I nostri vini, le cantine

Winery Hotel e la cantina va in albergo

Nasce a Stoccolma il primo albergo con le botti nella hall, si chiama Winery Hotel e propone week end con il vino come una vera cantina

Winery Hotel hall con le botti

Winery Hotel hall con le botti

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Il successo del turismo del vino si misura anche dalla nascita di cantine turistiche in ogni dove come nel Winery Hotel. Lo scorso anno c’è stato il boom delle “urban winery” con l’arrivo dell’uva in ceste nel pieno centro di Londra e i wine lovers che pagavano per partecipare alla cernita dei grappoli. Poi è nata la vigna su un grattacielo di New York e qualche mese fa sono state diffuse le immagini della cantina domestica con le attrezzature enologiche in salotto. Insomma la concorrenza è sempre più forte per le vere cantine.

Winery Hotel wine bar con i tini

Winery Hotel wine bar con i tini

L’ultima novità è il Winery Hotel a Stoccolma <<sweden’s first combined urban winery and boutique hotel>> la prima combinazione fra una cantina urbana e un albergo boutique esistente in Svezia. Appunto in Svezia, una nazione dove il clima è stato fin ora troppo freddo per coltivare le viti e quindi non ci sono cantine. Ma forse proprio per questo la proposta di un winery hotel, dove vedere il processo produttivo del vino e poi assaggiarlo, può risultare attraente. Infatti l’invito è << follow the freshly-picked grapes’ journey from barrel to bottle>> segue il processo produttivo dall’uva fresca fino alla botte e alla bottiglia … e si conclude con la frase: aumenta le tue conoscenze sul vino.

A 30 anni dal metanolo come cambiano il vino e i consumatori

L’identikit del consumatore di vino italiano a 30 anni dal metanolo: è un wine lovers che beve poco, bene, rosso, regionale, fuori casa e visita le cantine

30-anni-dal-metanolo

30 anni da metanolo

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

I 30 anni dal metanolo hanno rivoluzionato la produzione, i consumi e persino quelli che, in Italia, producono vino.
I consumi sono al minimo storico: 37 litri all’anno cioè la metà del 1986 (68 litri), l’anno tragico del vino al metanolo che fece 23 morti e decine di intossicati. Oggi il vino italiano consumato all’estero è più di quello bevuto dentro i confini nazionali. In effetti il 2015 ha segnato il record dell’export con 5,4 miliardi e un incremento del 575% dal 1986 quando l’Italia era la terra dello sfuso a buon mercato e vendeva all’estero per soli 800 milioni di Euro. Attualmente una bottiglia su cinque fra quelle esportate nasce nelle cantine italiane e per oltre la metà contiene vini DOC e DOCG.
Negli stessi 30 anni dal metanolo anche la produzione italiana di vino si è contratta enormemente passando da 76,8 milioni di ettolitri a 47,4. Un volume che tuttavia ci pone al primo posto nel mondo, davanti ai francesi.

BaroloBrunello 2014 Barolo Ceretto

Vino italiano a 30 anni dal metanolo BaroloBrunello alleanze al vertice

Accanto al segno meno sulla produzione c’è tuttavia il segno più sulla qualità che traspare anche dalle percentuali del vino con denominazione: era il 10% nel 1986 ed oggi è il 35% (73 Docg, 332 Doc e 118 Igt).
Il Dossier “Accadde domani” presentato da Coldiretti e dalla Fondazione Symbola fotografa la contraddizione di un Paese con 35.000 sommelier ma un consumo del vino in progressivo calo. Insomma se da un lato crescono i wine bar, le visite in cantina e la capacità di degustazione, dall’altro il vino sembra diventare più un argomento di conversazione che di consumo.
IL tracollo dei consumi sembra riguardare il 73% del vino che è bevuto in casa, prevalentemente durante i pasti, cioè i consumi tradizionali, perché quello servito al ristorante è previsto in aumento di oltre l’8% nei prossimi due anni. Crescerà soprattutto il consumo al bicchiere, dominato, nel 94,5% dei casi, dalle etichette locali o regionali.

Vinitaly IOsonoDONATELLA vieni a farti un selfie al posto mio

Donatella Cinelli Colombini a caccia di sosia da fotografare e proporre su Istagram con l’hashtag #iosonodonatella per un Vinitaly social

Valerio Marini per Donatella Cinelli Colombini

Valerio Marini per Donatella Cinelli Colombini a Vinitaly

Lo stand di Vinitaly (Padiglione 6 D4) di Donatella Cinelli Colombini diventa un set fotografico con una siluette che giocosamente la ricorda. L’invito ad amici, buyers e wine lovers è quello di venire a farsi un selfie o una foto al posto suo << #iosonodonatella e anche tu!>> e di postare immediatamente l’immagine su instagram. E’ questa la proposta della signora del Brunello in versione wineblogger.

