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Vino, il valore creato nella vigna si perde per strada

La Bocconi promuove vigneti e cantine italiane ma boccia il marketing e la comunicazione del vino. Il dopo Expo promette bene per il padiglione vino

Rea, Acuri, Boscaini, ICE, Zonin, Bocconi SDA

Rea, Acuri, Boscaini, ICE, Zonin, Bocconi SDA

Di Donatella Cinelli Colombini vignaiola di Brunello

Cronaca di una mattinata in prima fila soffrendo nell’ascoltare una diagnosi ben nota sul vino che ancora non ha una cura.
Il Professor Andrea Rea “wine management Lab” della SDA Bocconi descrive la situazione del vino italiano come un sorriso storto. Il lato della bocca in cui si crea maggior valore è la vigna e la cantina. Sul lato opposto della bocca c’è la parte in cui questo valore va perduto. Purtroppo, noi italiani siamo più bravi a produrre uva e vinificarla che nelle strategie di mercato e comunicazione e dunque la bocca non ha un bel sorriso, bensì una

Taste of Italy Expo

Taste of Italy Expo

smorfia perché al consumatore non riusciamo a portare la stessa percezione di valore che abbiamo fabbricato nella vigna.
Brutto ma vero.
Anche se in questo momento le condizioni per giocare una partita vincente ci sono: i consumatori millennials che hanno trent’anni o giù di li, amano il piccolo e diverso, per cui la parcellizzazione del vino italiano in migliaia di etichette cessa di essere un problema e diventa un’opportunità come ha giustamente osservato Domenico Zonin Presidente Unione Italiana Vini.

Le cantine d’autore in Italia

Gli archistar –architetti di grande fama – sono decisamente attratti dalla progettazione delle cantine. Qui troverete le più note e due raccontate nel dettaglio

Carapace Bevagna  interno

Carapace Bevagna interno

Di Donatella Cinelli Colombini esperta di turismo del vino

Sarà il fascino di un prodotto nobile e naturale, sarà il carattere glamour di tutto ciò che ruota intorno alle bottiglie, sarà la visibilità che offre il vino di lusso … sta di fatto che le costruzioni destinate a contenere tini e botti sono diventate autentiche opere d’arte. I vigneti di California, Francia e Spagna pullulano di capolavori di architettura contemporanea, quasi come nel Rinascimento quando i banchieri mostravano il loro successo negli affari chiamando i maggiori pittori a realizzare altari e volte. Oggi l’opera dell’archistar è un segno di prestigio per il brand ed

Antinori-cantina-Bargino-ristorante

Antinori-cantina-Bargino-ristorante

il vino. Anche in Italia, le cantine d’autore sono talmente tante, specialmente in Toscana, da impormi di restringere l’elenco alle più note. Si concentrano in quest’ultima regione che ha i maggiori flussi enoturistici e quindi può garantire un immediato ritorno economico all’investimento architettonico.

  • Nord
    Cascina Adelaide, Barolo CN, studio Archicura
    Ceretto, cappella del Barolo, La Morra CN, affrescata da David Tremlett e Sol Lewitt
    Ceretto, l’Acino, Monsurdo in Alba CN, Luca e Marina Deabate
    Cantina produttori di Valdobbiadene, Valdobbiadene TV, Devis Busato, Rodrigo Masiero e Matteo Pellizzari (Deroma)
    Distilleria Bartolo Nardini, Bassano del Grappa VI, Massimiliano Fuksas
    Rotari e Mezzacorona, Mezzacorona TN, Alberto Cecchetto
    Tramin, Termeno BZ, di Werner Tscholl,
    Terre Da Vino, Barolo CN, Gianni Arnaudo
  • Centro
    Antinori, cantina del Chianti Classico, San Casciano Val di Pesa FI, Marco Casamonti Archea
    Antinori, cantina Campo al Sasso Bolgheri LI, Gae Aulenti
    Badia a Coltibuono, Gaiole in Chianti SI, Piero Sartogo e Natalie Grenon
    Cavalieri, Genzano Romano, At Studio
    Collemassari, Cinigiano GR, Edoardo Milesi
    Fattoria La Massa, Panzano in Chianti SI, Bernard Mazieres
    Gaja, cantina Cà Marcanda, Castagneto Carducci LI, Giovanni Bo
    Lunelli, cantina Carapace, Bevagna PG, Arnaldo Pomodoro
    Marchesi dè Frescobaldi, L’ammiraglia, Magliano in Toscana GR, Piero Sartogo e Natalie Grenon
    Panerai e Rothschild, cantina Rocca di Frassinello a Gavorrano GR, Renzo Piano
    Terre Moretti, cantina Petra, Suvereto LI, Mario Botta
  • Sud
    Bisceglia, Lavello PZ, Hikaru Mori
    Cantina Taverna, Nova Siri MT, Onsitestudio
    Cusumano, Partinico PA, Ruffino associati
    Feudi di San Gregorio, Sorbo Serpico AV, Hikaru Mori-Zito

