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Ancora su Toni Cafarelli il gelatiere dell’impossibile

Il Re del gelato, il genio creativo che ha rivoluzionato ingredienti e tecniche ha una ricetta semplicissima:  pulizia, accoglienza, prodotto, passione e prezzo

Toni Cafarelli  maestro gelataio a Montisi

Toni Cafarelli maestro gelataio a Montisi

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Prime Donne
Domenica pomeriggio, Montisi (a 8 km dalla fattoria del Colle), il mitico Toni Cafarelli è nella sua piccola nuova gelateria con il cappello in testa e un grembiule immacolato addosso. Serve al banco come fosse l’ultimo arrivato ma forse vuole ritrovare il piacere del contatto con i clienti stupefatti ed entusiasti delle sue creazioni.
L’intervista parte male. Chiedo <<La tradizione va rinnovata o rispettata?>> lui

Toni Cafarelli Montisi pasticceria d'eccellenza

Toni Cafarelli Montisi pasticceria d’eccellenza

risponde bruscamente quasi di cattivo umore <<Ma che domanda è? Va rinnovata ma anche rispettata!>>.
Incalzo <<Tradizione e creatività vanno mescolate o separate?>> e Toni <<entrambe le cose>>
Poi finalmente si sblocca <<La creatività è una ricerca di sfide>> e ancora <<fra tecnica e fantasia è più importante la fantasia 10 a 1>>

Il filtro ULLO e i solfiti del vino vanno via

Quello dei solfiti è uno dei tormentoni recenti: esistono naturalmente nel vino e poi vengono aggiunti ma un giovane chimico inventa come toglierli

 

download (2)Di Donatella Cinelli Colombini

E’ un piccolo cono sul mercato dal luglio 2015, che può essere usato una sola volta. L’inventore è James Kornacki, un neolaureato e dottorando di ricerca in chimica organica presso la Northwestern University dell’Illinois. Pomposamente battezzato ULLO, il progetto startup con la semplice missione di riportare il vino al suo stato naturale. Funziona come i filtri per l’acqua da bere che si usano in casa, usando una resina a scambio ionico. Ovviamente non tutti gli ioni negativi vengono catturati da ULLO ma solo quelli dei solfiti.

 

UlloSolfiti

Ullo Solfiti

L’INVENZIONE DI ULLO

Sembra l’uovo di Colombo, facile da usare, rispettoso degli altri caratteri del vino … ULLO è talmente ovvio da far sorgere il dubbio <<ma com’è che nessuno ci ha pensato prima?>>. Il modo d’uso è semplicissimo: basta prendere il filtro a forma di cono metterlo su un decanter, versarvi il vino e i solfiti aggiunti rimarranno intrappolati nelle maglie della sua rete.

A Montisi Toni Cafarelli l’uomo il rivoluzionario del gelato

Siciliano di nascita fiorentino  d’adozione Toni Cafarelli è la creatività del gelato. Unisce la fantasia visionaria sicula alla sobria eleganza toscana

Toni-Caffarelli-chef-gelataio

Toni-Caffarelli-chef-gelataio

Di Donatella Cinelli Colombini

E’ questo incredibile personaggio che ha aperto una gelateria a Montisi, un borgo di 400 anime ( a 8 km dalla Fattoria del Colle)  identico a quelli dipinti da Ambrogio Lorenzetti nel Trecento.

<<E’ venuto qui per la prima volta nel 2007>> spiega il suo dirimpettaio Gianluca Monaci

Caffè dolce a  Novovossiysk

Caffè dolce a Novovossiysk

che ha trasformato il Barrino – l’Ombelico del mondo- nel luogo cult per gli amanti delle bollicine << lo invitai a una delle mie serate e lui preparò un gelato alla mozzarella di bufala e acciughe sotto pesto. Gli dissi “ma chi voi te lo mangi!” e invece tutti rimasero fulminati>>. Poi l’amicizia è diventata sempre più forte finché Silvia Mannucci Benincasa, aristocratica senese discendente da Santa Caterina, ha dato a Toni delle stanze del suo palazzo di Montisi per crearci la gelateria.

Ed ecco che lui lascia i 30 dipendenti dei due locali di Firenze – gelateria e rosticceria di specialità siciliane – ed è  a Montisi quasi ogni giorno.

