I nostri vini, le cantine

Barolo, Alto Adige e Supertuscan ecco chi amano le guide

L’analisi delle guide dei vini rivela che i super esperti del vino concentrano la loro attenzione su meno della metà delle denominazioni

Guide dei vini

Guide dei vini

Di Donatella Cinelli Colombini

L’autunno, per il vino italiano, è anche l’epoca delle guide: bicchieri, grappoli, stelle che manifestano l’apprezzamento delle numerosissime guide italiane. Siamo il solo Paese ad averne così tante: otto forse dieci. Dietro ciascuna di esse c’è un piccolo esercito di assaggiatori che, per mesi, si sottopongono a un ritmo forsennato di degustazioni, 50-80 vini al giorno scrivendo note di valutazione su tutti. Un tour de force che alla fine va in stampa prima di Natale.
La rivista Civiltà del Bere ha fatto un’analisi complessiva su queste pubblicazioni esaminando specificamente quelle uscite lo scorso anno ed ha scoperto come Barolo DOCG, Alto Adige DOC e Toscana IGT portano a casa la maggior parte dei premi nelle guide enologiche italiane, sono dunque le più amate dalla critica. La riflessione parte dalle DOC minori quelle su cui, nei mesi scorsi si è accesa una vasta discussione. Vengono infatti accusate di essere troppe e di ingenerare, all’estero, una gran confusione fra i consumatori.

I segreti e le ghiottonerie di Praga

700 ristoranti italiani, molti dei quali ottimi, in una meravigliosa città piena di giovani: la guida mascherata, i lampioni a gas e tanto altro

Fabio Leggeri Praga Enoteca VinoDiVino

Fabio Leggeri Praga Enoteca VinoDiVino

Di Donatella Cinelli Colombini
Una degustazione di Brunello ( 2008 e 1998 riserva 2008 e 1998 uauhhhh!!!!! È qualcosa di eccezionale persino per me) e Orcia Cenerentola 2001 perfettamente organizzata dal mio importatore Lesa mi da l’opportunità di tornare a Pragae di scoprire qualche segreto di questa città ricca di storia e di voglia di vivere.

Donatella Cinelli Colombini davanti al palazzo reale di Praga

Donatella Cinelli Colombini davanti al palazzo reale di Praga

Nel centro storico i lampioni dell’illuminazione pubblica sono ancora a gas. Al tramonto passano a accenderli come nell’Ottocento. La luce è ambrata e conferisce ai palazzi storici un particolare effetto magico. L’illuminazione è curata ovunque in modo molto scenografico: ogni chiesa, ogni castello ha guglie, finestre e merli illuminati in modo da apparire al massimo dello splendore. L’effetto è quello di una città che pullula di monumenti d’arte come nessun’altra al mondo.
Sul celebre ponte Carlo c’è un monumento con due formelle a bassorilievo, in quella a destra c’è una donna distesa che porta fortuna. Bisogna carezzarla ed esprime un desiderio.
Altro piccolo rito, questa volta riservato agli innamorati, riguarda i lucchetti dell’amore che vanno incatenati accanto al vecchio mulino ad acqua. Poco distante c’è il muro di John Lennon per farsi una foto davanti ai murales. Oltre ai monumenti antichi, da vedere la casa danzante di Frank Ghery, uno dei capolavori assoluti dell’architettura contemporanea.

4 corsi di cucina nelle cantine del Brunello e del Chianti

Donatella Cinelli Colombini propone visite in cantina con corso di cucina e i soggiorni in fattoria con le lezioni di alto livello di Helle Poulsen Tesio

Fattoria del Colle- corso di cucina

Fattoria del Colle- corso di cucina

Alla fine dei corsi avviene una piccola cerimonia e la consegna di un attestato da portare a casa, quasi un “passaporto ” di toscanità.  Esperienze di poche ore nelle cantine di Montalcino e del Chianti insieme a veri e propri corsi nella scuola di cucina della Fattoria del Colle, ma sempre qualcosa di profondo di autentico e rigenerante. Luoghi storici, paesaggi mozzafiato, grandi vini degustati dopo aver visto i vigneti e le cantine, cultura gastronomica appresa con metodo da ottime insegnati e attraverso un’esperienza diretta della preparazione dei cibi.
Una full immertion partecipata nella civiltà toscana e piena di piccole sorprese. Ecco le 4 proposte.
Antipasti toscani e visita guidata nella cantina Casato Prime Donne con assaggio di Brunello e infine un brunch. Una giornata a contatto con le suggestioni della campagna di Montalcino: paesaggio, grandi vini e antichi sapori nella cornice di un luogo con quattrocento anni di storia e una reputazione internazionale di vini di alta gamma.
Alla Fattoria del Colle la visita giornaliera con scuola di cucina ha un sapore più aristocratico: visita della villa cinquecentesca con la camera creata per il Granduca di Toscana, esperienza con Chianti e Orcia Doc nelle cantine e lezione di pasta fresca – i tradizionali “pinci”- e dei celebri dolci senesi fra cui i ricciarelli.

