I nostri vini, le cantine

La guerra delle stazioni Chiusi batte Arezzo 1 a 0

Si chiamerà stazione MediaEtruria e romperà lo storico isolamento di Umbria, Toscana del Sud e alto Lazio. Benzina per economia, turismo e turismo del vino

Alta-velocità

Alta-velocità

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Il treno, il più antico mezzo di trasporto meccanico, ha una nuova giovinezza con l’alta velocità. Meno inquinante e decisamente più pratico dell’aereo, il treno è ormai preferito per i percorsi medio lunghi e quindi è ripartita la guerra per accaparrarsi fermate e linee.

Chiusi candidatura Stazione MediaEtruria

Chiusi candidatura Stazione MediaEtruria

Per l’area che comprende Umbria, Toscana meridionale e alto Lazio la prospettiva di rompere un isolamento lunghissimo e penosissimo ha scatenato un’autentica guerra tra Arezzo e Chiusi. Entrambe baricentriche, ma con Chiusi molto più avanti nella progettazione della stazione nei 5 ettari dell’ex centro carni, un’area che il comune sta bonificando e che permetterebbe di costruire l’intera infrastruttura velocemente e con un investimento di soli 20 milioni di Euro.
Un sogno che si realizza per il territorio senese rimasto fuori dalle grandi direttrici di traffico quando gli fu “scippata” l’autostrada del Sole deviando il percorso originario, per favorire Arezzo.

Qual è l’eredità di Veronelli nel turismo del vino?

Gino Veronelli, con le sue battaglie per la dignità del lavoro contadino e le specificità locali, ha messo le basi del successo enoturistico di oggi

#MarziaMorganti #DonatellaCinelliColombini #GuidoStecchi

#MarziaMorganti #DonatellaCinelliColombini #GuidoStecchi

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Un convegno alla Facoltà di Scienze gastronomiche dell’Università di Parma, in occasione dei 10 anni dalla morte di Luigi Veronelli, con personaggi davvero importanti: il preside Andrea Fabbri, Alfonso Iaccarino di Don Alfonso, Riccardo Illy, Colomba Mongiello (l’Onorevole che ha salvato l’olio extravergine di oliva), Gian Arturo Rota, Paolo Tegoni.  

Parma Master in Scenze gastronomiche convegno Veronelli

Parma Master in Scienze gastronomiche convegno Veronelli

 

L’argomento che devo sviluppare è difficile e intrigante: l’eredità di Gino Veronelli nel turismo del vino. Ho fatto di tutto per evitare questo convegno nonostante le insistenze di Guido Stecchi, perchè non mi sentivo all’altezza. Veronelli era nato nel 1926 e quindi aveva un’età più vicina a quella di mio nonno che alla mia. I miei rapporti con lui erano stati pochi e spesso burrascosi, come gli succedeva con moltissime persone. Ricordo che, nel 2001, quando diventai assessore al comune di Siena lui mi chiese di sostenere la sua proposta di denominazioni comunali e io gli dissi che Siena ha pochissima campagna, del tutto priva di reputazione viticola, dunque crearci una DOC mi sembrava una pessima idea. Lui replicò citando la mia risposta in un articolo e commentandola con la frase <<povera Donatella!>> come dire: la poverina non capisce ciò che dice. Ci rimasi male ma Gino era così … esplosivo.

