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LE DONNE NUOVE PROTAGONISTE DEL TURISMO DEL VINO 2

In Italia le donne sono la maggioranza dei consumatori abituali di vino, di chi prenota winery tours ma anche di chi accoglie i turisti in cantina

 

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di Donatella Cinelli Colombini

La grande novità è che le donne hanno superato gli uomini fra i consumatori abituali di vino italiani con il 55% sul totale. La notizia è arrivata durante Vinitaly Special Edition 2021 (FONTE Wine Intelligence per Osservatorio Uiv) e costituisce una vera rivoluzione. Fin ora le donne italiane erano aumentate fra i consumatori saltuari preferendo l’uso del vino fuori casa, in situazioni conviviali e quindi concentrate negli appuntamenti del fine settimana.

 

COSA CAMBIA CON LE DONNE PRINCIPALI CONSUMATRICI DI VINO

La nuova prevalenza femminile avrà sicuramente effetti sugli scaffali di vendita e persino sui ristoranti. Infatti la donna è più propensa a farsi guidare dalle persone a cui attribuisce competenza enoica come il personale addetto alla vendita oppure il sommelier che spiega la carta dei vini, ma è poco influenzata dalle Guide e poco interessata da denominazioni, vitigni, ecc.

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E’ tendenzialmente esplorativa e infedele alla marca ma molto attenta a l’uso che deve fare della bottiglia. In futuro quindi gli scaffali del vino dovranno essere organizzati in base all’abbinamento e non per regioni come adesso: per antipasti, pranzi informali, pranzi importanti, dessert, brindisi …. Un pragmatismo che è stato notato per la prima volta da Leslie Sbrocco nel 2003 quando pubblicò “Wine for Women: A Guide to Buying, Pairing, and Sharing Wine” è stato sempre confermato dalle indagini successive.
Anche le cantine dovranno riorganizzare il loro punto vendita e il loro listino al pubblico evidenziando maggiormente abbinamenti e situazioni di consumo. Questo perché da anni le donne stanno aumentando anche fra i turisti del vino.

 

SONO LE DONNE A PRENOTARE LE VISITE IN CANTINA

Erano già la prevalenza in Spagna e in California. Chi ha visto il film “Sideway in viaggio con Jack” (2004) e quella che potremo definire la sua continuazione “Wine Country” (2019) avrà sicuramente notato come i protagonisti siano uomini nel primo e donne nel secondo.

TURISMO DEL VINO IN CANTINA POST COVID 1

Undertourism come parola chiave. L’enoturista diventa viaggiatore e chiede esperienze vere e diversificate col vino

 

Turismo-del-vino-post-covid

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Di Donatella Cinelli Colombini

La parola per capirlo è Undertourism, cioè viaggiare underground – fuori dai circuiti dei grandi flussi alla scoperta di ciò che è autentico, sconosciuto, rispettoso verso l’ambiente e le culture locali.
Questo è il sentiment che sta crescendo a livello mondiale. Il progressivo rifiuto del souvenir tarocco, dei luoghi fatti per i turisti, del finto “tipico rivisitato” …..

 

IL TURISTA DEL VINO POST COVID

I dati sui flussi in Provincia di Siena sembrano confermarlo: negli ultimi 10 anni i posti letto turistici sono aumentati del 6,7% ma spostandosi da quelli alberghieri, che sono scesi dell’11,5%, a quelli extralberghieri cresciuti del 23,4%. In questo segmento c’è il B&B e tutto il comparto dell’ospitalità di turisti nel proprio alloggio. In pratica il turista ha preferito, al confort dell’albergo, il contatto con la popolazione locale.

Turismo-del-vino-post-covid

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Il primo punto del nostro ragionamento è il contraccolpo del Covid sul turismo che appare il settore economico più colpito dalla pandemia: prima contribuiva al PIL mondiale del 10,4%, nel 2020 il suo apporto si è dimezzato. Ovviamente non tutte le zone sono state ugualmente colpite. Chi aveva una bella quota di stranieri ha avuto un autentico tracollo (secondo l’Osservatorio del turismo della Provincia di Siena la spesa dei turisti esteri nel senese è passata dai 339 milioni del 2019 agli 88 del 2020) e non sempre è riuscito a colmarla con i visitatori italiani.
Il completo recupero sulle rotte aeree intercontinentali è previsto nel 2024 se i vaccini e i farmaci riusciranno a vincere la battaglia contro il virus. Questo non significa che le cose torneranno come prima, anzi le destination che non cavalcano il cambiamento, rimettendosi in gioco, rischiano di scendere molti scalini.
Ecco perché è importante capire come stanno cambiando i turisti del vino e come riorganizzare la propria offerta enoturistica.

