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Women in food Forum delle donne del cibo 2021

WIF Women in Food spettacolare incontro delle donne che, in tutto il mondo, stanno cambiando il modo di mangiare, le mode dell’alimentazione e il loro significato

 

WIF-Women-in-food--Forum-delle-donne-del-cibo

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Di Donatella Cinelli Colombini

A capo di questo forum che celebra la cucina come luogo di affermazione, felicità e potere per le donne, c’è Angela Frenda e il team di Cook-Corriere della Sera. Una leonessa dolce ma fortissima.

L’ALBERATA RESORT DEI MORETTI IN FRANCIACORTA

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La cornice è l’ Alberata, splendido resort della famiglia Moretti in Franciacorta. E’ un castello neogotico circondato da un bosco di alberi centenari e offre tutto quello che il viaggiatore più esigente può desiderare in termini di tradizione (gli arredi di design e di antiquariato sono spettacolosi), cultura e comfort. Dire che il cliente è coccolato è poco, soprattutto a tavola. E non mi riferisco solo alle eccellenti bollicine di Bellavista ma anche alla spettacolare cena nella vigna con i piatti stellati dello chef Fabio Abbattista e persino nella pizzeria che ha sbalordito tutti con la pizza dolce arricchita dalle albicocche di Sorrento.

 

WIF WOMEN IN FOOD FORUM DELLE DONNE DEL CIBO

Ma torniamo al motivo del mio viaggio in Franciacorta, cioè al primo forum delle Donne del Cibo che partiva da un quesito <<Il cibo è una questione femminista?>>. La risposta è nella dimostrazione che la cucina si è trasformata per le donne. Era un luogo di segregazione ed è diventata un luogo di libertà in cui realizzare i propri sogni di affermazione sociale, professionale e umana.
WIF ha riunito, in presenza e on line, dei personaggi straordinari, visionari e, in certi casi, veri monumenti della cultura gastronomica. Per esempio Claudia Roden la decana e la più inspirata che ha spiegato la differenza fra la cucina degli uomini e delle donne: la prima legata alla ristorazione e la seconda alla famiglia e alla tradizione. E ancora Simonetta Agnello Hornby con la sua lotta allo spreco <<il cibo impiattato autorizza a lasciare avanzi invece ognuno deve mettere nel proprio piatto quello che vuol mangiare e lasciarlo vuoto>>.

 

LE 20 DONNE DEL CIBO 2021

Io facevo parte delle 20 Donne del Cibo 2021 intervistate da Angela Frenda e Nunzia De Girolamo ex Ministro dell’Agricoltura e ora conduttrice televisiva. Eravamo divise in 4 gruppi: impresa, empowerment, creatività, visione. C’erano personaggi incredibili come Jessica Rosval canadese 35 anni cresciuta professionalmente all’Osteria Francescana e ora a capo della Casa Maria Luigia (ancora di Massimo Bottura) dove si è sviluppata anche una scuola di cucina per immigrati. E ancora Rana Edwards farmacologa statunitense nata da genitori egiziani che in soli quattro anni ha creato, con il marito, una rete di 40 punti vendita di poke, l’insalatona hawaiana adorata da quanti amano il cibo sano. C’era Chloe Facchinetti chef uomo e ora donna che ha fatto della cucina un luogo di riscatto per il trans.

PANGEA IN DIFESA DELLE DONNE AFGHANE

Sullo sfondo la tragedia delle donne afghane e gli sforzi di Pangea per salvarle. I racconti di Silvia Redigolo stringevano lo stomaco ed è un dovere di tutte noi, nate dove le donne possono studiare, lavorare, andare al ristorante… aiutarle. Non lasciamole sole.

OFFERTA: 6 BOTTIGLIE DI SPUMANTE BRUT ROSE’

E’ uno spumante metodo classico prodotto in sole 1433 bottiglie. Una bollicina elegante da tutto pasto e particolarmente adatta per i tagliolini al tartufo

 

Offerta-Spumante-brut-rosè-metodo-classico-di-sangiovese-in-purezza

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Novità assoluta da assaggiare per primi. Per la prima volta Donatella Cinelli Colombini usa la sua uva di Sangiovese per produrre una piccolissima serie di un grande spumante.

E’ stato realizzato con le uve 2018 della Fattoria del Colle. Unisce la freschezza tipica degli spumanti italiani all’intensità gustativa delle bollicine che hanno un lungo affinamento.

Donatella Cinelli Colombini ha lavorato tre anni per creare questo spumante sotto la direzione di Josef Reiterer della celebre cantina altoatesina “Arunda”.

