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Un grande vino ha un ottimo tappo impara a riconoscerlo

Saper valutare la qualità del tappo di sughero è indispensabile per i produttori di vino ma anche per i consumatori perché rivela cose importanti 

 

Tappi a confronto

Tappi a confronto

Di Donatella Cinelli Colombini

Un grande vino ha bisogno di un ottimo tappo e imparare a riconoscerlo aiuta a capire cosa stiamo bevendo. Non l’ho detto ma tutti hanno capito che sto parlando del tappo monopezzo che è il solo usato nei grandi vini. Ovviamente la principale funzione del tappo è “tappare” quasi ermeticamente la bottiglia. Il tappo è tanto più importante quanto più a lungo il vino deve invecchiare. Per un Brunello è fondamentale mentre per un novello no. Chi ha bottiglie antiquarie, controlli se i tappi cominciano a colare (25-30 anni). Se il tappo geme significa che è completamente impregnato e non ha più tenuta. A quel punto o bevete il vino oppure fate “restaurare” la bottiglia nella sua cantina di origine. Vi verrà restituita con un certificato che attesta l’avvenuta sostituzione del tappo, nel caso di bottiglie molto costose tale operazione viene fatta in presenza del notaio.

 

Vincenzo Buonassisi, vignette e Donne del vino

Di vino in vignetta, mostra della collezione di Vincenzo Buonassisi il primo grande giornalista enogastronomico italiano, a Costigliole d’Asti dal 10 maggio

Salvatore Fiume Il brindisi di Susanna

S.Fiume "Il brindisi di Susanna" catalogo delle vignette di Vincenzo Buonassisi

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

L’Associazione Donne del vino del Piemonte inizia i festeggiamenti per il 25° anniversario dalla fondazione organizzando una mostra intitolata “Di Vigna in Vignetta” che rimarrà aperta fino al 29 giugno. Opere originali di vignettisti del calibro di Paola Grott, Angelo Cattaneo, Romano Frea, Guarene …. che avrà come madrina Laura Fiume e come protagonista la moglie di Buonassisi, Anna Pesenti.
Vincenzo Buonassisi intellettuale eclettico nato a l’Aquila nel 1918 e scomparso dieci anni fa, è stato il pioniere del giornalismo enogastronomico e, negli anni Settanta, dell’utilizzo della cucina come spettacolo televisivo. Iniziò come esperto musicale del Corriere della Sera, di lui si raccontano l’amicizia con Maria Callas, Herbert von Karajan e le cronache scritte a mano dopo gli spettacoli al Caffè Giamaica a Milano, dove incontrava Ungaretti, Quasimodo e pittori come Crippa, Tassinari e Treccani. Un ambiente di giganti della cultura italiana dove Buonassisi trovò gli stimoli per riscoprire la cultura materiale italiana della gastronomica.

Lia Banville una super Donna del Vino fra Italia e America

<<Non fate paragoni con i vini francesi, i nostri sono italiani e basta>> questa la lezione di marketing di Lia Tolaini Banville titolare della Banville & Jones

Lia Tolaini Banville con suo figlio

Lia Tolaini Banville con suo figlio Alex

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Il padre di Lia, Pier Luigi Tolaini lascia Lucca giovanissimo per Winnipeg in Canada dove fonda una delle maggiori società di trasporti e logistica del Nord America. Diventato ricco, nel 1998, torna in Toscana per comprare una splendida proprietà a Castelnuovo Berardenga nel Chianti Classico dove l’enologo super star Michel Rolland lo aiuta a creare vini di grandissima qualità.

Lia ha la stessa determinazione, coraggio e infaticabile energia del padre, come lui pensa in grande e sceglie sempre sfide difficili, ma aggiunge a questo una sensibilità artistica. Per questo, dopo la laurea in Canada, studia arte a Firenze e pensa addirittura di rimanere in Italia ma, durante un soggiorno a Winnipeg, arriva un colpo di fulmine per quello che pochi mesi dopo diventa suo marito. A Lucca c’è la zia Laura, una persona fondamentale nella sua vita affettiva, al punto che Lia le dedica la sua linea di vini “Donna Laura”.