 

I premi italiani dei vini di Donatella Cinelli Colombini

Guide italiane e punteggi esteri premiano il Brunello 2016 ma non solo. Nell’anno del maggior successo commerciale del Casato Prime Donne e della Fattoria del Colle

 

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Come ogni anno, i mesi autunnali coincidono con l’uscita delle Guide dei vini italiani e anche quest’anno il “bottino” ottenuto dalle etichette di Donatella Cinelli Colombini è abbondante e importante.

 

GUIDE ITALIANE DEI VINI OTTIMI GIUDIZI

La novità di cui siamo più lieti è di rivedere la nostra cantina nella guida Slow wine. Ne siamo lietissimi perché la filosofia Slow è la nostra filosofia: vitigni autoctoni, bio, rispetto delle tradizioni e legame con le comunità locali. 5 grappoli al Brunello Prime Donne da Bibenda edita della FIS di Franco Ricci, vino che ottiene anche le tre stelle oro da Veronelli. Massimo punteggio da parte di Vitae di AIS, due bicchieri rossi nel Gambero Rosso, presenza sulla Guida essenziale di Daniele Cernilli – Doctor Wine dove è presente anche il Cenerentola Doc Orcia con un bel 92/100.

 

Brunello-2016 GOLD-MeranoWineFestival-Premi-e-punteggi-Guide-dei-Vini-2022-Donatella-Cinelli-Colombini

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VINUM E LA GRANDE DAME DEL BRUNELLO

Insomma molto, molto bene, un consenso forte da parte della stampa italiana più autorevole. Contemporaneamente arrivano altre note positive. Vimun pubblica il Dossier Top of Toskana 2021/2022 con una serie di articoli introduttivi fra cui uno intitolato “Die Grande Dame des Brunello” che l’amico Angelo Gaja ha prontamente segnalato a Donatella con un messaggio <<E’ chiaro anche per quelli che non parlano tedesco, chapeau>>.

 

WINE SPECTATOR, SUCKLING, MERANO WINE FESTIVAL

Ottengono 92centesimi il Supertuscan il Drago e le 8 Colombe 2018 da parte di James Suckling e il Cenerentola Doc Orcia 2017 da parte di Wine Spectator.
E ancora Eric Guido di Vinous pubblica un post di apprezzamento sul Rosso di Montalcino che gli era piaciuto moltissimo e poi scrive un email << My opening of the 2018 Rosso last night was a way for me to season my palate. :)>> che forte Eric!!!!

2021 cronaca di un anno con Donatella zoppa

Il racconto del secondo anno Covid di Donatella Cinelli Colombini al Casato Prime Donne di Montalcino e alla Fattoria del Colle in Toscana

 

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di Donatella Cinelli Colombini

Il covid ci ha cambiati, questo è certo. Se prima avevamo le valige sempre in mano adesso abbiamo la tastiera sempre sotto le dita e il risultato è lo stesso: un sovraccarico di lavoro che toglie il tempo per vedere gli amici, leggere e soprattutto pensare.
Per me il 2021 è l’anno del piede rotto. Sono caduta sul ghiaccio, mi hanno operato e ho passato quasi tre mesi fra letto e stampelle, per non parlare delle gioie della fisioterapia. Ora cammino anche se non riesco a correre. Tuttavia l’esperienza mi ha insegnato cosa significa essere disabile (e vecchia) e perché bisogna guardare la vita e la salute non dando niente per scontato.

 

IL 2021 NELLE VIGNE E IN CATINA FRA GELATE E SUCCESSI

Per il vino, il 2021 è stato un anno molto strano. Abbiamo preso la gelata di aprile, la prima dopo venticinque anni. La vendemmia è stata piccola e costosa per la necessità di selezionare ogni grappolo.
In compenso le vendite del vino sono andate benissimo, abbiamo letteralmente vuotato la cantina. Esportiamo in 41 Paesi esteri e mia figlia Violante è riuscita a trovare nuovi importatori, più strutturati, senza muoversi da qui! Bisogna dire che la qualità dei vini continua a crescere. Abbiamo 10 etichette sopra i 90/100 nei giudizi della stampa specializzata internazionale. Lo stile dei vini ha una forte impronta del territorio e del vitigno che i consumatori apprezzano molto.

