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Carlo Pietrasanta vi presento il presidente MTV

Uno dei pionieri di Cantine aperte alla guida del Movimento turismo del vino punta su web, formazione e TO per portare più visitatori nelle aziende

Daniela Mastroberardino e Carlo Pietrasanta

Daniela Mastroberardino e Carlo Pietrasanta

Di Donatella Cinelli Colombini fondatrice del Movimento turismo del vino e ideatrice di Cantina aperte

Carlo Pietrasanta, classe 1996, ha un’azienda vitivinicola a San Colombano al Lambro nei pressi di Milano è da sempre nel Movimento turismo del vino e da sempre presidente della delegazione Lombardia dell’associazione. E’ dunque uno dei pionieri, fra quelli che scommisero sulla possibilità di trasformare le cantine in destinazioni turistiche quando, nel

Movimento turismo del vino

Movimento turismo del vino

lontano 1993, c’erano solo 25 aziende accessibili al pubblico in tutta Italia. Oggi che il loro numero è cresciuto fino a 21.000 e il business dell’enoturismo è stimato in 3-4 miliardi di Euro l’anno, la responsabilità che grava sulle spalle di Pietrasanta è molto grande. Anzi è strategica visto che il Presidente francese Francois Hollande all’inaugurazione di Vinexpo, pochi giorni fa , ha annunciato l’intenzione di potenziare l’enoturismo. Se la Francia, prima destinazione turistica mondiale (83 milioni contro i 47 dell’Italia) punta su vino e cantine, l’Italia deve fare altrettanto potenziando i network nazionali che maggiormente incidono sulle scelte di oltre un miliardo di viaggiatori esteri.

Sicilianicreativiincucina alias siciliana creativa in cucina

Ada Parisi poetessa, giornalista, chef, blogger …. ci rivela le gioie e i sacrifici di chi trasforma la passione per la cucina in eccellenza da condividere

ada_parisi_siciliani_creativi_in_cucina

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Le domande di Donatella Cinelli Colombini all’autrice di sicilianicreativiincucina uno dei blog più appassionati e divertenti sulla cucina tradizionale e creativa.

1. Ada Parisi si racconta. Sono prima di ogni cosa siciliana. Sono lontana ormai da anni dalla mia terra, ma tanto più mi sento profondamente orgogliosa di appartenere a un territorio con secoli di storia, ricco di contaminazioni culturali. Sono anche giornalista professionista, lavoro in una agenzia di stampa nazionale e guido il settore cronaca-interni. Amo leggere, scrivere poesie, viaggiare e soprattutto conoscere, perché in ogni cosa nuova o diversa ci sono infinite possibilità di apprendimento e di cambiamento. Ovviamente amo cucinare, passione che con il tempo è diventata sempre più forte. Nella cucina trovo la sintesi di ciò che mi piace: invenzione, creazione, fantasia, ma anche precisione e tecnica, sacrificio ed entusiasmo, obiettivo e risultato. Dopo 7 anni a Milano, ora vivo a Roma da 8 anni.

asparagifritti

asparagifritti

2. Perché non vuoi farti chiamare food blogger? Perché sono una giornalista e una cuoca: sostanzialmente ho già due lavori che mi definiscono ampiamente. Ho aperto un sito internet solo perché era l’unico modo per fare conoscere le mie ricette e, quindi, le mie idee in fatto di cucina, sostenibilità alimentare, valorizzazione dei prodotti made in Italy. Per questo, non mi sento una che ‘parla di cibo’, ma una che ‘fa cibo’ nel senso più artigianale del termine.

E se la ritappatura del Brunello la facessimo tutti insieme?

Dall’esperienza della “Ricolmatura” del Brunello di Biondi Santi e dalla Penfolds Re-corking Clinics una nuova idea per promuovere i grandi vini di Montalcino

