiovese e il vino in Toscana tenuto da un prestigioso wine critic e infine l’esperienza “enologo per un giorno” in cui produrre il proprio Supertuscan.

Per informazioni e prenotazioni cliccare nel sito cinellicolombini.it oppure telefonare al numero 0577 662108.

 

Brindisi con vista nell’Orcia vino più bello del mondo

10 cantine della Doc Orcia offrono assaggi e paesaggi, esperienze uniche, rigeneranti, di vini che diventano cartoline liquide del proprio territorio

Orcia-Doc- Brindisi-con-vista-Rocca d'Orcia vigne

Orcia-Doc- Brindisi-con-vista-Rocca d’Orcia vigne

Nell’anno in cui l’enoturismo riscopre le esperienze all’aria aperta, come il trekking e le visite guidate nei vigneti, i panorami assumono una nuova importanza. L’Orcia, che vanta il paesaggio agricolo più celebre e celebrato, un autentico miracolo di armonia e bellezza, lo propone come scenario dei propri assaggi.

BRINDISI CON VISTA NEL VINO PIU’ BELLO DEL MONDO

Nei mesi di agosto e settembre 10 cantine della Doc Orcia offriranno un brindisi con panorama a tutti coloro che

Orcia-Doc- Brindisi-con-vista-vigna-Pienza

Orcia-Doc- Brindisi-con-vista-vigna-Pienza

prenoteranno (la prenotazione è obbligatoria) una visita con degustazione. <<E’ il nostro modo per offrire benessere dopo il lockdown>> ha spiegato la Presidente del Consorzio del Vino Orcia, Donatella Cinelli Colombini, facendo diretto riferimento alla “terapia del paesaggio”. Bellezza dei panorami come tocca sana della mente insieme allo stimolo positivo che viene dalla scoperta di una giovane denominazione come l’Orcia nata nel 2000 nel Sud della Toscana, fra i territori del Brunello e del Vino Nobile, che si sta facendo notare come una delle Doc emergenti in Italia

Maccheroni ai pomodorini freschi e Grappa di Brunello

Violante e il suo fidanzato Enrico di nuovo alla “prova del fuoco” trasformano i maccheroni al pomodoro aggiungendo Grappa di Brunello

Complice la quarantena covid Violante Gardini la vulcanica Cinellicolombini Jr e Enrico Pelagatti hanno fatto le loro prime vere esperienze gastronomiche cimentandosi in qualche preparazione creativa che unisce gli ingredienti “di fattoria” come l’olio evo della Fattoria del Colle e la Grappa di Brunello nata al Casato Prime Donne, con un tocco esotico come l’uso del wok che Violante ha imparato ad apprezzare durante i suoi viaggi in Cina

INGREDIENTI PER I MACCHERONI AL POMODORO E GRAPPA DI BRUNELLO

Maccheroni-con-pomodorini e grappa di Brunello

Maccheroni-con-pomodorini e grappa di Brunello

Dosi per 2 persone
• 180 gr di maccheroni integrali;
• 500 gr di pomodorini ciliegini;
• un quarto di cipolla bianca;
• 50 grammi di parmigiano reggiano
• Grappa di Brunello;
• Olio extravergine di oliva
• Sale

Weekend d’estate tra i vigneti toscani

Due notti e due cene alla Fattoria del Colle nella Toscana più autentica dove gli spazi sono grandi e ogni dettaglio è curato per dare sicurezza ed emozione

 

Fattoria-del-Colle-soggiorni-brevi-in-agriturismo

Fattoria-del-Colle-soggiorni-brevi-in-agriturismo

Nella campagna più bella per trascorrere un weekend in una vera fattoria con quattrocento anni di storia tra vigneti, oliveti e panorami mozzafiato. La Fattoria del Colle propone soggiorni in camere con bagno e appartamenti o con spazi esterni riservati e attrezzati per pranzare. Un’accurata sanificazione interna ed esterna garantirà la sicurezza dei visitatori. Tuttavia, per evitare possibili contaminazioni, ancora non vengono effettuate le pulizie giornaliere ma solo la consegna della biancheria di ricambio.

 

RIGENERARSI ALL’APERTO, VISITE CON ASSAGGIO E CENE A TEMA

3 parchi attrezzati in cui godere il sole, il panorama e la quiete della campagna, una piscina, 3 percorsi di trekking segnalati da cartelli dedicati alla scoperta della natura, un percorso di trekking incentrato sulla vite.