 

Donatella-CinelliColombini-davanti-al-murales-della-cantina-della-Fattoria-del-Colle-con-la-gamba-rotta

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2021 ESCE IL NUOVO SPUMANTE ROSE’ E VIENE INAUGURATA LA CANTINA DEL COLLE

Nel 2021 è uscito il nostro spumante brut rosè metodo classico di uve Sangiovese. E’ una piccolissima serie di sole 1.400 bottiglie con una qualità che ha superato le nostre più rosee aspettative. Un brut pensato per accompagnare i tagliolini al tartufo bianco che celebra l’ottenimento del riconoscimento Unesco per la ricerca della preziosa trifola.
Il 26 giugno abbiamo inaugurato l’ampliamento della cantina della Fattoria del Colle con una Messa di ringraziamento celebrata dal nostro Vescovo Stefano Manetti. La ringhiera di corten disegnata da Elisa Boldi, che riveste una parte degli edifici, è un piccolo capolavoro. Riproduce i boschi di querce invernali della Valdorcia e costituisce un esempio di integrazione dell’architettura con il paesaggio e di contrasto ai “non luoghi del vino”. Nella cantina della Fattoria del Colle c’è anche una stanza che insegna ai wine lover come “ascoltare le vigne” dando un contributo al turismo del vino più esperienziale e consapevole.

 

LE NOTE DOLENTI DEL 2021 NEL TURISMO E NELLA SCARSITA’ DELLA MANO D’OPERA

Le note dolenti del 2021 riguardano il turismo e la difficoltà di trovare personale. Sia l’agriturismo che il ristorante della Fattoria del Colle, così come i 3 negozi ToscanaLovers hanno faticato senza gli stranieri, che erano la maggiore fonte di business. Abbiamo comunque imparato a usare internet per catturare e fidelizzare i clienti e ora abbiamo un e-commerce e dei canali digitali che prima non sapevamo minimamente usare.

 

Mangiare al tempo di Dante

Dante mette i golosi all’inferno, e forse non le avrebbe mangiate ma noi assaggiamo le ricette del suo tempo con la guida di Guido Stecchi e Luca Lattarini

 

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Zuppa-di-pane-di-Dante-Fattoria-del-Colle-Doriana-Marchi-Donatella-Cinelli-Colombini

di Donatella Cinelli Colombini

Nel Trecento e soprattutto nel Duecento mangiavano cose più sane ma di gusto meno piacevole rispetto ad oggi. Questo è sicuro. Ma assaggiarle può essere comunque divertente e molto istruttivo rispetto alla conoscenza del medioevo italiano. Il settecentesimo anniversario dalla morte di Dante Alighieri – che mette i golosi all’inferno- è l’occasione giusta per un’esperienza gastronomica che può insegnare quanto un libro di storia.

 

LA SORPRENDENTE CUCINA ITALIANA DELL’EPOCA DI DANTE

Ed ecco il sistema per riuscirci. Luca Lattarini, poliziotto di mestiere e enogastronomo per vocazione, insieme a Guido Stecchi, giornalista e docente di cibo e vino oltre che strenuo difensore delle biodiversità, hanno raccolto in un piccolo libro le ricette che interpretano la cucina dell’epoca di Dante.

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Si intitola “Dante cosa ti sei perso” ( pp 127 € 18) ed è il secondo libro di una collana dedicata alle ricette storiche proposte da cuochi e pasticceri in modo il più possibile fedele all’epoca fra il 1265 e il 1321 in cui visse il sommo poeta. Ovviamente ci sono delle aggiustature per rendere le pietanze accettabili al gusto di oggi. Alle loro spalle c’è l’Accademia delle 5T (Territorio, Tradizione, Tipicità, Trasparenza, Tracciabilità) sodalizio che seleziona e valorizza le tradizioni gastronomiche italiane più autentiche.

 

L’AUSTERO  SOMMO POETA DISDEGNAVA LE BUONE PIETANZE MA NOI ASSAGGIAMOLE

L’epoca di Dante non è un periodo di fame e freddo come i secoli precedenti. C’era cibo anche per i servi e i poveri mentre la tavola dei signori si riempiva per significare il potere economico e politico. Lattarini e Stecchi non si sono attenuti allo “stile alimentare di Dante” che era esageratamente austero tanto da farlo descrivere da Giovanni Boccaccio come uno che <<nel cibo e nel poto era modestissimo>>.

