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In memoria di Francesco Lambertini un gigante che sussurrava

Ci ha lasciato uno degli uomini che hanno dato di più al vino e al turismo del vino in Italia. Francesco Lambertini sapeva imporsi senza alzare la voce

F. Lambertini

F. Lambertini

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
L’ho conosciuto nel 1992 quando venne a Siena, da Bologna, per assistere al convegno in cui presentavo il primo identikit dei turisti del vino elaborato dall’Università Bocconi. Da quel momento non ha mai smesso di lavorare per accrescere le visite nelle cantine italiane fino a succedere a Ornella Venica nella Presidenza nazionale del Movimento turismo del vino.
Negli anni eroici dell’associazione, proprio all’inizio, quando c’erano pochissimi soldi e tante speranze, io incontravo spesso Francesco ammirando il suo carattere pacato e l’enorme mole di lavoro che faceva mantenendo sempre degli altissimi livelli. Era professore universitario di economia, sviluppava la Tenuta Bonzara fino a portare i suoi vini all’eccellenza e trovava anche il tempo di promuovere il turismo del vino. A quell’epoca, sia io che lui, avevamo i figli piccoli ma Francesco riusciva a dedicare ai suoi molto più tempo di quello che io davo alla mia Violante. Mi ricordo la sua casa <<cucino-centrica come tutte le vere case bolognesi>> mi spiegò sorridendo. Ricordo la cantina Bonzara che rispecchiava perfettamente la sua personalità: tecnologia avanzata, organizzazione e ordine perfetti, ma nessuna ostentazione. Mi mostrò il museo dove aveva raccolto gli oggetti degli antichi contadini e la spettacolosa sala banchetti sopra la tinaia.

I 10 whisky più cari del mondo

La bottiglia di Whisky più cara costa 121.451 Dollari ma le prime 10 hanno un prezzo medio fra 32 e 10.000$ e sono tutti single malt scozzesi

the Macallan Lalique 60 year old single malt scotch whisky speyside highlands Scotland

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Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Pensate alla sala di un castello con camino acceso, tappeti sul pavimento in legno e librerie che salgono fino al soffitto. Pensate al dopo cena nella sala da fumo e a un maggiordomo che vi serve in guanti bianchi, su un vassoio d’argento, una bottiglia di The Macallan Lalique di 60 anni contenente un single malt Scotch Whisky Speyside –Highlands. E ora immaginate di inebriarvi con l’aroma sensuale che sale dal liquido ambrato del vostro bicchiere. Ebbene avete in mano 2.700$ del Whisky più caro del mondo!

Charlie Whitfield The Macallan

Charlie-Whitfield-The-Macallan-

Solo un sogno ovviamente, solo Lord inglesi, sceicchi, petrolieri e simili possono permettersi delle esperienze del genere. La curiosità resta e dunque scopriamo la lista dei 10 wisky da super ricchi proposta da Wine Searcher, il portale che raccoglie i prezzi di 47.000 rivendite sparse in tutto il mondo.

I WHISKY PIU’ COSTOSI

La classifica dei 10 più costosi whisky è costruita sul prezzo medio ma la cosa più impressionate sono i prezzi massimi, c’è chi vende il Glenfiddich ‘Rare Collection a 121.451 Dollari.
The Macallan Lalique 60 Year Old Single Malt Scotch Whisky, Speyside – Highlands
• The Macallan Lalique 62 Year Old Single Malt Scotch Whisky, Speyside – Highlands

Welcome in Tuscany dirlo a Gozo è un onore e un piacere

Roberta Archetti chef della Fattoria del Colle prepara la “Cena toscana” di Vini e Capricci per il Brunello e gli altri vini di Donatella Cinelli Colombini

