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Se vuoi vendere il vino in USA ecco la mappa

La California da sola consuma il 18% del vino ma lo produce anche, Florida e New York hanno una quota di mercato dell’8% ciascuno [caption id="attachment_12956" align="alignleft" width="225" caption="Violante con la magnum di Opus One"][/caption] Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini L’area commerciale della costa Atlantica è decisamente la più forte per i consumi di vino, perché accanto alla grande mela ci sono il New Jersey con il 4,5% di quote di mercato, il Massachusetts (3,9%) e la Virginia (2,9%) che è lo stato in maggiore crescita (Corriere Vinicolo 17 giugno). I primi 10 stati, per il business del vino, valgono il 61%...

La tragicomica dei moduli cinesi del vino sbagliati

I moduli anti–dumping del Governo Cinese sulle cantine europee tra traduzioni maldestre, pioggia di e-mail e rischio di super tassa sull’export di vino in Cina 

cinesi vino e tasse d'importazione

cinesi vino e tasse d'importazione

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini 
Tutto inizia qualche mese fa con i produttori tedeschi di pannelli solari che riescono a ottenere una tassa su quelli cinesi importati in Europa.
Il I° luglio le autorità cinesi rispondono con un’indagine sul vino europeo esportato in Cina e finalizzata a verificare chi ha usufruito di fondi OCM per la promozione del vino nel loro Paese. Tutte le cantine che vogliono esportare nel gigante asiatico devono dichiararsi disponibili a una verifica da parte delle autorità cinesi.
Senza questa dichiarazione la Cina applicherà un dazio superiore.
I documenti da riempire sono quattro di cui due da compilare in cinese. Devono arrivare in Cina entro il 22 luglio. Comincia una pioggia di e mail da parte di Ministero, Federdoc, Consorzi al ritmo di uno ogni ora. E inizia una corsa col tempo con intoppi di vario genere. Traduzioni delle istruzioni cinesi per la compilazione quasi incomprensibili. Il Ministero che si rende disponibile a tradurre dall’italiano al cinese i moduli ma dichiara di non sapere se riuscirà a tradurli tutti. In effetti nei nostri c’era il riferimento all’ufficio legale della Berlucchi.

Terredora e Montefredane: vini, incontri e avventure in Irpinia

Fusilli fatti a mano, Taurasi inebriante, tanti amici,  antichi paesi, troppo cemento e pochi  segnali stradali. Cronaca del viaggio avventuroso al Wine Fredane 

Wine Fredane 2013 notte Castello dei Caracciolo

Wine Fredane 2013 notte Castello dei Caracciolo

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Io e mio marito Carlo Gardini arriviamo in Irpinia nel primo pomeriggio. La prima tappa è da Daniela Mastroberardino a Terredora. La presenza del fratello Lucio, da poco scomparso, è quasi tangibile fra i grandi tini in acciaio e nella bariccaia dove le  Seguin Moreau sono allineate a doppia fila. Il sorriso di Daniela è il simbolo del suo coraggio, ora gira il mondo da sola e non ha mollato un giorno neanche con il Movimento turismo del vino  di cui è presidente. C’è davvero da ammirarla.

Daniela Mastroberardino Terradora tinaia

Daniela Mastroberardino Terradora tinaia

Percorso fra i vigneti che salgono su colline ripide e molto alte, dove il cemento armato del dopo terremoto ha fatto benefici economici e danni paesaggistici decisamente grandi. Colpisce la mancanza di segnalazioni stradali e le strade molto strette e piene di curve a gomito. Incrementare il turismo e soprattutto il turismo del vino in queste condizioni mi sembra davvero difficile

Montefredane, sede del Wine Fredane – laboratorio Doc, ci accoglie  con un diluvio che per fortuna finisce in un’ora. La conferenza è in una ex chiesa restaurata con cura. Ci sono gli strepitosi studenti del corso in Wine business dell’Università di Salerno con in testa Marco Trasente che è la vera anima del festival. Due di loro mi regalano il vino “Galeotto” prodotto dai detenuti del carcere di Sant’Angelo dei Lombardi. Bravi ragazzi oltre capacità professionali avete anche un gran cuore.

