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Il wine lover abbandonato

Girando per enoteche, se non si è un po’ scaltri, si rischia di comprare un vino che non corrisponde alle nostre richieste. Un buon enotecario è giusto sia correttamente informato su ciò che vende.

Visto per voi da Bonella Ciacci

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Lavorando in una delle due cantine di Donatella Cinelli Colombini, mi è capitato più volte di avere a che fare con vini che non sono della nostra produzione, magari per guidare una degustazione con degli ospiti. E’ mio dovere in questi casi informarmi sulla cantina e sul vino che propongo, se non lo conosco, per dare le giuste indicazioni ai clienti. Così facendo, e anche per una curiosità personale, la mia conoscenza su cantine e vini sta crescendo, e non manco mai di coltivarla ulteriormente, provando vini diversi quando sono a cena fuori, o comprando qualche bottiglia interessante quando sono in giro in vacanza.
Ecco che, e non solo una volta, mi sono imbattuta in ristoratori e soprattutto enotecari “colti alla sprovvista”.

La dinamica è sempre più o meno la stessa: entro in un’enoteca, mi guardo un po’ intorno, mi incuriosisco di qualche bottiglia, e poi chiamo il gestore per avere più informazioni a riguardo. Altre volte invece chiedo direttamente di propormi qualcosa di insolito e particolare. Sul momento, il più delle volte, ricevo risposte esaustive su composizione, affinamento, descrizione del vino… Poi vado a casa e, perdonatemi la malafede, controllo online, cercando il vino e la cantina che ho comprato. Ed ecco l’amara sorpresa: molte mi sono state dette un sacco di bugie!

Londra una città di giovani assetata di grandi vini

Qui vino significa mercato del vino a livello mondiale, Master of Wine, Master Sommelier, sommelier, wine writers, bloggers, wine shop, ristoranti di lusso…

Edonism Wines London mani con vino

Edonism Wines London mani con vino

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Io e mio marito carlo Gardini siamo a Londra per il wine tasting del portafoglio del nostro importatore Ellis of Richmond e questo ci offre l’opportunità di tante piccole scoperte che adesso condivideremo.
Entriamo in uno dei palazzi della nuova finanza, One Canada Square, il quarto grattacielo più alto di Londra. Receptionist bellissime nell’atrio, un sistema di sicurezza tipo Banca d’Inghilterra e negli uffici -dove

Donatella Cinelli Colombini con Petrus

Donatella Cinelli Colombini con Petrus

incontriamo i titolari della Humble Grape– una situazione che ti aspetteresti nella Apple o nella Microsoft: uffici open space, aree comuni dove giovanissimi parlano digitando sugli hai-pad . Mi spiegano che è uno degli spazi messi a disposizione dal governo alle start up che usano nuove tecnologie. Anche quello che ci raccontano è fantascienza: la creazione di un ristorante con wine shop attraverso l’offerta del progetto via web. Come dire dal virtuale al reale. Dalle finestre il panorama è fantastico si vede anche il grattacielo Shard, una piramide di vetro che cambia colore a seconda della luce.

Residui di pesticidi in 90% dei vini francesi

La Francia consuma 110.000 tonnellate di pesticidi ogni anno più di ogni altro Paese europeo e solo il 10% dei suoi vini non ne porta le tracce

Emmanuel Giboulot

Emmanuel Giboulot

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Niente di illegale, ovviamente, i residui di pesticidi presenti nel 90% delle bottiglie francesi sono comunque entro i parametri previsti per legge, tuttavia appaiono troppo alti considerando che l’8,2% della produzione enologica oltralpina è certificata con marchio bio.
La Francia è il terzo utilizzatore mondiale di pesticidi dopo Stati Uniti e Giappone. Una fiducia nell’utilizzo della chimica che trova il forte consenso delle istituzioni. Ha fatto il giro del mondo la vicenda del viticultore biodinamico di Beaune in Borgogna, Emmanuel Giboulot, che rischia 6 mesi di carcere e un’ammenda di 30.000€ per essersi rifiutato di effettuare il trattamento chimico contro la cicalina nei suoi vigneti. L’insetto diffonde la flavescenza dorata, una malattia realmente pericolosa per le viti della Borgogna, che i sostenitori del biodinamico intendono contrastare solo con mezzi naturali.

