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Musica negli Horti e con Mozart i vini Orcia sono più buoni

Il giardino cinquecentesco San Quirico d’Orcia, la musica di Mozart per l’inaugurazione del Festival Musica negli Horti e i vini Orcia facevano sognare

Musica negli Horti 2014 degustazione vini Orcia

Musica negli Horti 2014 degustazione vini Orcia

Orchestra da Camera del Trasimeno Musica negli Horti 2014

Orchestra da Camera del Trasimeno Musica negli Horti 2014

Andrea Fagioli Horti Leonini San Quirico

Andrea Fagioli Horti Leonini San Quirico

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Fantastico! Un’armonia di sensazioni fra passato e presente. Un’armonia di visioni, sapori, profumi, suoni …in un appagamento totale. E’ questa la magica terra dei vini Orcia, un luogo dove il lavoro della terra acquista la nobiltà di arte del paesaggio e il vino accompagna la cultura.

La 5° edizione del Festival internazionale di Musica Letteratura, Vino, Cibo in Val d’Orcia  “MUSICA NEGLI HORTI” ( 27 luglio 3 agosto) è stata inaugurata negli Horti Leonini. Un giardino sorto nel 1581 all’interno del paese di San Quirico. Uno spazio verde che appariva colorato dalle sculture dell’artista senese  Andrea Fagioli esposte  in occasione della 44° edizione di “Forme nel verde”

Un luogo antico e insieme nuovo come quasi tutto in questo straordinario territorio.

E le stelle stanno a guardare … anzi ad assaggiare

10 agosto per Calici di stelle, festa notturna a Castiglion d’Orcia con grandi vini Orcia, grigliate, tiro con l’arco, mercatino, maggiaioli e musica moderna

Orcia DOC

Orcia DOC

Una festa notturna in grande per rivivere milleduecento anni di storia, con guerre, nobiltà e miserie, divertimenti e golosità di questo intatto angolo di Toscana patrimonio dell’Umanità Unesco. Castiglione e Rocca d’Orcia sono due castelli uniti in un solo borgo straordinariamente bello. Qui, come al tempo delle corti medioevali, si svolgerà la festa di Calici di stelle il 10 agosto 2014 dalle 18 fino a mezzanotte (e oltre). A fare gli onori di casa ci sarà il Sindaco Claudio Galletti.

Le Folgori di Tinia

Le Folgori di Tinia

<<Assaggi di grandi vini Orcia e anche qualche novità, offerti dai produttori in persona>> spiega la Presidente del Consorzio Donatella Cinelli Colombini, orgogliosa del crescente interesse verso la

Animazioni per bambini

Animazioni per bambini

giovane denominazione Orcia. Ma anche arte nella sala che conserva i dipinti di Simone Martini, Pietro Lorenzetti e Vecchietta, il pittore che nacque a Castiglione nel 1412. Come all’epoca delle giostre medioevali ci sarà un mercatino di oggetti artigianali, una zona per gli arcieri in costume dell’associazione “Le Folgori di Tinia” che insegneranno a tirare le frecce, le strade saranno percorse dai maggiaioli che risuoneranno dei loro stornelli, ci sarà un braciere con le salsicce di maiale e il pane fresco per gustare i saporitissimi salumi senesi e i pecorini …. Ma non tutto sarà ispirato al passato, la musica italiana avrà un ruolo determinate con le esibizioni cantanti professionisti e amatori coordinati dalla Scuola di canto di Barbara Benini.

Per i veri wine lovers  gli assaggiatori ONAV guideranno alcune degustazioni guidate di vini Orcia DOC e per i foodies ci sarà un assaggio di carne chianina Presidio Slow Food. 

Sommelier e Campioni Sommelier, la chiave del successo

L’emozione del neo vincitore  del consorso di Miglior Sommelier della Toscana, Lorenzo Scapecchi, cresciuto nella scuola concorsi più forte d’Italia

Di Elena Mazzuoli

Osvaldo Baroncelli e Lorenzo Scapecchi

Osvaldo Baroncelli e Lorenzo Scapecchi

Un giovanissimo Lorenzo Scapecchi al suo secondo palco, il 28 giugno ha conquistato il premio Miglior Sommelier della Toscana davanti a una giuria di tutto riguardo. Attualmente “arruolato” nel ristorante L’Ora d’Aria di Firenze, e appartenente alla delegazione di Arezzo, Lorenzo ha dedicato il riconoscimento anche a Luca Martini, il campione del mondo in carica della Sommellerie WSA che per primo ha creduto in lui facendolo lavorare nel ristorante di famiglia Osteria Da Giovanna.