Vini naturali – atto secondo

Expo, laboratorio di idee con Oscar Farinetti, Attilio Scienza, Stevie Kim, Walter Massa, Vincenzo Gerbi, Helmuth Kocher, Angelo Gaja, il Ministro Martina

vininaturali_Expo_2015

vininaturali_Expo_2015

Di Donatella Cinelli Colombini

L’inizio è forte com’è nello stile di Farinetti l’uomo Eataly che propone di usare il vino naturale come arma competitiva sui mercati internazionali.
L’idea non è male ma il primo problema, per realizzarla è sapere cosa sono i vini naturali. E’ quello che chiede di sapere Steive Kim la piccola coreana brillante ma guerriera che, anche qui, non ha peli sulla lingua << il vino non è sexy, parla ai vecchi >>.___

Stevie Kim

Stevie Kim

E allora che fare? Una proposta concreta arriva dal grande Attilio Scienza professore di Viticultura a Milano a cui si devono fondamentali scoperte sull’origine delle viti. Per evitare l’uso di rame, zolfo o prodotti di sintesi bisogna che le viti non si ammalino. Il processo di selezione verso i soggetti resistenti alle malattie, in natura dura un milione di anni. Se lo facciamo in laboratorio comprimiamo questo tempo in 3-4 anni modificando alcuni vasi nei 500 geni della vite.

Il quartetto sorridente della Fattoria del Colle

Alessia, Sara, Consuelo e Giulia,  ecco le 4 giovani che vi accoglieranno alla Fattoria del Colle e vi faranno scoprire la campagna più bella del mondo
Di Donatella Cinelli Colombini

Giulia, Alessia e Consuelo

Giulia, Alessia e Consuelo

Alessia la più magra e la più ricciolina del gruppo. Dirige il settore turistico con il sorriso sulle labbra e una calma da astronauta anche negli imprevisti più critici. Nonostante il fisico esile è una grande sportiva; ha una bici con cui sfreccia su sterrati e asfalto percorrendo fino a 30 km per volta. Anche il padre è un appassionato del pedale e fa 70 km come niente fosse. Alessia è nata a Chiusi e si è laureata in lingue a Pisa, ama ascoltare la musica e leggere. Ha un super, super, super legame affettivo forever.

Sara e Giulia Fattoria del Colle

Sara e Giulia Fattoria del Colle

Sara è la più estrosa, sempre vestita in modo divertente con monili colorati e un taglio di capelli asimmetrico. Si è laureata a Siena in Scienze Politiche. Vive a Rapolano Terme, ma la sua vera passione non è l’acqua termale ma sono i grandi vini come il Brunello. In passato era titolare di un’enoteca a Siena dove organizzava eventi e degustazioni. Anche adesso guida gran parte delle degustazioni nella cantina della Fattoria del Colle e accompagna i gruppi di wine lovers. Segue specificamente i matrimoni mettendo un tocco di originalità e diversità in ogni evento.

Vini naturali: favorevoli e contrari dite la vostra

All’ExpoWhat is Vino “Natural” exactly?” Angelo Gaja e Oscar Farinetti per capire se è moda o ambientalismo e se il concetto di qualità è da rivedere

vignaioli naturali riunione periodica

vignaioli naturali riunione periodica

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne
Oscar Farinetti, patron di Eataly da fuoco alla miccia organizzando all’Expo un incontro sull’argomento più caldo: i vini naturali. Il mercato li chiede ma infuriano le polemiche fra chi li ritiene difettosi al limite del puzzolente e chi adora perché parte di un universo naturale che mette in diretto contatto il consumatore con la terra e le viti. In realtà ce ne sono di buoni e di cattivi, alcuni sono grandi vini e altri presentano difetti evidenti.
Prima di lasciare la parola ai partecipanti all’incontro dell’Expo (dopodomani in

Vini naturali

Vini naturali

questo blog). Facciamo dunque una piccolissima ricognizione sull’argomento e chiedo a voi, che leggete, di dare il vostro contributo e le vostre opinioni. I vini turali nascono da un presupposto etico che privilegia l’azione spontanea della natura su quella dell’uomo. Quest’ultima viene limitata sia nell’uso della chimica che in quello della tecnologia.

Cambia il vino o il gusto dei consumatori?