 

Il miglior vino del mondo 2021

Il miglior vino 2021 è il portoghese Cartuxa Pêra-Manca Alentejo Tinto 2005 scelto dalla comunità di 54 milioni di wine lovers di Vivino Community Awards

 

di Donatella Cinelli Colombini

Miglior-vino-del-mondo-per-la-VivinoCommunityAwards-Cartuxa Pêra-Manca Alentejo Tinto 2005

Miglior-vino-del-mondo-per-la-VivinoCommunityAwards-Cartuxa Pêra-Manca Alentejo Tinto 2005

Ecco i vincitori: 1.339 clienti Vivino hanno scelto il Cartuxa Pêra-Manca Alentejo Tinto 2005, che vende online al prezzo di $427 a bottiglia ed è un rosso portoghese.
Per i bianchi ha vinto il Castillo Ygay Gran Reserva Especial Blanco 1986 di Marqués de Murrieta, dalla Spagna. Il podio delle bollicine è per il Cristal Brut Champagne Millesimè 1999 di Louis Roederer e il vincitore rosato è Garrus Rosè 2019 Cotes de Provence di Chateau d’Esclans.

 

IL MIGLIOR VINO DEL MONDO PER VIVINO COMMUNITY AWARDS

I vini degli Stati Uniti sono i più presenti fra i 100 premiati, con 29 etichette. La Francia ne ha 26. Seguono Italia e Portogallo, con 15 vini ciascuno. La Spagna ne aveva 7, l’Argentina 4 e l’Australia e il Cile due ciascuno. Nove bottiglie provenivano dalla Valle del Douro. I vini rossi dominano la classifica con 85 etichette su 100. Sono solo otto gli spumanti, quattro Porto, due bianchi e un solitario da dessert rappresentati nella top 100.

 

LA DIFFERENZA FRA LE CLASSIFICHE DEI GRANDI CRITICI E QUELLA DEI CONSUMATORI

Miglior -vino-sparkling-del-mondo-per-la Vivino-Community-Awards-Cristal Brut Champagne Millesimè 1999 di Louis Roederer

Miglior -vino-sparkling-del-mondo-per-la Vivino-Community-Awards-Cristal Brut Champagne Millesimè 1999 di Louis Roederer

Chi storce il naso preferendo le classifiche di Liv-Ex o Wine Spectator, cioè le classifiche redatte da super esperti, deve comunque accettare l’importanza del giudizio che arriva da 54 milioni di wine lovers che comprano, pagano e assaggiano. Ricordate il detto <<il cliente ha sempre ragione>>?
Magari i loro giudizi sono meno sofisticati ma hanno tre elementi che li rendono importanti rispetto al rating espressi dai critici dei grandi giornali: assaggiano i vini in commercio, assaggiano soprattutto ai pasti e sono sparsi in tutto il mondo.
Non si tratta di elementi marginali.

 

I CONSUMATORI GIUDICANO I VINI NORMALMENTE IN COMMERCIO

Partiamo dal primo elemento: alcune delle grandi cantine americane e australiane (anche le italiane?) hanno enologi dedicati esclusivamente alla scelta della barrique migliore e della serie di bottiglie migliore da mandare ai super critici. Forse la differenza è minima, rispetto al vino destinato ai consumatori, ma comunque c’è.

 

TOP 100 Wine Spectator, tante curiosità

Vince la classifica TOP 100 WS 2021 Dominus Estate, tenuta californiana di Christian Moueix, cioè “Monsier Petrus”; primo degli italiani il Brunello Le Chiuse

 

Top-100-Wine-Specator-CHÂTEAU-PICHON -LONGUEVILLE-LALANDE

Top-100-Wine-Specator-CHÂTEAU-PICHON -LONGUEVILLE-LALANDE

di Donatella Cinelli Colombini

Il vincitore 2021 della classifica del vino più ambita del mondo è Dominus Estate di Napa Valley al secondo posto Château Pichon Longueville Lalande – Pauillac 2018 e medaglia di bronzo per il Cabernet Sauvignon Oakville Martha’s Vineyard 2016 di Heitz.
Il primo degli italiani è il Brunello di Montalcino Le Chiuse 2016 di Simonetta Valiani, nipote di Tancredi Biondi Santi, al numero 5. Poco più giù nella lista dei TOP 100 troviamo il Brunello di Montalcino 2016 Poggio Landi del miliardario argentino Alejandro Bulgheroni, mio “vicino di casa” perché i suoi vigneti letteralmente confinano con quelli del Casato Prime Donne.

