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La civiltà delle Contrade del Palio e il canto del Maggio

Due serate e due argomenti affascinanti per tre Lions Club nella stessa settimana: il Palio di Siena e i maggiaioli della Val d’Orcia

Franco Generini

Franco Generini

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Il Lions Club Firenze Brunelleschi dedica una serata a Siena e alle sue nobili tradizioni. Una full immersion che ha toccato persino il menù dove comparivano i pinci con il sugo di cinta senese e il panforte. Al termine della cena il Professor Giuliano Catoni – docente di archivistica e profondo conoscitore della storia locale- ha spiegato come i senesi abbiano una fama centenaria di eccentricità: la

Jacopo Rosati fa firmare il libro presenze a Giuliano Catoni

Jacopo Rosati fa firmare il libro presenze a Giuliano Catoni

“pazzia dei senesi” citata da Giovanni Boccaccio e la “gente vana” di cui scrive Dante … Insomma dal medioevo i nostri antenati  ( gli antenati miei e di mio marito Carlo Gardini presidente del Lions Club) sono noti per la rissosità e il legame di appartenenza. Chi nasceva in un “monte” o in una delle 42 Contrade medioevali oppure in una delle 17 Contrade di oggi mantiene quel legame per la vita se non vuole essere considerato un “rivenduto”. Per questo i confini assumono un’enorme importanza e, fino al 1721, quando l’editto di Violante di Baviera li fissò definitivamente, erano fonte di continue litigi. Dunque  il Palio “alla tonda”, quello che si corre due volte l’anno (nasce nel 1656 sostituendo quello “alla lunga”), è solo la parte più spettacolare e famosa di qualcosa di profondo e antico, qualcosa che vive tutto l’anno e costituisce una vera e propria civiltà.

EnoLions incorona Nambrot il vino italiano amato dai giovani

Il primo concorso enologico con valutatori di età inferiore a 40 anni ha assegnatola Gran medaglia d’Oro all’IGP Toscana Rosso “Nambrot” 2007 Tenuta di Ghizzano

Nambrot-2007-Tenuta di Ghizzano

Nambrot-2007-Tenuta di Ghizzano

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

La scelta dei vincitori delle 12 categorie del 1° Concorso Enologico Nazionale EnoLions si è svolta nella Villa Medicea “La Ferdinanda” di Artimino ed ha coinvolto 28 giovani enologi, sommelier e giornalisti. Per la prima volta, infatti, i vini si sono confrontati con il gusto degli “under 40”. Qualcosa di nuovo e di originale che ha permesso di individuare le future tendenze del mercato puntando i riflettori sui Millenial, i giovani consumatori, proponendo loro un modello di consumo moderato e la cultura del vino di qualità in opposizione agli abusi. Questa era la finalità di EnoLions, promosso dal Lions Club International, “la più grande organizzazione di servizio del mondo con 1,35 milioni di soci in 208 Paesi” ha detto con orgoglio il Fiorenzo Smalzi, Governatore del Distretto 108 La Toscana. L’elenco dei vincitori e dei segnalati è all’indirizzo http://lions108la.it/attivita/delegati-del-governatore/concorso-enolions/vini-selezionati/

Quale formaggio per il Brunello riserva 2008?

Per il Brunello cercavamo un formaggio eccezionale ma che “sapesse di Toscana” e lo abbiamo trovato: è il Verrucchio Vecchio del Caseificio Marovelli

Brunello di Montalcino Riserva 2008

Brunello di Montalcino Riserva 2008

A Vinitaly (padiglione 6 stand D4) la prima uscita pubblica della “strana coppia” un cacio pecorino stagionato e un Brunello riserva 2008 che hanno come comun denominatore l’eleganza. Entrambi sono ottenuti da materie prime straordinarie, lavorare con cura artigianale e soprattutto maturate in modo magistrale. Due eccellenze che sembrano nate per fondersi nella bocca dei più raffinati gournet. L’idea di cercare il formaggio perfetto per il Brunello Riserva 2008 è di Violante Gardini che gradualmente sta affiancando la madre Donatella Cinelli Colombini alla guida delle cantine di famiglia, le prime in Italia con un organico di sole donne.
Il Brunello 2008 del Casato Prime Donneviene da