Vendemmia 2014: con Brunello ma senza riserva

Selezioneremo allo spasimo uva e vino per il Brunello, faremo un ottimo Rosso di Montalcino, ma niente Riserva

Vendemmia 2014 Montalcino Casato Prime Donne Donatella Cinelli Colombini

Vendemmia 2014 Montalcino Casato Prime Donne Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini

Siamo al nono giorno di vendemmia, non abbiamo perso un’ora di raccolta per la pioggia e non abbiamo sporcato le scarpe di fango. L’uva del Casato Prime Donne a Montalcino è proprio bella, quasi un miracolo visto quello che è successo a Firenze e nelle campagne intorno: vigneti distrutti, macchine distrutte, tetti distrutti. Da noi neanche una goccia. E’ sempre difficile rallegrarsi mentre c’è accanto chi si dispera.

Vendemmia 2014 le donne sul trattore al Casato Prime Donne

Vendemmia 2014 le donne sul trattore al Casato Prime Donne

Da noi questa vendemmia è stata il trionfo del biologico, dei vigneti giovani e dei vignaioli esperti. Certo che di chilometri sui trattori, i nostri vignaioli, ne hanno fatti tanti, ma proprio tanti. Mesi e mesi avanti e indietro fra i filari ma questa vendemmia è il loro capolavoro. In barba a chi dice che, se piove molto, solo la chimica permette di avere un’uva sana. La nostra è uno splendore eppure usiamo solo rame e zolfo come nei tempi antichi e come nel biologico (ma niente certificazioni … di burocrazia ne abbiamo anche troppa).
Nei vecchi vigneti, con cloni meno qualitativi l’uva ha invece risentito della pioggia ma … questa volta posso dirlo … per fortuna al Casato Prime Donne abbiamo soprattutto vigneti giovani e precoci.
Adesso ci sono venti persone a vendemmiare, con molti studenti e sul trattore anche una donna: Simona. Raccolgono 180 quintali d’uva al giorno scegliendo grappolo per grappolo. In cantina la squadra è tutta al femminile con la cantiniera Barbara a dirigere le operazioni.

Montalcino fa festa ai grandi protagonisti del vino italiano

Ieri, Castello Banfi, una cornice storica e un bel sole per gli “stati generali” del vino italiano: UIV e ISMEA presentano le proiezioni della vendemmia 2014

Castello Banfi il Ministro Martina saluta durante la cena UIV

Castello Banfi il Ministro Martina saluta durante la cena UIV

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

<< Complessa e con molte incertezze>> l’ha definita Domenico Zonin Presidente OIV e erede del grande Gianni alla guida delle cantine di famiglia. <<Viticoltori preparati e tempestivi>> ha detto riconoscendo il ruolo fondamentale del lavoro fra i filari durante i mesi piovosi che hanno preceduto la vendemmia.

Montalcino convegno sulle proiezioni della vendemmia 2014

Montalcino convegno sulle proiezioni della vendemmia 2014

Le previsioni di ISMEA elaborate da Tiziana Sarnari e Francesca Monduzzi parlano di 41 milioni di Ettolitri con un calo del 15% sul 2013 che fu decisamente un anno abbondante. La produzione è dunque tornata alla quantità del 2012 ma senza l’innalzamento dei prezzi che caratterizzò il mercato degli sfusi due anni fa. Le

contrazioni più forti in Basilicata -30% e Sicilia -27% mentre al Nord la maglia nera è per il Veneto -17%.
L’area meno colpita dal maltempo sembra costituita dal terzetto Toscana +3%, Umbria +10% e Marche +7%, dove tuttavia, a mio avviso, i produttori tenteranno di innalzare la qualità attraverso la scelta delle uve per cui è prevedibile una certa diminuzione di quantità.

