I vini Orcia Doc premiano il Sommelier dell’anno FISAR 2014
Le magnum di Capitoni, Campotondo, Azienda Trequanda ai primi tre classificati e al vincitore Livio Del Chiaro anche un week end alla Fattoria del Colle ...
Le magnum di Capitoni, Campotondo, Azienda Trequanda ai primi tre classificati e al vincitore Livio Del Chiaro anche un week end alla Fattoria del Colle ...
Sono i vignaioli i nuovi mecenati? Le vigne d’Italia si popolano di istallazioni e performance artistiche come a Rocca delle Macìe
Di Donatella Cinelli Colombini
Un tempo erano le banche e le case di moda a popolare i loro spazi di creazioni d’arte per dare prestigio al proprio marchio, oggi sono le cantine che creano una nuova mappa dell’arte contemporanea e rivoluzionano la percezione della campagna. Il primo fu Maurizio Zanella con il Cancello solare di Arnaldo Pomodoro a Ca del Bosco in Franciacorta ma il più celebre è il Castello di Ama con una collezione di arte contemporanea spettacolosa: Pistoletto, Kapoor, Bourgeois, Garaicoa, Solakov, Buren, Geers, Kabakov, Tayou, Iglesias, Chen Zhen, Paolini.
Anche noi al Casato Prime Donne popoliamo i vigneti del Brunello con opere d’arte e dediche di grandi donne. Ma i “Silenziosi racconti” di Rocca delle Macìe nel cuore del Chianti Classico sono qualcosa di più e di particolare, un incubatore di futuri talenti. Si tratta di un concorso per 15 artisti under 35 che si confrontano interpretando il territorio. Tanti piccoli semi di arte contemporanea, che innovano, stimolano e mettono contenuti nuovi in mezzo alle vigne. Ecco perché il tema dell’edizione 2014 è “forme d’arte & vino nella narrazione di un territorio ”. Se vogliamo l’argomento è antico, infatti già alla fine del Medioevo il paesaggio coltivato trovava uno spazio nelle rappresentazioni pittoriche come simbolo di un ambiente armonioso frutto dell’ingegno umano. Il mecenatismo della famiglia Zingarelli è in linea con questi stessi contenuti.
Nel nuovo vino 2014 le eccellenze ci sono anche se in quantità inferiore al 2012 e 2013 che, per noi, sono state entrambe strepitose
Di Donatella Cinelli Colombini
E’ stato l’anno del BIO come ha giustamente osservato Loredana Sottine in Trebicchieri, settimanale del GamberoRosso << mai come quest’anno, il settore potrà prendersi una rivincita sulla produzione convenzionale>> . L’unica via possibile per portare in cantina dell’uva buona, infatti, è stata una maggiore attenzione alla natura. Per noi che coltiviamo i vigneti in modo biologico è una gran bella notizia!
Prima sorpresa, rispetto al resto d’Italia, dove si prevede una vendemmia di dimensione inferiore alle precedenti ( 41 milioni di ), è stata l’abbondanza della nostra. Niente cali.
Seconda sorpresa, ci aspettavamo una vendemmia ritardata e invece la raccolta ha coinciso con i 40 giorni dall’invaiatura, quasi da manuale! I vigneti più giovani e quindi tendenzialmente precoci e con una inferiore ramificazione delle radici, quelli esposti a mezzogiorno e con buone pendenze hanno dato uva buona e eccellente. Un’uva da Brunello senza alcun dubbio.
Produttori eccellenti ma rivali di Brunello e Barolo in una degustazione da non perdere nel Castello Comunale di Barolo il 21 e 22 novembre prossimo
Di Donatella Cinelli Colombini
Sarà l’inizio di una collaborazione destinata a rafforzare l’Italia dei grandi vini nel mondo oppure il definitivo scontro fra i colleghi rivali di Barolo e Brunello?
Per la prima volta una degustazione congiunta di 30 cantine d’eccellenza con i produttori personalmente presenti per raccontare la loro particolare maniera di interpretare i territori. Venerdì 21 novembre dalle 13,30 alle 19 nel castello Comunale di Barolo con un prolungamento nel Palazzo Martinego di Monforte d’Alba per la cena di gala con i produttori. Sabato dalle 10 alle 15 la degustazione continuerà solo per chi ha prenotato on line.