Erasmus per wine manager ovvero lo scambio dei figli

La successione croce e delizia delle cantine italiane dove quasi la totalità delle imprese hanno carattere familiare. Testimonianze e idee per wine owner

AGIVI al Casato Prime Donne

AGIVI al Casato Prime Donne

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

AGIVI – Associazione Giovani Imprenditori Vitivinicoli italiani ha partecipato a Wine2Wine, il grandioso workshop organizzato da Vinitaly il 3-4 dicembre, con un tema davvero scottante per i rampolli delle cantine italiane: la successione d’azienda. Per molti di loro è un tormentone che dura da anni, addirittura dall’infanzia. Avete presente la frase <<quando tutto questo sarà tuo ….>> sembra una promessa ed è invece una minaccia perché l’inversione dei ruoli, con il genitore che si fa da parte e il figlio che prende il timone, è vissuto molto male dalle vecchie generazioni.
Le cantine familiari sono fra le imprese italiane dove la successione ha effetti più positivi anche se avviene quasi sempre troppo tardi. Infatti, nel management italiano, notoriamente geriatrico, l’agricoltura è sicuramente l’ambito più patriarcale. Uno studio di ISPO del 2012, realizzato per Vinitaly, mostrava come le nuove generazioni portassero nel vino idee nuove ed il passaggio da un approccio più visionario e istintivo a un taglio più tecnico. <<I genitori inventano i vini e i figli li vendono>>, disse Renato Mannheimer. In linea di massima dunque il ricambio generazionale nel vino è positivo perché il rischio maggiore nelle imprese familiari è l’immobilismo con il genitore che impedisce al figlio di modificare quello che ha fatto lui o il figlio che sente il peso della storia e questo lo spinge a fare ritocchi piuttosto che rinnovamenti.

Sempre più viti nel patrimonio dell’umanità Unesco

Lo zibibbo di Pantelleria come i vigneti delle Langhe come la Val d’Orcia del Brunello e della Doc Orcia sono patrimonio della cultura dell’umanità

viti ad alberello Pantelleria

viti ad alberello Pantelleria

Di Donatella Cinelli Colombini

Un grandissimo passo avanti nel riconoscimento del valore della cultura materiale e una rivincita di noi gente della campagna. Ve lo dice una laureata in storia dell’arte medioevale che ha sempre guardato l’iscrizione nel patrimonio dell’umanità Unesco come uno strumento di salvaguardia da riservare alle espressioni più alte della civiltà umana. Per questo mi avevano sempre sbalordito certe scelte bislacche: nel 1995 entra fra i siti Unesco Crespi d’Adda mentre Assisi, con il convento di San Francesco dove ci sono gli affreschi di Cimabue, Simone Martini e Giotto … solo 5 anni dopo. Meglio tardi che mai come invece è successo per Napoli, Palermo e Bologna. Si perché la Vucciria, Palazzo dei Normanni, Maschio Agioino, Capodimonte,  San Petronio, le torri Garisenda e Asinelli … te li aspetteresti nel patrimonio dell’umanità Unesco così come il Palio a cui fu negato il riconoscimento solo per un’impuntatura dell’allora Ministro Vittoria Brambilla.

Cantine aperte a Natale in Toscana 6-8 dicembre non mancate!

Shopping, degustazioni di vini premiati, visite in luoghi altrimenti inaccessibili, cene ….  in Toscana per Cantine Aperte a Natale nel Ponte dell’Immacolata

Cantine aperte per Natale in Toscana

Cantine aperte per Natale in Toscana

<<Siete wine lover e cercate qualche esperienza esclusiva in cantina? Volete mettere sotto l’albero qualche bottiglia rara senza spendere un patrimonio? I produttori del Movimento turismo del vino vi aspettano in Toscana e vi accoglieranno come amici riservando, proprio a voi, dei momenti indimenticabili>> ecco la promessa della presidente regionale Violante Gardini ed ecco gli appuntamenti di Cantine Aperte per Natale del 6-7 e 8 dicembre:

AGRICOLA TAMBURINI
www.agricolatamburini.it
emanuela@agricolatamburini.it
FB : Agricola Tamburini
Agricola Tamburini Via Catignano 106, Gambassi Terme, FI 50050
Domenica 7 Dicembre dalle 15:00 alle 20:00
Apertura della cantina con degustazione di vino e musica dal Vivo