Obiettivo da conquistare: i giovani d’oltreoceano

I racconti – seri ma non troppo – di Elena Mazzuoli  Marte-comunicazione sui millennials USA alle prese con cibo e vino all’ University of California Davis

Pranzo a San Francisco

Pranzo a San Francisco

Viaggiando per le strade della California si è colpiti dalla bellezza di paesaggi inaspettati e quasi irreali, estremamente diversi dai nostri. Ma quello che più mi ha incuriosita e divertita è stato testare, giorno dopo giorno, le usanze molto diverse da quelle europee.
Un viaggio in America è interessante per chi si occupa di vino in Italia.
Studiando all’Università di UC Davis, prestigioso polo riconosciuto a livello internazionale per il marketing del vino, ho avuto modo di osservare i giovani alunni ed “esaminarli” soprattutto nella mensa del campus. Il loro rapporto con il gusto mi ha sorpresa, sembrano mangiare quasi incuranti della qualità ma decisi principalmente a tornare al tavolo con un piatto stracolmo di pietanze impossibili da abbinare, a parer di italiana. E se gli chiedi <<ti piace il cibo che hai nel piatto? >> non sanno rispondere o almeno devono pensarci molto. Ovviamente la mia osservazione è riferita solo al target dei Millennials, i 70 milioni di americani di un’età compresa fra i 20 e i 36 anni, quella fascia di popolazione che rappresenta il 37% degli interessati al mondo del vino, ma che secondo dati Nielsen sembra promettere una grande crescita. Una fascia di consumatori che acquista il 39% dei non-essentials goods ma che per il settore beverage preferisce la birra, sia da consumare in casa che durante il tempo libero.

Mercato delle bottiglie autentiche (vuote) e dei vini falsi

Questo è un vero e proprio appello: non aiutate i falsari … le bottiglie vuote importanti vanno conservate o distrutte non vendute su eBay

Lafite bottiglia vuota in vendita su eBay

Lafite bottiglia vuota in vendita su eBay

Di Ignazio Anglani
In questo blog abbiamo parlato di grandi bottiglie contraffatte e del falsario internazionale Rudy Kurniawan, ma vi siete mai chiesti da dove nasce il mercato dei vini falsi?
Eliminando i casi dei grandi imbroglioni con tanto di laboratorio, c’è un mercato di bottiglie di altissimo valore a prezzi che insospettiscono.
Acquistando bottiglie, specialmente in rete, è bene stare molto attenti che i venditori siano ben quotati e che non abbiano feedback negativi, ma spesso questo non basta.
Riconoscere un vino falso può essere molto difficile perché, salvo il liquido, spesso il resto è autentico.
Se cerchiamo su Google e soprattutto su eBay scopriremo un grosso mercato di bottiglie vuote con etichette intatte. Le prime che ho trovato sono uno Chateau Lafite Rothschild 1988 a 50€ e un Grands Echezeaux di Romanée Conti 2001 al prezzo di 35€. Entrambe venivano descritte “con etichette in perfette condizioni”. Se invece andiamo a vedere le quotazioni medie delle stesse bottiglie piene su Wine Searcher le troveremo rispettivamente a 500 e 800€.
Capite bene che se qualche male intenzionato ha voglia di fare business ha vita veramente facile. Per fortuna i tappi sono più difficili da trovare, ma cercando ci sono anche quelli.
Ecco dunque il nostro falsario con la bottiglia perfettamente etichettata che la riempie con un vino dello stesso uvaggio e poi la chiude con un tappo serigrafato. Il grande intenditore che, dopo l’acquisto, decidesse di aprirla penserà ad un vino non in perfette condizioni ma non a una truffa.

Il cacio, Orcia, Pienza e Montalcino per un mix formidabile!

Il gioco del cacio al fuso e la degustazione ONAF di pecorino e Doc Orcia a Pienza. Il premio città di Montalcino a Antonio Parisella e Martina Guideri

Piena degustazione Orcia e pecorino ONAF

Piena degustazione Orcia e pecorino ONAF

Di Donatella Cinelli Colombini

Annoiarsi è impossibile in Val d’Orcia, basta appassionarsi alle mille facce di questo territorio dove convivono armoniosamente passato e futuro, vini e cibi di altissimo livello e semplicità contadina.