 

LISTA DEI PRIMI 15 VINI NELLA CLASSIFICA TOP 100 DEL WINE SPECTATOR

1. Dominus Estate Napa Valley 2018
2. Château Pichon Longueville Lalande Pauillac 2018
3. Heitz Cabernet Sauvignon Oakville Martha’s Vineyard 2016
4. Merum Priorati Priorat Destí 2018
5. Le Chiuse Brunello di Montalcino 2016
6. Louis Latour Corton-Charlemagne 2018
7. Château Léoville Poyferré St.-Julien 2018
8. Cavallotto Barolo Bricco Boschis 2016
9. Salvestrin Cabernet Sauvignon St. Helena Dr. Crane Vineyard 2018
10. Château de Nalys Châteauneuf-du-Pape 2018

 

Buon Natale, tanti auguri di ogni bene

Auguro a tutti di ricevere e donare tanto amore, anche a chi ha perso una persona cara e proprio a Natale ne sente maggiormente l’assenza

 

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<<L’amor che move il sole e l’altre stelle>> scrive Dante nell’ultimo verso del Paradiso e della Divina Commedia per ribadire che questo sentimento va oltre la morte, lega tutti gli uomini ed è l’unico che può portarci in un mondo migliore.
Per il Natale 2021 ho scelto una frase di Robert Baden Powell, fondatore nel 2007 del movimento mondiale dello scoutismo. Io e mio marito Carlo siamo stati Scout in giovinezza imparando (temo non abbastanza) da piccole cose, come la “buona azione quotidiana”.
La frase è <<Noi non abbiamo ereditato il mondo dai nostri padri, ma lo abbiamo avuto in prestito dai nostri figli e a loro dobbiamo restituirlo migliore di come lo abbiamo trovato>>. Parole che spingono ad una riflessione profonda sulla vita e il senso di quello che facciamo ogni giorno.
Vi scrivo da un angolo di Toscana dove la meravigliosa armonia del paesaggio ci mostra quanto i nostri progenitori abbiano pensato a noi con amore, anche senza conoscerci.

BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016

Nella meravigliosa vendemmia 2016 cinque stelle, il miglior Brunello Riserva mai prodotto al Casato Prime Donne, destinato al lunghissimo invecchiamento

 

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C’è una magia, un mistero, una bellezza … nella natura che va capita e valorizzata. Nel 2016 nei vigneti del Casato Prime Donne a Montalcino è avvenuta una di queste meraviglie nell’uva di sangiovese per il Brunello.

 

LA MAGIA DEL BRUNELLO 2016 NATO DA UN LUNGO CICLO VEGETATIVO

Ogni anno, per produrre l’uva, la vite compie un ciclo vegetativo simile alla gravidanza che fa nascere i bambini.
Per le donne dura nove mesi, per la vite sei.
Due mesi dal germoglio alla fioritura, due mesi dalla fioritura all’invaiatura, cioè al cambio di colore dei grappoli, e gli ultimi due mesi fino alla vendemmia.
Con il cambiamento climatico il germoglio avviene, spesso, 15 giorni prima e quindi anche la vendemmia si svolge generalmente in anticipo sul calendario tradizionale, quando il clima è ancora molto caldo.
Invece, nel 2016, il ciclo vegetativo, cioè la gravidanza dell’uva, è iniziata presto e finita tardi perché nell’ultima fase il clima ha rallentato la maturazione.

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Questo ha creato un autentico capolavoro nei vigneti del Casato Prime Donne. L’uva perfetta che ha prodotto un Brunello elegantissimo e appagante, setoso come un velluto molto spesso, profondo e capace di sfidare il tempo.