Per produrre il brut rosè che vi proponiamo è stata scelta una piccola vigna con viti di Sangiovese particolarmente adatte che sono state vendemmiate a mano. E’ stata costruita una sala buia e fredda (12°C) nella cantina della Fattoria del Colle dove solo state messe le tradizionali pupitre ed è avvenuto il remuage a mano delle bottiglie. Girando le bottiglie potrete vedere dei piccoli segni bianchi che sono serviti alle cantiniere per questa operazione giornaliera e attenta.

 

PREZZO SPECIALE PER I SOCI DEL CLUB DI DONATELLA

Cartone da 6 bottiglie di Spumante Brut Rosè metodo classico (annata 2018)

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Euro 257,00 (invece di Euro 301,00)

Per chi vuole raddoppiare comprando 12 bottiglie il prezzo è ancora più conveniente

Euro 495,00 (invece di Euro 602,00)

Spedizione gratis in Italia oppure sconto di 15 Euro per la spedizione all’estero.

 

Le cantine che rendono di più hanno la corona

Le cantine più redditizie sono blasonate: i marchesi toscani Incisa (Sassicaia), Antinori e Frescobaldi. Moltissime delle grandi aziende del vino sono miniere d’oro

Anna Di Martino

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Di Donatella Cinelli Colombini

Il 2020 sarà ricordato come un anno difficile per le cantine italiane, specialmente per quelle piccole e medie che vendevano la maggior parte del loro vino nei ristoranti e nelle enoteche del nostro Paese. Queste imprese hanno visto dimezzarsi il loro giro d’affari pagando quasi per intero il prezzo economico della pandemia.
Nel totale il giro d’affari del vino è calato di 3 miliardi pari al 24% del 2019. Una frenata che ha riguardato soprattutto il mercato nazionale mentre l’export ha segnato solo un 2,4% in meno rispetto allo scorso anno.

CLASSIFICA DELLE GRANDI CANTINE DI ANNA DI MARTINO

I dati arrivano, come sempre dall’accuratissima indagine di Anna Di Martino sulle principali cantine italiane e, in generale, sullo scenario del wine business. Va ricordato che i 106 big del vino, di cui si occupa la mia amica Anna, detengono il 61,8% del fatturato enoico complessivo e il 62% dell’export.
Il loro decremento di fatturato è stato solo del 3,2% e questo fa ben capire la batosta subita delle piccole imprese su cui si è concentrata la stragrande maggioranza dei 3miliardi di vino invenduto 2020.

L’E-COMMERCE DELLE CANTINE E’ LA CODA DELL’ENOTURISMO

Crescono gli ordini ma anche il valore delle singole bottiglie di vino acquistate online. Primi dati USA. Mai un momento altrettanto favorevole

 

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di Donatella Cinelli Colombini

Buone notizie per le cantine e per i wine lovers amanti del web. Il numero delle cantine con carrello di vendita cresce in tutto il mondo e la possibilità di comprare vini nuovi e lontanissimi, così come grandi vini a prezzi abbordabili, aumenta a vista d’occhio.

 

POST COVID IN USA: BERE IN CASA, GRANDI VINI ORDINATI ON LINE IN CANTINA

I dati che arrivano dagli USA sono sorprendenti. Lo scorso anno gli acquisti di vino sono aumentati insieme al consumo a casa. IWSR indica un iniziale crollo e un totale a fine anno di + 10% nel 2020 per le vendite di vino negli Stati Uniti. Quest’anno tutti si aspettavano un calo ma in realtà la prima metà dell’anno è in accelerazione segnando un +1,9% sullo scorso anno.
Gli esperti sono sconcertati e cercano di capire cosa sta avvenendo. I dati che seguono sono di Sovos ShipCompliant e Wines Vines Analytics ripresi da WineSearcher.
Apparentemente i consumatori hanno cominciato a comprare online nel primo lockdown del 2020, ordinando bottiglie a prezzo più basso. Poi hanno preso fiducia nelle consegne e hanno cominciato a divertirsi nella ricerca di bottiglie pregiate e rare comprando a prezzi più alti. Altro elemento che potrebbe aver inciso su questo successone è la decisione di molte cantine di non mandare a casa il personale delle sale di degustazione ma di impiegarlo nella televendita delle bottiglie.

 

L’alto prezzo fa crescere le vendite del vino

L’argomento è intrigante: il futuro è dei vini cari. Tutto parte da un’indagine IWSR sul mercato enoico post covid commentata su WineMeridian da Emanuele Fiorio

 

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Di Donatella Cinelli Colombini

I cambiamenti in atto sono tanti e spesso collegati col web e con la generazione che quasi ci vive dentro. La mia amica Michela Moro mi raccontava, qualche giorno fa, del mercato delle opere d’arte digitali “non fungibili token” NFT, cioè non riproducibili. Hanno una clientela di millennials amanti dei videogiochi, con buone e talvolta grandi disponibilità di denaro, ma poca o nessuna esperienza di arte.