Pioggia di premi sui vini di Donatella

Highly Recommended per la bibbia inglese del vino Decanter, 5 grappoli per Bibenda , super3 stelle per la Guida Veronelli, 4 bottiglie per l’Espresso

 

Franco Ziliani- Andrea Gori

Franco Ziliani- Andrea Gori

Di Donatella Cinelli Colombini

GUIDE E CAZZOTTI

La stagione delle guide dei vini è in pieno svolgimento con presentazioni, premiazioni, cene … e persino scazzottate. Si perché l’attenzione, quest’anno, si è spostata dai calici al pugno che Franco Ziliani ha piazzato sulla bocca di Andrea Gori durante la festa dello Champagne all’ Hotel Principe di Savoia a Milano. Un imbarbarimento che trovo deprecabile e tutta la mia solidarietà va a Gori. E’ il gossip di questo mite autunno dove, fra i produttori, l’argomento principale è ancora la strepitosa vendemmia appena conclusa.

Nardella e Cerasa Presentazione Guida Toscana di Repubblica

Nardella e Cerasa Presentazione Guida Toscana di Repubblica

GUIDE, GUIDE E ANCORA GUIDE DEI VINI

Ho partecipato solo a una parte delle presentazioni delle guide dei vini 2016 che sono ormai una decina, molte più della Francia e di qualunque altra nazione produttrice di vino. Partecipare a tutte è impossibile e quindi ci siamo divisi i compiti con l’amica Marzia Morganti e mia figlia Violante anche se la dinamica Cinellicolombini Jr a volte non si sveglia e dunque ha padellato la presentazione della bellissima Guida dei Ristoranti della Toscana 2016 di Repubblica, per la prima volta curata da Giuseppe Cerasa, un giornalista con la G maiuscola che sta trasformando i libri di turismo goloso. Ci sono le cantine, il ristorante e l’agriturismo della Fattoria del Colle. Che si vuole di più!  Le mie cantine sono anche fra le 200 selezionate da Luciano Ferraro e dal super sommelier Luca Gardini nella guida Vignaioli e Vini d’Italia 2016. Si tratta di una selezione ristrettissima rispetto alle migliaia di aziende italiane ed esserci mi riempie di orgoglio.

Donne del vino a Via Montenapoleone, a Bergamo e con Giletti

3 eventi con le Donne del Vino in 5 giorni. In occasione della Vendemmia in Via Montenapoleone, con Francesca Negri la geishagourmet e con Massimo Giletti
Di Donatella Cinelli Colombini

Donne del vino Giletti Uomo dell'anno

Donne del vino Giletti Uomo dell’anno

VIA MONTENAPOLEONE MODA E DONNE DEL VINO
Il primo evento è nella sala delle colonne di Palazzo Bovara tra stucchi, affreschi e cornici dorate. Sfilano le first lady del vino: Alessandra Boscaini di Masi, Allegra Antinori, Camilla Lunelli delle Cantine Ferrari, Chiara Soldati de La Scolca, Cristina Nonino, Chiara Lungarotti, Elda Felluga, Natalia e Irina Guicciardini Strozzi, Irene Di Gaetano della Firriato, Nadia Zenato, Alessandra Angelini di Caparzo e Altesino, Roberta Ceretto, Tiziana Frescobaldi, Valentina Argiolas e ovviamente io. Si unisce al gruppo, portando un pizzico di creatività, Elisabetta Rogai la pittrice del vino inventrice dell’enoarte.

