I nostri vini, le cantine

Onav e Onav Pavia e Siena

Due degustazioni Onav in tre giorni a Pavia con una verticale di Brunello e a San Quirico con la DOC Orcia nello splendido Palazzo Chigi

Onav Pavia Assaggio Brunello Donatella Cinelli Colombini

Onav Pavia Assaggio Brunello Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini

E’ sempre un piacere degustare i vini con gli assaggiatori ONAV perché sono aperti alla scoperta ed apprezzano chi sperimenta cercando l’eccellenza attraverso strade nuove. Ecco i due assaggi di questa stessa settimana. Il primo è a Broni nelle cantine Bertè & Cordini con una verticale di Brunello da quello ancora in botte del 2012 alla riserva  2006.
Gli assaggiatori ascoltano attenti e alla fine manifestano la loro sorpresa nel trovarsi di fronte a vini diversi dal

ONAV degustazione Orcia Wine Festival 2016

ONAV degustazione Orcia Wine Festival 2016

Brunello fine Novecento, potente e muscoloso. Nel bicchiere hanno espressioni di Sangiovese elegante e capace di ricordare la più antica tradizione montalcinese. In altre parole una novità che guarda al passato e soddisfa i più esigenti consumatori attuali che chiedono territorialità e armonia. Situazione diversa ma uguale entusiasmo alle degustazioni ONAV che accompagnano l’Orcia Wine Festival a San Quirico d’Orcia nel ponte del 25 aprile. Le sale affrescate dello splendido Palazzo Chigi fanno da cornice alla manifestazione che comprende l’assaggio dei vini di 17 cantine e, nelle vie del centro storico, si accompagna alla musica, agli sbandieratori in costume medioevale, alla cucina tipica e alle auto d’epoca.

Corsi da Sommelier perché non li esportiamo?

Corsi WSET sul vino in 66 nazioni. I nostri corsi da Sommelier potrebbero fare lo stesso diffondendo la conoscenza del vino italiano? Serve un piano strategico

Di Donatella Cinelli Colombini Casato Prime Donne

Corsi da sommelier

Corsi da sommelier

WSET – Wine and Spirit Education Trust’s, creato nel 1969 da Ian Harris è oggi la più grande organizzazione mondiale di formazione sul vino, presente in 66 nazioni. Un vero boom di corsi in termini di quantità e di qualità delle docenze che coinvolgono anche Master of Wine.
Il successo di WSET efficacemente descritto da un recente articolo di Drinks International stimola una riflessione: non sarebbe possibile fare lo stesso con i nostri corsi da sommelier trasformandoli in diffusori della cultura del vino italiano nel mondo?

Wset corsi Londra

Wset corsi Londra

In Italia i corsi sul vino vengono tenuti soprattutto da AIS – Associazione Italiana Sommelier, FISAR – Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori, FIS –Fondazione Italiana Sommelier e ONAV –Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino che rilascia il titolo di assaggiatore quindi prepara all’assaggio ma non la servizio del vino. A fianco di queste associazioni più diffuse ci sono poi altri corsi a comporre un’offerta formativa molto ben fatta in termini di contenuti, docenti e materiale didattico. Il titolo da Sommelier è riconosciuto e da diritto a qualifiche professionali e l’ingresso nelle commissioni di assaggio.

Orcia la denominazione più turistica d’Italia

Nel meraviglioso territorio della DOC Orcia, il vino più bello del mondo, il 65% delle cantine possiede un agriturismo o un ristorante

Orcia DOC Fattoria del Colle

Orcia DOC Fattoria del Colle

Il territorio in cui nasce il vino Orcia, a sud di Siena tra le denominazioni del Brunello di Montalcino e del Nobile di Montepulciano, è considerato il distretto viticolo più bello del mondo. In parte è iscritto nel patrimonio dell’Umanità Unesco e contiene 13 comuni, tutti ricchi d’arte e di storia, oltre a centri termali come Bagno Vignoni, Bagni San Filippo, San Casciano dei Bagni e Chianciano Terme.
L’Orcia DOC proviene dunque da un paradiso paesaggistico che attrae visitatori da tutto il mondo. Per questo il Consorzio del vino Orcia ha voluto verificare quante delle sue cantine sono aperte al turismo. Il risultato dell’indagine è sbalorditivo: il 65% delle aziende possiede un agriturismo o un ristorante. <<In pratica l’Orcia è la denominazione più turistica d’Italia>> ha detto Donatella Cinelli Colombini

