I nostri vini, le cantine

Ecco la foto vincitrice 2015 scelta da voi 

Il 31 agosto è finita la votazione online sulla foto più rappresentativa dei territori di Brunello e Orcia: ha vinto il Premio Casato Prime Donne Francesco Caso

Francesco Caso Chiesa di Vitaleta San Quirico d'Orcia

Francesco Caso Chiesa di Vitaleta San Quirico d’Orcia

Per oltre un mese la casella di voto è rimasta aperta e moltissimi di voi hanno espresso la loro preferenza fra i 5 finalisti scelti dalla giuria del premio Casato Prime Donne: Francesca Colombini Cinelli (Presidente), Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione.
Ha vinto la fotografia di Francesco Caso raffigurante la Cappella di Santa Maria a Vitaleta. Il soggetto è quasi un’icona della campagna toscana, resa celebre da migliaia di scatti di grandi reporter e semplici turisti. Francesco Caso ha scelto il bianco e nero e un cielo quasi notturno, dove le nuvole corrono sospinte dal vento, caricando l’immagine di grande tensione. Il risultato è sorprendente e pieno di significati nuovi.

Autorizzare l’arricchimento dei mosti nel 2015? Assurdo!

Uniamoci alla Presidente FIVI Matilde Poggi per denunciare l’uso di mosto concentrato rettificato in un’annata in cui solo chi straproduce può averne bisogno

Matilde Poggi, Presidente FIV

Matilde Poggi, Presidente FIV

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Il mosto concentrato rettificato MCR è zucchero d’uva liquido ottenuto da mosti di basso livello mediante l’uso di resine scambiatrici e successiva concentrazione. Arriva soprattutto dal Sud Italia e particolarmente dalla Sicilia che detiene la leadership mondiale di questo prodotto. Serve per l’arricchimento cioè per aumentare la gradazione delle uve poco mature nei Paesi, come l’Italia, dove lo zucchero, vero e proprio, non viene

Profumo di mosto selvatico

Profumo di mosto selvatico

permesso. Si perché in Francia, ad esempio, le cantine usano il normale saccarosio che costa 5 volte di meno del mosto concentrato.
Già questo dice molto sulla forza di pressione dei produttori di MCR rispetto al nostro ministero. Ma la cosa più sbalorditiva avviene quando, in presenza di un’estate molto calda, con contenuti zuccherini persino troppo alti nell’ uva vediamo Piemonte e Lazio autorizzare l’uso di mosti concentrati rettificati.

Venite a vivere la vendemmia con 6 esperienze di vino

Weekend della vendemmia e della svinatura  26-27 settembre 3-4 / 10-11 ottobre alla Fattoria del Colle, nel sud del Chianti e al Casato Prime Donne a Montalcino

vendemmia sangiovese Fattoria del Colle

vendemmia sangiovese Fattoria del Colle

Due giorni ricchi di attività nel vigneto, in cantina, a tavola e se vorrai anche nella zona wellness per coccolarti con la vinoterapia e i massaggi di coppia.

Nella cornice di una fattoria cinquecentesca scoprirai come nascono i grandi vini rossi toscani come il Brunello e il Chianti.
14 assaggi da non perdere che comprendono la degustazione enomusicale itinerante al Casato Prime Donne di Montalcino, la realizzazione del tuo supertuscan usando 3 vini in purezza come un vero enologo e per finire la degustazione verticale di Brunello, dal barrel tasting alla Riserva 2008.
E poi ancora due cene degustazione all’Osteria di Donatella e la possibilità di prenotare i tuoi trattamenti di Vinoterapia all’interno dell’area benessere della Fattoria

Per concludere il viaggio suggeriamo di visitare le città d’arte vicine come Pienza e

Benessere Fattoria del Colle mini piscina idromassaggio

Benessere Fattoria del Colle mini piscina idromassaggio

Montepulciano, Cortona e San Quirico-Bagno Vignoni.

Euro 238,00 a persona ed include:

– Due notti in camera doppia con bagno alla Fattoria del Colle di Trequanda
– Due colazione a buffet
– Due cene degustazione a base di 4 portate di cucina tradizionale e creativa

Wine lover USA salvatori o killer dei vitigni autoctoni?

