I nostri vini, le cantine

Grappa di Cenerentola e la fiaba ha un nuovo sapore

Cenerentola Doc Orcia è il vino preferito da Violante Gardini la Cinellicolombini Jr che ha creato una grappa in piccole bottiglie adatte a giovani principesse

CENERENTOLA GRAPPA E SHOPPERnew

CENERENTOLA GRAPPA E SHOPPERnew

<<Sono una romanticona e la fiaba di Cenerentola mi ha sempre fatto sognare, poi il vino Cenerentola è quello che amo di più, per questo ho creato una grappa giovane da monovitigno vestendola come una principessa bella, elegante e al passo con le ultime tendenze>> ha detto Violante raccontando come è nato il suo primo progetto di marketing per 600 piccole ma raffinatissime bottiglie di grappa di Cenerentola.

LA GRAPPA DALLE UVE DI FOGLIA TONDA

Prima di tutto la grappa: bisogna ricordare che viene distillata delle vinacce cioè dalle bucce dell’uva estratte dal tino ( e spremute ) quando la fermentazione si conclude e il vino è travasato in un altro contenitore. Violante ha usato le vinacce di foglia tonda, antico e rarissimo vitigno senese, che viene usato solo per la produzione dell’Orcia Doc “Cenerentola”. Ha scelto la “Distillerie Alboni Srl” una piccola realtà artigianale che si trova a Mensanello, vicino a Colle Val

GRAPPA DI CENERENTOLA

GRAPPA DI CENERENTOLA

d’Elsa, quindi abbastanza vicino da ricevere e distillare le vinacce ancora calde. Si tratta di un impianto molto artigianale discontinuo a vapore con due caldaiette e un alambicco dove tutto è manuale e i tempi di lavorazione sono lunghissimi.

PACKAGING: CENERENTOLA DIVENTA UNA GIOVANE PRINCIPESSA

<<Avevo solo 120 litri di grappa ma proprio per l’eccezionalità di questo distillato ottenuto dall’antico e raro vitigno Foglia Tonda di cui la Fattoria del Colle è il maggiore produttore, ho avuto l’idea di fare un autentico azzardo. Un packaging assolutamente nuovo: bottiglia molto piccola di 20 cl, da profumo, confezionata in una mini-shopper-bag nera lucida, come quelle che noi giovani donne usiamo per andare in spiaggia con le amiche>>.

Il listino al pubblico delle cantine aperte

Come decidere il listino per i clienti privati. Meglio puntare su visite e piccoli assaggi che sui prezzi bassi. Meglio i regali degli sconti. Evitare i prezzi tondi

Cantina di Soave

Cantina di Soave

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello di Montalcino

Il listino “privati” è una delle cose più delicate e importanti di una cantina turistica. I visitatori cercano servizi e informazioni più che sconti, per questo il prezzo del vino al pubblico dovrebbe essere simile a quello delle rivendite nella zona. Forse appena più conveniente ma non al punto di far sembrare dei ladroni gli enotecati dei paesi intorno. In altre parole la vendita diretta non deve creare una turbativa nella rete commerciale. Al contrario i prezzi

cantina-bolzano

cantina-bolzano

in cantina non possono essere più alti. Molti clienti, specialmente stranieri, hanno nel telefono la possibilità di confrontare i prezzi, per esempio attraverso la app di Wine-searcher. Inquadrano l’etichetta, scattano e sul display compaiono le quotazioni di quella bottiglia in tutto il mondo cercando nei listini di 55.300 rivendite. Un servizio che influisce grandemente sulla decisione di acquisto specialmente se il cliente tedesco si accorge che la stessa bottiglia nel supermercato ALDI vicino a casa costa il 20% in meno.

Pinot batte Cabernet undici a otto

La notizia arriva da Wine searcher e indica qual’è, per il secondo anno consecutivo, la tipologia più ricercata dai wine lovers: il Pinot Noir 

WINE SEARCHER

WINE SEARCHER

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

E’ dunque certo: il Pinot Noir è la varietà che attrae maggiormente i consumatori appassionati mentre sembra definitivamente tramontata l’epoca dei vini “tutto frutto e legno” a base di cab.
La fonte è la più autorevole e certa: Wine Searcher è il portale più usato dai wine lovers di tutto il mondo prima di comprare una bottiglia perché ha un data base di 8.156.178 vini listati in 55. 402 rivendite di tutti i continenti. In pratica se un vino manca vuol dire che ha una

