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Wine Spectator 96/100 per il Prime Donne Brunello 2010

Si chiama Insider ed è un email che segnala i migliori punteggi del Wine Spectator. Ogni cantina del mondo vorrebbe vederci i suoi vini. Il mio Brunello c’è

Brunello PrimeDonne 2010 Wine Spectator

Brunello PrimeDonne 2010 Wine Spectator

Di Donatella Cinelli Colombini

Che spettacolo! Solo 20 Brunello nell’Insider e solo 4 fra gli “hot wines”. Il mio è al secondo posto assoluto con uno splendido 96/100
I punteggi della più diffusa e autorevole rivista statunitense salgono verso l’olimpo partendo da un minimo di 50-74 per i vini non raccomandabili, poi ci sono i mediocri (75-79), quelli buoni (80-84) e molto buoni (85-89). Infine i fuoriclasse (90-94) e la vetta cioè i vini classici compresi far i 95 e i 100 punti.
Dunque il nostro Brunello Prime Donne 2010 è un vino CLASSICO cioè un’icona come le opere di Raffaello, Mozart, Petrarca … Oso troppo con questi paragoni? Sta di fatto che è proprio la ricerca dell’armonia che contraddistingue tutti i miei vini ma soprattutto il Brunello e questo rende particolarmente adatta la parola “Classico”.

Più Abruzzo e meno Montepulciano con tanta voglia di vincere

Con i produttori abruzzesi per parlare di turismo, web e indentità. Cantine enormi e molto piccole, alla ricerca di un successo diverso dalla qualità-prezzo

Fabio Piccoli lavini Furlan Nicola D'Auria Donatella Cinelli Colombini

Fabio Piccoli lavini Furlan Nicola D’Auria Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini
… andiamo. E’ tempo di migrare. Ora in terra d’Abruzzo i miei pastori lascian gli stazzi e vanno verso il mare … scriveva D’Annunzio. Arrivando in macchina l’occhio sale sulle pendici degli Appennini coperti di neve, alla ricerca delle greggi. Non ci sono più ma questa terra mantiene la sua forza straordinaria. E’ solenne, è vera, con la tragedia irrisolta del terremoto de L’Aquila, il silenzio delle montagne brulle che scendono verso il mare e le zone industriali piene di capannoni. Una terra di grandi contrasti, dove convivono enormi cantine sociali e piccoli produttori alle prese con un mercato italiano in difficoltà.

Dora D'Auria

Dora D’Auria

A cena da Nicola D’Auria, presidente regionale del Movimento turismo del vino, rimaniamo sbalorditi dalla bellissima struttura della sua azienda: una sala banchetti su due piani e un ambiente sotterraneo dove le pupitre dello spumante si alternano agli amplificatori per la musica dal vivo. Mi guardo intorno ammirata <<ammazza oh! E io che credevo di essere avanti!>>

Ai giovani wine lovers italiani piace bio

In cima ai desideri Brunello, Amarone e Verdicchio. I giovani preferiscono il vino alla birra. Meglio 2 bicchieri a cena con gli amici piuttosto che lo sballo

MillennialsWine

MillennialsWine

Di Donatella Cinelli Colombini
Finalmente! E’ finita l’epoca in cui i giovani preferivano la birra per staccarsi dalla cultura dei genitori basata sul vino quotidiano durante i pasti. L’indagine condotta dal Professor Gabriele Micozzi su un campione di 1.500 giovani fra i 18 e i 35 anni (commissionata dall’Istituto Marchigiano di tutela del vino e presentata all’ultimo Vinitaly) ci rivela un profilo completamente diverso da quello a cui eravamo abituati sfatando anche qualche luogo comune. Dunque vino bevanda preferita come riflesso di un’attitudine ormai internazionale verso un consumo saltuario e qualificato. L’indagine di Micozzi rivela infatti la stessa tendenza evidenziata dai sondaggi, dei mesi scorsi, di Wine Intelligence e Goldman Sachs e relative ai giovani consumatori UK e USA. Entrambe confermano il calo di apprezzamento della birra e la crescita del vino, addirittura con una certa disponibilità a spendere più, per ogni bottiglia, rispetto a genitori e nonni.  

