I nostri vini, le cantine

Donatella Cinelli Colombini vi presenta il suo spumante

“Amici di vigna” 4 vignaioli del Trentino e della Toscana si uniscono per produrre uno Spumante BRUT metodo classico, con 42 mesi di permanenza sui lieviti

 

Spumnate Donatella Cinelli Colombini

Spumante Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello Montalcino

Il progetto si chiama “Amici di vigna” perché è proprio dall’amicizia fra 4 vignaioli a capo di aziende familiari e con vera passione per i grandi vini, che nasce l’idea di produrre insieme delle bottiglie di spumante in piccole serie esclusive.
Lo spumante è ottenuto dalle uve di Chardonnay – è dunque un blanc de blancs – coltivate in Trentino, ed è stato poi affinato sui lieviti nella cantina Gaierhof di Luigi Togn. Al momento della sboccatura è intervenuto Fausto Peratoner anche lui vignaiolo ed enologo con una lunga esperienza nella spumantistica che lo ha portato, qualche anno fa, alla carica di Presidente dell’Istituto Trento DOC.

Vigneti Trentino Gaierhof

Vigneti Trentino Gaierhof

I due membri toscani degli “Amici di vigna” sono le aziende di Donatella Cinelli Colombini e I Balzini a Barberino Val d’Elsa di Antonella e Vincenzo D’Isanto. L’alta qualità, l’esecuzione accurata e artigianale dello spumante si integrano perfettamente con la gamma delle due aziende toscane entrambe condotte con passione e competenza da chi crede davvero nella vigna e nelle piccole produzioni di pregio.
Donatella Cinelli Colombini ha riunito intorno al progetto i suoi 3 “Amici di vigna” Luigi Togn, Fausto Peratoner e Antonella D’Isanto ed ora è lieta di presentarvi questa piccola selezione di un grande spumante.

I turisti del vino classici ecco come accoglierli

I veri turisti del vino sono quelli con un profondo interesse per il nettare di Bacco, quelli che degustano, leggono, studiano, consigliano e visitano il vino

Di Donatella Cinelli Colombini

Montalcino CasatoPrime Donne WeinClub

Montalcino CasatoPrime Donne WeinClub

Rispetto al totale dei turisti in Italia, i viaggiatori mossi da un interesse prevalente, ma non esclusivo, per il vino sono una quota minoritaria ma comunque consistente; sono stati stimati da Nomisma-WineMonitor (2014) nel 9% degli stranieri ( circa 4,5 milioni) e nel 4,5% dei connazionali (circa 13 milioni). Le percentuali cambiano se prendiamo i dati della Wine Tourism Conference  elaborati dell’Università di Salerno per le Città del Vino nel XII Rapporto 2015 sull’Enoturismo. Questa fonte indica un flusso di 20 milioni di viaggiatori enoturistici nel mondo e fra di loro 3.000.0000 diretti in Italia. Una fetta del 7,9% dei flussi totali che conferma l’enorme importanza di questo segmento.

Musica e vino di cantine aperte 2013

Musica e vino di cantine aperte 2013

I foodie cioè i viaggiatori del gusto, quelli interessati solo a vini e eccellenze gastronomiche sono ancora di meno e, secondo Bankitalia (2012), si aggirano su 730.000 viaggiatori all’anno.

A questi vanno aggiunti gli escursionisti, cioè coloro che si spostano dalla mattina alla sera. Sono numerosissimi soprattutto fra i connazionali, infatti, nel nostro Paese si sta radicando l’abitudine ad andare nei territori del vino nel raggio di 100 km dal luogo di residenza. E’ considerato un modo divertente per impiegare il tempo libero specialmente se c’è in programma un bel pranzetto e se è possibile fare shopping di eccellenze enogastronomiche km 0. Per gli stranieri invece, l’escursionismo in cantina è il  completamento della vacanza al mare oppure il diversivo rispetto ai musei e alle città d’arte che costituiscono il cuore del viaggio in Italia.

