I nostri vini, le cantine

Il fiasco si rinnova e diventa Dame-Janine

Dame Janine è un fiasco femmina, disegnato dall’artista francese Clet Abraham, quello dei cartelli stradali e verrà prodotta in 6.000 esemplari dalla Ruffino

Dame Janine fiasco Ruffino

Dame Janine fiasco Ruffino

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Il fiasco toscano, primo protagonista del successo e soprattutto dell’esportazione del Chianti, ha una seconda giovinezza. Oltre al Museo realizzato dalla famiglia Bartolozzi, a Montelupo Fiorentino, ora c’è il restyling d’autore commissionato dalla Ruffino per il suo Chianti Superiore 2012. Una grande annata 5 stelle per la tipologia più prestigiosa della denominazione Chianti e un packaging che fa colpo. Il fiasco diventa femmina, si rovescia e assume le sembianze di un volto umano. Il nome Dame Janine richiama il francese di Signora Gianna ma è un chiaro riferimento alla damigiana, il contenitore impagliato simile e più grande del fiasco. Era usatissima in Toscana per trasportare e conservazione del vino fino a cinquant’anni fa.

Insomma un gioco nel gioco che ha per protagonista Clet Abraham l’artista di strada più famoso, trasgressivo e sorprendente di tutti. Nato a Rennes vive ora a Firenze ed è arrivato sulle pagine dei grandi quotidiani mettendo sticker sui cartelli stradali per trasformarli in modo provocatorio come il Cristo crocifisso applicato sul cartello del “vicolo cieco” che ha fatto insorgere i cattolici ( me

Gianluca Monaci con Dame janine

Gianluca Monaci con Dame janine

compresa). La sua azione più clamorosa fu effettuata la notte del 19 gennaio 2011 istallando sul Ponte alle Grazie a Firenze, la scultura di un “Piccolo uomo nero” che si suicida buttandosi in Arno. Un’azione che voleva essere un monito polemico all’esposizione, in Palazzo Vecchio, nello Studiolo di Francesco I, cuore del governo fiorentino, del teschio coperto di diamanti -valore di 100 milioni di Euro – realizzato da Damien Hirst. Come dire … di fronte a un tale disprezzo della morte e della povertà, all’uomo comune non resta che buttarsi dal ponte! Tutto sommato Clet non ha torto. 

Rinnovare il fiasco per mano di un artista simile è un atto di coraggio ma anche un contributo importante. Il contenitore di vetro impagliato era in uso in Toscana fino dal medioevo. E’ citato da Boccaccio nel Decamerone e dipinto da Botticelli e Ghirlandaio. Nel secondo Ottocento agevolò l’esportazione del Chianti grazie al suo carattere distintivo e ai giunchi che proteggevano il vetro dalle rotture. La sua immagine è rimasta a lungo legata a quella del vino italiano a basso prezzo che costituì la prima esportazione dal nostro Paese.

Wine Spectator la TOP 100 di quest’anno è sbalorditiva

E’ la classifica del vino più attesa dell’anno, quella dei top 100 Wine Spectator. Vince Dow’s Vintage Port 2011 con un giudizio di 99/100 e prezzo di 82$

Dow's Vintage Port 2011

Dow's Vintage Port 2011

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Dunque il re dei vini di quest’anno è un porto di una cantina con 200 anni di storia, un vino classico che attualmente non è troppo di moda. Ma questa non è la sola sorpresa della classifica, in cui tutti i produttori del mondo sognano di comparire. Sorprende anche la presenza di tre vini portoghesi nei primi quattro posti, dopo il Porto ci sono Prats & Symington Douro Chryseia e Quinta do Vale Meão Douro entrambi del 2011.
Al secondo e quinto posto invece si piazzano due vini australiani. E qui arriva un altro