Si tratta di un modo per aprire le porte di Vinitaly anche a chi è rimasto a casa perché chiunque può unirsi a questo gioco sul nome Donatella e sul prestigioso Brunello 2010 IOsonoDONATELLA <<il miglior vino che abbia mai prodotto>>.

Per la prima volta è in degustazione proprio a Vinitaly <<ne abbiamo fatte solo 600 bottiglie e lo abbiamo venduto in quindici giorni, per

Vinitaly 2016 IOsonoDONATELLA vieni a fare un eno selfie

Vinitaly 2016 IOsonoDONATELLA vieni a fare un eno selfie

questo non c’è stato tempo di organizzare assaggi e presentazioni>> spiega la Cinelli Colombini fiera di questo vino raro e prezioso. Sulla bottiglia c’è il suo stemma in oro all’interno di un anello scintillante che ricorda i suoi giovanili studi di oreficeria medioevale. Al Vinitaly ci sarà dunque l’opportunità unica di assaggiare il Brunelllo IOsonoDONATELLA e persino di diventare lei, almeno per un momento.

Angelo Gaja contro chi ha la verità in tasca

Appello di Angelo Gaja a mettere da parte fobie e ideologie per guardare alla salvaguardia dei vigneti con la mente aperta cercando solo qualità e salute

angelo-gaja-nel-vigneto

angelo-gaja-nel-vigneto

Pubblico molto volentieri le riflessioni del mio amico Angelo Gaja. Anch’io, come lui, non amo gli integralisti quelli assolutamente certi delle loro scelte e mai disposti a valutare alternative. Tuttavia sono spaventata dagli interventi sul DNA e da un’ingegneria genetica che, anno dopo anno, manipola la natura senza sapere con certezza gli effetti futuri. Per questo mi limito a coltivare le mie vigne in modo biologico sperando che venga trovata al più presto un’alternativa naturale a rame e zolfo. Può darsi che questa alternativa sia quelle viti resistenti ai parassiti, come dice Angelo Gaja. Per ora è difficile dare una risposta ma la cosa importante è aprirsi a ogni ipotesi senza paura o prevenzione ricordando che, nel

Angelo-Gaja

Angelo-Gaja

passato, atteggiamenti simili hanno paralizzato il progresso scientifico per millecinquecento anni. Donatella Cinelli Colombini

Di Angelo Gaja marzo 2016
Tra il 1850 ed il 1890 si abbatterono sulla viticoltura europea l’oidio e la peronospora, fitopatologie nuove ed aggressive come non si erano mai viste nei secoli precedenti. I viticoltori dovettero imparare a combatterle sistematicamente con l’impiego di antiparassitari, zolfo e rame, se volevano salvare la produzione d’uva. Come non bastasse, qualche tempo dopo arrivò la fillossera ad innescare la moria delle viti, a seguito della quale si fu costretti ad estirpare la totalità dei vigneti per reimpiantarli successivamente su portainnesto di vite americana, quest’ultima resistente alla malattia. Sembrò a quel tempo che la viticoltura europea ricevesse un colpo mortale.

Donne del vino per un 50° Vinitaly in rosa

Le Donne del vino festeggiano il cinquantesimo Vinitaly con la degustazione inaugurale e il brindisi finale: 10 vini del 1967 e una maxi torta alla Gran Guardia

Donne del Vino Vinitaly serata conclusiva

Donne del Vino Vinitaly serata conclusiva

Di Donatella Cinelli Colombini Montalcino Casato Prime Donne

Le celebrazioni del cinquantesimo Vinitaly vedono protagoniste le Donne del vino con la degustazione che aprirà gli assaggi dell’edizione 2016. 10 Donne del vino offriranno le loro bottiglie del 1967 e di oggi. La degustazione, sarà guidata da Marco Gatti e Paolo Massobrio, e mostrerà a 50 giornalisti esteri, l’evoluzione dell’enologia italiana nei 50 anni dalla prima edizione di Vinitaly. Ecco le cantine: Fratelli Berlucchi, Castello di Gabiano, La Scolca, Rivera, Fattoria dei Barbi, Capezzana, Castello di Querceto, Castello Banfi, Lungarotti, Masi.

