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UMANI RONCHI E T’INNAMORI DEL VINO DELLE MARCHE

Massimo Bernetti ci racconta la sua vita e la storia della sua cantina Umani Ronchi, icona del vino marchigiano e del successo internazionale del vino italiano

 

Massimo-e-Michele-Bernetti-Umani-Ronchi

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Di Donatella Cinelli Colombini

Massimo Bernetti è uno dei capitani coraggiosi del vino italiano, quei pionieri che trasformarono il vino delle osterie e delle cisterne in bottiglie di lusso. Oggi, arrivato a 80 anni, un’età in cui <<il tempo trascorso è più reale di noi>> come dice, con autoironia, nella prefazione, ha deciso di raccontare questo percorso in due opuscoli scritti con semplicità e senza alcun desiderio autocelebrativo.
E’ questa la prima cosa che colpisce: l’umiltà di una storia vera. E’ un dono raro che trasforma i due racconti di Massimo Bernetti in una testimonianza autentica, precisa di un uomo e della sua cantina. Una storia che va a inserirsi nella spettacolare ascesa del vino italiano fino ai ristoranti stellati di tutto il mondo.

 

LA MERAVIGLIOSA STORIA DEL VINO ITALIANO NEL  DOPOGUERRA

Pelago-Umani-Ronchi-

Pelago-Umani-Ronchi-

Un percorso pieno di pericoli, di delusioni, di coraggio, intraprendenza, tenacia …. Con la voglia continua di andare ancora avanti, di non sentirsi appagato dei risultati e di accettare sfide sempre più difficili. E’ bene che i giovani leggano questa testimonianza perché infonderà loro il coraggio che serve in questa fase post covid. Cambiare il mondo è possibile, anzi è bello.
I ricordi dell’infanzia, della seconda guerra mondiale e del dopoguerra sono forse le pagine più belle e capaci di ispirare coraggio. Ci sono brani, come quello dei bombardamenti di Ancona, che sembrano la Siria di oggi. Massimo e la sua famiglia rimangono per 20 giorni in cantina con poco cibo e in costante pericolo di morte, ma lui bambino si diverte a collezionare schegge di granate e corre verso i crateri delle bombe per arricchire la sua raccolta.

 

VINO E SPORT CON BRINDISI OLIMPICI

Vino e calcio, vino e ciclismo, vino e Gran Premi automobilistici come la sponsorizzazione sportava promuove cantine o territori e il tifo diventa virale

 

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Luna-Rossa-ha-brindato-con-Ferrari-Trento-al-secondo-posto-nell’America’s-Cup

Di Donatella Cinelli Colombini

Il vino è poco presente fra gli sponsor sportivi, ma è comunque presente in modo significativo sostenendo squadre locali come fa Sartori con il calcio di Verona oppure grandi eventi internazionali come la Ferrari di Trento che fa brindare i piloti vincitori delle gare di Formula 1 e i medagliati italiani a Tokyo.
Secondo me gli spumanti Ferrari portano anche fortuna viste le 40 medaglie olimpiche  alcune delle quali veramente stratosferiche come i 100 metri piani di Marcell Jacobs e la staffetta 4 x 100.  Per non parlare delle rosse di Maranello, che dopo un disastroso 2020, ricominciano a vedere il podio. Hanno brindato con Ferrari Trento Rafa Nadal vincitore degli Internazionali di tennis di Roma 2021 e il team di Prada-Luna Rossa che è arrivata seconda nella 36° edizione dell’America’s Cup di vela.

 

Club Atlético Colón

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FERRARI TRENTO BRINDA COI VINCITORI DELLA FORMULA 1

L’operazione di Ferrari Trento è molto importante per tutto lo spumante italiano perché sostituire le magnum di Champagne in uno dei momenti più fotografati dello sport mondiale e in uno dei momenti con maggiore contenuto simbolico: lusso, festa e successo. Questi sentimenti si attaccano alle bottiglie e chi servirà una magnum di Ferrari Trento Doc alla festa della sua laurea finirà per sentirsi un campione ricco, famoso e vincente. Il mito dello Champagne è stato costruito su valori simbolici di questo tipo ed è bello vedere che le bollicine italiane sono ora sul podio così come è bello vederle trionfare allo Champagne & Sparkling wine world championships.

 

Biologico, biodinamico, parlamento e magia

Il contrasto fra chi crede nell’agricoltura convenzionale, bio e biodinamica esce dai campi e dalla stampa specializzata per approdare in Parlamento alzando i toni

 

biologico-compost-Gaja Ca Marcanda

biologico-compost-Gaja Ca Marcanda

di Donatella Cinelli Colombini

Una polemica che ha preso toni politici quando un gruppo di scienziati e Senatori hanno mandato una lettera chiedendo di non usare il denaro pubblico per finanziare l’agricoltura biodinamica <<pratica esoterica opposta e inconciliabile con qualunque dato scientifico>>.