Castello di Ama Chianti Classico San Lorenzo Gran Selezione

Castello di Ama Chianti Classico San Lorenzo Gran Selezione

colpo da lasciare tramortiti. La medaglia d’argento è il Mollydooker Shiraz McLaren Vale Carnival of Love 2012 , ebbene l’etichetta sembra quella del vino di Disneyland con fatine, giocolieri e simili ma la cosa più incredibile è il sito. In home page ci sono cinque bottiglie con etichette disegnate con i personaggi dei cartoni animati. Proseguiamo cliccando “Home sweet home” ed appare la famiglia dei produttori in costume di Alice nel paese delle meraviglie. Sotto c’è il video che ci spiega come bere il vino premiato. Tappo a vite, bisogna aprire versare del liquido poi richiudere e agitare a ritmo di musica quindi svitare, richiudere e agitare di nuovo.
Fine di un mito! Il vino secondo nel mondo va scecherato!
Avete presente il nostro modo quasi religioso di trattare le grandi bottiglie…. Tappi in sughero, non bere il vino dopo i viaggi che lo sbattono … basta, roba vecchia, oggi bisogna scecherare.

Giovanni Luca di Pirro finalmente brilla la sua stella

L’enorme talento culinario di Giovanni Luca di Pirro finalmente premiato dalla stella Michelin. Il rimpianto di non averlo più a Montalcino dove è sbocciato

Gianluca di Pirro con la chaine-des-rotisseurs di Firenze

Gianluca di Pirro con la chaine-des-rotisseurs di Firenze

Di Donatella Cinelli Colombini

Ha la fantasia dei grandi chef, la cura delle massaie, nel ricercare le migliori materie prime e la precisione dei pasticceri. La sua ricetta “monstre” quella esemplare che riassume tutta la sua personalità è la mazzancolla con crema di ricciarelli. Vi sarebbe mai venuto in mente un piatto così? Eppure è straordinario. Lo ha creato una quindicina di anni fa per un evento sulla cucina senese innovativa in cui i migliori chef della provincia presentavano le loro creazioni sotto le volte affrescate del Pellegrinaio del Santa Maria della Scala, il più antico ospedale d’Europa. Un monumento di storia e d’arte nel cuore di Siena. Gli altri chef rivisitarono la cucina locale lui la rivoluzionò…. un tocco da maestro. Da quel momento, ogni volta che andavo al suo ristorante “Il giardino”, a Montalcino, mi preparava una delle sue meravigliose mazzancolle. C’era dentro il ricordo del periodo trascorso all’Isola d’Elba, la sua originaria esperienza da pasticcere, la cultura senese- antica e nobile- assorbita nella sua vita adulta.

Quante tasse ci sono nel tuo bicchiere di vino

Il vino è tassato il doppio della birra ma i vini più cari e pregiati sono quelli con aliquote più basse. Dunque per pagare meno tasse bisogna bere bene

tax-wine-2014 I numeri del vino

tax-wine-2014 I numeri del vino

Di Donatella Cinelli Colombini

Il vino base con il 64,5% ha un’aliquota addirittura più alta dei superalcolici al 57%.  Sembra un argomento da addetti ai lavori ma in realtà non lo è, infatti queste tasse le pagano i consumatori. Se cumuliamo l’intero carico fiscale, in Italia, una bottiglia su due va nelle casse dello stato. E il nostro non è fra i Paesi che tartassano di più i winelover!
I numeri del vino, blog sempre informatissimo, che vi invito a leggere, affronta il tema delle tasse nel bicchiere e ci fa scoprire un mondo sorprendente. Lo studio è dell’ American Association of Wine Economists– AAWE – e rivela che i grandi Paesi produttori Francia, Italia e soprattutto Stati Uniti tassano poco il vino. Solo l’Australia si discosta da questa logica.

tasse

tasse

Sorprendentemente i vini più colpiti sono quelli comuni mentre i premium e soprattutto i superpremium pagano “solo” il 26,7% di tasse. In sostanza i vini pregiati, nel mondo, sono le bevande alcoliche meno tassate di tutte. Se invece andiamo a vedere quali sono le nazioni che tartassano maggiormente il vino mettiamo in fila Irlanda 267%, Finlandia 220% e Gran Bretagna 218%. Un’enormità se consideriamo che la media mondiale è 64%. Il povero John residente a Dublino che amerebbe bere un bicchiere di vino a pasto finisce per diventare un grande contribuente dell’EIRE. Persino in questi Paesi i vini hanno una tassazione progressivamente più bassa via via che il vino sale di qualità e prezzo. Insomma per essere tassati di meno l’unico modo è bere meglio!
Vediamo adesso i Paesi virtuosi, quelli che mettono tasse leggere sul vino: USA 10% (con i superpremium come il Brunello Riserva scende fino al 3%), Germania 19%, Sud Africa, Austria e Slovacchia al 20%. L’Italia è solo leggermente più alta al 22%

