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Il Tempio del Brunello

Il museo che fa vivere le emozioni dei grandi rossi di Montalcino e dà una cornice prestigiosa , aggiornata e glamour al Brunello trattandolo come un’opera d’arte

 

Tempio-del-Brunello-Montalcino

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di Donatella Cinelli Colombini

Il Tempio del Brunello usa le parti gotiche dell’antico convento di Sant’Agostino, nel cuore di Montalcino, per offrire ai wine lovers di tutto il mondo, un’esperienza emozionante sul vino e sul territorio. Soluzioni architettoniche e tecnologiche molto moderne sui muri medioevali che sovrespongono la doppia anima di Montalcino: quella antica e quella attuale. Due motivi di grande orgoglio che si esaltano a vicenda.

 

OPERA LABORATORI E IL TEMPIO DEL BRUNELLO

Tempio-del-Brunello-Montalcino

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Opera Laboratori, è forse la più grande impresa culturale italiana, e sicuramente quella che ha saputo meglio interpretare il concetto moderno di museo come spazio da vivere, dove i viaggiatori acquisiscono informazioni anche attraverso un’esperienza emotiva e coinvolgente.

 

BRUNELLO COME OPERA D’ARTE

Colpisce la volontà di rispettare l’offerta turistica delle cantine, degli agriturismi e di quanti, nel territorio, offrono visite con degustazione, lezioni di cucina, ricerca del tartufo e altre esperienze dirette della civiltà locale.  Colpisce il rispetto di certe regole, anche a rischio di complicare la comprensione dei messaggi. Il territorio di Montalcino è infatti descritto nella sua attuale dimensione comprensiva del municipio di San Giovanni d’Asso anche se non fa parte del territorio di produzione del Brunello.
Così come colpisce il ruolo protagonista affidato al territorio, raccontato dalla visita aerea dei luoghi attraverso la visione a 360 gradi, attraverso le terre esposte accanto ai paesaggi vitati e attraverso i colori che permettono di creare immagini da ricevere online.

 

OFFERTA DI LUGLIO PER IL CLUB

Due cartoni con 10 bottiglie di Supertuscan bianco Sanchimento 2020 e 2 bottiglie di Passito di Traminer 2017 BIO, 2 drop stop personalizzati e un manuale sul vino

 

Offerta-di-luglio-per-il-club-Supertuscan-bianco-e-passito

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Dei vini straordinari che trasformano le vostre cene d’estate in momenti unici e indimenticabili. Si tratta di serie esclusive: il supertuscan Sanchimento IGT Toscana bianco è prodotto in 1.800 bottiglie e il passito in sole 346 piccole bottiglie da 375 ml.
Insieme verranno spediti a casa vostra un piccolo manuale “brief handbook” per grandi wine lovers e 2 drop stop personalizzati che vi aiuteranno a versare il vino nei calici.

 

PASSITO 2017 UNA PRODUZIONE  SUPER ESCLUSIVA

Il Passito è la passione di Carlo, marito della produttrice Donatella Cinelli Colombini, che lo cura personalmente. L’annata 2017 ha ottenuto 94/100 da parte di Robert Parker Wine Advocate che ha apprezzato il gusto mielato ed elegantissimo di questo vino da dessert.

Le uve per il Passito e il Supertuscan bianco Sanchimento sono prodotte nel piccolo vigneto BIO di varietà Traminer della Fattoria del Colle.

 

SANCHIMENTO 2020 SUPERTUSCAN BIANCO DI UNA VENDEMMIA 5 STELLE

Offerta-di-luglio-per-il-club-Supertuscan-bianco-e-passito

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Sanchimento Supertuscan IGT bianco è nato nella vendemmia 2020 cinque stelle.
Parte delle uve sono state vinificate con metodo tradizionale e parte con metodo orange, cioè a contatto con le bucce dell’uva e con lieviti indigeni. Prima dell’imbottigliamento il vino ottenuto con i due sistemi è stato unito per ottenere un bianco dal colore dorato e dal profumo complesso e leggermente minerale. In bocca il vino è armonico e sorprendentemente intenso. Vi affascinerà per il suo carattere elegante, fresco e insieme ricco.

