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Zuppa di pane di Dante, il Trecento nel piatto

In occasione dei settecento anni della morte di Dante, il ristorante della Fattoria del Colle servirà la zuppa di pane trecentesca toscana. Assaggerete il medioevo

 

Zuppa-di-pane-di-Dante-Fattoria-del-Colle-Doriana-Marchi-Donatella-Cinelli-Colombini

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Di Donatella Cinelli Colombini

I fagioli con l’occhio, le piante autoctone toscane che l’esperta di botanica Caterina Cardia ha piantato nell’orto della Fattoria del Colle, oltre le cipolle di Certaldo, l’olio extravergine dei nostri oliveti e il pane fatto a mano dalla chef Doriana Marchi con il lievito madre ….. per creare una zuppa simile a quella che Dante mangiò nel 1300. Quell’anno il sommo poeta andò a Roma percorrendo la Via Francigena che, nel tratto a Sud di Siena, traversa la Valdorcia. I viandanti si fermavano a dormire negli Spedali lungo il percorso. Pregavano e consumavano cene molto semplici a base di pietanze locali.

 

UNA ZUPPA CHE INSEGNA LA STORIA MEDIOEVALE

Le zuppe di pane con fagioli e verdure erano tipiche della campagna e sicuramente Dante ne mangiava molto spesso. Nella zona di Trequanda, a circa 20 km dalla via Francigena, le minestre di pane venivano arricchite con qualche pezzettino di carne di maiale come le massaie fanno ancora oggi.
La zuppa di pane di Dante della Fattoria del Colle è sicuramente più buona di quella che sfamava il sommo poeta durante il lungo viaggio verso Roma ma gli ingredienti sono pressoché gli stessi. Per questo possiamo considerare l’assaggio di questa minestra un’esperienza culturale prima ancora che gastronomica: una conoscenza diretta del medioevo toscano.

 

INGREDIENTI DELLA ZUPPA DI PANE DI DANTE

Mezzo chilo di fagioli bianchi con l’occhio, una cipolla di Certaldo, una grossa fetta di prosciutto e una di rigatino toscano salato, pane fatto con lievito madre, mezzo bicchiere di olio extravergine, cavolo nero, bietole, cicorie, altre erbe spontanee toscane, prezzemolo, sale e pepe nero.

 

Enoteca PerBacco dove il vino è anche musica e ironia

Un modo diverso di essere enoteca: Per Bacco la più grande rivendita di vino sfuso del triveneto e oltre 2000 etichette di vino fra cui anche Sassicaia

 

Enoteca-PerBacco-Claudio-Stella

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Di Donatella Cinelli Colombini

Instagram contiene un mare di fotografie, talmente tante che i contorni delle immagini finiscono per sparire come travolte da un fiume in piena. Talvolta c’è qualcosa che colpisce e l’Enoteca Per Bacco mi ha incuriosito subito. Premetto che non vende i miei vini e quindi questo post dipende solo dalla curiosità “giornalistica” non dal business.

 

DALLA MUSICA AL VINO DJ CLAUDIO STELLA E LE SUE ENOTECHE

E’ bastato andare un po’ più a fondo per capire che si trattava di qualcosa di davvero diverso dal solito. L’enoteca Per Bacco di Camisano Vicentino, quella di San Donà di Piave (VE) e l’ E-Commerce ViniWines, sono state create da Claudio Stella, un ex Disc-Jockey professionista che descrive la sua vita come un’armonia di musica e vino perché <<sarebbe veramente triste ascoltare musica indecente o bere vino scadente>>. E già questo mix enomusicale è intrigante.

 

LA PIU’ GRANDE RIVENDITA DI SFUSO DEL TRIVENETO E 2.000 ETICHETTE DI VINO

Enoteca-PerBacco-Claudio-Stella

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Ma andiamo avanti. Nella presentazione di Instagram c’è scritto <<Il più grande centro vendita di vino sfuso del triveneto e oltre 2000 etichette di qualità al miglior prezzo>> ed in effetti scorrendo le immagini è possibile vedere di tutto: dalle casse in legno dei Sassicaia, a una parete intera di wine dispencer ultra trendy per il vino sfuso.
Fra le foto c’è quella del Presidente del Veneto Luca Zaia -governatore enologo- che brinda alla nuova sede di Camisano Vicentino e qualche massima molto saggia: <<Ci sono persone che non ti sopportano, ti criticano oppure non possono fare a meno di osservarti. Perché quello che guardano nella tua vita è comunque più interessante di quello che è successo nella loro>>. Come è vero!