A lezione di DOC Orcia da Luca Martini con tartufo

Affascina, coinvolge, diverte, sorprende, è un fenomeno come degustatore e tiene la scena come un grande attore Luca Martini, a San Giovanni d’Asso

S.Giovanni d'Asso Luca Martini degusta Orcia Doc 5

S.Giovanni d'Asso Luca Martini degusta Orcia Doc 5

Di Donatella Cinelli Colombini Presidente Consorzio Orcia
Nella sala del castello medioevale di San Giovanni d’Asso, il profumo di tartufo bianco aleggiava nell’aria, c’è la Mostra mercato del tartufo bianco delle Crete senesi. Luca Martini appena arrivato da Varese, guidando sotto la pioggia, appariva in forma smagliante. Ha disposto le bottiglie in un crescendo di intensità ed ha accolto i produttori dell’Orcia che apparivano visibilmente intimiditi come se invece di una degustazione li aspettasse un esame.

A.Tempestini A Rovito, D.Cinellicolombini, L. Martini, F.Braconi, R.Terzuoli

A.Tempestini A Rovito, D.Cinellicolombini, L. Martini, F.Braconi, R.Terzuoli

Il sindaco Fabio Braconi ha dato il benvenuto e poi Luca ha iniziato a degustare davanti a 40 persone letteralmente ipnotizzate. Ama il Sangiovese il campione del mondo Sommelier WSA 2013. Lo ama visceralmente, come ama la Toscana e la sua Arezzo. Conosce benissimo il territorio dell’Orcia con i tufi, le argille e l’alberese che ne determinano il carattere organolettico tipico: la ricchezza. Conosce persino San Giovanni d’Asso dove da ragazzo, quando era studente dell’Istituto alberghiero, veniva a servire i pranzi. <<In cucina arrivavano canestri di tartufi>> ci racconta.
Nell’Orcia vorrebbe più Sangiovese e <<botti gentili>> cioè con tostature poco invasive. << I vini di questa denominazione danzano lentamente nel bicchiere lasciando archetti leggeri>> ci spiega ed esalta l’acidità << che è il passaporto per la longevità>>.

Come trasformare la storia in attrazione turistica

La “Festa internazionale della storia” è l’occasione per raccontare i Beccamorti, il finto miracolo di Don Garcia e la rinascita di Montalcino con il Brunello

Bologna Archiginnasio

Bologna Archiginnasio

Di Donatella Cinelli Colombini

L’Archiginnasio di Bologna è un luogo da mito, è qui la prima sala anatomica della più antica università del mondo, l’Università di Bologna nata nel 1088  e unica superstite del naufragio dei nostri atenei nelle classifiche internazionali.

Donatella Cinelli Colombini Bologna Festa della storia

Donatella Cinelli Colombini Bologna Festa della storia

Insomma essere invitata all’Archiginnasio da Giancarlo Roversi (direttore de “Le Vie del gusto” e di tante altre testate di enogastronomia e turismo) a parlare di vino e storia insieme a Massimo Montanari maggiore esperto di storia dell’alimentazione … è roba forte!

E non è tutto perché Giancarlo ci accompagna sotto i portici del entro storico (Bologna ha 42 km di portici) fino al ristorante di Franco Rossi per gustare dei tortellini in brodo perfetti …  assolutamente perfetti!