 

OFFERTA PER I SOCI DEL CLUB DI DONATELLA

Prezzo di 159 Euro (anziché 181 Euro)
Per due cartoni contenenti 10 bottiglie (750 ml) di Sanchimento IGT Bianco Supertuscan 2020 e 2 bottiglie (375 ml) di Passito di uve Traminer 2017, 2 drop stop e un manuale per wine lovers
Per chi vuole raddoppiare l’acquisto: 298 Euro (anziché 362 Euro)

 

Manuale del vino a fumetti

Francesco Scalettaris manuale a fumetti per bere con gusto: completo, divertente, chiaro e autoironico alla barba di chi pontifica

Francesco Scalettaris il vino a fumetti

Francesco Scalettaris il vino a fumetti

di Donatella Cinelli Colombini

Ma chi dice che per insegnare bisogna essere noiosi? Questo è il manuale sul vino più efficace che abbia mai visto ed è divertente. Chiaramente insegna solo le nozioni base ma mette voglia di imparare di più e questa è la cosa più importante. Conoscere il vino ( pp139 €18) è un libro delizioso e un antidoto alle spiegazioni supponenti e complicate che allontanano i giovani dal vino perché lo fanno apparire difficile.

CONOSCERE IL VINO COME INSEGNARE IL VINO IN MODO DIVERTENTE

Puntare sulla vista, che fra tutti i sensi è quello a cui il cervello dedica più cellule e più impegno, è un modo per rendere più memorizzabili le informazioni anche perché, in molti casi, l’ironia aiuta. I tannini trasformati in soldati napoleonici che legano i nemici cioè la saliva ma, col passare del tempo, diventano sempre più stanchi e quindi fanno meno prigionieri …. È efficacissima per descrivere cosa avviene in bocca con i vini giovani astringenti e i vini vecchi più morbidi.

Scalettaris e Di Qual Conoscere il Vino

La qualità del tratto grafico poi è sicura, pulita e di grande qualità artistica.

I TANNINI COME SOLDATI NAPOLEONICI, I CARATTERI OLFATTIVI COME GLI STRUMENTI MUSICALI,

E’ tutto ben fatto, questo manuale a fumetti sul vino. Ci sono anche alcuni personaggi deliziosi come Ilda che spiega i concetti di intensità, complessità e qualità olfattiva usando la musica.
Alla fine <<mamma mia, ho creato un mostro!>> il nostro protagonista diventa un saccentino come il sommelier che lo ha sconvolto all’inizio del libro. Anche questa è ironia! Come dire <<non prendiamoci troppo sul serio, il vino, anche quello cult, è un dono della natura da godere sensualmente, come un dipinto, o un concerto>>.

Le esperienze enogastronomiche di viaggio +51%

Nell’anno covid 2020 i turisti italiani attratti dalle attività enogastronomiche sono aumentati del 10%. Il Rapporto di Roberta Garibaldi e i turisti golosi

di Donatella Cinelli Colombini

 

Turismo-enogastronomico-chiocciole-di-San-Quirico

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La vacanza più desiderata è quella al mare collegata ai piaceri enogastronomici e quindi non meraviglia che Sicilia e Napoli risultino le mete top. Le regioni più desiderate per i peccati di gola sono nell’ordine Sicilia, Emilia Romagna, Campania e Puglia. Fra le città svettano Napoli, Bologna, Palermo e Firenze.

IN CIMA AI DESIDERI DEI TURISTI GOLOSI MARE, SICILIA E NAPOLI

Vince l’accoppiata mare -enogastronomia seguita dal binomio cultura-arte e enogastronomia. Meno forti appaiono le proposte legate a montagna o termalismo.
Roberta Garibaldi ha presentato il suo Rapporto 2021 sul Turismo enogastronomico in Italia al Senato della Repubblica con il Ministro Massimo Garavaglia e il Sottosegretario Gian Marco Centinaio dando una forte spinta alla volontà politica di puntare su Food&Wine per la ripartenza dei viaggi e delle vacanze.

IL 71% DEGLI ITALIANI VA DOVE MANGIA BENE MA ANCHE DOVE C’E’ BELLEZZA E RISPETTO DELLA NATURA

Turismo-enogastronomico-brustico-di-Chiusi

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E i numeri sono chiari indicatori del peso dei piaceri golosi sulla scelta delle mete turistiche: il 71% degli italiani (era il 59% nel 2019) decide dove andare in base alla possibilità di fare esperienze enogastronomiche. In altre parole se la destinazione ha una meravigliosa abbazia medioevale ma pessimi ristoranti e nessun prodotto tipico da assaggiare e comprare sarà inevitabilmente scartata. Per fortuna posti del genere sono rari in Italia.
E’ chiaro che l’attrattiva gourmand non basta, la destinazione deve avere un paesaggio molto bello e una solida offerta culturale che va oltre il cibo, mentre il rispetto ambientale conta sempre di più sia nel piatto che nel territorio.