DISEGNO DI LEGGE SULL’AGRICOLTURA BIOLOGICA

Tutto parte dal punto 3 del Disegno di Legge sull’agricoltura Bio dove c’è scritto <<il metodo di agricoltura biodinamica, che prevede l’uso di preparati biodinamici e specifici disciplinari, applicato nel rispetto delle disposizioni dei regolamenti dell’Unione Europea in materia di agricoltura biologica, è equiparato al metodo di agricoltura biologica>>.

 

COS’E’ IL BIODINAMICO

Ne è nata una discussione sia sulla stampa specializzata che nelle stanze della politica che è ben raccontata da un articolo di Alessia Zuppelli pubblicato in Cronache di Gusto.

Vigneto-bio-Donatella-Cinelli-Colombini

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L’agricoltura biodinamica si rifà ai principi del filosofo tedesco Rudolf Steiner degli anni venti del Novecento, esiste un ente certificatore per le imprese che la praticano, ma si tratta di un marchio privato, non riconosciuto a livello istituzionale. Steiner è stato un pioniere nella difesa della natura e della biodiversità che ha promosso con le conoscenze del suo tempo e attraverso un approccio filosofico nella ricerca di un maggiore equilibrio con l’ecosistema terrestre attraverso la valorizzazione dell’ “energia vitale”.

 

COS’E’ IL MARCHIO BIOLOGICO

Il marchio biologico invece è riconosciuto dal Ministero dell’Agricoltura – Mipaf. Le imprese agricole lo ottengono attraverso il rispetto di un regolamento e la certificazione da parte di un’agenzia autorizzata dallo stato. Esistono dei finanziamenti per chi pratica questo tipo di agricoltura perché essa è meno remunerativa di quella convenzionale a causa di un limitato uso di prodotti chimici, ma permette di salvaguardare gli ecosistemi, valorizzare la biodiversità, salvaguardare l’ambiente e la salute dei consumatori. Ai programmi sul BIO si collegano anche le azioni di tracciamento dei prodotti e di educazione alimentare.
I dati Ismea mostrano come i consumatori siano sempre più orientati verso gli alimenti green che hanno avuto un recente boom commerciale toccando, a giugno 2020, di 3.3 miliardi di business.

 

Distillatore di Whisky per un giorno

Airbnb propone di diventare distillatori di whisky per un giorno nella Annandale Distillery partecipando alla rivitalizzazione delle Lowlands la Scozia meridionale

annandale distillery-Distillatori-di-whisky-per-un-giorno-con-Airbnb

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di Donatella Cinelli Colombini

Le cantine che pensano basti un grande vino per attrarre turisti, quelle che continuano a offrire solo la visita con la spiegazione dei sistemi produttivi della propria denominazione seguita da un piccolo assaggio, quelle che puntano sui grandi architetti e sugli chef stellati magari stranieri ….. comincino a preoccuparsi. Il turismo futuro ha tre parole chiave: diversità, partecipazione, etica.

DIVERSITA’, PARTECIPAZIONE, ETICA PAROLE CHIAVE DEL NUOVO TURISMO

Parole che racchiudono molti messaggi ma che oggi vorrei spiegarvi con un esempio. Airbnb, è la OTA (online tourist agency) diventata un colosso internazionale proponendo soggiorni alternativi a casa dei residenti e favorendo i viaggi più a contatto con le comunità locali. Ebbene questo mega tour operator commercializza anche esperienze e recentemente ha proposto la possibilità di diventare distillatore di whisky per un giorno.

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DISTILLATORI DI WHISKY PER UN GIORNO CON AIRBNB

La notizia ha fatto il giro del mondo ed io l’ho letta su The Drinks Business. Riguarda la distilleria scozzese Annandale Distillery a Dumfries e Galloway durante la prossima estate e comprende un soggiorno di due notti nel cottage all’interno della distilleria oltre a una cena nello storico Globe Inn di Dumfries. Nell’insieme è qualcosa di “unico, coinvolgente ed esclusivo”.
Per la verità c’è di più. La proposta turistica è inserita nel “mese del whisky scozzese” promosso da una vasta campagna di comunicazione sulle visite dei Lowlands scozzesi cioè nella parte meridionale della Scozia, quella che si traversa andando nelle Highlands a caccia di prestigiosi Single Malts.