I vini di lusso e le edizioni esclusive

Scopriamo insieme il mondo delle bottiglie di vino in piccole serie, alcune carissime altre abbordabili e in certi casi veramente uniche

Valentina-Argiolas-e-Antonio-Marras-Eventi-Turriga

Valentina-Argiolas-e-Antonio-Marras-Eventi-Turriga

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

OICCE Times” rivista diretta da Giusi Mainardi sorprende ogni volta con argomenti decisamente inaspettati. Questa volta è l’articolo sulle bottiglie esclusive ad attrarre la mia attenzione. Sono sempre più diffuse e costituiscono un fenomeno da studiare. Pensate che dal 2005 al 2010 sono aumentate del 30%.
Il binomio esclusività – lusso è dato quasi per scontato nella moda, per gli orologi e i gioielli ma non per il vino. Un’indagine Datamonitor del 2011 ha mostrato, senza possibilità di dubbio, che i consumatori individuano la qualità e l’autenticità come elementi distintivi del vino “di lusso” molto più della sua unicità.
La cosa è ingarbugliata e quindi mi incuriosisce davvero.

Quando l’allergia si trasforma in blog, ecco a voi Monica

Il 40% degli italiani hanno allergie o intolleranze, un problema per chi è goloso ed ecco allora …. annichelita ma figa, storie di bellezze senza nichel

Monica Caradonna

Monica Caradonna

Visto per voi da Ignazio Anglani per Donatella Cinelli Colombini
Il problema delle allergie è sempre in aumento e ne hanno discusso a Roma 9 al 12 Aprile durante il 4° Congresso Nazionale IFIACI. I temi trattati sono stati tanti ma quello che deve far riflettere è l’aumento esponenziale delle allergie di ogni tipo, ma soprattutto, alimentari.  Sono ben 3.000.000 le persone affette da allergie e questo dato è raddoppiato in soli 10 anni.
Le intolleranze alimentari riguardano attualmente circa il 40% della popolazione, ma le allergie vere e proprie sono circa l’8% , ovviamente non tutte in forme gravi, ma alcune come la celiachia colpiscono l 1% della popolazione che significa ben 600.000 italiani.
Una allergia poco conosciuta, ma estremamente diffusa è la: Sindrome da Allergia Sistemica al Nichel. Questa allergia costringe a dover eliminare dalla propria alimentazione un numero enorme di cibi, già questo per una persona normale è un problema, se poi come la mia amica Monica Caradonna,  sei un amante del cibo, del vino e delle bollicine e per di più sei la Press Manager di una importante azienda vitivinicola come le Cantine Due Palme il problema può essere solo maggiore.

Cantine con vista nell’Orcia, siamo qui per stupirvi!

Orcia, il vino più bello del mondo, si presenta ai wine lovers con una proposta inedita di punti panoramici accanto alle cantine e di trekking del vino

Fattoria del Colle Trequanda Punto manoramico

Fattoria del Colle Trequanda Punto manoramico

Donatella Cinelli Colombini presidente da pochi mesi del Consorzio del vino Orcia vi spiega un progetto davvero rivoluzionario: trasformare i turisti in consumatori offrendo loro la comprensione della campagna più bella del mondo. Si perché di questo si tratta, un vino che nasce in un comprensorio agricolo straordinario e in parte iscritto nel patrimonio dell’umanità Unesco. Un territorio dove il lavoro agricolo trova una straordinaria armonia con la storia e la natura. Un territorio pieno di piccole città d’arte e centri termali dove, ogni anno ci sono due milioni di presenze turistiche e escursionistiche.
13 comuni: Buonconvento, Castiglion d’Orcia, Pienza, Radicofani, San Giovanni d’Asso, San Quirico d’Orcia, Trequanda e parte di Abbadia San Salvatore, Chianciano Terme, Montalcino, San Casciano dei Bagni, Sarteano e Torrita di Siena tutti ricchi di storia e d’arte.

