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Stefano Scaramelli, forza ti vogliamo in Regione!

Pochi giorni e voteremo: io sostengo Stefano Scaramelli sindaco di Chiusi che vuole rompere col passato e portare i treni ad alta velocità nel Sud della Toscana

Stefano Scaramelli e Gianluca del Barrino di Montisi li

Stefano Scaramelli e Gianluca del Barrino di Montisi

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Forza Stefano ti vogliamo a Firenze nelle stanze dei bottoni a lottare per la nostra terra senese, contiamo sul tuo coraggio, sulla tua visione del futuro nuova, concreta e piena di progetti.
Perché possa avere voce e contare, bisogna dare la preferenza a Scaramelli evitando, che un voto senese troppo frazionato, favorisca Arezzo e Grosseto nella corsa agli assessori e lasci Siena, ancora una volta, senza un rappresentante nella giunta regionale. Sarebbe un disastro per il nostro territorio che, ora più di sempre, ha bisogno di essere sostenuto da parte della Regione

Matteo-Renzi-Stefano-Scaramelli

Matteo-Renzi-Stefano-Scaramelli

Toscana. Soprattutto ha bisogno di un personaggio nuovo che metta in campo un grande progetto per ridare slancio alle imprese e ai cittaddini. Stefano Scaramelli sembra l’uomo giusto, con il suo ottimismo e il suo coraggio contagiosi. Ha in testa tante idee: la stazione per i treni dell’alta velocità a Chiusi per rompere l’isolamento secolare della Toscana meridionale, il turismo come settore strategico da gestire in modo manageriale, una visione più concreta e meno ideologica della caccia e degli ungulati che stanno divorando i nostri vigneti.

Cerchi un piccolo re? Produce vino

Un’indagine mostra come il vino italiano sia una costellazioni di dinastie che possiedono oltre la metà delle cantine italiane più grandi e remunerative

Antinori

Antinori

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

La copertina del Wine Spectator con l’Antinori family è quasi l’immagine di questa affermazione, ma qui di seguito ci sono le prove scientifiche. L’Osservatorio AUB sulle Aziende Familiari italiane che fa riferimento a UniCredit, Università Bocconi e Camera di Commercio di Milano,  fotografa le 175 cantine italiane con oltre i 10 milioni di fatturato scoprendo che oltre la metà del totale è a conduzione familiare. C’è di più, tre su quattro, sono ancora guidate dal pater familias cioè da un leader individuale. Il 76% di queste cantine è addirittura controllata da

Lunelli spumanti Ferrari

Lunelli spumanti Ferrari

una sola famiglia. Ma c’è un grosso tallone d’Achille in quello che sembra una costellazione di piccoli regni dinastici: il 26% di questi re ha oltre 70 anni. Un profilo decisamente geriatrico rispetto agli altri settori economici dove tale quota è del 18%.

Una situazione che ricorda quella della dinastia britannica e la frase che l’erede della Regna Vittoria, Edoardo che disse all’Arcivescovo di Cantebury <<Sono felice di avere un Padre eterno. Ma una madre eterna!>>

Arriva la crema solare per l’uva

Avete presente le scottature solari di questi ultimi anni? Ebbene si scotta anche l’uva, per questo in Australia hanno trovato la “crema solare per i grappoli
Di Donatella Cinelli Colombini

Australia vigneti in estate

Australia vigneti in estate

Non è uno scherzo, il famoso buco nell’ozono sopra il Polo Sud, quello che lascia passare i raggi ultravioletti ad alta energia del sole che raggiungono l’atmosfera scottando la pelle durante le vacanze al mare è evidentemente molto più dannoso in Australia, Argentina o Sud Africa piuttosto che da noi, cioè nell’emisfero Sud che è più vicino al buco. Un problema che non riguarda solo chi vuole abbronzarsi, perché le radiazioni solari potrebbero danneggiare persino il Dna di piante e animali, viti comprese. Gli scienziati australiani, sempre molto avanti, specialmente per quanto riguarda i vigneti, hanno messo a punto una sorta di filtro solare per uva che assomiglia alle creme per uso umano, ce lo racconta VQ – Vite vino & Qualità.