Ma torniamo al convegno in occasione dell’11° “Festa internazionale della Storia” perché desidero raccontare anche a voi come la storia esce dai libri e entra nella vita vissuta addirittura diventando attrazione turistica.
Quando, nel 1998 lasciai l’azienda di famiglia per creare la mia, c’erano già 193 cantine a Montalcino molte affermate e, nella maggior parte dei casi, molto belle. Mi posi dunque il problema di come attrarre i visitatori nella mia azienda  Casato Prime Donne. Avevo insomma bisogno di qualcosa che le altre aziende non avessero e lo trovai nella storia.

Samantha prima cuoca nello spazio dal 23 novembre

Nel 2010 Samantha Cristoforetti vinse il Premio Casato Prime Donne e si collegò via internet con il teatro di Montalcino dove era in corso la premiazione

samantha-cristoforetti

samantha-cristoforetti astronauta

Di Donatella Cinelli Colombini
Fu in quell’occasione che una delle giurate, l’Onorevole Rosy Bindi, chiese a Samantha di portare nello spazio un piccolissimo contenitore con dentro il Brunello di Montalcino. Samantha sorrise e disse che ci avrebbe provato ma che nella stazione spaziale non sono

Premio Casato Prime Donne 2010 con_Samantha_Cristoforetti

Premio Casato Prime Donne 2010 con_Samantha_Cristoforetti

ammessi alcolici e si mangia male. La prima prescrizione sembra difficile da cambiare ma sulla qualità del cibo qualcosa migliora ed ecco la nostra Samatha che si cimenta ai fornelli con l’aiuto dello chef Stefano Polato. Il “cooking on orbit” vuole favorire il benessere dell’equipaggio aiutandolo a sopportare il pesante carico di lavoro giornaliero. Ci sarà persino una macchina da caffè Isspresso simile a un forno a microonde per cialde di caffè italiano Lavazza.

Il lancio è previsto per il 23 novembre dalla stazione russa di Baikonur con la missione “Futura” che raggiungerà la Stazione Spaziale Internazionale ISS a 400 km da terra.

Welcome in Tuscany dirlo a Gozo è un onore e un piacere

Roberta Archetti chef della Fattoria del Colle prepara la “Cena toscana” di Vini e Capricci per il Brunello e gli altri vini di Donatella Cinelli Colombini

Vini e Capricci Gozo prima del wine tasting

Vini e Capricci Gozo prima del wine tasting

Di Donatella Cinelli Colombini

Parla poco ma le sue mani si muovono velocissime come quelle di un folletto. Roberta Archetti ha cucinato per cinquanta persone ravioli con sugo toscano ( quello con poco pomodoro e molto vino), pinci con sugo bugiardo, brasato al Brunello con sformatini di polenta, pandoro farcito e ricotta montata con cantucci. Avevo avvertito Roberta che le porzioni di Malta sono più abbondanti delle nostre ma quando ho visto uscire dalla cucina i suoi piatti decisamente pieni, ho cominciato a temere che nessuno avrebbe mangiato il dolce …. invece tutti hanno divorato fino all’ultimo boccone. Grande entusiasmo per i sapori antichi e intensi della

Gozo Vine e Capricci la chef Roberta Archetti con i colleghi maltesi

Gozo Vine e Capricci la chef Roberta Archetti con i colleghi maltesi

gastronomia toscana e soprattutto per i vini. Un Cenerentola Orcia Doc 2007 sontuoso che ha colpito tutti con la sua eleganza potente e armonica. Ho ricevuto tantissimi complimenti, persino più che per il Brunello. I wine lover locali sono decisamente internazionali, molti hanno un passato in UK o in Italia ma quasi tutti sono degli autentici giramondo sempre in arrivo o in partenza per qualche parte del mondo. Soddisfare una clientela di questo genere è difficile ma è una sfida degna dei nostri vini.

Il sommelier del futuro sarà un robot?