Il look del vino, come vestono i produttori italiani

Vignaioli  nella vigna e vignaioli che viaggiano per il mondo, donne senza trucco oppure molto sofisticate … ecco a voi i dress code del vino italiano

Angelo-Gaja

Angelo-Gaja

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello

Alcuni produttori hanno un look molto personale che li distingue come il maglioncino Oscar Farinetti che ricorda tanto Marchionne, tuttavia il Signor Eataly cambia colore e il capo della Fiat no. Le camice senza cravatta di Angelo Gaja che qualche volta la cravatta la tette. Le giacche country di Pieno Antinori che con il suo stile british e gli abiti vissuti è il prototipo perfetto della vecchia aristocrazia fiorentina. Uno stile basato sulla semplicità che caratterizza anche l’abbigliamento delle figlie Albiera, Allegra e Alessia: niente gioielli vistosi, vestiti griffati o altri status symbol perché proprio non ne hanno bisogno belle, brave e famose come sono!

Albiera, Allegra e Alessia Antnori

Albiera, Allegra e Alessia Antnori

Il look degli uomini del vino italiano potrebbe essere riunito in due tipologie principali: campagnolo e gessato. Quasi a rappresentare due facce della produzione del vino: la vigna e la vendita. Il look dei primi è con giacca di velluto in Piemonte e maremmana in Toscana, pantaloni a coste oppure jeans. Gli stessi vignaioli indossano il completo blu nelle occasioni ufficiali e mostrano una crescente disinvoltura in questi abiti che, vent’anni fa, mettevano solo ai matrimoni e ai funerali. Quelli che viaggiano di più per vendere i loro vini hanno anche il completo gessato. In questo look il prototipo perfetto è Giovanni Geddes il più geniale uomo marketing del vino italiano.

Storia della critica del vino all’Académie Internaz. du Vin

Qui vi riassumo la storia della critica del vino di cui ha parlato Raul Salama all’Académie Internationale du Vin. Un passato breve e con molte sorprese

Donatella Cinelli Colombini Académie internationale du Vin

Donatella Cinelli Colombini Académie internationale du Vin

Donatella Cinelli Colombini, Brunello Casato Prime Donne

Sono stata accolta nell’Academie Internationale du Vin grazie a Angelo Gaja e Franco Martinetti ho fatto il mio debutto a Berlino con una conferenza di 20 minuti sul turismo del vino in Italia. Vi risparmio il racconto del mal di pancia legato alla tensione, non mi succedeva una cosa simile dal primo anno di Università. Davanti a me c’erano 70 produttori, giornalisti, esperti fra i più autorevoli d’Europa e fra loro Daniele Cernilli che a pranzo mi dice <<quando ho dovuto parlare io è stato terribile>>. Ma alla fine, grazie a Dio, ce l’ho fatta!
Interessantissime le altre relazioni: la prima sulla mineralità, uno degli argomenti più

Don Melchior di Concia y Toro

Don Melchior di Concia y Toro

discussi nell’ultimo anno, ha scatenato un dibattito feroce mentre la seconda riguardava i vini di Jerez de la Frontera. Curiosamente in questa zona della Spagna hanno un problema opposto al nostro: hanno un alcool naturale di 12 °Vol e una gradazione minima obbligatoria per disciplinare di 15°…..e pensare che da noi cerchiamo di ridurre l’alcool che normalmente è maggiore di quello che vorremmo. Ho imparato che la distribuzione spagnola è sempre stata concentrata nelle mani di pochi “cavisti” che ora usano internet in modo molto aggressivo. Ho imparato che nei vigneti di Romanée Conti è stata registrata soprattutto in primavera con un’accelerazione del ciclo vegetativo.