 

L’ALTO PREZZO COME INCENTIVO ALL’ACQUISTO

Tutto sommato quello che li attrae è il prezzo alto e la possibilità di speculazione. Si tratta più o meno dello stesso pubblico che sta investendo in bottiglie superpremium e fa gonfiare i fatturati delle aste enoiche.
Percorriamo insieme a WineMeridian l’indagine IWSR. Il lockdown ha avuto due effetti immediati: il risparmio privato e il maggior apprezzamento per il consumo domestico delle bottiglie importanti. L’accumulo dei soldi nei conti correnti dei consumatori è arrivato al 27,4% in Francia e al 33% in USA. E’ più che probabile che i winelovers adoprino i loro tesoretti godendosi bottiglie premium e superpremium che precedentemente avrebbero fatto fatica a ordinare, specialmente al ristorante.

 

I VINI COSTOSI VERRANNO CONSUMATI A CASA

Vini-più-cari-del-mondo-Domaine-de-la-Romanée-Conti

Vini-più-cari-del-mondo-Domaine-de-la-Romanée-Conti

Il covid potrebbe lasciare degli effetti permanenti sugli stili di consumo del vino: più bottiglie molto costose aperte fra le mura domestiche magari invitando gli amici e per consumare cene prelibate grazie al delivery dei ristoranti che è enormemente cresciuto ovunque. Va comunque detto che la gente ha una gran voglia di uscire, ballare, ascoltare musica, cenare al ristorante, viaggiare…inoltre la ristorazione ha sempre avuto un ruolo importante nella divulgazione dei brand del vino, per cui le cantine devono scommettere su un ritorno alla normalità e sostenere i grandi chef e i locali che fanno tendenza anche se la loro ripresa sarà più faticosa del previsto.

 

I MERCATI DEI VINI PREMIUM E ULTRAPREMIUM NEL DOPO COVID

E’ prevedibile che il rimbalzo nelle vendite dei vini costosi avverrà soprattutto nei Paesi “vaccinati” e dove i governi hanno sostenuto l’economia con più forza. Ma anche dove il covid continua a fare strage di vite umane e di imprese – penso a Brasile o Russia. Tuttavia anche qui, chi ha tanti soldi <<potrebbe avvicinarsi ai prodotti di fascia molto alta ad un ritmo ancora più rapido di prima>> ha detto Hermoso di IWSR.

Luigi Moio presidente OIV

L’Organizzazione internazionale della vigna e del vino è l’ONU del vino cioè dove avvengono fatti gli accordi internazionali ed è guidata dall’italiano Luigi Moio

lieviti indigeni o industrali opinione di Luigi Moio

Luigi Moio-Presidente-OIV

Di Donatella Cinelli Colombini

Quando dico che l’OIV è come l’ONU del vino non esagero: vi aderiscono 46 Stati in rappresentanza di oltre l’85% della produzione mondiale e dell’80% del consumo globale di vino.

OIV DOVE GLI ACCORDI SUL VINO DIVENATNO LEGGE IN TUTTO IL MONDO

Fu fondato nel 1924 da Francia, Grecia, Lussemburgo, Portogallo, Spagna, Tunisia e Ungheria e si chiamava Ufficio internazionale del vino solo dopo fu aggiunta al nome la parola vigna e più di recente il termine ufficio è stato sostituito da Organizzazione. Ha sede a Parigi ma sta cercando una casa meno costosa a Dijon, in Borgogna, dove c’è un polo di ricerca importante Le Centre des Sciences du Goût et de l’Alimentation; Institut national de recherche pour l’agriculture, l’alimentation et l’environnement; Centre de Recherches de Climatologie Biogéosciences, ecc.

Luigi-Moio lieviti indigeni o industrali ?

Luigi-Moio-Napoli-Convegno-Donne-del-Vino

Dalla sua nascita ha avuto tre presidenti italiani: Pier Giovanni Garoglio (1972-1975), Mario Fregoni (1985-1988) e ora Luigi Moio per il prossimo triennio.
L’OIV si occupa di problemi e controversie di natura generale, scientifica, tecnica, economica o giuridica attraverso 7 livelli successivi di discussione che portano a “risoluzioni” collegiali destinate ad essere adottate da tutti gli Stati membri. E’ quindi un organo deliberativo a tutti gli effetti e con un peso senza eguali in ambito enologico.
Fra le attività dell’OIV c’è quella formativa. Il Master OIV of science in wine management, che Violante ha frequentato diplomandosi brillantemente, offre a 20-25 studenti all’anno un corso di 16 mesi che comprende lezioni nelle università di enologia e viaggi di studio in tutto il mondo. E’ bellissimo ma costa molto, circa 33.000€