Arriva dalla Aarhus University in Danimarca una macchina che assaggia il vino come se fosse una bocca umana, ma le offerte di lavoro per i sommelier crescono

assaggio umano

assaggio umano

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Non ridete, la Aarhus University è fra le prime 100 università del mondo in tutte le classifiche internazionali ( la prima delle nostre è Bologna al 150° posto), ha 32.000 studenti ed è il secondo ateneo danese. Quindi prendiamo la cosa con il dovuto rispetto. In pratica è stata messa a punto la tecnologia SPR – surface plasmon resonance – che usa dei sensori ottici per valutare la portata dei tannini del vino in bocca e simulano persino l’effetto della saliva. Anzi, secondo i danesi i loro sensori sono meglio del palato umano perché più obiettivi.

sommelier elettronico

sommelier elettronico

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica ACS Nano mettendo in subbuglio tutto il mondo degli assaggiatori. La lingua artificiale in realtà non sostituisce il Sommelier in carne e ossa perché i 2/3 della percezione di qualità di un vino risiede nei suoi valori simbolici: i 1000 anni del vigneto di Romanée Conti, il Petrus servito al matrimonio della Regina Elisabetta e alla Casa Bianca da Kennedy, le etichette di Mouton firmate dai più grandi artisti dell’arte contemporanea, oppure il Brunello al femminile del Casato Prime Donne  …. Il Sommelier conosce le annate, le grandi storie, e i piccoli gossip … insomma è in grado di trasformare un assaggio in un’esperienza indimenticabile a misura di ogni consumatore, cose che il robot non è in grado di fare. Per non parlare del rito della stappatura! Tuttavia il nuovo metodo potrà avere utili applicazioni nella diagnostica medica e questa è una buona notizia.

Il Drago e le otto Colombe vola al Merano Wine Festival

Il Drago di Donatella Cinelli Colombini fra le eccellenze italiane e internazionali [caption id="attachment_18782" align="alignleft" width="126"] Il Drago e le otto Colombe_Igt Rosso Toscana[/caption] Sono lieta di annunciarvi che “il Drago e le 8 Colombe” IGT Rosso Toscana 2010 prodotto alla Fattoria del Colle, nel sud del Chianti, è stato scelto come vino di grande pregio da Merano Wine Festival fra i vini Merano Wine Award…per noi è una notizia grandiosa!!! Proprio durante questo evento il vino sarà in degustazione da sabato 8 a lunedì 10 novembre presso l’area Merano Wine Award. Ad accogliervi ci sarà Violante, la Cinelli Colombini Jr, che vi...

I nuovi viaggi di Violante donna con la valigia

Sembra fragile ma è una forza. In un mese Washington, New York, Filadelfia, Denver, Minneapolis, 4 giorni a casa poi Hong Kong e Shanghai

Missione USA Violante ottobre 2014

Missione USA Violante ottobre 2014

I viaggi di Violante Gardini la Cinellicolombini Jr, hanno sempre una partenza avventurosa: per andare in USA le hanno soppresso il volo ma lei è riuscita ad arrivare comunque in tempo alla degustazione di Washington passando da Bruxelles. Per andare in Cina invece le si è rotta la frizione andando a Roma. Un viaggio fra rumori meccanici e spaventi. Quando è arrivata a Fiumicino era talmente sconvolta che il personale del check in si è impietosito e le ha dato un posto supercomodo in aereo.

Scarpe nuove USA per Violante

Scarpe nuove USA per Violante

I suoi messaggi dall’estero sono spassosi eccone uno <<ma quanto si cammina per vendere il vino, ho i piedi distrutti!…. Questa prima settimana di lavoro, rincorrendo aerei, taxi e soprattutto il tempo, è passata >> . Violante descrive una New York diversa dagli scorsi anni più bella e con più energia positiva. Le persone più fiduciose verso il futuro e con più voglia di spendere.
<<Tanta gente sovrappeso ma meno di prima. Forse la campagna di Michelle Obama su ginnastica e verdura ha fatto presa. Anche i McDonald’s sono di meno, ma dove sono spariti?>> <<Dicono che ci sono negozi BIO ovunque ma io non li ho visti, comunque tutto ciò che è organico piace>>.
<<Il Rosso di Montalcino ha un successo stratosferico, lo amano tutti e siamo riusciti a piazzarlo in 2/3 ristoranti anche al bicchiere. Alcuni rimangono stupiti dalla sua freschezza, delicatezza, dolcezza e piacevolezza ed altri lo amano fin dal primo istante. >>
Violante trova anche il tempo per gli amici e lo shopping <<Domani arriva in città Marzia, una giovane produttrice pugliese che sta facendo un’esperienza lavorativa di alcuni mesi da un importatore fuori città. Viene a NY per il weekend così stiamo insieme, che bello!>> Il risultato dello shopping sono delle scarpe rosa davvero divertenti. Per una che veste sempre di nero, blu e marrone è una scelta rivoluzionaria!