Il Louvre non è più solo un Museo ma anche una cantina

A pochi passi dal Louvre, dove un tempo c’era la cantina del re di Francia, apre uno spettacolare museo del vino. Intanto i vini di Bordeaux aprono 5 wine bar all’estero

Les-caves-du-louvre

Les-caves-du-louvre

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne
Se stai per andare a Parigi non puoi perderlo. Si chiama Caves du Louvre ed è a vicino al celebre museo. Fu scavata nel Settecento dal cantiniere del Re di Francia Luigi XV e collegata al Palazzo del Louvre, dove lui dimorava, con una galleria per impedire che i malviventi rubassero le preziose bottiglie. In undici anni di lavoro i locali sono stati restaurati con estro ed eleganza diventando un autentico tempio del grande vino francese. 800 metri quadri e 12 sommelier in questo mondo sotterraneo dove luci e tecnologia trasformano le grotte in luoghi da

Le caves du Louvre

Le caves du Louvre

film quasi incredibili. La visita è all’insegna dell’esperienza attiva e c’è persino l’Atelier Winemaking per produrre il proprio vino usando quello che matura dentro le barriques. C’è la sala degli aromi, quella dei terreni dei vigneti … la sala di imbottigliamento e quella delle etichette. Chi ha voglia di imparare i segreti del vino francese in un modo divertente e tutto nuovo deve andarci!

Wine2wine 2015 con le novità del prossimo Vinitaly

2.000 partecipanti 42 convegni in due giorni intensissimi che i giovani del vino hanno vissuto come un super master. Le novità del Vinitaly 2016 con il 50° anno

Bollino del Concorso 5 stars wines di Vinitaly 2015

Bollino del Concorso 5 stars wines di Vinitaly 2016

Donatella Cinelli Colombini, Brunello

Un successone per Wine2Wwine che sta affermando un nuovo modo di fare convegnistica con interventi brevi e in certi casi addirittura telegrafici (5 minuti) e una straordinaria quantità di contenuti utili. Un metodo che i giovani hanno apprezzato molto accorrendo in massa all’evento e stipandosi nelle conferenze dedicate ai brand ambassador o export manager, alla comunicazione digitale e le nuove tendenze.

Wine2wine Wine Ambassador di Vinitaly Academy

Wine2wine Wine Ambassador di Vinitaly Academy

Insomma Stevie Kim e Ian D’Agata hanno vinto la scommessa e stanno trasformando Wine2Wine in uno straordinario strumento di crescita culturale e aggiornamento del mondo del vino. Anche Vinitaly Academy sta andando a gonfie vele e fra i partecipanti ci sono persino dei Master of Wine. La cosa che mi entusiasma in questo gruppo di Ambassador, super esperti del vino italiano è la presenza di tantissime donne.

Ci sarà VITE sulla terra?

Angelo Gaja ci regala una perla del suo pensiero sugli effetti del global warming nei vigneti. Il Corriere vinicolo riassume la posizione degli esperti mondiali

Angelo_Gaja

Angelo_Gaja

Di Donatella Cinelli Colombini

Il titolo è “Ci sarà vite sulla terra?” e negli articoli c’è la sintesi delle diverse posizioni. Chi possiede o lavora nei vigneti milionari tende a negare l’effetto del riscaldamento per difendere la sua posizione di forza, mentre una grossa fetta della comunità scientifica afferma che la geografia dei territori migliori cambierà privilegiando le regioni più a Nord e con maggiore altitudine. Le risposte al cambiamento climatico vanno dall’empirismo alla genetica ma una cosa è certa: non possiamo perdere tempo e non potendo cambiare le cause i viticultori devono adattare la vigna mitigando gli

Vigneto sangiovese, Fattoria del Colle novembre 2015

Vigneto sangiovese, Fattoria del Colle novembre 2015

effetti del clima. Io sono fra i beneficati dal global warming con vigneti di Brunello nella zona fresca che ha fortemente aumentato il suo potenziale qualitativo grazie all’innalzamento delle temperature ma questo non significa che il problema globale non esista.

TROPPO CALDO NEI VIGNETI di Angelo Gaja (novembre 2015)
Anche i viticoltori e produttori di vino guardano in modo diverso al clima che cambia.

