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Ottobre a Montalcino fra sagre, danze e Brunello

Dame, cavalieri, tornei e banchetti storici il 12 e il 27 ottobre a Montalcino dove il Brunello è re di ogni momento di festa

Balli medioevali

Balli medioevali

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Comincia il 12 ottobre con i balli quattrocenteschi per le strade del gruppo “La Vita Nuova” di Judith Bartlett l’ottobre in festa di Montalcino. Alcune ballerine in abiti tardo medioevali eseguiranno la “bassa danza” i cui balli figuranti erano tipici delle corti e venivano eseguire con movimenti lenti e solenni. Immagini che rimandano al nobile passato della città del Brunello dove vivevano mercanti e nobili famiglie. Una piccola corte dove tuttavia soggiornò a lungo, alla metà del Quattrocento, Rodrigo Borgia il ricco e dissoluto cardinale poi divenuto Papa Alessandro VI.

Trescone

Trescone

Il 27 ottobre in occasione della Sagra del Tordo verrà eseguita invece la così detta “alta danza” cioè quella di derivazione popolare più saltellata e vivace che, a Montalcino, si chiama Trescone.
La Sagra del Tordo è una grande festa popolare nata nel 1958 con l’intento di rievocare i fasti di Montalcino quando era una piccola e fiorente città con uno statuto (1415) e un governo. I protagonisti della festa sono i 4 quartieri: Borghetto, Pianello, Ruga e Travaglio che si sfidano in un torneo di tiro con l’arco nel pomeriggio di domenica 27 ottobre. Le strada di Montalcino vengono percorse da un corteo storico che arriva nella Fortezza e fa risuonare per le stradine i tamburi e i canti propiziatori.

Luca Bianchini, tra glamour, vino e allegria

La rock star Madonna alla festa di Dolce e Gabbana, i ricchissimi Abba, Alessandra Amoroso cantante timida … tanti aneddoti nei racconti di Luca Bianchini

Luca Bianchini  nella cantina della Fattoria del Colle

Luca Bianchini presenta il suo libro nella cantina della Fattoria del Colle

Di Donatella Cinelli Colombini

Sa tenere il palcoscenico come uno show man e invece è uno scrittore con il suo ultimo libro nella classifica dei più venduti da 5 mesi. Luca Bianchini era in gran forma alla fattoria del Colle dove ha presentato “Io che amo solo te” davanti a 80 persone letteralmente affascinate dai suoi racconti divertenti e ironici.
Luca è arrivato in ritardo. Era in camera a scrivere le pagine conclusive del suo prossimo libro. Quasi per scaramanzia ha voluto finirlo dove si sente circondato da persone che gli volevano bene prima che diventasse famoso.
La presentazione è in cantina, fra le botti di Cenerentola Doc Orcia. Inizia Pier Curzio Ciacci presidente del Lions club Montalcino La Fortezza che ha organizzato l’incontro e poi io che introduco il libro. Brevissimi interventi perché la scena e l’attenzione è tutta per lui. Luca racconta << non ero tanto convinto che un libro su un matrimonio interessasse e invece … forse diventa un film … e poi avevo paura che le persone che mi hanno ispirato i protagonisti si offendessero … e invece … mi amano ..alle presentazioni in Puglia arrivano centinaia di persone … >>

Quella 2013 sarà l’ultima vendemmia del Novecento?

Vendemmia scarsetta, tardiva, qualitativamente ottima ci ha fatto provare, dopo anni, l’ebrezza dello slalom fra giornate assolate e pioggia