ITALIANI VIAGGIATORI GOLOSI E ESIGENTI APPASSIONATI DI ESPERIENZE ENOGASTRONOMICHE

Aumenta il numero dei turisti del gusto (51%). Nel complesso il 70% degli Italiani ha fatto almeno un viaggio, negli ultimi tre anni, con l’enogastronomia come motivazione primaria. Tuttavia è diminuito del 10% il numero delle esperienze vissute.
Un calo sicuramente da collegare ai lunghi periodi di lockdown,  alla difficoltà di prenotare e rispettare tutte le procedure covid.
I viaggiatori sono più esigenti, attivi e attratti dall’aria aperta, chiedendo cose nuove, sostenibili e sicure per la salute. Sono insomma diventati delle sentinelle dei comportamenti virtuosi dirigendosi verso le destination dove c’è maggior rispetto del paesaggio, delle biodiversità e delle comunità locali.

Il vino “Quickie!” sveltina

Un’immagine volgare e un nome imbarazzante per un vino venduto in Gran Bretagna che sembra uscito da un film sulla mafia americana di mezzo secolo fa

 

Quickie wine austalia

Quickie wine Australia

di Donatella Cinelli Colombini

La bottiglia è una bordolese con tappo a vite, prodotta in Australia ed ha una grande etichetta in cui si vede un disegno a colori raffigurante una procace bionda in sottoveste che si aggiusta il reggicalze inginocchiata su un divano. Dietro di lei c’è un uomo in camicia che stringe il nodo della cravatta. Sembra il momento successivo a un incontro sessuale fra due persone che non hanno avuto il tempo di spogliarsi e il nome del vino sembra confermare questa impressione “Quickie!” cioè “sveltina“.

 

QUICKIE IN INGLESE SIGNIFICA CONSUMO VELOCE DI ALCOOL O SESSO

In inglese la parola indica un consumo veloce di bevande alcoliche o di sesso.
Nell’insieme -immagine e nome- fanno pensare a qualcosa d’altri tempi, ai film americani della metà del Novecento.
Invece il vino era in vendita proprio ora in Gran Bretagna. Per questo sono stati presentati due reclami al Portman Group, cioè all’organismo che controlla la responsabilità sociale dell’alcol nel Regno Unito. Le denunce riguardavano il contenuto sessista dell’immagine e il termine quickie come incoraggiamento al consumo rapido del vino.

 

I 50 PIONIERI DELLA NEXT GENERATION DEL CIBO

Gli uomini e le donne giovani che ispirano il futuro dell’alimentazione con creatività, coraggio e maggiore responsabilità verso il pianeta

 

50-Next-food-generation Manuel Choqque, a Peruvian

50-Next-food-generation Manuel Choqque,

Di Donatella Cinelli Colombini

Sono ristoratori, insegnanti, tecnologi, attivisti con età inferiore ai 35 anni e un pensiero visionario sul cibo. 50 next non è una classifica di merito ma una lista di persone che pensano avanti verso un mondo più attento alle persone e all’ambiente perché mangiare è un “atto politico” come dice il mio amico Carlin Petrini. In altre parole cambiare l’alimentazione può cambiare il mondo.

 

THE WORLD’S 50 BEST – NUOVA GENERAZIONE DEL CIBO

I rivoluzionari del cibo sono giovani sotto i 35 anni e provengono da 34 Paesi situati in tutti i continenti. Sono divisi i sette categorie:

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1. Produttori rivoluzionari;
2. Disgregatori tecnologici;
3. Responsabilizzazione degli educatori;
4. Creativi imprenditoriali;
5. Innovatori scientifici;
6. Pionieri dell’ospitalità;
7. Attivisti pionieri.

 

NUOVO TURISTA DIFENSORE DEI TERRITORI

Prima le destinazioni turistiche venivano trasformate sulle esigenze dei viaggiatori ora i turisti vogliono contribuire a preservarle come sono

 

Di Donatella Cinelli Colombini

 

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Il covid ha cambiato i desideri dei turisti ma internet ha cambiato il rapporto fra ciò che sta nel display e quello che vale il viaggio.

