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La super Toscana del turismo del vino italiano

Tutte le classifiche mettono la Toscana come prima wine destination in Italia ma Travellers’ Choice Award 2012 e Wayn Award 2013 la considerano 1° nel mondo

Cantina Antinori nel Chianti Classico

Cantina Antinori nel Chianti Classico

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Huffington Post 2013 e USA Today 2014 la collocano rispettivamente al 6 e 7° posto nel mondo. Tuttavia la Toscana appare, fra le destinazioni del vino “storiche”, quella che ha tenuto meglio all’avanzata di nuove mete come Okanagan Valley in British Columbia e Maipo in Cile. Va notato a questo proposito come Champagne e Alsazia siano praticamente scomparse dalle classifiche mondiali mentre in realtà ricevono imponenti flussi turistici. Una tale circostanza sembra indicare

Chianti Classico

Chianti Classico

la ricerca del nuovo e del non massificato, una tendenza che penalizza le destinazioni troppo affollate o mercificate.
La Toscana offre, a livelli altissimi, le quattro cose che il turista del vino apprezza di più: paesaggio, cultura, gastronomia e grandi vini. Anche il tessuto di alberghi, agriturismi e ristoranti di livello buono o ottimo è capillare e diffuso in decine e decine di città d’arte toscane piccole e grandi. Il gran numero di concerti e eventi culturali, i personaggi famosi, la possibilità di fare shopping negli outlet di Gucci, Prada, Cavalli … fanno la differenza e assicurano alla Toscana una posizione decisamente forte.

Un bicchiere al giorno o due bicchieri a giorni alterni?

Le ricerche universitarie dicono che un bicchiere di vino al giorno allunga la vita ma dall’UK arriva il contrordine: giorni alterni è meglio

vino consumo moderato e salutare

vino consumo moderato e salutare

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

E’ difficile capire chi abbia ragione ma le indicazioni che arrivano dal documento di 92 pagine emesso dal Public Healt of England lasciano molto perplessi. All’apparenza sembrano più finalizzate a contrastare l’alcolismo che a preservare la salute dei sudditi di Sua Maestà. Secondo gli studiosi britannici, commentati da WineNews, qualunque alcolico ingerito in modo regolare innesca rischi di assuefazione e poi di abuso, dunque è dannoso per la salute. Per questo vengono consigliati comportamenti come bere vino a “giorni alterni” .
Sarà anche vero, ma tutte le ricerche pubblicate negli ultimi anni dicono esattamente il contrario. Quella dell’olandese Wageningen University, che ha analizzato le abitudini di 1.400 uomini di mezza età, in un periodo di circa 40 anni ed ha scoperto che chi consuma fino a due bicchieri di vino al giorno, vive circa due anni in più dei non bevitori. Il rischio di morte viene ridotto del 40% rispetto agli astemi e quello di infarto addirittura del 48%. Mica poco!

Il Barone 2.0: Francesco Ricasoli instragramer italiano

Quasi mille anni di storia per la famiglia del Castello di Brolio, sempre al passo coi tempi. Francesco Ricasoli scelto come Instragramer della settimana.

 Letto per voi da Bonella Ciacci

Francesco-Ricasoli-Iger-della-Settimana

Francesco-Ricasoli-Iger-della-Settimana

Oggi, se si parla di titoli nobiliari tipo “barone”, si pensa a qualcosa di antico, impolverato, ingessato in costumi di un’altra epoca… Niente di più sbagliato, almeno per quanto riguarda il 32° barone Ricasoli, discendente diretto della famiglia proprietaria del Castello di Brolio, nel cuore del Chianti.