Vini e Capricci Gozo prima del wine tasting

Vini e Capricci Gozo prima del wine tasting

Di Donatella Cinelli Colombini

Parla poco ma le sue mani si muovono velocissime come quelle di un folletto. Roberta Archetti ha cucinato per cinquanta persone ravioli con sugo toscano ( quello con poco pomodoro e molto vino), pinci con sugo bugiardo, brasato al Brunello con sformatini di polenta, pandoro farcito e ricotta montata con cantucci. Avevo avvertito Roberta che le porzioni di Malta sono più abbondanti delle nostre ma quando ho visto uscire dalla cucina i suoi piatti decisamente pieni, ho cominciato a temere che nessuno avrebbe mangiato il dolce …. invece tutti hanno divorato fino all’ultimo boccone. Grande entusiasmo per i sapori antichi e intensi della

Gozo Vine e Capricci la chef Roberta Archetti con i colleghi maltesi

Gozo Vine e Capricci la chef Roberta Archetti con i colleghi maltesi

gastronomia toscana e soprattutto per i vini. Un Cenerentola Orcia Doc 2007 sontuoso che ha colpito tutti con la sua eleganza potente e armonica. Ho ricevuto tantissimi complimenti, persino più che per il Brunello. I wine lover locali sono decisamente internazionali, molti hanno un passato in UK o in Italia ma quasi tutti sono degli autentici giramondo sempre in arrivo o in partenza per qualche parte del mondo. Soddisfare una clientela di questo genere è difficile ma è una sfida degna dei nostri vini.

Il sommelier del futuro sarà un robot?

Arriva dalla Aarhus University in Danimarca una macchina che assaggia il vino come se fosse una bocca umana, ma le offerte di lavoro per i sommelier crescono

assaggio umano

assaggio umano

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Non ridete, la Aarhus University è fra le prime 100 università del mondo in tutte le classifiche internazionali ( la prima delle nostre è Bologna al 150° posto), ha 32.000 studenti ed è il secondo ateneo danese. Quindi prendiamo la cosa con il dovuto rispetto. In pratica è stata messa a punto la tecnologia SPR – surface plasmon resonance – che usa dei sensori ottici per valutare la portata dei tannini del vino in bocca e simulano persino l’effetto della saliva. Anzi, secondo i danesi i loro sensori sono meglio del palato umano perché più obiettivi.

sommelier elettronico

sommelier elettronico

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica ACS Nano mettendo in subbuglio tutto il mondo degli assaggiatori. La lingua artificiale in realtà non sostituisce il Sommelier in carne e ossa perché i 2/3 della percezione di qualità di un vino risiede nei suoi valori simbolici: i 1000 anni del vigneto di Romanée Conti, il Petrus servito al matrimonio della Regina Elisabetta e alla Casa Bianca da Kennedy, le etichette di Mouton firmate dai più grandi artisti dell’arte contemporanea, oppure il Brunello al femminile del Casato Prime Donne  …. Il Sommelier conosce le annate, le grandi storie, e i piccoli gossip … insomma è in grado di trasformare un assaggio in un’esperienza indimenticabile a misura di ogni consumatore, cose che il robot non è in grado di fare. Per non parlare del rito della stappatura! Tuttavia il nuovo metodo potrà avere utili applicazioni nella diagnostica medica e questa è una buona notizia.

Il vino al ristorante lo porti tu? Fai Byob

Un tempo si chiamava diritto di tappo e, in Italia, era una pratica risparmiosa. Oggi lo chiamano Byob o Byo ed è di gran moda fra i wine lovers

Borsa per trasportare  il vino

Borsa per trasportare il vino

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Byob significa bring your own bottle e, in USA, è un’abitudine snob, da veri intenditori, che non si accontentano del vino del ristorante e vogliono abbinare delle bottiglie veramente importanti, con le pietanze. L’acronimo Byob nasce intorno al 1950; all’inizio, l’abitudine di portare le bottiglie al ristorante era diffusa soprattutto in California, dove sono concentrati un gran numero di wine lovers, poi si è estesa quasi ovunque ( in Colorado è proibito) come il modo migliore per bere vini pregiati senza spendere una fortuna. Trovate la sigla Byob nella pubblicità dei ristoranti che permettono questa pratica e negli inviti alle feste in cui i partecipanti sono pregati di portare buone bottiglie.