AZIENDA AGRICOLA DONATELLA CINELLI COLOMBINI

Fattoria del Colle  aperitivo in cantina

Fattoria del Colle aperitivo in cantina

www.cinellicolombini.it
info@cinellicolombini.it (per la Fattoria del Colle)
casato@cinellicolombini.it (per il Casato Prime Donne)
FB: Donatella Cinelli Colombini
Casato Prime Donne Località Casato,17 53024 – Montalcino – Sabato 6 Dicembre
Sabato 6 Dicembre ore 16:00 Degustazione itinerante di 4 vini  compreso il Brunello. I 4 assaggi avvengono all’ingresso delle cantine, nelle tinaie, nella bottaia e nella sala da degustazione. L’esperienza è molto coinvolgente e piena di suggestioni grazie alle narrazioni della guida. Con il primo e l’ultimo assaggio vengono serviti anche piccoli assaggi di formaggi e salumi tipici. € 15,00 a persona

Un super portale del vino con Antonio Galloni e Ian D’Agata

Grande notizia: Vinous diventa grandissimo sommando 2 super esperti di vino e 2 importanti organi di stampa: Iternational Wine Cellar -Tanzer e Vinousmedia

Antonio Galloni con vino e tartufi

Antonio Galloni con vino e tartufi

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

E’ l’anno d’oro per Ian D’Agata che, ha rivoluzionato Vinitaly insieme a Stevie Kim e miete successi con il suo libro Native Wine Grapes of Italy edito dall’University of California Press. Un repertorio che è ormai considerato, a livello internazionale, la migliore fonte sui vitigni autoctoni italiani. Ora arriva la ciliegina sulla torta: la fusione fra Vinousmedia e International Wine Cellar – Stephan Tanzer con cui collabora Ian. Quest’ultima redazione migrerà, con staff e abbonati, nella struttura di Antonio Galloni il bravissimo wine writer che, fino a tre anni fa, assaggiava i vini italiani per Wine Advocate di Robert Parker Jr.
La notizia dell’acquisto da parte di Vinous arriva con le immagini TV di Bloomberg. Un Antonio Galloni raggiante spiega la sua filosofia: occuparsi, con la stessa attenzione, dei grandissimi vini e delle bottiglie buone ma economiche per dare un’indicazione utile ai consumatori sul rapporto qualità prezzo. Uauuuuu!!!! Questa si che è una rivoluzione!

Ma c’è di più, Vinous contiene giudizi sui vini ma anche storie, video, eventi … pubblicando nuovi contributi cinque volte la settimana. Quando gli intervistatori gli domandano come si finanzierà <<venderete vino?>> lui risponde <<no venderemo notizie>>. Segue una domanda ancora più insidiosa su dove si colloca Vinous nel già affollato panorama dei wine critics, ma Antonio sorride sicuro <<saranno i lettori a decidere chi seguire>>. 

La Montalcino che non ti aspetti

La terra del Brunello è diversa da come la immaginano i turisti. A Montalcino c’è sempre qualcosa di nuovo, internazionale e trendy ma anche tanti ricordi

Brunello e Franciacorta per Natale

Brunello e Franciacorta per Natale

Di Donatella Cinelli Colombini
Persino io, che ho le radici in questa terra, a volte rimango sbalordita dai personaggi celebri che arrivano e dalle iniziative che si susseguono a raffica. Vi racconto le ultime.

La prima notizia arriva da MontalcinoNews, il notiziario on line che accende i riflettori sulla città del Brunello collegandola, quasi ogni giorno, con i wine lovers di tutto il mondo. Si tratta di un’indagine di AstraRicerche sui vini da regalo per le prossime feste natalizie e mostra come il Brunello sia decisamente la prima scelta con il 55% dei consensi. Batte persino la Franciacorta che ha commissionato il sondaggio. Le 1.500 interviste telefoniche, su un campione di italiani dai 18 ai 70 anni, hanno rivelato che il terzetto Brunello, Franciacorta e Champagne (rispettivamente 54 e 53%) distacca nettamente tutti gli altri vini, ponendosi nell’immaginario collettivo, come brand capaci di comunicare qualità e prestigio, oltre che associarsi all’idea di festa e di tavola importante. 