 

RICETTA DI PASQUA DI MONTALCINO

Zuppa pasqualina di Montalcino: piatto unico che riassume la storia antica della terra del Brunello con le ricche fattorie e la semplicità delle zuppe contadine

zuppa pasqualina

zuppa di Pasqua

Di Donatella Cinelli Colombini

Nella tradizione il pranzo di Pasqua di Montalcino comprendeva il brodo di cappone con i tagliolini in osservanza delll’ antico detto “la minestra dei contadini scarpe unte e tagliulini”.
Tuttavia nell’Ottocento, quando l’attività di produzione di cuoio pregiato andò in crisi e il taglio dei boschi prese importanza, i boscaioli maremmani portarono sulle colline di Montalcino delle ricette più povere da cui forse deriva la zuppa di pane che descrivo di seguito.
Simile è la presenza dell’uovo fra gli ingredienti mentre l’insieme è decisamente più ricco della minestra di pane boscaiola e collegabile alle dispense delle antiche fattorie. Ancora oggi la zuppa di Pasqua, a base di spinaci, è il piatto forte del pranzo della festa che mia madre Francesca fa preparare quale rito augurale per la famiglia. Come potete ben immaginare è un piatto unico perché riunisce brodo, verdure e carne.

INGREDIENTI DELLA ZUPPA  DI PASQUA DI MONTALCINO

Per 4/5 persone
Mezza gallina, una costola di sedano, un ciuffo di prezzemolo, una carota rossa, un quarto di coscio di agnello, 300 g. spinaci freschi, un fegatino di pollo, uova immature che si trovano all’interno delle galline oppure rossi d’uovo, pane toscano, 50 g. di parmigiano reggiano, sale

Le due nuove giovani enologhe di Donatella

Lo staff femminile delle cantine di Donatella Cinelli Colombini aumenta di numero con l’arrivo delle due giovani enologhe Sabrina e Giada

Le cantine del Casato Prime Donne di Montalcino e della Fattoria del Colle a Sud del Chianti, le prime in Italia con un organico interamente femminile, si arricchiscono di due nuove unità: Sabrina Buzzolan e Giada Sani.

LE DUE GIOVANI ENOLOGHE DEL CASATO PRIME DONNE E DELLA FATTORIA DEL COLLE

cantina Donatella Cinelli Colombini le enologhe Barbara Giada e Sabrina

cantina Donatella Cinelli Colombini le enologhe Barbara Giada e Sabrina

Due giovani enologhe che si divideranno la responsabilità della produzione di Brunello, Chianti Superiore e Doc Orcia sotto la supervisione di Barbara Magnani che da vent’anni è il braccio destro di Donatella Cinelli Colombini. Il piano a medio termine, è il rinnovamento generazionale anche se, per il momento, Donatella e Barbara intendono mantenere le giovani leve sotto le ali per irrobustire le loro capacità e stimolare la voglia di innovare senza perdere d’occhio il rispetto delle tradizioni e della natura. <<Un’alchimia che richiede coraggio, amore per la terra e passione per il lavoro di cantina>> spiega Donatella Cinelli Colombini presentando le sue due pupille. Piccole e minute entrambe sono diverse sia nell’aspetto che nel carattere. Giada, toscana di Asciano, a 10 km dalla Fattoria del Colle, è bruna, ha capelli lunghi e adora l’ordine. Sabrina Buzzolan arriva da Malo Vicenza ed ha i capelli biondi ricci e la carnagione rosata delle donne di Tiziano.

SABRINA BUZZOLAN ENOLOGA GIRAMONDO

Barbara Giada e Sabrina enologhe di Donatella Cinelli Colombini

enologhe di Donatella Cinelli Colombini Barbara Giada e Sabrina

Anche nel percorso professionale hanno seguito strade diverse. Sabrina ha studiato a San Michele all’Adige e poi all’Università di Udine dove si è laureata in viticultura e enologia. Ha iniziato a viaggiare per il vino giovanissima facendo un’esperienza nel laboratorio di analisi di Antonio T. Palacios Garcìa e poi l’Erasmus all’Universidad de La Rioja. Sono seguite vendemmie da Kooyong Winery in Australia, poi più volte in Francia nelgli Château Guadet, Chateau Puygueraud e nel famosissimo Chateau Pavie Macquin, ha fatto esperienze a Journey’s End in Sud Africa e da Carrick Wines in Nuova Zelanda.
Un percorso formativo di grande profilo e di ampi orizzonti intercalato con il lavoro in Italia che inizia nella cantina Maculan di Breganze fino ad arrivare da Donatella Cinelli Colombini.
Grazie alla sua buona conoscenza delle lingue estere Sabrina ha affiancato l’attività di enologo nella cantina montalcinese del Casato Prime Donne con il marketing assumendo un profilo molto vicino a quello indicato da Riccardo Cotarella come enologo del futuro <<che oltre produrre vino sa anche venderlo>>. Per questo ha anche frequentato il corso Wset ed ha iniziato ad affiancare nelle fiere, Violante Gardini export manager dell’azienda.