E se il mondo del vino lo cambiasse un film?

L’autore di Mondovino Jonathan Nossiter porta al Festival di Berlino la storia di 4 produttori di vini naturali, mentre la campagna toscana è piena di set

Natural-Resistance

Natural-Resistance

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

C’è di tutto in Toscana: dal film olandese che racconta dei Tuscan weddings in una villa di Impruneta allo spot del profumo di Trussardi girato nei giorni scorsi a 10 km dalla Fattoria del Colle. La nostra meravigliosa campagna è quasi il simbolo di quell’armonia fra uomo, natura e storia che tutti dicono di volere e nessuno realizza. 

Ma il film di cui voglio parlare è un’altra cosa, è un’opera di grande valore artistico firmata da Jonathan Nossiter il regista di “Mondovino” che, dopo aver pellegrinato ovunque ora vive a Roma, ed ha un golden retriver come me. Se “Mondovino” era la denuncia dell’intrico di affari fra l’industria del vino e i critici che indirizzando il mercato, la nuova pellicola è la ricerca di un’alternativa. Si intitola “Resistenza naturale” e racconta la storia di 4 contadini moderni. Una di loro è la mia lontana parente Giovanna Tiezzi. Permettetemi una divagazione. Il padre di Giovanna, Enzo Tiezzi è stato uno dei più geniali studiosi italiani di ecosistemi. Fu lui a raccontarmi come la parola sostenibilità fosse stata coniata dal gruppo di lavoro a cui apparteneva negli Stati Uniti riferendosi al pedale del pianoforte che allunga i suoni. Mentre ero assessore a Siena mi aiutò a capire le dinamiche dell’inquinamento turistico e come allontanare i vecchi autobus o ridurre gli sprechi d’acqua fossero solo pagliativi perché i visitatori erano semplicemente troppi e persino il loro camminare faceva innalzare il livello delle polveri sottili nel centro storico.

Luca Brunelli un montalcinese di cui essere orgogliosi

39 anni produttore di Brunello è il nuovo Presidente toscano della CIA, che non è l’agenzia USA di spionaggio, bensì la Confederazione italiana agricoltori

Luca Brunelli produttore di Brunello

Luca Brunelli produttore di Brunello

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
E’ un gigante anche se non è tanto alto. Fino da giovanissimo ha dimostrato coraggio, spirito di iniziativa e soprattutto una capacità straordinaria di aggregare e fare squadra.
Ho conosciuto Luca Brunelli come presidente del Quartiere Ruga di Montalcino e come presidente dei giovani agricoltori AGIA. Nelle riunioni ascoltava tranquillo, giocando con la penna … e poi partiva con richieste ambiziose, quasi dei sogni ad occhi aperti. Anche se creano sconcerto, sono proprio questi personaggi visionari che cambiano il mondo. E’ il loro coraggio di buttare il cuore oltre l’ostacolo, che da la carica e spinge l’acceleratore del cambiamento.
Anche con sé stesso ha fatto lo stesso accettando grandi sfide come quella di creare, con la sua famiglia, un’azienda di 15 ettari che produce e esporta un ottimo Brunello o di diventare presidente nazionale dei giovani agricoltori AGIA.