Chi sono i turisti del vino? Gli enoturisti per caso

I turisti del vino sono un piccolo esercito armato di cavatappi. Qui vi presenteremo quelli che arrivano in cantina senza un vero interesse ma poi … 

cantina spumante

cantina spumante

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

5 milioni di visitatori per un totale di circa 10 milioni di ingressi nelle cantine italiane (Wine Monitor  2014). E’ uno dei flussi che cresce di più e soprattutto spende di più. L’indagine 2015 di GFK su commissione della Fondazione Italia patria della bellezza, ha esaminato un campione di 5.000 turisti esteri in Italia scoprendo che il 60% di loro ha comprato del vino (56% degli europei 64% dei non EU). I russi hanno dimostrato il maggior apprezzamento per le nostre bottiglie seguiti da cinesi, statunitensi e tedeschi ( rispettivamente 75%, 67%, 64%, 62%). Dalla stessa indagine emergono anche le parole chiave che gli stranieri collegano al nostro agroalimentare, sono in ordine decrescente: qualità, genuinità e notorietà.

turismo nei vigneti

turismo nei vigneti

L’indagine riconferma il primato dell’agroalimentare fra i motivi di soddisfazione dei turisti esteri di ritorno dal nostro paese. Infatti se il turismo è secondo all’arte, come calamita dei turisti esteri, è invece saldamente in testa fra le cose più apprezzate del Bel Paese.
Un successo in crescita confermato dai 7 itinerari italiani fra i 52 scelti in tutto il mondo, dalla potentissima guida Lonely Planet 2015 “Wine trails”. Ci sono Toscana (concentrata sul Chianti Classico), Veneto, Trentino Alto Adige, Piemonte, Friuli e Puglia per un’edizione di oltre cento milioni di guide. L’Italia è dunque, a buon diritto, fra le maggiori wine destination del mondo e in questa veste si mostra al pubblico internazionale. Un pubblico composto da turisti e non solo da turisti del vino.

Shopping natalizio in cantina e asta benefica di eccellenze

La Toscana dei grandi vini e del grande cuore: il 4 dicembre a Certaldo FI asta benefica e dal 5 all’8 dicembre, Cantine aperte per shopping e lezioni di cucina per bambini

Asta e cena Certaldo 4 dicembre

Asta e cena Certaldo 4 dicembre

CERTALDO:  CASA DI BOCCACCIO, ASTA E CENA

Si parte il 4 dicembre da Certaldo (Fi) con un’asta e una cena benefiche a cui tutti sono invitati. Nel ponte dell’Immacolata  “Natale in cantina per grandi e piccini” in 20 aziende toscane.  Violante Gardini (Presidente regionale MTV ): “Un’occasione per comprare i regali, ma anche per far conoscere la nostra cucina tradizionale ai bambini coinvolgendoli in modo divertente”

Movimento del Turismo del vino Toscana

Cantine aperte per Natale Movimento del Turismo del vino Toscana

L’asta e la cena per il progetto MotorHome, in programma a Certaldo il 4 dicembre, contribuiranno all’acquisto di un camper con cui portare fuori dall’ospedale i bambini affetti da malattie gravi per far loro trascorre qualche ora di svago con il massimo delle garanzie sanitarie. In Toscana Cantine Aperte a Natale avrà dunque un prologo a scopo benefico. Il progetto è in collaborazione con l’associazione Daniele Mariano per la lotta alla leucemia e tumori infantili e con l’associazione Taxi Milano 25 di Caterina Bellandi, la taxista fiorentina con il suo taxi colorato e pieno di pupazzi conosciuta in tutto il mondo per accompagnare i bambini all’ospedale, prevede la messa all’asta di lotti offerti dalle cantine del Movimento Turismo del Vino Toscana.