 

COME IL COVID HA CAMBIATO I TURISTI

Il covid ci ha dato la paura dei contagi, di stare, toccare e respirare con altre persone. La popolazione del mondo è più povera e più spaventata. Risparmia, cerca sicurezze sanitarie, sente il bisogno di spazi aperti e di natura oltre il piacere ma quasi come una necessità fisica.
Pian piano passerà. Il miglioramento di vaccini e terapie, la ripresa economica ci ridaranno fiducia.

COME INTERNET HA CAMBIATO I TURISTI

treno natura-nuovi-turisti-difensori-delle-identità-lovali

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Quello che invece rimarrà e anzi crescerà sarà la presenza della tecnologia e soprattutto delle finestre virtuali sul mondo che passano da internet. E sono queste che influiscono in modo più radicale sul comportamento dei turisti. Non solo per scegliere le destinazioni, prenotare e poi mantenersi in contatto con i residenti…. Il primo innesco di questo cambiamento sta nella possibilità di vedere, ora per ora cosa succede in ogni angolo del mondo, crea una familiarità con contesti lontani ma contemporaneamente accelera la loro trasformazione in set cinematografici.
Da sempre chi riceve i turisti tende ad adattarsi alle loro attese cioè di diventare simile agli stereotipi e i desiderata presenti nella mente di chi viaggia. Dopo l’avvento di internet, il processo si è radicalizzato perché chi offre una destinazione a chi cerca un viaggio online, attua un processo che chiamerei “sono come tu mi vuoi”.

 

IL VINO IN LATTINA SI O NO?

Argomento di grande attualità il vino in lattina divide i wine lover fra i giovani favorevoli e i senior contrari. Ecco chi si è già espresso e voi cosa ne dite?

 

Vino-in-lattina

Vino-in-lattina

Di Donatella Cinelli Colombini

In attesa di raccogliere i vostri commenti in un secondo post riporto qui le opinioni di chi ha già detto la sua. E la distanza fra favorevoli e contrari è ampia.

 

MARIO CROSTA E IL VINO IN LATTINA SOLO CEEP

Mario Crosta ha scritto quello che pensa sulla mia pagina Facebook <<Quando lavoravo alla pneumatici Clément, il nostro importatore negli USA volle 150 gomme rosse da mountain bike, 150 gialle, 150 verdi, 150 azzurre e 150 bianche più 30.000 gomme nere. Fece mettere le gomme colorate in 150 vetrine di negozi specializzati. Quando il cliente entrava e ordinava due gomme, di quelle colorate che aveva visto in vetrina, il gestore rispondeva che gli dispiaceva, ma che le aveva già finite e gli proponeva di acquistare quelle nere ….. In poche settimane le gomme nere andarono a ruba. Negli USA funziona così. I consumatori americani sono attirati dalle cose nuove come il vischio fa con le mosche…. Bisognerebbe approfittarne per smerciare tutti i vini senza valore, quelli senz’anima, quelli che è meglio non imbottigliare per non fare brutte figure, quelli che prima si mandavano a distillare e adesso si vendono sfusi al prezzo minimo ma che si devono pur vendere>>.

 

MARCELLO MEREGALLI E IL VINO IN LATTINA COME NOVITA’ GIOVANE E GREEN

Vino-in-lattina

Vino-in-lattina

Dunque da Mario Crosta arriva il suggerimento di puntare sulla novità, l’aspetto goliardico della bevuta fuori dagli schemi con vini molto, molto molto semplici.
Ma c’è chi la pensa in tutt’altro modo. Dal webinar Coldiretti condotto da Riccardo Cotarella, Marcello Meregalli, alla guida del Gruppo Meregalli, tra i leader della distribuzione enoica, arrivano opinioni opposte. Dopo aver parlato della mixology che si è spostata a casa, Meregalli ha detto <<altre due tendenze. Il vino come hobby: cresce la voglia di formazione e corsi, di degustazione e abbinamento. E il peso del “green”: quella della sostenibilità sarà per molte aziende una scelta obbligata, che aprirà ad un nuovo consumo. E che riguarda anche il packaging: i Paesi anglosassoni fanno 3 miliardi di fatturato dal vino in lattina di qualità, un mercato diverso, ma in un contenitore green, per un target diverso. Sono filosofie da seguire e che porteranno cambiamenti, perlopiù positivi.>>

Quindi la lattina con vino di buon livello e un target giovane e ambientalista.