 

IRONIA E NESSUN TIMORE REVERENZIALE VERSO I NOMI FAMOSI

Per tirare su il morale ci sono foto spiritose come il cliente che fa le corna e mostra un contenitore da sfuso con questa scritta sull’etichetta <<Vaccino veneto Covid-19>>. Oppure l’immagine del cartello <<La velocità e l’alcol uccidono, bevi piano!>>.
La cosa più interessante è il metodo di lavoro dell’enoteca Per Bacco. Accanto alla foto del Sommelier c’è la frase <<Anche ieri, nonostante tutto, assaggiato vini. Continuano decine di degustazioni da parte dei nostri Sommelier Professionisti per nuovi inserimenti 2021 da Per Bacco. Tutte le Cantine sono testate e solo dopo approvazione vengono messe in vendita. Chiamiamola semplicemente Professionalità. Enoteca Per Bacco To Be Different. Sempre nuovi arrivi tra le Aziende più ricercate per stupirvi ancora di più e selezionate dai nostri Sommelier Professionisti per offrire solo la massima qualità. Il meglio Esclusivo>>.

 

Adua Villa una sommelier per amica

Chi non vorrebbe avere una sommelier per amica? E specialmente un personaggio televisivo e effervescente come Adua Villa?

Adua-Villa

Adua-Villa

di Donatella Cinelli Colombini

E’ simpatica, competente e piena di idee nuove. Da molti anni Adua Villa è una delle voci più stimolanti del vino italiano. L’ho conosciuta a Siena, all’inizio degli anni Duemila, quando io ero assessore al turismo e lei una giovane molto televisiva e si interessava anche di calcio. Poi ci siamo incontrate di nuovo ma mentre per me l’argomento vino era quasi l’unico filo conduttore, lei aveva mille interessi.

Ha un passato televisivo di 14 anni: Uno Mattina , Prova del Cuoco, Uno Mattina Estate, Tg5 Gusto, Decanter su Radio2, ed ora conduttrice di #vinopop sulla web radio Radio Kaos Italy e su Tagadà programma di LA7.
Ma è stata anche assaggiatrice per la guida Duemilavini di Bibenda Editore.

Adua-Villa

Adua-Villa

ADUA VILLA LA PRIMA DONNA DEL VINO DELLA TV

Giornalista con rubriche in testate molto forti come La Freccia che tutti leggiamo durante i viaggi in treno. Ha scritto anche sei libri di cui alcuni capaci davvero di colpire: Una Sommelier per Amica (Sonzogno) e “Vino Rosso Tacco 12″ (Cairo Editore).
Un’attività così intensa e diversificata nei temi -dal gluten free alla cucina gay- che verrebbe da pensarla sempre davanti alla tastiera oppure alla telecamera, invece …. Scopriamo che lei segue grandi clienti nella loro comunicazione (Consorzio di Tutela del Prosecco DOC, Enoteca Regionale Emilia Romagna, Volvo Italia, Birrificio Angelo Poretti) ma trova anche il tempo per  dedicarsi a sé stessa e alla sua vita «Amo la musica, sono sensibile alla moda e ai fotogrammi del mondo. Ma il mio vero, grande amore, lo confesso, è lui, il vino.»

ANIMA E ANIMUS VINO AL MASCHILE E AL FEMMINILE

La Campania con le interviste doppie, il gemellaggio Sicilia-Lazio, le Marche con “Wanted”, la Lombardia col corso di wine marketing. Donne del vino super

 

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Di Donatella Cinelli Colombini

Poche associazioni hanno aumentato l’attività nel periodo Covid, le Donne del Vino ci sono riuscite lanciando iniziative nazionali e regionali sempre più grandi.
Qui vi racconto quattro progetti regionali che mi hanno colpito fra i tanti di questi ultimi mesi in Calabria, Emilia Romagna, Veneto …..

 

GEMELLAGGIO SICILIA E LAZIO CON “IL VINO CI UNISCE”

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In prima fila la Sicilia che ha tenuto un ritmo olimpionico e con il Lazio ha realizzato degustazioni congiunte “Il vino ci unisce” dove i vini rosè, vulcanici, le bollicine delle due regioni venivano presentati congiuntamente. 60 minuti una volta la settimana, via Instagram per le Donne del Vino guidate da Manuela Zennaro e da Roberta Urso. Un progetto che ha visto lavorare insieme produttrici, giornaliste e esperte di comunicazione digitale e alla fine una visibilità e un consenso impressionati dentro e fuori l’associazione.