Consumatori USA diavoli o angeli? Mike Steinberger da Wine Searcher dice che salveranno la diversità nel vino con il loro nuovo amore per il piccolo e diverso

Wine party

Wine party

Di Donatella Cinelli Colombini

Ricordate Mondovino, il controverso documentario di Jonathan Nossiter del 2004, che scosse l’enologia mondiale denunciando Robert Parker e gli Stati Uniti come quelli che avrebbero distrutto le diversità nel vino? Ebbene forse il vento è cambiato e sarebbero proprio i consumatori a stelle e strisce, che nel frattempo sono diventati il maggiore mercato mondiale del vino, a cercare l’artigianalità e i vitigni rari. Un’inversione di tendenza che,

Mike Steinberger

Mike Steinberger

secondo Mike Steinberger, vede i Paesi produttori più attratti da gusti nuovi e gli americani indirizzati su quelli tradizionali. L’argomento, nuovo e sicuramente stimolante, arriva da un articolo di Wine Searcher che, sebbene abbia ridotto il numero dei contributi giornalistici, è sempre capace di risvegliare l’attenzione e la discussione. Ed ecco che l’articolo propone diverse testimonianze: il Riesling nella versione tradizionale, con residuo zuccerino percepibile, avrebbe più successo in USA che in Germania. Stessa cosa lo Sherry che dopo anni di rallentamento commerciale, ha trovato nei giovani di New York e San Francisco dei nuovi fan.

I 10 padroni delle nostre tavole

10 multinazionali controllano il 70% di ciò che arriva in tavola nel mondo. Una concentrazione che ha aumentato i profitti e la forza. Nel vino non è successo

Multinazionali del cibo

Multinazionali del cibo

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Nestlé (90,3 miliardi), Pepsicola (66,5 miliardi), Unilever, Mondelez, Coca Cola, PLC, Mars, Danone, General Mills, Kellogg’s insieme hanno un fatturato doppio del pil di tutti i Paesi poveri: 450 miliardi di dollari di giro d’affari e 7.000 miliardi di capitalizzazione. Una cifra enorme e capace di cambiare il destino di intere zone del mondo solo decidendo di orientare il gusto dei consumatori verso una maggiore o minore dolcezza. Pensate che attualmente la superficie coltivata a canna da zucchero è grande come l’Italia.

Milka

Milka

Dentro le multinazionali del cibo ci sono circa 500 brand come Philadelfia o Toblerone e Milka che sono in realtà quelli conosciuti dai consumatori. Si tratta di marchi globali, mentre prodotti senza una diffusione planetaria vengono acquisiti solo per entrare in determinati mercati e poi rivenduti, come è successo per Findus. Strategie a suon di miliardi e concentrazioni sempre più grandi al punto da fare paura. Fin ora la politica è stata in grado di indirizzare certe scelte come è accaduto con Nestlé, Mondelez e Mars per quanto riguarda le donne che lavorano nelle piantagioni di cacao. Ma è anche possibile che il rapporto di forza si inverta.

Le 10 migliori campagne di marketing UK delle bevande

Grandi piuttosto conformiste anche se con qualche spunto da imitare. Ecco le campagne pubblicitarie dei colossi del vino e della birra a confronto

DJ Laura Whitmore per Gallo Family

DJ Laura Whitmore per Gallo Family

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Qualche idea nuova c’è ma poco anti conformista rispetto al settore moda dove, ad esempio, Céline ha scelto per testimonial un personaggio insolito ma prestigioso come la giornalista ottantenne Joan Didion che non nasconde i capelli bianchi e le rughe. Altra scelta cool, ma più colta, quella di Fendi che rende omaggio a Sophie Taeuber Arp artista svizzera degli anni Venti, le cui sculture sono state ingrandite e compaiono, accanto agli abiti degli stessi colori.

fendi-arty-puppets

fendi-arty-puppets

Il mondo delle bevande appare meno sfavillante se confrontato alla moda ma anche molto meno sofisticato e colto. Le 10 migliori campagne pubblicitarie UK sono state selezionate da Drinks Business.

Armonia perfetta fra Orcia Doc e cacio di Pienza

Alla “Fiera del Cacio” si gioca con gli abbinamenti fra vini Orcia e pecorini. Gli assaggiatori Onaf sceglieranno le migliori proposte dei visitatori

Vini Orcia e cacio Pecorino a Pienza

Vini Orcia e cacio Pecorino a Pienza

In collaborazione con la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo e nell’ambito delle iniziative per EXPO 2015, venerdì 4 settembre si rinnova l’appuntamento per gli amanti del formaggio pecorino e dei vini nella città capolavoro di Pienza, creata alla metà del Quattrocento dal Papa umanista Pio II. Un pomeriggio di degustazione (dalle 15:00 alle 18:30) che vedrà protagonisti i grandi vini Orcia doc e il famoso cacio all’interno dello splendido Chiostro di San Francesco. La degustazione si svolge nel quadro della Fiera del Cacio evento che, ogni anno, accende i riflettori sul formaggio di cui Pienza è uno storico mercato ed ha un ricco programma: concorsi, concerti, convegni e premi.
Novità assoluta di quest’anno sarà il gioco della perfetta armonia con i vini Orcia. Grazie