Nella vigna vecchia ci sta il vino buono

Old Vine Conference, progetto dei Master of Wine per la salvaguardia dei vigneti centenari e la valorizzazione e dei vini complessi, unici e rari che ne derivano

 

vecchie-vigne-Donne-del-Vino

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di Donatella Cinelli Colombini 

Producono poco, con discontinuità quantitativa e qualitativa ma sono capaci di generare vini di complessità senza eguali. I vigneti centenari sono una risorsa da difendere per le cantine a caccia dell’eccellenza qualitativa e per questo un gruppo di Master of Wine, composto da Sarah AbbottLeo Austin e Alun Griffiths ha dato vita alla Old Vine Conference, che ha in Jancis Robinson un’autentica ispiratrice da circa 20 anni.
Le notizie arrivano tramite un’intervista di Irene Marcianò su “Cronache di gusto” e, in mezzo a molte conferme, ci mostra un aspetto sorprendente: sono i nuovi Paesi del Vino quelli più interessati a salvaguardare il vigneto storico.

 

LA DEGUSTAZIONE DEI VINI DA VIGNETI STORICI DELLE DONNE DEL VINO NEL 2018 CON IAN D’AGATA

Sara abbott master of wine -progetto-sulle-vecchie-vigne

Sara Abbott Master of Wine -progetto-sulle-vecchie-vigne

Da un lato infatti la finezza e la personalità dei vini ottenuti da vigneti centenari è superiore alle attese, come dimostrò la degustazione di queste tipologie organizzata dalle Donne del Vino, con la collaborazione di Ian D’Agata a Vinitaly 2018. Si tratta di un giacimento diffuso, diversificato e largamente sottostimato in moltissime regioni italiane e soprattutto al Sud.
Dall’altro lato, e questa è la parte sorprendente, i territori emergenti del vino puntano su queste tipologie molto più dell’Italia. Durante una degustazione organizzata da Wine Advocate-Robert Parker a Zurigo nel 2019 ho avuto modo di notare come le cantine cilene e argentine più importanti fossero presenti proprio con vini da vigneti piantati all’inizio del Novecento e che questi vini avessero una profondità e una complessità impressionanti.

 

PROGETTO OLD VINE CONFERENCE DEI MASTER OF WINE

Una circostanza che viene confermata nel testo dell’articolo di Irene Marcianò dove sono citati il “South African Old Vines project” nato per certificare i vini ottenuti da vecchie viti e altre organizzazioni come “Barossa Old Vine Charter”, “Save the Old” negli Stati Uniti oppure “Old Vine Collective” in Cile.
I Master of Wine sono consapevoli di non essere soli in questo progetto perché in tutto il mondo c’è <<una moltitudine di persone influenti che lavora su incredibili progetti per la protezione e rigenerazione delle vecchie viti, per mantenere la prosperità e la sostenibilità della comunità agricola. Molte di queste persone non conoscevano l’esistenza l’una dell’altra>> ha spiegato la Abbott lasciando intendere che l’intenzione è di creare un network mondiale fra chi lavora nella stessa direzione.

 

Vini da regalo

Come scelgono la bottiglia regalo gli uomini e le donne. Qualche consiglio utile a seconda del destinatario: ambientalista, glamour, esperto, sperimentalista

 

Dom Pérignon Brut-i-dieci-champagne-più-desiderati

Vini-da-regalo-Dom Pérignon Brut-i-dieci-champagne-più-desiderati

di Donatella Cinelli Colombini

Cominciamo dal genere: c’è una differenza fra le donne e gli uomini nel modo di scegliere la bottiglia da regalare.

 

IL VINO DA REGALO SCELTO DELLE DONNE

La donna pensa <<gli piacerà?>> e si lascia consigliare dall’addetto del negozio ponendo attenzione al gusto del destinatario e al tipo di situazione che un determinato vino suggerisce in relazione allo stile di vita di chi riceverà la bottiglia. La donna è tendenzialmente più “risparmiosa” dell’uomo e quindi il valore del regalo sarà quasi certamente più basso.

 

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Vini-da-regalo-l’importanza-del-packaging

IL VINO DA REGALO SCELTO DALL’UOMO

L’uomo invece guarda proprio al prezzo <<costa abbastanza per il mio capo?>> è il suo primo pensiero. Poi si concentra su denominazione, brand e punteggi nelle guide. L’uomo ascolta meno gli addetti alle vendite e guarda di più le valutazioni online. Gli interessa meno il packaging rispetto alla cliente femmina ma comunque ha bisogno che il regalo si presenti bene.

 

L’IMPORTANZA DEL PACKAGING DEL VINO DA REGALO

Per questo astucci singoli, sacchetti, cassette in legno, scatole da regalo …. Sono indispensabili in ogni punto vendita: dalla cantina, all’enoteca fino al supermercato con reparto con prodotti di lusso.
Andate da Harrods a Londra e vedrete come confezionano le bottiglie di lusso!
Va detto tuttavia che i grandi vini viaggiano nelle tradizionali casse di legno da 6 bottiglie con coperchio inchiodato. Non sono belle ma, del resto, anche la Rolls Royce non ha il top del design ma è uno dei maggiori simboli di antica ricchezza!