Brunello Biondi Santi Ricolmantura

Brunello Biondi Santi Ricolmantura

Di Donatella Cinelli Colombini
L’assistenza alla clientela – customer care – è fra i migliori strumenti di marketing che si conoscano: fidelizza, fa sentire il consumatore importante e lo lega emotivamente al prodotto e alla marca. Quando le multinazionali hanno capito che persino i guasti potevano servire allo scopo, i vecchi “uffici reclami” sono stati trasformati in “servizio assistenza” e assomigliano a trappole di fedeltà.
Anche nel vino c’è chi usa la stessa tattica, si tratta di Penfolds la cantina simbolo dell’Australia dove, dal 1951 nasce il mitico Grange <<one of the world’s most prestigious, critically acclaimed and iconic wines>> uno dei più prestigiosi vini classici del mondo, acclamato dalla critica. E’ frutto di una felice intuizione di Max Schubert capo enologo della Penfolds, dopo un viaggio in Europa durante il quale ebbe

penfolds-re-corking-clinic-china-world-summit-wing-beijing-with-peter-gago-2

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la rara opportunità di visitare Château Lafite Rothschild, Château Latour and Château Margaux, e di assaggiare vini di Bordeaux di 40 e 50 anni di età. L’idea di combinare lo stile enologico europeo e australiano per creare un vino di grande potenza e grande capacità di invecchiamento fu inizialmente stroncata dalla critica <<nessuno lo comprerà mai>> gli dissero. Negli anni successivi questo spettacoloso Shiraz ha bruciato le tappe: è stato incluso dal Wine Spectator fra i 12 vini simbolo del Novecento ed ha ricevuto 100 punti sia da Wine Advocate che da Wine Spectator. Grange è iscritto nel patrimonio del Sud Australia, una sorta di Unesco locale . Il “Wall Street Journal” ha pubblicato il Dow Jones Grange Index con questa frase di accompagnamento <<Wine lovers remember their first Grange the way they remember their first kiss!’>> gli appassionati di vino ricordano il primo Grange che hanno bevuto come ricordano il primo bacio.

Il primo vino 2014 di Donatella Cinelli Colombini

“Sanchimento” IGT :  il 2014, annata senza inverno e senza estate, ci regala un bianco con profumi e freschezza maggiori degli anni precedenti 

Sancimento IGT bianco Toscano

Sancimento IGT bianco Toscano

Di Donatella Cinelli Colombini

La vendemmia 2014 è stata decisamente nordica. 86 giorni di pioggia da aprile a ottobre, dieci di più della perfetta annata 2010. Nei mesi di giugno e luglio sembrava di essere a Londra dove non puoi mai uscire senza ombrello.
Condizioni nordiche che assomigliano a quelle tipiche dei vigneti di Traminer e che hanno favorito la sintesi degli aromi. Il vino Sanchimento 2014 mostra infatti una maggiore fragranza e una maggiore freschezza rispetto agli anni precedenti.

Donatella Cinelli Colombini Sanchimeto IGT

Donatella Cinelli Colombini Sanchimeto IGT

Il vino Sanchimento prende il nome dalla Cappella della Fattoria del Colle che è dedicata a San Clemente – in antico vernacolo locale Sanchimento- ed è ottenuto dal piccolo vigneto di varietà Traminer che circonda la Chiesa. Un appezzamento esposto a Nord, a un’altitudine sul mare di 404 metri con terreni calcarei di origine marina.

Vigne vecchie o vigne giovani? Questo è il dilemma!

Meglio le vigne vecchie per la complessità che conferiscono al vino oppure quelle giovani che danno caratteri varietali ed esuberanza?

Vecchie viti

Vecchie viti

Di Donatella Cinelli Colombini

Gli agronomi e gli enologi ne discutono da anni. La cosa sicura è che le vigne vecchie portano a maturazione un’uva di buon livello anche nelle annate più sfavorevoli ma producono poco. Cioè sono qualitativamente più costanti e capaci di eccellere in qualità ma quantitativamente sono più deboli.
Resta da vedere da che parte pende la bilancia. Uno dei maggiori sostenitori dei vigneti vecchi è Alain Carbonneau

Taill-Hiver-vigne-Mouton-Rothschild

Taill-Hiver-vigne-Mouton-Rothschild

professore emerito che tutti considerano una sorta di genio della viticultura. Le sue parole sono il filo conduttore di un bellissimo articolo della Master of Wine Sally Easton in  The Drinks Business. A suo avviso, la complessità e l’eleganza dei vini provenienti da vecchi vigneti non hanno eguali, soprattutto nelle varietà tardive con il Cabernet Sauvignon e il Carignan.
Château Ausone e Château Mouton Rothschild, molti vigneti della Languedoc producono i vini di punta dalle vigne più vecchie. Ma cosa si intende esattamente per vigne vecchie?

Il Brunello è carioca, paulista o candango?