Pecorino caseificio Marovelli

Pecorino caseificio Marovelli

una sola piccola vigna esposta a mezzogiorno su un terreno magro e ricco di argille con viti che producono molto poco. L’uva è stata vendemmiata a mano dal 3 al 5 ottobre, alla fine della raccolta 2008. Il vino ha poi maturato per tre anni: prima in botticelle da 5-7 hl e poi nelle tradizionali botti grandi. Un lavoro paziente che ha dato un risultato di rara eleganza, un Brunello armonioso e che lascia in bocca una lunga gradevolissima scia.
Per lui ci voleva qualcosa di uguale intensità e equilibrio. Dopo prove, assaggi, visite e degustazioni finalmente abbiamo trovato il compagno ideale per il nostro Brunello riserva. E’ il Verrucchio Vecchio del Caseificio Marovelli artigiani di San Romano in Garfagnana – Lucca. Un formaggio pecorino o meglio un “cacio” come diciamo in Toscana usando un termine di origine latina che evidenza la sua antichissima tradizione.

Mentre il vino espugna i pub inglesi io vi ci porto

Cala la birra aumenta il vino nei pub inglesi, cambio di stile ma nessun danno al loro fascino ed allora ecco quelli che bisogna vedere assolutamente

Peter Kavanagh, Liverpool, Inghilterra

Peter Kavanagh, Liverpool, Inghilterra

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Il regno della birra, i pub dove tradizionalmente i sudditi di Sua Maestà vanno da soli per trascorrere le serate davanti a boccali di bionda giocando a freccette e guardano la partita. Ebbene nei pub il monopolio della birra è finito e il vino ha un ruolo sempre più importante, specialmente nei locali di nuova apertura. Una ricerca CGA Strategy divulgata dall’Unione Italiana Vini fotografa la situazione attuale dell’HORECA britannica : birra 47%, vino 18%, superalcolici 22%. Come si vede la bionda è sempre molto forte ma le cose stanno cambiando, perché mentre questa cala il vino aumenta.
Qualche calice accanto ai boccali ma questo non toglie niente al fascino di questi luoghi molto british. L’elenco che segue è dei locali must, se torni dall’UK e non ci sei stato vuol dire che hai visto un altro Paese. La scelta è di “visit Britain

Quali sono i vini italiani più cari

Barolo Collina Rionda di Bruno Giacosa, Amarone Classico riserva di Giuseppe Quintarelli e Masseto ecco le bottiglie italiane più costose

Giacosa Collina Rionda, Barolo (etichetta scura)

Giacosa Collina Rionda, Barolo (etichetta scura)

Di Donatella Cinelli Colombini
E’ la classifica in cui tutti i produttori italiani vorrebbero vedere le loro bottiglie, quella che trasforma l’apprezzamento dei critici e del mercato in prezzi e fatturati aziendali, insomma nel premio economico di tante fatiche, rischi e passione che stanno dietro a ogni goccia di vino.
La lista arriva da Intravino che consiglia agli italiani di spendere in grandi bottiglie nostrane gli aumenti di stipendio promessi da Renzi. Forse i soldi non basterebbero ma certamente rendere felici quelli che decidessero per questa scelta. Si tratta infatti di bottiglie strepitose, forse anche migliori di vini esteri dal prezzo inabbordabile. Tutto parte dai dati di Winesearcher il portale che pesca i prezzi delle bottiglie da un data base di 44.439 negozi di tutto il mondo. La classifica dei vini italiani più cari è basata sul loro prezzo medio su diverse annate e sono senza tasse (la nostra IVA).
Ecco dunque la lista delle bottiglie italiane sfavillanti

Quanto costa visitare una cantina italiana?