 

Chianti Superiore 2019 cinque stelle BIO

Chianti Superiore biologico di una vendemmia a 5 stelle. Family wine cioè vino di fattoria della Toscana: nato dalle vigne e nelle cantine della Fattoria del Colle

 

Chianti-Superiore-2019-BIO-Fattoria-del-Colle

Chianti-Superiore-2019-BIO-Fattoria-del-Colle

Questa tenuta fu costruita nel 1592 dagli antenati dell’attuale proprietaria Donatella Cinelli Colombini che in vent’anni l’ha riportata all’antico splendore. La sua altitudine, di 404 metri sul mare, con notti fresche, consente una maturazione lenta e graduale dell’uva. La Fattoria si trova nel Sud della Toscana su un terreno di età neo quaternaria con sabbie marine e argille. I vigneti sono sulla sommità delle colline in posizioni ben esposte al sole con ottima ventilazione.

 

CHIANTI SUPERIORE 2019 BIO DELLA FATTORIA DEL COLLE

Il Chianti Superiore è una tipologia di Chianti di livello più alto: l’uva proviene da vigneti poco produttivi e al vino si richiede un livello “superiore” come indica il nome.

Vendemmia-2019-Fattoria-del-Colle

Vendemmia-2019-Fattoria-del-Colle

Nel 2019 il clima è stato particolarmente favorevole. La primavera piovosissima, specialmente a aprile e maggio, ha idratato il terreno permettendo alle viti di sopportare bene il caldo dell’estate. Ci sono state solo due grandi perturbazioni (I° luglio e 15 settembre) per un totale di quasi 200 mm d’acqua. Sono state il tocco che serviva per una vendemmia capolavoro. L’uva 2019 era perfetta con grappoli e acini molto piccoli, sani e maturi in modo equilibratissimo.
La forte escursione termica del settembre 2019 ha determinato l’elemento caratterizzante dei vini di questa annata che è la ricchezza dei profumi.

 

2019 VENDEMMIA CAPOLAVORO CON GRANDI PROFUMI

TIPOLOGIA: rosso secco.
ZONA DI PRODUZIONE: Toscana, Trequanda, Fattoria del Colle
CARATTERI DELL’ANNATA: inverno arido, aprile e maggio molto piovosi, estete calda interrotta da due temporali.
Settembre con giornate assolate e notti quasi fredde che hanno consentito una maturazione graduale dell’uva e una straordinaria sintesi dei profumi.
UVAGGIO: Sangiovese con piccole aggiunte di uve autorizzate in Toscana
VENDEMMIA: raccolta manuale con selezione dei grappoli nella vigna per cogliere solo l’uva con lo stesso livello di maturazione. Questo ha comportato ripetuti passaggi negli stessi vigneti ed ha permesso di vinificare in modo separato e ottimale l’intera produzione. In cantina è stata effettuata un’ulteriore selezione degli acini (meccanica e manuale) sul tavolo di cernita.
VINIFICAZIONE: grappoli sani e maturi. Acini di calibro molto piccolo. Vinaccioli perfettamente lignificati. Ottimo Ph e contenuto di polifenoli estraibili. La vinificazione è stata regolare: 10 giorni di fermentazione alcolica seguita da 15 giorni di macerazione a contatto con le bucce dell’uva.
QUANTITA’ PRODOTTA: 45.000 bottiglie.

 

Quanto costano i vini di lusso e chi li beve

Quanti sono, come sono (età e sesso), quanto spendono e cosa vogliono i clienti dei vini di lusso in USA, UK, Cina e Hong Kong. E voi vi considerate uno di loro?

 

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Di Donatella Cinelli Colombini

La maggior parte dei consumatori identifica il vino pregiato con quello caro. ARENI-Global con la partner Mestrezt di Bordeaux, hanno effettuato uno degli studi più completi sull’argomento, producendo un rapporto di 89 pagine intitolato “The Future of Fine Wine Consumers 2021”. La definizione di “fine wine” va oltre il prezzo anche se riguarda i vini acquistati da clienti con una liquidità di almeno un milione di Dollari e bottiglie con un cartellino dai 75 $ in su.

 

DEFINIZIONE E CLASSIFICAZIONE DEI VINI DI LUSSO IN BASE AL PREZZO

Il vino pregiato <<è complesso, equilibrato, con un potenziale di invecchiamento, sebbene piacevolmente bevibile in ogni fase della sua vita>>. Una definizione che, a ben vedere, si adatta più a un Barolo oppure a un Brunello, piuttosto che a un Bordeaux che in gioventù appare incatenato nei tannini del legno.
Il Fine wine deve emozionare, sorprendere, deve essere un’espressione autentica e sostenibile del suo territorio dal punto di vista ambientale, sociale e finanziario. ARENI ha definito 3 livelli di qualità e prezzo:

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Entry level 30-150 €,
2° livello 150-450 €
Top level oltre i 450 €
È interessante notare come i consumatori wine lover ricchi comprino in tutti e tre i livelli pretendendo per ciascuno diversi gradi di qualità intrinseca e prestigio.