Sangiovese per il Brunello Vendemmia 2013

Sangiovese per il Brunello Vendemmia 2013 Casato Prime Donne

Di Donatella Cinelli Colombini
Finalmente la vendemmia 2013 è finita. Quantità normali al Casato Prime Donne mentre alla Fattoria del Colle la siccità, che ci ha fatto perdere il raccolto d’uva dello scorso anno, ha ridotto anche questo.
Per la prima volta, dopo anni, abbiamo visto la maturazione procedere lentamente con gli zuccheri e gli acidi che si evolvevano di pari passo con i polifenoli della buccia dell’uva. Ma a differenza di quanto avveniva vent’anni fa la vendemmia tardiva, a cavallo delle piogge autunnali, non è stata una lotta contro la muffa. La botrite è comparsa nei vigneti dove arriva tutti gli anni e li si è fermata. Le nuove vigne sono rimaste miracolosamente immuni come se invece del Sangiovese avessimo Cabernet con bucce fatte dal doppio degli strati cellulari della nostra uva principale. Forse i nuovi cloni hanno una buccia più spessa o forse il cattivo tempo all’epoca della fioritura ha ridotto la dimensione il numero degli acini rendendo i grappoli più spargoli, piccoli e dunque capaci di sopportare la pioggia … sta di fatto che abbiamo portato in cantina uva perfettamente sana fino in fondo. Vent’anni fa sarebbe stato impossibile.
Mi viene un dubbio: ho una speciale protezione divina o sono solo molto fortunata?
Ho vendemmiato gran parte dell’uva, compresa quella “super” per il Brunello, per il Cenerentola Orcia Doc e per il Drago e le 8 colombe IGT, prima della grande pioggia del 5 ottobre. Abbiamo cominciato a vendemmiare il 18 settembre con il Merlot e il 26 settembre col Brunello. L’uva del Casato Prime Donne era pronta con vinaccioli lignificati e analisi perfette. La quarta vendemmia buona di seguito, pare un sogno!

I sommelier siciliani alla conquista della Toscana

Antinori, Biondi Santi, Sassicaia e Donatella Cinelli Colombini, ecco il viaggio in Toscana di 27 Sommelier AIS della Sicilia fra assaggi, incontri, scherzi e nubifragi

Sommelier AIS Sicilia Montalcino

Sommelier AIS Sicilia Montalcino Casato Prime Donne

di Donatella Cinelli Colombini

Sono venuti in Toscana vestiti da estate nel primo week end d’autunno, quello più piovoso … ma loro impavidi sono andati nella cantina Biondi Santi di Montalcino in divisa facendo a piedi tutto il viale di accesso. Degli eroi, più che dei Sommelier! Un bel gruppo davvero, competente e attento quando c’era da assaggiare ma pronto allo scherzo e alla battuta fra una cantina e l’altra. I commenti alle degustazioni di Camillo Privitera e l’entusiasmo travolgente di Tiziana Gandolfo segnavano i passaggi da una fase all’altra.
Ecco il percorso di viaggio: prima tappa il Castello della Sala, la splendida tenuta di Orvieto dove alla visita delle cantine è seguito un pranzo nel castello medioevale dei Marchesi Antinori. Sosta a Piena, città capolavoro del Papa Pio II e arrivo alla Fattoria del Colle. Anche qui visita e poi a tavola. A questo punto mi sono unita al gruppo assaporando l’atmosfera goliardica e il piacere di far assaggiare a persone competenti il mio Chianti Superiore e l’IGT Il drago e le 8 colombe.

Arte, vino e turismo per il premio di pittura Zingarelli

Al convegno organizzato da Rocca delle Macie, Donatella Cinelli Colombini parla di  turismo del vino con Daniele Cernilli Sergio Zingarelli e Massimo Cerofolini

Massimo Cerofolini, Daniele Cernilli, Sergio Zingarelli, Daria Filardo, Donatella Cinelli Colombini al convegno di Rocca delle Macie

Massimo Cerofolini, Daniele Cernilli, Sergio Zingarelli, Daria Filardo, Donatella Cinelli Colombini al convegno di Rocca delle Macie

Visto per voi  da  Donatella Cinelli Colombini

Turismo del vino: crea posti di lavoro, salva gli edifici dall’abbandono ma produce anche una modificazione del territorio omologandolo e “turisticizzandolo” insomma lo trasforma. Mantenerlo nella sua integrità è importante perché solo così continua ad attrarre visitatori ma soprattutto mantiene quel plus che rende affascinante  e unico un vino, in altre parole salvaguarda quel valore immateriale che aumenta la percezione di qualità delle bottiglie.

Ecco che le azioni di salvaguardia non sono un freno allo sviluppo economico ma un modo per mantenere il successo del vino e del suo territorio. Il caso di studio del Chianti Classico è particolarmente interessante per capire come e perchè le zone del vino sono particolarmente attaccabili dal degrado turistico e chi lavora per salvaguardarle.

Donatella Cinelli Colombini

Donatella Cinelli Colombini

Qui di seguito esamineremo il territorio del Chianti Classico, che è una delle mete enoturistiche italiane più visitate insieme a BolgheriMontalcinoMontefalco.