CHI E’ LUIGI MOIO

Luigi è nato nel 1960 in una famiglia di produttori di vino a Mondragone. Il padre, Michele Moio, negli anni ’50 rilanciò il Falerno, il vino amato dagli antichi romani. Dopo la laurea in Agraria a Napoli proseguì gli studi in un centro di ricerca della Borgogna dove iniziò a studiare gli aromi del vino. Luigi Moio è infatti considerato uno dei massimi esperti di aromi sotto il profilo biochimico e sensoriale. Da anni è professore ordinario all’Università Federio II di Napoli.

Cantine turistiche: il successo è locale e naturale

Comune di Firenze e Donne del Vino preparano il G20 sull’Agricoltura a Palazzo Vecchio parlando di vino e di turismo del vino con la Toscana nel ruolo di capofila

 

Donne-del-Vino-Turismo-del-Vino-come-difensore-dei-territori

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Nell’estate 2021, per il secondo anno consecutivo, le città d’arte soffrivano per un turismo debole e le città del vino traboccanti di visitatori. Una constatazione che diventa il filo conduttore di un ragionamento sul possibile ruolo dell’enoturismo per la ripartenza economica e sociale delle aree interne. L’iniziativa “Territori, cultura e arte del vino a Palazzo Vecchio” organizzata dalle Donne del Vino in collaborazione con il Comune di Firenze prepara il G20 dell’Agricoltura, fa il punto su l’uso del’ “Enoturismo come difensore delle diversità e biodiversità”. L’iniziativa ” – dal 3 al 14 settembre- si è sviluppata nella Sala d’Arme, con una serie di 8 incontri incorniciati dalle opere della pittrice Elisabetta Rogai che usa il vino “Enoarte” al posto dei colori, creando un collegamento fra l’enologia e l’arte di cui la Toscana è ricchissima.

 

IL SINDACO DI FIRENZE DARIO NARDELLA E LA VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE TOSCANA STEFANIA SACCARDI

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<<La vera rivoluzione dell’enoturismo post Covid è la trasformazione dei visitatori delle cantine italiane da turisti in esploratori che cercano diversità, natura, eccellenze salutari. Un cambiamento che li ha trasformati in difensori del paesaggio e delle specificità locali>> ha esordito  l’Assessore Cecilia Del Re  dopo che il Sindaco di Firenze Dario Nardella aveva annunciato la creazione di un master di alta formazione incentrato anche sul turismo del vino. La Vicepresidente della Regione Toscana e Assessore all’Agricoltura Stefania Saccardi  ha ribadito  l’importanza dell’enoturismo <<i dati mostrano la forza attrattiva delle imprese del vino. Gli italiani in visita nelle cantine sono aumentati  così come la loro propensione allo shopping di bottiglie riducendo il calo degli incassi delle cantine collegato alla mancanza dei turisti stranieri >>.

 

IL MINISTRO DELLE RISORSE AGRICOLE STEFANO PATUANELLI

<<Un turismo del vino capace di creare sviluppo e contemporaneamente difendere l’identità locale dei territori interni>> ha detto anche il Ministro delle politiche agricole Stefano Patuanelli . << In questo 2021 ancora condizionato dal Covid, le parole magiche sono “naturale e locale” soprattutto nel turismo e nell’enogastronomia. Due comparti sempre più collegati>>

Spumante rosè Brut Metodo Classico 2018 di Donatella

Donatella Cinelli Colombini vi presenta il suo Spumante Rosè metodo classico fatto di solo Sangiovese e pensato per il tartufo bianco delle Crete Senesi

 

<<E’ un grande spumante da pasto, un’eccellenza esclusiva destinata agli amanti della Toscana e dei frutti più buoni della terra come il tartufo bianco delle Crete Senesi>> dice Donatella Cinelli Colombini presentando il rosè 2018 metodo classico prodotto in sole 1.433 bottiglie alla Fattoria del Colle.

Spumante-rosè-di-sangiovese-in-purezza-Donatella-Cinelli-Colombini

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<<I wine lovers esigenti e sempre desiderosi di novità, scopriranno un vino di grande personalità e finezza. Una piccola serie esclusiva che punta in alto>>. Lo Spumante rosè di Donatella Cinelli Colombini: unisce la freschezza tipica degli spumanti italiani all’intensità gustativa delle bollicine a lungo affinamento.