La Vendemmia 2015 Montenapoleone, Buffo, Lunelli, Boscaini, Soldati, Nonino, Antinori

La Vendemmia 2015 Montenapoleone, Buffo, Lunelli, Boscaini, Soldati, Nonino, Antinori

Le donne del vino sono tutte giovani e io mi accorgo, con un certo imbarazzo, di conoscere meglio i loro genitori di loro. Mi accorgo anche di rappresentare l’azienda più giovane e questo aumenta la singolarità della situazione.
Tutte hanno storie bellissime di coraggio e determinazione come quella di Camilla che per tre anni ha fatto il volontario in Africa, oppure Alessandra Angelini ingegnere aerospaziale e l’altra Alessandra che dirige l’export Masi in 54 Paesi del mondo. Chiara Soldati, organizzatrice dell’incontro era raggiante per il meraviglioso contributo di racconti così come Lucia Boffo – TG2 Eat Parade e I signori del vino – che ha intervistato le Donne del vino e non si aspettava dei contributi così belli e ben raccontati. Che forti siamo noi donne!

Supertuscan sono morti o sono vivi?

Masseto, Ornellaia, Sassicaia, Solaia e Tignanello brillano nelle aste e sono fra le 100 cantine Fine wines di LivEx ma l’armata dei supertuscan sembra sparita

Masseto

Masseto

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Quindici anni fa ogni cantina toscana doveva avere un Supertuscan cioè un vino “creativo” fuori dai disciplinari. Generalmente erano blend di Sangiovese e vitigni internazionali come cabernet, merlot o chardonnay maturati in barrique, ricchissimi di alcool frutto e legno ma soprattutto più cari dei vini DOC. I capostipiti di questa schiera furono, intorno al 1970, Sassicaia e Tignanello grazie al genio dell’enologo Giacomo Tachis e alla penna di James Suckling che li fece conoscere al pubblico degli appassionati USA attraverso Wine Spectator.

Sassicaia

Sassicaia

Negli ultimi anni, il mercato ha mostrato una maggiore attenzione verso i vitigni autoctoni e, sul versante opposto, un crescente disinteresse per i vini meno capaci di raccontare il territorio e la sua specificità. C’è persino chi ha dato per morti i Supertuscan accusandoli di conformarsi a un gusto internazionale standardizzato per ingraziarsi i favori di una certa critica americana.

Vino dei VIP come e perchè lo fanno

L’incontro nel padiglione Vino-A Taste of Italy dell’Expo accende i riflettori sul vino dei famosi e forse spiega come e perchè sono diventati produttori

Vini dei Vip Expo 2015

Vini dei Vip Expo 2015

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

7 VIP notissimi ma molto diversi fra loro con le loro grandi bottiglie: Barolo Mirafiore di Oscar Farinetti, spumante da Negroamaro amaro Noi3 di Futura 14 di Bruno Vespa, Cabernet franc Narnot di Le Madeleine di Massimo D’Alema, Barbera La Maga del Castello di Cigognola di Gian Marco Moratti, dal blend di Negroamaro e Primitivo Platone delle Tenute di Albano Carrisi, dal Sangiovese Innno (tre enne, non è un errore) della Certosa di Belli Guardò di Gianna Nannini, Grechetto di Todi bianco del Cavaliere della Cantina di Luisa Todini.

Vip del vino italiano all'Expo

Vip del vino italiano all’Expo

La cornice è quella moderna del padiglione vino creato da Veronafiere dentro EXPO. Entusiasmo a mille e, accanto ai vini, le pietanze raffinate dello chef Matteo Vigotti.
Ci sono anche due provocatori- moderatori di livello altissimo: Luciano Ferraro del Corriere della Sera, anima del seguitissimo blog Divini, e Marcello Masi direttore del TG2.

Siete pronti a trovare un pesce nel bicchiere?

Nei prossimi 5 anni regionalità e stagionalità passeranno dal piatto al bicchiere, protagonista ciò che è insolito e “healthonism” cioè salutare ma divertente

yoga-e-vino-rosso

yoga-e-vino-rosso

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Nel futuro prossimo assisteremo, nelle bevande, alla stessa evoluzione che è avvenuta nel cibo con la proposta di prodotti di nicchia estremamente locali che cambiano ad ogni stagione. Una riscossa del “fatto a mano” e del “fatto in casa” che diventa trendy perché è diverso e in piccole quantità. Alimentarsi diventa qualcosa di sofisticato <<food and drink as an experiential luxury and reflection of their personal identity>> cibo e bevande come esperienza di lusso e acquisizione di identità.
Come spesso avviene le notizie arrivano da Drinks Business che a sua volta le ha tratte dal rapporto 2015 “Future Food and drink” dello studio J Walter Thompson Intelligence e riguardano un campione di popolazione UK e USA.