Le 10 tendenze 2014 del vino secondo The Drinks Business

Millennials, vini di nuovi territori, ambientalismo, Chardonnay, filo diretto fra produttori e consumatori, wine bloggers …ecco il 2014 visto dall’UK

brindisispumantegiovani

brindisispumantegiovani

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
On line The Drink Business è un osservatorio del vino fra i migliori del mondo: fornisce classifiche di tutti i generi, ha un database immenso, raccoglie opinioni, assegna premi. Trovi le cose più diverse dalla birra anti Putin per la legge sull’omosessualità, all’acquisto dei nuovi vigneti da parte della cantina neozelandese Villa Maria… Ha una news letter quotidiana che arriva a 20.000 lettori professionisti di tutto il mondo e un sito con 1,2 milioni di visitatori unici all’anno. Insomma indubbiamente è un opinion maker da ascoltare con attenzione.
Per questo le 10 tendenze del vino del 2014 indicate da The Drinks Business vanno prese in considerazione, non come relative all’UK, ma come fenomeni globali
1. Scoperta di nuove regioni del vino. I grandi brand rimarranno sempre forti ma cresce la voglia di vini nuovi provenienti da zone come l’Ungheria, la Turchia o la Basilicata.
2. I Millennials faranno tendenza nel vino. Un nuovo modo di bere che si unisce alla convivialità, alla scoperta della cultura del Paese da cui proviene il vino
3. Non più eccedenze di vino. Ci sarà un sostanziale equilibrio fra domanda e offerta con i Paesi europei che vedranno scendere i consumi mentre cresceranno in USA, Cina e altri grandi Nazioni che stanno scoprendo il vino.

I Sommelier AIS preparano la loro nuova Guida dei vini

Riunione plenaria con il Presidente Antonello Maietta e tutti i delegati regionali dell’Associazione Italiana Sommelier per la nascita della Guida dei vini

Sommelier congresso 2013 BrindisiFinale

Sommelier congresso 2013 BrindisiFinale

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

40.000 copie destinate a tutti i Sommelier AIS d’Italia, uscirà a novembre e verrà presentata a Vinitaly.
Nasce grande la nuova guida dei vini dei Sommelier che raccoglierà i contributi delle commissioni di assaggio di tutte le regioni. Il Presidente Maietta ha dato il via ai lavori durante una riunione plenaria nella sede di Milano in cui delegati e membri del CDA hanno effettuato insieme una degustazione bendata di un vino bianco e uno rosso. All’apparenza si tratta di un indirizzo metodologico che mira a privilegiare il giudizio sul vino rispetto all’importanza del brand e della denominazione. Ad esso si aggiunge la volontà di trasformare il radicamento regionale dell’associazione nello strumento per cogliere e valorizzare le specificità locali. Questa mi pare un’ottima idea anzi il modo per rispondere ai bisogni dei consumatori più evoluti. Un’idea che potrebbe diventare l’elemento nuovo e vincente della guida insieme all’aumento delle informazioni sul servizio.

Divina Toscana, stroncata l’immagine fantasy

 “Divina Toscana”  l‘immagine fantasy della terra di Dante, creata dall’agenzia regionale  diventa “Toscana taroccata” nella dichiarazione del Governatore Rossi 

 

divina_toscana

divina_toscana

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Un pasticcio della peggior specie: non solo la campagna realizzata da Toscana Promozione viene attaccata via web a livello internazionale ma finisce anche nel telegiornale e soprattutto il Governatore Rossi la stronca su Facebook <<Anche se la campagna promozionale turistica l’abbiamo fatta noi, anche se dicono che costa poco e sarà efficace, a me questa “Toscana Taroccata” non piace proprio per niente. Io amo la #Toscana così com’è”>

C’è da chiedersi se Rossi segue con la dovuta attenzione il settore turismo che  è strategico per la regione che amministra. All’apparenza sembra di no altrimenti se ne sarebbe accorto prima! 

Si tratta effettivamente di qualcosa di trasgressivo, quasi un intreccio di immagini da film epico fantasy e stereotipi della Toscana. Può non piacere ma sicuramente si nota e forse era proprio questo l’obiettivo.  Nella nostra regione tutto è già visto, ultra fotografato, riprodotto fino alla noia. In queste condizioni fare cose nuove con “i soliti noti” è una mission impossible. Invece la nuova campagna di comunicazione turistica della Toscana ci riesce e “buca”. Le immagini più conosciute ci sono ma la situazione è così diversa che sembra di non averle mai viste.