Pienza degustazione Orcia Doc

Pienza degustazione Orcia Doc

Cominciamo da sabato a Pienza dove i cittini (bambini) si sono sfidati all’antico gioco del cacio col fuso davanti al meraviglioso Duomo fatto progettare a Bernardo Rossellino dal Papa mecenate Pio II. Gesti antichi, cornice raffinatissima, allegria moderna, fantastico!
Accanto, nel Chiostro rinascimentale di San Francesco, gli

assaggiatori ONAF capeggiati da Paolo Cortonesi e Andrea Maggi, hanno spiegato tre spettacolari pecorino che sono stati gustati insieme a 16 vini Orcia DOC presentati dai produttori in persona. Anche qui sapori e sensazioni antiche in una cornice di grande raffinatezza che ha rasserenato anche il sindaco Fabrizio Fè alle prese con una bomba scoperta qualche ora prima in prossimità della Pieve di Corsignano.

Vita la vignaiola che guarda il sole di Piero Sbarluzzi

Piero Sbarluzzi, uno dei maggiori ceramisti italiani forse l’ultimo artista artigiano rinascimentale, scolpisce il rapporto fra la gente delle vigne e le stelle

Donatella Cinelli Colombini Piero Sbarluzzi Sandra Savaglio

Donatella Cinelli Colombini Piero Sbarluzzi Sandra Savaglio

E’ di Piero Sbarluzzi l’opera d’arte intitolata “Vita” che accompagna la dedica di Sandra Savaglio. Entrambe rimarranno a Montalcino a ricordo del Premio Casato Prime Donne che verrà consegnato il 14 settembre prossimo, all’astrofisica calabrese. La Savaglio è una star della ricerca scientifica internazionale, che ha deciso di tornare in Italia dando un esempio di coraggio a tutte le donne e soprattutto ai cervelli in fuga.

La scultura in terracotta di Piero Sbarluzzi raffigura una vignaiola che guarda il sole, la stella a noi più vicina e quella da cui dipende la maturazione dell’uva. <<La terra e il cielo sono alla base della vita>> ha detto Sbarluzzi spiegando il titolo dell’opera che, ripropone la sua poetica su un tema nuovo, ed è stata eseguita appositamente per collegare il mondo di Sandra Savaglio – le stelle – con quello delle

Vita 2014 di Piero Sbarluzzi

Vita 2014 di Piero Sbarluzzi

vigne e del vino che organizzano il premio Casato Prime Donne.

Due mondi apparentemente lontani e in realtà strettamente collegati. “Guarda il calore del sole che si fa vino” scrive Dante nel XXV canto del Purgatorio per spiegare come l’anima assorbe le parole e se ne arricchisce, metafora meravigliosa che rende esattamente l’idea del rapporto fra la vigna e il sole. Questo il concetto espresso nella scultura di Sbarluzzi e per questo il maestro ceramista di Pienza ha voluto lasciare la sua scultura in terra rossa, senza patina o smalto. Sarà visibile accanto alla dedica di Sandra Savaglio fra le botti di Brunello del Casato Prime Donne.

Piero Sbarluzzi è l’erede dei grandi ceramisti toscani rinascimentali: di quella generazione di primo Quattrocento, che alternava la terracotta, al marmo e al bronzo << ha imparato il mestiere in bottega, dove ha sviluppato una forte e compiuta manualità, come Leonardo, Michelangelo, Raffaello>> ha detto di lui Vittorio Sgarbi. Artisti perfettamente padroni dei mezzi tecnici e compositivi ma anche attenti ad eseguire personalmente tutte le fasi della lavorazione.

Sequestrato falso Brunello e Rosso di Montalcino

L’alleanza del Consorzio del Brunello con magistratura e forze dell’ordine mette alle corde i truffatori e difende i consumatori dai falsi

Brunello cantina

Brunello cantina

Le indagini sono durate mesi ma solo oggi vengono rese pubbliche e riguardano un consulente senese che ha lavorato in alcune cantine di Montalcino in cui in ha “creato” Brunello falso. Si tratta di medie-piccole aziende, in certi casi con proprietari non locali e quindi poco presenti, dove il nostro amico poteva lavorare senza troppi controlli. Creando e appropriandosi di contrassegni e documenti egli ha “prodotto” 750 hl di falso Brunello 2011 e 2013 (centomila bottiglie circa) oltre a un certo quantitativo di falso Rosso di Montalcino. Un colpo da un milione di Euro, se gli fosse riuscito.
Per fortuna le forze dell’ordine, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Siena Aldo Natalini e con la forte collaborazione del Consorzio del Brunello, sono arrivate in tempo, sequestrando tutto il vino e impedendo che anche un solo litro arrivasse in commercio. Nessun danno per i consumatori dunque, ma un grandissimo colpo alla serenità di tutti i produttori montalcinesi proprio nel momento in cui inizia la vendemmia.