Donatella e Trequanda un amore forte

20 anni di delusioni e successi alla Fattoria del Colle. Donatella racconta il cambiamento del territorio di Trequanda e le sue speranze per il futuro

 

vasi di terracotta Petroio

Petroio Trequanda vasi di terracotta

In vent’anni la fatica è stata tanta e anche le delusioni, come quando cercai di convincere i produttori di terracotta, attività di cui Petroio, frazione di Trequanda, ha una tradizione che affonda fino al Rinascimento, di scegliere un marchio collettivo e puntare sul turismo come primo mercato. Ricordo che la presidente del consorzio della terracotta mi disse <<ma se devo stare aperta al pubblico la domenica come faccio a trovare marito?>>. E non fu l’unica reazione negativa. I produttori affissero anche un manifesto contro il sindaco che mi appoggiava e alla fine rinunciammo anche al contributo della Camera di Commercio. Perdemmo una cifra che potrebbe corrispondere a 100.000 Euro di oggi e che vent’anni fa avrebbe permesso di realizzare un’azione importante e probabilmente capace di salvare le fabbriche di terrecotte dal tracollo che hanno avuto negli anni seguenti.

 

TREQUANDA E LA DOC ORCIA PER UN FUTURO DA VIGNAIOLI

 

Vendemmia-Fattoria-del-Colle-17-settembre-2018-Fattoria-del-Colle

Vendemmia Fattoria del Colle settembre 2018

In altri campi invece la reazione positiva c’è stata anche grazie alla nascita della Doc Orcia, la denominazione che riguarda i vigneti sulle colline comprese fra i territori del vino Nobile e del Brunello. Oggi anche a Trequanda c’è la capacità e la volontà di coltivare le viti in modo impeccabile cercando ogni mezzo per accrescere la qualità dell’uva. Un enorme cambiamento rispetto ai primi anni in cui gli operai della Fattoria del Colle lasciavano la vendemmia per andare a cercare i funghi oppure per partecipare al “fierone di Sinalunga”. Nel Novecento la vendemmia arrivava sempre alla metà di ottobre e il fierone era il mio incubo <<ma come si fa a mettere a rischio l’uva migliore per andare al fierone?>>. Per una come me, cresciuta fra le botti di Brunelloera una cosa inconcepibile. Per fortuna adesso la trovano inconcepibile anche loro.
Attualmente esportiamo in 39 Paesi del mondo e, anche se il Brunello della cantina del Casato Prime Donne, ha fatto da traino ai vini della Fattoria del Colle ora questi ultimi hanno cominciato a brillare di luce propria e quest’anno hanno messo a segno un risultato spettacolare: 4 etichette oltre i 93 centesimi su Wine Spectator e Wine Advocate-Robert Parker.

Pan lavato la zuppa di pane che esalta l’olio “novo”

Pan lavato, le fette, cavolo con le fette, nomi diversi per la minestra di pane più semplice della Toscana, quella che meglio esalta l’olio EVO appena fatto

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Di Donatella Cinelli Colombini

Il nome cambia da paese a paese ma la ricetta cambia poco, si tratta di una deliziosa zuppa di pane a base di cavolo tradizionale della Toscana meridionale e dell’inverno. A Montalcio la chiamiamo pan lavato, a Trequanda, dove si trova la Fattoria del Colle, la chiamano le fette oppure cavolo con le fette.
Più di ogni altra pietanza permette di apprezzare l’olio extravergine appena spremuto, specialmente quello di olive Moraiolo dal gusto pieno e dal profumo fragrante.
Come tutte le ricette molto semplici la qualità del risultato dipende dagli ingredienti che devono essere straordinari, il cavolo ovviamente ma soprattutto l’olio EVO, l’aceto e soprattutto il pane rigorosamente “sciocco” cioè senza sale e fatto a mano con lievito madre.
Il vino più adatto per accompagnare questa zuppa è un Chianti Superiore o una Doc Orcia dello stesso territorio dell’olio che, nel nostro caso, è di Trequanda dove ha sede la Fattoria del Colle.

pan-lavato-Fattoria-del-Colle-Toscana

pan-lavato-Fattoria-del-Colle-Toscana

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

1,5KG di cavolfiore, 4 etti di pane casalingo toscano, aglio, olio extravergine, aceto di vino, sale e pepe

