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3 REGOLE DEL SERVIZIO PERFETTO DI SPUMANTE E CHAMPAGNE

Stappando bisogna ruotare la bottiglia e non il tappo, il vino va versato in tre volte. Josef Reiterer ci insegna i segreti per servire al meglio lo spumante

 

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Di Donatella Cinelli Colombini

Premetto che io sono e sarò sempre una produttrice appassionata di vini rossi e mi sento una neofita e una produttrice esordiente di spumante. La mia prima bollicina è uscita lo scorso anno ed è un rosè brut metodo classico ottenuto da uve di Sangiovese in purezza della vendemmia 2018. Per realizzare questo spumante, oltre ai consistenti investimenti in cantina, ho avuto bisogno della consulenza di un grandissimo esperto: Josef Reiterer della cantina Arunda situata a 1200 metri di altitudine in Alto Adige, un produttore molto noto per l’alta qualità, il rigore produttivo e l’impronta tradizionalista dei suoi spumanti.
Oltre a guidarci nella creazione del nostro spumante rosè Josef ci ha insegnato anche come servirlo al meglio. Le 3 regole del perfetto servizio sono utilissime.

 

LE 3 REGOLE DEL PERFETTO SERVIZIO DELLO SPUMANTE

1) Se il vino è nella glacette è bene capovolgere due o tre volte la bottiglia prima di aprirla, in modo che il liquido si rimescoli assumendo tutto la stessa temperatura.

Italia, la più desiderata destinazione dei wine lovers

L’Italia batte il Portogallo, Spagna e Francia fra le mete turistiche più desiderate dagli appassionati di vino di tutto il mondo, grazie ai vitigni autoctoni

 

Wine lover's index-Bounce

Wine lover’s index-Bounce

di Donatella Cinelli Colombini

Il nostro Paese è la prima destinazione enoturistica del mondo. In un’epoca in cui gli appassionati di vino sono tutti a caccia di novità in termini di vitigni, processi produttivi, blend, territori e soprattutto cercano nuove esperienze enologiche, le destinazioni preferite devono offrire delle sorprese entusiasmanti. L’Italia vince proprio perché offre una varietà meravigliosa: una miriade di territori, individualità e oltre 400 vitigni autoctoni.

 

IL VINO VA A SCUOLA 

Esperienza pilota in 8 Istituti Alberghieri o Turistici di Emilia Romagna, Piemonte e Sicilia. A Bologna, il 19 marzo, l’entusiasmo dei primi 500 studenti

 

Donne del Vino- progetto D-vino Roberta Lanero Roberta Urso Donatella Cinelli Colombini Antonietta Mazzeo

Donne del Vino- progetto D-vino Roberta Lanero Roberta Urso Donatella Cinelli Colombini Antonietta Mazzeo

All’hotel Majestic di Bologna, sabato 19 marzo, sono stati presentati i risultati dei primi mesi di sperimentazione del Progetto “D-Vino” dove la D indica didattica ma anche Donne del Vino, l’associazione che ha dato vita all’iniziativa.
Antonietta Mazzeo per l’Emilia Romagna, Roberta Urso per la Sicilia, Roberta Lanero per il Piemonte, hanno lavorato mesi per mettere a punto l’insegnamento del vino nell’anno scolastico 2021/22 con una sperimentazione che ha visto coinvolti 500 studenti di 8 Istituti Alberghieri e Turistici. A loro si è poi affiancata Maura Zini Dirigente dell’Istituto Lazzaro Spallanzani di Modena con il ruolo di capofila rispetto al Ministero dell’Istruzione. La sperimentazione ha infatti ufficialità formale e procede in modo omogeneo, nei temi e nei metodi, in tutte le scuole coinvolte.

Voglia di primavera in Toscana

E’ finalmente arrivata la Primavera … e lo spettacolo della natura è grandioso e la Fattoria del Colle, al centro della zona dei panorami

 

di Donatella Cinelli Colombini

panorami campagna Toscana

panorami in Toscana Fattoria del Colle

La campagna toscana è bella quando assomiglia a un mare verde, il giovane grano si muove con il vento e le colline sembrano vive. E’ proprio il caso di dire che “la natura dà spettacolo”, con scenari mai visti.