Madonna

Madonna

Il diritto di tappo -corkage fee è la tariffa richiesta dal ristorante perché il cliente beva il vino. Varia dai 7€ da pagare in Italia ai 15-25$ degli Stati Uniti, cifra che vanifica il risparmio se le bottiglie hanno un costo iniziale inferiore ai 50$. Infatti in America il prezzo del vino, rispetto al listino del distributore, raddoppia sullo scaffale e triplica in tavola. Qualche consiglio sul vino portato da casa al ristorante arriva da Intravino che suggerisce di limitare la pratica alle sole bottiglie rare o importanti e ai soli locali in cui si è ben conosciuti per non diventare dei clienti indesiderati. Infatti il vino è una componente importante del bilancio del ristorante che sparisce se le bottiglie sono portate direttamente dai consumatori.

I vini volanti

Ecco i caratteri dei vini da bere in aereo secondo il Master of Wine e campione del mondo Sommelier Markus Del Monego e il nostro Andrea Gori
Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

First Class dining -

First Class dining -

Il punto di partenza è un breve articolo di Andrea Gori che commenta positivamente le scelte delle compagnie aeree in fatto di vini << è davvero difficile, almeno in first e business class, non trovare chicche di valore anche molto elevato>>. Infatti per catturare e fidelizzare i frequent flyers bisogna anche offrire loro esperienze enologiche che li gratifichino e li sorprendano specialmente durante i lunghi voli transoceanici.
Lufthansa e Air France si sono affidati a due campioni del mondo sommelier : Markus Del Monego, vincitore nel 1998 e Olivier Poussier , vincitore nel 2000, che creano per loro le cantinette di bordo e le variano ogni due mesi. Le linee aeree tedesche tengono d’occhio le tendenze e i giudizi della stampa specializzata ma poi selezionano le bottiglie attraverso un assaggio bendato in modo da non influenzare il giudizio col brand o la denominazione. I vini adatti al consumo in alta quota devono avere scarsa acidità oppure tannini molto morbidi. Vanno bene quelli con un leggero residuo zuccherino o un’alcolicità alta perché questi due elementi sono poco percepibili in volo. Criteri che corrispondono alle richieste del bravissimo Andrea Gori <<vini freschi giovani e molto intensi per gusto e profumi>>.

Il Drago e le otto Colombe vola al Merano Wine Festival

Il Drago di Donatella Cinelli Colombini fra le eccellenze italiane e internazionali [caption id="attachment_18782" align="alignleft" width="126"] Il Drago e le otto Colombe_Igt Rosso Toscana[/caption] Sono lieta di annunciarvi che “il Drago e le 8 Colombe” IGT Rosso Toscana 2010 prodotto alla Fattoria del Colle, nel sud del Chianti, è stato scelto come vino di grande pregio da Merano Wine Festival fra i vini Merano Wine Award…per noi è una notizia grandiosa!!! Proprio durante questo evento il vino sarà in degustazione da sabato 8 a lunedì 10 novembre presso l’area Merano Wine Award. Ad accogliervi ci sarà Violante, la Cinelli Colombini Jr, che vi...

Sulla pelle la lunga giovinezza dei vini di Montalcino

Alla Fattoria del Colle la sala per i massaggi di coppia con la polvere d’uva, il fluido e siero da vino, accanto alla grotta per la vinoterapia da innamorati

vino e bellezza Fattoria del Colle Toscana

vino e bellezza Fattoria del Colle Toscana

Il Brunello, vino di solo Sangiovese, che sfida il tempo e dopo anni e anni è ancora vino, raffinatissimo e intrigante contiene forse delle magiche virtù che danno alla pelle la stessa lunga giovinezza?
Vale la pena di provare.
Per questo Donatella Cinelli Colombini ha preso, dalla sua cantina del Casato Prime Donne di Montalcino, le materie prime per produrre polvere d’uva, scrub salino al vino, siero di vino e fluido da massaggio al vino …. capaci di dare benessere e giovinezza alla pelle.
Prodotti che contengono le virtù di vini prestigiosi e verranno usati in una piccola sala massaggi con trecento anni di storia: muri in pietra, piani d’appoggio ricavati da una scala medioevale, pavimento settecentesco rustico ma originale. Tutto studiato nei minimi dettagli per offrire agli ospiti della fattoria del Colle un’esperienza rigenerante sotto tutti i punti di vista, iniziando nella zona benessere con bagno turco, sauna, doccia emozionale e vasca idromassaggio, oppure nella grotticina con la vasca in legno per due persone in cui fare il bagno nel vino e proseguendo con i massaggi di coppia che usano prodotti a base di vino di Montalcino.