“Ci vuole tanto studio e passione, i concorsi richiedono sicuramente impegno e pratica sul campo ma la piacevolezza della materia che trattiamo non fa che snellire la pesantezza di un carico di lavoro importante. Quando poi si è sul palco anche un po’ di fortuna e la giusta carica non guastano” ammette Lorenzo. “Continuerò a studiare per una costante crescita professionale e non soltanto per concorrere al nazionale; i concorsi sono un’emozione ma vanno presi con lo spirito giusto. Da buon toscano i miei vini preferiti sono quelli prodotti nella mia regione: non per campanilismo ma perchè hanno un’identità molto marcata e adesso che sono il Miglior Sommelier della Toscana li racconto con ancora più orgoglio. Principalmente vini a base sangiovese: Brunello di Montalcino e Chianti Classico su tutti.

Il vino italiano più caro è un Brunello Biondi Santi 52.646$

Nessun italiano fra i 50 vini più cari del mondo ma molte novità nella classifica delle nostre bottiglie con prezzi top dove il Masseto è al secondo posto

Richebourg Grand Cru,

Richebourg Grand Cru,

Di Donatella Cinelli Colombini

Ancora da Wine Searcher, il sito che convoglia i prezzi di 46.450 rivendite di tutto il mondo e rivela, in tempo reale, le quotazioni di tutti i vini. Un data base immenso che contiene una sezione più ristretta dedicata ai 50 più cari. Qui i francesi fanno la parte del leone. Il primo della lista è il compianto Henri Jayer con il suo Richebourg Grand Cru, Cote de Nuits che ha un prezzo medio di 16.513$ a cui segue Romanée Conti Grand Cru che tuttavia lo batte sulla quotazione massima di 40. 155$.

Come capite bene si tratta di assaggi da quattro soldi, alla portata di tutti

Franco Biondi Santi

Franco Biondi Santi

La sezione del sito di Wine searcher dedicata ai “Most expensive” ha un menù

riservato ai vini italiani dove la classifica appare fortemente modificata rispetto allo scorso anno con il Masseto della tenuta di Ornellaia che è schizzato fino al secondo posto e il Brunello riserva Biondi Santi che registra il prezzo massimo più alto: 52464 $ una cifra ragguardevole e capace di fare invidia anche ai cugini d’Oltralpe.

100.000 “Italian restaurant” all’estero sono falsi

Nel 59% dei casi i ristoranti italiani esteri non hanno chef italiani o capaci di cucinare le nostre ricette e neppure materie prime italiane

Felidia New York

Felidia New York

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

VinoWay ha attratto la mia attenzione su qualcosa che avevo sempre sospettato: all’estero la maggioranza dei ristoranti italiani sono falsi, cioè hanno un cuoco libanese o greco e se è italiano prima faceva tutt’altro mestiere. I ristoranti falsi sono quelli dall’aspetto più “nostalgico” con tovaglie a quadri, sedie impagliate e tricolore in vetrina, insomma ricordano la Trastevere anni Cinquanta, uno stereotipo da cartolina, che ormai non esiste più.
Spesso i piatti sono unti, troppo cotti, pesanti e dal sapore sgradevole .. nemmeno somiglianti a quelli che siamo abituati a mangiare quando usciamo a cena. La sensazione, infatti è quella di un uso abbondante di conserve, carne congelata, olio di semi, parmisan o mozzarilla… Per fortuna alla fine il conto è quasi sempre leggero.

Estate 2014 con bollicine e rosati. Lo dice una pugliese DOC

Monica Caradonna, giornalista e blogger pugliese, ci racconta cosa aspettarci dall’estate 2014, dal regno delle feste sotto il sole, la Puglia.