 

Il paesaggio delle Crete senesi è uno dei più fotografati e suggestivi del mondo. Si tratta di un bacino ovale di circa 80.000 ettari delimitato dalle alte colline in cui cresco le viti del Chianti, BrunelloVino NobileVernaccia. Questo territorio fu disboscato per produrre il grano durante la grande espansione demografica ed economica di Siena, fra la metà del Duecento e la metà del secolo successivo. La peste nera del 1348 uccise gran parte della popolazione e le prospettive di successo commerciale di Siena. Tutto quel grano non serviva più e i territori a sud di Siena furono abbandonati al dilavamento della pioggia. Ben presto diventarono un mare di collinette argillose poco fertili e poco popolate. Per questo si sono conservate intatte nei secoli finché le famiglie siciliane, arrivate alla fine del Settecento, insegnarono come coltivare il grano nei terreni aridi e i pastori sardi immigrati intorno al 1960 le trasformarono in pascoli per le loro greggi. Oggi i paesaggi delle Crete Senesi sono la nostra principale attrattiva turistica ma i contadini per coltivarli sono sempre meno e sempre più scoraggiati dai magri guadagni. Ma la bellezza di questi panorami nasce proprio dall’opera dell’uomo che non si deve fermare.

 

Sex appeal: cresce con la birra e col vino 

In Australia un’indagine rivela che consumando alcool i maschi sono più attratti dalle donne, invece in Italia sembra che il maggior effetto sia sulle donne

 

Karl Kruszelnicki-consumo-d'alcool-e-sex-appeal

Karl Kruszelnicki-consumo-d’alcool-e-sex-appeal

di Donatella Cinelli Colombini

Fra le 10 maggiori notizie 2021 sul mondo delle bevande The Drinks Business inserisce quella degli occhiali da birra.
Nella lista ci sono eventi clamorosi come la più costosa acquisizione della storia – la cantina Ste Michelle Wine Estate – pagata 1,2 miliardi di Dollari, e la maggiore fusione di Champagne del XXI° secolo con la nascita di un gruppo da 24 milioni di bottiglie (CRVC-Champagne Castelnau e Centre Vinicole-Champagne Nicolas Feuillatte). C’è anche la confutazione, da parte del The International Journal of Epidemiology, dello studio del 2018, pubblicato su The Lancet, in cui si affermava che “non esiste un livello sicuro di consumo di alcol”. Studio che purtroppo è stato preso per buono dall’Unione Europea.

 

OCCHIALI DA BIRRA EFFETTO DEL CONSUMO DI ALCOL SUI MASCHI AUSTRALIANI

Ma torniamo agli occhiali da birra. La notizia non è di grande rilievo ma il video che la riguarda ha fatto il giro del mondo. Mostra il noto divulgatore scientifico australiano, Dottor Karl Kruszelnicki che spiega come l’alcol cambi il sex appeal e le relazioni fra le persone.

TURISTA DEL VINO ITALIANO

Identikit del turista del vino italiano: giovane, donna, amante dello smartphone, desiderosa di assaggiare ottimi vini e cibi. Winedering ce li presenta

 

Winedering-identikit-degli-enoturisti-italiani

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di Donatella Cinelli Colombini

Winedering, il portale che commercializza online il maggior numero di esperienze in cantina -1200- prevede un 2022 ancora polarizzato su periodi di altissimo afflusso e di fermo totale. Una situazione che, lo scorso anno, ha messo in difficoltà anche le aziende più attrezzate perché accorciando la stagione turistica diventava difficilissimo trovare e formare gli addetti all’accoglienza.

Ecco che Stefano Tulli e Denis Seghetti, i cofondatori di Winedering hanno deciso di estrapolare dal loro portale di prenotazioni, un sottoinsieme profilato di 23.000 sessioni web relative al 2021 e attraverso di esse ha dato un profilo al visitatore della cantine italiane che, come tutti sappiamo, è nella stragrande maggioranza dei casi un connazionale.

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Il turismo del vino estero, infatti, sta lentamente ritornando ma, a causa del covid, è ancora una rarità.
Ed ecco l’identikit del turista del vino 2021 che probabilmente busserà alla porta delle nostre cantine anche il prossimo anno:

 

L’ENOTURISTA E’ GIOVANE

Il 32% dei visitatori delle cantine italiane ha un’età fra i 25 ed i 34 anni. Tuttavia l’indice di conversione fra il contatto e la prenotazione è tanto più alto quanto minore è l’età degli utenti. Va comunque considerato che la capacità di spesa dei visitatori millennials è bassa e questo li orienta su esperienze enoiche di minori costo e anche su uno shopping di bottiglie più contenuto. La necessità di pagare online potrebbe spiegare la maggior presenza dei giovani. Infatti i nostri connazionali, specialmente gli over 40, sono restii e poco abituati a questo genere di transazioni. Non è una fobia irrazionale ma alimentata dalle truffe di cui spesso parlano giornali e telegiornali.