 

IL VINO DI LUSSO HA AUMENTATO LE VENDITE DURANTE IL COVID

Uno dei primi dati che emergono dallo studio di ARENI (condotto in USA, UK, Cina e Hong Kong con l’aiuto di Wine Intelligence usando gli indici Liv-Ex Fine Wine e i prezzi di Sotheby’s) è la tenuta delle vendite dei fine wines durante il Covid. Il valore totale di offerte ha raggiunto il record di 83 milioni di sterline.

 

Perché è così difficile la ripartenza?

Mano d’opera che non si trova, aumento dei prezzi, impianti diventati fragili dopo un anno di stop, pochi turisti esteri …. La ripartenza è faticosa

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La-ripartenza-difficile-problema-mano-d’opera-in-vigna-Casato-Prime-Donne-Fattoria-del-Colle

Di Donatella Cinelli Colombini

Per fortuna i vaccini funzionano e i contagi calano, per questo il turismo e i consumi stanno riprendendo, ma la ripartenza, dopo il covid, è più complicata del previsto. Il problema maggiore è la carenza di mano d’opera. Chi ha il reddito di cittadinanza non vuole perderlo e accetta di lavorare solo al nero. Nei centri per l’impiego alzano le braccia di fronte alle richieste delle aziende e alle liste di disoccupazione vuote. Per lavorare nelle vigne ci hanno proposto solo due marocchini che non hanno mai toccato una vite. Francamente, i vigneti del casato Prime Donne a Montalcino e della Fattoria del Colle a Trequanda, sono i nostri gioielli e hanno bisogno di mani esperte.

RIPARTENZA POST COVID MENO MANO D’OPERA E CI SONO RINCARI

Ripartenza-difficile-per-la-mancanza-di-turisti-esteri

Ripartenza-difficile-per-la-mancanza-di-turisti-esteri

Altro grosso problema sono gli aumenti nell’ordine del 5-10% su carta, vetri, tappi …. E se quelli sull’acciaio possono esser giustificati non si capisce come sia aumentato tutto il resto. Forse la ripartenza significa anche pagare le perdite accumulate dei mesi del contagio ma noi del turismo non abbiamo potuto aumentare i prezzi e neanche il listino del vino è stato alzato rispetto all’inizio del 2020 quando nessuno conosceva la parola covid.

I GUASTI NEGLI IMPIANTI FERMI DA TROPPO TEMPO

Terzo ma serio problema riguarda i guasti. Un anno di fermo è stato disastroso per gli impianti, le caldaie, gli intonaci e persino i mobili. Il numero di guasti, motori bruciati (tremo al pensiero di quando riapriremo la zona per il benessere naturale)  … è impressionante e se aggiunto agli investimenti in connettività e risparmio energetico, resi necessari dal nuovo stile di vita post pandemico, portano molto in alto il totale. Per fortuna il vino e soprattutto il Brunello hanno riempito i buchi nel bilancio fatti da agriturismo e ristorazione ma certo il conto è stato salato.

Salento terra di barocco, amicizia e turismo del vino

La Puglia che non ti aspetti Dario e Paola Stefàno, PalazzoBN, la cantina di Gianfranco Fino, Polignano città di Domenico Modugno, olivi centenari secchi

 

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Donatella-Cinelli-Colombini-Dario-Stefàno- Tiberio-Timperi-Lecce-Palazzo-BN-Turismo-del-vino

Di Donatella Cinelli Colombini

Sono stata in Puglia tantissime volte ma ad ogni viaggio rimango sorpresa e sempre favorevolmente. In questo luglio caldissimo vado a Lecce per presentare il libro Turismo del Vino in Italia, scritto a quattro mani con il Senatore Dario Stefàno.
Avevo già saltato una presentazione a Polignano e Dario mi mandava messaggi minatori <<vedo che non mi vuoi più bene>> come se si trattasse di una questione di vita o di morte. Si è calmato solo quando gli ho detto <<sto prenotando il volo Pisa-Brindisi>>. E puntualmente sono arrivata in Puglia. Ospitalità faraonica. Da qualche anno masserie, alberghi, resort pugliesi fanno a gara nell’offrire accoglienze da sogno. Questa volta io e mio marito Carlo siamo stati accolti a PalazzoBN nel cuore di Lecce. Un albergo molto sofisticato ed esclusivo ricavato nell’edificio del Banco di Napoli. Negli ambienti sotterranei e nel ristorante ci sono ancora le casseforti con le porte blindate. Tutto perfetto e bellissimo ma anche pieno di coccole.