Sex on the Beach Photography-by-Amanda-Koh

Sex on the Beach Photography-by-Amanda-Koh

E come sempre nelle tendenze c’è sia una dimensione artigianale che una dimensione industriale. Ecco che i colossi stanno creando bevande ibride come gli americani dei whisky Whistlepig che lancia una tipologia affinata in barili usati per il Sauternes e il Madeira. E ancora la birra Innis & Gunn con infuso di Bourbon.
Nel settore cocktail c’è un revival anni ‘Settanta – Grasshopper, Tequila Sunrise and Sex on the Beach – in alcuni casi gli ingredienti sono stati sostituiti con altri più naturali e freschi, in altre c’è un’aggiunta di elementi divertenti come sabbia o pesci commestibili (speriamo siano finti!).

Sveva Casati Modignani vista da vicino

2 giorni in Toscana con la scrittrice italiana per amata. Sveva Casati Modignani ovvero Bice Cairati Cantaroni è una donna deliziosa e ve la racconto 

Sveva Casati Modignani alla Fattoria del Colle

Sveva Casati Modignani alla Fattoria del Colle

Di Donatella Cinelli Colombini

Deliziosa: non è un aggettivo generico ma una descrizione precisa: è discreto ma piacevole il suo profumo, è musicale la sua voce, si veste con sobrietà ed eleganza, sono affascinanti i racconti con cui arricchisce la sua conversazione …. Insomma trascorrere del tempo con lei è estremamente appagante. Allo stesso tempo è “incazzosa” e se ha davanti un pubblico poco silenzioso e poco attento sbriga la presentazione dei suoi libri in pochi in pochi minuti senza sorridere neanche una volta. Insomma è gentile ma non fintamente gentile, quello che pensa te lo fa capire.

Sveva Casati Modignani

Sveva Casati Modignani

Ecco perché ero così preoccupata nell’invitarla alla Fattoria del Colle che è un luogo autentico, non un posto lussuoso come i cinque stelle e le ville in cui viene spesso ospitata. Invece le sia piaciuto … si è sentita a casa.

Non avevo mai incontrato Sveva Casati Modignani, di persona. Il nostro legame passa attraverso la comune amica Anna Pesenti Buonassisi che trova sempre il modo di farmi avere i suoi libri con dedica appena escono. E’ lei che ha spinto Sveva a scrivere un romanzo sul mondo del vino e soprattutto sulle Donne del vino.

La parola artigianale che fa lievitare i prezzi

Il successo delle birre artigianali e ora degli artisan wine ma non tutte le bionde sono come sembrano e la categoria dei vini artigianali in realtà non esiste

birre artigianali

birre artigianali

Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Alcune bionde industriali sembrano artigianali  poi ci sono colossi della birra che comprano le craft beer. Infine gli artisan wine e la moda del piccolo e diverso innescata dai clienti millennials. Che confusione!

Ma tutte le craft beer sono davvero fatte a mano in piccoli laboratori? Le prime avvisaglie di un pastrocchio ci sono. Ed ecco che persino il colosso irlandese Guinness sta valutando la produzione di lattine “per divertirsi un po” e nelle carte delle birre proposte da pizzerie o dai pub si nota una crescente confusione fra le

FABBRICA DELLA BIRRA APERTA IN DARSENA

FABBRICA DELLA BIRRA APERTA IN DARSENA

vere microproduzioni d’eccellenza e le linee particolari all’interno delle produzioni industriali.
Succede proprio come con i souvenir tarocchi di cui sono piene le bancarelle e i negozi delle zone turistiche: sono fatti in fabbrica o addirittura all’estero ma assomigliano agli oggetti di artigianato locale per cui vengono acquistati dal turista inconsapevole e desideroso di contenere le spese. Una concorrenza che fa chiudere le botteghe dei veri artigiani alle prese con i prezzi delle materie prime e della manodopera nostrana.
Nel caso della bionda non si tratta di finte birre artigianali ma piuttosto dell’industrializzazione di ex artigiani; c’è una vera corsa dei colossi all’acquisizione delle craft beer.

Chi sarà il primo Master of Wine italiano?