 

I VINI MIGLIORI SONO SOLO PER I RICCHI?

Chi è, come usa e perché compra, l’acquirente di bottiglie che costano 21.659 € l’una? Inoltre come fanno ad assaggiarle i wine expert e i wine lovers?

 

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Di Donatella Cinelli Colombini

Un interessantissimo articolo di Andrea Gabbrielli su Trebicchieri settimanale economico del Gambero Rosso, esamina la corsa dei prezzi dei vini “da investimento”. Secondo Wine Searcher – superportale neozelandese con i listini delle rivendite di tutto il mondo – la bottiglia con i migliori punteggi della critica costa 13.818€ (Domaine Leroy Chambertin Grand Cru, giudicato 98/100) e non è la più cara.

 

I VINI PREGIATI PIU’ CARI DEL MONDO

Fra i TOP 10 c’è Romanée-Conti Grand Cru (97/100), che ha un prezzo medio di 21.659€ e la Domaine Leroy Musigny Grand Cru (98/100) che costa 37.536€.

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Anche mettendo insieme un gruppo di amici è difficile immaginare di raccogliere abbastanza denaro per bersi a cena un vino con questo prezzo.

Del resto wine makers geniali come il compianto Henry Jayer oppure fatine come Madame Lalou Bize-Leroy, conosciuta come la “Regina di Borgogna” e considerata la donna più potente del mondo nel mercato dei fine wines, mica nascono tutti i giorni. Quest’anno compie 90 anni e, secondo me, in Borgogna, pregano ogni giorno perché sia immortale.

Se andiamo a vedere Liv-ex, borsino online dei fine wines, ci accorgiamo che in un anno, a causa di aste sempre più stellari, quel mercato si è apprezzato del 23%.

 

LE ASTE DEI VINI E IL MERCATO DEI COLLEZIONISTI CHE METTONO LE BOTTIGLIE IN CASSAFORTE

Nelle aste dei vini da investimento sono transitati 41 milioni di Euro che sono andati per la stragrande maggioranza a vini della Borgogna. La cosa incredibile è che i prezzi sono aumentati perché le bottiglie sono troppo poche rispetto alla domanda. A comprare non ci sono solo i Lord inglesi e i magnati americani che tradizionalmente bevono queste bottiglie, ma anche i milionari russi e cinesi o i semplici speculatori che le tengono in cassaforte per rivenderle a prezzo più alto. Vini che verranno bevuti fra 30 e più anni quando la probabilità di perseguire i venditori per eventuali problematiche è ormai “prescritta”.

Claudio Piras e la cantina di nonno Emilio

Inizia catalogando le bottiglie ereditate dal padre e poi scopre che c’è chi ama leggere le sue descrizioni. Comincia così la storia di un wine blogger per caso

 

di Donatella Cinelli Colombini

Claudio-Piras-La-cantina-del-nonno-Emilio-con-i-vini-di-Donatella-Cinelli-Colombini

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Quando pensiamo a un wine blogger ci viene in mente una donna molto bella oppure un giovane aitante che si fanno fotografare in modo inconsueto con bottiglie, botti e vigneti.
Invece Claudio Piras è un signore piemontese che veste in modo formale, lavora in banca ed ha tre figli già grandi. Se parlassimo di cinema potremmo chiamarlo un “antidivo” perché è una persona riservata, gentile che non cerca di farsi notare e non mostra neppure una gran voglia di apparire.
Proprio questo mi ha incuriosito e mi ha spinto a conoscere meglio questo wine blogger “per caso” con 22.000 followers su Instagram <<io le mando il vino ma lei mi conceda un’intervista>> gli ho detto e lui ha accettato.

