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Itinerario turistico in cantina 1

Come creare un itinerario turistico in cantina capace di essere ricordato per sempre: percorso, punti di sosta, accessori, luci, odori, arredi … 

Itinerario turistico in cantina Casato Prime Donne Montalcino

Itinerario turistico in cantina Casato Prime Donne Montalcino

Di Donatella Cinelli Colombini Fattoria del Colle 
ITINERARIO DELLE VISITE
C’è una regola da cui partire: i luoghi e le spiegazioni possono essere fredde o calde cioè tecniche o emozionanti. La tinaia dove avviene la vinificazione è, in genere, un ambiente freddo con tanto acciaio, tecnologia, ordine, igiene. La bottaia per la maturazione del vino nei fusti di legno è normalmente un ambiente caldo per il carattere stesso del rovere, la forma armoniosa delle botti, le luci meno forti e gli ambienti più piccoli. Ebbene, anche se questo può causare problemi nella chiarezza delle spiegazioni sul processo produttivo del vino, è sempre meglio iniziare la visita dalle zone della cantina più belle e emozionanti, per creare nei visitatori un atteggiamento entusiasta che li predispone a un legame emotivo con i luoghi e le persone.

Itinerario turistico in cantina Casato-prime-donne

Itinerario turistico in cantina Casato-prime-donne

Evidentemente  l’itinerario turistico in cantina deve essere predisposto in anticipo, se possibile nel momento della progettazione della struttura, perché ha bisogno di diverse aree ampie dove un gruppo di 20-25 persone possa sostare intorno alla guida. Ho scritto 25 persone perché i gruppi di numero superiore sono difficili da gestire da una sola persona e ancora più difficile è instaurare una vera sintonia con i partecipanti. Questo elemento è molto importante perché i turisti in gruppo hanno spesso interessi e competenze diseguali e quindi vanno coinvolti in modo diverso, questo è impossibile se troppi. Ci sono gli “enoturisti per caso”, attratti da aneddoti, e i super esperti di vino desiderosi di sapere tutto sulle sperimentazioni effettuate in cantina. Questi ultimi sono gli unici con cui conviene iniziare la visita dalle zone più tecnologiche. In ogni caso le aree ampie in cui sostare lungo il percorso vanno predisposte e attrezzate in anticipo, con le cose che agevolano la spiegazione.

I nomi delle grandi bottiglie di vino

Jeroboam, Mathusalem, Nabuchodonosor, Melchizedek da un litro e mezzo a 30 litri ecco i nomi delle grandi bottiglie di vino

Nomi delle grandi bottiglie di vino Donatella Cinelli Colombini con Petrus

Nomi-delle-grandi-bottiglie-di-vino-Donatella-Cinelli-Colombini-con-Petrus

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne 

Se andate a Londra nell’enoteca Hedonism nel prestigioso quartiere di Myfair troverete scaffali interi con enormi bottiglie di Petrus, Ornellaia, Château Margaux … vini che già nel formato normale da 750 Cl costano una fortuna e nella versione grande hanno prezzi più che proporzionali. In altre parole se la bottiglia normale costa 10 la sua versione da un litro e mezzo – magnum- costa 30 e quella da sei litri -Imperial – costa 150. Si tratta di bottiglie destinate a essere bevute fra molti, molti anni perché la capacità di invecchiamento del vino cresce con l’aumentare del formato e quindi vale la pena comprarle solo in vista di una grande ricorrenza futura e solo quando si dispone di un cavò buio con 15°C di temperatura e 80% di umidità.

Nomi delle grandi bottiglie di vino

Nomi-delle-grandi-bottiglie-di-vino

Nelle “banche” del vino di Toronto, Stoccolma, New York che ho visitato c’erano molte di queste bottiglie. I titolari delle celle in cui riposano i vini milionari sono collezionisti o anche persone desiderose di sfoggiare i loro soldi e la loro raffinatezza. Sono locali sotterranei con la vigilanza armata all’ingresso esattamente come i caveau delle banche vere.