In linea generale, qualunque sia la destination, gli effetti negativi del turismo si configurano allo stesso modo con l’aumento dei valori immobiliari e dei prezzi dei generi di consumo per cui comprare una casa, per i residenti, diventa difficile. Spariscono i negozi di vicinato sostituiti da quelli di souvenir, aumenta l’inquinamento. Inoltre, diventano meno disponibili spazi, servizi e utenze, originariamente destinati solo ai residenti, e soprattutto si modificano lo stile di vita della popolazione e il carattere dei luoghi conformemente alle attese dei turisti. Il territorio finisce per diventare una cartolina di sé stesso e riempirsi di “non luoghi” caratterizzati da quel finto tipico uguale ovunque.

Il killer del vino non viene solo dal tappo e non è un odore

Dal tappo ma anche da mobili o saponi al cloro e all’Università di Osaka hanno scoperto che non è un odore bensì l’assenza di odore

tappi di sughero da vino

tappi di sughero da vino

di Donatella Cinelli Colombini

STUDIO DELL’UNIVERSITA’ DI OSAKA

Lo studio riguarda la comprensione del motivo per cui “l’odore di tappo” impedisce di sentire ogni  aroma del vino. La scoperta arriva da un gruppo di scienziati diretti da Hiroko Takeuchi  dell’Università di Osaka ed è stato pubblicato su PNAS  “Proceedings of the American Academy of Sciences” . La molecola del TCA agisce da inibitore dell’olfatto, più specificamente disturba il funzionamento della membrana lipidica e dei canali ionici, bloccando l’invio di messaggi al cervello, in parole semplici blocca le parti del sistema nervoso che  consentono di percepire le sensazioni odorose. La puzza di tappo non sarebbe quindi altro che la reazione del nostro cervello di fronte all’ improvvisa assenza di stimoli.

ANCHE I BICCHIERI SPESSO SONO COLPEVOLI

Può derivare dal tappo ma, in casa, più spesso è nei bicchieri. Basta tenere i calici in un mobile di legno o in scatole impilate per terra e il TCA contaminerà il vino.  L’elenco delle possibili cause va dall’antitarlo dei mobili antichi allo sbiancante usato su quelli moderni, ma anche il sapone da pavimenti a base di varichina può contaminare i bicchieri.

Intorno a Chianciano il vino è meglio dell’acqua

Non scherzo, anzi vi porto con me a scoprire una cantina e un agriturismo che fanno impazzire i wine lovers! Le Buche di Giuseppe Olivi a Sarteano

Giuseppe Olivi vigneti Le Buche

Giuseppe Olivi vigneti Le Buche

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Le riunioni di consiglio di amministrazione del vino Orciasono itineranti e vengono spesso ospitate nelle aziende dei soci. Qualche volta si trasformano in appuntamenti piacevolissimi dove la discussione è veloce e la convivialità è lunga: visita di cantine belle e attrezzate, assaggio di vini di altissimo livello e spesso cene raffinate. E’ successo da Giuseppe Olivi, un costruttore edile diventato appassionato produttore di vino poco fuori l’uscita Chiusi-Chianciano dell’Autosole.

Le Buche bottaia

Le Buche bottaia

27 ettari di vigneti tenuti come giardini, bottaia sotto una volta a mattoni che è la testimonianza tangibile del suo colpo di fulmine enologico, vini di cui giustamente va fiero: potenti, rotondi con una netta impronta di legno piccolo. Uno stile e una qualità che sicuramente piace ai wine lovers americani. Colpisce lo sforzo enorme di Giuseppe Olivi e di tanti produttori dell’Orcia nell’inseguire l’eccellenza qualitativa. Come sempre le denominazioni giovani, quelle che non hanno un marchio capace di spingere le bottiglie, devo farsi notare con il solo argomento della qualità intrinseca del vino e dunque forza a rimboccarsi le maniche: lavoro in vigna, attrezzature enologiche di prim’ordine, botti delle migliori marche, consulenti … uno sforzo gigantesco e infine vini con un prezzo decisamente abbordabile in rapporto al loro valore qualitativo. 