 

95 per il Brunello Riserva 2015 Insider Wine Spectator

94 per il Brunello 2016 e il Brunello Prime Donne 2016 ottimi ratings dal Wine Spectator per due annate strepitose del Casato Prime Donne di Montalcino

 

94-Wine-Spectator-Brunello-2016-Donatella-Cinelli-Colombini

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Di Donatella Cinelli Colombini

E’ sempre bello leggere buoni giudizi sui propri vini da parte dei super esperti e quando l’etichetta è nell’Insider di Wine Spectator è una gioia. Questa volta c’era il Brunello Riserva 2015 con un bel punteggio di 95. Il Brunello 2016 e il Brunello Prime Donne 2016 sono nelle pagine interne di Wine Spectator, entrambe con un ottimo 94.

 

Brunello 2015 Riserva 95 WS, Brunello e Brunello Prime Donne 2016 94WS

Le mie scelte in vendemmia, nella vinificazione e nella maturazione in botte si basano sulla ricerca dei caratteri originari più puri del Brunello. Il mio Brunello è elegante non opulento. E’ un’interpretazione del terroir di Montalcino molto attuale anche se ispirata ai Brunello dei nonni.

94-Wine-Spectator-Brunello-2016-Prime-Donne-Donatella-Cinelli-Colombini

94-Wine-Spectator-Brunello-2016-Prime-Donne-Donatella-Cinelli-Colombini

C’è chi se ne innamora e chi preferisce i Brunello più muscolari. Per questo io aspetto i giudizi dei wine critics a stelle e strisce con grande trepidazione. Per fortuna annate come la 2015 e la 2016 mettono tutti d’accordo. Anche Tom Hyland (Italian wine report) che abita a Chicago, ma scrive dei vini italiani da oltre 20 anni, ed è considerato fra i migliori ambasciatori della nostra enologia in USA, ha dato 93 al mio Brunello 2016.

 

Brunello 2015 e 2016 due annate che piacciono a tutti

Sia Hyland che Bruce Sanderson, che assaggia per Wine Spectator, consigliano di bere i miei Brunello fra dieci anni e oltre. Il consiglio è giusto, si tratta di grandi vendemmie adatte per il lungo invecchiamento ma, secondo me sono molto appaganti anche adesso. Anzi è proprio questo il segreto del successo del sangiovese di Montalcino: è come un bellissimo giovane che sa invecchiare accrescendo la sua classe.
Ed ecco i ratings del Wine Spectator in base all’assaggio di Bruce Sanderson:

 

Donatella ringrazia le Donne del Vino

L’assemblea delle Donne del Vino, riunita on line il 22 giugno, approva all’unanimità il prolungamento del mandato della presidente e del consiglio a gennaio 2023

 

Di Donatella Cinelli Colombini

Donne-del-Vino-prolungamento-del-mandato-di-12-mesi

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La decisione è un effetto del Covid. Infatti, il prolungamento di un anno dell’attuale mandato del Consiglio e della Presidenza delle Donne del Vino, serve a completare i progetti in corso e a far incontrare le socie fra loro, in presenza, almeno una volta.

 

12 MESI IN PIU’ ASPETTANDO LE CONVENTION NAZIONALI E INTERNAZIONALI IN PRESENZA

Purtroppo, la convention nazionale di quest’anno, prevista in Piemonte, non potrà avere luogo, ma speriamo di poter effettuare quella in Campania nel 2022. Anche l’incontro mondiale con le associazioni di enologia al femminile è stato rimandato a novembre 2022 in concomitanza con SIMEI.
Il voto unanime sul prolungamento del mandato di 12 mesi è anche un segno di stima e di consenso per me e per l’attuale consiglio dell’associazione. Per questo apprezzamento dico grazie a tutte voi ma sento anche il dovere di sottolineare quanta parte delle realizzazioni e del successo dipenda dal contributo delle Delegate, dello staff e di tante socie. Vi avevo prospettato una gestione “plurale” ma non immaginavo di arrivare a tanto: le Donne del Vino sono rimaste unite nonostante il lockdown, imparando velocemente a costruire reti digitali, hanno messo in campo progetti sempre più grandi, più innovativi e utili per l’intera nazione.