Guidati dal Lambrusco quelli del Carpi vanno in serie A

GDL Guidati dal Lambrusco sono ultras della squadra rivelazione 2015 il Carpi. Vivono la passione per il calcio come adesione al territorio e quindi al Lambrusco
Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Guidati dal Lambrusco

Guidati dal Lambrusco

Stupendo, questo tifo, è proprio quello che mi piace! Idealista, entusiasta, caciarone ma non cattivo anche se alcune intemperanze hanno portato alcuni ultras in questura. In uno dei loro documenti, pubblicati nel sito GDL si legge <<il calcio non è solo un gioco, ma è passione, aggregazione, e senso di appartenenza!>> . E’ questo lo spirito giusto che vorremmo vedere in ogni tifoseria, quello che si infervora nel sostegno della propria squadra ma poi alza i calici di Lambrusco con gli ultras avversari qualunque sia stato il risultato della partita. Un sogno? No, il Lambrusco è proprio il vino adatto per realizzare questo passo avanti verso un tifo nuovo. Recentemente all’Osteria Emilia, accanto all’uscita di Campo Galliano dell’A1 ho assaggiato una serie di Lambrusco straordinari. Vini perfetti per creare allegria, amicizia e piacere della vita. 

I richiami sessuali attraggono o allontanano dal vino?

E’ una convinzione diffusa che l’esposizione provocante del corpo femminile aiuti a vendere i prodotti. E’ vero anche per il vino? 

w&s marca agua

w&s marca agua

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Qualche mese fa la Bodegas Monje aveva provato ad animare il turismo del vino delle Isole Canarie con appuntamenti fra le botti che mescolavano assaggi a spettacoli sexy e commercializzazione di sex toys. Siamo già al limite.

Poi ci sono vini con etichette esplicitamente riferite al sesso e, da un articolo di Drinks business scopriamo che sono italiane, anzi toscane: Madonna del Diavolo IGT rosso di San Gimignano fa parte di un trio di vini con etichette erotiche comprendente anche Retro e Ecstase. Pare siano ispirati a Dolly Buster una nota

bud-light

bud-light

scrittrice e attrice tedesca decisamente ma proprio decisamente hard. Nessuna delle altre 7 immagini selezionate da Drinks business sul tema dei sexy wines usa il corpo femminile o l’atto sessuale, come gli esemplari nostrani. Se l’effetto voleva essere quello provocatorio, credo sia riuscito.
Per rincarare la dose arriva Dissapore con un articolo intitolato “ 23 pubblicità sessiste”. Con il solito tono leggero ma una profonda conoscenza del panorama mondiale Riccardo Campaci parte dalle recenti polemiche sulla birra Bud Light (del colosso industriale Anheuser-Busch), con la frase “The perfect beer for removing ‘no’ from your vocabulary for the night” in altre parole falle bere questa e vedrai che potrai fare quello che vuoi.

Meglio il turismo da shopping o lo shopping turistico?

Lo shopping è ormai una calamita turistica capace di accrescere l’appeal di qualsiasi destinazione oppure un’attrazione a sé stante

shopping turistico

shopping turistico

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Non solo, lo shopping turistico da un futuro all’artigianato artistico e l’agroalimentare d’eccellenza
Siamo nell’epoca del commercio globale che distribuisce le merci ovunque nel mondo, l’industria riproduce i prodotti tipici in milioni di pezzi e l’uso dell’e-commerce ha fatto svanire le ultime difficoltà a procurarsi merci eseguite dall’altra parte del globo … parlare di turismo da shopping sembrerebbe anacronistico, eppure ….
Questo turismo cresce e cresce tanto!

i turisti e lo shopping

i turisti e lo shopping

Un bellissimo articolo di Anthony La Salandra pubblicato in Risposte Turismo punta i riflettori su questo segmento e ci rivela tante notizie utili.
Il turismo da shopping è diverso dallo shopping turistico cioè dal viaggio a Roma per vedere il Colosseo, i Musei Vaticani e la fontana di Trevi … che tuttavia comprende anche un pomeriggio in Via Condotti.