ORCIA Cenerentola con Petto d'anatra in porchetta

ORCIA Cenerentola con Petto d’anatra in porchetta

presidente del Consorzio.
I 13 comuni della denominazione registrano ogni anno oltre 1 milione di presenze turistiche e circa altrettanti escursionisti cioè di visitatori giornalieri. Inoltre molti stranieri hanno una seconda casa di proprietà nella zona. Il turismo è insomma un’economia forte, in quest’area. Un’economia che si intrecciata al vino perché l’offerta enogastronomica viene percepita come una compone integrante dell’esperienza culturale. In altre parole la degustazione del vino, al pari della visita di un’abbazia, arricchisce di emozioni e conoscenze i visitatori ed è vissuta con uguale interesse.

Itinerario turistico in cantina 2° parte

Qual’è la durata, perché la pulizia è importante come distinguere folclore e enologia. Tanti piccoli segreti del perfetto itinerario turistico in cantina 

Itinerario turistico in cantina Brolio la Cappella

Itinerario turistico in cantina Brolio la Cappella

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

DURATA E ORARI
A seconda della dimensione aziendale, l’ itinerario turistico in cantina  dura da 15 a 45 minuti e in certi casi ingloba anche piccoli musei e cappelle, come al Castello di Brolio in Chianti, oppure la rimessa delle carrozze, come a Torrevento nella DOCG Castel del Monte. Visite molto lunghe riducono il tempo da dedicare agli assaggi e allo shopping che, generalmente, concludono l’esperienza turistica.
Molto spesso le visite vengono organizzate in base a un calendario e ad un orario precisi. Questa razionalizzazione, ormai molto diffusa, è conveniente quando i flussi

Itinerario turistico in cntina Torre Vento carrozze

Itinerario turistico in cntina Torre Vento carrozze

diventano consistenti ed è necessario organizzare il lavoro degli accompagnatori. In altri casi, di visite ancora scarse, causa inutili attese poco gradite a chi viaggia ed ha pochi giorni per vedere tanti luoghi meravigliosi. Una via di mezzo, presente nello Champagne già quarant’anni fa, è quella di creare un intrattenimento con video oppure piccoli assaggi, che riduca la noia dell’attesa nella zona di accoglienza.
In ogni caso, bisogna tenere presente che i visitatori arrivano dalla tarda mattinata in poi e soprattutto nel pomeriggio. I mesi di maggior afflusso sono quelli autunnali che si caratterizzano anche con la clientela più competente. In inverno i visitatori diventano rarissimi mentre iniziano di nuovo a crescere dopo Pasqua. La clientela italiana si concentra nei fine settimana e in agosto.

WineSearcher  prezzi notizie e giudizi su 8 milioni di vini

Ti dice se il vino ha un buon prezzo, racconta la denominazione, accoglie il tuo giudizio e la lista dei tuoi preferiti. Ecco la nuova app di WineSearcher 

WineSearcher-App-2016

WineSearcher-App-2016

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello ,  Casato Prime Donne

Avete visto i turisti stranieri nelle enoteche italiane? Si avvicinano alle bottiglie pregiate le inquadrano con il telefonino in modo che lo scanner riconosca il vino e gli dica quanto costa pescando i prezzi fra 55.000 rivendite di tutto il mondo comprese, ovviamente, quelle vicino a casa loro. I turisti guardano, calcolano e decidono se comprare o no.

Al ristorante il telefonino entra in azione quando la bottiglia arriva in tavola e, la solita App di WineSearcher, racconta al nostro visitatore tutto sulla denominazione o sul vitigno attingendo a un’enciclopedia dove ci sono già 3.500 regioni vitivinicole e 900 varietà d’uva.
Ma non finisce qui; con le novità tecnologiche appena introdotte, il nostro wine lover può scrivere il suo giudizio sulla bottiglia appena bevuta. Chicca finale può creare, sempre nella App di Wine Searcher, la lista dei vini che ha assaggiato e che preferisce.