Isabella e la sua “pasta e fagioli” con Brunello

Da Isabella Monguzzi, enotecaria di Vincanto e talent scout enologica dal fiuto infallibile, arriva un racconto e una pasta e fagioli per il Brunello 2006

Isabella Monguzzi e Donatella Cinelli Colombini

Isabella Monguzzi e Donatella Cinelli Colombini

Da Isabella Monguzzi a Donatella Cinelli Colombini lettera con invito

Voglio raccontarti di una sera alla quale non hai partecipato ma nella quale sei stata protagonista. Mi hai detto più volte di darti qualche ricetta della mia cucina, ma penso di andare oltre!
Settimana scorsa ho incontrato un amico che non vedevo da 15 anni e tra un “cosa fai adesso” ed un “cosa farai domani” ci siamo accordati per una cena a casa mia. Naturalmente chiamare altri amici e fare una carrambata è stato un attimo!!! Che bello rivedersi tutti insieme a ricordare le tante

Pasta e Fagioli di Isabella

Pasta e Fagioli di Isabella

stupidaggini fatte in gioventù, le avventure affrontate come degli scavezzacollo, le vacanze passate insieme …
Franco, questo è il nome dell’amico che ci ha dato il via a mettere in piedi la serata, mi ha chiesto di fargli la mia Pasta e Fagioli, per la quale ha sempre avuto un debole. Potevo non accontentarlo? Amo cucinare e bere bene e quando si sparge la voce che mi metto ai fornelli a casa mia c’è la calata degli Unni!

La Toscana superstar vince fra le wine destinations

Buone notizie per la Toscana del turismo del vino che è prima nella lista delle Best Wine Vacations pubblicata da travel.usnews

Castello del Trebbio

Castello del Trebbio

Di Donatella Cinelli Colombini
U.S.News Travel Rankins & Advice pubblica le classifiche di luoghi di vacanza, hotels, crociere, progetti turistici di tutto il mondo. I rankings dipendono da un gruppo di esperti e dal voto dei lettori web. Scopriamo dunque che nella lista dei migliori luoghi da visitare il primo è Parigi e non c’è nessuna città italiana. Per fortuna Venezia è al terzo posto fra le destinazioni della luna di miele ma nel complesso il Bel Paese è letteralmente tramortito da destinations emergenti come Santorini.
Sul turismo del vino le cose vanno meglio: la meta più ambita dai wine lovers di tutto il mondo è la Toscana. Certo che il pistolotto di inizio è scoraggiante <<Vote for your favorite spot to sip chardonnay or shiraz to help form next year’s rankings. Then grab a glass, pour some “cab” and start packing.>> letteralmente vota per la tua meta preferita sorseggiando Chardonnay o Shiraz per contribuire alla classifica del prossimo anno. Poi prendi un bicchiere, versaci del “cab” e prepara le valigie …. Mamma mia, con questa premessa diventa difficile per il nostro Brunello a base di Sangiovese!

Festa di divorzio e vino da divorzio con bollicine

Con la nuova moda della festa di divorzio arriva, dal comico Jeff Wysaski, il consiglio sul vino più adatto: lo Champagne da accompagnare a una torta diversa

Vino per il divorzio

Vino per il divorzio

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
La notizia arriva da “Haffpost taste” la sezione enogastronomica dell’Haffington Post il maggiore quotidiano on line al mondo che ha scovato le raccomandazioni del comico Jeff Wysaski sui vini. Avete presente le targhette lungo gli scaffali dei supermercati? Generalmente contengono il prezzo e alcune spiegazioni tecniche come il vitigno, la zona d’origine, la maturazione in botti di rovere e simili. Ebbene Jeff Wysaski ha deciso di fare una piccola rivoluzione e scriverci frasi scherzose, provocatorie e in certi casi trasgressive. Ecco il vino che vi <<garantisce una nonna di periferia ubriaca>> quello che placa l’odio <<invece di un antico rituale con il sangue dei vostri nemici, usate questo Merlot, è così intenso che satana non sentirà la differenza>>. Per festeggiare la firma del documento di divorzio consiglia uno Champagne da bere mangiando ogni sorta di cose dolci secondo la massima << cambia torta e vai avanti>>.