 

CLAUDIO PIRAS CATALOGA LE BOTTIGLIE DEL PADRE, LE POSTA E SCOPRE CHE LE SUE DESCRIZIONI PIACCIONO

Prima di tutto il nome la_cantina_di_nonno_Emilio. Poi la presentazione su Instagram: Claudio Piras Blogger Benvenuti nella mia cantina🍷. Ho da sempre la passione per il buon vino tramandatami da mio padre e vorrei aprire a tutti le porte della mia cantina.🍷

Claudio-Piras-La-cantina-del-nonno-Emilio

Claudio-Piras-La-cantina-del-nonno-Emilio

Una semplicità e un modo molto diretto che dice molto sul personaggio.
Nonno Emilio è in realtà suo padre <<perché alla sua morte i miei figli erano già nati. Lo chiamavano nonno per cui tutti, in famiglia, lo chiamavano così>>. Claudio mi parla dei suoi veri nonni arrivati dalla Sardegna <<quando vado in vacanza sull’isola e vedo le insegne dei negozi con il mio nome mi emoziono>> e del padre appassionato di vino. <<Andava dai vignaioli per riempire le damigiane di sfuso e i produttori gli regalavano qualche bottiglia di riserva. Una consuetudine, iniziata negli anni Cinquanta, è poi continuata a lungo. Quando mio padre è mancato mi sono accorto che nella sua cantina c’erano tantissime bottiglie>>. Sono i vini a cui Claudio tiene di più e che non aprirà mai ma, all’inizio, per capire cosa fossero ha dovuto studiare. <<Dalle descrizioni che scrivevo per catalogare le bottiglie è nata l’idea di pubblicarle su Instagram>>.

 

Lisa Perrotti Brown ferocemente indipendente

Dopo 13 anni al Wine Advocate-Robert Parker, la Master of Wine Lisa Perrotti Brown si dimette da capo redattore e fonda The Wine Independent

 

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di Donatella Cinelli Colombini

Il percorso che sta facendo Lisa Perrotti Brown ha dei precedenti in James Suckling e Antonio Galloni. Il primo era responsabile dei vini italiani per Wine Spectator e ora ha un’agenzia con il suo nome che pubblica su un seguitissimo sito e organizza eventi.
Galloni sembrava destinato a diventare l’erede di Robert Parker e poi ha creato il suo portale di assaggi Vinous che è ormai molto influente.
Tra le donne la sola con un proprio organo di comunicazione di statura internazionale è Jancis Robinson che proprio recentemente è stato venduto a un gruppo editoriale.
Ma quella di Lisa Perrotti Brown non è solo un progetto sul vino è quasi una rivoluzione.

 

LISA PERROTTI BROWN E LA CROCIATA ETICA

Il sito The Wine Independent è in versione provvisorio e sarà totalmente operativo a maggio. Accanto a Lisa c’è il fotografo svedese Johan Berglund, noto per le immagini delle cantine di Bordeaux. Insieme detengono il pacchetto di maggioranza di The Wine Independent che per il resto è di un gruppo di wine lovers svedesi, nessuno dei quali coinvolto nel wine business.
Fin qui le informazioni diffuse da TheDrinksBusiness non sorprendono ma le dichiarazioni di Lisa Perrotti Brown sono un autentico outing <<il consumatore che legge una pubblicazione che gli dice cosa dovrebbe e non dovrebbe comprare non ha idea che ci siano altri affari dietro le quinte>>.
Un’accusa forte che viene ribadita più avanti riferendosi alla sua nuova testata <<non ci sarà mai alcun compromesso sull’integrità, e questo deriva dal fatto che noi (lei e Berglund) siamo azionisti di maggioranza e gli altri sono molto d’accordo con la nostra etica>>. Persino nel comunicato stampa di lancio del The Wine Independent si dice che la nuova pubblicazione <<torna agli elevati standard etici inizialmente sostenuti da Robert M. Parker, Jr. quando dette vita a The Wine Advocate in 1978>>. 

I killer del vino in bottiglia 

Lo chiamano “gusto di luce” ed è il vino bianco modificato dagli ultravioletti nel colore e nel profumo con effetti di verdura cotta. I rossi invece soffrono il caldo

 

vino-italiano-in-USA-San-Francisco - Biondivino - Brunelli in esposizione

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di Donatella Cinelli Colombini

Il caldo è il killer dei vini rossi e la luce è il killer dei vini bianchi che purtroppo sono confezionati in bottiglie bianche. I dati scientifici arrivano dalla tesi di laurea di Stefano Delledonne discussa all’Istituto di San Michele all’Adige – Fondazione Edmund Mach e vincitore del “Premio Rudy Buratti” assegnato alla conclusione dei corsi 2022 dell’Alta Scuola di Formazione del Sangiovese Sanguis Jovis.
La cosa curiosa è che, nei vini bianchi, il degrado del colore è davvero veloce e non viene accelerato dalla temperatura, mentre questa reazione è presente nei vini rossi che soffrono il caldo in modo superiore.