L’elenco delle cantine fa venire l’acquolina in bocca: Boroli-Castello di Verduno-Ceretto-Comm.G.B.Burlotto-Cordero di Montezemolo-Domenico Clerico-Giovanni Rosso-Giuseppe Rinaldi-La Spinetta-Marengo-Massolino-Rivetto-Roberto Voerzio-Scarzello-Sobrino-Vietti-Claudia Ferrero-Campi di Fonterenza-Canalicchio di Sopra-Casa Raia-Casanova di Neri-Col D’orcia-Corte dei Venti-Donatella Cinelli Colombini-Il Marroneto-La Mannella-Lisini- Mastrojanni-Poggio di Sotto-Salvioni-Uccelliera.
Ecco i vini italiani locomotiva: Tignanello Antinori, Chianti Rufina Frescobaldi, Brunello Banfi, Ferrari, Prosecco Bisol, Amarone Masi, Barolo Fontanafredda
Di Donatella Cinelli Colombini
Debra Meiburg e Giovanni Ascione di Bibenda ci spiegano come, quando e perché le cantine possono dare l’assalto alla Cina.
Debra Meiburg, californiana di nascita, Master of Wine dal 2008, vive da 25 anni a Hong Kong dove è sicuramente la persona più influente nel vino. Ho conosciuto Debra due anni fa a Verona quando abbiamo

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ricevuto insieme il Premio Internazionale Vinitaly. La sua intervista al “Corriere vinicolo” vale oro. E’ arrivato il momento di buttarsi perché, dopo aver comprato Bordeaux sperando di speculare, i cinesi si guardano intorno piuttosto disamorati dagli chateaux francesi.
I cinesi non bevono vino a casa e non lo abbinano volentieri alla loro cucina. Comprano le bottiglie on line e le portano al ristorante italiano, spagnolo o messicano dove vanno a cena una volta la settimana. Per questo, vendere vino di lusso ai ristoranti è inutile a meno che non siano stellati. Gli importatori vendono il 37% ai privati, quasi altrettanto all’horeca e solo una piccola quota alla grande distribuzione dove vengono acquistate solo le bottiglie destinate ai regali. In questo momento i clienti cinesi guardano con interesse al Barolo, ai Supertuscan e all’Amarone. Hanno smesso di collezionare e cominciano a bere.
L’analisi delle guide dei vini rivela che i super esperti del vino concentrano la loro attenzione su meno della metà delle denominazioni
Di Donatella Cinelli Colombini
L’autunno, per il vino italiano, è anche l’epoca delle guide: bicchieri, grappoli, stelle che manifestano l’apprezzamento delle numerosissime guide italiane. Siamo il solo Paese ad averne così tante: otto forse dieci. Dietro ciascuna di esse c’è un piccolo esercito di assaggiatori che, per mesi, si sottopongono a un ritmo forsennato di degustazioni, 50-80 vini al giorno scrivendo note di valutazione su tutti. Un tour de force che alla fine va in stampa prima di Natale.
La rivista Civiltà del Bere ha fatto un’analisi complessiva su queste pubblicazioni esaminando specificamente quelle uscite lo scorso anno ed ha scoperto come Barolo DOCG, Alto Adige DOC e Toscana IGT portano a casa la maggior parte dei premi nelle guide enologiche italiane, sono dunque le più amate dalla critica. La riflessione parte dalle DOC minori quelle su cui, nei mesi scorsi si è accesa una vasta discussione. Vengono infatti accusate di essere troppe e di ingenerare, all’estero, una gran confusione fra i consumatori.
700 ristoranti italiani, molti dei quali ottimi, in una meravigliosa città piena di giovani: la guida mascherata, i lampioni a gas e tanto altro
Di Donatella Cinelli Colombini
Una degustazione di Brunello ( 2008 e 1998 riserva 2008 e 1998 uauhhhh!!!!! È qualcosa di eccezionale persino per me) e Orcia Cenerentola 2001 perfettamente organizzata dal mio importatore Lesa mi da l’opportunità di tornare a Pragae di scoprire qualche segreto di questa città ricca di storia e di voglia di vivere.
Nel centro storico i lampioni dell’illuminazione pubblica sono ancora a gas. Al tramonto passano a accenderli come nell’Ottocento. La luce è ambrata e conferisce ai palazzi storici un particolare effetto magico. L’illuminazione è curata ovunque in modo molto scenografico: ogni chiesa, ogni castello ha guglie, finestre e merli illuminati in modo da apparire al massimo dello splendore. L’effetto è quello di una città che pullula di monumenti d’arte come nessun’altra al mondo.