 

3 ANNI DI LAVORO PER CREARE IL NUOVO SPUMANTE ROSE’

Donatella Cinelli Colombini ha lavorato tre anni per questo risultato, preparando una vigna di Sangiovese con caratteristiche diverse da quelle destinate ai classici rossi toscani << quando Josef Reiterer mi disse di produrre più uva, per me fu uno shock>> racconta riferendosi al mitico creatore degli spumanti “Arunda”, la cantina altoatesina 1.200 metri di altitudine, che l’ha affiancata in tutto il progetto come consulente.
Per il brut rosè di Donatella Cinelli Colombini è stata costruita una sala buia e fredda (12°C) nella cantina della Fattoria del Colle. Investimenti ma soprattutto molta manualità con le tradizionali pupitre dove le bottiglie vengono girate giorno dopo giorno dalle cantiniere della prima cantina italiana con un organico di sole donne.

Spumante-rosè-metodo-classico-millesimato-brut-pupitre-Fattoria-del-Colle-Donatella-Cinelli-Colombini

Spumante-rosè-metodo-classico-millesimato-brut-pupitre-Fattoria-del-Colle-Donatella-Cinelli-Colombini

Anche il packaging ha un tocco d’autore con l’etichetta firmata da Alessandro Grazi pittore senese di fama internazionale. Dalla tela di Pienza nella texture dell’etichetta, alla coiffe ecologica fino alla capsula con la tradizionale colomba simbolo di Donatella Cinelli Colombini e alla scatola serigrafata, tutto è stato pensato per un pubblico esigente, raffinato e desideroso di piccoli gioielli esclusivi. Un pubblico che ama la Toscana e le sue tradizioni come quella di preparare vini effervescenti per matrimoni e battesimi. Una consuetudine che questo spumante ha rispettato visto che è stato bevuto in anteprima per il matrimonio di Enrico e Violante Conellicolombini JR.

 

SCHEDA TECNICA DELLO SPUMANTE BRUT ROSE’ 2018

TIPOLOGIA: Spumante Rosé Metodo Classico Brut
ANNATA: 2018

OFFERTA: 6 BOTTIGLIE DI SPUMANTE BRUT ROSE’

E’ uno spumante metodo classico prodotto in sole 1433 bottiglie. Una bollicina elegante da tutto pasto e particolarmente adatta per i tagliolini al tartufo

 

Offerta-Spumante-brut-rosè-metodo-classico-di-sangiovese-in-purezza

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Novità assoluta da assaggiare per primi. Per la prima volta Donatella Cinelli Colombini usa la sua uva di Sangiovese per produrre una piccolissima serie di un grande spumante.

E’ stato realizzato con le uve 2018 della Fattoria del Colle. Unisce la freschezza tipica degli spumanti italiani all’intensità gustativa delle bollicine che hanno un lungo affinamento.

Donatella Cinelli Colombini ha lavorato tre anni per creare questo spumante sotto la direzione di Josef Reiterer della celebre cantina altoatesina  “Arunda”.

Per produrre il brut rosè che vi proponiamo è stata scelta una piccola vigna con viti di Sangiovese particolarmente adatte che sono state vendemmiate a mano. E’ stata costruita una sala buia e fredda (12°C) nella cantina della Fattoria del Colle dove solo state messe le tradizionali pupitre ed è avvenuto il remuage a mano delle bottiglie. Girando le bottiglie potrete vedere dei piccoli segni bianchi che sono serviti alle cantiniere per questa operazione giornaliera e attenta.

 

PREZZO SPECIALE PER I SOCI DEL CLUB DI DONATELLA

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Cartone da 6 bottiglie di Spumante Brut Rosè metodo classico (annata 2018)

Euro 247,00 (invece di 301,00)

Per chi vuole raddoppiare comprando 12 bottiglie il prezzo è ancora più conveniente

Euro 475,00 (invece di 602,00)

Spedizione gratis in Italia oppure sconto di 15 Euro per la spedizione all’estero

TASSE E VINO

La media delle tasse europee su una bottiglia da 5€ è il 36%, ma se costa 30€ l’incidenza del fisco scende al 23%, per fortuna in Italia è più bassa 22%

 

Marco Sabellico Oslo seminario Vini d'Italia del Gambero Rosso

Oslo-Norvegia-dove-le-tasse-sul-vino-raddoppiano-il-prezzo

di Donatella Cinelli Colombni

Come sempre la situazione non è uguale in tutti gli stati Europei e quindi troviamo i grandi Paesi produttori come Francia, Italia e Spagna che tengono le aliquote al 20- 22% di IVA.

 

IRLANDA E FINLANDIA DOVE LE TASSE SUL VINO RADDOPPIANO IL PREZZO

Le Nazioni più punitive sono l’Irlanda dove il fisco prende il 67% al prezzo di vendita di un vino fermo e il 110% di uno spumante. Nella lista dei cattivi segue la Finlandia dove le bottiglie di vini fermi fanno crescere il cartellino del 64%. In generale tutti i Paesi scandinavi e baltici, dove i problemi di alcolismo sono gravi, usano le tasse come deterrente al consumo e mettono aliquote, praticamente raddoppiando i prezzi.