Asta e cena sono aperte a tutti. Un modo per fare regali di Natale di straordinario livello e insieme fare solidarietà: tra i lotti, oltre a bottiglie rare, anche esperienze in cantina con il produttore (degustazioni, pernottamento nella struttura ricettiva dell’azienda) e alcuni oggetti di cristallo donati dalle cristallerie di Colle Val D’Elsa, oltre a oggetti d’antiquariato o complementi d’arredo legati al mondo dell’enogastronomia.

I primi 3 del mondo: Au Pardis Seven Springs Quilceda Creek

Il podio del vino più ambito del mondo, quello del Wine Spectator, nel 2015 è tutto di cantine USA e qui ve le presento con tante notizie da sbalordire

Sir Peter Michael

Sir Peter Michael

Di Donatella Cinelli Colombini

Al numero 4 della TOP 100 Wine Spectator c’è il Brunello 2010 della Tenuta Il Poggione, splendida proprietà di Montalcino che tiene alto il nome dei vini italiani nella classifica più ambita del mondo. Ma qui vi parlerò dei primi tre della lista dei TOP 100  facendovi scoprire cantine fondate negli ultimi quarant’anni che sono già arrivate in cima.

AU PARADIS

Il numero 1 del mondo per il 2016 è  il Cabernet Sauvignon  2012 di Peter Michael

Cabernet Sauvignon 2012 di Peter Michael

Cabernet Sauvignon 2012 di Peter Michael

prodotto a Oakville in California nella tenuta “Au paradis” . Costa 195$ ma  e ve lo potete far mandare a casa.

La cosa più curiosa è l’incrocio etnico: prima di tutto il proprietario Sir Peter Michael, un industriale inglese dell’elettronica di straordinario successo con business anche nelle produzioni radiofoniche e televisive, che è stato insignito del titolo di Baronetto dalla Regina Elisabetta nel 1989. La moglie Michael è soprannominata “Lady M” con un nickname che richiama alla mente le avventure dell’agente 007. I due si sono appassionati di agricoltura in Gran Bretagna, la loro patria di origine, dove hanno una proprietà di 1.000 acri nel Berkshire.

Premio Minerva 2015 a Donatella Cinelli Colombini

26 novembre, Roma Sala della Protomoteca in Campidoglio, Donatella Cinelli Colombini vignaiola di Montalcino riceve il Premio Minerva Anna Maria Mammoliti

Premio Minerva 2015 on Donatella Cinelli Colombini

Premio Minerva 2015 on Donatella Cinelli Colombini

Si tratta del primo riconoscimento italiano dedicato alle donne, sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica.
Il premio è giunto quest’anno alla XXVI edizione e fu creato da Anna Maria Mammoliti fondatrice del Mensile Minerva e Club delle Donne un’associazione che mira alla valorizzazione della qualità del lavoro femminile in tutti i campi del sapere. Il Premio Minerva ha per simbolo una spilla in oro e pietre preziose appositamente disegnata dal maestro Renato Guttuso e viene attribuito ogni anno, dal 1983, a donne che si siano distinte nei vari campi del sapere e che, simbolicamente, rappresentano esemplari modelli femminili per le loro capacità professionali e per i valori positivi di cui sono portatrici.
La lista delle vincitrici delle passate edizioni è di altissimo profilo: Simone Veil, Camilla

Premio Minerva 2015 Donatella Cinelli Colombini risponde alle domande di Daniela Viglione

Premio Minerva 2015 Donatella Cinelli Colombini risponde alle domande di Daniela Viglione

Cederna, Elda Pucci, Diane Fainstein (Sindaco di San Francisco), Nilde Iotti, Olga Villa, Margherita Hack, la pittrice Paola Levi Montalcini, Vasso Papandreu, Wanda Rutkiewic prima donna a scalare l’Everest, Elena Bonner Sacharova, Helen Hancock presidente CPD dell’IBM, Kazimira Pruskiene ex primo ministro lituano, Emma Bonino, Barbara Spinelli, Susanna Agnelli, Tullia Zevi, Lubna Al-Qasimi (Ministro del Bilancio e della Pianificazione degli Emirati Arabi Uniti).