 

IL CASATO PRIME DONNE A MONTALCINO

Il Casato Prime Donne è una proprietà di 40 ettari di cui quasi la metà di vigneto nella varietà Sangiovese. La coltivazione è biologica, certificato dal 2018. La tenuta di Donatella Cinelli Colombini era già dei suoi antenati nel 1592. Si trova nella zona Nord di Montalcino dove il clima è più fresco e i terreni sono più freddi e ricchi di argille.
La coltivazione e la vendemmia sono manuali. Poco prima della completa maturazione, l’uva viene assaggiata per dividere le vigne in piccole parcelle con caratteri omogenei e decidere il calendario della raccolta. La zona con maggior potenziale qualitativo viene destinata alla produzione del Brunello Riserva.

 

Il vino fa male? O forse ce lo vogliono far credere?

Qualche riflessione sulla risoluzione della commissione europea sul cancro BECA che colpevolizza anche il consumo di un calice di vino ai pasti

 

Risoluzione-UE-sul-consumo-d'alcol-considerato-dannoso-per-la-salute-negando-una-consuetudine-millenaria

Risoluzione-UE-sul-consumo-d’alcol-considerato-dannoso-per-la-salute-negando-una-consuetudine-millenaria

di Donatella Cinelli Colombini

Quando ero giovane ho visto la diffusione dell’eternit sui tetti, la pubblicità che diceva di usare l’olio di semi perché era più salutare di quello d’oliva. Ho visto madri dare il latte in polvere e gli omogeneizzati ai propri neonati nella convinzione che fossero meglio del seno materno e delle pappe della nonna. Per non parlare della mucca pazza, le microplastiche e degli erbicidi la cui cancerosità è una specie di segreto internazionale.

 

LA SCIENZA E CERTE SCELTE INCAUTE

Nel corso degli anni la scienza ha fatto una serie di passi falsi. Non voglio pensare che dietro certe scelte ci sia sempre la sete di guadagno, forse ha agito in buona fede, basandosi sulle prime risultanze delle ricerche ma senza sapere cosa sarebbe successo a lungo termine con le “innovazioni”.
Dei disastri che hanno portato ad una fobia diffusa verso ciò che manipola la natura. Parlo della massaia cinquantenne ma anche del giovane laureato che usa il telefonino più tecnologico ma vuole mangiare BIO. Per questo l’interesse dei giovani per il vino e soprattutto per il vino sostenibile, è cresciuta: le scimmie capaci di alimentarsi con frutta fermentata sono un anello dell’evoluzione che ha dato origine all’uomo e l’umanità consuma vino da 8.000 anni …. Evidentemente è il vino è un prodotto naturale e non fa così male!

 

LA RISOLUZIONE UE BECA SUL CANCRO E IL CONSUMO DI ALCOL

Ecco perché la risoluzione della commissione europea sul cancro BECA ha lasciato tutti sconcertati, e non solo i produttori di vino, quando dice <<Non esiste un livello sicuro di consumo di alcol e se ne dovrebbe tenere conto nel progettare le politiche di prevenzione Ue contro i tumori>> quindi chiede all’UE di contrastare ogni consumo di alcol e non solo l’abuso.
Se il vino fosse realmente dannoso per la salute ogni altra considerazione di tipo economico e sociale andrebbe messa in second’ordine. Il punto è che non ci sono prove in tal senso.
Quello che dicono i dati epidemiologici è che bere ogni giorno più di un quarto di bottiglia per le donne, e mezza bottiglia per gli uomini, diviso fra i due pasti, fa male.

 

La ricerca del tartufo è un patrimonio Unesco

La ricerca del tartufo, come l’arte dei pizzaioli napoletani, diventa Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità tutelato dall’Unesco

 

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di Donatella Cinelli Colombini

Le terre dei grandi vini rossi da invecchiamento – Langhe e Montalcino – possono ora fregiarsi di due riconoscimenti Unesco: uno per il paesaggio modellato dalla mano dei contadini e dei vignaioli nel corso dei secoli e l’altro per la “Cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali”, cioè i “trifulau” e i loro cani. Parliamo di circa 150.000 cercatori di tartufi sparsi ovunque in Italia e custodi di una cultura tramandata oralmente generazione dopo generazione. Una tradizione millenaria, che affonda le sue radici fino ai Sumeri.