Donne del vino VINITALY 2016 - AF GAMBA - PROGETTO

Donne del vino VINITALY 2016 – AF GAMBA – PROGETTO

Durante Vinitaly 2016 le Donne del Vino ufficializzeranno il passaggio delle consegne da Elena Martuscello alla nuova presidente Donatella Cinelli Colombini presentando anche il nuovo Consiglio e le Delegate regionali. Nel programma del prossimo triennio spicca la creazione di un evento nazionale diffuso che avrà luogo ogni anno il sabato prima dell’8 marzo e si chiamerà “Festa delle Donne del Vino”. Un evento rivolto alle nuove consumatrici donne, competenti, appassionate e indirizzate all’alta qualità.

Le donne USA devono scegliere: o sesso o alcool

Le autorità statunitensi vogliono mettere a scelta le donne fra sesso o alcool e gli studiosi italiani scoprono che anche i padri non dovrebbero bere

Sesso o alcool Katie Jean mostra la bevanda adatta a ogni contraccettivo

Sesso o alcool Katie Jean mostra la bevanda adatta a ogni contraccettivo

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Ha fatto molto discutere l’indicazione del Centers for Disease Control and Prevention – Centro di controllo e prevenzione delle malattie, sull’uso delle bevande alcoliche da parte delle donne in età fertile. Secondo i loro studi metà delle gravidanze sono casuali e vengono riconosciute solo dopo qualche settimana. Se la futura madre beve bevande alcoliche in quel periodo espone il bambino al rischio di possibili malformazioni. Per questo è arrivata la raccomandazione, rivolta alle donne in età fertile, che non fanno uso di contraccezione, di astenersi sempre dall’alcool. Come dire o sesso o alcool. Una richiesta che ha scatenato un autentico putiferio perché di fatto costringe le donne a scegliere fra un consumo, anche moderato, e il sesso. Fra le reazioni più feroci c’è quella di Katie Jean su Istagram che ha pubblicato un disegno con le bevande adatte a ogni tipo di

sesso o alcool i pericoli per il bambino

sesso o alcool i pericoli per il bambino

contraccezione ed ecco che chi usa la pillola dovrebbe consumare vino rosso perché è tradizionalista, il gin è per chi usa il cerotto, mentre chi chiede al partner di mettere il preservativo è adatta alla birra perchè predilige le cose semplici e varie.
Anche se questa ironica immagine ha fatto il giro del mondo, la raccomandazione del CDCP ha allarmato un po’ tutti ma soprattutto le 4 milioni di donne americane che potrebbero rimanere incinte. In realtà bere durante i primi giorni della gravidanza non è così rischioso mentre chi consuma alcolici per tutta la gravidanza avrà un bambino con sindrome feto alcolica cioè una testolina piccola, basso quoziente di intelligenza e problemi cardiaci.

I vini 100 centesimi di Robert Parker

Quali sono le 218  etichette da mito, quelli nell’Olimpo dei vini 100 centesimi del Wine Advocate? Solo 9 italiani e nessuno premiato più di una volta

Pian dell'Orino Montalcino

Pian dell’Orino Montalcino

Di Donatella Cinelli Colombini Montalcino Casato Prime Donne 

La notizia del giorno è i 100 centesimi al Brunello di Pian dell’Orino, un’azienda di Montalcino con soli 6 ettari di vigna coltivata in modo biodinamico da due entusiasti viticultori Caroline Probitzer e Jan Erbach. Una bella notizia che mi ha spinto a cercare chi ha ottenuto questo ambitissimo riconoscimento ed ho scoperto che sono davvero pochi, meno di 200 cantine nel mondo per 218 vini. Ma le sorprese non finiscono qui.
Ho trovato la classifica dei vini 100 centesimi in Wine Searcher, quasi nascosta nella parte bassa della home page. E’ una classifica che fa venire l’acquolina in bocca perché il Wine Advocate di Robert Parker Jr è il più autorevole, potente e

Guigal vigneti dei vini 100 centesimi di Robert Parker

Guigal vigneti dei vini 100 centesimi di Robert Parker

temuto giornale di vino del mondo, quello che apre le porte di ristoranti tre stelle Michelin e soprattutto dei grandi collezionisti, i milionari disposti a spendere cifre da capogiro per ogni acquisto.
E’ l’Olimpo del vino, il repertorio dei vini con 100 centesimi contiene una lista di 218 etichette con la Francia in posizione dominante. Ci sono infatti 101 vini dei cugini d’Oltralpe e molti con i 100 centesimi su più annate e con più etichette della stessa cantina.