 

Donne-del-Vino-prolungamento-del-mandato-di-12-mesi

Donne-del-Vino-prolungamento-del-mandato-di-12-mesi

DONNE DEL VINO UN’ASSOCIAIONE INCUBATORE DI TALENTI E DI LEADERSHIP

Un ritmo incessante di attività che ha trasformato le Donne del Vino in un cantiere diffuso. Un sentiment positivo che ha fatto aumentare il numero delle socie fino alle attuali 925 e ha accresciuto la visibilità e la credibilità della nostra associazione a livelli enormi. Ci hanno chiamato due volte, in forma consultiva, alla Camera dei Deputati e ora dialoghiamo con i Ministeri che ascoltano le nostre proposte.
C’è un altro aspetto che mi inorgoglisce: le Donne del Vino sono diventate un incubatore di talenti ed esprimono un numero crescente di presidenti di consorzi del vino e di associazioni nazionali e regionali di vario tipo. E’ una presa di coscienza del proprio talento che, spero, dipenda anche dallo stimolo a mettersi in gioco che la nostra associazione trasmette a tutti i suoi membri facendoli crescere individualmente e collettivamente.
I progetti nazionali sono sempre più grandi e inclusivi. E’ importante che tutte le socie diano il loro contributo. L’appello è <<Siate protagoniste!>>

 

Le donne e le stanze dei bottoni del vino

Giovanna Prandini eletta presidente di ASCOVILO, Associazione dei Consorzi dei Vini Lombardi e il Gavi con un CDA di soli uomini per mancanza di candidate donne

 

Giovanna-Prandini-Presidente-Ascovilo

Giovanna-Prandini-Presidente-Ascovilo

di Donatella Cinelli Colombini

C’è una regola <<se non ci provi hai già perso>> e troppe donne, troppo spesso non accettano le sfide. Rinunciano ancora prima di mettersi alla prova perché lavoro e famiglia assorbono tutto il loro tempo o perché rifuggono gli ambienti conflittuali come i consigli di amministrazione. Oppure perché pensano di non venire ascoltate e quindi che sia solo una perdita di tempo.

 

GIOVANNA PRANDINI PRESIDENTE ASCOVILO

Ogni tanto c’è qualche eccezione e fra loro dei veri talenti come Giovanna Prandini che ha dimostrato di essere un eccellente manager nella sua azienda Perla del Garda, dove produce un Lugana straordinario e nei ruoli che, volta per volta, si è trovata a interpretare.

L’ho vista allestire la sala da degustazione per le Donne del Vino e con la stessa calma determinazione dirigere progetti enormi come la Fiera di Brescia. Generosa, mai superba, capace di vedere lontano e rischiare, Giovanna Prandini è stata eletta all’unanimità, presidente di Ascovilo.

Per capire come lavora basta leggere la sua prima dichiarazione <<Dobbiamo partire facendo rete e sinergia: il territorio promuove il vino, il vino promuove il territorio… possiamo avere come nostri alleati i ristoratori, con le loro carte vini, che dovranno sempre più essere lombarde in Lombardia, ed enoteche a raccontare tutta la filiera di eccellenza>>.

Bergamo evento Donne del vino Giovanna Prandini

Bergamo evento Donne del vino Giovanna Prandini

Un piano che ha due alleati forti: il Grana Padano e la regione Lombardia. <<Nei prossimi mesi avvieremo una massiccia campagna di comunicazione istituzionale dedicata al vino lombardo>> ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale all’Agricoltura <<partendo dall’iniziativa #iobevolombardo che promuove il consumo dei nostri vini nei ristoranti, nei bar e nelle enoteche della nostra regione>>.

Quindi idee chiare, capacità di instaurare alleanze e perfetta consonanza con i dati che arrivano dagli studi di marketing dove è evidente la tendenza alla territorialità dei consumi.

Brava Giovanna, sarai una grande presidente.

 

La cantina del vino Cenerentola

Festa toscana per l’inaugurazione della cantina della Fattoria del Colle, quasi una reggia per il vino Cenerentola diventata principessa della Doc Orcia

 

Il 26 giugno, Donatella Cinelli Colombini inaugurerà l’ampliamento e il restauro della cantina della Fattoria del Colle con la benedizione del Vescovo Stefano Manetti e un “déjeuner sur l’herbe”, per 150 perone. Verranno servite pietanze tipiche valdorciane accompagnate da Brunello, Orcia Doc, Chianti Superiore e Supertuscan. Una festa campestre secondo la grande tradizione toscana per celebrare la conclusione di un progetto che permette di aumentare la qualità dei vini e trasforma la Fattoria del Colle in una wine destination capace di attrarre appassionati e offrire loro esperienze e assaggi indimenticabili.