Montalcino, Brunello e Crete Senesi

Montalcino, Brunello e Crete Senesi

L’Orcia è una nuova denominazione incuneata fra quelle più vecchie e celebrate del Vino Nobile di Montepulciano e del Brunello di Montalcino. Nata nel 2000 è ancora una piccolissima DOC con 42 cantine in cui, nella stragrande maggioranza dei casi, il processo produttivo è fatto personalmente dal produttore dalla vigna alla commercializzazione della bottiglia. L’Orcia è ottenuto da uve rosse con almeno il 60% di Sangiovese, altre tipologie sono l’ Orcia “Sangiovese” con almeno il 90% di questo vitigno, entrambe anche nella tipologia “Riserva”, esistono anche l’Orcia bianco, rosato e vin santo.
In questo contesto di artigianalità e forte radicamento nasce il progetto “Ocia il vino più bello del mondo”

L’Orcia DOC comincia a brillare

Successo dell’Orcia Wine festival : 175% di visitatori in più, full booked per le degustazioni al buio e la cena da 200 coperti , molto bene i wine tours

Orcia Wine Festival degustazione al buio Alessandra Ruggi cane guida per ciechi

Orcia Wine Festival degustazione al buio Alessandra Ruggi cane guida per ciechi

Bilancio più che positivo per la quarta edizione dell’Orcia Wine Festival che sta diventando l’evento clou della giovane ma agguerritissima Orcia DOC. La denominazione della terra di mezzo, fra il Brunello e il Vino Nobile, è un terzo incomodo che comincia a farsi notare fra le grandi del vino. A San Quirico, sede della manifestazione, strade piene di gente e vetrine piene di bottiglie in un clima festoso solennizzato dagli sbandieratori di Quartieri della festa del Barbarossa e dagli stornellatori.
1100 visitatori nelle sale del bellissimo Palazzo Chigi a San Quirico d’Orcia dove, per 3 giorni, esponevano 17 produttori di vino e diversi laboratori di specialità gastronomiche locali. <<E’ evidente la crescita di interesse verso l’Orcia che icuriosisce proprio perché è una novità nel panorama dei grandi vini toscani>> ha detto la Presidente del Consorzio Donatella Cinelli Colombini.

Ecco il Robert Parker nuova maniera

Robert Parker sbalordisce il Wine Writers Symposium, confessando di aver prodotto un vino biodinamico e dialoga con il “low alcohol movement” della California

Wine Writers Symposium Parker.

Wine Writers Symposium Parker.

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Il blog “Terroirist” – il nome dice tutto – ci fornisce la trascrizione del confronto fra Robert Parker, del celebre e potentissimo “Wine Advocate”  e Jon Bonné  durante il più importante incontro annuale fra i giornalisti del vino. Chi si aspettava scintille è stato servito e persino col botto!
Bonné è in qualche misura l’anti – Parker perché il suo libro The New California Wine – A Guide to the Producers and Wines Behind a Revolution in Taste, ha dato voce a una nuova generazione di produttori di vino

che reagiscono alla <<shortfalls of California wine: a ubiquity of oaky,

Bonne_Jon

Bonne_Jon

uninspired bottles and a presumption that bigger was indeed better>>  caduta dei vini californiani: legno sovrabbondante ovunque, bottiglie banali, basate sulla presunzione che la potenza equivalga alla qualità. I nuovi produttori di cui parla Bonné sono quelli che hanno recuperato dall’Europa il concetto di diversità dei vitigni e del terroir, una maggiore adesione alla tipicità che ha portato con sé un anticipo nelle date della vendemmia e conseguentemente un minore tenore alcolico. Da questo il nome “ low-alcohol movement”

Binge drinking è ormai un problema anche femminile

In USA le grandi bevute – 6 bicchieri di seguito – crescono fra le donne bianche e ispaniche ricche. 1/5 delle studentesse delle superiori fa binge drinking

binge drinking

binge drinking

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Ecco il brutto film del binge drinking al femminile negli USA. La storia comincia al college dove l’81% delle giovani arriva senza aver mai fatto nessuna esperienza con l’alcool ma prima della fine 1/3 si sbronza. Il binge drinking cioè 6 bicchieri di alcolici che vengono tracannati come acqua uno dietro l’altro al solo scopo di stordirsi in fretta, riguarda soprattutto la fascia di età fra i 18 e i 34 anni. Sorprendentemente non si tratta poveracce bensì di donne che mettono in tasca 75.000$ l’anno (Centers for Disease Control e Prevention). La bevuta da stordimento attrae soprattutto le ragazze bianche e le ispaniche, è invece meno diffusa fra le studentesse nere oppure fra chi non frequenta la scuola superiore. Che il college sia una vera “palestra delle sbronze” è un dato generalizzato: il fenomeno interessa infatti il 42% degli studenti e il 35 dei giovani della stessa età che hanno lasciato la scuola.