Orvieto, turismo slow e aromi rari dell’orto

Basilico liquirizia, napoletano, dark opal, limonato, greco … l’arometo di Donatella Cinelli Colombini nasce per caso a Orvieto e poi a Petroio

Orvieto Palazzo del Gusto ortaggi

Orvieto Palazzo del Gusto piante da orto rare

<<Era il mio sogno da tanti anni: avere 20 tipi di basilico e 20 di salvia … insomma riscoprire i profumi dell’orto e forse ci sono riuscita>> dice Donatella Cinelli Colombini arrivando alla Fattoria del Colle con la macchina piena di vasi. E’ il 15 giugno e lei è appena stata a un convegno sul turismo slow organizzato nel “Palazzo del gusto”, nel cuore di Orvieto. Interessanti le relazioni ma soprattutto entusiasmante il profumo delle essenze esposte nel chiostro rinascimentale: basilico liquirizia, napoletano, dark opal, limonato, greco … Una tentazione irresistibile e l’inizio dell’arometo che trasformerà l’orto della Fattoria del Colle in un’autentica attrazione turistica. Ma non finisce qui: per dare un carattere locale all’arometo ci vogliono i vasi di terracotta di Petroio, il delizioso villaggio, nel comune di Trequanda a 8 km dalla fattoria del Colle, dove c’è una produzione ceramica che inizia nel Rinascimento e continua fino ad oggi.

Siena vuol davvero perdere anche l’Enoteca Italiana?

Dopo aver perso la Mostra mercato che è diventata Vinitaly e l’Accademia della vite e del vino, farà la stessa fine anche l’Enoteca Italiana?

Enoteca  Italiana

Enoteca Italiana Siena riprese TV

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
La Siena del vino perde uno dopo l’altro i suoi gioielli: nel 1933 aveva creato una Mostra Mercato Nazionale dei Vini Tipici che richiamava oltre 100.000 persone all’anno e l’ha vista emigrare a Verona e trasformarsi nell’attuale Vinitaly. Una quindicina d’anni fa anche l’Accademia della Vite e del Vino, i più prestigioso sodalizio di accademici e professionisti del mondo del vino, è emigrato a Verona nell’indifferenza delle istituzioni locali. Ricordo che il mio ufficio, al Comune di Siena, era arredato con il tavolo e le sedie dell’Accademia che erano troppo grandi per la nuova sede.
Ora la stessa indifferenza colpisce l’Enoteca Italiana. Eppure fuori di Siena l’atteggiamento è tutt’altro: Domenico Zonin, nelle sue prime dichiarazioni dopo la rielezione a Presidente dell’ UIV– Unione Italiana Vini- ha ribadito il ruolo dell’Enoteca nella promozione del vino italiano nel mondo. Piero Antinori (Istituto Grandi Marchi) e l’altro grande aggregato di brand enologici – l’Italia del Vino – presieduto da Ettore Nicoletto, hanno stretto un accordo per realizzare un progetto da 4,5 milioni di Euro in Cina di cui Enoteca sarà fra gli attuatori.

Magia di una notte d’estate a Montalcino

Si scrive magia ma si legge Màgia ed è il regno di Bianca e Fabian Schwarz fra i vigneti di Brunello

Di Donatella Cinelli Colombini

La Magia Montalcino

La Magia Montalcino con ecopallet

Il luogo è davvero magico, sopra l’Abbazia di Sant’Antimo fondata da Carlo Magno durante il suo viaggio verso l’incoronazione a San Pietro la notte di Natale dell’anno 800. La storia passa su queste colline, coperte di vigneti di Brunello, come un vento gentile e riempie di poesia la festa notturna di Fabian e Bianca Schwarz. Ci sono tanti, quasi tutti i giovani produttori di Montalcino curiosi di assaggiare i vini di Giulio De Vescovi e Andrea Moser e Milena Pepe. Si perché Fabian ha deciso di non offrire solo il suo ottimo Brunello ma coinvolgere amici produttori del Trentino e dell’Avellinese. Allegria, amicizia, ottimi vini, musica dal vivo con I Jaguarie un allestimento davvero nuovo con gli eco-pallet a formare tavoli e sedie sul prato incorniciato dai boschi.