Matt Kramer del Wine Spectator e le sue opinioni sul cambiamento del gusto del vino. Vino + tempo + curiosità + flessibilità = EVOLUZIONE

Wine Spectator copertina maggio 2015

Wine Spectator copertina maggio 2015

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Appena apriamo il Wine Spectator tutti andiamo a vedere la Baying Guide, i best buy e i recommened cioè i punteggi. Indubbiamente le chiavi per aprire i mercati esteri sono li, nei rating fra 90 e i 100 punti. Ma in realtà i contributi giornalistici, all’inizio della rivista, sono altrettanto interessanti e utili. Io leggo regolarmente le opinioni di Matt Kramer che collabora con WS dal lontano 1985 e, qualche volta, trovo delle vere e proprie chicche. Per esempio l’articolo intitolato “How a palate trasforms” come si trasforma il gusto del vino.
Il nocciolo dell’articolo è il racconto di un incontro con Julio Gallo avvenuto una decina di anni fa. Alcuni assaggiatori erano convinti che il vino Hearty Burgundy della Gallo stesse

 Hearty Burgundy  Gallo

Hearty Burgundy Gallo

diventando più dolce per assecondare un gusto più popolare e Kamer chiese a Julio, l’enologo dei due celebri fratelli Gallo, se questa opinione fosse vera. Lui si sorprese e negò energicamente <<non è vero>> rispose <<e ti spiego perché … Una volta stabilito un bland non lo cambiamo più. Ci creerebbe troppi problemi. … Noi non cambiamo. Voi cambiate>>.
Chiaro diretto e convincente!
Sono dunque i gusti, anzi le percezioni a cambiare. Ovviamente l’elemento decisivo è lo spostamento dei consumi verso Paesi e generazioni diverse dal passato.

Tagliata ricetta originale dal suo inventore Sergio Lorenzi

Sono amica dello chef Sergio Lorenzi da una vita ma solo da poco ho scoperto che ha creato la tagliata nel 1970 a Pisa usando il controfiletto di vitellone chianino

Sergio Lorenzi

Sergio Lorenzi

Di Donatella Cinelli Colombini
Prima che gli chef diventassero show man televisivi Sergio Lorenzi era il cuoco dei grandi personaggi: i presidenti della Repubblica Gronchi e Napolitano, il matematico Enrico Bombieri, le star come Frank Sinatra … La storia di Sergio è bellissima. Nato in una poverissima famiglia della Versilia inizia a lavorare in cucina a 13 anni e grazie a un talento strepitoso a 20 è già lo chef di un importante ristorante milanese.

tagliata di bue

tagliata di bue

IL SUO RISTORANTE

Tornato a Pisa apre una rosticceria e inventa un piatto poi divenuto celebre “le penne alla zingara” con prosciutto cotto, piselli e peperoni. Nel 1970 inaugura il suo primo ristorante “Sergio” e anche qui firma una creazione poi divenuta un must della cucina toscana nel mondo: la tagliata di bue. L’incontro con scienziati di fama mondiale e futuri ministri, arriva poco dopo quando Sergio Lorenzi apre un ristorante in Lungarno Pacinotti poco lontano dalla Normale di Pisa, in quel momento la prima università italiana per l’altissimo livello dei docenti e degli studenti. Il locale è nella zona della contestazione e viene persino occupato dagli studenti fra i quali <<alcuni sono poi diventati politici importanti, altri professori di fama internazionale>>.

La mineralità: lieviti non terroir

Moltissimi ormai escludono il collegamento fra la mineralità e il terreno dei vigneti e credono che siano invece i lieviti a dare il sentore di pietra focaia

Chablis

Chablis

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Più aumenta la moda dei caratteri minerali, specialmente nei Paesi di lingua inglese, più crescono le ricerche sulla sua origine. Tutte le cantine vorrebbero infatti dare un tocco di mineralità ai loro vini ma, finché la causa resta sconosciuta, sarà difficile riuscire ad aumentarlo. La convinzione che prende sempre più consistenza è l’esclusione del terreno, cioè di quello che, storicamente, veniva messo in relazione con la mineralità. L’opinione che le pietre diano sapori e profumi al vino fa sorridere gli studiosi. <<With the odd and fairly

Barry Smith della London’s School of Advanced Study

Barry Smith della London’s School of Advanced Study

irrelevant exceptions like sodium chloride, by and large, minerals have no taste.>> ha dichiarato Alex Maltman, geologo della Aberystwyth University <<con l’eccezione quasi irrilevante del cloruro di sodio, i minerali non hanno sapore>>, della serie prova a metterli in bocca e vedrai! L’argomento parte dunque con una presa di posizione ferma e, direi, rivoluzionaria del mondo scientifico rispetto alla convinzioni più diffuse fra gli assaggiatori.

A cena con Rossini e Elisabetta Gnudi

I giovanissimi artisti della Compagnia della Piuma, a Borgo Scopeto, in Chianti Classico, per una serata che intreccia musica, grandi vini e cucina rossiniana

Borgo Scopeto a cena con Rossini

Borgo Scopeto a cena con Rossini

Di Donatella Cinelli Colombini

Arrivando a Borgo Scopeto si ha l’impressione di entrare in un film perché tutto è perfetto: i muri, le siepi i giardini i viali … di questo grande castello trasformato in relais di lusso. In effetti, qui i film sono stati girati davvero ma stasera Elisabetta Gnudi, proprietaria di questo luogo da sogno, ci offrirà una piece di teatro e musica classica. Duecento invitati si siedono nel grande prato e lo spettacolo ha inizio.