Château Mouton Rothschild

Château Mouton Rothschild

distribuzione locale e un brand pochissimo conosciuto, mentre tutte ma proprio tutte le etichette che contano ci sono. Evidentemente la curiosità degli appassionati si concentra su Château Mouton Rothschild e Château Latour che sono infatti i brand più cercati anche solo per vedere quanto costano.
L’analisi delle ricerche effettuate negli ultimi 12 mesi mostra molte sorprese: i vini rossi sono ricercati in maniera più che doppia rispetto ai bianchi. Ma c’è di più; la ricerca sui rossi si indirizza sui vini cari mentre sui bianchi è più risparmiosa << it became abundantly clear that more people were willing to search for expensive reds, while economizing on the whites>>.

Le bottiglie pesanti danno immagine o danno all’ambiente?

Dieci anni fa usare bottiglie pesanti era un elemento di distinzione oggi fa sembrare la cantina poco rispettosa dell’ambiente. E’ l’ora di cambiare?

riciclo vetro

riciclo vetro

Di Donatella Cinelli Colombini  Brunello Casato Prime Donne

Più grande e visibile sullo scaffale, più costosa e ben fatta, un tempo la bottiglia pesante era un complemento quasi indispensabile dei vini di lusso come il tappo lungo che richiedeva un vero esercizio fisico per essere estratto.
Poi la maggiore sensibilità all’ambiente ha spinto tutti a riflettere su questa scelta. Infatti, benché il vetro sia fra i prodotti più riciclabili e riciclati, richiede comunque una bella dose di energia per essere fuso mescolato e rimodellato in nuovi oggetti. Per questo i mercati dove i consumatori sono più attenti all’ambiente storcono il naso di fronte alle splendide bottiglie pesanti.

Il punto vendita della cantina: meglio tipico o di design?

Inizia l’analisi del punto vendita di cantina e della sua evoluzione da tavolo arrangiato al momento in ambiente sofisticato e progettato da specialisti esterni

 

Antinori-cantina-wine-bar

Antinori-cantina-wine-bar

di Donatella Cinelli Colombini

L’area di vendita è una delle zone più importanti delle cantine aperte al pubblico, dove la visita dei turisti si trasforma in fatturato. Nella mia visione dovrebbe essere lo specchio della realtà aziendale e soprattutto dello stile dei vini: semplice nelle aziende familiari agricole, spartano in quelle sociali dove c’è anche il distributore del vino sfuso, sofisticato nelle cantine che producono solo bottiglie premium o ultra-premium e così via. In realtà invece, la nuova tendenza è quella di strutturare il negozio di cantina come una vetrina capace di accrescere il prestigio dei vini, al pari di una cornice lussuosa, indipendentemente dalla realtà aziendale.

Vendita-diretta-vini-Franciacorta-Al-Rocol

Vendita-diretta-vini-Franciacorta-Al-Rocol

Hanno fatto il loro ingresso in cantina arredi e designer che precedentemente erano riservati a negozi, bar o ristoranti. Un look più nuovo, accattivante ma anche meno capace di rispecchiare l’identità dei luoghi e delle persone.  

iSommelier e il sacerdote del vino diventa elettronico

Volete decidere all’ultimo momento di portare in tavola un grande vino? Ora è possibile grazie a iSommelier uno smart decanter che accelera l’ossigenazione 

iSommelier

iSommelier

di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Al primo colpo d’occhio sembra uno di quei piccoli elettrodomestici che servono per preparare il caffè americano con i filtri. Invece è un sommelier tecnologico capace di accelerare i tempi della decantazione e persino spiegarti tutto sulla bottiglia che stai bevendo.
Lo produce l’industriale cinese Eric Li che, grazie alla sua fabbrica di Bordeaux frequenta assiduamente le cantine e i ristoranti più raffinati di Francia, si sorprese sentendo un amico che telefonava al sommelier per farsi preparare il vino per la cena. Fu da questo episodio che gli venne l’idea di costruire un decanter capace di fare in pochi minuti quello che tradizionalmente richiede ore.

iSommelier iFavine

iSommelier iFavine

Eric Li è a capo di un impero industriale fra i maggiori al mondo nel campo degli elettrodomestici, la Top Electric, per questo riuscì a mettere subito a lavoro 30 specialisti in vino e tecnologie e in poco tempo, nel 2015, produrre iSommelier un piccolo congegno che, di fatto, sostituisce il Sommelier in carne e ossa. E’ munito della caraffa in cui versare il vino, ha un display in cui registrare il nome dell’etichetta e della cantina, ma soprattutto contiene un congegno che assorbe l’aria dall’ambiente, la purifica, l’addiziona con ossigeno e la insuffla nel vino accelerando i tempi della decantazione.