Entusiasmo alle stelle per il Brunello e per l’Orcia Cenerentola a San Paolo Rio de Janeiro e Brasilia. Donatella fotografata a raffica come una diva del cinema 

Rio de Janeiro Donatella Cinelli Colombini

Rio de Janeiro Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini

Io e mio marito Carlo arriviamo in Brasile dove è inverno e piove. A San Paolo sono tutti contenti (noi meno) perché hanno la più grave crisi idrica della storia. E’ proibito lavare le macchine e i timer dei rubinetti sono così veloci che sciacquarsi le mani è difficile. Il nostro importatore Vinissimo ci accoglie con una faccia preoccupata: ci sono nuove tasse e le tasse sulle tasse, la bottiglia che parte dall’Italia a 13€ arriva in tavola a Rio de

Rio de Janeiro Pan de asucar

Rio de Janeiro Pan de asucar

Janeiro a 170€. Assurdo! Pare che il governo eletto lo scorso anno abbia creando una voragine nei conti pubblici per cui è stato costretto a aumentare le imposte in modo enorme, soprattutto sugli alcolici. E pensare che il Brasile ha un sottosuolo pieno di ricchezze: petrolio, pietre preziose, metalli … per non parlare dell’enorme estensione di terreno fertile, altro che Cina! Il Brasile è un Paese Bric e tutti si aspettavano un decollo a razzo della sua economia, invece attraversa un momento complicato.

Vuoi dormire in una botte?

Per chi ama il vino e il contatto con la natura ma vuole il confort ecco la botte super accessoriata per dormire in mezzo alle vigne

La barrique mini suite nella vigna

La barrique mini suite nella vigna

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Si chiama “La barrique” ed è prodotta dalla ditta milanese Alberi&case, la stessa che propone abitazioni e saune inserite fra gli alberi o sull’acqua. La barrique assomiglia a una grande botte messa in verticale. Dentro ci sono due piani che, nella versione large, sono di 9 metri quadri ciascuno. Tavolo con divanetto e bagno in basso, sopra c’è un letto matrimoniale che permette di dormire e guardare le stelle da un soffitto a cupola. Lo stile è minimal, simile alle architetture nordiche ma nell’insieme è accogliente e sviluppa un nuovo concetto di lusso basato sul silenzio, lo spazio a la full immersion nella natura, La tecnologia, tuttavia, c’è in abbondanza a cominciare dal WiFi. 

Gian Antonio Stella La casta e il vino

Il giornalista che ha sconvolto l’Italia denunciando il malaffare politico-amministrativo ci rivela all’Expo come il cibo e il potere vadano a braccetto

Marzia Morganti e Gian Antonio Stella

Marzia Morganti e Gian Antonio Stella

Di Marzia Morganti Martecomunicazione per Donatella Cinelli Colombini
Garibaldi era astemio, il suo piatto preferito era pane e pecorino, accompagnato quando era stagione, da una manciata di fave fresche. Gradiva molto anche il baccalà e lo stoccafisso il Conte Camillo Benso di Cavour un gran buongustaio. L’ho scoperto frequentando Expo dove il tema portante è ‘nutrire il pianeta’ e il Corriere della Sera ha organizzato un incontro con Gian Antonio Stella. E’ un mito! Simpatico e schietto senza mai cadute di stile, un vero signore del giornalismo italiano. Il suo libro più famoso, La Casta, scritto a quattro mani con Sergio Rizzo, ha venduto 1.300.000 copie e ha stampato ben 24 edizioni ed ha contribuito in modo sostanziale a diffondere la

Cena ufficiale

Cena ufficiale

coscienza critica sugli abusi della politica e dell’amministrazione pubblica. Lo abbiamo incontrato in una veste diversa, come esperto di storia della gastronomia, ci voleva Expo! Ha esordito offrendo un caffè a tutti i presenti, <<sì perché il caffè del Corriere è meglio di quello di Repubblica!>> Poi ha iniziato il percorso ‘La tavola e il potere’, con auditori d’eccezione: Maurizio Martina, Ministro delle Politiche Agricole e Dario Nardella, Sindaco di Firenze. <<Tutto ciò che viene mangiato è oggetto di potere>>, partendo da questa metafora ha analizzato il potere attraverso una lente rivelatrice: quella del rapporto dei potenti e il potere che spesso proprio attraverso i modi di assumere il cibo si autocelebrano come tali.