Fiammetta Fadda una regina fuochi & fiamme

La conduttrice TV e supergastronoma di “Panorama” vista da vicino è intelligente, raffinata e soprattutto molto spiritosa, insomma Fiammetta Fadda “ci piace”

Violante con Fiammetta Fadda alla Fattoria del Colle per Premio Casato Prime Donne 2013

Violante con Fiammetta Fadda alla Fattoria del Colle per Premio Casato Prime Donne 2013

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
E’ venuta a Montalcino e alla Fattoria del Colle in occasione del Premio Casato Prime Donne 2013 dove ha vinto nella sezione per articoli a firma femminile. Ci ha decisamente affascinato. Prime di tutto è una signora elegante: capelli impeccabili a caschetto, camicia di seta crema con ampie maniche e al colletto un gran fiocco di raso nero. Pantaloni di seta nera stretti ma non aderenti, quanto basta per slanciare la figura. Classe principesca anche nella semplicità.
Ma è quello che dice che colpisce. Quando Anna Pesenti Buonassisi le chiede << come si riduce una ricetta complessa in tempi televisivi?>> Fiammetta racconta un episodio decisamente esilarante. <<Purtroppo molti cercano di complicare le preparazioni e questo è davvero un problema. Ricordo una ricetta di pesce a cui lo chef voleva dare un tocco azzurro per richiamare il mare usando un colorante per dolci. Purtroppo si dimenticò di mescolarlo nell’acqua e per rimediare in fretta lo mise nel piatto direttamente dal tubetto. Noi assaggiamo il piatto e diventiamo tutti blù; labbra blù, denti blù, persino la lingua blù. E nessuno sapeva cosa fare per cui dovemmo sospendere la trasmissione.>> E poi dicono che lavorare in TV è una cosa senza rischi!

Dalla Russia con amore … per il vino

Ristoratori, enotecari, assaggiatori, venditori e buyers … di Mosca e San Pietroburgo sono i nuovi wine lovers russi che scoprono l’Italia molto dopo la Francia

Fattoria del Colle cantina vinsantaia

Fattoria del Colle cantina vinsantaia

La delegazione dei nostri importatori è composta da 11 donne e 3 uomini e non poteva che essere diversamente nelle cantine tutte al femminile di Donatella Cinelli Colombini. Entusiasti per il sole estivo, affascinati dall’arte e dal cibo ma soprattutto dal vino. Apprezzano particolarmente il Brunello riserva e i vini armonici e eleganti, sembrano invece meno colpiti dai bland “american style” potenti e legnosi. Questi esperti di vino russi sono la cortesia in persona e incredibilmente non sono mai stanchi ma fumano come turchi e sono attratti irresistibilmente dallo shopping di griffe della monda.
Molti di loro sono in Italia per la prima volta e invece conoscono Bordeaux e lo Champagne. C’era da aspettarselo! Ora scoprono che il nostro Paese, gli piace e anche la scoperta dei nostri vini li entusiasma.

Analisi sensoriale dell’uva, vi insegno a farla

Bisogna mettere in bocca 3 chicchi d’uva contemporaneamente per una corretta analisi sensoriale, per poi analizzare separatamente acini, polpa, buccia e vinaccioli. E’ facile e non costa niente

 

degustazione delle uve le mani di Valerie Lavigne dopo l'assaggio

degustazione delle uve – le mani di Valerie Lavigne dopo l’assaggio

Di Donatella Cinelli Colombini

I primi a proporre un metodo di analisi sensoriale delle uve furono Rousseau e Delteil dell’ICV di Montpellier nel 2000 (leggi in “Corriere Vinicolo”  questa e altre tecniche). Il loro metodo è ancora oggi il più conosciuto e applicato. Si basa su una scheda con 19 descrittori a cui dare un voto da 1 a 4 dove il valore migliore è quello più basso. Su alcune voci i numeri sono in crescendo, in altri in calando perché è evidente che l’uva sarà tanto più pronta alla vendemmia quanto sarà meno acida e più dolce.

 

ANALISI SENSORIALE VISIVA DELL’UVA

Il primo parametro sull’acino richiede un esame visivo e tattile dell’acino per valutare consistenza, colore, attitudine alla separazione dal graspo. Evidentemente la sanità è un elemento di attenta valutazione.