Il leone Fiorenzo rinnova il Lions

Inaugurazione in discoteca, disabili come ospiti d’onore, un programma che comprende Verdone  Daverio e Cacciari Fiorenzo Smalzi  e il suo Lions di passione e web

Violante Gardini Fiorenzo Smalzi

Governatore Lions Fiorenzo Smalzi con Violante Gardini

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Una svolta nel mondo dei Lions Club toscani con i giovani Leo che diventano protagonisti ed occupano il palcoscenico quasi a incorniciare il volto sorridente del nuovo Governatore Fiorenzo Smalzi. Il momento più bello è quando la moglie, in polo e pantaloni rossi, sale sul palco per abbracciarlo prima di accompagnare a Lucignano con il gruppo di giovani disabili del campo toscano. Sono immagini che fanno bene, che sanno di vero, di utile e sono espresse dal motto del nuovo Governatore del distretto Lions 108 La Toscana “The world is changed by examples not by opinions” il mondo si cambia con l’esempio e non con le parole. Com’è vero! E come corrisponde al “We serve” che unisce tutti i Lions del mondo.
Ma raccontiamo con ordine. La famiglia è interamente reclutata con incarichi vari. Il primo a partire dalla fattoria del Colle mio marito Carlo Gardini presidente del Lions Club Firenze Brunelleschi. Io devo celebrare la “promessa d’amore” fra due norvegesi che sono venuti con 40 parenti per festeggiare da noi la loro unione dopo essersi spostati civilmente in Norvegia.
Parto con mia figlia Violante inseguita dalle telefonate di Carlo che ci pungola <<è tardi>>.

Classifiche e curiosità dai grandi del vino

La cinese Changyu è il più grande vignaiolo, il terzo Paese esportatore è la Gran Bretagna e la regione italiana dove le cantine vanno meglio è il Veneto

CHATEAU CHANGYU AFIP GLOBAL BEIJING Hotel

CHATEAU CHANGYU AFIP GLOBAL BEIJING Hotel

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Il rapporto di Mediobanca sul settore vino uscito il 12 giugno scorso fornisce una fotografia dello scenario mondiale con qualche sorpresa e curiosità, come i primati di ogni categoria.
Il maggior vignaiolo del mondo è la cinese Yantai Changyu con 16.700 ettari. Il Paese dove i consumi di vino crescono di più è ancora la Cina che nel 2012 ha segnato un +15%
mentre quello dove calano di più è l’Italia con -14%. La nazione che esporta più ettolitri di vino è il nostro, quello che esporta a prezzo più alto è –udite udite- la Gran Bretagna che supera persino la Nuova Zelanda, ma è la Francia che esporta un valore superiore a tutti, quasi un terzo dell’export. Il principale mercato d’importazione è la Germania ma se andiamo a vedere il prezzo pagato sono gli stati Uniti a primeggiare nello scenario mondiale.

Luca Bianchini, Io che amo solo te

Luca Bianchini lo sentite alla radio in “Colazione da Tiffany” lo leggete su “Vanity Fair” e il suo nuovo libro “Io che amo solo te” è già un successo

Luca Bianchini

Luca Bianchini

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Non ci crederete ma le sue radici sono a Trequanda e viene spesso nel piccolo paese medioevale dove c’è la Fattoria del Colle. Anzi ha ambientato uno dei suoi libri proprio qui da noi e mi ha pure appioppato un amante cubano. Luca è cresciuto a Torino ma vive a Roma e, per il successo che ha, non se la tira poi molto.

Ma è bravo, sempre più bravo, con un talento che cresce in sicurezza e profondità libro dopo libro.