Muffa nobile svelato il suo segreto

L’uso della botritis cinerea è nato in Ungheria ma diventa un mito nel Sauternes e l’Università di Davis scopre che fa comportare l’uva bianca come quella rossa

Sauternes

Sauternes

Di Donatella Cinelli Colombini

Leggo in Teatro Naturale, un blog sempre informatissimo e intrigante, una notizia che mi colpisce “Svelato il segreto dei grandi vini bianchi muffati e dei suoi inconfondibili profumi”. Da qui comincia la mia esplorazione sulla muffa nobile che trasforma gli acini in capolavori come i sauternes di Chateau d’Yquem
Tutto inizia in modo leggendario con l’invasione ottomana dell’Ungheria da parte del Sultano Solimano e la lunga guerra

Tokaji

Tokaji

che ne derivò. Nelle proprietà di Zssuzsanna Lorántfly a Tokaji la produzione del vino era affidata a Máté Szepsi Laczkó, prete delle tenute. A causa di un attacco improvviso delle milizie turche, tutti gli uomini furono chiamati alle armi e il prete fu costretto a rimandare la vendemmia. Quando finalmente iniziò la raccolta, i grappoli erano attaccati dalla muffa grigia ma il sacerdote non si scoraggiò e fu premiato perché a Pasqua si trovò nei calici un vino strabiliante che ben presto fece la fortuna di tutta la regione di Tokaji e, nel Settecento, fu il prediletto dall’aristocrazia di tutta Europa al punto che gli Zar di Russia avevano un presidio militare che garantiva la continuità della fornitura.

Assoenologi e Fisar puntano sulle donne, è finita un’epoca?

Graziella Cescon nuova presidente dei Sommelier Fisar e Gabriella Diverio nuovo direttore dell’Associazione Enologi Italiani

Graziella Cescon

Graziella Cescon

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne
Finalmente! Finalmente il mondo del vino scommette sulle donne e affida alle loro mani grandi responsabilità. Dopo Roberta Corrà direttore generale GIV due nuove donne arrivano nelle stanze dei bottoni.
Graziella Cescon è la prima donna a capo di un’associazione di sommelier, il 21 novembre è stata eletta presidente FISAR dopo che l’assemblea l’aveva letteralmente sommersa di voti ed era risultata la prima delle elette. Graziella è venuta alla Fattoria del Colle con la Fisar in Rosa, in occasione della Festa della Donna. Di questa giovane bionda, sorridente, elegante e sempre molto misurata, colpiscono la concentrazione e l’intelligenza. E’ sempre “sul pezzo”, attenta e pronta a dare il suo contributo.
Su Gabriella Diverio vorrei fare una riflessione più allargata, guardando anche il

Gabriella Diverio

Gabriella Diverio

metodo con cui è stata scelta come D.G.di Assoenologi in sostituzione di Giuseppe Martelli, l’uomo che ha diretto l’organizzazione per 38 anni cioè negli anni in cui gli enologi crescevano di numero (oggi sono 4.000) e di prestigio fino a diventare delle vere e proprie star del vino.
Il “Presidentissimo” degli enologi italiani e mondiali Riccardo Cotarella si è affidato a una società di cacciatori di teste, la Profexa di Bologna, in modo da evitare le raccomandazioni e i nepotismi troppo spesso tristemente presenti nel nostro Paese. L’annuncio sul sito di Profexa puntava a selezionare candidati di altissimo profilo << La risorsa ricercata dovrà possedere un background manageriale di comprovata esperienza con competenze specifiche e successi riconosciuti nel settore del Marketing, in quelle realtà dove lo studio della comunicazione è un volano per catalizzare risultati, dovrà possedere quelle competenze comunicative e quegli strumenti tipici di chi con la comunicazione deve fare funzionare il business>>.