 

LA RICERCA DEL TARTUFO DIVENTA PATRIMONIO DELL’UMANITA’ NELL’ANNO CON I PREZZI ALLE STELLE

ricerca del tartufo patrimonio dell'Umanità Unesco

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L’iscrizione Unesco arriva in un anno particolarmente scarso per la produzione dei tartufi che, a causa della bassa produzione, hanno raggiunto quotazioni commerciali altissime che WineNews, usando come fonte Centro Nazionale Studi Tartufo, ha indicato in 4.800 Euro al chilo (per pezzature da 15-20 grammi) per il tartufo bianco di Alba, tra 2.100 e 4.000 Euro al chilo ad Acqualagna e tra i 3.500 ed i 5.500 Euro al chilo, a seconda della pezzatura, a San Giovanni d’Asso – Montalcino.

 

IN ITALIA 150.000 CERCATORI DI TARTUFI

Ovviamente l’iscrizione nella lista ufficiale dei patrimoni dell’umanità da parte dell’ Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, riguarda tutti i territori tartufigeni italiani da Acqualagna a San Miniato, fino a Norcia con il suo tartufo nero.

Richard Rogers a Siena

E’ morto due giorni fa uno degli architetti più geniali del Novecento, Richard Rogers. Unendosi al rimpianto per la perdita vi racconto un episodio a Siena

 

Siena-Palazzo-Pubblico-Sala-delle-lupe

Siena-Palazzo-Pubblico-Sala-delle-lupe

di Donatella Cinelli Colombini

Non ricordo esattamente l’anno ma credo fosse il 2005. Avevo contatti con un’associazione internazionale di urbanisti, architetti e paesaggisti che aspiravano alla città ideale e si chiamava Seaside Pienza. In occasione del loro viaggio in Toscana mi chiesero di organizzare a Siena una sessione di studi sulla gestione delle città d’arte. In quel momento la giunta di Maurizio Cenni al Comune di Siena, di cui facevo parte come assessore al turismo, era alle prese con la progettazione del nuovo stadio per la squadra di calcio che giocava nel campionato di Serie A. Il Sindaco era stato fortemente sollecitato dalle autorità di pubblica sicurezza a spostare le partite fuori della città per ridurre il rischio di coinvolgimento di cittadini e opere d’arte nei possibili scontri fra tifoserie avversarie. Lo stadio esistente, Artemio Franchi, è infatti adiacente al centro storico e non ha grandi spazi intorno.

 

SEASIDE PIENZA E IL SOGNO DELLA CITTA’ IDEALE

Decido quindi di organizzare per i membri del Seaside Pienza una conferenza nella Sala delle Lupe del Palazzo Pubblico durante la quale io avrei spiegato il Trekking Urbano (da me ideato nel 2002) come nuovo modello di turismo sostenibile e l’Assessore Fabio Minuti avrebbe presentato il progetto del nuovo stadio in località Arbia, a pochi chilometri da Siena.
L’incontro inizia nel migliore dei modi ma mentre Fabio Minuti e i suoi architetti spiegano il progetto dello stadio io sento un crescente brusio in fondo alla sala. Mi alzo e vado ad informarmi.

 

Come raffreddare il vino in 5 minuti

4 modi per raffreddare una bottiglia calda in 5 minuti quando arrivano ospiti imprevisti. E ancora come togliere la macchia di vino rosso dal tappeto

 

Donatella Cinelli Colombini

Macchie-di-vino-rosso-Christian-Smith

Macchie-di-vino-rosso-Christian-Smith

Christian Smith ci presenta i 4 metodi in un divertente video pubblicato su The Drinks Business ed il risultato è sorprendente.
Le bottiglie sono ad una temperatura di circa 24°C e Christian Smith effettua la dimostrazione pratica dei 4 metodi davanti alla telecamera, controllando il risultato con un termometro digitale. Il tutto risulta spassoso anche per la bravura del conduttore.

 

ECCO I 4 METODI PER RAFFREDDARE IL VINO VELOCEMENTE

I metodi sono: immergere orizzontalmente la bottiglia chiusa in una vaschetta di acqua salata e ghiaccio. In alternativa è possibile versare il liquido in una busta di plastica e immergere quella in un bagno freddo. Poi abbiamo la tradizionale glacette piena di molto ghiaccio e poca acqua in cui mettere la bottiglia verticalmente. Questo sistema ha l’inconveniente noioso di obbligare a ruotare continuamente la bottiglia. Ultimo metodo, più sexy, riguarda l’aggiunta di frutti di bosco congelati nel bicchiere dello spumante o dello Champagne. Lamponi e mirtilli non annacquano il vino ma modificano aromi e sapori.
Il controllo finale rivela che l’ultimo è il solo sistema veramente efficace per far scendere la temperatura del vino a 10°C in pochissimo tempo. Il video è divertente e istruttivo anche perché insegna ad abbassare la temperatura dell’acqua salata con il ghiaccio.