Il prezzo d’ingresso, le gratuità e soprattutto il sistema per prenotare le visite in alcuni luoghi da sogno e dell’enologia italiana

Casato Prime Donne - Cantina Brunello

Casato Prime Donne - Cantina Brunello

Cominciamo dalla nostra. Donatella Cinelli Colombini non ha dubbi <<le cantine devono offrire cultura del vino>> per questo la creatrice di “Cantine aperte” nella sua Casato Prime Donne a Montalcino serve tre vini in degustazione gratuitamente insieme alla visita guidata a tutti gli individuali che bussano alla porta nei giorni feriali. Per i gruppi superiori a 12 persone e per le degustazioni formali c’è un listino ma i wine lovers individuali sono accolti a braccia aperte. <<Non pensi che la gratuità renda la visita meno esclusiva, meno ambita?>> le chiedo, ma Donatella è ferma nelle sue idee <<chi ama il vino, da noi, è accolto come un amico>>.
Davvero una bella opportunità per entrare nel magico mondo del Brunelloe nella storia di Montalcino che viene raccontata in italiano e inglese dalle guide della cantina aiutandosi con gli affreschi che sono fra le botti.

Antinori-nel-Chianti-Classico

Antinori-nel-Chianti-Classico

Non è raro trovare opportunità simili nelle cantine italiane anche più blasonate, tuttavia mentre cresce e si diversifica l’offerta enoturistica ,molte aziende hanno strutturato visite e degustazioni a pagamento.

Cominciamo con quella che, attualmente tutti desiderano visitare: la cantina Antinori nel Chianti Classico. Prenotazione on line www.antinorichianticlassico.it assolutamente indispensabile perché è già al completo per giorni e giorni. La vista costa 20€ dura un’ora e comprende l’assaggio di tre vini.

Renzi ecco come puoi spendere meno e farci guadagnare di più

La spesa regionale per la promozione turistica nel 2013 ha sfiorato il miliardo (939.600.000€) cioè 10 volte quella Usa e due volte quella spagnola

Palazzo della Gherardesca Firenze Four Season Hotel

Palazzo della Gherardesca Firenze Four Season Hotel

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Con la differenza che la comunicazione dei brand nazionali funziona mentre quella regionale no. E infatti Francia, USA, Cina, Spagna cioè tutti i Paesi che ci sopravanzano nella classifica delle destinazioni più visitate, puntano sull’immagine complessiva, e spendono meno di noi.
Insomma è l’ora di avere un Ministro e un vero ministero del turismo che metta le mani su questa montagna di soldi, dia una regia unitaria al turismo valorizzando solo le persone capaci (in Toscana ne abbiamo parecchie), puntando ai risultati e tagliando le spese.
Il 46% dei soldi totali destinata alla promozione turistica viene spesa dalle 5 regioni a statuto speciale con la Valle d’Aosta che ha fatto davvero il botto: 50 milioni di investimenti per 3,1 milioni di turisti. Consiglio all’Assessore regionale di riflettere sulla convenienza di lasciare a casa i turisti e dividere i soldi fra i 127.844 abitanti valdostani!

E’ una donna italiana il miglior Sommelier romeno ASI

Marinela Vasilica Ardelean  ha vinto il concorso per miglior Sommelier dell’anno della Romania, dopo una serrata competizione a Bucarest 

Marinela Vasilica Ardelean

Marinela Vasilica Ardelean

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
E’ nata in Romania ma vive in Italia da 15 anni ed ha anche la nostra cittadinanza. Ex modella, laureata in economia con un master Mba, parla perfettamente cinque lingue, si intende di finanza e di marketing, insegna presso l’Italian Chef Academy.
Insomma è bella e brava in modo “esagerato”.
Per i nostri vini Marinela è un bel biglietto da visita nel mercato rumeno che, sebbene piccolo, ha un business enologico di 300 milioni di Euro di cui 5-6 di vini italiani (il 40% delle importazioni totali). Negli ultimi vent’anni ristoranti con buone carte dei vini, negozi gourmet ed enoteche si sono moltiplicati accompagnati da una notevole diffusione dei Sommelier che, in Romania, hanno una qualifica professionale legalmente riconosciuta. Questo ha innalzato il numero e le competenze degli esperti di vino rumeni e infatti la sommelerie locale miete successi: 5° posto ai mondiali di Tokyo, 3° posto agli europei di San Remo e ora la vittoria a Bucarest.