vini Orcia in degustazione Fiera del cacio Pienza

vini Orcia in degustazione Fiera del cacio Pienza

ad una scheda fornita all’ingresso, i partecipanti alla degustazione potranno proporre il giusto abbinamento fra vino e pecorino, ma solo i migliori abbinamenti, valutati dagli assaggiatori Onaf, riceveranno una simpatica sorpresa offerta dal Consorzio vino Orcia. << Si tratta di un’esperienza unica e allo stesso tempo divertente per assaggiare e conoscere i vini della nostra giovane denominazione. I produttori di Orcia, artigiani del vino più bello del mondo, serviranno direttamente i vini, mentre gli assaggiatori Onaf proporranno in degustazione pecorini di diverse stagionature e daranno consigli di abbinamento ai visitatori >> spiega Donatella Cinelli Colombini, presidente del Consorzio Orcia.

Il vino ha più successo con un nome facile

Sapevamo che i consumatori preferiscono comprare vini con nomi facili da pronunciare ma la nuova scoperta è che si aspettano anche una maggiore qualità

 

Wine intelligence sperimentazione suil nome del vino

Wine intelligence sperimentazione sul nome del vino

Di Donatella Cinelli Colombini

Provate a dire Agiorghitiko oppure Kékfrankos, come fate a chiedere al Sommelier un vino senza neanche sapere come si legge? Anche se ci riuscite, quanti giorni vi ricorderete una parola così difficile? Ecco perché Malbec, Pinot, Merlot hanno più successo.
Le denominazioni o i vini con nomi facili da pronunciare almeno agli anglofoni, sono avvantaggiati ed hanno oltre il doppio delle probabilità di essere acquistati rispetto a quelli con nomi complicati. In pratica questi ultimi perdono una enorme fetta di compratori potenziali ancora prima di cominciare.

 

UNA VERA NOVITA’ SUL SUCCESSO DEL VINO

Cenerentola2012OrciaDoc

Cenerentola 2012 Orcia Doc

Ma la vera novità è la correlazione psicologica fra la semplicità del nome del vino e la qualità attesa. In pratica tanto più un nome è facile da pronunciare e familiare tanto maggiore è l’aspettativa e ovviamente la propensione ad acquistarlo. La scoperta è stata pubblicata recentemente da Wine Intelligence che ha condotto una sperimentazione su 900 consumatori di diversi stati USA. Per effettuarla sono state usate bottiglie con nomi di fantasia: Jiofrax, Miresa, Vallume e Kiranic.

E’ il 2012 il Principe azzurro di Cenerentola?

Il vino top della Fattoria del Colle in una vendemmia con rating di 5 stelle, si presenta con la sontuosità elegante di una vera principessa della DOC Orcia

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Cenerentola2012OrciaDoc

Quella del 2012 è stata la vendemmia più povera d’uva della storia della Fattoria del Colle. Pochi grappoli, piccoli ma di qualità eccelsa che sono stati utilizzati quasi tutti per la produzione dei vini più importanti: Cenerentola DOC Orcia e Il Drago e le 8 colombe IGT.

Il 2012 è stata un’annata anomala, un inverno arido nonostante le abbondanti nevicate e un’estate caldissima, senza piogge, fino a settembre. Per aiutare le viti a sopportare lo stress idrico fu ulteriormente diminuita l’uva, che era già poca, con la vendemmia verde. Alla fine, nei

2012 mosto

2012 mosto

vigneti della Fattoria del Colle, c’era meno della metà dell’uva normale ma … con antociani e tannini – le sostanze nobili – talmente abbondanti e solubili da dare al vino una sontuosità opulenta e appagante. Il Cenerentola Doc Orcia 2012 è piacevolissimo da giovane e invecchierà per decenni.

Questo vino contiene le uve di due vitigni autoctoni toscani, il Saniovese e il Foglia tonda. Quest’ultima è un antica tipologia che venne abbandonata circa un secolo fa quando i contadini erano troppo poveri per diradare i grappoli e, lasciandoli tutti sulla pianta, in vendemmia non avevano uva matura. Grazie al Vitarium della Regione Toscana, che ha fornito le marze per i primi innesti, da circa 15 anni la Fattoria del Colle coltiva due vigneti di foglia tonda imparando a amare e valorizzare questo vitigno. I suoi vini sono potenti e adatti per unirsi al Sangiovese che è invece un campione di eleganza.