Fiasco da vino una bella storia toscana

Il fiasco esisteva già nel XIII secolo ma solo nel 1922 fu inventato il sistema per tapparlo ermeticamente e mise le ali alle esportazioni del vino toscano

 

fiaschicarro

fiaschicarro

Di Donatella Cinelli Colombini

Tutto inizia con la scoperta del vetro, sei mila anni fa. E’ invece del primo secolo dopo Cristo la tecnica del vetro soffiato, cioè la bolla d’aria creata soffiando all’interno dell’impasto fuso di sabbia silicica, carbonato di calcio e soda. Ma bisogna aspettare fino alla metà del XIII secolo per trovare in Toscana i “maestri bicchierai” che nella zona di San Gimignano, Gambassi e Montaione avevano le loro fornaci. Nel secolo successivo i vetrai toscani si specializzarono nella produzione di “vetri ottici”, cioè occhiali.

Altra invenzione dello stesso periodo fu il rivestimento dei fiaschi con un’erba palustre comunemente chiamata stiancia (tipha latifolia) proveniente dagli acquitrini della valle dell’Arno.

 

 

fiascaia

fiascaia

Il fiasco da vino impagliato si diffuse in tutta l’Italia, anche se con forme e nomi diversi, come le pulcianelle di Orvieto.
Nei secoli successivi il fiasco divenne sinonimo di vino toscano e soprattutto di Chianti. Nel 1574 un bando (legge) granducale fissò la sua capacità a 2,280 litri corrispondenti a “mezzo quarto” volume che veniva certificato da un bollo con il giglio di Firenze nel rivestimento e, in epoca successiva, nel vetro.
Tuttavia fu nell’Ottocento, per opera di Adolfo Laborel Malin, che il fiasco divenne più robusto e nel 1922 fu ideata la tappatura ermetica che ne permetteva la spedizione in grandi quantità mettendo letteralmente le ali alla commercializzazione e soprattutto alle esportazioni dei vini toscani.

Le bionde svedesi brindano con il rosso

Scopriamo insieme il mercato svedese con il Systembolaged che controlla le vendite di vino e le quarantenni donne in carriera che bevono specialmente i vini rossi cari

Systembolaged

Systembolaged

Di Donatella Cinelli Colombini ,BrunelloCasato Prime Donne

Il miglior consumatore svedese è donna fra i 40 e i 45 anni, vive in città ed ha una buona situazione sociale ed economica. Beve soprattutto vini rossi costosi! Evviva le bionde bellezze svedesi, verrebbe da dire, perché nel grande Paese scandinavo i vini italiani vanno forte, sono al primo posto fra le bottiglie straniere con il 35% di quel segmento di mercato.
Agnese Ceschi di Wine Meriadian ha intervisto Jan Olof Mark proprietario di Banus HB uno dei più stimati importatori svedesi. Nell’articolo che vi suggerisco di leggere perché, come ogni post di Wine Meridian, apre una finestra sul mondo, ci sono importanti notizie sul mercato svedese.

Violante Gardini Cinelliclombini degustazione Gambero Rosso a Stoccolma

Violante Gardini Cinelliclombini degustazione Gambero Rosso a Stoccolma

Prime di tutto le dimensioni: 200 milioni di litri all’anno. Ogni svedese consuma in media 20 litri di vino l’anno.
Poi le tendenze: nei vini italiani vincono l’originalità, le piccole produzioni con origine ben localizzata e le bollicine. In queste scelte influisce anche il turismo cioè la conoscenza dei vini italiani che i visitatori svedesi acquisiscono durante le vacanze in Italia.

Non è tutto lusso quello che sembra lusso ….. negli alcolici

Aumentare la percezione della qualità e non la qualità intrinseca, ecco la nuova tendenza delle bevande di alto prezzo, soprattutto per i super alcolici

Hine Cognac bottle

Hine Cognac bottle

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello

La chiamano “premiumisation” ed è la nuova tendenza delle bevande alcoliche con i marchi che cercano di migliorare la loro immagine senza accrescere la qualità, per alzare i prezzi e quindi i profitti evitando di investire in ricerca e sofisticate attrezzature produttive.
E’ questo l’argomento di un interessantissimo articolo di Drinks Business con l’intervista al CEO della maison di Cognac Hine, Francois le Grelle. Una distilleria che vende prodotti di altissima gamma come un Cognac in bottiglie di cristallo Baccarat che costano 5.250 sterline l’una e sono considerate la massima espressione del talento di Thomas Hine nella distillazione.
Di fronte a queste espressioni di qualità estrema, dentro e fuori la bottiglia, Francois de Grelle si indigna quando vede delle mistificazioni cioè prodotti mediocri che sembrano, ma solo sembrano, di alto livello e finiscono per confondere il consumatore offuscano l’immagine anche delle bottiglie davvero pregiate.