 

UK-tasse-su-vino-al-52%-Brunello-Donatella-Cinelli-Colombini-Hedonism-Londra

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NEL REGNO UNITO TASSE SUL VINO AL 53% MA PER FORTUNA NIENTE V1-I

Non tanto generoso il governo di Sua Maestà con il 53% di tasse sul vino, non va dimenticato che la Gran Bretagna è un hub globale nel commercio enologico internazionale perché compra consuma e soprattutto vende in tutto il mondo e soprattutto in Asia. Per questo il settore dei Wine Merchants britannici chiedeva a gran voce di non introdurre il terribile V1-I, cioè le procedure obbligatorie per importare vini dall’Europa. Tale macchinoso sistema che avrebbe gravato il settore di 130 milioni di costi l’anno e comprende anche analisi di laboratorio, diventava obbligatorio a causa della brexit. Siccome il 90% del vino importato dai sudditi della Regina Elisabetta proviene dall’Europa la notizia che la famigerata V1-I non sarà introdotta ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tutti: cantine italiane e importatori britannici.

 

Carlo Cottarelli visto da vicino

Insieme a Mario Draghi è uno dei pochi italiani di prestigio internazionale. La speranza è che Cottarelli non si limiti a parlare ma si metta a lavorare alla ripresa del Paese

 

Carlo-Cottarelli-All'inferno-andata-e-ritorno

Carlo-Cottarelli-Michele-Taddei-All’inferno-andata-e-ritorno

di Donatella Cinelli Colombini

E’ nato a Cremona un anno dopo di me, si è laureato a Siena, come me. A quell’epoca l’Università della Città del Palio era un autentico vivaio di talenti, anche se non tutti riusciti bene. Infatti io sono diventata una zappaterra nelle vigne di Brunello e lui ha conseguito il master in Economia presso la London School of Economics poi è diventato direttore del Fondo Monetario Internazionale.

 

ALL’INFERNO E RITORNO DI CARLO COTTARELLI

Carlo-Cottarelli-All'inferno-andata-e-ritorno

Carlo-Cottarelli-All’inferno-andata-e-ritorno-presentazione-a-Bagno-Vignoni

Con Mario Draghi, il Professor Cottarelli è fra i pochi italiani davvero autorevoli a livello mondiale. Le sue opinioni e le sue lezioni aprono gli occhi e la mente, per questo sono andata alla presentazione del suo libro “All’Inferno e Ritorno” (Feltrinelli, pp 156 € 15) in una caldissima serata di luglio, rinunciando ad assistere agli assaggi del futuro Brunello 2017. Ma ne è valsa la pena.

 

CARLO COTTARELLI A BAGNO VIGNONI

Cottarelli ha inaugurato il salotto letterario “ I colori del libro” 2021 a Bagno Vignoni, cuore della Valdorcia.
Devo ammettere che le mie attese su Cottarelli erano alte. Da lui ho capito i motivi del declino dell’Italia degli ultimi vent’anni e come non dipendano dall’Euro ma dal crollo della competitività delle produzioni italiane schiacciate dai costi di evasione fiscale, corruzione, burocrazia, malfunzionamento della giustizia …. Parole che risuonano come un ritornello fra gli obbiettivi di ogni politico ma che, in realtà, il potere italiano non vuole cambiare.
Nel suo nuovo libro “All’Inferno e Ritorno” Carlo Cottarelli parla del dopo covid. Il baratro del debito pubblico può essere anche un’opportunità costringendo il Paese a correggere gli errori del passato e tornare a crescere.

 

I MOTIVI DELLA CRISI ITALIANA E LA DIFFICOLTA’ AD USCIRNE

Intervistato da Michele Taddei il Professor Cottarelli parla della situazione attuale <<ci sono due criticità distinte, quella creata dal coronavirus è relativamente semplice da superare. Nessuna epidemia, nemmeno la spagnola che ha causato 40 milioni di vittime, è stata seguita da una crisi economica. Molto più complicato uscire dalla condizione che ha causato l’arresto nella crescita italiana negli ultimi 20 anni. Le nostre speranze sono legate al Piano Nazionale di Ripartenza e Resilienza>>. E indica le due cose su cui puntare: formazione e investimenti. Cioè quelli che hanno subito i tagli dalla fine del Novecento <<compromettendo il futuro delle nuove generazioni>>.

