I nostri vini, le cantine

Come servire i vini a tavola – il bon ton del vino

Piccoli segreti da usare a casa per servire il vino in modo elegante: la scelta, la successione e soprattutto il servizio

 

Il vino è servito

Il vino è servito

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

 

Il primo problema è ovviamente la scelta dei vini. I veri wine lover decidono le bottiglie e poi i piatti da abbinarci; ma nella stragrande maggioranza dei casi viene prima scelto il menù e dopo i vini che lo accompagnano.
Come per le pietanze anche per i vini la regola principale della “buona tavola” è l’intensità in crescendo. Ovviamente vengono prima i bianchi meno strutturati poi quelli più potenti o i rossi giovani. Capita qualche volta di vedersi arrivare nel bicchiere un rosso giovane prima di un grande bianco, non è un errore ma la costatazione dell’intensità olfattiva di ciò che arriva nel bicchiere.
Per i rossi la successione è in base all’età con piccole eccezioni collegate alla struttura dei vini. Qualche volta, infatti, la profondità e la lunghezza di un grande Barolo o di un grande Brunello costringe a modificare la regola generale e mettendoli in coda a vini anche più vecchi ma meno intensi.

 

Un anno da leoni con Fiorenzo e Piercurzio

Si conclude una bellissima annata Lions con la premiazione del concorso Enolions e il video “Vino e vita” dei Leo e di mia figlia Violante Gardini

Violante Gardini Firenze Certosa serata Lions

Violante Gardini Firenze Certosa serata Lions

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Eccola Violante con un sorriso felice che pranza al tavolo del Governatore Fiorenzo Smalzi e presenta il video “Vino e vita” sul bere consapevole dei giovani. <<Meglio tanti ricordi e pochi bicchieri che tanti bicchieri e zero ricordi>> dicono i ragazzi che amano i grandi vini così come le serate con gli amici, in un video realizzato dai Leo e non solo, tanti volontari e soprattutto Andrea Biagi con la sua agenzia Réclame

Ginevra Venerosi Pesciolini e Fiorenzo Smalzi

Ginevra Venerosi Pesciolini e Fiorenzo Smalzi

di Chiusi e la regista Elisa Manieri. Bravissimi e bellissimi questi wine lover che trasmettono passioni. Per me questo è stato il momento più bello di una serata favolosa.
Siamo a Firenze nell’imponente monastero della Certosa costruito nel 1341 da Niccolò Acciaioli per 18 monaci di clausura e, dopo l’alluvione di Firenze, trasformato nel laboratorio di restauro dei libri del Gabinetto Vieusseux.

Prima del Brunello falso c’è lo Champagne made in Avellino

La storia dei Nas di Napoli  e di 4.500 bottiglie false di Champagne Moët&Chandon, Veuve Clicquot Pondsardin e Bollinger per un valore di 2 milioni di Euro 

vero Moët Chandon

vero Moët Chandon

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

90 mila i controlli effettuati dai carabinieri tra il 2012 e il 2014 danno i loro frutti. A volte persino molto superiori a quanto si aspettasse. Succede così che durante la verifica in una rivendita napoletana i militari dell’arma si insospettiscono di fronte ad alcune bottiglie di Champagne e cominciano a indagare (il post parte da un articolo di Fiorenza Sarzanini sul “Corriere della Sera”).
Le bottiglie sono imitate con la cura di un falsario di banconote al punto da ingannare persino gli enotecari e i ristoranti che le hanno comprate in buona fede: etichette, scatole persino tappi, adesivo e bollini di garanzia …. Tutto sembrava originale finchè le bottiglie rimanevano chiuse ….. perché una volta stappate la differenza con il vero Champagne era evidentissima. Insomma un mediocre vinello dei Castelli Romani spumantizzato venduto al prezzo dei brand più conosciuti delle prestigiose bollicine