 

IL VETRO GRANDE BARRIERA CONTRO LA LUCE KILLER DEL VINO

Fattoria del Colle cantina zona vendita

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Il vetro è la vera barriera delle radiazioni luminose. La bottiglia chiara ferma il 66,9% delle radiazioni, il 79,2% quella verde tipica dei rossi toscani e il 99,9% l’ambra scuro tipo Barolo.
Chi conserva bottiglie chiare deve quindi evitare la luce e non solo quella del sole. Anche le luci elettriche vanno scelte con bassa emissione di ultravioletti oppure filtrate. Quindi meglio evitare il neon.

 

LO SPESSORE DEL VETRO NON INCIDE SULLA DIFESA DEL VINO DALLA LUCE

Sfatato il mito della bottiglia pesante come miglior contenitore per il vino. In pratica lo spessore del vetro non influisce sugli effetti della luce sul liquido contenuto all’interno.

LE DONNE DEL VINO AL SENATO

La Ministra delle Pari Opportunità Elena Bonetti e il presidente della Commissione Politiche UE Dario Stefàno con le Donne del Vino ieri a Palazzo Madama

 

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La giornata della Donna 8 marzo è l’occasione per presentare due progetti delle Donne del Vino: la campagna social #coltiviamoilfuturo con immagini di donne che mettono in bottiglia dei messaggi di pace in 11 Paesi del mondo e i corsi di prevenzione del sessismo nei luoghi di lavoro studiati da Laura Donadoni.
Argomenti importanti e un luogo importante, come Palazzo Madama a Roma, con personalità importanti come la Ministra delle Pari Opportunità Elena Bonetti e il Presidente della Commissione Politiche UE Dario Stefàno.

 

LE DISEGUAGLIANZE FANNO MALE ALL’ITALIA, AGLI ITALIANI E ALLA NOSTRA ECONOMIA

«Introdurre la parità di genere nei luoghi di lavoro è uno degli assi strategici del governo per lo sviluppo dell’economia italiana.

Senatore-Dario-Stefàno-Donatella-CinelliColombini-i-progetti-delle-Donne-del-vino-al-Senato-della-Repubblica

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Lo dimostra l’adozione della prima Strategia Nazionale per la parità di genere nella nostra storia, adozione resa strutturale in legge di bilancio e che vede nella Strategia lo strumento trasversale di valutazione del raggiungimento degli obiettivi di parità nei progetti del PNRR. E con la Certificazione per la parità di genere viene reso possibile un meccanismo premiante verso le aziende virtuose, con sgravi e premialità – spiega la Ministra delle Pari Opportunità e della Famiglia Elena Bonetti -. Auspico che il mondo del vino e in genere il settore agricolo diventino sempre più esempi di questo grande cambiamento nella cultura del lavoro. Un cambiamento vettore di sviluppo che vede protagoniste le donne e che farà risalire l’Italia dagli ultimi posti in Europa nel gender gap fra i Paesi europei».
Elementi sociali ed economici su cui insiste anche il Senatore Dario Stefàno: «L’Unione Europea chiede il massimo impegno nel contrasto alla discriminazione di genere. Tale diseguaglianza è un freno al rilancio del Paese anche perché costa all’Italia 89 miliardi l’anno, il 6% del Pil. La valorizzazione delle donne è la risorsa inespressa da mettere in campo per accelerare la ripresa, soprattutto nel vino. Il settore agricolo riceve consistenti aiuti europei e nei bandi collegati al PNRR può trovare risorse aggiuntive per gli investimenti. La diffusa applicazione della norma sulla Certificazione di genere, può mettere le ali alle aziende dove la disparità tra uomini e donne è stata cancellata. I corsi di “Prevenzione al sessismo” proposti dalle Donne del Vino potrebbero essere un elemento importante per abbattere discriminazioni e diversità».

 

Il vino fa politica? Ma è di destra o di sinistra?