Wine-Searcher

Wine-Searcher

C’è da sperare che dopo il viaggio in Italia questa lista sia lunga e il turista continui a bere le cose che ha apprezzato senza dire, come avveniva un tempo << … in Italia ho bevuto un Chianti Classico buonissmo ma non mi ricordo come si chiama>> oppure << si mi sembra di aver già bevuto questo vino ma non ricordo se mi è piaciuto o no>>.
In pratica la app di WineSearcher potrebbe consolidare la trasformazione dei turisti che sono stati da noi in consumatori di vini italiani. Un processo da non sottostimare visto che l’enogastrnomia è il ricordo più bello degli stranieri dopo il viaggio nel Bel Paese.

Itinerario turistico in cantina 1

Come creare un itinerario turistico in cantina capace di essere ricordato per sempre: percorso, punti di sosta, accessori, luci, odori, arredi … 

Itinerario turistico in cantina Casato Prime Donne Montalcino

Itinerario turistico in cantina Casato Prime Donne Montalcino

Di Donatella Cinelli Colombini Fattoria del Colle 
ITINERARIO DELLE VISITE
C’è una regola da cui partire: i luoghi e le spiegazioni possono essere fredde o calde cioè tecniche o emozionanti. La tinaia dove avviene la vinificazione è, in genere, un ambiente freddo con tanto acciaio, tecnologia, ordine, igiene. La bottaia per la maturazione del vino nei fusti di legno è normalmente un ambiente caldo per il carattere stesso del rovere, la forma armoniosa delle botti, le luci meno forti e gli ambienti più piccoli. Ebbene, anche se questo può causare problemi nella chiarezza delle spiegazioni sul processo produttivo del vino, è sempre meglio iniziare la visita dalle zone della cantina più belle e emozionanti, per creare nei visitatori un atteggiamento entusiasta che li predispone a un legame emotivo con i luoghi e le persone.

Itinerario turistico in cantina Casato-prime-donne

Itinerario turistico in cantina Casato-prime-donne

Evidentemente  l’itinerario turistico in cantina deve essere predisposto in anticipo, se possibile nel momento della progettazione della struttura, perché ha bisogno di diverse aree ampie dove un gruppo di 20-25 persone possa sostare intorno alla guida. Ho scritto 25 persone perché i gruppi di numero superiore sono difficili da gestire da una sola persona e ancora più difficile è instaurare una vera sintonia con i partecipanti. Questo elemento è molto importante perché i turisti in gruppo hanno spesso interessi e competenze diseguali e quindi vanno coinvolti in modo diverso, questo è impossibile se troppi. Ci sono gli “enoturisti per caso”, attratti da aneddoti, e i super esperti di vino desiderosi di sapere tutto sulle sperimentazioni effettuate in cantina. Questi ultimi sono gli unici con cui conviene iniziare la visita dalle zone più tecnologiche. In ogni caso le aree ampie in cui sostare lungo il percorso vanno predisposte e attrezzate in anticipo, con le cose che agevolano la spiegazione.

I nomi delle grandi bottiglie di vino

Jeroboam, Mathusalem, Nabuchodonosor, Melchizedek da un litro e mezzo a 30 litri ecco i nomi delle grandi bottiglie di vino

Nomi delle grandi bottiglie di vino Donatella Cinelli Colombini con Petrus

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Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne 

Se andate a Londra nell’enoteca Hedonism nel prestigioso quartiere di Myfair troverete scaffali interi con enormi bottiglie di Petrus, Ornellaia, Château Margaux … vini che già nel formato normale da 750 Cl costano una fortuna e nella versione grande hanno prezzi più che proporzionali. In altre parole se la bottiglia normale costa 10 la sua versione da un litro e mezzo – magnum- costa 30 e quella da sei litri -Imperial – costa 150. Si tratta di bottiglie destinate a essere bevute fra molti, molti anni perché la capacità di invecchiamento del vino cresce con l’aumentare del formato e quindi vale la pena comprarle solo in vista di una grande ricorrenza futura e solo quando si dispone di un cavò buio con 15°C di temperatura e 80% di umidità.