 

DONNE DEL VINO DELLA LOMBARDIA CORSO DI WINE MARKETING

La Lombardia ha organizzato un corso di marketing con lezioni di due ore e mezza, ogni giovedì, da aprile a fine Maggio. Sara Bellani fondatrice di Winewin e docente universitaria di “Il Marketing Esperienziale” è stata l’instancabile docente. Delle vere master class seguite da oltre 100 Donne del Vino su Marketing e Strategia, Comunicare il vino, Social, Marketing Esperienziale e I Canali di Vendita.
Un contributo molto tecnico ma sicuramente utile e importante per innalzare le performance commerciali delle cantine italiane. Ancora nella pagina Facebook delle Donne del Vino della Lombardia le interviste di Camilla Guiggi a tutte le socie.

 

Ansia da sballo, la paura dopo la sbornia

La spiegazione scientifica della depressione che segue le bevute pesanti ed è riassunta dal proverbio toscano <<la sera leoni la mattina coglioni>>

 

di Donatella Cinelli Colombini

Dopo-sbornia-cosa-succede-nel-cervello

Dopo-sbornia-cosa-succede-nel-cervello

E’ un video di Sophie Ward @sophs.notes su TikTok, che è diventato virale. Mostra una giovane donna, senza trucco e con capelli castani legati dietro in modo abbastanza struffato. Veste una maglietta celeste molto semplice ed ha una sottilissima collanina intorno al collo e un piccolo piercing nel naso.

 

SOPHIE WARD E IL SUO RACCONTO DELLA SBORNIA E DELL’ANSIA DOPO SBORNIA

Un viso sincero, un linguaggio diretto, sottolineato da mani in continuo movimento. Parla in inglese e descrive l’esperienza dell’ansia che segue un numero eccessivo di bevute, come se ne avesse un’esperienza diretta. La cosa diversa dal solito è che la spiegazione è scientifica, <<Se ti sei sentito in uno stato di grande ansia con i postumi di una sbornia, non preoccuparti, molte persone hanno questa reazione>>. L’ ansia è causata dalle variazioni chimiche che avvengono nel cervello. Sophie fa riferimento al glutammato e al GABA cioè all’acido gamma-amino-butirrico. Quest’ultima sostanza è conosciuta anche come neurotrasmettitore “inibitore”. Infatti, riduce l’eccitabilità e produce un “rallentamento” nella reazione agli impulsi. Per questo guidare in stato di ebrezza è particolarmente pericoloso.

 

GABA E GLUTAMMATO COME L’ALCOL AGISCE NEL CERVELLO

<<Questi normalmente hanno effetti opposti sul cervello>> spiega Sophie <<il glutammato lo rende più attivo e il GABA lo rende più lento>> . E infatti l’alcol modula il glutammato che è un neurotrasmettitore eccitatorio. Per questo chi ha bevuto molto è euforico e disinibito. L’effetto è aumentato dall’azione dell’alcol sulla dopamina che controlla i circuiti della gratificazione.

 

La cultura fa bene al vino

Veronelli, Cernilli, Buonassisi, D’Agata, O’Keefe come intellettuali provenienti da altri ambiti culturali fanno cambiare la produzione e il consumo del vino

 

Daniele Cernilli e Donatella Cinelli Colombini

Daniele Cernilli e Donatella Cinelli Colombini

di Donatella Cinelli Colombini

In genere le contaminazioni aprono la mente, fanno guardare le cose da altri punti di vista e mettono in crisi le convinzioni consolidate, insomma spingono in avanti la fantasia e la ragione.
Anche nel vino avviene la stessa cosa. Sono essenziali l’agronomo l’enologo ma non bastano perché il vino è cultura, cioè esprime la civiltà umana che lo produce e con essa si evolve nel corso del tempo.