NAS Carabinieri

NAS Carabinieri

francesi. Il primo sequestro operato dai Carabinieri del NAS di Napoli riguarda 4.500 di bottiglie per un valore effettivo di 400.000  e un valore taroccato di oltre due milioni di Euro. La cosa non finisce qui: la banda, che ha prodotto gli Champagne contraffatti con bottiglie piemontesi e vino dei Castelli Romani elaborato da un enologo della zona, ha collegamenti in Spagna, Portogallo, Francia e Inghilterra. Insomma dietro il laboratorio di “produzione” del falso Champagne c’è anche una rete commerciale con tanto di agenti e importatori. In parole povere è stata riprodotta per intero tutta l’attività di una vera cantina, dalle etichette ai distributori esteri. E non ci sarebbe da meravigliarsi se ci fossero persino depliant e partecipazione alle fiere. 

93/100 – Wine Spectator al nostro Brunello Riserva 2008

Primo nella lista dei Brunello riserva 2008 del Wine Spectator viene apprezzato per il suo carattere armonico e il suo lungo finale
Di Donatella Cinelli Colombini

Wine Spectator Brunello riserva 2008 Donatella Cinelli Colombini

Wine Spectator Brunello riserva 2008 Donatella Cinelli Colombini

Ecco la descrizione scritta da Bruce Sanderson <<Questo maturo e succoso Brunello offre una pienezza di sapori di ciliegie dolci e liquirizia. I tannini sono assertivi ma la caratteristica principale è l’armonia. Tutti gli elementi si fondono bene in un lungo finale di erica e tabacco. Avrà il suo momento migliore fra il 2017 e il 2023>>
93/100 è il massimo punteggio attribuito alla riserva 2008 di Brunello e condividono con noi questo bel risultato La Gerla, Mastrojanni – Vigna Loreto e Poggio Antico.
Bruce Sanderson, il wine critic che, da quattro anni, assaggia tutti i Brunello, ha un passato giovanile nel trade del vino e lavora da 21 anni per il Wine Spectator dove compare fra i “Senior Editor” e dirige l’intero “tasting department”. Si tratta dunque dell’assaggiatore più autorevole della prestigiosa rivista americana e la scelta di occuparsi del Brunello indica l’importanza di questo vino nel panorama enologico mondiale. Nell’intervista concessa a MontalcinoNews nel corso dell’ultimo Vinitaly Sanderson conferma l’importanza del Brunello nel mercato americano e la sua crescita negli ultimi 25 anni grazie all’impegno dei produttori nel lavoro in vigna ed in cantina.

L’Arcobaleno colora l’estate di Bagno Vignoni e i vini Orcia

Un appuntamento imperdibile con i sapori e la storia: grandi vini Orcia, mercatino, musica dal vino e la visita agli incredibili mulini medioevali ipogei

Parco dei Mulini -Bagno Vignoni

Parco dei Mulini -Bagno Vignoni

Il 21 giugno, in occasione di “Toscana arcobaleno estate 2014” l’Orcia DOC e il Comune di San Quirico d’Orcia propongono un “appuntamento con i sapori e con la storia”. Qualcosa di straordinario per festeggia il solstizio d’estate in uno dei luoghi più suggestivi della Toscana il Parco dei Mulini a Bagno Vignoni. Le terme medioevali più famose del mondo, imbandierate a festa come settecento anni fa. Il programma comprende la degustazione dei vini Orcia DOC che saranno proposti dai produttori in persona (gratuito dalle 18 alle 20) il Mercatino di San Giovanni di prodotti agricoli biologici e tradizionali (tutto il giorno), la visita guidata al Parco dei Mulini con una passeggiata di 2 ore ( partenza alle 17,30) a piedi accompagnati da una guida ambientale.
Un momento ufficiale alle 17,30 con i sindaci che “metteranno l’arcobaleno” sull’antico ponte della Via Francigena dando inizio ai festeggiamenti di “Toscana arcobaleno d’estete”.