Letto per voi da Bonella Ciacci

Maci con figlie e anto e moni

Maci con figlie e anto e moni

Se Milano è la capitale italiana delle nuove tendenze e delle mode in inverno, d’estate da alcuni anni, chi detta legge in termini di feste e tendenze è sicuramente la Puglia, e soprattutto il Salento. Ecco perché, per avere alcune dritte su come organizzare una festa d’estate all’ultimo grido, ho pensato di intervistare Monica Caradonna. Già ospite nel blog di Donatella Cinelli Colombini per il suo blog www.annichilitamafiga.com, Monica non è solo una giornalista, blogger e press manager per una grande azienda vinicola pugliese (Cantine Due Palme), ma anche una ragazza instancabile, che prende la vita con un’energia fuori dal comune, e partecipa a tutti i più grandi eventi e feste che si svolgono nella sua regione, la Puglia. Chi meglio di lei ce le può raccontare, dandoci così tanti spunti e consigli per un’estate 2014 memorabile all’insegna del divertimento?

Bonella Ciacci – Monica, chi ti segue sul tuo blog, sa che sei una che non si ferma mai…Ma quante ne fai?!
Monica Caradonna – Sorrido cara Bonella, perché ne faccio anche troppe. Ho un approccio molto ironico alla vita e ai suoi tanti problemi quindi il mio è un costante esercizio, un continuo voler esorcizzare i problemi e trarne un vantaggio che può essere anche un sorriso. Pensa che la mia filosofia di vita si fonda su un principio fondamentale che Mago Merlino dice al giovane Artù nel bellissimo cartoon della Disney La spada nella roccia, ovvero quando si è troppo in basso si può solo risalire. Ecco, questo è il mio mood, sempre positiva e di conseguenza la mia quotidianità riflette solo cose belle, quelle meno belle sono solo uno strumento per crescere. Ed ecco allora che vivo, lavoro tanto, viaggio tantissimo, mi diverto, abbraccio e sorrido. Pare poco?

BC – Il “ma quante ne fai” è anche un modo ironico per un altro punto preliminare di questa chiacchierata, ovvero introdurti e dire chi sei.
MC – Sono una persona fortunata perché faccio il lavoro più bello del mondo: la giornalista. Mi sono occupata per 11 anni di comunicazione politico-istituzionale, lavorando con il sindaco della mia città ma anche in Regione Puglia e per parlamentari divari schieramenti; ho diretto un settimanale molto figo, faccio televisione e curo la comunicazione di una grossa azienda di vini del Sud.  Nella mia pagina di facebook mi presento usando le parole di un film, Un’ottima annata, con Russel Crowe: “C’è qualcosa che dovresti sapere di me Max: sono tanto tanto esigente e in più sono tanto tanto sospettosa, tanto tanto irrazionale, e perdo la pazienza tanto tanto facilmente, in più sono pazzamente gelosa e lenta a perdonare”;  ecco davanti a questa descrizione mi sono assolutamente ritrovata. 

Festa di Priscilla Occhipinti regina della grappa d’autore

500 invitati per la festa d’estate della Distilleria Nannoni organizzata da Priscilla Occhipinti in onore di Linea Verde, Orizzonti e Unomattina verde RAI

Nannoni festa estate 2014 Priscilla Occhipinti Donatella Cinelli Colombini

Nannoni festa estate 2014 Priscilla Occhipinti Donatella Cinelli Colombini

Nannoni, festa d’estete 2014 cantori popolari maremmani

Nannoni, festa d’estete 2014 cantori popolari maremmani

Luigi Pocaterra, Natalia Strozzi, Roberto Occhipinti

Luigi Pocaterra, Natalia Strozzi, Roberto Occhipinti

Di Donatella Cinelli Colombini
In ogni cosa che fa c’è soprattutto passione, Priscilla Occhipinti maestra distillatrice che vince la gran medaglia d’oro con la Grappa Nannoni al Concorso internazionale 2014 in Brasile. Priscilla Occhipinti che attrae sulla Maremma l’attenzione dei responsabili RAI dei principali programmi di turismo e agroalimentare. Priscilla Occhipinti che organizza, ogni anno, una festa d’estate dal sapore antico per 500 persone. Piccola grande donna che genera entusiasmo, che trascina, che costruisce progetti a ripetizione.
Nella distilleria, visibile dai giardini dove avveniva la festa, c’è un salotto perché lei vive fra gli alambicchi e, nei periodi di maggior lavoro, addirittura ci dorme come un artigiano medioevale che segue, con sapienza e creatività, ogni fase della lavorazione. La personalità unica e la qualità delle grappe Nannoni rispecchiano questa cura manuale e grazie a questo arrivano i premi come quello ottenuto in Brasile e consegnato durante la festa.