Jamie Oliver il folletto dal cuore d’oro delle cucine TV

E’ il secondo chef più pagato del mondo ma, fra le star dei fornelli Jamie Oliver è decisamente il più simpatico, generoso e salutista

Jamie Oliver

Jamie Oliver

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

L’avete mai visto in azione? Capelli struffati e forse non troppo puliti, camicia a quadretti, la faccia di chi si è appena svegliato dopo una notte di bagordi … e poi comincia a muoversi, si avvicina con il viso alla telecamera, la tocca … e tu che guardi hai l’impressione che le sue mani siano sul tuo monitor di casa … e poi inizia a cucinare. Muove le mani in un modo velocissimo, parla, ti guarda, ti strizza l’occhio e in un attimo la ricetta è sul piatto pronta per essere mangiata … della serie sembra facile!

Julia Norton e Jamie Oliver family

Julia Norton e Jamie Oliver family

Ma che fenomeno! Non meraviglia che sia il secondo chef più pagato al mondo, pare Roberto Benigni per il modo con cui cattura l’attenzione. S’intende è uno chef eccellente ma soprattutto è un uomo di spettacolo straordinario.
La classifica degli chef “paperoni” è redatta da shsonline della Hotel Supplies società irlandese di forniture alberghiere. Mette sul gradino più alto del podio il giapponese Alan Wong accreditato di un patrimonio di 1,1 miliardi di Dollari e al terzo Gordon Ramsay ($118 milioni).
Britannico come Oliver, Gordon Ramsay è il suo contrario preciso. Sempre fotografato in una candida divisa da cuoco, Ramsay ha un’aria aggressiva che, recentemente, sfiora il mefistofelico ed infatti è celebre la sua bestemmia in italiano in diretta televisiva.
Molto meglio il nostro simpaticissimo Jamie Oliver che non terrorizza gli assistenti e anzi fa sembrare semplici anche le ricette più complicate.

Il Papa sbanca twitter e le novità sui wine blogs

Dalla classifica mondiale dei leader più influenti su twitter dominata da Papa Francesco. Curiosità virali sul vino nei social: cresce l’uso delle immagini  

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

 

Devo a Gian Piero Staffa le imbeccate per un’esplorazione dei social media fuori dagli schemi. La prima classifica riguarda i leader. Ebbene il Papa sbanca twitter e occupa quattro delle prime sei posizioni, solo il premier venezuelano Nicolás Maduro Moros 3° insieme a Barack Obama 5°, riescono a infilarsi nella sequenza dei cinguettii pieni di spiritualità del Santo Padre. Da notare che il primo nome nella classifica è in spagnolo Papa Francisco, segue quello in inglese, mentre Papa Francesco in italiano è solo al sesto posto.
7° posizione per Susilo Bambang Yubhoyono Presidente

Ci salveranno gli chef?

Fra i nuovi ristoranti del mondo, uno su tre è “italiano”, in tutto sono 60-80.000 e sono la locomotiva del nostro export di vino e cibo

Chef a lavoro

Chef a lavoro

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Servono 3 milioni di pasti al giorno e generano un fatturato annuo di 30 miliardi di Dollari. Ovviamente una parte di questi ristoranti è in Italia ma una bella fetta è all’estero dove risiedono anche 60 milioni di nostri connazionali o ex connazionali. Gli emigranti sono dunque più di noi e hanno propagato la ristorazione italiana che, con il passare degli anni, si è professionalizzata diventando sinonimo di