Calcio e vino, passioni italiane

Due grandi giocatori, di due generazioni diverse, stesse passioni: non solo il calcio, ma, inaspettatamente, il vino. Ecco unite due grandi passioni italiane. 

Letto per voi da Bonella Ciacci

pirlo_1684503a

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Mi aggiro come mio solito sulla rete in cerca di informazioni riguardo il mondo del vino, e per puro caso mi imbatto in un articolo che mi colpisce: Andrea Pirlo, grandissimo giocatore di calcio della nazionale e della Juventus, produttore di vini.

Il mio stupore è tanto perché non credevo che avesse questa passione, e perché tifosa juventina da sempre (con forte dispiacere di mio padre che tifa Fiorentina e ancora cerca di farmi cambiare idea). Ma lo stupore è dato anche dal fatto che non mi sembravano due passioni così conciliabili, quella del calcio e quella della vita tranquilla di campagna, tra i filari.

Andrea Pirlo però è un giocatore anomalo, di quei signori del calcio che sempre meno spesso si vedono. Posato, tranquillo, raramente invischiato in storie di gossip, mai polemico, un signore in campo. Un professionista. Ed anche per sviluppare questa sua passione, sembra aver mantenuto le stesse caratteristiche. Innanzitutto ha scelto di produrre in una zona poco rinomata, la bassa bresciana, nel piccolo borgo di Coler, vicino alla casa dove è nato. La zona di produzione è la DOC Capriano del Colle, una delle meno conosciute della Lombardia. Il suo è un ritorno alle radici e alla famiglia. Eppure sì che un giocatore del suo calibro avrebbe sicuramente avuto i fondi per investire in zone più glamour, più vistose, e che potessero subito portare alla ribalta i suoi vini. 

RCR il castello del cristallo è in Toscana

Il forno per la fusione del cristallo più grande del mondo, Luxion che sembra cristallo ma non inquina … questa è la RCR

RCR coppe con piedi colorati

RCR coppe con piedi colorati

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
RCR è uno dei brand del cristallo più famosi a livello internazionale ma anche un mondo di tecnologia e manualità dove lavorano persone appassionate e creative che fanno squadra in questo momento difficile e sanno mettere in campo soluzioni davvero innovative.

RCR World best

RCR World best con Luca Gardini

Parlo di Luxion, un brevetto RCR che rivoluziona il cristallo perché è “eco” cioè non contiene piombo e viene prodotto in forni senza emissioni. Ma ha anche altri pregi: la brillantezza e la sonorità del cristallo ma contemporaneamente l’elasticità del vetro per cui non si rompe. Ho visto un calice Luxion sottoposto a una torsione di 16° per 14.000 volte che era perfettamente intatto.
Questa è la qualità che esce da RCR. Ho partecipato alla presentazione delle nuove collezioni ai buyer di tutto il mondo. C’erano indiani, giapponesi, brasiliani … e ho visto i nuovi modelli fra cui il piatto creato dallo chef Davide Oldani con una spirale che esalta il cibo rifrangendovi la luce.

Un Gambero rosso con gli occhi a mandorla

Conferenza in inglese di Donatella che non sa l’inglese a Londra e poi a Tokyo per la presentazione della Guida dei vini del Gambero Rosso in giapponese

Tokyo Violante e Noriko al ristorante giapponese

Tokyo Violante e Noriko al ristorante giapponese

Di Donatella Cinelli Colombini
Prima tappa a Londra in un palazzo art decò della City con i corridoi tappezzati di foto in bianco e nero dei banchieri del primo Novecento. La ricchezza quasi si tocca. Quando comincio a parlare davanti ai migliori clienti della Deutsche Bank sento il sudore scorrermi lungo la schiena. Ho provato il discorso 9 volte ma il mio inglese è più che traballante. Parlo del Progetto Prime Donne e delle Donne del Vino. Mi ascoltano ipnotizzati ridono e alla fine il

Londra Deutsche Bank Donatella Cinelli Colombini

Londra Deutsche Bank Donatella Cinelli Colombini

Brunello ha un successo strepitoso. Uno dei banchieri tedeschi mi chiede persino se faccio spesso presentazioni del genere. Magari dico io! I responsabili di Humble Grape ( soprattutto Sofia Sacripanti) che mi hanno scelta per questo evento hanno il sorriso che gli arriva alle orecchie.