Raccontami il tuo vino – lo storytelling all’Orcia Wine Festival 2016

Orcia Wine Festival con assaggi e degustazioni guidate, cene, musica, trekking, pedalate, visite nelle cantine dell’Orcia il vino più bello del mondo

Orcia Wine Festival Saluto dei Quartieri

Orcia Wine Festival Saluto dei Quartieri

Di Donatella Cinelli Colombini
San Quirico d’Orcia la più bella piccola città d’arte lungo la Via Francigena e cuore del vino Orcia aspetta i wine lover dal 22 al 25 aprile con assaggi e racconti. Il tema dell’Orcia Wine Festival 2016 è infatti lo storytelling cioè il racconto del vino. Una tecnica narrativa che gli specialisti del marketing propongono come una novità ed invece esiste da tempo immemorabile in Val d’Orcia dove, la sera, soprattutto d’inverno, i vecchi raccontavano “a veglia” le loro esperienze per ammaestrare i più giovani.
Il vino Orcia, che nasce in una quarantina di piccole cantine dove quasi tutto è ancora fatto a mano, spesso dal produttore in persona, è il più adatto per giocare fra la novità e la tradizione dello storytelling.

Orcia Wine Festival San Quirico Palazzo Chigi degustazione Vini Orcia

Orcia Wine Festival San Quirico Palazzo Chigi degustazione Vini Orcia

Tutti i produttori – anch’io con il Cenerentola ed il Leone Rosso DOC Orcia – saranno protagonisti con i loro racconti in tre momenti: nelle sale dei Palazzo Chigi a San Quirico dove, per 3 giorni ( dalle 11,30 alle 18,30) i vignaioli dell’Orcia saranno dietro ai tavoli pieni di bottiglie, pronti a dare assaggi, spiegazioni e persino a vendere i loro vino.
A cena nei ristoranti di Bagno Vignoni (venerdì 22 e domenica 24 aprile) che proporranno speciali menù degustazione accompagnati dai vini e dalle narrazioni dei produttori. Serate che sono state battezzate “a veglia” proprio per sottolineare l’importanza dei racconti, dei ricordi e degli episodi di vita vissuta come avveniva un secolo fa nei poderi della Val d’Orcia.

Wine Advocate e Wine Spectator con rating stellari

Donatella Cinelli Colombini festeggia i 7 vini oltre i 90 centesimi del Wine Advocate e il meraviglioso 97/100 del Brunello Riserva 2010 del Wine Spectator

Wine Spectator home page con il team delle cantine di Donatella Cinelli Colombini

Wine Spectator home page con il team delle cantine di Donatella Cinelli Colombini

Pioggia di premi sui vini di Donatella Cinelli Colombini. Il Brunello riserva 2010 apre la sezione Hot Wines del Wine Spectator con uno spettacoloso 97 centesimi. <<Ci sono una pienezza di note profonde aumentate da sentori di prugne, liquirizia, spezie e cioccolato, insieme a ciliegie e profumi floreali. La struttura è solida e preannuncia una lunga vita come la lunga persistenza fa sperare in futuri piaceri. Mostra un’eccellente equilibrio e un’armonia totale >>

WINE SPECTATOR WINE ADVOCATE

WINE SPECTATOR WINE ADVOCATE

ha scritto Bruce Sanderson, senior Editor del Wine Spectator. Nell’ambitissima sezione Insider, dove ci sono i vini che <<have excited our editors>> hanno entusiasmato gli assaggiatori della prestigiosa rivista statunitense, ci sono una decina di Brunello e fra loro un altro gioiellino di Donatella Cinelli Colombini, il Brunello 2011 Prime Donne con un giudizio di 93/100. Piccola chicca: nella home page del sito della prestigiosa rivista americana c’è anche una bella foto del team femminile della cantina di Donatella, la prima in italia interamente in rosa.