I vini più cari del mondo

L’annuale classifica di Wine searcher conferma la Borgogna regina dei prezzi e, in Italia, il Piemonte e la Toscana con Bolgheri e Brunello

Richebourg-Grand-Cru

Richebourg-Grand-Cru

Di Donatella Cinelli Colombini

Wine searcher è il portale più cliccato da chi sta per comprare una bottiglia pregiata perché inquadrando l’etichetta con il telefonino compaiono i prezzi di quello stesso vino in tutte le rivendite che lo hanno in listino. Wine searcher ha data base di 54,881 wine merchant di tutto il mondo, è praticamente impossibile che un vino importante manchi nel suo sconfinato repertorio di 7.300.097 referenze. Anzi non essere censito è quasi un segno d’infamia, vuol dire che il vino conta poco o niente agli occhi dei wine lovers. Ovviamente l’attenzione è concentrata sui piani alti, quelli delle bottiglie rare, prestigiose e care. Ogni anno Wine searcher pubblica una classifica delle 50 bottiglie più costose del mondo calcolando il prezzo medio di tutte le annate e di tutte le rivendite che lo offrono. Il primo della lista deve dunque avere un prestigio talmente solido da “tenere il prezzo” praticamente ovunque. Ed

Romanée Conti

Romanée Conti

ecco le roi du vin:
Richebourg Grand Cru, Cote de Nuits, prodotto dal compianto Henri Jayer il mago del pinot noir borgognone che ha prodotto vini di complessità e concentrazione difficilmente eguagliabili. Ha un prezzo medio di 15.195$. Al secondo gradino del podio Domaine de la Romanée Conti – Romanée Conti che ha un prezzo medio inferiore, di 13.314$, ma un prezzo massimo astronomico: 105. 658$. Ci sono infatti rivendite che sfruttano il suo nome celeberrimo e capace di calamitare una clientela multimilionaria anche se, forse, poco esperta.

L’uomo che beve vino è più attraente

I vini più seducenti per le donne sono il Brunello di Montalcino seguito dall’Amarone e dalle bollicine Franciacorta quasi a pari livello con quelle Trento Doc

 

Di Donatella Cinelli Colombini

Donne, vino e seduzione

Donne, vino e seduzione

Le donne italiane sono molto interessate al vino al punto che l’84% vorrebbe persino fare corsi o approfondimenti. Nella scelta della bottiglia da bere si basa sulla zona di origine (22%), il passaparola (16%) e le storie scritte dietro le bottiglie che, secondo molte consumatrici, dovrebbero essere più ampie (36%) e più creative(24%).
L’uomo che non beve vino è considerato noioso e poco attraente. Bocciato dal 61% del campione intervistato, che invece giudica ricco di cultura (32%), interessante (26%) e divertente (24%) chi sa far apprezzare un buon calice.
E infatti il 74% del gentil sesso desidera bere la sua bottiglia preferita con il partner cioè con fidanzati, mariti o amanti e anzi quest’ultima opzione riscuote il 20% dei consensi. La percentuale scende al 21% per chi preferisce la compagnia delle amiche a riprova di un forte contenuto seduttivo che le donne attribuiscono al vino.

Donne vino e seduzione Gabriele Micozzi

Donne vino e seduzione Gabriele Micozzi

La ricerca “Donne vino e seduzione” curata dal Professor Gabriele Micozzi, docente di Marketing, e realizzata da LIVE spin off dell’Università Politecnica delle Marche su incarico del Consorzio Vini Piceni, è una sorta di prosecuzione di quella presentata a Vinitaly. Ha riguardato 1.200 donne italiane fra i 18 e i 60 anni e fotografa un segmento di mercato vivace e molto interessato.

 

Caccia al sito quasi perfetto, consigli per l’uso

Design, scelta del CSM e e-commerce, le indicazioni di Fabio Italiano Bereilvino, Gian Piero Staffa CentoVigneItalia, Italy Fine Wines e I numeri del vino

Tanti vini una scelta difficile

Tanti vini una scelta difficile

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne
Riprendiamo l’argomento iniziato due giorni fa partendo dal post “15 siti web di cantine da utilizzare come modelli” scritto da Fabio Italiano, per esaminare tre aspetti decisivi: design, CSM e e-commerce. Infine qualche consiglio per chi deve fare un sito nuovo, tanto per diventare più resistenti alle fregature.

social media e vino

social media e vino

DESIGN
Ovviamente il sito deve essere bello, ma anche semplice e compatibile con il maggior numero di browser, soprattutto deve essere responsive, cioè adatto ad essere visualizzato in tutti i dispositivi mobile, tipo smartphone e tablet. Il visitatore va letteralmente catturato al primo colpo d’occhio – effetto wow!!- e spinto a continuare a guardare e soprattutto a comprare, quindi il sito deve “convertire” trasformando il navigatore in compratore.