Alessandra Moneti Denis Pantini

Alessandra Moneti Denis Pantini

buon vivere. Traggo questi dati dal bellissimo libro Ci salveranno gli chef di Alessandra Moneti e Denis Pantini (Agra editrice pp 134 €15) che spiega come l’export di cibo e vino vada dietro alla ristorazione tricolore come un cane segugio. Scopriamo dunque che solo i ristoranti cinesi, nel mondo sono più numerosi dei nostri.
La cucina del terzo millennio è fetish, sexy e punk. Un mondo di bad boy come Gordon Ramsay, il più cattivo dei giudici televisivi, ha lanciato un reality in cui cucina in prigione con i carcerati. Ed è vero che guardare i programmi TV di cucina spinge a fare la spesa con logiche diverse dal risparmio: più qualità, più visite nei luoghi di produzione, più biologico.

Pare un giallo ma è un vero delitto con un vero procuratore

Nicola Marini sostituto procuratore di Siena ha iniziato a ricostruire l’omicidio di Walter Cimino per fare un processo e poi ha scritto un libro

Nicola Marini con Pierangela Callai Mazzi

Nicola Marini con Pierangela Callai Mazzi

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Un bellissimo libro intitolato “Una foto un delitto” (Cantagalli 16€) che avvince come un libro di George Simenon e ricostruisce la vicenda umana e la morte (avvenuta il 30 giugno 1944) di un giovane di 17 anni da parte di un gruppo violento che si nascondeva nella polizia ausiliaria istituita, a Siena, nei giorni del passaggio fra l’occupazione nazista e l’arrivo dell’esercito alleato. Walter Cimino era giovane, bello e benvoluto. Caratteri che portarono al suo assassinio, forse al solo scopo di rubargli la fidanzata.
La Presidente dell’Inner Wheel di Siena Pierangela Callai Mazzi ha organizzato una riuscitissima serata di interclub con il Rotaract Club e la Round Table della sua città, per ascoltare la vicenda dalla voce del Sostituto Procuratore Nicola Marini.
Condivido con il Professor Giovanni Buccianti l’apprezzamento per il rigore metodologico con cui tutta la vicenda è stata ricostruita, apprezzamento importante perché riferito a un periodo storico controverso e spesso oggetto di manipolazioni politiche.

I miei amici premiati Elena Fucci e Gianluca Morino

Elena Fucci Premio al coraggio della guida vini del Corriere della Sera, Gianluca Morino VignaioloDigitale dell’anno al Salone del Gusto

Luciano Ferraro Elana Fucci Luca Gardini

Luciano Ferraro Elana Fucci Luca Gardini

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Due grandi personaggi, diversamente coraggiosi. Elena Fucci ha rinunciato al suo sogno di diventare ingegnere negli Stati Uniti per rimanere a Barile e trasformare la vigna di suo

Premiazione di Gianluca Morino presentazione Guida Slow Wine

Premiazione di Gianluca Morino presentazione Guida Slow Wine

nonno Generoso di 89 anni, nella Petrus dell’aglianico. Luciano Ferraro e Luca Gardini autori della guida “Vignaioli e vini d’Italia” 2015 (RCS €12,90) l’hanno scelta per rappresentare il coraggio delle sfide impossibili e il talento che le fa vincere. Doti entrambe care a Ferraro, autore del wine blog DiVini, dove pubblica storie apparentemente piccole ma capaci di aprire l’animo e la mente.
La scelta di Elena rispetta questo spirito: a 18 anni si rende conto che presto la sua vigna, quella dove giocava da bambina, sarà di qualcun altro. Lei vorrebbe studiare ingegneria e i suoi genitori non vedono un futuro per la vigna dove il nonno Generoso passa le sue giornate curando le antiche viti ad alberello una per una. E’ a quel punto che Elena decide di cambiare il suo futuro, la famiglia non venderà la vigna mentre lei andrà a Pisa per laurearsi in Enologia. Il suo vino “Titolo” rispecchia la forza antica delle sue viti e la dolcezza affettuosa di Elena. La scorsa estate Elena e mia figlia Violante hanno passato le vacanze insieme a Gozo, con i rispettivi partner Ignazio e Andrea. E’ bellissimo vedere la loro amicizia vignaiola.