Gian Piero Staffa il tenore e il Brunello

Racconto divertente di un velista esperto di vino Gian Piero Staffa – dei noti esponenti della lirica italiana inesperti, alle prese con 2 vini di Montalcino

Gian Piero Staffa

Gian Piero Staffa

Scritto da Gian Piero Staffa per Donatella Cinelli Colombini

Pranzo di Pasqua con alcuni noti esponenti della Lirica italiana. Io naturalmente sono addetto al vino e conosco i miei polli quindi vanno bene le bollicine extra dry ed i rossi con un tantino di residuo zuccherino come Zinfandel e Cesanese del Piglio tanto per stare un po sul diverso.

Un Tenore piuttosto conosciuto mi porta una bottiglia di Brunello di Montalcino di

Musica-per-il-palato

Musica-per-il-palato

Paradiso di Manfredi del 2003. Ne ha comprate alcune bottiglie direttamente in Azienda, ne ha aperta una e dice che il vino e’ andato a male perche’ <<ha un colore aranciato ed ‘allappa>>. Apro la bottiglia. Il tappo e’ perfetto, il colore
tipico. Palato chiuso, grazie al cavolo, e’ stato appena stappato. Lo metto vicino al camino, lo riassaggiamo dopo una mezz’ora dopo un po di volute nel bicchiere.

Il luogo più mitico dello Champagne apre le porte

La buona notizia è che l’Abbazia Hautvillers, dove per 47 anni visse Dom Pérignon, apre al pubblico. Quella cattiva è che visita e degustazione costano 600€ 

l’Abbazia Hautvillers

l’Abbazia Hautvillers

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Per chi, come me, è una sostenitrice del turismo del vino si tratta di una grande vittoria. Un altro dei luoghi più inaccessibili apre le sue porte ai visitatori. Dopo Angelo Gaja che ha iniziato a accogliere wine lovers per charity raccogliendo in un anno 80.000€ da dare in beneficenza; ora apre le porte l’Abbazia d’Hautvillers vicino a Épernay e in questo caso il biglietto d’ingresso è davvero costoso: 600€ a persona. E’ il luogo più famoso dello Champagne. Oltre alla vista dei luoghi in cui visse Dom Perignon il prezzo include una degustazione di sei vini fra cui Plénitude 2005,

Dom-Perignon

Dom-Perignon

1998 e 1982. Da notare che quest’ultima bottiglia costa 1338$ più le tasse per cui Wine Searcher ha scritto un commento divertente<< si tratta del modo più conveniente di assaggiare questo vino>>. E pare che gli assaggi siano molto abbondanti.
Hautvillers è un luogo storico e di grande suggestione. L’Abbazia benedettina fu fondata nel 650 e divenne ricca grazie ai pellegrini che vi si recavano per venerare il corpo di Sant’Elena. Fu grazie alle donazioni dei fedeli che poté comprare i vigneti, ma quando Dom Pierre Perignon, intorno al 1670, vi assunse il ruolo di celliere, erano in uno stato di grande abbandono.

Orange wines asso nella manica di molti sommelier

Lisa Cardelli sommelier AIS nata a Lucca e attiva a Melbourne spiega gli Orange wines categoria di nicchia, non accademica e spesso vista con scetticismo

Lisa Cardelli Sommelier AIS

Lisa Cardelli Sommelier AIS

Di Lisa Cardelli
La mia prima esperienza con un orange wine fu nel 2010, quando ancora non ero sommelier Ais, e già’ avevo la fortuna di lavorare a Sydney come Commis Sommelier presso un ristorante italiano. Dalla loro interessante carta dei vini scelsi, un giorno, l’unica bottiglia rimasta, ed ormai da troppo tempo invenduta, del romagnolo Denavolo Dinavolo, incuriosita piu’ dal fatto che potessero esistere vini color arancio, che dal nome alquanto allusivo. La prima impressione che ebbi fu

Orange wines decantazione

Orange wines decantazione

quella che il vino fosse tremendamente ossidato ed imbevibile! Allo stesso tempo però la sua struttura tannica e la pienezza di bocca mi lasciarono perplessa e mi portarono a discutere di quel vino per giorni, senza cavarne una valida conclusione a proposito della sua qualità.
Da allora ho nutrito una sempre maggiore curiosità nei confronti di questa categoria e seppur per motivi di lavoro e viaggio non sono riuscita sino ad ora a visitarne i maggiori esponenti, ho sempre cercato di assaggiarne diversi esempi, prezzi permettendo poiché molto costosi.