Violante e Ignazio in costiera fra panorami e travi in testa

Violante, l’irrefrenabile Cinellicolombini Jr non contenta dei viaggi di lavoro, riparte col suo ragazzo Ignazio Anglani verso la Costiera Amalfitana

Pasquale Torrente al Convento

Pasquale Torrente al Convento

Ecco il suo racconto
Ogni tanto bisogna staccare ed un weekend di sole e città d’arte in Campania è proprio quello che ci vuole!
Dopo una giornata di lavoro si parte alla volta della Reggia di Caserta… tanta fretta per poi trovare aperti solo gli appartamenti reali … meglio rimandare la visita.
A Salerno io e Ignazio ci installiamo nella nostra “suite” con ampio balcone panoramico vista muro, pochi minuti e via alla scoperta della città che, a detta di tutti, è fra le meglio tenute del Sud Italia e possiamo ben confermarvelo! Città pulita, viva, ricca di locali, piena di arte e negozietti di design e moda ci è veramente piaciuta tanto!
Ceniamo in un ottimo ristorante che voglio segnalarvi, è il Chilometrozerogrande cura dei dettagli, riutilizzo dei bancali, erbe aromatiche come decoro e prodotti rigorosamente locali.

Salerno di notte

Salerno di notte

Visita lampo – strade permettendo – alla Costiera Amalfitana, partendo da Vietri con le sue splendide ceramiche, poi Cetara dove pranziamo dal mitico Pasquale Torrente Al Convento per un pasto “tutto alici”, Cetara infatti è famosa per la colatura d’alici. Amalfi con la splendida cittadina e la cattedrale con annesso il museo. Percorriamo le strette strade in salita per vedere la bellissima Ravello dove visitiamo il nostro amico Antonio Mansi dell’omonima enoteca, giusto una sosta per due chiacchere e l’assaggio di un vino “eroico” Furore di Marisa Cuomo, poi via a Villa Cimbrone con i suoi panorami da mozzare il fiato. Il nostro tour ancora non è finito, manca Positano, il posto giusto per un aperitivo. 

Chiamatemi cavaliere anzi chiamatemi cavaliera

Il 2 giugno, Donatella Cinelli Colombini diventa Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana

Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana

Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana

Un grande onore ma anche una grande emozione, per la piccola vignaiola di Brunello, che ora diventa cavaliere, <<anzi cavaliera>> come dice lei scherzando sul riconoscimento di cui, in realtà, è molto fiera.
La cerimonia è avvenuta in occasione della Festa della Repubblica nella sala degli Arazzi della Prefettura di Siena. Il Prefetto Renato Saccone ha consegnato a Donatella il diploma dell’onorificenza che le era stato conferito dal Presidente delle Repubblica Napolitano lo scorso 27 dicembre, ricorrenza della promulgazione della Costituzione italiana.
L’Ordine al Merito della Repubblica italiana è stato istituito una sessantina di anni fa ed è il primo fra gli Ordini nazionali. E’ destinato a “ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari.”

Le cene DOCG dell’osteria di Donatella

3 ricette antiche con un pizzico di novità studiate appositamente per il Chianti Superiore 2011 e i Brunello 2009 e 2008 Riserva a due passi dalla vigna

cucina DOCG alla fattoria del Colle

cucina DOCG alla fattoria del Colle

Se non è una full immersion nel vino poco ci manca! Donatella Cinelli Colombini ha chiesto alla nuova chef della Fattoria del Colle, Roberta Archetti, di creare piatti in perfetta armonia con tre vini DOCG per offrire ai clienti un’esperienza nuova e emozionante nella sua cantina. Armonie di sapori in un ambiente armonioso con un nuovo arredamento toscanissimo e un panorama che sembra un presepio con le vigne a due passi e il paese medioevale di Trequanda in lontananza.
La Chef Roberta Archetti è una bresciana che ha scelto la Toscana e la cucina come pilastri della sua vita, nel suo curriculum spicca il periodo trascorso Dal Pescatore di Canneto sull’Oglio della mitica Nadia Santini.