Francois le Grelle

Francois le Grelle

In realtà il mercato del lusso è in piena corsa e i consumatori più danarosi ed esigenti sono alla costante ricerca di cose esclusive con materie prime impeccabili e qualità senza compromessi. Acquisti che siano anche degli investimenti da tenere in cantine simili a casseforti.
Purtroppo, il caso del super falsario Rudy Kurniawan dimostra che gran parte dei clienti delle bottiglie più costose ed esclusive non sono intenditori ma solo persone desiderose di esibire la loro ricchezza oppure di speculare sull’aumento di valore.

Barolo Boys una storia da film

Barolo boys storia di una rivoluzione” sbanca il Most Festival di Cinema e Vino del Penedès con i premi della Giuria e della miglior Produzione Internazionale

BaroloBoys_cover_ITA

BaroloBoys_cover_ITA

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello

E’ una delle storie più belle del vino italiano, talmente bella che sembra un film e invece sono i fatti realmente accaduti che hanno ispirato un film.
Nel 1983 il vento della ribellione giovanile soffia anche fra i filari di Nebbiolo e 4 giovani langaroli sognano di rivoluzionare la tradizione e produrre il vino più buono del mondo. Lo scontro con le vecchie generazioni, che si oppongono a ogni cambiamento, è durissimo. Elio Altare, il più radicale del gruppo, prende la motosega scende in cantina e taglia le botti del padre. La reazione è terribile e viene diseredato. Ma non si arrende, con Chiara Boschis, Giorgio Rivetti e Roberto Voerzio trovano un giovane importatore visionario come loro Marc de Grazia e con lui partono per New York. Un’impresa squattrinata e un po guascona ma talmente coraggiosa da fare breccia nel

Chiara Boschis

Chiara Boschis

mondo del vino conquistando gli appassionati di tutto il mondo. Nasce il mito di Langa In – Barolo Boys piccoli produttori con un’enorme passione per il grande vino e il coraggio di rischiare tutto per affermare le proprie idee di cambiamento. Un idealismo generoso che nel cinico e arrivista mondo di oggi appare quasi inverosimile ma ispira rispetto e gratitudine.
Cosa resta della rivoluzione dei Barolo boys, dopo 30 anni? Gli effetti sono forti e indelebili. Hanno cambiato il Barolo aprendo la porta all’innovazione e al confronto con il mondo. E’ dal loro seme che sono nati successivamente movimenti, iniziative commerciali e un nuovo stile di comunicazione che hanno fatto del Piemonte l’avanguardia nel vino italiano.

Golf & vino la strana coppia che spopola ovunque

I golfisti bevono vino? Si ma quale? Poco tannino e molto frutto, morbidezza e eleganza. Nick Faldo uno dei golfisti più famosi dice come ha scelto i suoi vini

Nick Faldo I SUOI VINI

Nick Faldo I SUOI VINI

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello

Golf sport da ricchi e golf club luoghi esclusivi ed eleganti che sembrano cornici perfette per ottime bottiglie di vino. Ma cosa bevono questi sportivi che amano camminare nel verde tirando colpi a una pallina? Un indizio arriva dalla linea di vini creata da Nick Faldo, il campione britannico che ha dominato in circuito mondiale del golf per 25 anni. Proprio ai suoi vini è dedicato un articolo di Wine searcher.

ANCHE VINI ITALIANI PER IL CAMPIONE DI GOLF

Faldo è a capo di un impero economico molto diversificato ed ha una grande passione per il vino. Insieme all’importatore e amico Milton Sandford ha selezionato 6 dei vini che verranno venduti a prezzi fra le 11 e le 50 Sterline (69 per il Barolo). Piccole serie di 5.000 bottiglie di Sauvignon di Touraine proveniente da Domaine de la Renaudie, Chablis di Jean-Marc

Nick Faldo wines

Nick Faldo wines

Brocard, un Valpolicella Ripasso della cantina Le Tobele, un Rioja di Bodegas Baigorri, un Châteauneuf-du-Pape del Domaine Berthet-Rayne e un Barolo 2008 prodotto da Paolo Monti.
Ed ecco i caratteri che hanno guidato la scelta <<quite easy, fruity, velvety wines. I don’t like heavy tannins>> facilmente comprensibili, fruttati, vellutati. Senza tannini pesanti, ha detto Ser Nick Faldo. La scelta ha privilegiato la tipicità e il riflesso del terroir. Il Master of Wine Richard Hemming ha commentato << Sono tutti vini classici, interpretazioni affidabili di ciascuna tipologia, coerente su tutta la linea il Valpolicella era il mio preferito in termini di stile e di valore>>.