 

LA CANTINA SOTTERRANEA DEL VINO CENERENTOLA

La principale realizzazione è un grande ambiente sotterraneo destinato all’affinamento dei vini in bottiglia per il quale sono stati spostati 3.366 mc di terra e roccia (231 ore di martello pneumatico da parte della Ditta Edilpellegrini). Il progetto dell’Architetto Silvia Nucci, dello Studio Luigi Rocchi, prevedeva una sola grande stanza di 450m2 per l’affinamento del vino in bottiglia. Qui la temperatura deve rimanere a 16°C  costanti mentre nell’area per lo spumante scende a 12°C. E’ in questa zona, separata da pannelli, che hanno trovato posto le pupitre per il remuage manuale del brut rosè metodo classico ottenuto da uve di Sangiovese.

 

Cantina-di-Cenerentola-Fattoria-del-Colle-Toscana

Cantina-di-Cenerentola-Fattoria-del-Colle-Toscana

UN BOSCO DI QUERCE INVERNALE TRASFORMATO IN SILHOUETTE DI CORTEN

All’esterno Donatella Cinelli Colombini ha chiesto ai progettisti e agli artigiani che lavoravano al cantiere -tutti locali-, di ispirarsi a quello che vedevano intorno a loro. Donatella è infatti una forte oppositrice dei “non luoghi” che tolgono identità ai territori. Da questa richiesta e dai lunghi mesi di lockdown, che hanno confinato tutti intorno a casa, è nata l’idea di riprodurre in metallo i boschi di querce vicino alla Fattoria del Colle.

D’inverno gli alberi più nobili della macchia mediterranea, diventano un merletto di rami spogli che salgono verso il cielo. La giovane architetta Elisa Boldi (Coima) li ha disegnati come silhouette e li ha ritagliati con il laser su lastre di ferro facendoli poi aggredire dalla ruggine in modo che avessero lo stesso colore degli alberi. Infine il bosco di corten è stato messo, per 50 metri, intorno alla nuova cantina e a delimitare la terrazza panoramica sovrastante.  Le silhouette delle querce hanno consentito alla progettista Silvia Nucci di creare una continuità fra il nuovo edificio e la parte preesistente con la tinaia, la zona di imbottigliamento e una casa contadina costruita circa un secolo fa. In quest’ultimo edificio è stata realizzata la sala immersiva, con le library delle bottiglie antiquarie e un impianto di immagini, suoni e luci che insegna ai wine lovers ad “ascoltare le vigne”.

 

Chi compra il vino di lusso?

Giovane, cinese e sia maschio che donna. Contano l’età, l’annata, il brand e la sostenibilità del vino. Ecco l’identikit di chi compra bottiglie di lusso

 

di Donatella Cinelli Colombini

Vino-di-lusso-sommelier-cinesi

Vino-di-lusso-sommelier-cinesi

Conferme ma anche sorprese. L’indagine pubblicata da Areni Global e ripresa da WineSearcher riguarda gli acquirenti di vini con prezzo superiore a 75 Dollari e quindi non solo le bottiglie ultralusso.

 

CHI COMPRA IL VINO DI LUSSO E’ GIOVANE

Tutti si aspettavano compratori vecchi, invece in Stati Uniti e UK sono giovani con molti sotto i 30 anni. Gli uomini prevalgono al 75% in USA e Regno Unito, dove sono circa il 75% ma in Cina e a Hong Kong le donne sono la metà.
A quali nazioni interessa l’età del vino? Ci si aspetterebbe l’Inghilterra e invece, fra i sudditi di Sua Maestà, la percentuale si ferma al 35% mentre in Cina sale al 57% e in Usa al 47%.

 

LA COMPLESSITA’ E L’ORIGINE LOCALE PIACCIONO AGLI INGLESI

Vini-di-lusso-Cina-consumatrici-donne

Vini-di-lusso-Cina-consumatrici-donne

I wine lovers britannici sono quelli che apprezzano di più la “complessità” del gusto del vino. Anche la “tipicità regionale” è importante in UK mentre a cinesi e statunitensi, come nel caso precedente, non interessa affatto.
I più sensibili alla rarità del vino sono a Hong Kong. Gli altri cinesi, quelli del gigante asiatico guardano soprattutto l’importanza della regione viticola e del brand.

 

I CINESI SONO I MAGGIORI COMPRATORI DI VINO DI LUSSO

Sul luogo in cui si trovano i compratori delle bottiglie con prezzo superiore ai 75$ Areni ha lavorato con Wine Intelligence per l’elaborazione dei dati.
Il risultato indica con chiarezza la Cina dove un terzo dei consumatori di vino, cioè 35,2 milioni di persone, bevono frequentemente vini costosi. Sei volte di più che negli USA dove solo il 7% dei consumatori. La percentuale è più alta in UK ma la popolazione è decisamente inferiore e quindi il mercato risulta meno interessante per chi produce grandi vini.