 

I FILOSOFI VERONELLI E CERNILLI, IL MEDICO D’AGATA E IL SUPER ECLETTICO BUONASSISI

Per questo le voci “fuori dal coro” fanno fare autentici salti in avanti al concetto complessivo di enologia. Pensate a filosofi come Luigi Veronelli e, in anni più recenti, Daniele Cernilli. Due giganti che hanno rivoluzionato il modo di produrre e soprattutto di bere. Oppure pensate a medici come Ian D’Agata, italo canadese che ha seguito la sua passione per il vino invece di una promettente carriera accademica a Harvard. Ian ha una mente enciclopedica e un modo di elaborare informazioni complesse che gli viene dall’esperienza di ricerca e diagnosi. Tornando indietro nel tempo, il più eclettico di tutti: Vincenzo Buonassisi. Noi lo conosciamo come enogastronomo e giornalista ma se andate a cercare gli autori del brano “Mi va di cantare” interpretato al Festival di Sanremo del 1968, ci trovate il suo nome.

 

Ada Parisi e Gianluca Atzeni

Siciliani creativi in cucina in realtà è fatto da una siciliana Ada Parisi e da un sardo Gianluca Atzeni, una coppia di giornalisti formidabili

 

di Donatella Cinelli Colombini

Siciliani-creativi-in-cucina-Ada-Parisi-Gianluca-Atzeni

Siciliani-creativi-in-cucina-Ada-Parisi-Gianluca-Atzeni

E’ difficile spiegare perché si diventa amici di una persona e non di un’altra. Con Ada Prisi è stato così, in un modo talmente naturale che sembra un legame nato nell’infanzia. Ho conosciuto prima Gianluca Atzeni, la mente economica del Trebicchieri settimanale del Gambero Rosso. E’ sardo di Serdiana e ha avuto Pina Argiolas come insegnante. Da lei che arriva il primo giudizio <<è stato il mio miglior allievo>>. Infatti Gianluca è un fenomeno, se c’è un dato sbagliato in un comunicato lui ti chiama <<ma com’è?>> dice con garbo indicando l’errore. E ha sempre ragione. Prima di spostarsi a Roma ha insegnato all’Università Cattolica di Milano per sei anni e gli è rimasto il taglio del docente che fa crescere gli allievi.

 

ADA PARISI, LA VERA SICICLIANA AI FORNELLI

Qualche anno fa venne all’Orcia Wine Festival con Ada Parisi e io sentii per lei una grande affinità al punto da farci confidenze molto private. Ha una formazione umanistica come me, parla molto, è ghiotta e piuttosto pigra esattamente come me (lavora in smart working sul divano). Si è innamorata di un uomo che ama l’economia, come me.

Siciliani-creativi-in-cucina-Ada-Parisi-Gianluca-Atzeni

Siciliani-creativi-in-cucina-Ada-Parisi-Gianluca-Atzeni

Ma a differenza mia, Ada cucina divinamente. Ci legano altre somiglianze, siamo entrambe disordinate al punto che Ada credeva di aver subito un furto e non si dava pace. Poi ha ritrovato i gioielli che aveva nascosto e credeva le fossero stati sottratti. Doveva venirmi a trovare e invece passò ore e ore al commissariato, per la denuncia e poi per la revoca.

 

GIANLUCA ATZENI, UN SARDO INNAMORATO DELLA SICILIA

Ada e Gianluca sono giornalisti professionisti da molti anni, prima a Milano e poi a Roma, dove lei è la responsabile del settore cronaca e interni della agenzia di stampa nazionale Askanews.
Siciliani Creativi in cucina nasce nel 2013 con un nome plurale perché Gianluca è un siciliano di adozione, per amore di Ada, ma anche per un vecchio interesse verso la cultura e l’enogastronomia siciliane. Alla fine in due, nella cucina di casa, i miei amici riescono a fare un ricettario digitale capace di rivaleggiare con quelli che hanno alle spalle redazioni numerosissime. La qualità delle ricette -tradizionali e creative- delle foto e dei video è altissima. Questi ultimi sono creati da Gianluca che si occupa anche degli abbinamenti con il vino.

 

Federvini leadership rosa: Micaela Pallini e Albiera Antinori

Le nuove cariche di Federvini segnano una svolta al femminile con la presidenza dell’associazione di Micaela Pallini e quella del Gruppo vini di Albiera Antinori

 

di Donatella Cinelli Colombini

Albriera_Alessia_Allegra_Antinori

Albriera_Alessia_Allegra_Antinori

Federvini è la Federazione Italiana di Produttori Industriali, Importatori e Esportatori di Vini e Acqueviti e sta effettuando un rinnovo importante nelle cariche con scelte tutte al femminile.
Sandro Boscaini delle cantine venete Masi, che ha ottimamente guidato l’associazione per due mandati, viene sostituito da Micaela Pallini AD dell’omonima distilleria romana.