Vinitaly 2016 il più grande di tutti i tempi

Cena finale del Vinitaly 2016 con le Donne del vino, torta dei 50 anni e brindisi alle prossime 50 edizioni con 200 invitati  

Vinitaly 2016 Donne del vino taglio della torta del 50° _@FotoEnnevi_ Ma_FotoEnnevi_8953

Vinitaly 2016 Donne del vino taglio della torta del 50° _@FotoEnnevi_ Ma_FotoEnnevi_8953

Euforia era il sentimento generale alla cena delle Donne del Vino che, ieri sera ha concluso Vinitaly con una prima valutazione a caldo di un’edizione che ha battuto tutti i records.  130.000 operatori di cui 50.000 stranieri e di questi più della metà non europei.
Euforia fra le produttrici che tornano alle loro cantine con le agende piene di contatti e di ordini. Euforia nello staff di Gianni Bruno Vinitaly brand manager per aver fatto un piccolo capolavoro. La visita del Capo dello Stato Sergio Mattarella, del Premier Renzi, dei Ministri dell’Agricoltura di tutti i Paesi dell’Unione Europea e insieme un’afflusso di buyer esteri mai visto nella storia. Dopo aver chiuso la fiera, tagliando la torta del cinquantesimo compleanno con la

Vinitaly 2016 e Donne del vino

Vinitaly 2016 e Donne del vino

presidente delle Donne del vino Donatella Cinelli Colombini, il Presidente di Veronafiere Maurizio Danese sorrideva felice.
Questo il clima nella serata delle Donne del vino, alla Gran Guardia, nel cuore di Verona, con le loro straordinarie bottiglie di tutte le regioni e le specialità gastronomiche di tutte le regioni a formare quasi un ritratto dell’Italia golosa: cerano un forno arrivato dalla Liguria per preparare la focaccia di Recco, i formaggi di strabiliante qualità selezionati dall’ abruzzese Antonello Egizi di Forme d’autore la cassata fatta in diretta dal siciliano Peppe Giuffrè di Officina Gastronomica

Winery Hotel e la cantina va in albergo

Nasce a Stoccolma il primo albergo con le botti nella hall, si chiama Winery Hotel e propone week end con il vino come una vera cantina

Winery Hotel hall con le botti

Winery Hotel hall con le botti

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Il successo del turismo del vino si misura anche dalla nascita di cantine turistiche in ogni dove come nel Winery Hotel. Lo scorso anno c’è stato il boom delle “urban winery” con l’arrivo dell’uva in ceste nel pieno centro di Londra e i wine lovers che pagavano per partecipare alla cernita dei grappoli. Poi è nata la vigna su un grattacielo di New York e qualche mese fa sono state diffuse le immagini della cantina domestica con le attrezzature enologiche in salotto. Insomma la concorrenza è sempre più forte per le vere cantine.

Winery Hotel wine bar con i tini

Winery Hotel wine bar con i tini

L’ultima novità è il Winery Hotel a Stoccolma <<sweden’s first combined urban winery and boutique hotel>> la prima combinazione fra una cantina urbana e un albergo boutique esistente in Svezia. Appunto in Svezia, una nazione dove il clima è stato fin ora troppo freddo per coltivare le viti e quindi non ci sono cantine. Ma forse proprio per questo la proposta di un winery hotel, dove vedere il processo produttivo del vino e poi assaggiarlo, può risultare attraente. Infatti l’invito è << follow the freshly-picked grapes’ journey from barrel to bottle>> segue il processo produttivo dall’uva fresca fino alla botte e alla bottiglia … e si conclude con la frase: aumenta le tue conoscenze sul vino.

Vinitaly Mattarella inaugura parlando di donne vino

Al Vinitaly 2016, che promette di battere tutti i record di business, le donne hanno ruoli importanti e il Capo dello Stato inaugura parlando di loro

Vinitaly degustazione donne del vino viendemmie 1967

Vinitaly degustazione donne del vino vendemmie 1967

Di Donatella Cinelli Colombini 

Sergio Mattarella riassume i cambiamenti nei 50 anni dalla nascita di Vinitaly e indica nel nuovo ruolo delle Donne del vino uno dei più positivi. Le Donne del Vino si occupano di business, ma non solo, c’è posto anche per  la bellezza, l’ospitalità, i valori etici e la moda. Ecco che la fiera veronese diventa il palcoscenico di tante iniziative con lo stesso fil rouge “donne vino e bellezza”.
Il vino al femminile ha dunque molte facce: quelle più glamour dei brindisi che, a Vinitaly 2016 hanno coinvolto anche la Governatrice del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani e l’Assessore all’Agricoltura della Puglia Leonardo Di Gioia e quella più seria del libro contro la mafia “Campanella” di