 

Vino di-vino: suore cantiniere e vino da messa illegale

Suore cantiniere vendono rosato online, vino da Messa illegale sequestrato in Quebec il business enologico della Chiesa è sorprendente

di Donatella Cinelli Colombini

E le sorprese non finiscono qui. Scopro che a Parigi, prima del Covid, avveniva un Salon des Vins d’Abbaye cioè una fiera dei vini delle abbazie.

IL ROSATO DELLE SUORE CANTINIERE

Con la sospensione dell’evento le suore hanno avuto difficoltà a vendere il rosato che producono da vent’anni e quindi si sono rivolte a internet. Divine Box, portale creato per commercializzare il vino dei monasteri,  ha aiutato le suore a vendere online le loro 9.000 bottiglie di un rosato (63,9€ l’una) da bere giovane e quindi da vendere entro aprile. Suor Armel ha spiegato che il vino e l’olio costituiscono una grande risorsa economica per la loro abbazia dove vivono 47 persone.
La notizia delle suore cantiniere è stata ripresa da molti giornali francesi che hanno sostenuto il loro tentativo per dare una prospettiva di sopravvivenza all’abbazia, tramite il vino. Bellissimo il video con le suore sul trattore e nella vigna mentre legano le viti.

SAQ-monopoli-canadesi-e sequestro-del-vino-da-Messa

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VINO DA MESSA ILLEGALE SEQUESTRATO IN QUEBEC

Più ingarbugliata la notizia del vino da Messa sequestrato dalla polizia del Quebec perché importato illegalmente. Pare che in varie zone del Canada, e soprattutto nel Quebec fosse pressoché impossibile acquistare del vino per le sacre celebrazioni. Non si tratta infatti di un semplice vino bianco. La normativa che arriva dal Vaticano (2017) lo descrive così<<Il vino che viene utilizzato nella celebrazione più sacra del Sacrificio eucaristico deve essere naturale, dal frutto dell’uva, puro e incorrotto, non mescolato con altre sostanze. Bisogna fare molta attenzione affinché il vino destinato alla celebrazione dell’Eucaristia sia ben conservato e non si sia inacidito. È assolutamente vietato utilizzare vini di dubbia autenticità o provenienza.>>

Colossi del vino italiano ora sono tre 

Italian Wine Brands acquisisce Enoitalia e nasce un colosso da 400 milioni di Euro, il Fondo Clessidra unisce Botter e Mondodelvino per un totale di  350 milioni 

Cuvage-Mondodelvino

Cuvage-Mondodelvino

di Donatella Cinelli Colombini 

GIV-Cantine Riunite non è più il solo grande gruppo italiano anche se resta il primo della lista con oltre seicento milioni di business annuo.  La riunione di Botter e Mondodelvino in una sola impresa all’interno del fondo Clessidra crea un altro colosso. E’ ancora più grande quello che Italian Wine Brands ha formato acquisendo Enoitalia per 150 milioni di euro. Si tratta di un’impresa privata del vino da oltre 400 milioni di euro di fatturato, annuo.

LE 100 GRANDI CANTINE FANNO DA SOLE META’ DEL BUSINESS ENOLOGICO ITALIANO

Piccolo, purtroppo, nel vino è sempre meno bello. Durante la pandemia le 100 grandi cantine italiane hanno fatto utili mentre quelle di ridotte dimensioni, anche se bravissime, hanno sofferto.

Londra_Stefano-Ricagno-riceve-il-premio-per-Cuvage

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Come giustamente sottolinea Anna Di Martino nel suo report annuale sulle grandi imprese enologiche del nostro Paese, le 100 più grandi, fanno da sole metà del giro d’affari di tutte le 35.000 cantine italiane e oltre il 60% dell’export totale.

Questo significa che le piccole sono davvero piccole e nella stragrande maggioranza dei casi molto piccole.

L’operazione del Fondo Clessidra che ha acquisito la maggioranza di Mondodelvino unendola a Botter e formando un gruppo da 350 milioni di fatturato annuo, così come la creazione del nuovo gruppo formato da Italian Wine Brands e Enoitalia, Gruppo Pizzolo (Ebitda di Euro 42,7 milioni nel 2020)  dice anche un’altra cosa: puntare su chi ha pochi vigneti è più remunerativo.

                                                                       
Cinelli Colombini
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