I Lions di Montalcino la Fortezza “nel canestro”

Il canestro, inizia nella preistoria e accompagna il lavoro agricolo fino ai nostri giorni. Per conoscerlo i Lions lo hanno fatto con le loro mani

Marino Ferretti insegna a fare i canestri ai Lions

Marino Ferretti insegna a fare i canestri ai Lions

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Perché imparare un antico mestiere? Per mantenere una tradizione millenaria, perché lavorare con le mani fa bene alla mente, perché l’artigianato è lo storico punto di congiunzione fra l’arte e la quotidianità ….. I motivi ci sono e il Presidente del Lions Club Montalcino La Fortezza, Curzio Ciacci, ha organizzato, per i suoi soci, una lezione davvero singolare: l’esecuzione del canestro.

Siamo nella sede del Quartiere Borghetto, uno delle quattro zone di Montalcino che, ogni anno, si sfidano in un torneo di tiro con l’arco come nelle antiche giostre cavalleresche. Il docente è Marino Ferretti, piccolo uomo gentile, con l’occhio attento e le mani nodose e agili. I lions si siedono intorno a lui e Marino, con la tipica essenzialità del linguaggio contadino, spiega come il canestro sia composto di tre legni: orniello per la struttura portante, sanguinello per lo scheletro e vitalba – che in montalcinese diventa vitalbia- per l’intreccio.

Coravin per bersi i grandi vini senza stapparli

Si chiama Coravin 1000 e ti fa bere il vino senza stappare la bottiglia anzi lo conserva inalterato per giorni e mesi fino all’assaggio successivo

Coravin-1000-Wine-Opener-System

Coravin-1000-Wine-Opener-System

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini  fonte “Corriere Vinicolo
Greg Lambrecht è un inventore di apparecchiature mediche con la passione per il vino e la tecnologia. Un giorno sua moglie smette di bere vino e lui combatte fra il desiderio di godersi degli ottimi bicchieri e l’impossibilità di bersi tutta la bottiglia da solo. Il dispiacere di veder ossidare il vino avanzato lo spinge a inventare un sistema innovativo e alla fine nasce Coravin. Ora può scendere in cantina, scegliere la bottiglia più adatta alla sua cena, prendere un solo bicchiere e lasciare intatto e ben conservato il resto del vino.
Un sistema che rivoluziona il modo di godere i grandi vini.
Coravin è grigio argento e quando è appoggiato sul suo supporto assomiglia a un piccolo microscopio.

Che fine fanno le barrique senza vino?

Mobili d’autore, pavimenti dal profumo inebriante e cips per dare un tocco torbato all’arrosto ecco dove vanno a finire le barrique

Miss Dondola Missoni

Miss Dondola Missoni

Di Donatella Cinelli Colombini
La vita della barrique è abbastanza breve: quando è nuova viene usata per i grandi vini, al terzo “passaggio” cioè anno, scende alle tipologie meno prestigiose ma quando comincia a dare al vino un finale amaro, gli enologi la vedono come un pericolo da espellere dalla cantina prima possibile. E’ possibile rigenerarla con un processo di raschiatura e tostatura che in Italia solo poche ditte specializzate sanno fare ( come il nostro amico di Facebook Romiti Pietro). Nella maggior parte dei casi la barrique va a finire in falegnameria.
Il prezzo è esiguo 30 – 50€ per circa 50 kg di meraviglioso legno di rovere ma la curvatura rende le doghe della barrique poco utilizzabili.
L’esempio migliore di mobili fatti con questi legni è del 2012 a San Patrignano: la Miss dondola di Angela Missoni, la panchina Bottea di Mario Botta, la lampada a led di Pininfarina … oggetti di altissima qualità per il design d’autore e l’esecuzione manuale da parte dei 200 ragazzi che lavorano nei laboratori di falegnameria, decorazioni e fabbri nelle sedi di San Patrignano di Rimini, Trento e Botticella.