A questa donna minuta, seria ma creativa il compito di

Violante sempre-in-viaggio, l’avventura in Usa continua

La Cinellicolombini Jr scopre Harlequin arlecchino della Valpolicella a Cleveland e poi sale in aereo per puro caso a Denver 

i produttori giocano a biliardo a wynkoop brewery a Denver

i produttori giocano a biliardo a wynkoop brewery a Denver

La seconda settimana del tour Usa 2014 dei produttori importati da Banville inizia a Cleveland e… we had a lot of fun there! Nel programma c’è scritto: “dinner at Vero Pizza”. Inutile riportarvi i commenti, noi produttori italiani ci aspettavamo di mangiare una schifezza e invece…. la pizza era molto buona e la serata è stata memorabile. Birra, vino e una passeggiata per tornare in hotel e per smaltire le ghiottonerie supercaloriche .. per alcuni di noi c’è stato anche l’after dinner.
In ogni caso il giorno dopo eravamo tutti super in forma per il tasting che Alfred Laudato aveva organizzato per noi facendo venire clienti anche da altre tre città. Alcuni ristoratori hanno guidato per tre ore per assaggiare i nostri vini!

Un successone, io sono stata fra gli ultimi a lasciare la sala ma finalmente ho trovato il tempo per gustare i vini della cantina Zymè e soprattutto il prestigioso Harlequin arlecchino. Me lo ha spiegato Marta Gaspari una ragazza entusiasta e piena di vitalità << l’azienda Zymè nasce nel 2003 nel cuore della Valpolicella Classica dove mio padre Celestino lavora con i suoi genitori mentre studia agraria>> aveva appena 20 anni quando incontra

Violante e Marta al ristorante giapponese

Violante e Marta al ristorante giapponese

l’uomo che cambierà la sua vita << Giuseppe –Bepi- Quintarelli, che diventerà il suo suocero e nella cui azienda lavorerà fianco a fianco per anni>>. Celestino diventa così uno dei nomi di spicco della Valpolicella, fra quelli che tengono alto il nome del territorio e dei suoi vitigni autoctoni. L’esperienza acquisita spinge Celestino a creare l’azienda Zymè che ora è conosciuta in tutto il mondo. Ma, tornando al mio assaggio… Valpolicella, Valpolicella Classico, Amarone Classico ma l’Harlequin è da mozzare il fiato, se gli altri vini sono molto buoni questo è magnifico. Un equilibrio estremo in un vino dal corpo ricco ma elegante; 15 varietà vengono usate per creare questo vino da sogno. Che dire, non c’è modo migliore di iniziare una serata!

La vendita diretta delle cantine Usa fa faville e da noi?

Il prezzo medio delle bottiglie spedite dalle cantine statunitensi ai clienti privati è 37$ e parliamo di 43 milioni di bottiglie

Florio Marsala negozio

Florio Marsala negozio

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Qualche giorno fa ho letto il bellissimo articolo di Fabio Piccoli su WineMeridien riguardante il “Direct Wine Shipping Report” cioè la vendita diretta delle cantine ai privati. Sono rimasta sbalordita dai numeri: 42 milioni di bottiglie spedite in un anno dalle cantine USA a casa dei clienti con una crescita del 30% dal 2010.
Ma il dato più strabiliante è il prezzo medio di queste bottiglie: 37,78$. Se consideriamo solo le piccole cantine, che sono quelle più attive nelle spedizioni ai privati, il prezzo medio sale a 54,05$
Valori talmente alti da spingere Fabio Piccoli a chiedersi se sarà proprio la vendita diretta la nuova frontiera del mercato enologico.
Ovviamente il turismo del vino italiano non è così florido come quello statunitense ma le cose stanno cambiando anche da noi e la vendita diretta comincia ad essere importante persino per i grandi gruppi. “L’indagine sul settore vinicolo” 2014 di Mediobanca mostra che le 25 maggiori cantine italiane vendono il 16,6% dei loro vini di alta gamma direttamente ai visitatori.