Turisti del vino super: opinion leader e amanti del lusso

Hanno esigenze simili ma gli opinion leader sanno riconoscere i grandi vini anche se non possono pagarli e i milionari possono pagarli ma non sanno apprezzarli

 

Del Monego Master of Wine e campione del mondo sommelier al Casato Prime Donne

Del Monego Master of Wine e campione del mondo sommelier al Casato Prime Donne

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Montalcino

Si tratta di turisti del vino molto impegnativi perché entrambi aspirano ad assaggiare grandissime bottiglie quasi in esclusiva.
Cominciamo dagli opinion leader, in questo gruppo ci sono professionisti, dilettanti e esibizionisti.

PROFESSIONISTI

I professionisti sono talent scout cioè cercatori di gioielli enologici: giornalisti, importatori, negozianti, sommelier e altri addetti al commercio del vino. Generalmente si informano prima e successivamente  chiedono a enoteche e ristoranti nella stessa zona di produzione, infine vanno a vedere e ad assaggiare in cantina. Sono a caccia

Casato Prime Donne Montalcino, sala da degustazione

Casato Prime Donne Montalcino, sala da degustazione

di buone occasioni, di eccellenze e di cose estreme: il vigneto più fitto, la vite più rara, il tino più antico, più, più …. In una ricerca senza fine che, negli ultimi anni, ha spesso riguardato la naturalezza “estrema” al limite del difettoso. Visite rigorosamente individuali possibilmente con il produttore e assaggi sterminati sul passato, presente, futuro e soprattutto sperimentazioni. I veri professionisti parlano poco, ascoltano molto, hanno un occhio radiografico anche sui dettagli e una memoria di ferro. Fanno sentire il produttore sotto il microscopio ma chi passa l’esame fa buoni affari. Dopo aver scoperto il Piemonte, la Toscana, la Sicilia ora sono in Puglia e in Abruzzo.

Vega Sicilia il vino mito della Spagna

I suoi vini sono invecchiati in botte più a lungo di ogni altro vino al mondo. Vega Sicilia 5 meravigliose cantine di una famiglia in guerra per controllarle  

Vega Sicilia

Vega Sicilia

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

STORIA

Il nome significa il campo di Cecilia e sembra derivare dalla chiesa dedicata alla Santa con questo nome presso Valbuena del Duero nell’anno 912. Segue la costruzione di un monastero e, nel 1848, di una cantina. Tuttavia, per i grandi appassionati di vino la storia di Vega Sicilia, comincia nel 1864, quando Eloy Lecanda, fece arrivare dalla Francia 18.000 barbatelle di Cabernet Sauvignon, Carmenere, Petit Verdot, Malbec e, stranamente, il Pinot Noir. Alla fine del secolo giunse a Vega Sicilia un personaggio leggendario, in Spagna, l’enologo Domingo

Unico Vega Sicilia

Unico Vega Sicilia

Garramiola Txomin che nel 1915 produsse la prima annata di Vega Sicilia come lo consociamo oggi, con una lunghissima maturazione in botte: 10 anni, più a lungo di ogni altro vino del mondo. La maturazione in botte è stata recentemente ridimensionata a 5 anni ma la longevità strabiliante è ancora il tratto distintivo dei vini di Vega Sicilia. Un carattere che deriva dal terreno dei vigneti calcareo con banchi di gesso e, nei fondovalle, caratterizzato da una miscela di argilla, sabbia e ghiaia. Vega Sicilia appare sul palcoscenico internazionale, come una star del vino, nel 1982 quando viene acquistata dall’industriale miliardario David Alvarez. Una acquisizione che ha un retroscena curioso. I vini e la cantina di Vega Sicilia piacevano molto anche al cantante Julio Iglesias che perse l’affare solo per pochi giorni di ritardo.

                                                                       
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