Sul celebre ponte Carlo c’è un monumento con due formelle a bassorilievo, in quella a destra c’è una donna distesa che porta fortuna. Bisogna carezzarla ed esprime un desiderio.
Altro piccolo rito, questa volta riservato agli innamorati, riguarda i lucchetti dell’amore che vanno incatenati accanto al vecchio mulino ad acqua. Poco distante c’è il muro di John Lennon per farsi una foto davanti ai murales. Oltre ai monumenti antichi, da vedere la casa danzante di Frank Ghery, uno dei capolavori assoluti dell’architettura contemporanea.
Donatella Cinelli Colombini propone visite in cantina con corso di cucina e i soggiorni in fattoria con le lezioni di alto livello di Helle Poulsen Tesio
Alla fine dei corsi avviene una piccola cerimonia e la consegna di un attestato da portare a casa, quasi un “passaporto ” di toscanità. Esperienze di poche ore nelle cantine di Montalcino e del Chianti insieme a veri e propri corsi nella scuola di cucina della Fattoria del Colle, ma sempre qualcosa di profondo di autentico e rigenerante. Luoghi storici, paesaggi mozzafiato, grandi vini degustati dopo aver visto i vigneti e le cantine, cultura gastronomica appresa con metodo da ottime insegnati e attraverso un’esperienza diretta della preparazione dei cibi.
Una full immertion partecipata nella civiltà toscana e piena di piccole sorprese. Ecco le 4 proposte.
Antipasti toscani e visita guidata nella cantina Casato Prime Donne con assaggio di Brunello e infine un brunch. Una giornata a contatto con le suggestioni della campagna di Montalcino: paesaggio, grandi vini e antichi sapori nella cornice di un luogo con quattrocento anni di storia e una reputazione internazionale di vini di alta gamma.
Alla Fattoria del Colle la visita giornaliera con scuola di cucina ha un sapore più aristocratico: visita della villa cinquecentesca con la camera creata per il Granduca di Toscana, esperienza con Chianti e Orcia Doc nelle cantine e lezione di pasta fresca – i tradizionali “pinci”- e dei celebri dolci senesi fra cui i ricciarelli.
Selezioneremo allo spasimo uva e vino per il Brunello, faremo un ottimo Rosso di Montalcino, ma niente Riserva
Di Donatella Cinelli Colombini
Siamo al nono giorno di vendemmia, non abbiamo perso un’ora di raccolta per la pioggia e non abbiamo sporcato le scarpe di fango. L’uva del Casato Prime Donne a Montalcino è proprio bella, quasi un miracolo visto quello che è successo a Firenze e nelle campagne intorno: vigneti distrutti, macchine distrutte, tetti distrutti. Da noi neanche una goccia. E’ sempre difficile rallegrarsi mentre c’è accanto chi si dispera.
Da noi questa vendemmia è stata il trionfo del biologico, dei vigneti giovani e dei vignaioli esperti. Certo che di chilometri sui trattori, i nostri vignaioli, ne hanno fatti tanti, ma proprio tanti. Mesi e mesi avanti e indietro fra i filari ma questa vendemmia è il loro capolavoro. In barba a chi dice che, se piove molto, solo la chimica permette di avere un’uva sana. La nostra è uno splendore eppure usiamo solo rame e zolfo come nei tempi antichi e come nel biologico (ma niente certificazioni … di burocrazia ne abbiamo anche troppa).
Nei vecchi vigneti, con cloni meno qualitativi l’uva ha invece risentito della pioggia ma … questa volta posso dirlo … per fortuna al Casato Prime Donne abbiamo soprattutto vigneti giovani e precoci.
Adesso ci sono venti persone a vendemmiare, con molti studenti e sul trattore anche una donna: Simona. Raccolgono 180 quintali d’uva al giorno scegliendo grappolo per grappolo. In cantina la squadra è tutta al femminile con la cantiniera Barbara a dirigere le operazioni.
Ieri, Castello Banfi, una cornice storica e un bel sole per gli “stati generali” del vino italiano: UIV e ISMEA presentano le proiezioni della vendemmia 2014
Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
<< Complessa e con molte incertezze>> l’ha definita Domenico Zonin Presidente OIV e erede del grande Gianni alla guida delle cantine di famiglia. <<Viticoltori preparati e tempestivi>> ha detto riconoscendo il ruolo fondamentale del lavoro fra i filari durante i mesi piovosi che hanno preceduto la vendemmia.