Il vino in casa invecchia prima

L’invecchiamento del vino tenuto in casa è 4 volte più veloce che in cantina. Questa la scoperta della Fondazione Edmund Mach –Istituto di San Michele all’Adige

Di Donatella Cinelli Colombini

Infernotto del Brunello di Donatella Cinelli Colombini

Infernotto del Brunello di Donatella Cinelli Colombini

Il maggior centro di ricerca enologica italiano, conferma quello che i produttori di vini a grande invecchiamento sapevano per esperienza diretta: la conservazione domestica è un autentico killer per il vino. E infatti le parole del Professor Fulvio Mattiviautore della ricerca pubblicata su “Metabolomics” non lasciano spazio a dubbi <<Sei mesi in appartamento fanno raggiungere al vino una età chimica che corrisponde ad un affinamento di due anni nelle condizioni ideali di cantina>>.
Alla fine è sempre valido il consiglio che mio nonno Giovanni Colombini dava ai clienti del suo Brunello <<il vino è fatto per essere bevuto non guardato>>.

L’alcol in rete, il confine tra il bene e il male

Internet è un megacontenitore dove si può viaggiare tra tutti gli estremi, anche nell’uso dell’alcol. Ecco un esempio di come la rete può diventare una trappola.

Visto (e sentito) per voi da Bonella Ciacci

Le neknomination

Le neknomination

La moda è partita dall’Australia e si è diffusa in brevissimo tempo negli Stati Uniti, in Inghilterra e nel resto di Europa. Si chiamano “NekNomination” ed il meccanismo è semplice quanto letale: farsi un video mentre si tracanna una bottiglia di un qualche alcolico (birra, vino, o peggio ancora bottiglie con mix micidiali di superalcolici), fino all’ultima goccia, postarlo sui vari social network, e poi nominare altri 3 amici che in 24 ore devono fare la stessa cosa, pena la pubblica derisione online. Da qui il nome del pericoloso giochino, ovvero Nek (dal collo della bottiglia) e Nomination (perché vanno nominati altri amici per proseguire la catena).

Una catena di Sant’Antonio che all’estero ha fatto molte vittime, e anche in Italia alcuni ragazzi hanno rischiato molto, finendo in coma etilico.
Per fortuna, come si sono moltiplicate online (principalmente su facebook) le pagine che incitavano a continuare questa moda assassina e stupida, altrettanto sono cresciute le pagine che la condannavano e chiedevano che venisse fermata.

Le truffe del vino: dai domini web ai Barolo falsi

Un futuro di pirateria informatica per chianti.wine e bordeaux.vin. Intanto c’è chi falsifica il Monfortino di Giacomo Conterno

Monfortino

Barolo Monfortino Conterno

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Esiste il rischio che i domini web “premium” come wine oppure vin vengano venduti all’asta. ICANN -Internet Corporation for Assigned Names and Numbers – che assegna i domini internet a tutto il mondo, ha sede a Los Angeles ed è privata, vorrebbe liberalizzarli mettendoli in vendita al miglior offerente. Potrebbe dunque succedere che www.chianti.wine corrisponda a una ditta di abbigliamento, oppure www.brunello.wine serva per proporre auto d’epoca. Insomma potrebbe ingenerarsi una confusione e uno sfruttamento improprio dei nomi di vini celebri. Una prospettiva di “pirateria informatica” che ha spinto Paolo De Castro (Presidente della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Europeo) a scrivere a ICANN e poi al Presidente dell’Assemblea Ue, Martin Schulz. Insieme intendono dare battaglia. Secondo De Castro potrebbe succedere che << nomi a dominio contenenti celebri indicazioni geografiche (ad esempio chianti.wine, bordeaux.vin, rioja.wine) vengano utilizzati da imprese che nulla hanno a che vedere con i vini di qualita’ delle denominazioni indicate>> insomma si prospetta un futuro sempre più complicato per le cantine.