Veuve Clicquot in compresse è una bufala e non una bollicina

Assomiglia allo scherzo di Orson Wells con la notizia dell’invasione marziana che scatenò il panico in USA e riguarda lo Champagne Veuve Clicquot in pillole

Falso Veuve Clicquot in pillole

Falso Veuve Clicquot in pillole

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Il nome è sicuramente fra i più prestigiosi del mondo: la celebre vedova con il perlage fine, Veuve Clicquot. Tutto inizia in Russia, un mercato storico per lo Champagne con l’etichetta gialla, che deve una parte della sua fortuna dalla corte degli Zar. Pochi giorni fa l’agenzia di comunicazione russa Firma lancia una campagna virale corredata da splendide foto. La proposta è diretta a chi viaggia in aereo e ama lo Champagne al punto da non potersene privare neanche per poche ore. Si tratta di pastiglie da sciogliere in acqua, tipo Alka seltzer, contenute in cilindri simili ai contenitori da sigari. Un prodotto che si chiama “Shhh… ampagne” e viene presentato come una novità sensazionale.
Incredibile ma vero, la notizia viene considerata attendibile e si diffonde nel web con la velocità del lampo al punto da spingere la redazione francese del maggior quotidiano on line del mondo, l’Hufftington Post, a telefonare a Reims nella sede della Veuve Clicquot per chiedere maggiori dettagli. Qui cascano dalle nuvole e cominciano ad attivarsi con le smentite per evitare che la notizia attecchisca banalizzando l’immagine delle loro bottiglie. Si attiva anche il Comité Interprofessionnel du Vin de Champagne che apre un’inchiesta.

Vino vino delle mie brame, qual è il tappo migliore del reame?

Una costante delle discussioni del mondo del vino è la spinosa questione del tappo, tra sostenitori del sughero e dello screw cap.

Letto per voi da Bonella Ciacci

tappo di sughero vs. tappo a vite

tappo di sughero vs. tappo a vite

Seguendo Marilena Barbera (@marilenabarbera) e il produttore proprietario di Cascina Garitina, Gianluca Morino (@gianlucamorino) su Twitter, leggo alcuni giorni fa di un’interessante ma accesa discussione che si è scatenata sul social network per via di un articolo di Slow Food dove si riportano le idee di Robert Parker. Il celebre e stimato esperto di vino del Wine Advocate sostiene che entro il 2015 il tappo di sughero sarà in minoranza sul mercato mondiale.

Da queste poche parole, quasi lapidarie per il povero tappo tradizionale, si scatena una guerra a colpi di posizioni forti, sostenute da una parte da chi protende per abbracciare le nuove tecnologie, come lo screw cap, che garantiscono l’eliminazione di rischi come l’ossidazione, e dall’altra chi invece difende tradizione, gestualità, poesia e “rischi naturali da mettere in conto”. L’articolo di Slow Food, che ha anche un programma per sostenere la produzione del sughero, si schiera nettamente dalla parte del tappo tradizionale, riportando i dati di uno studio dall’Associazione portoghese del Sughero (Apcor): l’85%  dei 2001 intervistati vede nel tappo di sughero simbolo di alta qualità e prestigio. Idea comune e anche condivisibile, visto che i più grandi vini del mondo (da un Brunello Biondi Santi ad un Pétrus, sono rigorosamente tappati in sughero), ma il punto è forse un altro. Per sostenere strenuamente questa immagine, non stiamo perdendo di vista la qualità e la preservazione del vino?

Bicchieri da vino perfetti: bocciati il ballon e il tipo ISO

Il perfetto calice da vino rosso è grande ed ha forma tronco conica, da scartare invece i bicchieri piccoli o di forma rotondeggiante

 

Sommelier: bicchiere da vino rosso

Sommelier: bicchiere da vino rosso

Di Donatella Cinelli Colombini

Il cosiddetto ISO era il bicchiere contenuto nelle valigette che venivano consegnate agli aspiranti Sommelier, io, come tantissimi, altri ho fatto le prime esperienze di degustazione proprio con quelli. Invece, la dottoressa Francesca Venturi e la professoressa Angela Zinnai del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa lo bocciano senza appello. Anche il cosiddetto grand ballon di forma semisferica, che per anni tutte le cantine toscane e piemontesi, hanno comprato a centinaia, risulta poco adatto per l’assaggio del vino.