Ian D’Agata il super- degustatore friendly

Competentissimo, poliglotta, eclettico e generoso … è il primo di una nuova generazione di wine writer capaci di conciliare localismo e internazionalità

Violante Gardini Cinellicolombini Jr e Ian D'Agata

Violante Gardini Cinellicolombini Jr e Ian D'Agata

Di Donatella Cinelli Colombini

Ho incontrato la prima volta Ian D’Agata a Vinitaly durante una cena del Comitato Grandi Cru  che poi lo premiò come miglior giovane giornalista. In quegli anni ero l’assessore al turismo a Siena e passavo le giornate sepolta dalle scartoffie. Di quel giovane, seduto al mio tavolo, sapevo solo il nome mentre tutti gli altri produttori lo conoscevano bene. Per me era una situazione nuova. Cavolo, pensai, ma che mi succede? Reagii seguendo le notizie di Ian nella stampa specializzata. Ne ho trovate una quantità enorme perché D’Agata scrive per l’International Wine Cellar (IWC) di Stephen Tanzer, la rivista inglese Decanter, il quotidiano francese “Figaro” e per un’infinità di testate importanti. E non basta, insegna anche alla New York University.

E’ il paladino dei vitigni autoctoni, anche minori, su cui sta scrivendo un’opera

Ian D'agata Stevie Kim

Ian D'agata Stevie Kim

monumentale, a Montalcino è fra i sostenitori della zonazione del Brunello. Ha una conoscenza impressionante dei vini italiani e di Bordeaux dove ha visitato migliaia di cantine per farsi un’idea diretta di ogni singolo terroir e ogni singolo produttore. Anche in questo è diverso dalla maggior parte dei giornalisti.
<<Incredibile>> pensai <<E’ un pezzo da novanta e non se la tira per niente, parla poco, incoraggia tutti, è gentile, sorride ….>> atteggiamenti anomali in un mondo del giornalismo specializzato dove l’aggressività sembra una gara al rialzo.

I Brunello lovers dell’AIS di Siena

I Sommelier AIS di Siena guidati da Marcello Vagini assaggiano dei grandi Brunello insieme a Donatella Cinelli Colombini e alla sua cantiniera Barbara Magnani

AIS Siena degustazione Brunello Donatella Cinelli Colombini 4

AIS Siena degustazione Brunello Donatella Cinelli Colombini 4

E’ difficile dire qualcosa di nuovo sul Brunello ai Sommelier AIS di Siena, per loro il Brunello è un vino di “prossimità”, conosciuto, degustato, visitato da decenni. Eppure Donatella Cinelli Colombini ha saputo proporre vini e argomenti capaci di creare attenzione e persino discussione. In primo luogo la storia della sua giovane azienda, nata nel 1998, come una fida al femminile. Casato Prime Donneè ormai una bandiera delle pari opportunità fra le botti.

Donatella Cinelli Colombini e Marcello Vagini delegato AIS Siena

Donatella Cinelli Colombini e Marcello Vagini delegato AIS Siena

La degustazione di futuro Brunello 2010, Brunello, Prime Donne e Riserva 2008, Brunello Riserva 2007, 2006 e 2004 ha permesso di approfondire l’evoluzione stilistica di questo vino dalle forme “muscolose” di fine Novecento al nuovo stile più rispettoso dell’identità del vitigno e del territorio, che caratterizza la fase attuale. Donatella ha raccontato, della piccola vigna “Ardita”, piantata quasi per errore, su un terreno geologicamente poco favorevole, che sta sorprendendo tutti con risultati spettacolari. Dopo 14 anni di lavoro, investimenti e sperimentazioni il sogno di un Brunello di perfetta armonia sta diventando realtà.
Uno spazio a parte ha avuto la discussione su alcuni “luoghi comuni” fortemente radicati. Come quello che il Brunello sia una bomba tannica che perde l’astringenza solo dopo decenni. Un pregiudizio che conduce a trovare “commerciali” i Brunello morbidi e armonici fino dai primi anni di commercializzazione. In realtà i tannini astringenti derivano da un errore nella vendemmia e soprattutto nella vinificazione.