 

FEDERVINI LEADERSHIP ROSA

Il presidente del Gruppo Vini in seno a Federvini, Piero Mastroberardino, della cantina campana che porta il suo nome, avrà come successore uno dei più noti nomi del vino italiano: Albiera Antinori.
Le nomine verranno ufficializzate a maggio ma non sembrano esserci dubbi sulla scelta di due donne di grandissimo talento e competenza. Nell’assemblea delle nomine verrà deciso anche il nuovo Direttore Generale Vittorio Cino in sostituzione di Ottavio Cagiano de Azevedo, persona che stimo e con cui ho ottimamente collaborato per anni.
Il programma del prossimo mandato è di acquisire più peso nei rapporti istituzionali e avere una maggiore visibilità sui media.

 

Antinori Cantina del Chianti Classico

Albiera-Antinori Cantina del Chianti Classico

ANTINORI DINASTIA DI GRANDI CONDOTTIERI

Piero e Albiera Antinori sono fra le persone che maggiormente ammiro nel mondo del vino. Il Marchese Piero ha sangue freddo da astronauta, una vera passione per la cultura umanistica e un’intelligenza visionaria che lo fa assomigliare al Cristoforo Colombo dell’imprenditoria del vino. Insomma è uno che vede oltre l’orizzonte ma apre la strada anche per gli altri: lo ha fatto rinnovando lo stile dei vini toscani (chiamiamola operazione Supertuscan) e poi creando il prototipo di un nuovo turismo del vino con la cantina del Chianti Classico.
La sua figlia più grande, Albiera, è vicepresidente dell’azienda di famiglia e presidente del Consorzio Bolgheri che sta diventando il più performante in Italia con iniziative innovative e inclusive che danno immagine e strumenti di crescita a tutte le cantine: nella wine hospitality ha supportato economicamente il primo corso online con la 24OreBusiness School a cui hanno preso parte oltre 300 corsisti.

 

I dieci Champagne più desiderati

Dom Perignon è in cima alla lista dei desideri ma, il più caro fra i primi 10 Champagne più cercati on line, è Salon che costa 858 Dollari a bottiglia

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Di Donatella Cinelli Colombini 

Don Kavanagh, che ha analizzato l’enorme archivio di Wine-Searcher per capire le tendenze nell’anno del Covid ha visto che le ricerche sui vini più costosi sono aumentate: i cru di Borgogna, i Cabernet californiani, i Supertuscan e soprattutto lo Champagne di fascia alta. Un clamoroso aumento di interesse che corrisponde al 60% di vendite di super Champagne registrata da Liv-ex il borsino del fine wines.

DOM PERIGNON PROTAGONISTA ASSOLUTO SU TUTTI I MERCATI

Protagonista assoluto Dom Pérignon. Una corsa verso il lusso e il caro che sembra la reazione alla catastrofe che stava avvenendo con il Covid, come dire <<se devo morire almeno mi sarò tolto questo desiderio>>. Un andamento che sembra contraddire la tendenza all’essenzialità che i sociologi dicono essere scaturita dall’epidemia.

I-dieci-Champagne-più-desiderati-Krug Vintage Brut

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I 10 CHAMPAGNE PIU’ DESIDERATI DEL MONDO COSTANO DA 74 A 858 DOLLARI

Ma torniamo alla lista dei 10 Champagne più desiderati del mondo, quelli più cercati on line nel portale WineSearcher. La qualità è molto alta e il punteggio medio espresso dai principali critici va da 96/100 del Krug Vintage Brut al 91/100 del Pol Roger Cuvée Sir Wiston Churchill Brut e del Moet&Chandon Grand Vintage Brut che è tuttavia anche lo Champagne con il prezzo più basso 74$
Il più caro è, come era prevedibile, il Salon Cuvée S Le Mesnil Blanc de Blanc Brut.

IL COVID HA SPINTO L’INTERESSE DEI CONSUMATORI VERSO BOTTIGLIE CARE E ESCLUSIVE

Rispetto alla stessa classifica redatta negli anni precedenti sono spariti gli Champagne famosi ma meno prestigiosi mentre l’attenzione dei consumatori si è concentrata sulle bottiglie di lusso esclusivo. Vini costosi ma non certo i più costosi perché alcuni Champagne hanno un cartellino a cinque zeri.
Nel periodo Covid l’interesse verso gli Champagne più prestigiosi ha fatto aumentare i listini in modo significativo solo al Salon cresciuto del 38% e al Bollinger Grand Année salito del 25% a bottiglia.
Non c’è male come effetto Covid!!!