Rothschild i banchieri vignaioli

Dalle immense ricchezze della finanza a un fiuto strepitoso per i vigneti d’eccellenza. Ecco Eric de Rothschild di Chateau Lafite

eric-de-rothschild

Eric-de-Rothschild

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

La dinastia Rothschild inizia nel 1744, con la nascita di Mayer Amschel nel ghetto di Francoforte, fu lui a creare la banca e a mandare i suoi cinque figli nei cinque principali centri finanziari europei creando una rete d’affari formidabile. Nel corso dell’Ottocento, quando erano al suo apice, i Rothschild possedevano il più grande patrimonio privato del mondo, nonché, di gran lunga, la più grande fortuna nella storia del mondo.
I due rami francesi della famiglia possiedono due dei vigneti più celebri e celebrati: il ramo che il fondatore aveva originariamente inviato in Francia acquistò Chateau Lafite, l’altro, discendente dai Rothschild inglesi, acquistò Château Mouton a Pauillac.

Lafite

Lafite

Oggi il Rothschild group è uno dei gruppi di finanza privata più grandi del mondo, con filiali in 42 Paesi, un’influenza immensa sull’economia del pianeta, grandi collezioni d’arte, ma niente come i grandi vini delle loro vigne li rende orgogliosi e invidiati.
Qui vi racconteremo di Chateau Lafite il castello principesco che ha come simbolo lo stemma Rothschild con il pugno chiuso sulle cinque frecce che simboleggiano le cinque dinastie create dai figli di Mayer Amschel nelle piazze finanziarie d’Europa e il riferimento al Salmo 127 della Bibbia: “Come frecce nelle mani di un guerriero” . I Rothschild infatti sono ebrei.

Per calici di stelle cantine toscane by night

In Toscana, nelle notti delle stelle cadenti, dal 5 al 10 agosto, grandi vini, musica italiana e soprattutto Modugno, cene, concerti … e “dress code”  blue  

Calici di Stelle cantine by night

Calici di Stelle cantine by night

Di Donatella Cinelli Colombini

In Toscana, sotto una pioggia di Perseidi, degustazioni di grandi vini cercando la cometa Oukaimede. Tra le vacanze e il Solleone, nell’estate toscana del vino c’è un’esperienza tutta da vivere per i winelovers: è “Calici di Stelle”, l’evento enoico cult dell’estate del vino, promosso dal Movimento Turismo del Vino Toscana (www.mtvtoscana.com) e dalle Città del Vino. 

Dal 5 al 10 agosto, le porte delle cantine si apriranno di notte per gli amanti del buon bere proponendo assaggi di grandi vini nelle notti più stellate dell’anno. L’edizione 2014 di calici di stelle è dedicata a Domenico Modugno, nel ventennale dalla scomparsa. La sua indimenticabile “Nel blu dipinto di blu” sarà la colonna sonora delle serate e l’ispirazione del “dress code” in blu che viene suggerito ai partecipanti. Il 2014 è l’“anno delle comete” come la Oukaimede che solca il cielo proprio in agosto.
Tutti buoni auspici di serate all’insegna dei grandi vini, del romanticismo e delle stelle cadenti.