Il Leone Rosso 2011 di Donatella Cinelli Colombini

Pochi grappoli piccoli  di Merlot e Sangiovese per un vino Orcia Doc Leone Rosso, nella vendemmia 2011, la più precoce e veloce che si ricordi

Leone Rosso 2011 Orcia DOC Donatella Cinelli Colombini

Leone Rosso 2011 Orcia DOC Donatella Cinelli Colombini

Il 26 settembre tutta l’uva era in cantina e l’enotecnica Barbara Magnani era alle prese con una fermentazione estremamente delicata. Le uve erano maturate a grande velocità comprimendo in meno di due mesi il tempo fra l’invaiatura e la raccolta. Un’accelerazione innescata dall’ondata di caldo africano iniziata alla metà di agosto che aveva inaridito gli acini e ulteriormente ridotto la già scarsa quantità dell’uva.

Il leone rampante con una sfera nella zampa destra è lo stemma di Claudio Socini che nel 1592 costruì la fattoria del Colle. L’emblema di questo casato senese è visibile nel portale d’ingresso e nella sala degli stemmi della villa, nella Cappella della fattoria e nella chiesa parrocchiale di Trequanda sopra l’Ascensione dipinta da Antonio Bazzi detto Sodoma.
In realtà la famiglia Socini perse la Fattoria del Colle poco dopo averla costruita a causa delle idee da “liberi pensatori” di cinque dei suoi membri, più vicine ai protestanti che al Papa. Furono soprattutto gli scritti di Lelio (1525-1562) e Fausto Socino (1539.1604) contro la trinità a causare la scomunica e la confisca dei beni. La fattoria del Colle che fu riacquistata, quasi per caso, dal loro discendente Livio Socini, nel 1919.
A questi suoi antenati, Donatella Cinelli Colombini, ha dedicato il vino Leone Rosso che viene prodotto con le uve della Fattoria del Colle.

Tipologia: rosso secco.
Zona di produzione: Toscana, Trequanda, Fattoria del Colle
Caratteri dell’annata: inverno e primavera molto piovosi. Dopo la metà di agosto è iniziato un periodo torrido con temperature diurne e notturne fra 35 e 40°C. Maturazione molto accelerata e vendemmia molto precoce e rapida a causa della scarsa quantità d’uva.
Uvaggio: Sangiovese 60%, Merlot 40%

BaroloBrunello cronaca di un successo annunciato

Successo di pubblico e amicizia vignaiola nella degustazione che ha riunito, per la prima volta, i produttori dei vini rossi più prestigiosi d’Italia

Donatella Cinelli Colombini con WineZone

Donatella Cinelli Colombini con WineZone

Di Donatella Cinelli Colombini
L’evento è di quelli che fanno notizia: per la prima volta 30 cantine eccellenti di Barolo e Brunello insieme in degustazione. Una novità assoluta che ha sorpreso tutti, persino i produttori piemontesi, quasi increduli nel vedere in Langa così tante cantine di Montalcino. In effetti, la notizia dei rossi più prestigiosi d’Italia, notoriamente rivali, che si presentano uniti ha fatto il giro della stampa enologica mondiale ed ha calamitato wine lovers e addetti ai lavori anche da molto lontano. Boroli-Castello di Verduno-Ceretto-Comm.G.B.Burlotto-Cordero di Montezemolo-Domenico Clerico-Giovanni Rosso-

Voerzio assaggia il suo Barolo

Voerzio assaggia il suo Barolo

Giuseppe Rinaldi-La Spinetta-Marengo-Massolino-Rivetto-Roberto Voerzio-Scarzello-Sobrino-Vietti-Claudia Ferrero-Campi di Fonterenza-Canalicchio di Sopra-Casa Raia-Casanova di Neri-Col D’orcia-Corte dei Venti-Donatella Cinelli Colombini-Il Marroneto-La Mannella-Lisini- Mastrojanni-Poggio di Sotto-Salvioni-Uccelliera.