COLOMBINO OLIO PER IL BAMBINO

Un extravergine per baby in piccoli barattoli di metallo con etichette piene di mostri. Per far amare ai bambini il più salutare prodotto della terra: l’olio

 

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Sono lontani i tempi delle merende a base di pane, pomodoro appena colto nell’orto, olio e sale. Avevano un profumo e un sapore meravigliosi ma anche un aspetto meno attraente delle merendine.
Eppure sono proprio gli alimenti antichi e naturali che fanno crescere sani i bambini.

<<Proviamo allora a dare un aspetto più baby friendly ai cibi salutari per primo l’olio extravergine>>. Da questa idea nasce l’olio per bambini confezionato in barattoli metallici rivestiti da un’etichetta piena di GANGHERETTI piccolo mostri disegnati dal pittore Alessandro Grazi. Le lattine sono piccole perchè i bambini possano prenderle in mano da soli (0,25 e 0,50 L) e hanno uno spazio dove ognuno può scrivere il proprio nome.

 

OLIO PER BAMBINI DELLA FATTORIA DEL COLLE

L’olio extravergine all’interno dei barattoli è BIO e proviene dai 6 ettari di oliveti della Fattoria del Colle nella Toscana più interna. Si trovano su alte colline (400 metri sul mare)

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ventilate con terreno sabbioso dove gli olivi sono coltivati da oltre 2000 anni. Le olive degli alberi di correggiolo (frantoio) e moraiolo vengono raccolte a mano con piccoli rastrelli  e poi spremute a bassa temperatura nel frantoio Sant’Angelo di Castelmuzio a 10 km dalla fattoria. Tutto nel massimo rispetto della tradizione e della natura.
Ma torniamo ai Gangheretti, cioè ai piccoli mostri disegnati nell’etichetta. Si tratta dei folletti che abitano la Fattoria del Colle e sono raccontati in una fiaba che trascrivo qui sotto. C’era una volta ….

 

92 GANGHERETTI

Era la notte dei tempi e li c’erano solo boschi. Il primo contadino sentì che al Colle c’era qualcosa di magico e cercò di farlo uscire dalla terra.
Ogni notte dormiva in un punto diverso finché sentì dove il suo cuore era più felice. Aveva un aratro simile a un chiodo, aspettò la notte di mezza estate e lo infilò in terra per tre volte. La magia si liberò come un soffio di vento che mosse le foglie, fece schiudere i fiori e intrecciò la lunga barba del contadino come una forchetta in un piatto di pinci. Uno dopo l’altro dal buco dell’aratro uscirono 92 folletti. Erano azzurri, con un corpicino simile a un aglio ma profumavano di lavanda.

 

Apollonio in festa per i 150 anni della cantina

Massimiliano Apollonio e i personaggi del talento pugliese: Rodolfo Valentino, Modugno, Moro, Mennea e più di recente Renzo Arbore, Giuliano Sangiorgi …

 

Apollonio-cantine-Puglia

Apollonio-cantine-Puglia

Di Donatella Cinelli Colombini

Conosco poco Massimiliano Apollonio ma la comune passione per i vitigni autoctoni e il turismo del vino (è appena diventato presidente di MTV Puglia) ci ha legati con un’amicizia che cresce. Per questo mi ha mandato il libro e i vini che celebrano i 150 anni della sua cantina.

 

PREMIO APOLLONIO AI PUGLIESI DI GRANDE TALENTO

Il libro racconta il Premio Apollonio che Massimiliano e suo fratello Marcello hanno creato nel 2005 per onorare la memoria dei genitori, grandi appassionati di teatro, scomparsi quando loro erano ancora molto giovani. Un premio dedicato al talento dei pugliesi che viene organizzato, con una spettacolare cerimonia, nel cortile dell’Università di Lecce.