Nomi delle grandi bottiglie di vino

Nomi-delle-grandi-bottiglie-di-vino

Nelle “banche” del vino di Toronto, Stoccolma, New York che ho visitato c’erano molte di queste bottiglie. I titolari delle celle in cui riposano i vini milionari sono collezionisti o anche persone desiderose di sfoggiare i loro soldi e la loro raffinatezza. Sono locali sotterranei con la vigilanza armata all’ingresso esattamente come i caveau delle banche vere.

Quale vino bevono gli americani?

Dall’indagine del Wine Spectator su quale vino bevono gli americani, molti gli stereotipi confermati, qualche novità e una riflessione

Di Alice Bracciali, Fattoria del Colle

wine-spectator-febbraio-2016

wine-spectator-febbraio-2016

Wine Spectator di febbraio riporta in sintesi i risultati della seconda indagine annuale del Sonoma State’s Wine Business Institute sulle preferenze dei consumatori di vino in America. I campioni erano di un’età compresa fra i 21 e i 68anni. Nonostante il mercato in crescita degli ultimi anni per il Pinot Noir, i grandi rossi e qualche vino bianco meno conosciuto, il 50% ha incluso lo Chardonnay nella lista dei vini preferiti. Il 40% ha inserito il Pinot Grigio che, come aveva predetto Leonardo Lo Cascio in un’intervista al Vinitaly del 2011, ha un mercato in crescita, non come alternativa allo Chardonnay (impossibile da trovare) ma come vino completamente diverso da quest’ultimo, con buona acidità e ottimo rapporto qualità prezzo.
Più della metà degli intervistati preferisce un vino che sia fruttato, semi dolce e morbido. Solo il 26% si orienta su uno stile più secco. “This is the perfect example of the American palate”, questo è il perfetto esempio del palato americano, ha commentato Liz Thach, docente di wine business alla Sonoma State University. In effetti la cultura del vino e del cibo negli USA sta iniziando adesso, gli americani si approcciano al vino solo dopo aver bevuto per molto tempo bevande dolci, molto zuccherate. Il gusto americano è ancora immaturo e poco sofisticato, come rivela Lo Cascio nell’intervista. Basti pensare al consumo procapite di 10L in USA contro i 34L in Italia.

Vinitaly 2016 il più grande di tutti i tempi

Cena finale del Vinitaly 2016 con le Donne del vino, torta dei 50 anni e brindisi alle prossime 50 edizioni con 200 invitati  

Vinitaly 2016 Donne del vino taglio della torta del 50° _@FotoEnnevi_ Ma_FotoEnnevi_8953

Vinitaly 2016 Donne del vino taglio della torta del 50° _@FotoEnnevi_ Ma_FotoEnnevi_8953

Euforia era il sentimento generale alla cena delle Donne del Vino che, ieri sera ha concluso Vinitaly con una prima valutazione a caldo di un’edizione che ha battuto tutti i records.  130.000 operatori di cui 50.000 stranieri e di questi più della metà non europei.
Euforia fra le produttrici che tornano alle loro cantine con le agende piene di contatti e di ordini. Euforia nello staff di Gianni Bruno Vinitaly brand manager per aver fatto un piccolo capolavoro. La visita del Capo dello Stato Sergio Mattarella, del Premier Renzi, dei Ministri dell’Agricoltura di tutti i Paesi dell’Unione Europea e insieme un’afflusso di buyer esteri mai visto nella storia. Dopo aver chiuso la fiera, tagliando la torta del cinquantesimo compleanno con la