2019 il mio anno con molte vette e qualche abisso

2019 anno della miglior vendemmia del secolo. Anno del Foglia Tonda e della Doc Orcia Cenerentola, di troppi viaggi e troppi colloqui di assunzione

Donne-del-vino-Vinitaly-2019-con-Cristiana-Cirielli-Donatella-CinelliColombini-Carlos-Santos

Donne-del-vino-Vinitaly-2019-con-Cristiana-Cirielli-Donatella-CinelliColombini-Carlos-Santos

di Donatella Cinelli Colombini

Il 2019 era iniziato con molte incertezze per due motivi: il Brunello 2014 figlio di un’annata piovosa e fortemente attaccato dalla critica ancor prima di uscire dalle cantine. Un’annata turistica che si prospettava in salita per i pochi matrimoni in calendario e il cambiamento di chef al ristorante.

BRUNELLO 2014  VINO SPENSIERATO

Nella realtà il Brunello 2014 si è rivelato un “peso piuma” superstar, interpretando l’annata in modo “spensierato” come ha scritto Monica Larner, cioè offrendo piacere e una freschezza di frutto superiore alla media. Caratteri vicini al sentimento dei consumatori attuali con il risultato che le vendite in Italia sono aumentate mentre all’estero, dove il peso della stampa specializzata è più forte, c’è stato solo un leggero calo.
Il 2019 è stato l’anno dei vini della Fattoria del Colle: quattro sopra i 93/100 in Wine Advocate-Robert Parker e Wine Spectator: passito, Vin Santo, Cenerentola Doc Orcia e IGT Supertuscan Il Drago e le 8 colombe. Che spettacolo! E’ un sogno che si avvera!

IL VITIGNO FOGLIA TONDA DIVENTA  DI MODA

Fattoria-del-Colle-visita-del-Vescovo-Stefano-Manetti

Fattoria-del-Colle-visita-del-Vescovo-Stefano-Manetti

E l’altro sogno impossibile diventato realtà riguarda il Foglia tonda, vitigno toscano abbandonato da oltre un secolo e portato all’eccellenza qualitativa attraverso un lavoro ventennale, per essere usato nel vino Cenerentola. Ora è di gran moda anche grazie al primo meeting con la degustazione, dei vini a base di Foglia tonda, guidata da Gianni Fabrizio alla fattoria del Colle. Da concorrenti ad alleati ….. come sempre l’unione fa la forza!

SUPER VENDEMMIA 2019

L’annata 2019 ha mandato in cantina un’uva di qualità senza precedenti. La nostra consulente Valerie Lavigne ha detto <<Il est la première fois que je vois un raisin Sangiovese qui semble cabernet>> è la prima volta che vedo un Sangiovese che sembra Cabernet! Mosti e vini coloriti, ricchi, fini, eleganti … segnano un nuovo record qualitativo per il Brunello. Decisamente le 5 stelle non bastano più.

6 vini oltre i 90/100 su Wine Advocate-Robert Parker

Donatella Cinelli Colombini festeggia i rating ottenuti da Brunello, Doc Orcia, Igt Toscana, Passito e Vin Santo da parte di Robert Parker – Wine Advocate

Wine-Advocate-Robert-Parker-6 vini-di-Donatella-Cinelli Colombini

Wine-Advocate-Robert-Parker-6 vini-di-Donatella-Cinelli Colombini

I giudizi positivi fanno sempre piacere ma quando arrivano da Robert Parker fanno ancora più piacere perché le valutazioni in centesimi della rivista creata nel 1978 dall’avvocato di Baltimora, sono accettati come autorevoli in tutto il mondo e influenzano i monopoli canadesi così come i grandi buyer.
Per questo avere da Wine Advcate Robert Parker un giudizio sopra i 90/100 su sei vini in una stessa annata è una cosa entusiasmante e importantissima. Donatella Cinelli Colombini fa salti di gioia!
Fra i vini con punteggi stellari ci sono i due Brunello di Montalcino usciti quest’anno (annata 2014 e riserva 2013), il Vin Santo e il Passito che si accaparrano i voti più alti con grande gioia del marito di Donatella, Carlo Gardini, vero artefice di questi vini insieme alla cantiniera Barbara Magnani. Ma ci sono anche le due etichette principali della Fattoria del Colle: la Doc Orcia Cenerentola e l’IGT Toscana Il Drago e le 8 colombe.