Francesco Ricasoli è stato nominato dal sito italiano degli instagramers (la comunità di utenti del social fotografico Instagram), come instragramer della settimana e intervistato dal conterraneo Antonio Cinotti il 25 luglio. Se visitate la galleria di foto di Francesco Ricasoli sarete colpiti per il grande gusto, le bellissime foto, e le sue grandi passioni, che riesce benissimo a riprodurre in immagini. E non c’è solo il suo vino, il Chianti Classico, di cui il suo antenato Bettino Ricasoli, il barone di ferro, ha creato la formula come lo conosciamo oggi. Sul suo profilo si trovano le foto dei suoi viaggi per il mondo, del mare, di cui è grande appassionato, di prelibatissimi piatti… Non è quindi un account aziendale, nato solo per pubblicizzare i suoi prodotti e il nome dell’azienda, ma un profilo personale che ci permette di scoprire il grande uomo che c’è dietro la rinascita di un’azienda che era finita in mani australiane (la cantina australiana Hardy), ed è ritornata ad essere fiore all’occhiello della produzione vinicola toscana.

Vicini indesiderati al ristorante

Parto da un post del blog Dissapore una riflessione semiseria sui 7 vicini di tavolo più indesiderabili e sulla tecnica per evitarli

Bambini che urlano al ristorante

Bambini che urlano al ristorante

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Quella che segue è la mia classifica dei 7 vicini di tavolo in grado di rovinarti la serata. Unisco qualche consiglio: evitare il sabato sera o la domenica a pranzo che sono i momenti in cui il rischio di incontri indesiderati sale vertiginosamente. Se vedete un tavolo per 8 o più persone scegliete un’altra sala. Puntate su ristoranti dove la sostanza prevale sull’apparenza e l’ottima cucina si accompagna alla sobrietà degli arredi. Quando trovate il ristorante che vi fa stare bene smettete di cercare e instaurate un buon rapporto con il gestore, sarà lui a difendervi, in futuro, brutte sorprese.

7) I sedicenti ricchi desiderosi di farsi notare. Griffati dalla testa ai piedi, hanno borse, profumi, taglio dei capelli fatti in modo da essere notati. Poi fanno in modo di essere al centro dell’attenzione con telefonate, viaggi avanti e indietro per fumare, richiesta di cibi che non sono nel menù.

Philippe Daverio colto, raffinato simpatico e vinoso

Le Donne del vino premiano Philippe Daverio come uomo dell’anno 2014 e lui ricambia con una conferenza frizzante esaltando vino e la danza di tacco

Philippe Daverio Anna Pesenti Elena Martuscello

Philippe Daverio Anna Pesenti Elena Martuscello

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Varcando la soglia dell’imponente Palazzo Venezia a Roma vengono in mente i documentari storici sul fascismo e l’occhio sale alla loggia da cui sembra di sentire la voce di Mussolini …. mamma mia che fantasmi ci sono qua dentro! Ora gli inquilini sono cambiati, ci sono le opere d’arte del Museo Nazionale – fra cui un frammento del Beato Angelico e un ritratto di Giorgione – e la Biennale dell’antiquariato con oggetti da miliardari. E’ in questa cornice che le Donne del vino presiedute da Elena Martuscello festeggiano l’uomo dell’anno 2014 Philippe Daverio. Il grande Philippe ha firmato una cinquantina di libri, assessore a Milano, professore a Palermo, curatore di mostre,

Museo nazionale di Palazzo Venezia

Museo nazionale di Palazzo Venezia

programmi Tv ha un curriculum di attività da far rabbrividire ed ora eccolo al centro delle Donne del vino – 670 socie fra produttrici, ristoratrici, sommelier, giornaliste, esperte – che hanno fatto di lui il 4° “Uomo dell’anno” dopo Bruno Vespa e il direttore d’orchestra Andrea Battistoni.
Ed eccolo qui davanti a noi, il critico d’arte, intellettuale raffinato e intransigente, innovatore e anticonformista che arriva vestito color vino; gilet e pantaloni bordeaux, giacca a righe color prugna, camicia rigata con colletto bianco e inevitabile papillon. Lo riconosceresti fra mille!