Orcia protagonista del Gran Convegno 2014 dei Gourmets

Siena, Bagno Vignoni, San Quirico, Montalcino-Castello Banfi, Pienza e Fattoria del Colle. I Gourmets scoprono i vini e la campagna più bella del mondo

Alessandro Bonelli Sonia Pallai Palazzo Pubblico Siena

Alessandro Bonelli Sonia Pallai Palazzo Pubblico Siena

Di Donatella Cinelli Colombini
Un Gran Convegno che inizia venerdì 17 poteva essere sfortunato e invece incappa in un sole da tintarella che trasforma il viaggio in Val d’Orcia, in un’escursione d’estate. I 70 soci dell’Union Européenne des Gourmets tonano a casa estasiati dalla bellezza dei luoghi, dalla qualità dei vini e dall’ospitalità.
Cerimonia di accoglienza a Siena nella sala del Concistoro del Palazzo Pubblico dove la Repubblica senese dava il benvenuto ai sovrani e agli ambasciatori e ora Sonia Pallai, Assessore al turismo, fa gli onori di casa. Segue il brindisi inaugurale all’Enoteca Italiana e la cena all’Hotel Posta Marcucci a Bagno Vignoni.

Orcia Doc e Brunello di Donatella Cinelli Colombini

Orcia Doc e Brunello di Donatella Cinelli Colombini

Dormire, nell’unico centro termale medioevale ancora conservato, con la sua celebre vasca, i ricordi di Santa Caterina e Lorenzo il Magnifico …., affascina i convegnisti arrivati da tutta Italia.
Tre giorni con un programma serratissimo fra vino e cultura. La prima cena è dedicata al Vino Nobile di Montepulciano, il pranzo del giorno dopo, nelle sale affrescate di Palazzo Chigi a San Quirico d’Orcia, ha invece la Doc Orcia come protagonista e la cena di gala nel castello Banfi a Montalcino esalta il Brunello.

Doctor Wine, il mitico Daniele Cernilli visto da vicino

E’ fra gli uomini a cui il vino italiano deve di più, fu fra i creatori del Gambero Rosso e della Guida ai Vini d’Italia ha ideato la classifica con i bicchieri

Daniele Cernilli e Donatella Cinelli Colombini

Daniele Cernilli e Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini

Lo conosco da oltre vent’anni, quando era professore di filosofia, scapolo e guardava il mondo del vino come un universo pieno di belle sorprese. Negli anni Ottanta il giornalismo enogastronomico era tutto a Milano e, all’estero, le nostre bottiglie erano bevute solo nei ristoranti italiani. I super esperti internazionali le consideravano troppo tanniche e spesso con qualche puzzetta …. Insomma provinciali.
Daniele Cernilli con Bonilli e Carlo Petrini furono protagonisti di un’immensa azione di persuasione, diffusero la voglia e la convinzione di farcela da Trento a Pantelleria trasformando un Paese che produceva cisterne nel competitore diretto delle eccellenze francesi.
Passano gli anni … Daniele lascia il Gambero rosso nel 2011 e inizia una nuova avventura on line: www.doctorwine.it degustazioni, ricette e non solo. Scrive per “Sette” supplemento del Corriere della Sera e scrive libri come il recente I racconti e i commenti del Doctor Wine ( Einaudi pp. 335 € 18,5) 24 personaggi, 10 narrazioni, 22 saggi, 150 pagine di appunti su vini fuoriclasse e grandi classici. Un libro che insegna parecchio e fa riflettere parecchio.

                                                                       
Cinelli Colombini
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