Vinitaly Presidente della Repubblica Mattarella

Vinitaly Presidente della Repubblica Mattarella

Maria Cristina Sarò sostenuta dalle Donne del vino della Sicilia. Poi c’è il progetto dei corsi full immersion per dare protagonismo alle donne ed a infoltire il numero, ancora esiguo, delle wine manager.
A Vinitaly le Donne del vino interpretano il tema nazionale 2016 della bellezza proponendo i film con i brindisi, la cosmesi con le creme anti età della Co.Der di Cuneo oppure la moda con le borsette BYOB per bottiglie della Winelover di Gonzato Moda o le modelle della Fashon Class di Verona che sfilano con le bottiglie in mano….

A 30 anni dal metanolo come cambiano il vino e i consumatori

L’identikit del consumatore di vino italiano a 30 anni dal metanolo: è un wine lovers che beve poco, bene, rosso, regionale, fuori casa e visita le cantine

30-anni-dal-metanolo

30 anni da metanolo

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

I 30 anni dal metanolo hanno rivoluzionato la produzione, i consumi e persino quelli che, in Italia, producono vino.
I consumi sono al minimo storico: 37 litri all’anno cioè la metà del 1986 (68 litri), l’anno tragico del vino al metanolo che fece 23 morti e decine di intossicati. Oggi il vino italiano consumato all’estero è più di quello bevuto dentro i confini nazionali. In effetti il 2015 ha segnato il record dell’export con 5,4 miliardi e un incremento del 575% dal 1986 quando l’Italia era la terra dello sfuso a buon mercato e vendeva all’estero per soli 800 milioni di Euro. Attualmente una bottiglia su cinque fra quelle esportate nasce nelle cantine italiane e per oltre la metà contiene vini DOC e DOCG.
Negli stessi 30 anni dal metanolo anche la produzione italiana di vino si è contratta enormemente passando da 76,8 milioni di ettolitri a 47,4. Un volume che tuttavia ci pone al primo posto nel mondo, davanti ai francesi.

BaroloBrunello 2014 Barolo Ceretto

Vino italiano a 30 anni dal metanolo BaroloBrunello alleanze al vertice

Accanto al segno meno sulla produzione c’è tuttavia il segno più sulla qualità che traspare anche dalle percentuali del vino con denominazione: era il 10% nel 1986 ed oggi è il 35% (73 Docg, 332 Doc e 118 Igt).
Il Dossier “Accadde domani” presentato da Coldiretti e dalla Fondazione Symbola fotografa la contraddizione di un Paese con 35.000 sommelier ma un consumo del vino in progressivo calo. Insomma se da un lato crescono i wine bar, le visite in cantina e la capacità di degustazione, dall’altro il vino sembra diventare più un argomento di conversazione che di consumo.
IL tracollo dei consumi sembra riguardare il 73% del vino che è bevuto in casa, prevalentemente durante i pasti, cioè i consumi tradizionali, perché quello servito al ristorante è previsto in aumento di oltre l’8% nei prossimi due anni. Crescerà soprattutto il consumo al bicchiere, dominato, nel 94,5% dei casi, dalle etichette locali o regionali.

Vinitaly IOsonoDONATELLA vieni a farti un selfie al posto mio

Donatella Cinelli Colombini a caccia di sosia da fotografare e proporre su Istagram con l’hashtag #iosonodonatella per un Vinitaly social

Valerio Marini per Donatella Cinelli Colombini

Valerio Marini per Donatella Cinelli Colombini a Vinitaly

Lo stand di Vinitaly (Padiglione 6 D4) di Donatella Cinelli Colombini diventa un set fotografico con una siluette che giocosamente la ricorda. L’invito ad amici, buyers e wine lovers è quello di venire a farsi un selfie o una foto al posto suo << #iosonodonatella e anche tu!>> e di postare immediatamente l’immagine su instagram. E’ questa la proposta della signora del Brunello in versione wineblogger.