Un turista su tre porta a casa un souvenir enogastronomico

Bottiglie di vino, salumi, formaggi, olio extravergine il primo export dell’agroalimentare italiano … è nelle valige di 18 milioni di visitatori esteri

Formaggi

Formaggi

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Ormai è evidente: cibi e vini sono le star della nostra offerta turistica! Sono al secondo posto, dopo l’arte, fra le attrazioni dell’Italia e in cima alla lista delle cose gradite di chi riparte dal nostro Paese. Un apprezzamento che si estende anche ai vacanzieri italiani e vale, nel 2013, la cifra enorme di 11,7 miliardi di Euro, il 16% di tutta la spesa turistica.

Salumi sardi

Salumi sardi

Oltre a pasti e spuntini tipici che, se accompagnati da spiegazioni, assumono il carattere di esperienze culturali al pari della visita ai musei, c’è poi lo shopping turistico. Per il visitatore l’acquisto di prodotti locali mira a prolungare l’esperienza di viaggio portando a casa un pezzetino autentico dei luoghi, quasi un simulacro delle emozioni vissute. Comprando alimenti tipici il piacere può essere condiviso con altre persone e accreditare il racconto del viaggio, per questo è apprezzato da un crescente numero di turisti come ha sottolineato Cronache di gusto, in un recente delizioso post.

Il grasso grosso matrimonio indiano in Puglia

Il matrimonio indiano da 10 milioni di Euro di Ritika e Rohan a Borgo Egnazia è una sfida o un inizio?  Troppo vistoso, troppo visibile, troppo troppo

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombin 

Uno show di 3 giorni in cui la ricchezza indiana è stata ostentata a Fasano vicino, ma proprio vicino (40 km), a Brindisi dove ha stazza il Battaglione San Marco dei due fucilieri Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Viene da chiedersi se sia un caso oppure un modo per far capire i rapporti di forza.

matrimonio indiano allestimenti

matrimonio indiano allestimenti

La nuova India vuol farsi conoscere, è quella che ha studiato a Harvard, guida imperi industriali e arriva in Italia con il proprio jet. E con 800 invitati (il 20% del PIL indiano), 700 fra guardie del corpo, accompagnatori e interpreti … e poi 100 sarte 15 parrucchieri, 15 truccatori, 100 hostess pugliesi in sari tradizionale indiano, 2 elefanti per trasportare gli sposi …. Come dire <<attenti perché gli indiani non sono mica tutti braccianti agricoli e addetti alle stalle di maiali. Cominciate a adattarvi al nostro stile perché stiamo arrivando!>>.
Un dubbio che fa riflettere e apre scenari futuri di profondo cambiamento nella nostra Italietta che sprofonda nella crisi.

Sei un phubber che usa il telefonino anche a tavola?

Tempi duri per chi scrive sul telefonino mentre è al ristorante oppure si nasconde in bagno per connettersi. Contro di loro dall’Australia lo Stop Phubbing

say no tu phubbing

say no tu phubbing

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Basta telefonini durante i pasti, a scuola o durante le cerimonie se non volete finire sbeffeggiati a livello mondiale su internet come è successo a Elton John, David Furnish e Victoria Beckham oppure a quella sposa americana con lo smartphone dentro il reggiseno che lo ha tirato fuori per rispondere durante la cerimonia. Non si tratta solo di dipendenza ma anche di educazione e di rispetto per il prossimo! Il bon ton dello smartphone parte dall’Australia e usa proprio la rete per mettere in ridicolo chi non riesce a staccarsi dalla tastiera per stare con gli altri. In Inghilterra li chiamano phubber e sono un terzo della popolazione; quella terrorizzata dall’idea di essere “disconnessa” che snobba le persone intorno in favore dello smartphone.