I candidati sono 5: Alessandro Torcoli Gabriele Gorelli Andrea Lombardi di Bertani Domains Pietro Russo di Donnafugata e Gianpaolo Paglia di Poggio Argentiera

Gabriele Gorelli

Gabriele Gorelli

Di Donatella Cinelli Colombini

I Master of Wine sono la “best wine community” l’associazione più esclusiva di esperti di vino esistente al mondo. Sono nati nel 1953 a Londra e nei sessant’anni di vita dell’associazione solo 372 persone sono riuscite a superare i terribili esami di ammissione. Adesso ci sono 322 MW attivi in 24 Paesi ma nessuno di loro è italiano. Sono responsabili o proprietari di aziende che producono, vendono oppure spediscono vino, insegnanti, studiosi, sommelier, giornalisti e ogni forma di addetti all’enologia. Occupano i posti chiave del commercio del vino.

Per entrare in questo olimpo servono almeno tre anni durante i quali frequentare dei

Alessandro-Torcoli-civilta-del-bere

Alessandro-Torcoli-civilta-del-bere

seminari e compiere un percorso formativo con l’aiuto di un Master of Wine tutor. Gli esami sono tre e possono essere ripetuti per un massimo di cinque volte dopo di che si è definitivamente bocciati. Il primo è pratico e riguarda l’assaggio bendato di 12 vini da descrivere per scritto. Segue l’esame teorico su aspetti produttivi e commerciali e infine la relazione di 10.000 parole su un tema inedito frutto di una ricerca personale.

Le etichette divertenti; fammi ridere e ti berrò!

Un vino buono deve avere un aspetto serio? Se guardiamo le etichette dei First Growth – Premier Cru, direi di si, ma ci sono etichette spiritose di successo

 

Fiasco Ruffino Dame Janine

Fiasco Ruffino Dame Janine

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello, Casato Prime Donne

 

Latour, Lafite, Haut Brion … sono eleganti ma anche molto austere, per non parlare della mitica Romanée Conti che sembra una fotocopia e infatti è la pacchia dei falsari. Tuttavia c’è chi ha scelto di presentarsi al pubblico con una veste molto più divertente ed ha avuto successo: penso all’australiana Carnival of Love arrivata seconda nella classifica del TOP 100 dello scorso anno. Raffigura saltimbanchi, maschere e arlecchini.

boarding-bass-shiraz

Boarding-pass Shiraz

La cantina Mollydooker, dove nasce questo vino, produce anche una serie di etichette ispirate ai cartoni animati e l’intera famiglia dei titolari si mostra nel sito come fosse Alice nel paese delle meraviglie.

 

I più ricchi del vino

Con 34,6 miliardi di Euro, Bernard Arnault patron del colosso del lusso LVHM è sicuramente il produttore di vino più ricco del mondo 

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne 

Nella classifica Forbes dei paperoni il primo assoluto è Mr Microsoft Bill Gates con 79 miliardi di Dollari ma Arnault è al 13° posto. Il suo patrimonio è talmente enorme da essere persino difficile da scrivere 37.200.000.000 più del bilancio di un piccolo stato. Nel suo portafoglio ci sono griffe della moda, gioiellieri e cantine da sogno: Louis Vuitton, Hennessy e Moet che contraddistinguono la sigla LVHM ma anche Dom Perignon, Bulgari, Château Cheval Blanc, Yquem ….

Corinne Mentzelopoulos Chateau MargauxNella classifica Forbes il primo nome italiano è al 32° posto e viene dall’enogastronomia: Maria Franca Fissolo Ferrero regina della Nutella.
Ma lasciamo i bilionari di Forbes per soffermarci su quella dei super ricchi del vino francese seguendo l’elenco pubblicato da Drinks business. E’ evidente un intreccio strettissimo fra moda e vino quasi che questi due comprarti avessero vite parallele nel lusso.
Fa eccezione, al secondo posto Serge Dassault con 17,5 miliardi di Euro di patrimonio e Château Dassault a Saint Emilion nella regione di Bordeaux. La ricchezza viene dalle attività industriali. Nel suo passato c’è anche la politica nel partito Popolare e lo scandalo Belgian Augusta.