Elisabetta Gnudi Roberto Della Porta

Elisabetta Gnudi Roberto Della Porta

<<Mangiare e amare, cantare e digerire: questi sono in verità i quattro atti di questa opera buffa che si chiama vita>> ci dice Gioacchino Rossini mentre arriva in tavola un’insalatina di lenticchie con lombetto di maiale e verdure insieme al vino bianco Le Grance di grande personalità e risuonano musiche dell’Italiana in Algeri seguita dall’overture del Barbiere di Siviglia.

Wine maker australiane solo il 9% ma super

Nelle cantine australiane le donne enologhe sono solo l’8,8% ma brillano come star e tutti credono stia avvenendo una vera rivoluzione rosa nel vino, invece no

Stephanie Dutton at Penfolds Wines

Stephanie Dutton at Penfolds Wines

Di Donatella Cinelli Colombini
Nel 2003 la Norvegia impose alle grandi società il 40% di donne nei loro consigli di amministrazione, seguì a ruota la Francia replicando il provvedimento. Poi Spagna (40%) e la Svezia (25%). Fuori dall’Europa le leggi sulle quote rosa sono rare anche se, in certi casi, ce ne sarebbe davvero bisogno. In Giappone solo lo 0, 4% degli amministratori delle grandi società sono donne. Persino in USA questa percentuale è solo del 16% ma esaminando Fortune 500 la percentuale dei CEO donne scende fino a un misero 4,4% (2013).

Kerri Thompson,

Kerri Thompson,

Le donne in posizioni apicali crescono ma molto lentamente soprattutto nei Paesi che non hanno nessuna legge sulle quote rosa. Vediamo ora la situazione nel vino; si tratta di uno dei prodotti più antichi, con 8.000 anni alle spalle, quindi di un settore strutturato in un passato remoto e fortemente tradizionalista.
Due lunghi articoli di Jeremy Galbreath della Curtin Graduate School of Business all’interno della Curtin University fotografano le donne nelle cantine australiane. Le analisi sono state pubblicate da Wine Economics nel febbraio e nel maggio 2014. In Australia, Paese nuovo produttore del vino, ci si aspetterebbe un approccio diverso e invece la situazione è più o meno uguale a quella europea: chi lavora nel vino lo considera un ambito da uomini.

Nozze del cioccolato Domori con le grappe Nannoni

Priscilla Occhipinti e Rossana Illy madrine di Domorum un liquore a base di grappa e cioccolato durante la festa con 500 ospiti nella Distilleria Nannoni 

Domurum torta

Domurum torta

Di Donatella Cinelli Colombini
La consueta festa nel giardino della distilleria Nannoni a Paganico ha avuto quest’anno un tocco di novità. C’erano, come sempre, gli stand di eccellenze gastronomiche –schiacciate, frutta, formaggi, salumi, porchetta, miele-, l’enorme grigliata maremmana, i 500 partecipanti, la musica dal vivo per ballare … ma anche l’anteprima mondiale di un liquore a base di grappa e cioccolato Domori.
Le due madrine Priscilla Occhipinti e Rossana Bettini Illy si sono abbracciate mostrando la prima bottiglia e tagliando un dolce di quasi due metri quadrati in cui campeggiava una divertente caricatura di Rossana e la scritta <<A un’amica eccezionale, Rossana Bettini

Priscilla Occhipinti e Rossana Illy presnetano Domorum

Priscilla Occhipinti e Rossana Illy presnetano Domorum

Illy, famosa per il suo spirito poliedrico, sensibilità, passione e grande intuito, che ha scelto il nostro “spirito” per ispirare Domorum>>
Conviene fare un passo indietro e ricordare il carattere eccezionale delle due produzioni. La distilleria Nannoni di Paganico è stata fondata da Gioacchino intorno al 1970 puntando sull’eccellenza delle materie prime (vinacce fresche di fattoria) e su processi di distillazione personalizzati con cura artigianale.

No alle viti OGM, forse si agli ibridi

Il Gambero Rosso pubblica un interessantissimo articolo sui vini frutto di nuovi ibridi. E’ questo il futuro della viticultura rispettosa dell’ambiente?