Nuove star dell’enoturismo: Alentajo Okanagan Maipo Croazia

Vince la voglia di novità ma anche la buona accoglienza: ristoranti, alberghi, spiagge …. ora più che mai un vino eccellente non basta più

zambujeira-alentejo

zambujeira-alentejo

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
La classifica delle wine destination scelte dai lettori di “USA Today”, il quotidiano  più diffuso in America, segna il definitivo superamento delle classifiche imperniate sul prestigio del vino. Spariscono i mostri sacri come Bordeaux e lo Champagne oppure le destination troppo massificate come l’Alsazia. Le nuove mete degli amanti del vino sono luoghi molto attrezzati per l’accoglienza oppure ancora non toccati dal turismo. Ecco la top 10 wine region to visit: Alentejo – Portogallo, Okanagan Valley-British Columbia, Maipo-Cile, Malborough- Nuova Zelanda, Croazia, Napa Valley, Toscana, Oregon, Hunter Valley-Australia, Virginia.

Alentejo-carroca-tipica

Alentejo-carroca-tipica

Dopo il terremoto che ha sovvertito le gerarchie, resiste in classifica solo la Toscana aggrappandosi al 7° posto. Un gran numero di città d’arte, vini di fama internazionale, eventi, buoni ristoranti, la possibilità di soggiornare in ambienti storici, piatti tipici, bellezza del paesaggio … sono uno dei grandi punti di forza, ma basteranno nel futuro?

Se infatti andiamo a vedere i dati sul turismo ci accorgeremo che l’Italia sprofonda: -4,3% sul 2012 nelle presenze (notti) e -2% nei consumi turistici. E dire che questo comparto economico potrebbe essere il motore del Paese! La Toscana se la cava meglio del resto del paese e riesce a compensare la contrazione dei turisti italiani con l’aumento degli stranieri per cui le presenze eguagliano quelle dell’anno precedente (dati IRPET).

Cosa mangiano i potenti

Nel piatto dei grandi del mondo: la Regina Elisabetta non ama gli spaghetti, Obama le barbabietole, mentre la Merkel preferisce la cucina tradizionale tedesca

Queen Elizabeth a tavola

Queen Elizabeth a tavola

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Un delizioso pezzo di TGCom24 poi sviluppato da WineNews ci rivela gli ultimi gossip sulle tavole dei potenti del mondo. E le curiosità sono davvero tante. Il presidente Russo Putin ha un assaggiatore che lo difende dai cibi avvelenati come Caligola e Hitler. Non è un buon segno e rivela tutta la tensione del momento politico. Per la Regina Elisabetta le attenzioni sono d’altro genere: non le

Angela Merkel

Angela Merkel

piacciono i cibi piccanti, i crostacei, i cibi orientali e gli spaghetti. Pasteggia con acqua e prima di cena gradisce un gin. Il Principe consorte Filippo invece preferisce la birra al vino.
Barack Obama è un supporter della cucina italiana, ama la birra artigianale ed ha comprato personalmente l’apparecchiatura per fabbricarla alla Casa Bianca usando il miele delle arnie di sua moglie Michelle. Il risultato è talmente buono che il presidente la offre spesso ai suoi ospiti. Sulla sua tavola è bandita la barbabietola rossa che non digerisce mentre abbondano gli ortaggi del suo orto.
François Hollande ha riportato sulla tavola dell’Eliseo i formaggi che il suo predecessore Sarkozy aveva eliminato con grande imbarazzo dei cultori della gastronomia francese. L’attuale Presidente ama gli hamburger e detesta il caviale, le aragoste e i tartufi.

La Cina è vicina. E’ arrivato il momento di buttarsi

Ecco i vini italiani locomotiva: Tignanello Antinori, Chianti Rufina Frescobaldi, Brunello Banfi, Ferrari, Prosecco Bisol, Amarone Masi, Barolo Fontanafredda

Hong Kong di notte

Hong Kong di notte

Di Donatella Cinelli Colombini
Debra Meiburg e Giovanni Ascione di Bibenda ci spiegano come, quando e perché le cantine possono dare l’assalto alla Cina.
Debra Meiburg, californiana di nascita, Master of Wine dal 2008, vive da 25 anni a Hong Kong dove è sicuramente la persona più influente nel vino. Ho conosciuto Debra due anni fa a Verona quando abbiamo