Fianco a fianco, volutamente mescolati, ma ciascuno con il proprio tavolo di assaggio nella sala del Castello comunale di Barolo sede del Museo del vino.
Primo approccio freddino, con i produttori piemontesi guardinghi e i toscani curiosi ma entrambi convinti di stare sul gradino più alto del podio. Poi l’amicizia vignaiola ha avuto il sopravvento e tutti hanno iniziato ad assaggiare a raffica i vini dei colleghi ricordando insieme gli incontri passati, gli importatori comuni e esprimendo voglia di condividere.

Il fiasco si rinnova e diventa Dame-Janine

Dame Janine è un fiasco femmina, disegnato dall’artista francese Clet Abraham, quello dei cartelli stradali e verrà prodotta in 6.000 esemplari dalla Ruffino

Dame Janine fiasco Ruffino

Dame Janine fiasco Ruffino

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Il fiasco toscano, primo protagonista del successo e soprattutto dell’esportazione del Chianti, ha una seconda giovinezza. Oltre al Museo realizzato dalla famiglia Bartolozzi, a Montelupo Fiorentino, ora c’è il restyling d’autore commissionato dalla Ruffino per il suo Chianti Superiore 2012. Una grande annata 5 stelle per la tipologia più prestigiosa della denominazione Chianti e un packaging che fa colpo. Il fiasco diventa femmina, si rovescia e assume le sembianze di un volto umano. Il nome Dame Janine richiama il francese di Signora Gianna ma è un chiaro riferimento alla damigiana, il contenitore impagliato simile e più grande del fiasco. Era usatissima in Toscana per trasportare e conservazione del vino fino a cinquant’anni fa.

Insomma un gioco nel gioco che ha per protagonista Clet Abraham l’artista di strada più famoso, trasgressivo e sorprendente di tutti. Nato a Rennes vive ora a Firenze ed è arrivato sulle pagine dei grandi quotidiani mettendo sticker sui cartelli stradali per trasformarli in modo provocatorio come il Cristo crocifisso applicato sul cartello del “vicolo cieco” che ha fatto insorgere i cattolici ( me

Gianluca Monaci con Dame janine

Gianluca Monaci con Dame janine

compresa). La sua azione più clamorosa fu effettuata la notte del 19 gennaio 2011 istallando sul Ponte alle Grazie a Firenze, la scultura di un “Piccolo uomo nero” che si suicida buttandosi in Arno. Un’azione che voleva essere un monito polemico all’esposizione, in Palazzo Vecchio, nello Studiolo di Francesco I, cuore del governo fiorentino, del teschio coperto di diamanti -valore di 100 milioni di Euro – realizzato da Damien Hirst. Come dire … di fronte a un tale disprezzo della morte e della povertà, all’uomo comune non resta che buttarsi dal ponte! Tutto sommato Clet non ha torto. 

Rinnovare il fiasco per mano di un artista simile è un atto di coraggio ma anche un contributo importante. Il contenitore di vetro impagliato era in uso in Toscana fino dal medioevo. E’ citato da Boccaccio nel Decamerone e dipinto da Botticelli e Ghirlandaio. Nel secondo Ottocento agevolò l’esportazione del Chianti grazie al suo carattere distintivo e ai giunchi che proteggevano il vetro dalle rotture. La sua immagine è rimasta a lungo legata a quella del vino italiano a basso prezzo che costituì la prima esportazione dal nostro Paese.