Chateau garage, piccolissimi produttori di grandi vini

La London Cru ha riacceso i riflettori sulla nuova moda delle urban wineries chateau garage piccole produzioni artigianali di vini eccellenti

London Cru esterno

London Cru esterno

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Scordatevi il nonno che vinifica l’uva dell’amico nelle damigiane. Qui non stiamo parlando di vinelli per il consumo quotidiano delle famiglie. Lo chateau garage è il luogo in cui diventano realtà i sogni di un grande wine lover: uno che passa le notti sui wine blog, fa centinaia di chilometri per partecipare a una degustazione esclusiva, si fa regalare un Petrus per il quarantesimo compleanno e mette la sua foto a Romanée Conti nell’home page. Insomma uno che alla fine ha voglia di fare il vino perfetto con le sue mani ma non può comprarsi una cantina da 10 milioni di Euro.

london_cru scelta delle uve

london_cru scelta delle uve

Ecco dunque che il nostro wine lover costruisce la sua cantina sotto casa con tutto ciò che c’è di meglio: compra uve eccellenti, una o due cuve a forma di uovo (decisamente l’ultima moda) per vinificare e le barrique o i tonneau delle migliori marche per la maturazione … forse una pompa e niente di più …. Poca tecnologia e molta manualità. I risultati sono spesso molto buoni e permettono al nostro wine maker dilettante di regalare agli amici 800 bottiglie del suo vino.

Luigi Socini Guelfi il ricordo di un grande senese

Questo pomeriggio la Nobil Contrada del Bruco ha ricordato Luigi Socini Guelfi e gli episodi che lo videro protagonista a Siena durante l’ultima guerra mondiale

Socini Guelfi commemorato nella Contrada del Bruco

Socini Guelfi commemorato nella Contrada del Bruco

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Il Rettore della Contrada del Bruco, Fabio Pacciani, ha voluto commemorare Luigi Socini Guelfi in un momento particolare per la città di Siena <<un momento di grandi difficoltà economiche e di conflittualità strisciante>> un momento in cui <<gli uomini e le donne di valore possono fare la differenza>>. Da qui l’idea di proporre Luigi Socini Guelfi come esempio. Nato nel 1906, Socini Guelfi era diventato podestà di Siena nel 1938 a soli 32 anni. Trovò sul suo tavolo una legge che trasferiva a Roma il Monte dei Paschi ma, lavorando di diplomazia, riuscì a conservare la senesità della banca. Fu poi protagonista in uno dei momenti più terribili, il passaggio del fronte, quando riuscì a far dichiarare Siena città ospedaliera , salvandola dai bombardamenti tedeschi e alleati.

Chanel al supermercato, Moschino al fast food e Prada al bar

Il cibo conquista la moda oppure sono le grandi griffe che nobilitano i luoghi più commerciali del cibo come i supermercati e il Mc Donald’s?

Chanel Paris Fashion Week Womenswear

Chanel Paris Fashion Week Womenswear

Letto per voi  da Donatella Cinelli Colombini

Dissapore, un blog sempre attento alle nuove tendenze, ci mostra le modelle Chanel tra gli scaffali di un supermercato finto con 34 corsie piene di ogni tipo di merce marchiata doppia C … prosciutto Chanel, latte Coco Choco …. Quasi un gioco, ricreato dallo stilista Karl Lagerfeld al Gran Palais, dove a Natale ci sono le grandi mostre d’arte. Il padiglione è stato trasformato in passerella per la moda griffata très chic <<una mia personalissima riflessione sul lusso quotidiano e della sua influenza nella pop art. Se portate oggetti molto costosi e lo date a vedere, siete volgari>>. Com’è vero e com’è lontano dall’abitudine italiana di mettersi in mostra .
Ma il bello deve ancora arrivare perché non è chiaro se è il cibo che fa moda oppure è la moda che nobilita il cibo anche quello più commerciale. E qui che entra in campo Moschino che fa sfilare in passerella le modelle della collezione autunno inverno 2014 con divise che sembrano quelle dei commessi di Mc Donald.

                                                                       
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