Debra-Meiburg-parla-con-Thomas-Matthew-Executive-Editor-of-Wine-Spectator-In-primo-pramo-il-Premio-Internazionale-Vinitaly

Debra-Meiburg-parla-con-Thomas-Matthew-Executive-Editor-of-Wine-Spectator-In-primo-pramo-il-Premio-Internazionale-Vinitaly

ricevuto insieme il Premio Internazionale Vinitaly. La sua intervista al “Corriere vinicolo” vale oro. E’ arrivato il momento di buttarsi perché, dopo aver comprato Bordeaux sperando di speculare, i cinesi si guardano intorno piuttosto disamorati dagli chateaux francesi.
I cinesi non bevono vino a casa e non lo abbinano volentieri alla loro cucina. Comprano le bottiglie on line e le portano al ristorante italiano, spagnolo o messicano dove vanno a cena una volta la settimana. Per questo, vendere vino di lusso ai ristoranti è inutile a meno che non siano stellati. Gli importatori vendono il 37% ai privati, quasi altrettanto all’horeca e solo una piccola quota alla grande distribuzione dove vengono acquistate solo le bottiglie destinate ai regali. In questo momento i clienti cinesi guardano con interesse al Barolo, ai Supertuscan e all’Amarone. Hanno smesso di collezionare e cominciano a bere.

Viaggio nell’Umbia dove il vino diventa arte

Il Museo del Vino a Torgiano insieme a Maria Grazia Lungarotti e il Carapace unica architettura dello scultore Arnaldo Pomodoro

Donatella Cinelli Colombini Maria Grazia Lungarotti, Teresa Severini Lungarotti

Donatella Cinelli Colombini Maria Grazia Lungarotti, Teresa Severini Lungarotti

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Nella terra dei Santi, dei pittori e dei mercanti medioevali, dove i paesi come Spello, Norcia, Bevagna sembrano dei sogni gotici … c’è un mondo di grandi vini, di prelibatezze gastronomiche e bellezze culturali che fanno sgranare gli occhi e soprattutto aprire la bocca.
Eccoci con l’Union Européenne des Gourmets di Siena e della Toscana capeggiata da Alessandro Bonelli alla scoperta dell’Umbria più inebriante. Prima tappa Torgiano nella cantina Lungarotti dove rimaniamo affascinati dalle bottiglierie antiquarie, una segreta di cui neanche la nostra guida ha la chiave. Ci saluta Chiara Lungarotti giovane bella manager della cantina creata dal padre Giorgio. A

Carapace interno

Carapace interno

Torgiano, nel Museo del vino, ci aspetta Maria Grazia Lungarotti, la più grande Donna del vino italiana, personaggio leggendario per cultura, capacità d’innovazione e coraggio. Ci raggiunge anche Teresa Severini Lungarotti per sancire un’accoglienza davvero impressionante. Teresa è il nuovo Assessore alla Cultura, Turismo e Università del Comune di Perugia. E’ visibilmente stanca ma affascinata dalla sua nuova esperienza di amministratore, la capisco benissimo, eh come la capisco. Nel museo scopriamo capolavori, storie e tradizioni in un percorso storico senza eguali nel mondo. L’ho visitato tante volte e sempre lo trovo più ricco.

Barolo, Alto Adige e Supertuscan ecco chi amano le guide

L’analisi delle guide dei vini rivela che i super esperti del vino concentrano la loro attenzione su meno della metà delle denominazioni