Il marchio del vino più forte del mondo è cileno

E’ Concha Y Toro la cantina cilena che ha battuto la concorrenza dei brand USA e australiani che dominano la classifica di The Drinks Business

Casillero del diablo Concha Y Toro Cile

Casillero del diablo Concha Y Toro Cile

Di Donatella Cinelli Colombini

La lista dei 10 Top brand più influenti del vino è redatta dalla rivista inglese The Drinks Business che ci delizia ogni settimana con le più svariate classifiche: dagli enologi alle donne del vino di fama internazionale. Anche in questo caso lo scenario è il mondo, vengono presi in considerazione sono i 200 brand con distribuzione “autenticamente” globale. Rispetto allo scorso anno ci sono 2 marchi della Gallo mentre è uscito dalla classifica il gigante statunitense Blossom Hill relagato all’11° posto. I criteri di valutazione sono principalmente tre: la quota di mercato posseduta, la crescita negli ultimi anni e le tendenze future, il posizionamento/prezzo soprattutto in base al numero dei marcati in cui il brand ha una presenza significativa nel segmento premium. In misura minore contano anche la longevità, la coerenza del marchio e il suo radicameno fra i consumatori. Dopo un calcolo matematico complesso, dei parametri esaminati, esce la classifica dei TOP 10  del vino in cui non c’è nessun marchio italiano. I nostri sono troppo piccoli per le super potenze globali.

Con Gianluca Monaci novellatore delle bollicine

Ieri, al Galà delle bollicine 2014 del Barrino – l’ombelico del mondo – in una Montisi che ogni volta sbalordisce per la sua bellezza incantata

Gianluca Monaci il Barrino Montisi

Gianluca Monaci il Barrino Montisi

Montisi Galà delle bollicine 2014

Montisi Galà delle bollicine 2014

Montisi galà delle bollicine 2014 brani d'opera

Montisi galà delle bollicine 2014 brani d'opera

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Serata magica: 4 Champagne di ottimo livello e 3 spumanti Ferrari di alta qualità, cena nel prato dell’ Agriturismo San Martino, proprietà si Silvia Mannucci Benincasa, discendente di Santa Caterina. La temperatura è perfetta, la compagnia davvero piacevole, siamo a tavola con la padrona di casa e Toni Cafarelli chef gelatiere siciliano che ha raggiunto il successo a Firenze reinventando gusti e lavorazioni. Gran maestro di cerimonie Gianluca Monaci del Barrino di Montisi – L’ombelico del mondo, che sfoggia un sorriso contagioso .

Anche le api dicono di tagliare i pesticidi nei vigneti

Dagli uomini-ape che impollinano gli alberi da frutto in Cina, alla condanna di Château Monestier La Tour per l’intossicazione da fitofarmaci nei vigneti

Cina Uomini Ape

Cina Uomini Ape

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

I segnali sono ormai tanti e tutti nella stessa direzione: ridurre i fitofarmaci in agricoltura e ovviamente nei vigneti.
Di qualche settimana fa, sono le immagini degli uomini-ape cinesi costretti a impollinare il 95% degli alberi da frutto arrampicandosi fra i rami. Sono milioni i cinesi che impollinano 20 alberi al giorno per paghe da fame dopo che un uso scriteriato dei pesticidi ha ucciso tutti gli insetti. C’è da chiedersi come risolveremmo il problema in Italia se succedesse la stessa strage di api. Si perché il pericolo esiste davvero visto che l’analisi del polline sulle api che svolazzano da fiore a fiore, in 12 Paesi Europei ha rivelato abbondanti tracce di pesticidi soprattutto nelle “sentinelle ambientali” che vivono in prossimità dei vigneti. La situazione è grave anche in USA dove il Presidente Obama ha creato una task force  in difesa delle api che sono diminuite del 23%. Si tratta di una specie di croce rossa delle api si chiama “Pollinator Health”

Colpo di fulmine per la Vernaccia riserva

Vernaccia di San Gimignano da incorniciare e da riscoprire: finezza, personalità e armonia superiori al passato; nella versione riserva sbalordisce i Gourmets

Ristorante il Mestolo serata della Vernaccia di San Gimignano

Ristorante il Mestolo serata della Vernaccia di San Gimignano

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Per un senese riscoprire la Vernaccia di San Gimignano è come per un esquimese rendersi conto che il ghiaccio è freddo. L’ovvio che hai sempre sotto il naso e dunque non osservi mai con la necessaria attenzione. Succede così che i soci dell’Union Européenne des Gourmets di Siena rimangono sbalorditi di fronte al carattere sontuoso e elegantissimo della Vernaccia Riserva. Complici le spiegazioni di Stefano Campatelli e una ricciola di 15 kg magistralmente cucinata da Nicoletta chef del ristorante Il Mestolo …. i 35 commensali hanno un colpo di fulmine collettivo.
La serata era particolare anche per me con il festeggiamento della mia recente nomina a Cavaliere della Repubblica e il Console Alessandro Bonelli che mi consegna una targa a nome del club.
A completare la mia gioia c’è la presenza di Anna Pesenti Buonassisi giornalista, gastronoma e grande amica.