I vini toscani più citati dalla stampa estera

Insieme alla prima riunione di A.Vi.To. superconsorzio toscano arriva una bella sorpresa per il Brunello e gli altri vini toscani

Vini toscani presenza nella stampa internazionale

Vini toscani presenza nella stampa internazionale

Di Donatella Cinelli Colombini

Oggi si è riunito per la prima volta A.vi.to. consorzio dei consorzi toscani del vino e il Governatore Enrico Rossi ha voluto essere presente allo storico appuntamento che mette fine al campanilismo enologico. Ho preso parte alla riunione in rappresentanza della piccola Orcia Doc e quindi posso darvi una piccola chicca in anteprima.
Kaus Davi consulente della Regione per la comunicazione ha presentato i risultati di un’indagine sui vini toscani. Una delle slide mostrava i più citati nella stampa internazionale.
Ebbene il colosso Chianti cumulando Chianti, Chianti Classico, Chianti Rufina …. spera di un soffio il  Brunello che compete da solo e si conferma il più amato dalla stampa internazionale. A sorpresa nella TOP 10 entra anche il Rosso di Montalcino

Vino Nobile la DOCG più femminile e giovane d’Italia

Oltre la metà delle cantine guidate da giovani sotto i quarant’anni e il 36% di aziende dirette da donne, il Vino Nobile di Montepulciano ci mostra il futuro del vino

Vino-Nobile-produttrici-anteprima-2016

Vino-Nobile-produttrici-anteprima-2016

Di Donatella Cinelli ColombiniBrunello, Casato Prime Donne

Montepulciano sta vivendo un periodo felice, quasi una rinascenza: i mercatini invernali, la qualità del vino che cresce in verticale e ora un censimento che mostra il Vino Nobile come il più moderno in Italia. Se infatti, nel vino di qualità italiano, sta emergendo, una nuova generazione di giovani e di donne alla guida delle cantine, a Montepulciano la tendenza è già una realtà consolidata: oltre il 50% delle aziende è guidata da under 40 mentre le donne dirigono 16 delle 75 aziende associate al Consorzio e in altre 11 sono cointestatarie.
<< Il Consorzio del Vino Nobile non ha avuto bisogno di una legge per incrementare il

Vino-Nobile-di-Montepulciano

Vino-Nobile-di-Montepulciano

peso delle donne nel proprio CdA>> ha detto Miriam Caporali,Donna del Vino e consigliera al secondo mandato << siamo attualmente in tre donne, ma il numero è sicuramente destinato a salire in maniera naturale vista la sempre maggiore presenza di imprese rosa nella nostra denominazione>>.

Paul Pontallier, enologo di Château Margaux è morto

Uno dei personaggi più importanti e talentuosi dell’enologia francese è morto oggi all’età di 59 anni dopo una lotta terribile con il cancro

Paul Pontallier Margaux

Paul Pontallier Margaux

Di Donatella Cinelli Colombini

L’ho conosciuto a Brema alla fine degli anni novanta in occasione di una degustazione organizzata da Markus Del Monego Master of Wine e campione mondiale sommelier del 1998. Era un caldo spaventoso, al punto che il pavimento del patio bruciava pianta dei piedi. La degustazione riguardava vini di cantine di proprietà femminile e si svolse in una situazione da bagno turco. Dopo il Brunello di mia madre Francesca Colombini c’era il “Bordeaux first-growth” di Château Margaux presentato da un giovane uomo molto bello con una giacca blu con pochette rossa: era Paul Pontallier. Era talmente elegante da farci sentire contadinelli toscani. Elegante anche nei modi: dopo la degustazione venne ad esprimermi il suo apprezzamento e la sua sorpresa per la qualità del Brunello che non si aspettava. Io invece la leggendaria qualità del suo Bordeaux me l’aspettavo eccome! Per questo rimasi senza parole e da allora ho sempre ricordato che la timidezza o l’imbarazzo fanno brutti scherzi, facendo sembrare le persone maleducate come era successo a me.
Da quel giorno ho continuato a seguire i successi dei suoi vini.

10 migliori cocktail classici del mondo

Da Drinks international arriva una classifica preziosa per chi ama bere fuori pasto: i 10 migliori cocktail del mondo, quelli sempre di tendenza

10 cocktail migliori del mondo Mojito

10 migliori cocktail  del mondo Mojito

Di Donatella Cinelli Colombini

Siete modaioli? E nonostante questo avete piccoli piaceri a cui non volete rinunciare? Ecco la lista dei 10 migliori cocktail classici a cui potete affezionarvi senza il timore di apparire “passati” sono quelli sempre di tendenza, il cui successo internazionale sfida il tempo e si riempie di fascino.
N° 10 Mojito
Forse è il più antico. Pare che fosse la bevanda del famoso pirata Drake che la Regina d’Inghilterra Elisabetta rese nobile con il nome di Sir Francis Drake per le sue imprese contro i galeoni spagnoli carichi d’oro. Più di recente il Mojito si lega allo scrittore Ernest Hemingway e alle sue frequentazioni di Cuba. Ha avuto un