 

LA GENTILEZZA DEI SALENTINI E IL SUCCESSO TURISTICO

Polignano-Donatella-Cinelli-Colombini-Domenico-Modugno

Polignano-Donatella-Cinelli-Colombini-Domenico-Modugno

Quello che colpisce è il garbo sorridente di tutti quelli che incontriamo, dall’autista della macchina che ci viene a prendere, agli educatissimi figli del Senatore, al personale dell’albergo … Stessa gentilezza anche nei negozi e nelle osterie di Lecce. Credo che la signorilità dei modi sia un tratto del carattere dei salentini e sono certa che sarà un’autostrada verso il successo turistico. Venendo dalla Toscana, dove quasi nessuno sorride né si mostra premuroso, qui nel Salento sembra di vivere in un paradiso pieno di coccole.
Spettacolare il barocco leccese ma anche il romanico leccese. Andate a vedere la cripta del Duomo con 54 colonne con capitelli scolpiti e vi sembrerà di essere all’Alhambra di Granada.
Spettacolare la cucina leccese e soprattutto il suo profumo. Sento ancora l’aroma del pane fatto con grano Senatore Cappelli e olive nere. Mi sembra di tornare bambina quando usavano il forno a legna, ma che meraviglia!

 

DARIO STEFÀNO E DONATELLA CINELLI COLOMBINI TURISMO DEL VINO IN ITALIA

La presentazione del libro sul turismo del vino avviene sul roof garden di PalazzoBN dove ci sono un prato con tre alberi centenari. Spettacolare!
Insieme a me e a Dario Stefàno c’è il giornalista televisivo Tiberio Timperi. L’obiettivo è incoraggiare i produttori di vino pugliesi e pare che il messaggio arrivi. Devono credere di più in questo segmento commerciale, svilupparlo in gruppo e in modo identitario senza farsi lusingare dalle mode o da esempi di successo in altre regioni. La carta vincente è puntare su quello che li distingue da secoli e li rede unici. E’ il loro momento! Le masserie pugliesi e il rosato di uva Negroamaro saranno le nuove star del turismo del vino italiano se ogni cantina saprà raccontare la sua storia e il suo territorio. Essere leccesi nello storytelling, nella vigna, nel bicchiere e negli allestimenti di punti vendita e sale degustazione.
Il problema è che <<dopo tutta la fatica che ho fatto per farla approvare a Roma, la norma nazionale sul turismo del vino non è stata ancora recepita in Puglia>> dice con amarezza Dario Stefàno <<mentre le 5 regioni dove l’enoturismo è più avanti lo hanno fatto da tempo>>. Peccato perché sarebbe davvero utile e urgente.

 

Il gatto con gli stivali e le cantine

Una novella può insegnare la leadership e il raggiungimento degli obiettivi. Il gatto con gli stivali aiuta a capire l’importanza di seguire i propri sogni

 

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di Donatella Cinelli Colombini

Era il 2001 oppure il 2002, non ricordo esattamente l’anno, ma ricordo bene la situazione e i motivi per cui raccontai la novella del Gatto con gli stivali ai miei collaboratori riuniti alla Fattoria del Colle. In quel momento l’azienda era solo un sogno, a Montalcino il Casato Prime Donne era un edificio da ristrutturare, il nostro vino era sparpagliato in tre posti diversi, i vigneti erano da ripiantare, non c’era un brand né una rete commerciale.  Il nostro progetto era di produrre grandi vini e affermarli su uno scenario internazionale, ma non avevano né risorse economiche né esperienze precedenti. Per questo il nostro sembrava un sogno impossibile.

 

IL CASATO PRIME DONNE E IL SOGNO DI CANTINE CHE NON C’ERANO

Dovevo spiegare ai miei collaboratori che se volevamo realizzare il nostro progetto dovevamo crederci per primi e fare in modo che anche altri ci credessero. C’è una frase di Goethe che spiega bene il mio pensiero <<tratta le persone come se fossero ciò che vorrebbero essere e le aiuterai a diventare ciò che possono essere>>.
E’ un concetto che vale sia per gli esseri umani che per i progetti.

Per quanto sia difficile raggiungere un obiettivo, per quanta paura abbiamo dentro di noi, l’unico modo per riuscire è impegnarsi con tutte le forze e con la convinzione di riuscire. Arrendersi peggiora le cose come ha detto Martin Luther King <<può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla>>.