Wine Spectator la TOP 100 di quest’anno è sbalorditiva

E’ la classifica del vino più attesa dell’anno, quella dei top 100 Wine Spectator. Vince Dow’s Vintage Port 2011 con un giudizio di 99/100 e prezzo di 82$

Dow's Vintage Port 2011

Dow's Vintage Port 2011

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Dunque il re dei vini di quest’anno è un porto di una cantina con 200 anni di storia, un vino classico che attualmente non è troppo di moda. Ma questa non è la sola sorpresa della classifica, in cui tutti i produttori del mondo sognano di comparire. Sorprende anche la presenza di tre vini portoghesi nei primi quattro posti, dopo il Porto ci sono Prats & Symington Douro Chryseia e Quinta do Vale Meão Douro entrambi del 2011.
Al secondo e quinto posto invece si piazzano due vini australiani. E qui arriva un altro

Castello di Ama Chianti Classico San Lorenzo Gran Selezione

Castello di Ama Chianti Classico San Lorenzo Gran Selezione

colpo da lasciare tramortiti. La medaglia d’argento è il Mollydooker Shiraz McLaren Vale Carnival of Love 2012 , ebbene l’etichetta sembra quella del vino di Disneyland con fatine, giocolieri e simili ma la cosa più incredibile è il sito. In home page ci sono cinque bottiglie con etichette disegnate con i personaggi dei cartoni animati. Proseguiamo cliccando “Home sweet home” ed appare la famiglia dei produttori in costume di Alice nel paese delle meraviglie. Sotto c’è il video che ci spiega come bere il vino premiato. Tappo a vite, bisogna aprire versare del liquido poi richiudere e agitare a ritmo di musica quindi svitare, richiudere e agitare di nuovo.
Fine di un mito! Il vino secondo nel mondo va scecherato!
Avete presente il nostro modo quasi religioso di trattare le grandi bottiglie…. Tappi in sughero, non bere il vino dopo i viaggi che lo sbattono … basta, roba vecchia, oggi bisogna scecherare.

Giovanni Luca di Pirro finalmente brilla la sua stella

L’enorme talento culinario di Giovanni Luca di Pirro finalmente premiato dalla stella Michelin. Il rimpianto di non averlo più a Montalcino dove è sbocciato

Gianluca di Pirro con la chaine-des-rotisseurs di Firenze

Gianluca di Pirro con la chaine-des-rotisseurs di Firenze

Di Donatella Cinelli Colombini

Ha la fantasia dei grandi chef, la cura delle massaie, nel ricercare le migliori materie prime e la precisione dei pasticceri. La sua ricetta “monstre” quella esemplare che riassume tutta la sua personalità è la mazzancolla con crema di ricciarelli. Vi sarebbe mai venuto in mente un piatto così? Eppure è straordinario. Lo ha creato una quindicina di anni fa per un evento sulla cucina senese innovativa in cui i migliori chef della provincia presentavano le loro creazioni sotto le volte affrescate del Pellegrinaio del Santa Maria della Scala, il più antico ospedale d’Europa. Un monumento di storia e d’arte nel cuore di Siena. Gli altri chef rivisitarono la cucina locale lui la rivoluzionò…. un tocco da maestro. Da quel momento, ogni volta che andavo al suo ristorante “Il giardino”, a Montalcino, mi preparava una delle sue meravigliose mazzancolle. C’era dentro il ricordo del periodo trascorso all’Isola d’Elba, la sua originaria esperienza da pasticcere, la cultura senese- antica e nobile- assorbita nella sua vita adulta.