Turismo da film a Malta

Il villaggio di Braccio di Ferro e il castello del Conte di Montecristo, anche questo nelle isole maltesi oltre ai centri storici, il mare e l’ottima cucina

Popeye Malta

Popeye Malta

Di Donatella Cinelli Colombini

Sono di nuovo nelle isole dell’eterna primavera –Malta e Gozo– e vi porto al villaggio di Braccio di Ferro Popeye ad Anchor Bay. E’ un posto divertentissimo e pieno di fantasia. Fu costruito nel 1980 per il film di Walt Disney con Robin Williams. La pellicola fu un mezzo fiasco invece il villaggio di catapecchie colorate, dove fu girato, è un’autentica attrazione turistica. Ci sono Olivia, Poldo e il famoso Braccio di ferro mangiatore di spinaci. Alcuni ambienti hanno ancora gli oggetti usati per il film –il dentista e il ring di pugilato ad esempio – c’è il ristorante, il bar e i giochi per i bambini, se il tempo è bello è anche possibile fare un giro in

Castello di Comino

Castello di Comino

barca.
Popeye non è il solo luogo da film delle isole maltesi, c’è anche il castello di Saint Mary’s costruito sull’isola di Comino nel 1618 e poi usato come prigione e stalla finchè nel 2002 fu restaurato per il film Il Conte di Montecristo con Jim Caviezel. Oggi i turisti fanno lunghe scarpinate per andare al castello. E’ un luogo molto suggestivo, nel punto più alto dell’isoletta e lo scenario delle scogliere brulle, a picco sul mare, fa proprio pensare alla triste storia di Edmond Dantès incarcerato ingiustamente.

Le sommelier di New York numerose, brave e importanti

I sommelier sono molto più importanti di un tempo per i vini di alto livello che hanno nei ristoranti USA il principale palcoscenico del mondo e molte sono donne

laura-maniec

laura-maniec

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

L’articolo di Guild Sommelier, mi è stato suggerito da Gian Piero Staffa e ci presenta le donne sommelier di New York: Andrea Robinson, Gillian Ballance, Laura Maniec, Dana Farner, Inez Ribustello, Susan LaRossa, Kelli White, Juliette Pope, Beth von Benz, Alexis Brock, Kristie Petrullo,Karen King …..

Tutte sono entrate nel mondo del vino giovani e spesso da studi universitari d’altro tipo. Le loro carriere sono state più fitte di opportunità rispetto alle colleghe italiane  ma i loro ritmi di lavoro, in certi casi, sono davvero infernali.

Kristie Petrullo

Kristie Petrullo

Tutte confermano un’evoluzione dei consumi e dei consumatori di vino: da quelli attempati degli anni ‘Novanta che bevevano quasi solo Bordeaux, Borgogna e Napa Valley a quelli più giovani di oggi con una maggiore preparazione sul vino quasi fosse parte del bagaglio professionale per far carriera.

Le carte dei vini dei ristoranti crescono aprendosi a nuove zone:  Prosecco come vino d’ingresso e la nuova moda dei vini austriaci con Grüner Veltliner al bicchiere  (Wieninger).  Crescono anche i sommelier che oggi, a New York sono una comunità numerosa ed affiatata, praticamente ogni ristorante di buon livello ne ha uno che  cura l’acquisto dei vini. L’età media si è abbassata, un tempo i sommelier erano trentenni oggi sono ventenni e tutti on line; il web è la principale fonte di informazioni e il luogo in cui vengono scambiate le opinioni.

Fra gli hashtag più virali non c’è #wine

I cancelletti hashtag sono indispensabili per farsi seguire in Twitter, Istagram, Facebook e Google+ . Le parole più forti sono tutte in inglese: c’è water ma non wine

Mark Zuckerberg,

Mark Zuckerberg,

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Hashtag è l’unione di due parole: hash cancello e tag etichetta. Servono a ottenere i “like” sulle foto di Istagram e i followers in Twitter o Facebook in pratica collegano il messaggio o l’immagine a un circuito dello stesso argomento. Usarli bene è dunque indispensabile per ottenere visibilità nei social media ma per riuscirci bisogna anche sapere quali sono le parole più virali, quelle che fanno da traino e accendono i riflettori. Solo a quelle

hashtag_marketing

hashtag_marketing

conviene applicare i famosi cancelletti #. Infatti il loro numero è limitato: il massimo è 30 per il commento alle foto Istagram mentre in Twitter, Facebook, e Google+ è meglio non superare i 3.
A me, che sono una signora di campagna vecchio stile, l’idea di commentare una foto copiando 30 parole e dopo una riga vuota, copiare altre 30 parole, ciascuna con il suo hashtag, sembra proprio brutto ma invece funziona. Per questo, in Internet c’è chi pubblica le liste delle parole virali, e le aggiorna continuamente. Basta scegliere quelle dell’argomento corrispondente alla propria foto, copiarle sotto l’immagine e il gioco è fatto. Il numero dei contatti salirà subito.

                                                                       
Cinelli Colombini
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