Guide dei vini

Guide dei vini

Di Donatella Cinelli Colombini

L’autunno, per il vino italiano, è anche l’epoca delle guide: bicchieri, grappoli, stelle che manifestano l’apprezzamento delle numerosissime guide italiane. Siamo il solo Paese ad averne così tante: otto forse dieci. Dietro ciascuna di esse c’è un piccolo esercito di assaggiatori che, per mesi, si sottopongono a un ritmo forsennato di degustazioni, 50-80 vini al giorno scrivendo note di valutazione su tutti. Un tour de force che alla fine va in stampa prima di Natale.
La rivista Civiltà del Bere ha fatto un’analisi complessiva su queste pubblicazioni esaminando specificamente quelle uscite lo scorso anno ed ha scoperto come Barolo DOCG, Alto Adige DOC e Toscana IGT portano a casa la maggior parte dei premi nelle guide enologiche italiane, sono dunque le più amate dalla critica. La riflessione parte dalle DOC minori quelle su cui, nei mesi scorsi si è accesa una vasta discussione. Vengono infatti accusate di essere troppe e di ingenerare, all’estero, una gran confusione fra i consumatori.

I segreti e le ghiottonerie di Praga

700 ristoranti italiani, molti dei quali ottimi, in una meravigliosa città piena di giovani: la guida mascherata, i lampioni a gas e tanto altro

Fabio Leggeri Praga Enoteca VinoDiVino

Fabio Leggeri Praga Enoteca VinoDiVino

Di Donatella Cinelli Colombini
Una degustazione di Brunello ( 2008 e 1998 riserva 2008 e 1998 uauhhhh!!!!! È qualcosa di eccezionale persino per me) e Orcia Cenerentola 2001 perfettamente organizzata dal mio importatore Lesa mi da l’opportunità di tornare a Pragae di scoprire qualche segreto di questa città ricca di storia e di voglia di vivere.

Donatella Cinelli Colombini davanti al palazzo reale di Praga

Donatella Cinelli Colombini davanti al palazzo reale di Praga

Nel centro storico i lampioni dell’illuminazione pubblica sono ancora a gas. Al tramonto passano a accenderli come nell’Ottocento. La luce è ambrata e conferisce ai palazzi storici un particolare effetto magico. L’illuminazione è curata ovunque in modo molto scenografico: ogni chiesa, ogni castello ha guglie, finestre e merli illuminati in modo da apparire al massimo dello splendore. L’effetto è quello di una città che pullula di monumenti d’arte come nessun’altra al mondo.
Sul celebre ponte Carlo c’è un monumento con due formelle a bassorilievo, in quella a destra c’è una donna distesa che porta fortuna. Bisogna carezzarla ed esprime un desiderio.
Altro piccolo rito, questa volta riservato agli innamorati, riguarda i lucchetti dell’amore che vanno incatenati accanto al vecchio mulino ad acqua. Poco distante c’è il muro di John Lennon per farsi una foto davanti ai murales. Oltre ai monumenti antichi, da vedere la casa danzante di Frank Ghery, uno dei capolavori assoluti dell’architettura contemporanea.

A Napa Valley c’è stato un terremoto sopra e sotto terra

La scossa di terremoto più forte in 25 anni magnitudo 6.0 con epicentro a sei miglia da Napa e la serrata contro le nuove cantine che fa tremare gli investitori

Napa Valley terremoto in cantina

Napa Valley terremoto in cantina

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Il terremoto è avvenuto la notte del 24 agosto ed è durato 4 secondi. Napa Valley è a circa 50 km a Ovest della celebre faglia di Sant’Andrea quella in cui si aspetta il “big one” il terremoto più grande e definitivo che distruggerà tutto. Una faglia così enorme da avere una serie di ramificazioni, una delle quali si è parzialmente mossa spostando di 10 cm il suolo in direzione dell’epicentro. A Napa cercano di farsi coraggio << se fosse successo dopo la vendemmia sarebbe stato peggio>>. In effetti, dopo il primo momento di disperazione, i produttori della zona vinicola più importante degli Stati Uniti, si sono accorti che le barrique erano rotolate a terra senza rompersi … quasi tutte. Nate per viaggiare, su carri e velieri con il vino dentro, le barrique si sono rivelate anche antisismiche.
Ma non è l’unico terremoto a Napa Valley.

                                                                       
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