L’ultimo si intitola “Io che amo solo te” (Mondadori pp. 259 € 16) e racconta un faraonico matrimonio in Puglia. Leggero quanto basta, ironico quanto basta, verosimile quanto basta … insomma un libro da leggere d’un fiato che però lascia, in chi legge, una traccia profonda. Sembra una commedia all’italiana ma i contenuti sono belli tosti e un parallelismo con Edoardo de Filippo mi sembra appropriato.

700 anni di Boccaccio che abitava in casa mia a Firenze

Si chiama “Casa di Boccaccio” perché l’autore del Decamerone vi soggiornò e vi ambientò il Ninfale Fiesolano. Ecco una bella storia

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Ninfale fiesolano

Ninfale fiesolano di Giovanni Boccaccio

Giovanni Boccaccio nacque il 16 giugno 1313, figlio illegittimo del mercante Boccaccio di  Chellino.  Nel podere Buon riposo, sulla collina intorno a Firenze- dov’è ora casa mia- aveva i telai e i bachi da seta, ma la sua professione principale era la banca. Nonostante gli sforzi dei parenti, Giovanni Boccaccio rifiutò tenacemente di occuparsi di finanza e dopo 6 anni di soggiorno a Napoli fu richiamato in Toscana. Fu allora, forse per punirlo, che Giovanni soggiornò “in casa mia” e vi ambientò il poemetto in ottava rima “Ninfale Fiesolano”. Narra la storia del pastore Africo che si invaghisce di Mensola, ancella della dea Diana, la quale, una volta scoperto il loro amore, li trasforma in torrenti.  Mensola e Africo sono infatti due fiumiciattoli che dalle pendici fiesolane affluiscono nell’Arno. Da piccola io davo la caccia ai girini nel Mensola che è proprio sotto casa.  Anche il Decamerone è ambientato poco lontano, nella villa di Poggio Gherardo

Marzia Morganti Tempestini fra le 3 migliori PR d’Italia

Marzia Morganti Tempestini Marte Comunicazione fra i finalisti del premio “Who’s Who in Wine” per i comunicatori d’azienda a Cortina il 14 luglio

Marzia Morganti Tempestini

Marzia Morganti Tempestini e DIAM

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Oltre 25 anni di esperienza nel giornalismo di settore e, dal 1998, nella gestione di uffici stampa di aziende e enti pubblici che si occupano di enogastronomia, turismo e artigianato questa è la Marte Comunicazione, agenzia di pr e ufficio stampa che ha sede a Prato e che ha, al timone, Marzia Morganti Tempestini, giornalista enogastronomica e docente universitaria di turismo enogastronomico.
Oggi Marte Comunicazione è uno dei tre finalisti del premio “Who’s Who in Wine-Miglior comunicatore d’azienda”, organizzato dalla prestigiosa rivista “Civiltà del bere” per scegliere il miglior ufficio di PR d’Italia in campo enogastronomico. I 3 finalisti si disputeranno il titolo il prossimo 14 luglio nel Salone delle Feste del Miramonti Majestic Grand Hotel a Cortina nel corso del Gala Dinner di VinoVip. La giuria che li ha scelti è composta da 250 giornalisti in rappresentanza delle più importanti testate di settore, si tratta dei giurati più idonei a valutare professionalità, tempestività, precisione e affidabilità della migliore “agenzie di consulenza esterna” tra 48 concorrenti. In finale, insieme alla Marte Comunicazione, lo studio trevigiano Gheusis e la fiorentina Thurner Pr.

Vuoi un prestito? Porta il vino in banca

Il vino è entrato nel caveau delle banche fra lingotti d’oro, diamanti e titoli. Per la prima volta le banche riconoscono al vino il ruolo di bene d’investimento

Bordeaux First Growths

Bordeaux First Growths

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini 

La Goldman Sachs uno degli istituti di credito più importanti degli Stati Uniti, ha accettato a garanzia di un prestito 14.985 bottiglie pregiate.