Il vero costo di una bottiglia

Come e perché una bottiglia di vino esce dalla cantina a 2 Euro e arriva al consumatore USA a 10 Dollari. Poco valore nella vigna e forse troppo nel mercato

Esquin Wine Mercian

Esquin Wine Mercian

Di Donatella Cinelli Colombini
Un interessantissimo articolo di Wine Seracher ci mostra come il prezzo del vino in USA cresce a causa del trasporto per nave, le tasse e la complessa catena commerciale in cui la legge statunitense, nata durante il proibizionismo, ha diviso la catena di vendita: importatore, distributore e dettagliante. La sequenza dei ricarichi moltiplica il prezzo: importatore applica aumenta del 35%, il distributore aggiunge il 40% sulla cifra precedente che viene poi raddoppiata dal dettagliante.
Anche le tasse contribuiscono a aumentare il prezzo del vino e si concentrano su quelli di bassa qualità mentre sono più leggere sui premium e super premium (I numeri del vino). Per esempio in USA è mediamente del 10% ma scende fino al 3% per vini costosi come il Brunello Riserva. Il carico fiscale più forte è in Irlanda 141%, Finlandia 119%, Gran Bretagna 116% e Svezia 96%.

Orcia Wine Festival, il vino Orcia inaugura la sua scuola

24-26 aprile Orcia wine festival a San Quirico fra vino, arte, wellness, cucina tipica, i panorami più belli del mondo e la scuola di vino per turisti

Palazzo Chigi San Quirico d'Orcia

Palazzo Chigi San Quirico d’Orcia

<<Protagonisti assoluti i vini Orcia quest’anno abbinati ai suoni e ai piatti tradizionali del territorio>> questa è la presentazione dell’Orcia Wine Festival 2015 del Sindaco di San Quirico Valeria Agnelli << vi aspettano un paese imbandierato con i colori delle contrade della Festa del Barbarossa e le strade animate da auto storiche, stornellatori, vetrine piene di bottiglie e ristoranti che propongono piatti rigorosamente “valdorciani” come i salumi di cinta senese, lo zafferano, il cacio, i pici, le chiocciole ….. abbinati a calici di vini Orcia>>.

pinci_al_sugo_di_nana_Fattoria_del_colle

pinci_al_sugo_di_nana_Fattoria_del_colle

Il clou nello splendido Palazzo Chigi costruito per Papa Alessandro VII alla metà del Seicento. Qui, sotto le volte affrescate con scene mitologiche, i produttori della Doc Orcia presentano e vendono i loro vini. Assaggi, racconti, nuovi amici un modo intrigante per scoprire gioielli enologici ancora poco conosciuti e portare a casa bottiglie top e da consumo quotidiano.

Quando la pubblicità del vino non dice la verità

Cosa succede se una cantina si attribuisce requisiti o elementi distintivi inesistenti? E cosa succede a chi imita il nome o l’etichetta di un altro vino?

pubblicità ingannevole

pubblicità ingannevole

Di Donatella Cinelli Colombini

<< … qualsiasi pubblicità che in qualunque modo, compresa la sua presentazione, sia idonea a indurre in errore … >> è vietata, sia quando truffa il consumatore, sia quando danneggia un concorrente. Questo dice la Legge del 2005 chiamata Codice del Consumo. Perciò non basta controllare ciò che è scritto sulle etichette delle bottiglie ma è indispensabile che la comunicazione sia corretta anche sugli imballaggi, i depliants, il sito e ogni altro strumento con cui la cantina comunica.

I consumatori “ingannati” hanno due strumenti a loro disposizione: lo IAP Istituto di autodisciplina pubblicitaria e lAntitrust. Il primo è privato e si basa di un Codice di autodisciplina e un Giurì privato. Il secondo è pubblico e fa riferimento al Codice del Consumo quindi a una legge che prevede sanzioni.