Vinitaly 2016 e Donne del vino

Vinitaly 2016 e Donne del vino

presidente delle Donne del vino Donatella Cinelli Colombini, il Presidente di Veronafiere Maurizio Danese sorrideva felice.
Questo il clima nella serata delle Donne del vino, alla Gran Guardia, nel cuore di Verona, con le loro straordinarie bottiglie di tutte le regioni e le specialità gastronomiche di tutte le regioni a formare quasi un ritratto dell’Italia golosa: cerano un forno arrivato dalla Liguria per preparare la focaccia di Recco, i formaggi di strabiliante qualità selezionati dall’ abruzzese Antonello Egizi di Forme d’autore la cassata fatta in diretta dal siciliano Peppe Giuffrè di Officina Gastronomica

Winery Hotel e la cantina va in albergo

Nasce a Stoccolma il primo albergo con le botti nella hall, si chiama Winery Hotel e propone week end con il vino come una vera cantina

Winery Hotel hall con le botti

Winery Hotel hall con le botti

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Il successo del turismo del vino si misura anche dalla nascita di cantine turistiche in ogni dove come nel Winery Hotel. Lo scorso anno c’è stato il boom delle “urban winery” con l’arrivo dell’uva in ceste nel pieno centro di Londra e i wine lovers che pagavano per partecipare alla cernita dei grappoli. Poi è nata la vigna su un grattacielo di New York e qualche mese fa sono state diffuse le immagini della cantina domestica con le attrezzature enologiche in salotto. Insomma la concorrenza è sempre più forte per le vere cantine.

Winery Hotel wine bar con i tini

Winery Hotel wine bar con i tini

L’ultima novità è il Winery Hotel a Stoccolma <<sweden’s first combined urban winery and boutique hotel>> la prima combinazione fra una cantina urbana e un albergo boutique esistente in Svezia. Appunto in Svezia, una nazione dove il clima è stato fin ora troppo freddo per coltivare le viti e quindi non ci sono cantine. Ma forse proprio per questo la proposta di un winery hotel, dove vedere il processo produttivo del vino e poi assaggiarlo, può risultare attraente. Infatti l’invito è << follow the freshly-picked grapes’ journey from barrel to bottle>> segue il processo produttivo dall’uva fresca fino alla botte e alla bottiglia … e si conclude con la frase: aumenta le tue conoscenze sul vino.

A 30 anni dal metanolo come cambiano il vino e i consumatori

L’identikit del consumatore di vino italiano a 30 anni dal metanolo: è un wine lovers che beve poco, bene, rosso, regionale, fuori casa e visita le cantine

30-anni-dal-metanolo

30 anni da metanolo

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

I 30 anni dal metanolo hanno rivoluzionato la produzione, i consumi e persino quelli che, in Italia, producono vino.
I consumi sono al minimo storico: 37 litri all’anno cioè la metà del 1986 (68 litri), l’anno tragico del vino al metanolo che fece 23 morti e decine di intossicati. Oggi il vino italiano consumato all’estero è più di quello bevuto dentro i confini nazionali. In effetti il 2015 ha segnato il record dell’export con 5,4 miliardi e un incremento del 575% dal 1986 quando l’Italia era la terra dello sfuso a buon mercato e vendeva all’estero per soli 800 milioni di Euro. Attualmente una bottiglia su cinque fra quelle esportate nasce nelle cantine italiane e per oltre la metà contiene vini DOC e DOCG.
Negli stessi 30 anni dal metanolo anche la produzione italiana di vino si è contratta enormemente passando da 76,8 milioni di ettolitri a 47,4. Un volume che tuttavia ci pone al primo posto nel mondo, davanti ai francesi.

BaroloBrunello 2014 Barolo Ceretto

Vino italiano a 30 anni dal metanolo BaroloBrunello alleanze al vertice

Accanto al segno meno sulla produzione c’è tuttavia il segno più sulla qualità che traspare anche dalle percentuali del vino con denominazione: era il 10% nel 1986 ed oggi è il 35% (73 Docg, 332 Doc e 118 Igt).
Il Dossier “Accadde domani” presentato da Coldiretti e dalla Fondazione Symbola fotografa la contraddizione di un Paese con 35.000 sommelier ma un consumo del vino in progressivo calo. Insomma se da un lato crescono i wine bar, le visite in cantina e la capacità di degustazione, dall’altro il vino sembra diventare più un argomento di conversazione che di consumo.
IL tracollo dei consumi sembra riguardare il 73% del vino che è bevuto in casa, prevalentemente durante i pasti, cioè i consumi tradizionali, perché quello servito al ristorante è previsto in aumento di oltre l’8% nei prossimi due anni. Crescerà soprattutto il consumo al bicchiere, dominato, nel 94,5% dei casi, dalle etichette locali o regionali.