Si tratta di un modo per aprire le porte di Vinitaly anche a chi è rimasto a casa perché chiunque può unirsi a questo gioco sul nome Donatella e sul prestigioso Brunello 2010 IOsonoDONATELLA <<il miglior vino che abbia mai prodotto>>.

Per la prima volta è in degustazione proprio a Vinitaly <<ne abbiamo fatte solo 600 bottiglie e lo abbiamo venduto in quindici giorni, per

Vinitaly 2016 IOsonoDONATELLA vieni a fare un eno selfie

Vinitaly 2016 IOsonoDONATELLA vieni a fare un eno selfie

questo non c’è stato tempo di organizzare assaggi e presentazioni>> spiega la Cinelli Colombini fiera di questo vino raro e prezioso. Sulla bottiglia c’è il suo stemma in oro all’interno di un anello scintillante che ricorda i suoi giovanili studi di oreficeria medioevale. Al Vinitaly ci sarà dunque l’opportunità unica di assaggiare il Brunelllo IOsonoDONATELLA e persino di diventare lei, almeno per un momento.

Angelo Gaja contro chi ha la verità in tasca

Appello di Angelo Gaja a mettere da parte fobie e ideologie per guardare alla salvaguardia dei vigneti con la mente aperta cercando solo qualità e salute

angelo-gaja-nel-vigneto

angelo-gaja-nel-vigneto

Pubblico molto volentieri le riflessioni del mio amico Angelo Gaja. Anch’io, come lui, non amo gli integralisti quelli assolutamente certi delle loro scelte e mai disposti a valutare alternative. Tuttavia sono spaventata dagli interventi sul DNA e da un’ingegneria genetica che, anno dopo anno, manipola la natura senza sapere con certezza gli effetti futuri. Per questo mi limito a coltivare le mie vigne in modo biologico sperando che venga trovata al più presto un’alternativa naturale a rame e zolfo. Può darsi che questa alternativa sia quelle viti resistenti ai parassiti, come dice Angelo Gaja. Per ora è difficile dare una risposta ma la cosa importante è aprirsi a ogni ipotesi senza paura o prevenzione ricordando che, nel

Angelo-Gaja

Angelo-Gaja

passato, atteggiamenti simili hanno paralizzato il progresso scientifico per millecinquecento anni. Donatella Cinelli Colombini

Di Angelo Gaja marzo 2016
Tra il 1850 ed il 1890 si abbatterono sulla viticoltura europea l’oidio e la peronospora, fitopatologie nuove ed aggressive come non si erano mai viste nei secoli precedenti. I viticoltori dovettero imparare a combatterle sistematicamente con l’impiego di antiparassitari, zolfo e rame, se volevano salvare la produzione d’uva. Come non bastasse, qualche tempo dopo arrivò la fillossera ad innescare la moria delle viti, a seguito della quale si fu costretti ad estirpare la totalità dei vigneti per reimpiantarli successivamente su portainnesto di vite americana, quest’ultima resistente alla malattia. Sembrò a quel tempo che la viticoltura europea ricevesse un colpo mortale.

Donne del vino per un 50° Vinitaly in rosa

Le Donne del vino festeggiano il cinquantesimo Vinitaly con la degustazione inaugurale e il brindisi finale: 10 vini del 1967 e una maxi torta alla Gran Guardia

Donne del Vino Vinitaly serata conclusiva

Donne del Vino Vinitaly serata conclusiva

Di Donatella Cinelli Colombini Montalcino Casato Prime Donne

Le celebrazioni del cinquantesimo Vinitaly vedono protagoniste le Donne del vino con la degustazione che aprirà gli assaggi dell’edizione 2016. 10 Donne del vino offriranno le loro bottiglie del 1967 e di oggi. La degustazione, sarà guidata da Marco Gatti e Paolo Massobrio, e mostrerà a 50 giornalisti esteri, l’evoluzione dell’enologia italiana nei 50 anni dalla prima edizione di Vinitaly. Ecco le cantine: Fratelli Berlucchi, Castello di Gabiano, La Scolca, Rivera, Fattoria dei Barbi, Capezzana, Castello di Querceto, Castello Banfi, Lungarotti, Masi.