Meglio uova di cioccolata o uova da vino?

Sono di gran moda: uova in cemento e in legno per i vini bianchi. Anche per i rossi c’è un ritorno al cemento ma in forme coniche e piramidali

Di Donatella Cinelli Colombini

La consacrazione è arrivata quando Château Cheval Blanc ha riempito la sua cantina di tini in cemento di forma sinuosa, realizzati su un disegno esclusivo dalla ditta italiana Nico Velo. Ora tutte le cantine del mondo vorrebbero avere tini di cemento e sperano di arrivare alla stessa qualità e soprattutto allo stesso prestigio del mitico 1er cru classè di Saint Emilion.

 

E pensare che i tini di cemento sono stati distrutti a centinaia, per far posto ai contenitori in acciaio! Ovviamente i nuovi sono diversi da quelli di mezzo secolo fa: hanno sistemi di termoregolazione (i Nico Velo addirittura nello spessore del cemento) e soprattutto traspirano perché sono fatti con materie prime selezionatissime per cui possono essere usati senza il rivestimento interno impermeabilizzante.

Più ricco il medagliere del Brunello Prime Donne 2010

E’ fra i TOP di Vinum con 17/20 pari a 90 punti e fra gli Highly Recommended del Wine Spectator. Il Brunello Prime Donne fa bingo nei giornali di vino esteri

Brunello Prime Donne 2010 Wine Spectator Advance Vinum

Brunello Prime Donne 2010 Wine Spectator Advance Vinum

Il risultato che mi colpisce maggiormente è quello della rivista svizzera Vinum perchè gli esperti di lingua tedesca amano vini con molta struttura mentre io cerco soprattutto armonia e finezza. Per questo, spesso, il loro giudizio non premia i miei vini. Invece il Brunello 2010 Prime Donne sembra mettere tutti d’accordo e soprattutto le due filosofie del Brunello, per dirla come Monica Larner, lo Yin e lo Yang, il fresco della notte e il sole.

Ecco il medagliere del Brunello 2010 Prime Donne
Wine Enthusiast 93/100
Wine Advocate 93/100
Wine Spectator 96/100 Highly recommended
Vinum 17/20 TOP

Parliamo un momento degli effetti del global warming a Montalcino cioè dell’innalzamento delle temperature e del carattere monsonico delle piogge che ha cambiato la geografia enologica di tutte le zone viticole di pregio del mondo e, nel Brunello, ha favorito la nascita di stili distinti.

Il vino italiano finto ci costa 1 miliardo l’anno

Il Ministro Martina firma un accordo con eBay per bloccare il Chianti fatto in Canada, il Prosecco made in Crimea e il Marsala sudamericano
Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Vini italiani falsi

Vini italiani falsi

E’ l’unico accordo sottoscritto dal colosso del commercio elettronico eBay che ha in catalogo 800 milioni di prodotti di tutto il mondo. Un immenso mare di offerte in cu si nascondono anche cose taroccate come i vini falsi. Il nostro ministero ne ha individuati 160 per un business di 50 milioni di Euro, ma chi sa quanti altri ce ne sono! Infatti l’Ocse ha stimato il mercato complessivo dei falsi in 700 miliardi di Dollari l’anno.
Il problema parte da precedenti accordi sul commercio internazionale e da alcune

Carabinieri intervento contro i vini falsi

Carabinieri intervento contro i vini falsi

legislazioni estere per cui il produttore di Chianti made in Usa non commette nessun reato come, purtroppo, chi commercializza i kit per fare Valpolicella in casa in pochi giorni. Tutto perfettamente legale salvo che i consumatori, dopo aver bevuto simili liquidi, potrebbero essere per sempre dissuasi dall’acquisto di bottiglie italiane.