Montalcino è un posto da leoni – Lions

1.500 visualizzazioni in 2 giorni per “C’era una volta MontalcinoLions Club Montalcino la Fortezza e poi arriva il Lions Firenze Brunelleschi

C'era una volta Montalcino Piercurzio Ciacci presenta il docu-film

C'era una volta Montalcino Piercurzio Ciacci presenta il docu-film

Venerdì sera, chiostro del Museo di Montalcino 300 persone assistono silenziose, commosse e entusiaste alla proiezione del documentario “C’era una volta Montalcino” che ricostruisce la vita della città del Brunello di cinquant’anni fa attraverso la voce dei protagonisti. Fotografa una Montalcino diversissima da quella attuale: più povera ma solidale, piena di valori, di grinta e di affetti …. Il video è stato prodotto dal Lions Club Montalcino La Fortezza e realizzato da MontalcinoNews avvalendosi della sensibilità di scrittore di Alessandro Schwed , la telecamera di Giuseppe Sanfilippo e l’intuito giornalistico di Elisa Manieri. Oltre 1500 visualizzazioni in tre giorni su You tube, un successo spettacolare per il Presidente del Lions Piercurzio Ciacci!
Domenica, ancora a Montalcino e ancora Piercurzio Ciacci che accoglie il Lions Club Firenze Brunelleschi, un gruppone di 50 persone entusiaste e curiose di scoprire la magia del Brunello.

A caccia del tartufo d’oro con il vino Orcia

Domenica 25 maggio dalle 16,30 alle 18, nel Museo del tartufo a San Giovanni d’Asso caccia al tesoro “virtuale” con assaggio di crostini al tartufo e vino Orcia

Caccia al tesoro nel Museo del Tartufo con vini Orcia 25 maggio 2014

Caccia al tesoro nel Museo del Tartufo con vini Orcia 25 maggio 2014

L’iniziativa della Regione Toscana “Amico Museo” inizierà con la Notte del Musei e poi continuerà con eventi culturali ma divertenti, un po’ ovunque nella regione, con l’obiettivo di allargare il pubblico delle sale espositive ai giovani.
<<A San Giovanni d’Asso, sede dell’unico museo italiano dedicato al tartufo, domenica 25 maggio, in coincidenza con Cantine aperte, avrà luogo una caccia al tesoro intitolata al tartufo d’oro che vedrà protagonista anche i vini Orcia Doc>> spiega la Presidente del Consorzio Donatella Cinelli Colombini. << I wine lovers che visiteranno le terre del Brunello e del vino Nobile e del Chianti avranno dunque l’opportunità di una sosta divertente e istruttiva fra una cantina e l’altra>>.
Il Museo del tartufo è nei sotterranei del trecentesco castello Petroni e la caccia al tesoro permetterà di visitarlo gratuitamente. I visitatori scopriranno come nasce la preziosa trifola le sue leggendaria virtù afrodisiache ma soprattutto come distinguere il vero tartufo dalle imitazioni, toccheranno, annuseranno, ascolteranno .. in un gioco interattivo amplificato dall’uso di Istagram.
Tartufo e non solo perchè una parte della caccia al tesoro riguarderà il vino Orcia che nasce nello stesso territorio dei tartufi bianchi delle Crete senesi. Alla fine verranno serviti i vini bianchi e rosati Orcia e IGT insieme ai crostini con la crema di tartufo prodotta con le trifole fresche dai tartufai di San Giovanni d’Asso.

                                                                       
Cinelli Colombini
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