Donne del vino VINITALY 2016 - AF GAMBA - PROGETTO

Donne del vino VINITALY 2016 – AF GAMBA – PROGETTO

Durante Vinitaly 2016 le Donne del Vino ufficializzeranno il passaggio delle consegne da Elena Martuscello alla nuova presidente Donatella Cinelli Colombini presentando anche il nuovo Consiglio e le Delegate regionali. Nel programma del prossimo triennio spicca la creazione di un evento nazionale diffuso che avrà luogo ogni anno il sabato prima dell’8 marzo e si chiamerà “Festa delle Donne del Vino”. Un evento rivolto alle nuove consumatrici donne, competenti, appassionate e indirizzate all’alta qualità.

Le donne USA devono scegliere: o sesso o alcool

Le autorità statunitensi vogliono mettere a scelta le donne fra sesso o alcool e gli studiosi italiani scoprono che anche i padri non dovrebbero bere

Sesso o alcool Katie Jean mostra la bevanda adatta a ogni contraccettivo

Sesso o alcool Katie Jean mostra la bevanda adatta a ogni contraccettivo

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Ha fatto molto discutere l’indicazione del Centers for Disease Control and Prevention – Centro di controllo e prevenzione delle malattie, sull’uso delle bevande alcoliche da parte delle donne in età fertile. Secondo i loro studi metà delle gravidanze sono casuali e vengono riconosciute solo dopo qualche settimana. Se la futura madre beve bevande alcoliche in quel periodo espone il bambino al rischio di possibili malformazioni. Per questo è arrivata la raccomandazione, rivolta alle donne in età fertile, che non fanno uso di contraccezione, di astenersi sempre dall’alcool. Come dire o sesso o alcool. Una richiesta che ha scatenato un autentico putiferio perché di fatto costringe le donne a scegliere fra un consumo, anche moderato, e il sesso. Fra le reazioni più feroci c’è quella di Katie Jean su Istagram che ha pubblicato un disegno con le bevande adatte a ogni tipo di

sesso o alcool i pericoli per il bambino

sesso o alcool i pericoli per il bambino

contraccezione ed ecco che chi usa la pillola dovrebbe consumare vino rosso perché è tradizionalista, il gin è per chi usa il cerotto, mentre chi chiede al partner di mettere il preservativo è adatta alla birra perchè predilige le cose semplici e varie.
Anche se questa ironica immagine ha fatto il giro del mondo, la raccomandazione del CDCP ha allarmato un po’ tutti ma soprattutto le 4 milioni di donne americane che potrebbero rimanere incinte. In realtà bere durante i primi giorni della gravidanza non è così rischioso mentre chi consuma alcolici per tutta la gravidanza avrà un bambino con sindrome feto alcolica cioè una testolina piccola, basso quoziente di intelligenza e problemi cardiaci.

I vini 100 centesimi di Robert Parker

Quali sono le 218  etichette da mito, quelli nell’Olimpo dei vini 100 centesimi del Wine Advocate? Solo 9 italiani e nessuno premiato più di una volta

Pian dell'Orino Montalcino

Pian dell’Orino Montalcino

Di Donatella Cinelli Colombini Montalcino Casato Prime Donne 

La notizia del giorno è i 100 centesimi al Brunello di Pian dell’Orino, un’azienda di Montalcino con soli 6 ettari di vigna coltivata in modo biodinamico da due entusiasti viticultori Caroline Probitzer e Jan Erbach. Una bella notizia che mi ha spinto a cercare chi ha ottenuto questo ambitissimo riconoscimento ed ho scoperto che sono davvero pochi, meno di 200 cantine nel mondo per 218 vini. Ma le sorprese non finiscono qui.
Ho trovato la classifica dei vini 100 centesimi in Wine Searcher, quasi nascosta nella parte bassa della home page. E’ una classifica che fa venire l’acquolina in bocca perché il Wine Advocate di Robert Parker Jr è il più autorevole, potente e