Vinitaly IOsonoDONATELLA vieni a farti un selfie al posto mio

Donatella Cinelli Colombini a caccia di sosia da fotografare e proporre su Istagram con l’hashtag #iosonodonatella per un Vinitaly social

Valerio Marini per Donatella Cinelli Colombini

Valerio Marini per Donatella Cinelli Colombini a Vinitaly

Lo stand di Vinitaly (Padiglione 6 D4) di Donatella Cinelli Colombini diventa un set fotografico con una siluette che giocosamente la ricorda. L’invito ad amici, buyers e wine lovers è quello di venire a farsi un selfie o una foto al posto suo << #iosonodonatella e anche tu!>> e di postare immediatamente l’immagine su instagram. E’ questa la proposta della signora del Brunello in versione wineblogger.

Si tratta di un modo per aprire le porte di Vinitaly anche a chi è rimasto a casa perché chiunque può unirsi a questo gioco sul nome Donatella e sul prestigioso Brunello 2010 IOsonoDONATELLA <<il miglior vino che abbia mai prodotto>>.

Per la prima volta è in degustazione proprio a Vinitaly <<ne abbiamo fatte solo 600 bottiglie e lo abbiamo venduto in quindici giorni, per

Vinitaly 2016 IOsonoDONATELLA vieni a fare un eno selfie

Vinitaly 2016 IOsonoDONATELLA vieni a fare un eno selfie

questo non c’è stato tempo di organizzare assaggi e presentazioni>> spiega la Cinelli Colombini fiera di questo vino raro e prezioso. Sulla bottiglia c’è il suo stemma in oro all’interno di un anello scintillante che ricorda i suoi giovanili studi di oreficeria medioevale. Al Vinitaly ci sarà dunque l’opportunità unica di assaggiare il Brunelllo IOsonoDONATELLA e persino di diventare lei, almeno per un momento.

Angelo Gaja contro chi ha la verità in tasca

Appello di Angelo Gaja a mettere da parte fobie e ideologie per guardare alla salvaguardia dei vigneti con la mente aperta cercando solo qualità e salute

angelo-gaja-nel-vigneto

angelo-gaja-nel-vigneto

Pubblico molto volentieri le riflessioni del mio amico Angelo Gaja. Anch’io, come lui, non amo gli integralisti quelli assolutamente certi delle loro scelte e mai disposti a valutare alternative. Tuttavia sono spaventata dagli interventi sul DNA e da un’ingegneria genetica che, anno dopo anno, manipola la natura senza sapere con certezza gli effetti futuri. Per questo mi limito a coltivare le mie vigne in modo biologico sperando che venga trovata al più presto un’alternativa naturale a rame e zolfo. Può darsi che questa alternativa sia quelle viti resistenti ai parassiti, come dice Angelo Gaja. Per ora è difficile dare una risposta ma la cosa importante è aprirsi a ogni ipotesi senza paura o prevenzione ricordando che, nel

Angelo-Gaja

Angelo-Gaja

passato, atteggiamenti simili hanno paralizzato il progresso scientifico per millecinquecento anni. Donatella Cinelli Colombini

Di Angelo Gaja marzo 2016
Tra il 1850 ed il 1890 si abbatterono sulla viticoltura europea l’oidio e la peronospora, fitopatologie nuove ed aggressive come non si erano mai viste nei secoli precedenti. I viticoltori dovettero imparare a combatterle sistematicamente con l’impiego di antiparassitari, zolfo e rame, se volevano salvare la produzione d’uva. Come non bastasse, qualche tempo dopo arrivò la fillossera ad innescare la moria delle viti, a seguito della quale si fu costretti ad estirpare la totalità dei vigneti per reimpiantarli successivamente su portainnesto di vite americana, quest’ultima resistente alla malattia. Sembrò a quel tempo che la viticoltura europea ricevesse un colpo mortale.