Quante tasse ci sono nel tuo bicchiere di vino

Il vino è tassato il doppio della birra ma i vini più cari e pregiati sono quelli con aliquote più basse. Dunque per pagare meno tasse bisogna bere bene

tax-wine-2014 I numeri del vino

tax-wine-2014 I numeri del vino

Di Donatella Cinelli Colombini

Il vino base con il 64,5% ha un’aliquota addirittura più alta dei superalcolici al 57%.  Sembra un argomento da addetti ai lavori ma in realtà non lo è, infatti queste tasse le pagano i consumatori. Se cumuliamo l’intero carico fiscale, in Italia, una bottiglia su due va nelle casse dello stato. E il nostro non è fra i Paesi che tartassano di più i winelover!
I numeri del vino, blog sempre informatissimo, che vi invito a leggere, affronta il tema delle tasse nel bicchiere e ci fa scoprire un mondo sorprendente. Lo studio è dell’ American Association of Wine Economists– AAWE – e rivela che i grandi Paesi produttori Francia, Italia e soprattutto Stati Uniti tassano poco il vino. Solo l’Australia si discosta da questa logica.

tasse

tasse

Sorprendentemente i vini più colpiti sono quelli comuni mentre i premium e soprattutto i superpremium pagano “solo” il 26,7% di tasse. In sostanza i vini pregiati, nel mondo, sono le bevande alcoliche meno tassate di tutte. Se invece andiamo a vedere quali sono le nazioni che tartassano maggiormente il vino mettiamo in fila Irlanda 267%, Finlandia 220% e Gran Bretagna 218%. Un’enormità se consideriamo che la media mondiale è 64%. Il povero John residente a Dublino che amerebbe bere un bicchiere di vino a pasto finisce per diventare un grande contribuente dell’EIRE. Persino in questi Paesi i vini hanno una tassazione progressivamente più bassa via via che il vino sale di qualità e prezzo. Insomma per essere tassati di meno l’unico modo è bere meglio!
Vediamo adesso i Paesi virtuosi, quelli che mettono tasse leggere sul vino: USA 10% (con i superpremium come il Brunello Riserva scende fino al 3%), Germania 19%, Sud Africa, Austria e Slovacchia al 20%. L’Italia è solo leggermente più alta al 22%

A lezione di DOC Orcia da Luca Martini con tartufo

Affascina, coinvolge, diverte, sorprende, è un fenomeno come degustatore e tiene la scena come un grande attore Luca Martini, a San Giovanni d’Asso

S.Giovanni d'Asso Luca Martini degusta Orcia Doc 5

S.Giovanni d'Asso Luca Martini degusta Orcia Doc 5

Di Donatella Cinelli Colombini Presidente Consorzio Orcia
Nella sala del castello medioevale di San Giovanni d’Asso, il profumo di tartufo bianco aleggiava nell’aria, c’è la Mostra mercato del tartufo bianco delle Crete senesi. Luca Martini appena arrivato da Varese, guidando sotto la pioggia, appariva in forma smagliante. Ha disposto le bottiglie in un crescendo di intensità ed ha accolto i produttori dell’Orcia che apparivano visibilmente intimiditi come se invece di una degustazione li aspettasse un esame.

A.Tempestini A Rovito, D.Cinellicolombini, L. Martini, F.Braconi, R.Terzuoli

A.Tempestini A Rovito, D.Cinellicolombini, L. Martini, F.Braconi, R.Terzuoli

Il sindaco Fabio Braconi ha dato il benvenuto e poi Luca ha iniziato a degustare davanti a 40 persone letteralmente ipnotizzate. Ama il Sangiovese il campione del mondo Sommelier WSA 2013. Lo ama visceralmente, come ama la Toscana e la sua Arezzo. Conosce benissimo il territorio dell’Orcia con i tufi, le argille e l’alberese che ne determinano il carattere organolettico tipico: la ricchezza. Conosce persino San Giovanni d’Asso dove da ragazzo, quando era studente dell’Istituto alberghiero, veniva a servire i pranzi. <<In cucina arrivavano canestri di tartufi>> ci racconta.
Nell’Orcia vorrebbe più Sangiovese e <<botti gentili>> cioè con tostature poco invasive. << I vini di questa denominazione danzano lentamente nel bicchiere lasciando archetti leggeri>> ci spiega ed esalta l’acidità << che è il passaporto per la longevità>>.

                                                                       
Cinelli Colombini
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