Ian D’Agata il super- degustatore friendly

Competentissimo, poliglotta, eclettico e generoso … è il primo di una nuova generazione di wine writer capaci di conciliare localismo e internazionalità

Violante Gardini Cinellicolombini Jr e Ian D'Agata

Violante Gardini Cinellicolombini Jr e Ian D'Agata

Di Donatella Cinelli Colombini

Ho incontrato la prima volta Ian D’Agata a Vinitaly durante una cena del Comitato Grandi Cru  che poi lo premiò come miglior giovane giornalista. In quegli anni ero l’assessore al turismo a Siena e passavo le giornate sepolta dalle scartoffie. Di quel giovane, seduto al mio tavolo, sapevo solo il nome mentre tutti gli altri produttori lo conoscevano bene. Per me era una situazione nuova. Cavolo, pensai, ma che mi succede? Reagii seguendo le notizie di Ian nella stampa specializzata. Ne ho trovate una quantità enorme perché D’Agata scrive per l’International Wine Cellar (IWC) di Stephen Tanzer, la rivista inglese Decanter, il quotidiano francese “Figaro” e per un’infinità di testate importanti. E non basta, insegna anche alla New York University.

E’ il paladino dei vitigni autoctoni, anche minori, su cui sta scrivendo un’opera

Ian D'agata Stevie Kim

Ian D'agata Stevie Kim

monumentale, a Montalcino è fra i sostenitori della zonazione del Brunello. Ha una conoscenza impressionante dei vini italiani e di Bordeaux dove ha visitato migliaia di cantine per farsi un’idea diretta di ogni singolo terroir e ogni singolo produttore. Anche in questo è diverso dalla maggior parte dei giornalisti.
<<Incredibile>> pensai <<E’ un pezzo da novanta e non se la tira per niente, parla poco, incoraggia tutti, è gentile, sorride ….>> atteggiamenti anomali in un mondo del giornalismo specializzato dove l’aggressività sembra una gara al rialzo.

Il bacio di Giuda

Sveva Casati Modignani in veste di Giamburrasca ci racconta la sua infanzia col sorriso sulle labbra

Mara Venier Sveva Casati Modignani presentazione del Bacio di giuda

Mara Venier Sveva Casati Modignani presentazione del Bacio di giuda

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
E’ un libro ma sembra un film tanto sono vive le immagini che racconta. La vera protagonista del Bacio di Giuda (Mondadori pp 140 € 14,9) è la madre di Sveva, con la sua religiosità bigotta, le sue fobie per il sesso e per ogni forma di felicità. Il carattere distruttivo e prepotente della donna è all’origine di una serie di situazioni paradossali che l’autrice racconta in modo talmente autoironico da renderle

Sveva Casati Modignani

Sveva Casati Modignani

decisamente divertenti.
Alla scoperta del burro di cacao rosa di Sveva, la madre urla <<Peccatrice io ti spedisco in convento>> e butta il tubetto nella spazzatura. Sveva le risponde con la tipica logica dei bambini <<ma perché non ci vai tu in convento?>> la replica inquadra il personaggio della madre << Perché ho avuto per madre una povera donna che non ha mai capito niente di me. Invece tu hai la fortuna di avere me, come mamma, e io so qual è il disegno di Dio per te. Tu ti farai monaca!>>.
Tanti piccoli episodi di un mondo antico. Un’epoca in cui si disfacevano i vestiti per poi ricucirli con la stoffa rivoltata. C’erano matrimoni combinati, i capelli con i boccoli, le maestre che picchiavano gli alunni e le scuole senza riscaldamento dove ogni studente si portava un mattone scaldato della stufa di casa per scaldarsi i piedi. Un neorealismo con gli occhi da bambino in questo bellissimo libro di Sveva Casati Modignani che mi è arrivato, con tanto di dedica dell’autrice, dalla mia amica Anna Pesenti Buonassisi.

                                                                       
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