Donne del vino per un 50° Vinitaly in rosa

Le Donne del vino festeggiano il cinquantesimo Vinitaly con la degustazione inaugurale e il brindisi finale: 10 vini del 1967 e una maxi torta alla Gran Guardia

Donne del Vino Vinitaly serata conclusiva

Donne del Vino Vinitaly serata conclusiva

Di Donatella Cinelli Colombini Montalcino Casato Prime Donne

Le celebrazioni del cinquantesimo Vinitaly vedono protagoniste le Donne del vino con la degustazione che aprirà gli assaggi dell’edizione 2016. 10 Donne del vino offriranno le loro bottiglie del 1967 e di oggi. La degustazione, sarà guidata da Marco Gatti e Paolo Massobrio, e mostrerà a 50 giornalisti esteri, l’evoluzione dell’enologia italiana nei 50 anni dalla prima edizione di Vinitaly. Ecco le cantine: Fratelli Berlucchi, Castello di Gabiano, La Scolca, Rivera, Fattoria dei Barbi, Capezzana, Castello di Querceto, Castello Banfi, Lungarotti, Masi.

Donne del vino VINITALY 2016 - AF GAMBA - PROGETTO

Donne del vino VINITALY 2016 – AF GAMBA – PROGETTO

Durante Vinitaly 2016 le Donne del Vino ufficializzeranno il passaggio delle consegne da Elena Martuscello alla nuova presidente Donatella Cinelli Colombini presentando anche il nuovo Consiglio e le Delegate regionali. Nel programma del prossimo triennio spicca la creazione di un evento nazionale diffuso che avrà luogo ogni anno il sabato prima dell’8 marzo e si chiamerà “Festa delle Donne del Vino”. Un evento rivolto alle nuove consumatrici donne, competenti, appassionate e indirizzate all’alta qualità.

Le donne USA devono scegliere: o sesso o alcool

Le autorità statunitensi vogliono mettere a scelta le donne fra sesso o alcool e gli studiosi italiani scoprono che anche i padri non dovrebbero bere

Sesso o alcool Katie Jean mostra la bevanda adatta a ogni contraccettivo

Sesso o alcool Katie Jean mostra la bevanda adatta a ogni contraccettivo

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Ha fatto molto discutere l’indicazione del Centers for Disease Control and Prevention – Centro di controllo e prevenzione delle malattie, sull’uso delle bevande alcoliche da parte delle donne in età fertile. Secondo i loro studi metà delle gravidanze sono casuali e vengono riconosciute solo dopo qualche settimana. Se la futura madre beve bevande alcoliche in quel periodo espone il bambino al rischio di possibili malformazioni. Per questo è arrivata la raccomandazione, rivolta alle donne in età fertile, che non fanno uso di contraccezione, di astenersi sempre dall’alcool. Come dire o sesso o alcool. Una richiesta che ha scatenato un autentico putiferio perché di fatto costringe le donne a scegliere fra un consumo, anche moderato, e il sesso. Fra le reazioni più feroci c’è quella di Katie Jean su Istagram che ha pubblicato un disegno con le bevande adatte a ogni tipo di

sesso o alcool i pericoli per il bambino

sesso o alcool i pericoli per il bambino

contraccezione ed ecco che chi usa la pillola dovrebbe consumare vino rosso perché è tradizionalista, il gin è per chi usa il cerotto, mentre chi chiede al partner di mettere il preservativo è adatta alla birra perchè predilige le cose semplici e varie.
Anche se questa ironica immagine ha fatto il giro del mondo, la raccomandazione del CDCP ha allarmato un po’ tutti ma soprattutto le 4 milioni di donne americane che potrebbero rimanere incinte. In realtà bere durante i primi giorni della gravidanza non è così rischioso mentre chi consuma alcolici per tutta la gravidanza avrà un bambino con sindrome feto alcolica cioè una testolina piccola, basso quoziente di intelligenza e problemi cardiaci.

                                                                       
Cinelli Colombini
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