Bottura, Martina, Raspelli ….visti da vicino

Massimo Bottura, il Ministro Martina, Alberto Lupini, Anna Scafuri, Edoardo Raspelli… personaggi di un sabato speciale a Firenze

Donatella Cinelli Colombini premio Italia a Tavola per il turismo enogastronomico

Donatella Cinelli Colombini premio Italia a Tavola per il turismo enogastronomico

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Il Premio Italia a Tavola è l’occasione per incontrare vecchi amici e personaggi da copertina, ascoltare e osservare. Prima di tutto il premio: si svolge una volta l’anno a Firenze e viene assegnato a chef, sommelier, giornalisti e barman …. eletti attraverso un sondaggio online della rivista Italia a Tavola. L’evento è stato organizzato proprio dal direttore della rivista Alberto Lupini con la collaborazione di Ebitt, Fipe e Confcommercio Firenze. Quest’anno hanno vinto, fra gli altri, Edoardo Raspelli, guru dell’alta

Alberto Lupini e Edoardo Raspelli

Alberto Lupini e Edoardo Raspelli

gastronomia mentre Alessandro Scorsone sommelier di Palazzo Chigi ( già campione nel 2011) ha premiato il vincitore della categoria Maitre e Sommelier, Paolo Ciaramitaro. Insomma un evento di prima importanza che è preceduto da un talk show e seguito da una cena con chef stellati nel roof garden del Baglioni, la sala da pranzo più bella di Firenze con vista sulla cupola del Duomo e Santa Maria Novella. Io, senza voce e con una gran tosse, ho partecipato al talk show, seduta accanto a Massimo Bottura.

Il wine blog in stile sharing di Francesco Saverio Russo

Il suo sito si chiama wineblogroll e contiene la rassegna stampa, degustazioni, luoghi e personaggi nel vino basati sulla condivisione e sulla passione

Francesco Saverio Russo

Francesco Saverio Russo

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Francesco Saverio Russo, Saverio come lo chiamano gli amici, è marchigiano ma vive in toscana dove lavora come organizzatore di eventi e consulente di web marketing, anche se, ammette, << passo gran parte delle mie giornate a gestire siti, blogs e profili social>>. Insomma è proprio il tipo che servirebbe in molte aziende del vino per raccontarsi meglio agli appassionati e ai futuri importatori. E’ insomma un wine blog master giovane, abbastanza fuori dagli schemi, poco attratto dal business del vino e realmente calamitato dai produttori appassionati e dallo storytelling.
<< Sentitevi, quindi, liberi di entrare “a casa mia” come foste degli Amici e non dei semplici ospiti…sbirciate, osservate, curiosate e, perché no…commentate e criticate se lo riterrete opportuno, ma non dimenticate mai di prendere ogni mia parola come frutto delle mie individuali emozioni e non come un dogma>>

Charlie Arturaola un top sommelier eclettico

E’ considerato uno dei 10 migliori palati dell’American Sommelier Association ma Charlie Arturaola ha anche inventato la figura dell’attore-sommelier  

Artureolla

Charlie Arturaola

Charlie Arturaola

Di Donatella Cinelli Colombini  

Ho sempre adorato i personaggi eclettici come Leonardo, Michelangelo, Brunelleschi … menti aperte, contaminanti, innovative proprio perché capaci di mescolare competenze diverse. Nell’ambito enogastronomico mi vengono in mentre Veronelli, Soldati, Buonassisi … una generazione di giganti che ha aperto nuovi orizzonti al vino italiano grazie alla competenza in altri ambiti culturali: la filosofia per il grande Gino, Mario Soldati storico d’arte, scrittore e regista, Vincenzo Buonassisi prima di tutto critico musicale, teatrale e televisivo.

Elisa-Bersani-The-Gummy-Sweet-Cruciani-Caprai-Vinitaly-2013-Verona-15

Elisa-Bersani-The-Gummy-Sweet-Cruciani-Caprai-Vinitaly-2013-Verona-15

Ecco, Charlie Arturaola è un personaggio di questo genere, un eclettico: il primo sommelier-attore. E’ vero che ogni grande assaggiatore deve avere una vena istrionesca, deve tenere la scena e istaurare con il pubblico quel fluido magico che trasmette emozioni esattamente come un attore, tuttavia Arturaola è andato oltre interpretando 2 film che raccontano in modo romanzesco e fantasioso il mestiere dell’esperto di vino.