Monica-Larner-e-Donatella-CinelliColombini-degustazione-WineAdvocate-RobertParker-2019-a-Zurigo

Monica-Larner-e-Donatella-CinelliColombini-degustazione-WineAdvocate-RobertParker-2019-a-Zurigo

Un risultato che premia il grande lavoro fatto nei vigneti, coltivati in modo biologico e molto manuale, ma anche la scelta di puntare su fusti in rovere di media e grande dimensione realizzati in piccoli laboratori artigiani. Vengono scelti ogni anno in 5 tonnellerie in base alle caratteristiche della vendemmia con un criterio tailor made – cucito su misura, quasi ottocentesco.

MONICA LARNER SCRIVE UN ARTICOLO SULLA DOC ORCIA PER WINE ADVOCATE ROBERT PARKER

L’occasione di far recensire i vini della Fattoria del Colle è arrivata quando Monica Larner, la bravissima Italian reviewer per Wine Advocate -Robert Parket ha ceduto all’insistenza di Donatella ed ha dedicato un articolo alla DOC Orcia. Un articolo che comincia con questa frase <<It may be Italy’s most beautiful wine territory>> forse il territorio del vino più bello d’Italia.
Quando Monica Larner chiese la documentazione per l’articolo la figlia di Donatella, Violante, si buttò <<mamma mandiamo anche gli altri vini della Fattoria del Colle, chiedi a Monica il favore di assaggiarli>> e, con grande buona volontà, Monica nonostante sia sommersa di lavoro, li ha assaggiati e recensiti tutti.

DOC Orcia: Donatella Cinelli Colombini ancora Presidente

I vicepresidenti sono Giulitta Zamperini dell’azienda Poggio Grande e Roberto Terzuoli di SassodiSole e nel consiglio Orcia entrano le nuove leve delle aziende storiche

 

Orcia-DOC-nuovo-consiglio-consorzio-Donatella-Cinelli-Colombini-Presidente

Orcia-DOC-nuovo-consiglio-consorzio-Donatella-Cinelli-Colombini-Presidente

Donatella Cinelli Colombini riconfermata alla presidenza della DOC Orcia, una denominazione nata nel 2000 nel Sud della Toscana, in 12 comuni fra i territori del Brunello di Montalcino e del Vino Nobile di Montepulciano. In una zona collinare di grande pregio per i vini rossi e di grande bellezza paesaggistica al punto da aver ispirato il claim “Orcia, il vino più bello del mondo”.

ORCIA IL VINO PIU’ BELLO DEL MONDO

Giovane e performante la DOC Orcia, negli ultimi anni, ha fatto un balzo in avanti sotto i profili qualitativo e di apprezzamento commerciale al punto da essere considerata fra le denominazioni emergenti italiane.
Il Consiglio di Amministrazione rinnovato dall’ingresso di Angelo Capitoni, Elena Salviucci, Giovanna Santi e Carlo Pilenga che affiancano Antonio Rovito, Giuseppe Olivi, Roberto Rappuoli e Gabriella Giannetti e i due vicepresidenti Giulitta Zamperini e Roberto Terzuoli già presenti nel board precedente, ha eletto di nuovo Donatella Cinelli Colombini alla Presidenza per il prossimo triennio.

Donatella-Cinelli-Colombini-Presidente-Doc-Orcia

Donatella-Cinelli-Colombini-Presidente-Doc-Orcia

PROGRAMMI DEL CONSORZIO DOC ORCIA

Il Consiglio intende continuare l’intenso lavoro di eventi, degustazioni e visite svolto nel passato puntando a consolidare la propria visibilità e commercializzazione nell’area di produzione. Un territorio che registra ogni anno un milione e mezzo di presenze turistiche e circa un milione di escursionisti soprattutto stranieri, per cui ha il mercato di esportazione “sotto casa”.
Due progetti immediati: il primo è un piano di marketing innovativo all’interno di un progetto di filiera che collega le cantine con la rete commerciale locale. Prevede di offrire a enoteche e ristoranti cantinette climatizzate in vetro e acciaio da usare per conservare le bottiglie Orcia e mostrare le aziende e le bellezze del territorio attraverso un display posizionato sul davanti. Per le cantine che vendono in grande distribuzione saranno prodotti espositori in grado di rendere più visibile la denominazione.
Altro progetto, ancora alle prime battute, riguarda direttamente i turisti con la realizzazione di master class studiate appositamente per loro. Un modo nuovo di mescolare cultura del vino e intrattenimento puntando sul nuovo ruolo assunto dall’enogastronomia nell’esperienza di viaggio e come attrattore turistico.

                                                                       
Cinelli Colombini
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