 

ANALISI SENSORIALE GUSTATIVA DELL’UVA

Segue l’assaggio di 3 acini insieme. Vanno esaminati separatamente e in questa successione: polpa, buccia e vinaccioli. Del succo bisogna capire: separazione buccia polpa, dolcezza, acidità, aromi erbacei e aromi fruttati. Evidentemente l’acidità e l’erbaceo devono essere più scarsi possibile, mentre è sperabile che gli altri elementi siano abbondanti.
Sulla buccia l’esame verte su 3 elementi che devono risultare alti (attitudine alla triturazione, intensità tannica, aromi fruttati) e 3 che devono risultare scarsi: acidità, astringenza, aromi erbacei.

Bonella una splendida sposa in rosso

Bonella Ciacci ha sposato ieri il suo bell’architetto Marco Bondioli ad Arezzo. Ecco il racconto della giornata più bella del loro amore

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini 

Marco Bondioli sposo galante con Bonella

Marco Bondioli sposo galante con Bonella

Bonnie, la vulcanica e poliglotta giovane che accoglie i turisti alla Fattoria del Colle, ieri era più bella che mai con un vestito bianco creato in sartoria secondo le sue indicazioni. Un vestito che le stava a pennello ma soprattutto rispecchiava perfettamente la sua personalità.  Bello ma non pretenzioso, curato nei minimi dettagli e insieme divertente e fantasioso, di tendenza ma anche fuori dagli schemi, insomma nel Bonella style.  Il bel Marco aveva una giacca in broccato fantastica. Con i racemi visibili solo con i cambiamenti di luce e solo nella parte inferiore. Scarpe da tennis rosse in tinta con la cintura, i fiori, le scarpe e il nastro sui capelli di Bonella. Che coppia spettacolare! Da film!

Anche i più piccoli dettagli del matrimonio erano curati e divertenti: le partecipazioni arancio con scritte in rosso, le cornucopie del riso di carta rossa e i nomi degli sposi, il riso rosso, persino la novella di Rodari letta dal celebrante parlava di un gambero … anche lui rosso…  E poi l’auto degli sposi un coupé anni ’60 con sportelli apribili ad ala d’uccello. L’esperienza di Bonella come wedding planner  è venuta fuori in questi tocchi molto personali che hanno trasformato il suo matrimonio in una festa allegra, intima e modellata su lei e Marco. 

A cena con Ser Filippo Brunelleschi nella sua Firenze

Santa Maria Novella aperta di notte solo per i Lions del Firenze Brunelleschi che vanno a vedere il  Crocifisso di Ser Filippo e poi cenano nel chiostro grande

Firenze Santa Maria Novella cena Lions

Santa Maria Novella cena Lions nel chiostro affrescato da Paolo Uccello

visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Racconta Vasari che Brunelleschi e Donatello erano molto amici e condividevano imprese velleitarie e esperienze artistiche. Donato aiuta Filippo a vincere la gara per la cupola del Duomo con un modello in muratura, ma non per questo Brunelleschi gli evita le critiche e, quando vede il Crocifisso di Donatello, gli dice <<ma hai messo in croce un contadino>>, il Cristo è infatti un uomo vigoroso e leggermente sproporzionato. Filippo scolpisce un Gesù che è la perfezione assoluta. Dio fatto uomo e dunque senza difetti. Quando Donatello lo vede ha un tale choc che apre le braccia e gli cascano le uova che ha nel grembiule.

Nella realtà Donatello scolpisce dopo Brunelleschi ma è vero che il Cristo di  Ser Filippo è determinante per lui perché è proprio da quel Crocifisso che parte la scultura rinascimentale.

E’ l’importanza di quest’opera per la cultura del mondo, è il rapporto di Brunelleschi con Donatello, Nanni di Banco e Masaccio (un gruppo che rivoluziona l’arte come solo gli impressionisti, anche loro in gruppo, riusciranno a fare) che porta i Lions a Santa Maria Novella per aprire la loro annata e la vera vita del nuovo club davanti a Filippo Brunelleschi, il più grande architetto di ogni tempo di cui portano il nome.