Il titolo originale di Wine Searcher è <<Communists Rush to Defend French Wine>> ma parla della corsa dei politici francesi a mostrarsi paladini del vino

 

vino-e-politica-in-Francia-Macron-grande-cultore-del-vino-

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di Donatella Cinelli Colombini

Il vino non è un partito politico ma apparentemente ha un elettorato anzi un grande elettorato. Lo provano le schermaglie pre-elettorali in Francia.
Emanuel Macron è stato nominato personaggio dell’anno dalla rivista di vino più importante in Francia, la “Revue du Vin de France”. Una mossa che sembra una “dichiarazione di voto” visto che quest’anno ad aprile, gli amici d’oltralpe, andranno a votare per eleggere il nuovo Capo dello Stato.

 

MACRON CONTRO IL BEATING CANCER PLAN DELLA COMUNITA’ EUROPEA

In effetti l’affascinante Presidente francese non tradisce l’elettorato wine lover e recentemente si è lanciato in una vera crociata in difesa del vino minacciato dal “Beating Cancer Plan” della Comunità Europea che ma messo insieme consumo moderato e abuso d’alcol considerando entrambi pericolosi. Emmanuel Macron ha usato i social dove è molto seguito (su Facebook, con un pagina seguita da oltre 4,2 milioni di follower, Instagram, con oltre 2,7 milioni di seguaci, e Linkedin, con oltre 2,6). <<Il vino modella i nostri paesaggi. La vite rende la Francia più bella … Il vino è inseparabile dalla nostra arte di vivere, quest’arte di essere francese>> ma aggiungendo poi <<Con moderazione! I francesi lo hanno capito … le sue donne e i suoi uomini, senza i quali la Francia non sarebbe la Francia>>. Wow!

 

Metteresti il ghiaccio nel vino? In USA lo fanno

In USA 4 consumatori su 10 mettono il ghiaccio nel vino o riempiono i bicchieri fino all’orlo e un quarto ingurgita come fosse acqua. Dimmi che tu non lo fai

 

Bere-vino-in-modo-scorretto-meglio-di-no

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di Donatella Cinelli Colombini

Lo studio ha riguardato 2.000 statunitensi e ha rivelato come il numero e la varietà dei comportamenti scorretti fosse altissimo. La OnePoll che ha effettuato il sondaggio per conto di Woodbridge Wines, ha tentato di mettere sull’avviso gli intervistati con una domanda sibillina: <<sei consapevole che esistono modi giusti e sbagliati di bere vino?>>. Il 67% aveva risposto <<SI>> ma nonostante questo la maggior parte fa cose quasi incredibili.

 

PRINCIPALI ERRORI DEI CONSUMATORI USA DI VINO

L’elenco degli orrori è lungo:
– quasi la metà ha ammesso di bere vino bianco a temperatura ambiente
– 4 su 10 riempie i bicchieri fino all’orlo
– il 19% abbina il vino a cibi non tradizionali (eufemismo per dire a cose in evidente contrasto)
– un quarto degli intervistati ammette di ingurgitare vino rapidamente come l’acqua

Di fronte a questi comportamenti, il 43% che mette i cubetti di ghiaccio nel bicchiere del vino non fa più tanto inorridire. I consumatori americani danno più importanza al luogo in cui bevono vino (52%) rispetto al contenitore in cui lo bevono (42%). Insomma tracannarlo dalla lattina appare del tutto normale.

Nemmeno la qualità e il prezzo sembra contare molto (43%).
Infatti alla domanda <<bere il vino secondo tutte le regole aumenta il piacere dell’esperienza?>> c’è stato un coro di <<no>> e solo il 22% ha ammesso che il risultato era molto migliore.

 

La Fattoria del Colle ti aspetta per la Pasqua 2022

Un programma con 2 viste con assaggi itineranti, degustazione verticale di 6 Brunello, lezione sui dolci tipici, safari fotografico per Pasqua

 

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Toscana-Fattoria-del-Colle-cantina-ringhiera-in-corten

La Fattoria del Colle riapre le porte per Pasqua. Nello splendido scenario della Toscana più intatta, dove nascono i grandi vini rossi da invecchiamento, i turisti potranno vivere quattro giorni pieni di esperienze coinvolgenti ed emozionanti. Tornando a casa scopriranno di aver imparato tanto sulla storia, i vini – Brunello, Orcia, Chianti Superiore, Supertuscan – i cibi e persino le erbe tradizionali della Toscana.