Premio Minerva 2015 Donatella Cinelli Colombini

Premio Minerva 2015 Donatella Cinelli Colombini

Per Donatella, vignaiola di Montalcino il Premio Minerva è arrivato inaspettato e graditissimo. Inaspettato perché raramente una vignaiola accede a riconoscimenti di questa importanza, più spesso destinati a personalità della cultura e della politica. Forse per questo Donatella ha salito le scale del Campidoglio con l’emozione e l’orgoglio di portare con se il lavoro e l’impegno di tante donne che, come lei, hanno aperto un ambito quasi esclusivamente maschile, al protagonismo femminile. Le cantine di Donatella Cinelli Colombini – Casato Prime Donne nel territorio del Brunello e la Fattoria del Colle a Trequanda – sono le prime in Italia con un organico interamente rosa, quasi una bandiera per le pari opportunità nel vino.

Cantine turistiche dove, come e perchè

Da cosa dipende l’appeal turistico delle cantine? Donatella Cinelli Colombini spiega i 4 elementi che dicono se un’azienda enologica potrà calamitare visitatori

Montalcino

Montalcino

Le aziende enologiche aperte al pubblico richiamano visitatori sulla base di:

1. distanza dai flussi turistici
2. collegamento stradale
3. tipologia e volume del turismo esistente
4. attrattività della cantina
Sembra incredibile ma pochi chilometri possono essere una distanza incolmabile nel turismo. Il percorso dei visitatori segue itinerari che si consolidano negli anni e dipendono da cartellonistica stradale, GPS, guide, articoli … La presenza di negozi per turisti, bar e ristoranti è un indizio inequivocabile del passaggio dei visitatori, ma basta spostarsi di pochi metri e lo scenario cambia con la sparizione di tutte le attività commerciali destinate ai non

Barolo Castello Falletti

Barolo Castello Falletti

residenti.
Valutare il potenziale turistico di una cantina significa misurare queste distanze in termini di chilometri, numero di incroci e accessibilità. Bisogna ricordare che i cartelli indicatori sono un tormentone con cui ogni cantina deve scontrasi, purtroppo la loro regolamentazione è concepita per gli ambienti urbani ed ha grossi problemi di applicazione in campagna specialmente quando il numero di cantine è altissimo e le biforcazioni dalle strade provinciali sono tante. La procedura per l’autorizzazione dei cartelli è lunga e, quando la cantina non è riferibile a un toponomastico ( nome della località), comporta delle notevoli spese. Il GPS riduce il disagio solo in parte anche perché la copertura del segnale non è uniforme e nelle colline coperte dai vigneti è spesso del tutto assente. In pratica la ricerca di una cantina può diventare una caccia al tesoro mentre risulta impossibile intercettare il turismo di passaggio semplicemente perché mancano frecce e cartelli.

Le 16 guide dei vini italiani

Viene il dubbio che le guide dei vini siano troppe e creino qualche confusione fra i consumatori.Tuttavia nell’insieme accrescono la cultura del buon bere 

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

guide dei vini 2016

guide dei vini 2016

Qui ve le presento partendo dal censimento effettuato da Intravino.
Non sapendo come elencare le guide, per non fare torto a nessuno, ho scelto l’ordine alfabetico tipo appello scolastico. Premetto una riflessione: le guide italiane sui vini escono tutte negli ultimi mesi dell’anno quando gran parte dei vini, soprattutto bianchi, sono esauriti. Non sarebbe una buona idea anticiparle, anche via internet, via via che le nuove annate escono sul mercato, riservando alla fine dell’anno solo l’elenco dei vini premiati con un sistema simile a quello del Wine Spectator?
Annuario dei migliori vini italiani di Luca Maroni punta su un vino per poi allargare lo sguardo sul resto della produzione aziendale.