Chi è bello beve Brunello, chi è pignolo beve Barolo

A Gozo uno spettacolo comico e poetico di Amina Contin  ci insegna una filastrocca con i nomi di 13 vini e poi fa assaggiare i grandi vini di Michele Chiarlo

Nino Marini e Amina Contin

Nino Marini e Amina Contin Gozo Rokna tal Kreattività

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Dal gigante Guccini alla filastrocca sui vini, da Pablo Neruda all’uva folgarina, da Pier Paolo Pasolini alla mazurka del buon vino … una serata di grande poesia, canzoni da osteria e musica d’autore ma tutto dedicato al vino. Questo il mix proposto da Amina Contin nella sua Rokna tal Kreattività– Casa della creatività nell’isoletta di Gozo la sorella piccola dell’isola di Malta. Uno spettacolo tutto in italiano intitolato “In vino veritas” che avrebbe fatto la sua figura anche da Eataly a Roma o a Torino per la genialità di alternare grande poesia e filastrocche. Trasgressione o provocazione? Se qualche intellettuale storce il naso nel vedersi offrire un bicchiere di Prosecco all’ingresso io trovo questa abitudine da diffondere e sostenere. Tralascio “Il Frate” di Francesco Guccini e delle “Odi elementari” di Neruda come gli altri frammenti di arte vera per scendere giù in cantina e insegnarvi la mazurka del buon vino che ha divertito tutti e che digitando sul nome potete anche ascoltare.  

Gli stati USA più amici del vino con la California per prima

L’American Wine Consumer Coalition difende i diritti degli appassionati del vino, se necessario anche con gli avvocati e ora ha dato la pagella agli stati

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Houston_dopo il seminario del Brunello

Houston_dopo il seminario del Brunello

La classifica degli stati USA più amanti del vino sembra i reating di Moody’s per la finanza: A+ , A, A- per arrivare ai giudizi peggiori che sono classificati D, D- e F.

I criteri per la valutazione sono ricavati da un’indagine sui bisogni dei consumatori che nell’ordine sono:  ricevere  vino dalle cantine, assenza di un monopolio statale, farsi mandare vino dai rivenditori, comprare vino la domenica, portare il proprio vino al ristorante, comprare il vino nei negozi di alimentari.

L’elenco fa un po’ sorridere in Italia dove queste cose sono assolutamente lecite ovunque, ma nella patria del proibizionismo non tutto è permesso anzi!

I risultati dell’indagine sono in parte sorprendenti e evidenziano una tendenza a vietare molto più ampia di quanto ci si aspetterebbe. Gli stati che offrono più opportunità ai wine lovers sono California, District of Columbia, Missouri, Nebraska, New Hampshire, Oregon e Virginia. A limite del proibizionismo Utah e Oklahoma. La grande mela ottiene un deludente D+ che la mette al 30° posto fra i 51 stati americani. Vediamo dunque che una cantina italiana può spedire a casa il vino acquistato da un turista di New York  mentre lo stesso turista non può farselo mandare da un rivenditore USA e neppure comprarlo al supermercato. Altra sorpresa Las Vegas, il regno del gioco d’azzardo dove tutto sembra permesso invece non consente di portare la propria bottiglia al ristorante.

La leggenda dei Frati nella Cantina Cecchi in Chianti

Ombretta e Filippo  Saporito grandissimi chef, Cesare e Andrea Cecchi i fratelli chiantigiani e 40 gourmet in una splendida serata di tiepido autunno

Andrea Cecchi riceve i Gourmet nelle sue cantine

Andrea Cecchi riceve i Gourmet nelle sue cantine

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

La Delegazione di Siena –Firenze e Toscana dell’Union Européenne des Gourmets torna a riunirsi dopo la pausa estiva con la visita alle Cantine Cecchi di Castellina in Chianti. Chi ricorda lo stabilimento di 20 anni fa si prepari a uno choc e soprattutto a rifarsi gli occhi perché ora è bellissimo. A destra della strada la cantina industriale di 16.000 m2 preceduta da uffici, sala da degustazione, sala convegni sale ricevimento di design raffinato e mobili moderni di grandi architetti. Sotto la bottaia è da film tanto è bella: archi, marmi e barriques nuove che la fanno assomigliare a una chiesa. 

Di fronte c’è la cantina di Villa Cerna una delle 4 fattorie del Gruppo Cecchi dove ancora oggi vive la famiglia in un castello costruito intorno all’anno mille. Le dimensioni sono meno imponenti e il carattere più “rurale” ma tutto è comunque grande, ben organizzato e ordinatissimo.

                                                                       
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