 

PASQUA 2022 ALLA FATTORIA DEL COLLE

Il lungo weekend di Pasqua – dal Venerdì Santo al Lunedì dell’Angelo – permette di rigenerarsi con la “terapia del paesaggio” vigneti e oliveti BIO, tre parchi attrezzati, sentieri in cui fare trekking o fermarsi a godere panorami di straordinaria bellezza.

Toscana-Fattoria-del-Colle-ristorante

Toscana-Fattoria-del-Colle-ristorante

La Fattoria del Colle è come un piccolo borgo rurale con cappella e villa costruite nel XVI secolo con intorno le case degli antichi contadini. Esse sono state trasformate in appartamenti e camere per i turisti, mantenendo l’intimità di un tempo grazie agli arredi di autentico antiquariato locale.
Ci sono un ristorante, l’antico fienile con la sala banchetti, la scuola di cucina e la zona per il benessere naturale in cui gli amanti del wellness possono fare massaggi e vinoterapia in coppia.

 

Giornate delle Donne del Vino 2022

Una bottiglia di vino contiene un messaggio sul  futuro e la pace che unisce le Donne del Vino di 10 Nazioni nella campagna social #coltiviamoilfuturo

 

Donatella-Cinelli-Colombini-giornate-delle-donne-del-vino-Donne-Vino-e-Futuro

Donatella-Cinelli-Colombini-giornate-delle-donne-del-vino-Donne-Vino-e-Futuro

di Donatella Cinelli Colombini

Le GIORNATE DELLE DONNE DEL VINO si chiamavano Festa fino a quando è scoppiata la guerra in Ucraina e il sentimento di tutti è passato dalla speranza alla preoccupazione. Si svolge nella prima quindicina di marzo di ogni anno con eventi dal vivo e una campagna social con immagini unite dallo stesso hashtag che quest’anno è #coltiviamoilfuturo. Sopra ogni post c’è la scritta: le Donne del Vino coltivano il futuro e la pace, la bottiglia come simbolo e contenitore dei messaggi diretti alle nuove generazioni <<senza pace non c’è futuro>>.

L’evento sarà illustrato il 7 marzo alle ore 13 a Palazzo Madama alla presenza della Ministra delle Pari Opportunità e della Famiglia Elena Bonetti e del Senatore Dario Stefàno, Presidente della Commissione Parlamentare per i rapporti con l’Unione Europea.

 

IMMAGINI DI DONNE DI TUTTO IL MONDO UNITE DA UN MESSAGGIO DI PACE  #COLTIVIAMOILFUTURO

Tanti eventi a rete con una regia che li collega e una sola comunicazione. Ma sono le foto delle Donne del Vino, il punto di forza dell’iniziativa per il loro effetto virale nella rete. Ogni foto ritrae una donna con in mano la bottiglia etichettata con il logo dell’evento. L’immagine mostra silhouette femminili giovani che guardano in direzioni diverse e appartengono ad etnie diverse. Hanno i colori della terra, nelle sue diverse tonalità, e sono sovrastate da onde che richiamano la comunicazione internet ma portano con loro foglie di vite e grappoli.

Elena-Fucci-Donne-vino-e-futuro-#coltiviamoilfuturo-senza-pace-non-c'è-futuro

Elena-Fucci-Donne-vino-e-futuro-#coltiviamoilfuturo-senza-pace-non-c’è-futuro

Simboleggiano l’universo femminile del vino che guarda al futuro in direzioni diverse ma con uno stesso spirito solidale e fiducioso usando la tecnologia per fare network. Quest’anno infatti, per la prima volta, partecipano le donne del vino di 10 nazioni diverse Argentina, Australia, Austria, Francia, Georgia, Germania, Nuova Zelanda, Perù, Usa e ovviamente Italia.

Nelle bottiglie di vino vuote ci sono le speranze e gli auspici per le nuove generazioni scritti su foglietti. Ecco che la bottiglia di vino diventa un appello di pace, un simbolo che unisce, una capsula del tempo che manda messaggi sul tema 2022 “Donne, Vino e Futuro” nella convinzione che solo attraverso il dialogo e il rispetto reciproco, il mondo possa guardare fiduciosamente al domani.

 

                                                                       
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