Gozo isola dei panorami e del trekking

Se amate il trekking l’isola di Gozo vi darà emozioni indimenticabili perché camminerete nella storia, anzi nell’archeologia … sulle orme di Ulisse e Calipso

Gozo Chiesa di  Xewkija

Gozo Chiesa di Xewkija

Di Donatella Cinelli Colombini
L’isola di Gozo ha una superfici pari a quella del comune di Trequanda. Tuttavia mentre nel paese toscano, dove c’è la Fattoria del Colle, abitano 1.500 persone a Gozo ci sono 30.000 abitanti. Malta, l’isola più grande dell’arcipelago e roccaforte del cristianesimo all’epoca delle crociate, è grande come il comune di Montalcino. Anche in questo caso il numero dei residenti è molto diverso: 5.000 nella terra del Brunello e 400.000 nel cuore del Mediterraneo. Eppure le due isole non sono coperte di case, ci sono valli rocciose, coste intatte e zone di campagna che danno al paesaggio un carattere agricolo

Gozo Dalrret Horrot tramonto

Gozo Dalrret Horrot tramonto

molto suggestivo. Soprattutto a Gozo. Questa è la mia isola preferita, dove io e mio marito Carlo Gardini abbiamo una vecchia casa in pietra con cortile interno, archi e persino pavimenti tradizionali di oltre cento anni. La cosa che più ci affascina a Gozo sono i panorami. Camminando sulle scogliere, che scendono a picco nel mare, l’unico rumore è il vento e lo scenario è ancora quello che guardò Ulisse durante la sua prigionia dalla ninfa Calipso. L’uomo non ha toccato la grandiosità di questa costa mentre le scarpate rocciose sono coperte di timo, di piante di capperi e di asparagi. Camminare è anche un’esperienza olfattiva piacevolissima.

Marcello Lunelli nell’ombelico del mondo

Montisi, 400 abitanti nel cuore della Toscana, ha il consumo pro capite di bollicine più alto del mondo. Marcello Lunelli è accolto come una rock star

Di Donatella Cinelli Colombini

Marcello Lunelli con Gianluca Monaci al Barrino di Montisi

Marcello Lunelli con Gianluca Monaci al Barrino di Montisi

Da anni Gianluca Monaci è l’anima dell’intera zona, quello che ha trasformato il piccolo borgo di Montisi nel buen retiro di un bel numero di milionari. E’ lui che attrae talenti gastronomici come lo chef gelatiere Toni Cafarelli che sta per aprire una boutique di dolcezze davanti al Barrino. Presto avremo un motivo in più per andare a Montisi e magari per scoprire il centro storico sorto nel medio evo su un preesistente tempio dedicato a Iside. Il Barrino “ombelico del mondo” è il cuore di Montisi, il luogo del “sorriso facile” della flute di spumante a tutte le ore. E’ qui che Marcello Lunelli delle Cantine Ferrari di Trento viene due volte l’anno a

Toni Caffarelli chef gelataio

Toni Caffarelli chef gelataio

salutare i suoi fan che lo accolgono quasi come fosse una rock star. Non vi meravigliate, qui la passione per le bollicine d’autore somiglia a quella della Romagna per i motori. E il mago della “bollicine mania” è Gianluca del Barrino di Montisi. Quando è arrivato nello stand delle Cantine Ferrari all’ultimo Vinitaly lo hanno messo a sedere sul trono delle maggiori rivendite del mondo cioè quelle che stappano oltre 1.000 bottiglie l’anno.

Brindisi arcobaleno nelle cantine con vista

I vini Orcia partecipano a “Toscana arcobaleno d’estate” con un brindisi domenica 21 giugno alle ore 19 nei punti panoramici del vino più bello del mondo

Toscana Arcobaleno Estate

Toscana Arcobaleno Estate

Un modo di festeggiare l’estate ma anche un benvenuto ai turisti condividendo con loro il sapore dei grandi vini Orcia davanti ai panorami più belli. Un brindisi in tipico stile toscano che avrà luogo nei belvedere delle cantine Orcia. Si tratta di punti panoramici appositamente allestiti, con sedili e spiegazioni in due lingue, per valorizzare quello che orgogliosamente viene definito il “vino più bello del mondo”.

Fattoria del Colle Trequanda Punto panoramico

Fattoria del Colle Trequanda Punto panoramico

<<L’Orcia nasce in una settantina di piccole cantine (43 iscritte al consorzio) dove tutto è ancora fatto con cura artigianale. 13 comuni con al centro la Val d’Orcia, l’area agricola che, per prima, è stata iscritta nel patrimonio dell’Umanità Unesco per il lavoro contadino che ha creato un capolavoro di armonia fra l’uomo, la natura e la storia>> dice la presidente del Consorzio Donatella Cinelli Colombini << Toscana Arcobaleno d’estate sarà l’occasione per assaggiare i nuovi vini bianchi e rosati Orcia insieme ad amici e turisti davanti alla meravigliosa campagna in cui nascono>>.

                                                                       
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