Le previsioni di ISMEA elaborate da Tiziana Sarnari e Francesca Monduzzi parlano di 41 milioni di Ettolitri con un calo del 15% sul 2013 che fu decisamente un anno abbondante. La produzione è dunque tornata alla quantità del 2012 ma senza l’innalzamento dei prezzi che caratterizzò il mercato degli sfusi due anni fa. Le
contrazioni più forti in Basilicata -30% e Sicilia -27% mentre al Nord la maglia nera è per il Veneto -17%.
L’area meno colpita dal maltempo sembra costituita dal terzetto Toscana +3%, Umbria +10% e Marche +7%, dove tuttavia, a mio avviso, i produttori tenteranno di innalzare la qualità attraverso la scelta delle uve per cui è prevedibile una certa diminuzione di quantità.
I racconti – seri ma non troppo – di Elena Mazzuoli Marte-comunicazione sui millennials USA alle prese con cibo e vino all’ University of California Davis
Viaggiando per le strade della California si è colpiti dalla bellezza di paesaggi inaspettati e quasi irreali, estremamente diversi dai nostri. Ma quello che più mi ha incuriosita e divertita è stato testare, giorno dopo giorno, le usanze molto diverse da quelle europee.
Un viaggio in America è interessante per chi si occupa di vino in Italia.
Studiando all’Università di UC Davis, prestigioso polo riconosciuto a livello internazionale per il marketing del vino, ho avuto modo di osservare i giovani alunni ed “esaminarli” soprattutto nella mensa del campus. Il loro rapporto con il gusto mi ha sorpresa, sembrano mangiare quasi incuranti della qualità ma decisi principalmente a tornare al tavolo con un piatto stracolmo di pietanze impossibili da abbinare, a parer di italiana. E se gli chiedi <<ti piace il cibo che hai nel piatto? >> non sanno rispondere o almeno devono pensarci molto. Ovviamente la mia osservazione è riferita solo al target dei Millennials, i 70 milioni di americani di un’età compresa fra i 20 e i 36 anni, quella fascia di popolazione che rappresenta il 37% degli interessati al mondo del vino, ma che secondo dati Nielsen sembra promettere una grande crescita. Una fascia di consumatori che acquista il 39% dei non-essentials goods ma che per il settore beverage preferisce la birra, sia da consumare in casa che durante il tempo libero.
Questo è un vero e proprio appello: non aiutate i falsari … le bottiglie vuote importanti vanno conservate o distrutte non vendute su eBay
Di Ignazio Anglani
In questo blog abbiamo parlato di grandi bottiglie contraffatte e del falsario internazionale Rudy Kurniawan, ma vi siete mai chiesti da dove nasce il mercato dei vini falsi?
Eliminando i casi dei grandi imbroglioni con tanto di laboratorio, c’è un mercato di bottiglie di altissimo valore a prezzi che insospettiscono.
Acquistando bottiglie, specialmente in rete, è bene stare molto attenti che i venditori siano ben quotati e che non abbiano feedback negativi, ma spesso questo non basta.
Riconoscere un vino falso può essere molto difficile perché, salvo il liquido, spesso il resto è autentico.
Se cerchiamo su Google e soprattutto su eBay scopriremo un grosso mercato di bottiglie vuote con etichette intatte. Le prime che ho trovato sono uno Chateau Lafite Rothschild 1988 a 50€ e un Grands Echezeaux di Romanée Conti 2001 al prezzo di 35€. Entrambe venivano descritte “con etichette in perfette condizioni”. Se invece andiamo a vedere le quotazioni medie delle stesse bottiglie piene su Wine Searcher le troveremo rispettivamente a 500 e 800€.
Capite bene che se qualche male intenzionato ha voglia di fare business ha vita veramente facile. Per fortuna i tappi sono più difficili da trovare, ma cercando ci sono anche quelli.
Ecco dunque il nostro falsario con la bottiglia perfettamente etichettata che la riempie con un vino dello stesso uvaggio e poi la chiude con un tappo serigrafato. Il grande intenditore che, dopo l’acquisto, decidesse di aprirla penserà ad un vino non in perfette condizioni ma non a una truffa.
Il gioco del cacio al fuso e la degustazione ONAF di pecorino e Doc Orcia a Pienza. Il premio città di Montalcino a Antonio Parisella e Martina Guideri
Di Donatella Cinelli Colombini
Annoiarsi è impossibile in Val d’Orcia, basta appassionarsi alle mille facce di questo territorio dove convivono armoniosamente passato e futuro, vini e cibi di altissimo livello e semplicità contadina.