Marco-Sabellico

Marco-Sabellico Gambero Rosso

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Giunge a esiti veramente interessanti il lunghissimo lavoro per produrre viti resistenti a peronospora e oidio, quindi con meno bisogno di trattamenti antiparassitari, ma contemporaneamente capaci di dare vini di qualità.
L’argomento richiede una premessa: gli ibridi sono l’incrocio fra specie di vite diverse e possono essere spontanei, cioè avvenire

Ibridi_resistenti_campi-sperimentali

Vitigni Ibridi campi-sperimentali

naturalmente, oppure fatti dall’uomo. I primi tentativi sono del 1830 circa, da parte di Louis e Henri Bouschet de Bernard viticoltori francesi, padre e figlio, che crearono le prime nuove tipologie. Ma fu con la diffusione della fillossera che gli studi sugli ibridi ripresero slancio. Purtroppo però gli incroci ottenuti alla fine dell’Ottocento davano vini di gusto foxy cioè selvatico o di uva fragola e contenenti una gran quantità del pericolosissimo metanolo. Insomma vini cattivi e dannosi per la salute anche se da viti resistenti alla fillossera, peronospora e l’oidio.

Per vendere il vino in Russia ci vogliono le donne nude?

Un video con giovani russe nude scatena polemiche e persino interrogazioni al Consiglio regionale del Friuli. La domanda è: funziona per vendere a Mosca?

donnenudeperpromuovereilvinoitalianoinrussia

donne nude per promuovere il vino italiano in russia

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Armando Testa il più grande pubblicitario degli anni ’80 diceva «troppo sesso funziona da vampiro perché succhia l’attenzione del cliente e l’allontana dal prodotto>> cioè il consumatore è così attratto da tette e sederi da non interessarsi affatto al brand. Verissimo! Basta guardare il video realizzato per promuovere il vino friulano in Russia per avere una dimostrazione pratica delle parole di Testa. La prima volta anch’io ho visto solo le 4 ragazze russe nude – poi diventano 8 – che si muovono simulando riti bacchici forse ispirandosi a qualche bassorilievo romano. L’effetto è evocativo, con un preciso richiamo al gothic revival. Non lo trovo volgare ma detesto quando il corpo femminile è usato come una merce per vendere qualcosa. Sono un’ingenua inguaribile? I ricchi russi comprano di più se sollecitati da immagini del genere? Forse. In effetti la Simple, che ha commissionato il video, conosce bene il mercato russo perché è il maggiore importatore di vini italiani in quel Paese.

Wine maker donne in California brave ma poche

Sembrano molte perché sono brave e hanno buona visibilità ma sono solo il 9,8% del totale, come in Australia. Il soffitto di cristallo esiste anche in USA

Di Donatella Cinelli Colombini

Turiya Wines are handcrafted by Angela Soleno

Turiya Wines are handcrafted by Angela Soleno

Le tre analisi sono fresche, fresche e sono pubblicate dalla rivista mondiale più autorevole in materia di wine business AAWE – Wine Economics” con la firma di Lucia Albino Gilbert e John Carl Gilbert del dipartimento di psicologia dell’Università di Santa Clara in California. Mirano a capire la distanza che ancora separa le donne dal soffitto di cristallo oltre il quale ci sono i ruoli dirigenti e, in questo caso, gli incarichi di direttori delle cantine.
In USA dal 1970 le laureate in materie scientifiche sono cresciute costantemente e oggi metà degli studenti che concludono l’università di medicina sono donne. Qualcosa di simile è avvenuto anche nelle facoltà di enologia. Nel 1990, a UC Davis,

female_winemakers

female_winemakers

il più celebre centro di studi agricoli degli Stati Uniti, le laureate in enologia donne erano più o meno lo stesso numero degli uomini ma negli anni successivi sono cresciute ancora.
Questo avveniva mentre anche il ruolo delle donne nel mercato del vino aveva una rapida evoluzione. Oggi le donne acquistano il 59% del vino per consumi abituali e il 50% di quelli saltuari in USA. Quindi abbiamo un bel numero di laureate in enologia e di acquirenti donne che privilegiano vini fatti da altre donne. Nonostante questo gli enologi capo delle cantine Californiane sono uomini nel 90% dei casi. La percentuale scende a Napa fino al 71% e a Sonoma (80%) ma il settore resta ancora fortemente maschile, specialmente ai vertici delle gerarchie. Per arrivare in cima, le poche che ce la fanno, devono avere un talento e un impegno enormi. Resta da capire perché il 9,8% di donne enologo abbia una visibilità così forte  da dare l’impressione di una vera valanga rosa nel vino.

                                                                       
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