Una svolta nell’austero mondo degli uomini in abito gessato che fin ora, per dare il loro denaro,  accettavano in garanzia solo case, azioni, opere d’arte, oro ….  Ebbene ora anche i vini di pregio entrano nell’olimpo dei beni d’investimento durevoli.

Il primo caso è quello di Andrew Cader ex alto dirigente della stessa Goldman Sachs con una cantina del valore di alcuni milioni di dollari. Una cantina, la sua, piena di bottiglie di Bordeaux  First Growth (Haut Brion, Lafite, Latour, Margaux and Mouton Rothschild) e  Borgogna Grand Cru fra cui un Romanée Conti del 1929. Si tratta dunque di quei vini a cui Liv-ex il sito delle aste dei vini con le quotazioni più alte del mondo, attribuisce una crescita annua dell’11%.

La first lady dei fornelli è l’italiana Nadia Santini

La migliore chef del mondo è Nadia del ristorante “Dal Pescatore” di Mantova mentre Massimo Bottura è il 3° nella classifica dei TOP 50 

Nadia Santini ristorante Dal Pescatore

Nadia Santini ristorante Dal Pescatore

Una donna italiana vince la medaglia d’oro fra i fornelli mentre nella classifica generale dei TOP 50, dove i maschietti dominano incontrastati, Massimo Bottura dell’Osteria Francescana di Modena porta a casa un bel bronzo.
Bravissimi tutti e due, arrivare così in alto è difficile come vincere alle Olimpiadi, forse addirittura più difficile . La rivista inglese “The world 50 best restaurant” premia ai primi due posti dei mostri sacri come Joan Roca El Celler de Can Roca (Girona Spagna) e René Redzepi del Noma di Copenhagen. Invece il titolo vinto da Nadia Santini ha nel suo palmares degli scorsi anni Elena Arzak e Anna Sophie Pic, in pratica una italiana, una spagnola e una francese.
Ma vediamo ora chi è la regina mondiale dei fornelli, questa Nadia Santini che ha l’aspetto di un professore universitario con un bel volto inquadrato da capelli d’argento e degli occhi vigili e curiosi.

Donne, donne, W le donne e il vino

A Milano per il consiglio delle Donne del vino presieduto da Elena Martuscello: gli eventi per i 25 anni dell’associazione e il premio “Uomo dell’anno”

Donne del Vino Consiglio

Donne del Vino Consiglio

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Sveglia alle 5 con un marito premuroso che si alza a farmi il caffè. In auto fino ad Arezzo e poi in treno verso Firenze. Sosta con passeggiata in Piazza Santa Maria Novella, preghierina e ammirazione per un capolavoro gotico – rinascimentale di Leon Battista Alberti. Ancora in treno fino a Milano passando per la nuova stazione sotterranea di Bologna. Francamente preferisco quella di Milano, mastodontica ma solenne, è del primo Novecento, quando pensavano in grande e credevano in un futuro tutto in crescita, beati loro!
Il Consiglio delle Donne del vino è nella sede dell’Unione Italiana Vini, in pieno centro. La riunione è serena e effervescente: tanto entusiasmo e tanta voglia di fare, in certi casi persino troppa.

E come per magia appaiono 5 milioni di ettolitri di vino

Impossibile? La vendemmia 2012 passa dai previsti 40 milioni di ettolitri a 45,6 registrati da AGEA ente del Ministero ma nessuno sa da dove sono usciti fuori

Montalcino mosto Sangiovese Casato Prime Donne

Montalcino mosto Sangiovese Casato Prime Donne

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

La vendemmia 2012, quella che doveva essere la più scarsa del secolo, a causa degli otto mesi consecutivi di siccità, risulta invece più abbondante dell’annata precedente. Ecco che Puglia e Friuli passano da una previsione di -20%  a una produzione dichiarata pari a quella del 2011 mentre addirittura il Veneto, dove Assoenologi stimava un -12%, ha invece iscritto nei registri delle cantine un aumento di produzione del 6%.

                                                                       
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