 

SOSTENIBILITA’ NEL VINO: IL BIO NON BASTA

Dagli incontri di Firenze organizzati dal Comune e dalle Donne del Vino in preparazione del G20-Agricoltura: sulla sostenibilità vetro leggero e meno energia

 

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FIRENZE-PALAZZO-VECCHIO-DONNE-DE-VINO-IL-BIO-NON-BASTA

“Territori, cultura e arte del vino a Palazzo Vecchio” dal 2 al 14 settembre nella Sala d’Arme del Comune di Firenze ospita un ciclo di incontri, dibattiti e degustazioni incorniciati dalla mostra personale della pittrice Elisabetta Rogai che, con la sua Enoarte dipinge con vino, creando un collegamento fra la cultura, di cui la capitale toscana è tanto ricca, con l’enologia punta di diamante dell’export made in Italy.
La mostra e gli incontri, formano il progetto con cui il Comune di Firenze e le Donne del Vino preparano il G20 dell’Agricoltura che, alla metà di settembre 2021, metterà a confronto i rappresentanti di 35 nazioni su sostenibilità e lotta alla fame.

 

LA VOCE DELLE DONNE DEL VINO SU “VINO, SOSTENIBILITA’ E ENERGIA”

<<L’incontro del 13 settembre è dedicato a “Vino, sostenibilità e energia” e ha preso in esame due aspetti importanti ma poco conosciuti dell’impatto ambientale del vino: il vetro leggero delle bottiglie e l’efficientamento energetico con il premio ENEA-Federesco>> ha spiegato la presidente delle Donne del Vino Donatella Cinelli Colombini.
Ad aprire l’incontro l’Assessora Cecilia Del Re, in veste di padrona di casa, il Dirigente della Regione Toscana Gennaro Giliberti e il presidente di Proofirenze Massimo Manetti.
L’argomento è stato introdotto da Barbara Amoroso che ha guidato la conferenza <<gli imballaggi siano una delle voci più pesanti nell’impronta carbonica delle antine (32% in Champagne) mentre l’efficientamento energetico sia fra i must di chi progetta o ristruttura impianti produttivi>>.

 

Gioco di vino: gaming e gioco d’azzardo

La didattica del vino avviene anche attraverso il gioco e ora le scommesse: compri e, se vinci, ti arrivano bottiglie più care ma diverse da quelle scelte

 

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Cinéréa organiser-soiree-thematique-autour-vin-gaming-giocare-per-apprendere-il-vino

Di Donatella Cinelli Colombini

L’uso della didattica giocosa è sempre più diffuso nel vino. Winelivery la App fondata da Andrea Antinori che consegna il vino a casa in 30 minuti a temperatura perfetta, propone video pop destinati a giovani appassionati che raccontano luoghi, vini e personaggi in modo colorato e divertente. Segue un quiz giocoso, ma non troppo, che permette di verificare l’apprendimento.

 

MONDODELVINO MUSEO – WINE EXPERIENCE

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E’ un esempio del wine gaming una forma di insegnamento-intrattenimento in grande espansione perché coinvolge il turista e accresce la sua attenzione per cui ricorderà molto di più e molto più a lungo le informazioni che ha ricevuto durante la visita. Mondodelvino Museo-WineExperience di Priocca d’Alba è basato proprio su questo approccio coinvolgente del viaggiatore che è sollecitato a annusare, assaggiare, guardare, ascoltare e toccare. Una concreta applicazione della tecnologia legata al gaming che tanto piace a Roberta Garibaldi, massimo esperto italiano di turismo enogastronomico.

 

GAMING NELLE CANTINE APERTE AL PUBBLICO

Ovviamente la didattica giocosa messa in pratica nelle cantine, dovrebbe svilupparsi con piccole esperienze vere e meno digitali. Una tattica che permette anche di diversificare la propria proposta turistica. In altre parole quanti giovani hanno toccato una vite imparando a “sfemminellare”? Quanti hanno fatto il pane con il lievito madre nella madia delle nonne per poi mangiarlo appena cotto accompagnato da un bel bicchiere di vino? Sono esperienze che emozionano e rimangono per sempre nella mente.

 

Alcol nel vino: quanto è aumentato

A Bordeaux il grado alcolico è salito di più. Quasi stabile la Borgogna mentre in California, Piemonte e Toscana la crescita dell’inizio del Duemila si è fermata

 

Screaming Eagle-CULT-wine-californiano

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Di Donatella Cinelli Colombini

Liv-Ex, il portale inglese che fornisce le quotazioni e vende i vini della fascia più alta del mercato, ha un portafoglio di dati senza eguali sulle eccellenze enoiche di tutto il mondo. Si tratta dei brand o delle cantine che tracciano la rotta per l’intero universo enoico. Essi permettono di fotografare quello che è avvenuto negli ultimi 30 anni e forse persino di prevedere cosa avverrà in futuro, visto che il campione esaminato è quello dei capofila in Bordeaux, Borgogna, Toscana, Piemonte e California.