Per questo la ricerca dei contenuti deve essere facilissima e intuitiva. Rimanendo sull’argomento aggiungo qualche notizia tratta da Italy Fine Wines, nell’articolo ”Cosa vogliono gli importatori”.

Il Premio Casato Prime Donne al “sindaco dei migranti”

I vincitori 2015 sono Giusi Nicolini sindaco di Lampedusa, Costanza Calabrese del TG5, Walter Speller di jancisrobinson.com, Gaia Pianigiani del New York Times 

GIUSI NICOLINI

GIUSI NICOLINI

Il 13 settembre a Montalcino il 17° Premio Casato Prime Donne festeggia i suoi vincitori proponendo, anche quest’anno, un personaggio femminile che esce dal coro ed è capace di dare l’esempio e scuotere le coscienze: Giuseppina Maria Nicolini il sindaco del comune più a Sud d’Italia – Lampedusa e Linosa – la prima linea dell’accoglienza dei migranti che cercano rifugio nel nostro Paese.
Giusi Nicolini è una lampedusana ambientalista battagliera che ha dimostrato coraggio e impegno civile nel difficile compito di gestire i primi soccorsi per chi scappa dalle coste

Costanza Calabrese

Costanza Calabrese TG5

africane. A lei un premio, quello Casato Prime Donne, che viene dal mondo agricolo, comparto che si è dimostrato particolarmente capace di integrazione ed ha dato lavoro a 322mila migranti.
Insieme al Sindaco di Lampedusa e Linosa, verranno premiati 4 divulgatori di altissimo profilo che hanno raccontato al mondo, Montalcino e il suo Brunello.

Wine Blog e wine site da tenere d’occhio

La comunicazione on line è importantissima per chi produce vino ma anche un terreno minato pieno di agenzie di sbruffoni e risultati difficili da quantificare

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Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne
Lo spunto è un post del 7 giugno intitolato “15 siti web di cantine da utilizzare come modelli” scritto da Fabio Italiano un ingegnere palermitano trapiantato in Olanda dove si occupa di web a tutto tondo, dall’analisi dei dati al design. Il suo contributo ha un taglio didattico. Ogni anno esamina 4.000 siti di cantine italiane. Fra questi ne ha scelti 15 che rappresentano al meglio le tendenze attuali, il nostro è uno di loro. Che bella sorpresa! Non solo … c’è anche il commento << se

giovanni-ederle-

giovanni-ederle-

volete vedere un ottimo esempio di blog aziendale, vi consiglio di guardare quello della cantina Cinelli Colombini in assoluto il migliore tra i blog delle cantine italiane>> Questa è musica per le mie orecchie! Una piccola soddisfazione dopo che il nostro blog, il mese scorso, è precipitato al 13° posto in Italia nella classifica dei più influenti redatta da Teads Labs.
Iniziamo a parlare di contenuti, seo e blog, rimandando a dopodomani gli argomenti più spinosi e i consigli.

Nel vino c’è chi ride e c’è chi piange

Piccolo è bello ma non per il vino. Mentre i bilanci del colosso del lusso LVMH vanno alle stelle le piccole cantine italiane chiudono i bilanci in perdita

Lmvh

Lmvh

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Il futuro è nelle aggregazioni e non solo fra chi produce ma soprattutto con chi vende. Mi arrivano quasi contemporaneamente fra le mani due notizie sul mondo del vino che sembrano le due facce della stessa moneta. Quella sorridente dei grandi gruppi industriali e quella triste dei piccoli vignaioli.

Premetto una nota sul “Luxury Exclusive Life Style” arrivata da una fonte completamente

Wine Monitor effetti della globalizzazione

Wine Monitor effetti della globalizzazione

diversa, Giusepe Galligani di Confassimpresa . Mi ha colpito una frase <<la ricerca dell’uso al posto del possesso>> che indica un nuovo stile della clientela più elevata dove vince il provvisorio, il momento unico, l’esperienza vera, importante e inarrivabile.

Mi chiedo se le piccole aziende sono in grado di mettere in campo un’offerta del genere. Forse quelle con antiche radici si, ma tutte le altre?
Veniamo ora alle due notizie. Il colosso del lusso LVMH ha chiuso il primo semestre 2015 con 16,7miliardi di Euro e soprattutto con utili da capogiro + 6% sullo stesso periodo dell’anno precedente e 482 milioni di utili. Volano i mercati storici –Europa e USA- mentre la Cina consuma le scorte.

                                                                       
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