Cominciamo da sabato a Pienza dove i cittini (bambini) si sono sfidati all’antico gioco del cacio col fuso davanti al meraviglioso Duomo fatto progettare a Bernardo Rossellino dal Papa mecenate Pio II. Gesti antichi, cornice raffinatissima, allegria moderna, fantastico!
Accanto, nel Chiostro rinascimentale di San Francesco, gli
assaggiatori ONAF capeggiati da Paolo Cortonesi e Andrea Maggi, hanno spiegato tre spettacolari pecorino che sono stati gustati insieme a 16 vini Orcia DOC presentati dai produttori in persona. Anche qui sapori e sensazioni antiche in una cornice di grande raffinatezza che ha rasserenato anche il sindaco Fabrizio Fè alle prese con una bomba scoperta qualche ora prima in prossimità della Pieve di Corsignano.
Piero Sbarluzzi, uno dei maggiori ceramisti italiani forse l’ultimo artista artigiano rinascimentale, scolpisce il rapporto fra la gente delle vigne e le stelle
E’ di Piero Sbarluzzi l’opera d’arte intitolata “Vita” che accompagna la dedica di Sandra Savaglio. Entrambe rimarranno a Montalcino a ricordo del Premio Casato Prime Donne che verrà consegnato il 14 settembre prossimo, all’astrofisica calabrese. La Savaglio è una star della ricerca scientifica internazionale, che ha deciso di tornare in Italia dando un esempio di coraggio a tutte le donne e soprattutto ai cervelli in fuga.
La scultura in terracotta di Piero Sbarluzzi raffigura una vignaiola che guarda il sole, la stella a noi più vicina e quella da cui dipende la maturazione dell’uva. <<La terra e il cielo sono alla base della vita>> ha detto Sbarluzzi spiegando il titolo dell’opera che, ripropone la sua poetica su un tema nuovo, ed è stata eseguita appositamente per collegare il mondo di Sandra Savaglio – le stelle – con quello delle
vigne e del vino che organizzano il premio Casato Prime Donne.
Due mondi apparentemente lontani e in realtà strettamente collegati. “Guarda il calore del sole che si fa vino” scrive Dante nel XXV canto del Purgatorio per spiegare come l’anima assorbe le parole e se ne arricchisce, metafora meravigliosa che rende esattamente l’idea del rapporto fra la vigna e il sole. Questo il concetto espresso nella scultura di Sbarluzzi e per questo il maestro ceramista di Pienza ha voluto lasciare la sua scultura in terra rossa, senza patina o smalto. Sarà visibile accanto alla dedica di Sandra Savaglio fra le botti di Brunello del Casato Prime Donne.
Piero Sbarluzzi è l’erede dei grandi ceramisti toscani rinascimentali: di quella generazione di primo Quattrocento, che alternava la terracotta, al marmo e al bronzo << ha imparato il mestiere in bottega, dove ha sviluppato una forte e compiuta manualità, come Leonardo, Michelangelo, Raffaello>> ha detto di lui Vittorio Sgarbi. Artisti perfettamente padroni dei mezzi tecnici e compositivi ma anche attenti ad eseguire personalmente tutte le fasi della lavorazione.
L’alleanza del Consorzio del Brunello con magistratura e forze dell’ordine mette alle corde i truffatori e difende i consumatori dai falsi
Le indagini sono durate mesi ma solo oggi vengono rese pubbliche e riguardano un consulente senese che ha lavorato in alcune cantine di Montalcino in cui in ha “creato” Brunello falso. Si tratta di medie-piccole aziende, in certi casi con proprietari non locali e quindi poco presenti, dove il nostro amico poteva lavorare senza troppi controlli. Creando e appropriandosi di contrassegni e documenti egli ha “prodotto” 750 hl di falso Brunello 2011 e 2013 (centomila bottiglie circa) oltre a un certo quantitativo di falso Rosso di Montalcino. Un colpo da un milione di Euro, se gli fosse riuscito.
Per fortuna le forze dell’ordine, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Siena Aldo Natalini e con la forte collaborazione del Consorzio del Brunello, sono arrivate in tempo, sequestrando tutto il vino e impedendo che anche un solo litro arrivasse in commercio. Nessun danno per i consumatori dunque, ma un grandissimo colpo alla serenità di tutti i produttori montalcinesi proprio nel momento in cui inizia la vendemmia.