Apollonio-cantine-Puglia

Apollonio-cantine-Puglia

Nel corso degli anni è stato assegnato a Renzo Arbore, Antonio Caprarica, Giuliano Sangiorgi, Ennio Capasa. A questi pugliesi autoctoni si aggiungono i pugliesi di adozione come Ferzan Ozpetek, il Premio Oscar Helen Mirren e l’attore italo-americano John Turturro.
Nel libro che mi è stato donato, i vincitori di oggi descrivono i pugliesi di ieri, quasi a sottolineare il talento diffuso che gli Apollonio considerano la <<formidabile risorsa naturale>> della loro terra. Un orgoglio di appartenenza corroborato da personaggi come Domenico Modugno, Aldo Moro, Pietro Mennea, Carmelo Bene … Rodolfo Valentino. Nomi che bene esemplificano il concetto espresso all’inizio del libro sul carattere dei pugliesi e <<la loro capacità di eccellere ovunque essi vadano, in qualsiasi settore essi si applichino>>.

 

Digital wine marketing un manuale che ti servirà

Susana Alonso un’argentina che vive in Sardegna e ci spiega come passare dal post alla vendita del vino e come costruire la brand identity della cantina

 

Susana-Alonso-Digital-wine-marketing

Susana-Alonso-Digital-wine-marketing

di Donatella Cinelli Colombini

 

Conosco Susana Alonso da molti anni ma ogni volta la scopro ancora più brava. E’ uno straordinario talento!
Io leggo molto di comunicazione, marketing e digitale. Poi il mio istinto ribelle prende il sopravvento e, pur sapendo di sbagliare, ho bisogno di uscire dagli schemi. A volte funziona, a volte no, e mio genero Enrico Pelagatti, che invece è ligio ai manuali, si dispera.

 

DIGITAL WINE MARKETING DI SUSANA ALONSO

Ma comunque i manuali li leggo e sono in grado di fare paragoni. Vi assicuro che Digital Wine Marketing di Susana Alonso è davvero ottimo sia per gli esordienti che per i super esperti.
E’ scritto in modo comprensibile, veloce, ci sono molti esempi in modo che anche i concetti più complicati risultano facili. Soprattutto è aggiornato e anche se spiega l’origine di alcuni concetti di marketing, è concentrato sulle problematiche e i metodi attuali. Insomma non assomiglia ai manuali universitari che ti raccontano il passato ma non il presente.
Alcuni esempi che spero servano a farvi comprare Digital Wine Marketing e soprattutto a usarlo (www.hoeplieditore.it, pp 275, €26,90).

 

Susana-Alonso-Digital-wine-marketing

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MISURARE I RISULTATI DEL WINE MARKETING DIGITALE

La sezione è intitolata “Misurare i risultati” e parla dei KPI e dei LEAD. I KPI sono gli indicatori di performance e i LEAD sono i contatti che più probabilmente si trasformano in cliente. Si tratta delle persone che generalmente che si fanno identificare e interagiscono. Dal costo di acquisizione di ogni lead si ricava l’indice di buon funzionamento della strategia di comunicazione digitale. Più è basso meglio funziona l’azione. Morale della favola: vi serve a poco pagare un’agenzia o un sistema generatore di follower se poi questo pubblico non comprerà mai le vostre bottiglie. Bisogna catturare lead e poi coccolarli perché si affezionino alla cantina e ai vini.

 

COME SCEGLIERE LE KEYWORD DEL VINO

Altro esempio nel capitoletto “Scoprire e riscoprire Keyword, hashtag e influencer”.
Per mostrare l’utilità di questa sezione mi riferisco ad un mio errore. Qualche mese fa dissi alle mie collaboratrici <<mi raccomando mettete la parola experience o wine experience ovunque>>. Ebbene non è questa la tattica corretta ma quella che ci insegna Susana Alonso: cercare su Google la keyword che ci interessa, wordtracker fornirà una serie di parole associate. Per ogni gruppo di parole (per esempio wineexperience in Tuscany oppure wine esperience Brunello) controlleremo quanto è stata usata negli ultimi 12 mesi e quindi decideremo quella adatta a noi e più di tendenza.
Molto ovvio come suggerimento ma anch’io non ci avevo pensato.

 

Liber Pater e Denarius sono vini o miti artistici?

Loïc Pasquet è il migliore uomo del marketing del vino che si sia mai visto oppure un artista che crea bottiglie?