 

WINE DOGS L’IMPORTANZA DEGLI ANIMALI NELLA WINE HOSPITALITY

Avere un winery dog aumenta l’attrattività delle cantine turistiche e crescono gli enoturisti con il guinzaglio. In metà delle case italiane c’è un animale, spesso un wine dog

 

di Donatella Cinelli Colombini

Fattoria del Colle Violante Gardini davanti al vigneto Cancello Nero

Wine dog Felix con Violante Gardini Fattoria del Colle

Qualche anno fa iniziarono ad uscire libri sui wine dogs e poi quelli sui wine cats crescendo fino a diventare una vera tendenza. Il pioniere è stato il fotografo australiano Craig McGill a cui si deve una sorta di enciclopedia dei cani delle cantine di tutto il mondo. Insieme alla moglie Susan Elliott, ha pubblicato libri e post sui cani e sui gatti del vino. La seconda edizione del libro sui cani delle cantine californiane contiene oltre 120 ritratti dei fedeli pelosi – dai purosangue ai bastardini – insieme a dei brevi saggi di Robert Parker Jr, Nick Ryan, Eve Bushman, Sam Neill e Max Allen. Una vera celebrazione del ruolo dei cani nella produzione enologica.

 

PUBBLICAZIONI E REPERTORI SUI WINE DOGS

Oltre ai libri e ai calendari, esistono account Instagram, pagine Facebook sui wine dogs. In California ci sono classifiche delle cantine più dog friendly. Un bestiario così numeroso da far pensare che tutte le cantine USA abbiano un cane e che sia quasi più famoso del wine maker.
Ha consacrato liaison fra i pelosi a quattro zampe e gli appassionati del vino la rubrica del Wine Spectator. Nel 2021 gli abbonati alla celebre rivista del vino americana hanno ricevuto questo annuncio: <<Nel numero del 31 marzo, in vendita la prossima settimana, metteremo in evidenza una delle parti migliori delle cantine visitabili: i loro cani>>. Ebbene nel novembre 2021 la sezione dogs del Wine Spectator conteneva già le foto di 1.570 cani di lettori.

 

Storytelling in video dello Spumante di Donatella

Tre anni in poco più di 2 minuti per raccontare, dalla vigna alla tavola, lo Spumante Metodo Classico Brut Rosè a base di Sangiovese

 

di Donatella Cinelli Colombini

Silvia Argilli, la creativa della Fattoria del Colle che si occupa di wine hospitatlity, ha cercato le immagini della storia dello spumante nei telefonini di tutti i colleghi compresa Donatella Cinelli Colombini. Dalla vendemmia 2018 all’ampliamento della cantina, fino alle visite del consulente Josef Reiterer … foto e piccoli video di qualità molto diversa perché quasi tutti girati amatorialmente in modo veloce.

 

IL RACCONTO DELLO SPUMANTE COSTRUITO COME UN DOCUMENTARIO

Silvia li ha uniti come in un puzzle per formare una narrazione che ovviamente non ha l’effetto patinato e armonico dei video professionali, ma forse proprio per questo appare più vera e ha la freschezza del racconto diretto dei protagonisti.

Spumante-Brut-rosè-metodo-classico-Donatella-Cinelli-Colombini

Spumante-Brut-rosè-metodo-classico-Donatella-Cinelli-Colombini

Compresa qualche sequenza buffa come Donatella che balla nella cantina appena costruita dopo i lunghi mesi covid che avevano bloccato il cantiere, oppure il Vescovo che la guarda accigliato quando lei, dopo la Messa per la benedizione della cantina, racconta la favola del Gatto con gli stivali.

 

TANTE IMMAGINI CHE FORMANO IL RACCONTO DIRETTO DEI PROTAGONISTI

E questa è una favola che si avvera. Una storia che inizia nel 1998 con il sogno delle cantine e arriva nel 2021, come il castello del Gatto con gli stivali. Le cantine ci sono, esportano in 41 mercati esteri, 10 dei vini hanno oltre i 90/100 nei giudizi della stampa internazionale.

 

                                                                       
Cinelli Colombini
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