Fattoria del Colle gatto nero

Fattoria del Colle gatto nero

 

L’IMPORTANZA DI CREDERE NELLA REALIZZAZIONE DEGLI OBIETTIVI

Qualche giorno fa, durante un webinar con studenti particolarmente smart che mi chiedevano della leadership, mi è tornato in mente questo episodio. In fondo essere un capo significa fare un buon progetto e portarsi dietro tutta la squadra, anche quando l’obiettivo sembra un sogno irrealizzabile.

E il nostro sembrava proprio una cosa impossibile, invece ora è realtà: al Casato Prime Donne ci sono nuovi vigneti e una bella cantina, alla Fattoria del Colle ce n’è un’altra ancora più grande, insieme esportano in 39 Paesi esteri. Nove dei nostri vini hanno punteggi superiori a 90/100 da parte della stampa internazionale.
Forse il Gatto con gli stivali lo abbiamo anche noi. Per questo voglio rileggere insieme la favola, nella convinzione che serva ad avere coraggio ed affrontare le difficoltà.

NFT certificato irriproducibile contro i falsari di vino

La tecnologia propone i NFT- token non fungibili cioè immagini digitali uniche della bottiglia da investimento. Sono sicurissime ma danno lo stesso piacere?

NFT-arte-digitale-irriproducibile

NFT-arte-digitale-irriproducibile

di Donatella Cinelli Colombini

La borsa di Louis Vuitton che costa 2.500€ e nella botteghina di Beijing ti viene offerta a 100€ è falsa, magari ben fatta, ma spudoratamente falsa. Ma come difendersi dai prodotti contraffatti e spacciati per veri che affollano gli scaffali dei supermercati così come le aste dei vini da collezione? Non si tratta di piccoli importi. Le bottiglie più care vendute all’asta sono un Romanee-Conti del 1945 costato 558.000$ nel 2018 e un Screaming Eagle Cabernet Sauvignon del 1992 venduto per 500.000$ nel 2000. L’autenticità è d’obbligo.

2,3 TRILIONI IL BUSINESS DEI FALSI

Yahyn NFT il-primo-vino-con-certificato-digitale-irriproducibile

Yahyn NFT il-primo-vino-con-certificato-digitale-irriproducibile

E’ stato calcolato che il prossimo anno il mercato mondiale dei falsi varrà 2,3 miliardi di miliardi. Una cifra con un numero coì grande di zeri che è impossibile scriverla. I falsari fanno un danno enorme a chi vende prodotti autentici e lavora per creare la loro reputazione.
Ma come difendersi?

ALIMENTI ITALIAN SOUNDING

Per formaggi e salumi le nuove etichette con l’indicazione d’origine delle materie prime sono un enorme aiuto, ma spesso basta guardare le confezioni. Per esempio, nel caso del falso made in Italy, il tricolore, il Colosseo, il Vesuvio …. sono tipiche dell’italian sounding. Le confezioni che ostentano l’italianità spesso, soprattutto all’estro, contengono parmisan del New jersey oppure mozzarilla tedesca.

Cresce il prezzo delle visite in cantina

In Italia la visita guidata della cantina con assaggio e spuntino costa spesso più di 20€ a persona quasi come in USA dove la media nazionale è di 25$

 

Visite-in-cantina-Casato-Prime-Donne

Visite-in-cantina-Casato-Prime-Donne-Montalcino-Toscana

Di Donatella Cinelli Colombini

58 Dollari a Napa, 30 a Sonoma e una media nazionale di 25$ per una visita della cantina con degustazione. Nelle 460 cantine intervistate per il rapporto 2021 della Silicon Valley Bank è avvenuto un incremento di quasi il 100% in soli cinque anni. Le cantine dove l’assaggio costa meno sono nello stato di Washington dove bastano 15-20$.

 

I PREZZI DELLE VISITE IN CANTINA SALGONO E I VISITATORI DIMINUISCONO IN USA

Nella maggior parte delle aziende l’ingresso era libero finché le norme sanitarie del covid hanno imposto la prenotazione e il contingentamento degli accessi. Tuttavia i flussi enoturistici USA hanno risentito del coronavirus e solo la contea di Santa Barbara, ha avuto, fin ora, un numero di visitatori mensili superiori al 2019 mentre Napa e Sonoma hanno una media di accessi mensili dimezzata rispetto a due anni fa. Va tuttavia sottolineato che i visitatori spendono molto più di prima: in Oregon, che è la zona con i maggiori incrementi, il prezzo della degustazione è salito del 66%.

 

Visite-in-cantina-Casato-Prime-Donne

Visite-in-cantina-Casato-Prime-Donne

MANDARE E-MAIL A CHI E’ VENUTO A VISITARE LA CANTINA E’ MOLTO APPREZZATO

Qualche notizia curiosa riguarda le mail mandate dalle cantine ai loro clienti: prima di tutto ai consumatori fanno piacere. Il 37% di questi messaggi viene aperto e nel 14% dei casi conduce a un clic nel sito web della cantina. Più piccola è la cantina, più è probabile che i clienti aprano la posta elettronica che ricevono dai clienti: vengono aperte il 40% delle e-mail inviate da aziende vinicole che producono meno di 120.000 bottiglie all’anno, rispetto al 30% circa delle e-mail mandate da aziende più grandi.