Guida-dei-Vini-Espresso-2016

Guida-dei-Vini-Espresso-2016

Bibenda della Fondazione Italiana Sommelier è la più glamour con l’elegante presentazione all’Hilton di Roma e anche la più innovativa infatti esce solo in edizione internet scaricabile a 19€
Cantine d’Italia – Guida per il turista del vino di GoWine un’organizzazione che propone spesso eventi in Italia e persino a Malta
• Guida al vino critico di Officina enoica che privilegia i vignaioli biologici e artigianali
Guida essenziale ai vini d’Italia di Daniele Cernilli pubblicata da Mondadori ha un carattere più esclusivo e ammette, nell’edizione 2016, solo 876 cantine.

Bibenda la grande festa del vino italiano è qui

All’Hilton di Roma, ieri, Bibenda la festa più gramour del vino italiano, quella più modaiola, più allegra e più collettiva. Ve la racconto

Ilaria Bergaglio, Elda Felluga, Donatella Cinelli Colombini, Priscilla Occhipinti-Nannoni

Ilaria Bergaglio, Elda Felluga, Donatella Cinelli Colombini, Priscilla Occhipinti-Nannoni

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello

500 produttori, 150 sommelier, 4.300.000 copie di Bibenda, Fede e Tinto conduttori di Decanter e della serata, il Ministro Franceschini che diventa sommelier onorario, la banda dei Carabinieri che suona l’inno di Mameli e la Marsigliese ….. Soprattutto un clima di amicizia vignaiola fra la gente del vino di tutta Italia. Questa è la magica serata che all’Hilton di Roma conclude le presentazioni delle guide italiane 2016 dei vini, un colpo di bacchetta del mago Franco Ricci e della Fondazione Italiana

Bibenda 2015 Franco Riddi con il Ministro Franceschini, Fede e Tinto

Bibenda 2015 Franco Riddi con il Ministro Franceschini, Fede e Tinto

Sommelier. Competenze, organizzazione e comunicazione, rapporti ad altissimo livello e innovazione: la sua guida è solo digitale ed è già arrivata in tutto il mondo con numeri da capogiro.
Ma non è l’opportunità di trovarsi fianco a fianco con personaggi da copertina come Bruno Vespa, Massimo D’Alema ( dubbioso all’idea di sedersi fra i produttori che lo chiamavano per la foto di gruppo) o Gavino Sanna grandissimo pubblicitario italiano prestato al vino….

Il Novello è venuto a noia? Ma perché?

Negli ultimi 10 anni la produzione del Novello è scesa da 18 milioni di bottiglie a 2-4, ma perché, contemporaneamente, il Beaujolais tiene anzi esporta?

Novello e caldarroste

Novello e caldarroste

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello Casato Prime Donne

A voi piace? Io non l’ho mai amato anche se quella sua fragranza di mosto è intrigante, allegra e mette voglia di accendere il camino e mangiare caldarroste. La cosa più sorprendente è la tenuta del Beaujolais noveau con i suoi 27,9 milioni di bottiglie. Il vino francese esce il 19 novembre mentre in nostro alla fine di ottobre, circostanza questa che sembrerebbe sfavorire il Beaujolais visto che a marzo comincia la commercializzazione dei vini fermi 2015. Invece le bottiglie d’oltralpe si vendono e le nostre no.

Beaujolais_Nouveau_

Beaujolais_Nouveau_

E allora? Forse è l’odore marcato e diverso del Beaujolais che lo caratterizza nettamente e gli conferisce un’identità forte e distintiva che il nostro Novello non ha. Il francese è fatto esclusivamente con uve Gamay sottoposte a macerazione carbonica mentre quello italiano contiene solo il 40% di uve macerate. Un carattere che a me è sempre piaciuto perché più da “vino nuovo” mentre trovo sgradevole quel sentore quasi da medicinale del Beaujolais. Invece, evidentemente, è proprio il carattere diverso che vince.

                                                                       
Cinelli Colombini
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