Ovviamente non si tratta del solo esempio di falegnameria di legno di barriques anche se i mobili di San Patrignano hanno fatto il giro del mondo con premi persino a Boston.

Il 2014 del vino secondo Robert Parker del Wine Advocate

Il più celebre critico del vino del mondo elenca le tendenze dei consumi 2014, con molte indicazioni prevedibili e qualche sorpresa

RobertParker

RobertParker

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Vi suggerisco di leggere anche Intravino dove troverete dei divertentissimi commenti alle opinioni di Robert Parker. Qui mi limito a riassumere le previsioni del padre del “Wine Advocate” con una sola nota introduttiva: è evidente la stanchezza di Parker per tutto quello che è super esclusivo, troppo caro, di dubbia correttezza … insomma il guru del vino USA pone molta più attenzione alla semplicità e al prezzo.

  • Successo di Prosecco italiano e Cava spagnolo rosicchieranno una parte del mercato dello Champagne
  • I chioschi del cibo da strada messicano, asiatico e fusion venderanno anche vino 
  • Avranno molto successo i locali tipo trattoria dove servono cose buone ma convenienti e consentono ai clienti di portare il vino da casa
  • I vini 2012 dell’Est e della costa Atlantica domineranno i mercati grazie all’ottima qualità di questo millesimo

C’è MalvaziJa e Malvasia! Alla scoperta del vino dell’Istria

Istria, dove il Refosco diventa Terrano e la Malvazija istriana ha profumi raffinati, complessi e diversi della modesta Malvasia coltivata in Toscana

Novigrad Istria Convento benedettino

Novigrad Istria Convento benedettino

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
L’Istria croata non confina con l’Italia eppure in nessun luogo estero ti senti così a casa. Per arrivarci bisogna superare Trieste, comprare la vignetta (15€ per una settimana), traversare in autostrada 30 km di Slovenia e entrare in Istria con direzione Pola.
Gli abitanti sono belli e alti come i friulani e altrettanto ospitali. Parlano italiano con noi e veneto fra loro. La costa è una sequenza di penisole, insenature con porticcioli pieni di pescherecci, spiagge e piccoli paesi costruiti intorno ad altissimi campanili che svettano come birilli appuntiti, quasi a ricordare la dominazione della Serenissima Venezia. Paesi di piccole case e stradine serpeggianti, osterie e mercatini all’aperto. In campagna ci sono tantissimi oliveti di cultivar leccino che danno oli profumati di altissimo livello. I vigneti sono tanti: vecchi, molto vecchi e nuovi. Sono piantati su terre bianche per dare vini giovani di grandi profumi e su terre rosse per vini più potenti e adatti all’invecchiamento.

Bernardino Sani nuovo Amministratore Delegato di Argiano

Largo ai giovani! Bernardino Sani  33 anni il più giovane CEO di una cantina importante di Montalcino e forse d’Italia

Bernardino Sani enologo manager

Bernardino Sani enologo manager

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

E’ il momento del trionfo per un giovane che non si è limitato a usare la testa ma ha lavorato anche con le mani. Enologo ha iniziato con uno stage nella cantina di Col d’Orcia a Montalcino ma ha poi lavorato in USA e persino nei Caraibi. Anche nello studio il suo percorso ha avuto un orizzonte ampio con una laurea a Firenze, ricerche  all’Università di Montpellier e uno stage all’OIV sotto la guida attenta di Federico Castellucci .
Poi il ritorno a Montalcino. Quasi un destino visto che abita nella casa dentro la porta Burelli che fu regalata, dalla municipalità, ai nostri comuni antenati dopo gli assedi della metà del Cinquecento. Una storia lunga dunque, che misteriosamente si ricongiunge. Infatti io sono lontana parente di Bernardino proprio attraverso il ramo della famiglia che inizia, in terra senese, con un soldato di ventura talmente coraggioso da meritarsi il dono di una delle porte della città.

                                                                       
Cinelli Colombini
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