 

Gallo nero è solo Chianti Classico

Almeno in Europa il gallo nero è solo Chianti Classico come ha riconosciuto il Tribunale UE mentre in Usa, purtroppo, gallo è la Gallo Winery

 

gallo-nero-simbolo del Chianti Classico

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di Donatella Cinelli Colombini

Una buona notizia per il Gallo Nero simbolo del Chianti Classico. Il Tribunale Ue ha confermato la bocciatura del marchio simile effettuata nel 2017 da una società di Roma nella classe 33 cioè in quella del vino. Un primo verdetto favorevole al Consorzio del Chianti Classico era arrivata lo scorso anno da parte della Commissione Ricorsi dell’Ufficio Marchi.

 

61 TENATIVI DI COPIARE IL GALLO NERO IN 15 ANNI

Non è la prima volta che i produttori della celebre zona vinicola toscana devono difendere il loro splendido galletto. Negli ultimi 15 anni è successo ben 61 volte e il Consorzio ha sempre avuto la meglio.

 

NEL 1991 QUANDO I FRATELLI GALLO PRESERO L’ESLUSIVA  DEL NOME GALLO IN USA

L’unica volta che è uscito soccombente è stato nel 1991 quando il tribunale di San Francisco dette ragione ai fratelli Ernest e Julio Gallo che divennero gli unici con il diritto di usare questo nome negli Stati Uniti. A quell’epoca, la sentenza venne giudicata scandalosa e di stampo protezionistico.

Cappella di Vitaleta a Vita nuova

Vitaleta, icona del paesaggio toscano, torna ad essere un luogo rigenerante per lo spirito e il corpo con la Riconsacrazione al culto e l’apertura del ristoro

 

Vitaleta-Riconsacrazione-2021

Vitaleta-Riconsacrazione-2021

di Donatella Cinelli Colombini

La cappella di Vitaleta è uno dei luoghi più fotografati della Toscana. Solitaria, in mezzo al paesaggio lunare delle Crete Senesi, la Cappella della Madonna di Vitaleta, sorge, su una piccola collina con due grandi cipressi accanto.

 

CAPPELLA DI VITALETA: CAPOLAVORO DEL CLASSICISMO OTTOCENESCO

Fu ricostruita su un edificio preesistente, nel 1884 da Giuseppe Pardini, l’architetto lucchese che, dopo l’Unità d’Italia, interpretò l’eclettismo neorinascimentale di moda nella seconda metà dell’Ottocento, conciliandolo con la sua formazione neoclassica e ispirandosi a Brunelleschi e Bramante.
Vitaleta è forse la sua ultima opera. Le assonanze, anche nella scelta dei materiali, con precedenti come il Tempio di San Biagio di Antonio da Sangallo (Montepulciano) sono più che evidenti e lasciano supporre la volontà di riproporre l’edificio tardo rinascimentale (1590) che sorgeva proprio nello stesso luogo prima della nuova edificazione.
In tempi recenti Vitaleta è diventata un’icona di bel paesaggio, di aspirazione al silenzio, alla meditazione, alla spiritualità, alla natura preservata.

Vitaleta-esposizione di arte contemporanea-intorno-alla-cappella

Vitaleta-esposizione di arte contemporanea-intorno-alla-cappella

Prima i fotografi hanno inserito la Cappella in tutti i calendari, le cartoline, gli articoli giornalistici e i libri sulla Toscana. Ora i turisti vanno a vederla come fosse la Venere di Botticelli.

 

IL CARDINALE LOJODICE RICONSACRA AL CULTO LA CAPPELLA DI VITALETA

Nel tempo, il culto religioso a Vitaleta è stato abbandonato e il 18 luglio è avvenuta la sua riconsacrazione con una Messa officiata da Augusto Paolo Lojudice Cardinale e Arcivescovo metropolita di Siena, Colle Val d’Elsa e Montalcino. Nell’omelia il Cardinale si è soffermato sull’importanza del fermarsi per meditare e pregare. Attività per le quali Vitaleta è il posto ideale. Augusto Paolo Lojodice, è Cardinale da pochi mesi, in passato si è distinto per la sua attività in favore dei giovani e degli emarginati. Il motto episcopale da lui scelto “Mihi fecistis” è  tratto dal Vangelo di San Matteo (Mt 25, 40) ed è la frase chiave del brano <<Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi ……ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me>>.

 

                                                                       
Cinelli Colombini
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