Mentre il vino espugna i pub io vi ci porto

Cala la birra aumenta il vino nei pub inglesi, cambio di stile ma nessun danno al loro fascino ed allora ecco quelli che bisogna vedere assolutamente

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Peter-Kavanagh-Liverpool-Inghilterra

Peter-Kavanagh-Liverpool-Inghilterra

Il regno della birra, i pub dove tradizionalmente i sudditi di Sua Maestà vanno da soli per trascorrere le serate davanti a boccali di bionda giocando a freccette e guardano la partita. Ebbene nei pub il monopolio della birra è finito e il vino ha un ruolo sempre più importante, specialmente nei locali di nuova apertura. Una ricerca CGA Strategy divulgata dall’Unione Italiana Vini fotografa la situazione attuale dell’HORECA britannica : birra 47%, vino 18%, superalcolici 22%. Come si vede la bionda è sempre molto forte ma le cose stanno cambiando, perché mentre questa cala il vino aumenta.
Qualche calice accanto ai boccali ma questo non toglie niente al fascino di questi luoghi molto british. L’elenco che segue è dei locali must, se torni dall’UK e non ci sei stato vuol dire che hai visto un altro Paese. La scelta è di “visit Britain” 

L’Orcia Wine Festival vi aspetta a San Quirico d’Orcia

Durante il ponte del 25 aprile ecco a voi la festa ai vini Orcia con degustazioni, wine tour, mercatino goloso e cena a palazzo. Novità: assaggio al buio

Orcia Wine Festival

Orcia Wine Festival

Dal 25 al 27 aprile nel cuore della campagna Toscana più fotografata, l’Orcia una delle più ambiziose fra le nuove denominazioni italiane, accoglie gli appassionati di vino e di paesaggio. La festa è in due sedi, due piccole città d’arte di fama mondiale: San Quirico d’Orcia e Bagno Vignoni l’unico centro termale medioevale ancora intatto. L’Orcia Wine Festival è organizzato dal Comune ed è giunto quest’anno alla 5° edizione ed è affiancato dal Consorzio del vino Orcia, presieduto da Donatella Cinelli Colombini

La Fattoria del Colle, dove soggiornare in agriturismo, dista solo 25 minuti in auto e si raggiunge traversando una zona panoramica di straordinaria bellezza.  Qui i turisti troveranno in camera una bottiglia di Leone Rosso Doc Orcia per celebrare la festa di questo vino.
A San Quirico, il salotto del medioevo toscano, i turisti incontreranno per strada – l’antica Via Francigena – attori in abiti antichi che parlano di vino.  Ci saranno le bandire dei Quartieri della Festa del Barbarossa.  Nelle vetrine le bottiglie dell’Orcia Doc e nello splendido palazzo Chigi (XVII secolo) sarà possibile acquistare bottiglie, formaggi, salumi e altre specialità locali. Ancora nel palazzo la degustazione dei vini Orcia spiegati e serviti dai produttori in persona.

Un portale nazionale per il turismo del vino

Ecco il mio contributo per #campolibero, le 18 azioni del Ministero delle politiche agricole su cui Maurizio Martina chiede a tutti idee e progetti 

Sangiovese Donatella Cinelli Colombini

Sangiovese Donatella Cinelli Colombini

Tematica: COMPETITIVITA’ E LAVORO
Sezione: Sistema nazionale di consulenza aziendale agricola