La cucina italiana estera sconosciuta in Italia

Piatti improbabili dalla vaga origine italiana che hanno due caratteristiche in comune la pesantezza e il sapore indefinito per l’eccesso di ingredienti

lilly-e-il-vagabondo spaghetti e meatbaals

lilly-e-il-vagabondo spaghetti e meatballs

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Anche noi abbiamo la zuppa inglese che fa storcere il naso ai britannici e il pan di Spagna creato dal cuoco genovese Cabona cioè abbiamo piatti che vengono legati a culture gastronomiche estere ma con quelle hanno poco a che fare, tuttavia si tratta di vere eccezioni nella nostra cultura culinaria mentre all’estero le ricette italian sounding sono tante.
Piatti che nascono nelle case italiane, sono andati all’estero con gli emigranti approdando poi nella ristorazione italiana più semplice e qualche volta persino nel patrimonio collettivo della popolazione ospitante. E’ il caso delle celebri meatballs polpettine al pomodoro servite sugli spaghetti che noi qui abbiamo scoperto con il cartone animato “Lilli e il vagabondo” mentre a New York tutti le conoscono come un piatto italiano.

Aboca e il turismo POP

Unicità, pop e coordinamento, ecco le parole chiave del successo turistico. Impossibile vincere puntando su quello che hanno altri in modo maggiore
Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Sansepolcro convegno sul turiso sostenibile Foto Francesco Ghignoni

Sansepolcro convegno sul turiso sostenibile Foto Francesco Ghignoni

Sansepolcro, al convegno impeccabilmente organizzato dalla Confcommercio sul tema “Cultura, natura, gastronomia per uno sviluppo sostenibile” Sergio Cagol gela la sala affollatissima << Piero della Francesca non vi basterà per sfondare nel turismo>>. Forte del milione di visitatori del Muse museo delle scienze di Trento, prosegue implacabile <<a volte penso che le mummie dei musei siano turisti annoiati. Per attrarre visitatori bisogna essere POP cioè popolari e capire cosa interessa alla gente>>. Non

Sansepolcro Valentino Mercati e altri relatori

Sansepolcro Valentino Mercati e altri relatori

ha torto, la maggior parte dei musei italiani sono poco comprensibili e poco coinvolgenti, della serie “guardare ma non toccare”.
Ma basta cambiare la comunicazione per trasformare la Valtiberina in una star del turismo?
Dalla Basilicata arriva un altro messaggio forte << eravamo invisibili, schiacciati fra due colossi: Campania e Puglia, con più soldi, notorietà e turisti di noi. Con l’aiuto di un tecnico abbiamo fatto un progetto concentrando le nostre risorse su quello che abbiamo solo noi: i sassi di Matera. Lo abbiamo fatto accettare a tutte le provincie, all’inizio è stato difficile ma poi i risultati sono arrivati e Matera è diventata un locomotore forte a cui abbiamo attaccato tutta l’offerta regionale. Nel 2019 sarà la “Città europea della cultura” >>

Papa Francesco: permesso, grazie, scusa

Le  Donne del vino all’udienza papale, un amore travolgente arriva da quest’uomo che parla al cuore e traduce il Vangelo nei gesti della vita quotidiana

Donne del vino all'udienza del Papa

Donne del vino all’udienza del Papa

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Papa Francesco parte dal brano dell’Apocalisse di San Giovanni che viene letto all’inizio dell’udienza << Gesù bussa alla nostra porta e ci chiede il permesso di entrare, non ci impone la sua presenza. Così anche in famiglia bisogna coltivare la buona educazione, non come un’osservanza formale che nasconde l’indifferenza, ma come la radice del volersi bene, del pensare ai bisogni degli altri>>. Il Papa legge la catechesi che ha preparato ma