Le aziende devono imparare a cinguettare

In Italia, ancora poche aziende hanno capito e sfruttato le potenzialità di uno dei social network più importanti, Twitter. Ecco perché conoscerlo meglio.

Letto per voi da Bonella Ciacci

 

Qualche giorno fa il social media strategist ed esperto di personal branding Riccardo Scandellari ha pubblicato un articolo riguardo l’efficacia e risultati che si possono ottenere per le aziende che imparano a sfruttare al meglio il social dell’uccellino blu, Twitter. Prendo spunto dalle sue parole per evidenziare alcuni punti chiave e riportare l’esperienza diretta fatta nell’azienda di Donatella Cinelli Colombini, per la quale lavoro.

“Twitter è il social più difficile da comprendere per chi non ha uno spirito da blogger”, ed ha ragione Riccardo in questa sua affermazione. Soprattutto in Italia, dove il social più utilizzato (e abusato) è Facebook, l’utente medio della rete fatica a comprendere le dinamiche del famoso sito di microblogging. Sì, perché così nasce twitter, come un sito di microblogging, dove quindi lo scopo principale è produrre e postare contenuti, che si racchiudano nei 140 caratteri. Da allora di strada ne ha fatta e le cose sono cambiate, aggiungendo molte funzioni, ma rimanendo comunque sostanzialmente un sito minimal, fatto di sostanza e poco di apparenza.

“L’utente Twitter è maggiormente disposto a cliccare il link contenuto del post e molto più disponibile a ricondividerlo se lo ritiene utile e interessante.”. Questo è l’altro punto chiave che reputo estremamente importante, e che è comunque strettamente legato alla natura principale di Twitter, ovvero un sito che punta sui contenuti. Per un’azienda che punta a costruirsi un’immagine seria e una reputazione importante, è utile mostrare di  non “vendere fumo”, ma dare prova delle proprie competenze, capacità e conoscenze. E’ il problema che sembra evidenziare la ricerca di FleishmanHillard Italia, ripreso dal sito www.franzrusso.it, che ha analizzato nel 2013 la presenza delle aziende vinicole sul web e sui social. Sembra aumentata molto la quantità, ma non la qualità di ciò che viene pubblicato. Non si crea contenuto. Perché accade questo?

I migliori Champagne rosé secondo Tom Stevenson

Lo Champagne rosé è decisamente la bollicina più di modaiola e più cara. Tom Stevenson e Cristiana Lauro ci presentano quelli che reputano migliori

Dom Pérignon Rosé

Dom Pérignon Rosé

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

L’articolo di Wine Searcher è delizioso e vi invito a leggerlo. Ironico quanto basta, decisamente ben informato e pieno di notizie intriganti.  L’autore è considerato il maggiore esperto mondiale di Champagne con 23 libri e 50 pubblicazioni sull’argomento.

Dunque, lo Champagne rosé, alcuni super esperti non lo

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b jeff koons dom perignon rose michel fainsilber

amano – Jancis Robinson in primis – ma certamente il suo successo pare ormai inarrestabile.
Il primo boom avvenne nel 1989 quando Allan Cheesman selezionò lo Champagne rosé Charbaut per i supermarket Sainsbury’s enfatizzando la notizia che il colore era ottenuto in modo naturale dal contatto fra il succo e le bucce dell’uva rossa e non dal mescolare vini bianche e rossi. Una piccola curiosità che infiammò le vendite. Un successo che, allora, ebbe breve durata e che ha ripreso la sua corsa nel 2004 diventando qualcosa di più di una moda ma un vero e proprio fenomeno commerciale. Oggi tutte le Maison de Champagne hanno un rosé nel loro portafoglio e il 10% della produzione totale è rosa. Ecco che lo Champagne rosé non è più un “capriccio occasionale” e le cantine si sono poste seriamente il problema del miglioramento qualitativo.

                                                                       
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