 

Vini strepitosi a prezzi abbordabili, ecco la lista

Fra le best buy del vino molte bottiglie sono italiane: Feudi di San Gregorio, Argiano, Venica e Venica, La Spinetta, Rocca di Frassinello

Feudi di San Gregorio Ros’Aura Rosato.

Feudi di San Gregorio Ros’Aura Rosato.

Di Donatella Cinelli Colombini
Chi crede sia necessario spendere delle fortune per bere vini eccellenti, sbaglia! Salvo i veri status symbol, i vini esclusivi e leggendari, che associano a una straordinaria qualità un insieme di valori simbolici per cui i prezzi salgono fino all’Olimpo … escluso quelli, per chi ama bere bene, le opportunità ci sono anche fra bottiglie da 10,20 e 30 Dollari. E tanti di questi vini sono italiani.
Ovviamente non è facile districarsi nel labirinto di migliaia di marche ma ci aiuta Wine Searcher, il portale inglese in cui confluisce l’offerta di 46,925 rivendite di vino di tutto il mondo. Un archivio sterminato da cui pescare le bottiglie con il miglior rapporto qualità prezzo.
Ed ecco a voi i campioni di qualità alla portata di tutti!

Pascal Toso Cabernet Sauvignon

Pascal Toso Cabernet Sauvignon

Nella lista dei best buy sotto i 10$ il primo è Pascal Toso Cabernet Sauvignon. Direte voi <<Ma dai! Dove lo troviamo questo, mica possiamo andare in Argentina per comprarlo>>. Verissimo ma al secondo posto c’è una bella bottiglia italiana, Feudi di San Gregorio Ros’Aura Rosato 2012 con un punteggio di 91/100 dei principali Wine Critics (Wine Advocate, Wine Spectator, Decanter e simili) in vendita al pubblico fra 9 e 14$ dunque abbondantemente sotto di dieci Euro. Ditemi voi se non è da compare?
Nella classifica dei migliori vini sotto i 20$ brilla un bel nome di Montalcino, la splendida cantina di Argiano che è al primo posto con un supertuscan dal nome intrigante “Non Confunditur” Toscana IGT. I punteggi attribuiti dai grandi esperti sono altissimi 93/100 ma il prezzo è davvero conveniente, fra 15 e 24$.

Due padri e due figlie artisti a Montalcino

Annibale e Carlotta Parisi, Roberto e Costanza Turchi …. a Montalcino la creatività artistica contagia intere famiglie

Disegni di sogni Montalcino fino al 14 settembre

Disegni di sogni Montalcino fino al 14 settembre

Di Donatella Cinelli Colombini

4 artisti in mostra nel Palazzo Pubblico di Montalcino fino al 14 settembre “Disegni di Sogni“. Chi pensa di trovare qualcosa di provincialotto o rozzacchiotto rimarrà sbalordito. I nostri 4 artisti si esprimono con una compiutezza, con una forza e con un’originalità che entusiasmano.
I genitori più intellettuali e le figlie più istintive. I genitori più autodidatti, le figlie con un percorso formativo più solido: Carlotta Parisi a Milano per studiare disegno e illustrazione, Costanza Turchi a Firenze dove diventa stilista di moda.
4 personalità feconde, con forti messaggi e grandissima sensibilità. Ma anche molto diverse.

Roberto Turchi, Carlotta Parisi, Costanza Turchi, Annibale Parisi

Roberto Turchi, Carlotta Parisi, Costanza Turchi, Annibale Parisi

I piccoli quadri di Roberto Turchi richiamano Sassetta e Sano di Pietro per i colori scuri come smalti e giustapposti con squisita eleganza. Ma il ricordo della pittura medioevale senese si ferma qui, gli altri riferimenti culturali sono assolutamente contemporanei anche se rimangono nello sfondo di una poetica assolutamente personale. Le immagini bidimensionali sono usate come simboli e Roberto sembra divertirsi a ricomporle in un gioco che nasconde e ironizza sui significati. E’ poi lui stesso a guidarci nella comprensione usando un filo rosso che unisce le immagini come il filo d’Arianna oppure ponendosi all’interno delle tele come attore protagonista.
Costanza Parisi ha ripreso le teste calve dipinte da Roberto Turchi in alcune delle sue sculture di cartapesta. Un soggetto nuovo, per lei, che ci ha abituato a stupende donne con capelli al vento. Busti con teste piccolissime e volti sognanti. Piccole sculture dipinte che spesso si immedesimano negli alberi e nelle case della Val d’Orcia.

                                                                       
Cinelli Colombini
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