Donne del vino all'udienza del Papa

Donne del vino all’udienza del Papa

spesso l’interrompe commentandola a braccio <<Ringraziare è importante. C’è chi lo scambia per un segno di debolezza, invece l’abitudine alla gratitudine significa dare valore a ciò che si riceve. Il cristiano che non ringrazia ha dimenticato la lingua di Dio>> Come è vero! La gratitudine fa vedere il lato buono del prossimo, così come il perdono <<Chiedere scusa rende degni del perdono e capaci di perdonare>>

Papa Francesco sul sagrato di San Pietro

Papa Francesco sul sagrato di San Pietro

ha detto il Papa. Dieci minuti di predica che sono arrivati dritti al cuore e sono stati poi tradotti in tutte le lingue. Alla fine Papa Francesco ci chiede di ripetere con lui le tre parole <<permesso, grazie, prego>> e un’altra raccomandazione <<mai finire la giornata senza fare la pace>>
Ci sentiamo più ricchi dopo averlo ascoltato e desiderose di conservare a lungo questi insegnamenti nei nostri cuori.

A Salerno la prima cattedra di Wine business in Italia

Giuseppe Festa propone un nuovo modello di insegnamento dove la teoria accademica è massicciamente affiancata da testimonianze d’impresa, un’università aperta

Salerno Corso in Wine business

Salerno Corso in Wine business

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Le mie lezioni sul turismo del vino all’Univeristà di Salerno, oltre 40.000 studenti in un campus con piscine e campi da tennis come in America, mi mette davanti, anno dopo anno, classi piene di managers che già lavorano in cantine importanti oppure imprenditori che stanno per investire in grandi progetti, insomma, più che una classe è un vivaio di campioni .

Corso in wine business degustazione

Corso in wine business degustazione

E’ l’occasione per riflettere sulla distanza che separa questa da altre esperienze simili ma di più scarso successo.
Tutti gli accademici dicono di farlo ma pochissimi lo fanno davvero: aprirsi al confronto con le imprese affiancandole al percorso formativo con pari dignità della teoria. Ecco la ricetta vincente di Giuseppe Festa che, dietro modi forbiti, quasi ottocenteschi, nasconde un animo innovatore. E vai Giuseppe!

Sfuso che passione! E i bag in box raddoppiano in USA

Pratico anche da spedire e trasportare,risparmioso e spesso anche di discreta qualità, la scatola con il vino sfuso va forte!

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

I Cesaroni nella loro rivendita di vino

I Cesaroni nella loro rivendita di vino

Il bag in box – letteralmente sacco nella scatola- è stato inventato ciquant’anni fa in Australia dal produttore Thomas Angove. Da allora si è diffuso in tutto il mondo e, in quest’ultimo periodo, anche a causa della crisi, ha un nuovo successo. Negli ultimi 5 anni le vendite in USA sono raddoppiate per cui un litro di vino su 5 è venduto in bag in box. Vince la sua praticità d’uso e di trasporto, la possibilità di berlo poco per volta senza che il vino residuo si rovini. Nielsen ha condotto un’analisi sui bag in box scoprendo che è il formato da 3 litri quello più performante e da solo vale il 3% dell’intero mercato USA del vino. E non costa neanche poco: dai 16 ai 20 Dollari.

vernissage bag in box per donna

vernissage bag in box per donna

Se consideriamo che lo sfuso italiano varca i confini al prezzo medio di 0,70€ il litro forse sarebbe il caso di fare qualche riflessione e lavorare alla qualificazione della vendita al dettaglio del vino sfuso. Non è escluso infatti che esista la possibilità commercializzare, dei vini di medio livello, in bag in box oppure attraverso le vinerie, con un rapporto qualità prezzo che li rende interessanti sia per chi produce che per chi consuma.

                                                                       
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