 

Liber-Pater-è-un-vino-o-un-mito-artistico

Liber-Pater-è-un-vino-o-un-mito-artistico

di Donatella Cinelli Colombini

Ad ogni modo Loic Pasquet ha capito come trasferire nel vino le logiche dell’arte contemporanea creando oggetti rari, pieni di significato e costosissimi perché molto molto famosi.
Se andate a vedere la maggior parte delle istallazioni fatte dagli artisti più celebri, hanno le stesse caratteristiche. Sono espressioni simboliche di concetti intellettuali molto sottili, complessi, profondi… ma hanno poco o niente di realmente artistico anzi, nella maggior parte dei casi, sono fatti male, talmente male che hanno grossi problemi di conservazione. Ma sono famosi e costano cifre astronomiche perché permettono, a chi li compra, di mostrarsi ricco e aggiornato, membro di un’élite cosmopolita e di tendenza.

 

LIBER PATER E’ UN VINO O UN’OPERA D’ARTE CONTEMPORANEA?

Liber Pater è il vino più caro del mondo – 33.000€ – al momento dell’uscita dalla cantina di produzione. E’ famoso in tutto il mondo ed è in piccolissime serie. Ha esattamente le stesse caratteristiche delle istallazioni artistiche. Lui stesso – il produttore Loic Pasquet – ha costruito il suo personaggio come un artista, con gesti eclatanti che sono andati su tutti i giornali, andando contro gli altri produttori di Bordeaux e persino contro l’INAO fino a farsi trascinare in tribunale.

Ma è proprio l’eccezionalità dei suoi gesti e dei suoi vini che lo mettono nella categoria degli artisti post contemporanei e fuori da un metro di giudizio enologico.

Vi pare assurdo?

Denarius-è-un-vino-o-un-mito-artistico?

Denarius-è-un-vino-o-un-mito-artistico?

Se andiamo a vedere i risultati le cose stanno esattamente così.
Pasquet è diventato celebre per il suo tentativo di ricostruire il gusto dei vini pre fillossera. Ha impiantato le sue vigne sul terreno sabbioso della Graves che impedisce la vita del perfido ragno fillosserico e ha recuperato varietà quasi dimenticate come Castets Tarney-Coulant e Pardotte lasciandole su piede franco.

 

VINI COME RELIQUIE DEL PASSATO

Recentemente Pasquet ha presentato in suo nuovo vino Denarius che costa 750€ a bottiglia ma <<non è una seconda etichetta>> ha ribadito in modo da non confondersi con gli altri produttori di Bordeaux che hanno tutti una seconda linea.
E’ fatto con uve di Cabernet (anche se lo chiama con il nome antico di Petit Vidure) Merlot e piccole quantità di varietà minori fermentate in anfore di arenaria Clayver per dieci giorni per completare anche la malolattica.  Sono poi rimasti in anfora per due anni prima dell’imbottigliamento.

 

Vini con nomi imbarazzanti o sexy

Certi nomi derivano da località o vitigni come Bastardo o Passerina. Ma molti vini con nomi forti derivano da posizioni ideologiche, sfide o strategie commerciali

 

Di Donatella Cinelli Colombini

Fra gli incontri online di Wine&Siena 2021 condotti da Davide Taddei uno è stato particolarmente spassoso con la partecipazione di Bibi Graetz che raccontava del suo vino Soffocone di Vincigliata. Un vino a base di Sangiovese Canaiolo e Colorino, che è sicuramente buono ma deve l’enorme fama internazionale alla decisione irriverente e trasgressiva del suo nome e della sua etichetta, da lui stesso dipinta.

 

Soffocone Bibi Gaetz

Soffocone Bibi Gaetz

SOFFOCONE DI BIBI GRAETZ

Se nel caso di Graetz la decisione sul vino è strettamente collegata al suo universo culturale di artista e alla ricerca di un’identità che va oltre l’enologia, altre volte la scelta di nomi volgari e sessualmente allusivi sembra piuttosto un’operazione di marketing che svilisce anche il vino.

 

MERLO DELLA TOPA NERA E ORGASMO

E’ il caso di Merlo della TopaNera, prodotto dall’azienda Gino Fuso Carmigiani a Montecarlo vicino a Lucca. Poi ci sono tre vini che si chiamano “orgasmo” un Brunello, un Franciacorta e un Chianti.
In Francia c’è la cantina Faf Bastard con una linea di vini che mostrano un ippopotamo nell’etichetta. Le Vin de Merde della Languedoc è invece quasi un manifesto politico perché il produttore usò un nome volutamente volgare per mettere in evidenza come i vini della denominazione fossero buoni nonostante la loro pessima fama.

                                                                       
Cinelli Colombini
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