PRESENTAZIONE DI CHI SCRIVE
Mi chiamo Donatella Cinelli Colombini, nel 1993 ho fondato il “Movimento turismo del vino” ed ho inventato Cantine aperte, la giornata che ha fatto da locomotore allo sviluppo dell’enoturismo in Italia. Dal 2001 al 2011 sono stata Assessore al turismo a Siena. Adesso ho una mia azienda a Montalcino, presiedo il Consorzio dell’Orcia Doc e sono vicepresidente nazionale dell’Associazione Donne del vino. Insegno turismo del vino in corsi e Master universitari e ho firmato 19 articoli e libri sull’argomento.
Ritengo dunque di avere le credenziali (sul piano teorico e su quello pratico) per dare un consiglio al Ministro Maurizio Martina in materia di turismo del vino.
NOTIZIE DI SCENARIO SUL TURISMO DEL VINO
Questo settore ha un business stimabile fra i 3 e i 5 miliardi l’anno – a seconda di come è valutato l’indotto- coinvolge 21.000 cantine con vendita diretta di cui solo un migliaio realmente organizzate per l’accoglienza turistica. Dovrebbe essere organizzato attraverso network territoriali chiamati Strade del vino, che sono 170 e sono il reale flop del settore, visto che, solo una decina di loro funziona. Manca una regia nazionale che coordini l’offerta secondo regole condivise e si occupi di divulgarla e commercializzarla attraverso le fiere di settore, la stampa specializzata, le OTA (agenzie di viaggio on line), le compagnie di trasporti ….. ma soprattutto organizzi l’offerta web in modo che sia visibile, attraente e acquistabile. Per capire lo stato dei lavori basta visitare il sito del turismo italiano e poi quello francese

Io e Platinette storia di una doppia intervista

Donatella Cinelli Colombini ci racconta le sue conversazioni con la giunonica diva gay dei programmi radiotelevisivi Platinette

Platinette.

Platinette.

Visto per voi

Tutto comincia un giovedì pomeriggio a Montalcino nello studio dove viene realizzato un video sul nostro paese prima che il Brunello lo trasformasse in una star internazionale. Ho con me tre amici che, arrivati per farmi visita, sono stati risucchiati nella mia vita movimentata. Nel piccolo studio siamo in otto concentratissimi sulle immagini del video. Quando mi telefonano da Radio Deejay per l’intervista caccio fuori la maggior parte di loro ma sono ancora frastornata e la prima domanda di Platinette mi mette subito in difficoltà <<Donatella Cinelli Colombini nota produttrice di vini pregiati … mi scusi ma come devo chiamarla: marchesa, contessa, altezza?>> vignaiola, rispondo io e Platinette prontissima <<solo vignaiuola?>> io insisto <<Si vignaiola di Montalcino fa molto fino>> <<a, non sapevo>> risponde lei <<credevo che voi dei vino foste tutti di nobili famiglie con augusti natali>> a quel punto mi sento punta nel vivo perché anch’io ho augusti natali e avrei voluto spiegarglieli ma proprio in quel momento le persone rimaste nella stanza si mettono a far rumore coi telefonini e io mi impappino.

Banchetti e feste: tendenze e cose da evitare

Inizia la stagione delle feste: grandi compleanni, matrimoni, comunioni e feste di laurea …. la scelta del menù e dell’organizzazione diventa urgente

Merendone 2014 alla Fattoria del Colle

Merendone 2014 alla Fattoria del Colle

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Qui alla Fattoria del Colle nel Sud del Chianti, come in tanti altri posti, vengono presi gli ultimi accordi per le feste d’estate: matrimoni, wine wedding, compleanni, lauree …. Ecco alcuni consigli utilissimi per organizzare qualcosa di stupendo.
Prima regola: i pranzi placé cioè a tavola non vanno più di moda. Se proprio bisogna sedersi meglio servire a tavola solo i primi piatti e le carni mentre antipasti e dolci sono da organizzare a buffet con zone diverse per salumi, formaggi, pesce, fritti, vegetariani …. Per gli antipasti meglio il servizio “al braccio” cioè con un vassoio proposto dal cameriere. Comunque i celebri pranzi di 5 ore seduti ormai sono definitavamente passati di moda.
Lo spazio per il buffet deve essere grande, con sedie, salottini dove rilassarsi e tavoli di appoggio dove gli invitati possono appoggiare piatti e bicchieri dopo aver consumato.

                                                                       
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