Old-Fasion-cocktail

Old-Fasion-cocktail

successo strepitoso all’inizio del millennio e questo determina forse il suo carattere attuale un po’ datato. Contiene rum, succo di lime, soda, zucchero di canna marrone, menta fresca e ghiaccio.
M° 9 Moscow Mule
Non è russo ma statunitense e nasce nel 1941. Viene servito in una tradizionale coppetta di rame cosa che lo rende molto particolare. La sua popolarità sta risalendo soprattutto in Usa dove è servito durante l’heppy hour, vodka, lime, zenzero e soda

Legnano conquistata dal vino delle donne

A Legnano con Mariacristina Oddero e Isabella Pelizzatti Perego per parlare ai giovani industriali di family business e con Paola Longo nella sua enoteca

Legnano Franz Botré, Egidio Alagia, Donatella Cinelli Colombini, Isabella Pelizzatti Perego, Mariacristina Oddero

Legnano Franz Botré, Egidio Alagia, Donatella Cinelli Colombini, Isabella Pelizzatti Perego, Mariacristina Oddero

Di Donatella Cinelli Colombini, Casato Prime Donne

Legnano è la città della Lega Lombarda che nel 1176 sconfisse l’Imperatore Federico Barbarossa. Legnano è il simbolo della capacità di unirsi contro le minacce esterne ma anche dell’attuale partito fondato dal senatore Bossi. La Confindustria Alto Milanese ha un gruppo giovani numeroso e vivace, guidato da Egidio Alagia un imprenditore del nuovo green, quello del verde urbano e delle piante salutari.
L’incontro con 3 donne del vino: Isabella Pelizzatti Perego, Mariacristina Odero e me doveva servire a spiegare ai giovani imprenditori come sfondare sui mercati esteri partendo da piccole imprese familiari. Evidentemente i successi del vino sorprendono al punto da spingere gli industriali a cercarci modelli da condividere.

Legnano, Paola Russo Enoteca Russo

Legnano, Paola Longo Enoteca Longo

Rimango sorpresa dal numero dei presenti, quasi duecento, tutti giovani e attenti. Modera il talk show organizzato da Domino Comunication, Franz Botré editore di “Spirito di Vino”. Gli argomenti si sviluppano con calma finchè l’Assessore Gianni Fava non scalda gli animi con proposte forti <<basta con il regionalismo, nel vino bisogna puntare sul brand Italia>>. Ovviamente io e la Oddero siamo contrarie a una “nazionale del vino” che farebbe perdere di identità alle zone ad altissima vocazione come quelle del Barolo o del Brunello in cui sono le nostre cantine, ma per le denominazioni meno note una strategia che unisse le forze potrebbe funzionare. Legnano è proprio il posto giusto per sostenere il concetto “uniti si vince”.

Come fidelizzare il turista del vino

Gli strumenti per fidelizzare il turista del vino e trasformarlo il qualcuno che promuove, sceglie e compra le bottiglie della cantina che ha visitato

fidelizzare i turisti del vino durante la visita in cantina

fidelizzare-i-turisti-del-vino-durante-la-visita-in-cantina

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Costa molto di più trovare un nuovo cliente che mantenere quelli vecchi, ma in ogni caso, bisogna impegnarsi nei rapporti con loro perché i concorrenti sono pronti a portarceli via.
I wine lovers che hanno visitato la cantina sono una clientela privata fidelizzata o fidelizzabile tra le migliori che un’azienda possa avere. E’ un target orientato sui vini in vendita e, attraverso la visita guidata, già molto informato. Infatti molti dei visitatori hanno scelto di andare in quella particolare cantina perché apprezzano i suoi vini o le sue decisioni produttive ma, anche nel caso siano arrivati per caso,

Markus-del-Monego-Donatella-Cinelli -Colombini

Markus-del-Monego-Donatella-Cinelli -Colombini

con il tour fra tini e botti hanno instaurano un legame emotivo con quel luogo e con le sue bottiglie. Un legame tanto più forte e duraturo quanto maggiore è il coinvolgimento emotivo, quello che Kevin Roberts mitico capo della Saatchi & Saatchi chiama Lovemark cioè il brand che si sceglie perché si ama indipendentemente da tutto il resto. Per suscitare questo sentimento bisogna toccare il cuore visitatori oltre che il cervello. Bisogna trasmettergli il calore della “passione vignaiola” quell’attaccamento alla terra, quella ricerca visionaria che fa nascere un vino diverso da tutti gli altri.

                                                                       
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