I super tuscan e la loro vera storia

Nati 40 anni fa come reazione alla tradizione si basano sull’uso di vitigni francesi anche in blend con il Sangiovese e sulla maturazione in barriques.

Giacomo Tachis

Giacomo Tachis

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Tignanello Sassicaia, Ornellaia … i super tuscan  nascono in un momento difficile per il Chianti quasi come l’esplosione della voglia di rinnovamento e di internazionalità. Hanno un padre geniale, l’enologo Giacomo Tachis e un talent scout James Suckling il grande assaggiatore che, in quel momento, giudicava i vini italiani per Wine Spectator.

Tignanello-e-Antinori-e-Kemp

Tignanello-e-Antinori-e-Kemp

E’ il 1944 il Marchese Incisa pianta sui suoli argillosi di Bolgheri, le viti di Cabernet e Merlot da cui nascerà il più celebre dei supertuscan: Sassicaia. Nel 1968 arriva al suo fianco Tachis. Nel 1970 suo cugino Antinori aggiunge Cabernet nel suo Tignanello. Nel 1985 nasce Ornellaia e un anno dopo Masseto.
Sono queste le star che creano la moda dei vini da tavola toscani di alto livello con un prezzo e una clientela nettamente superiori rispetto ai vini DOC della stessa regione. Modaioli, apprezzati dalla critica e dai grandi collezionisti di tutto il mondo cominciano a imporsi some esempi di raffinatezza italiana al pari di Gucci, Ferragamo e Prada.  

Membro onorario della Commanderie des Vinophiles du Canada

E’ Montreal, il luogo perfetto per il mio Brunello Prime Donne e per l’Orcia Doc Cenerentola? Scopriamo la città gourmand del Nord America

Commanderie des Vinophiles du Canada cerimonia

Commanderie des Vinophiles du Canada cerimonia

Di Donatella Cinelli Colombini

A Montreal c’è un’ottima cucina ovunque e ci sono punte di eccellenza assoluta anche se abbondano le salse di stile francese. E’ una meta di turismo gastronomico che attrae da tutto il Canada ma anche dagli Stati Uniti. I negozi sono bellissimi e sembra quasi di essere a Parigi se non fosse per il freddo. Montreal è in un’isola del fiume San Lorenzo ed ha intorno enormi laghi ghiacciati per cui il vento arriva gelido. Lo scorso inverno è stato terribile -20-30° sotto zero per due mesi e ora, con i primi raggi di sole, i quebecois escono in maglietta. Con i nostri piumini pesanti ci sentiamo ridicoli ma loro sono immunizzati contro il freddo e noi no per cui li teniamo addosso.

Per il turismo del vino The winner is ….

Drinks International premia le 8 migliori cantine turistiche del mondo. Sul podio sudafricani, portoghesi, cileni e spagnoli. Solo Zonin 2°posto per l’Italia
Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Bodega Gonzàlez Byass

Bodega Gonzàlez Byass

Una giuria riunita a Londra da Drinks International era composta di PR, comunicatori e wine educators. Ha scelto nel panorama internazionale ponendo una particolare attenzione all’aspetto educativo della visita in cantina e alle esperienze gastronomiche, sportive o persino teatrali che accompagnano l’incontro con il mondo del vino. Stravincono i sudafricani e le cantine che hanno messo in campo risorse e strutture enormi. La

Spier Wine Farm

Spier Wine Farm

classifica rivela quanto contino le idee innovative e la buona organizzazione agli occhi di esperti di vino di un Paese non produttore.
Ecco i vincitori delle 8 categorie
Miglior organizzazione d’accoglienza: Viu Manent Cile questa è forse la scelta meno convincente. Il suo punto di forza sono le passeggiate a cavallo o in calesse lungo la strada nei vigneti di 37 km, offre poi una scuola del vino per giovani, shopping di artigianato locale, pranzi tipici e ovviamente degustazioni e visite guidate in cantina. Niente di stratosferico a eccezione degli equini per i quali c’è persino un centro ippico.

                                                                       
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