 

QUANTO, DOVE E QUANDO IL GRADO ALCOLICO DEI VINI E’ AUMENTATO

Liv.Ex ha catalogato 35.000 bottiglie anche sulla base della gradazione e gli esiti sono stati commentati da WineNews.
Sull’innalzamento del grado alcolico ci sono conferme ma anche grosse sorprese. Infatti la scelta di portainnesti più fittonanti, la gestione della chioma delle viti, la quantità d’uva prodotta da ogni pianta, la coltivazione del suolo … così come i tempi di raccolta, possono aiutare a trovare un nuovo equilibrio nei vigneti e moderare la crescita dell’alcol nel vino.
Ma c’è chi c’è riuscito e chi no!

 

Borgogna

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I VINI DI BORDEAUX REGISTRANO I MAGGIORI AUMENTI DI GRADAZIONE E QUELLI DI BORGOGNA I MINIMI

Per quanto riguarda i rossi di Bordeaux è visibile una crescita delle gradazioni alcoliche da una media di 12,8 degli anni Novanta ai 13,4 nel primo decennio del Duemila, fino ai 13,7 gradi del periodo 2010-2020. A conti fatti a Bordeaux la crescita in trent’anni è di circa un grado e mezzo d’alcol. E’ la più alta di tutte.
Ha fatto molto meglio la Borgogna, dove nello stesso arco di 30 anni, la percentuale d’alcol non è salita. Era poco sopra i 13°Vol alla fine del Novecento e all’inizio del terzo millennio è leggermente scesa.

 

IN PIEMONTE E TOSCANA L’ALCOL CRESCE SOLO DI MEZZO GRADO

Il Piemonte è partito da 13,9 poi è salito a 14,3% d’alcol nel primo decennio del Duemila e fortunatamente si è poi stabilizzato.

Atteso un grande rimbalzo di vendite di vino nel 2021

Durante il Covid la percentuale di italiani che hanno fatto shopping in cantina è salita di 7 punti passando dal 54 al 61%. Ma le vendite dirette sono calate

 

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Di Donatella Cinelli Colombini

Il rafforzamento del numero degli italiani che comprano direttamente nel luogo di produzione deriva dalla crescita del turismo del vino nostrano ma anche dall’aumento della percentuale di chi, durante il lockdown ha ordinato online alle cantine passando dal 29 al 36%. In termini di valore l’e-commerce diretto è aumentato del 74%. I dati provengono da “Vino e Spirits” 2021, primo report congiunto di Mediobanca, Sace e Ipsos.
E’ giusto ragionare su quest’ultimo dato ipotizzando che i wine lovers, impossibilitati a fare le consuete visite fra botti e vigneti, si siano approvvigionati usando internet. Ma una quota di questo aumento potrebbe derivare dall’ormai generalizzata abitudine all’acquisto online. C’è stato infatti un autentico boom nei portali specializzati con uno sbalorditivo + 435%.

 

PIU’ VISITATORI ITALIANI E PIU’ E-COMMERCE NELLE CANTINE TRICOLORI

Va inoltre tenuto presente il grande aumento dei wine club e dei carrelli nei siti delle cantine. Anch’io ho reintrodotto la vendita online dopo averta dovuta bruscamente interrompere, vent’anni fa, per le reazioni furibonde di importatori esteri e distributori italiani.

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Questa volta nessuno ha protestato. Forse è successo lo stesso nelle altre cantine che hanno serenamente intrapreso la via del commercio elettronico. I tempi sono maturi e ora tutti fanno e-commerce.
E’ quindi difficile dire se la crescita dei clienti online dalle cantine dipenda dal lockdown oppure all’incremento di offerta da parte delle imprese di produzione. Un dubbio che pone qualche interrogativo sulla tenuta futura di una simile attività.

 

I VISITATORI ITALIANI HANNO COMPRATO PIU’ ESPERIENZE

Va comunque detto che nonostante la crescita dei clienti italiani le vendite dirette delle cantine italiane si sono contratte per due motivi: la mancanza di turisti stranieri, tradizionalmente più disposti a fare grossi acquisti e la presenza consistente di visitatori meno esperti e quindi anche meno disposti a comprare bottiglie importanti. Turisti che, tuttavia, hanno comprato con entusiasmo le esperienze enoiche, spostando il business delle cantine dal punto vendita alla sala da degustazione, alla scuola di cucina oppure al trekking nei vigneti con pic-nic al tramonto.

 

                                                                       
Cinelli Colombini
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