Guigal vigneti dei vini 100 centesimi di Robert Parker

Guigal vigneti dei vini 100 centesimi di Robert Parker

temuto giornale di vino del mondo, quello che apre le porte di ristoranti tre stelle Michelin e soprattutto dei grandi collezionisti, i milionari disposti a spendere cifre da capogiro per ogni acquisto.
E’ l’Olimpo del vino, il repertorio dei vini con 100 centesimi contiene una lista di 218 etichette con la Francia in posizione dominante. Ci sono infatti 101 vini dei cugini d’Oltralpe e molti con i 100 centesimi su più annate e con più etichette della stessa cantina.

Raccontami il tuo vino – lo storytelling all’Orcia Wine Festival 2016

Orcia Wine Festival con assaggi e degustazioni guidate, cene, musica, trekking, pedalate, visite nelle cantine dell’Orcia il vino più bello del mondo

Orcia Wine Festival Saluto dei Quartieri

Orcia Wine Festival Saluto dei Quartieri

Di Donatella Cinelli Colombini
San Quirico d’Orcia la più bella piccola città d’arte lungo la Via Francigena e cuore del vino Orcia aspetta i wine lover dal 22 al 25 aprile con assaggi e racconti. Il tema dell’Orcia Wine Festival 2016 è infatti lo storytelling cioè il racconto del vino. Una tecnica narrativa che gli specialisti del marketing propongono come una novità ed invece esiste da tempo immemorabile in Val d’Orcia dove, la sera, soprattutto d’inverno, i vecchi raccontavano “a veglia” le loro esperienze per ammaestrare i più giovani.
Il vino Orcia, che nasce in una quarantina di piccole cantine dove quasi tutto è ancora fatto a mano, spesso dal produttore in persona, è il più adatto per giocare fra la novità e la tradizione dello storytelling.

Orcia Wine Festival San Quirico Palazzo Chigi degustazione Vini Orcia

Orcia Wine Festival San Quirico Palazzo Chigi degustazione Vini Orcia

Tutti i produttori – anch’io con il Cenerentola ed il Leone Rosso DOC Orcia – saranno protagonisti con i loro racconti in tre momenti: nelle sale dei Palazzo Chigi a San Quirico dove, per 3 giorni ( dalle 11,30 alle 18,30) i vignaioli dell’Orcia saranno dietro ai tavoli pieni di bottiglie, pronti a dare assaggi, spiegazioni e persino a vendere i loro vino.
A cena nei ristoranti di Bagno Vignoni (venerdì 22 e domenica 24 aprile) che proporranno speciali menù degustazione accompagnati dai vini e dalle narrazioni dei produttori. Serate che sono state battezzate “a veglia” proprio per sottolineare l’importanza dei racconti, dei ricordi e degli episodi di vita vissuta come avveniva un secolo fa nei poderi della Val d’Orcia.

Le Donne del Vino a Palazzo Vecchio

Con il Premio Italia a Tavola Firenze diventa la capitale dell’eccellenza gastronomica e le Donne del vino portano i loro vini a Palazzo Vecchio

Donne del vino Toscane a Palazzo Vecchio Firenze

Donne del vino Toscane a Palazzo Vecchio Firenze

Di Donatella Cinelli Colombini

Domenica 2 aprile – Firenze è la magica cornice del Premio Italia a Tavola un’iniziativa grandiosa sullo stile italiano del cibo. Il regista è Alberto Lupini, direttore di Italia a tavola e infaticabile promotore di iniziative in favore della grande ristorazione. Inaugurazione a Palazzo Vecchio e vini delle Donne del Vino della Toscana ad accompagnare i primi brindisi. Oltre a me c’erano la delegata Antonella D’Isanto, Caterina Dei, Antonietta Francois, Tiziana Frescobaldi, Marzia Morganti e Paola Rastelli a cui si è aggiunta, dalle Donne del Vino del Lazio, la giornalista Anna Scafuri.
Prima iniziativa di un’intensa giornata il talk show, condotto dal Direttore del TG2

Premio Firenze a Tavola Firenze Palazzo Vecchio con le Donne del vino

Premio Italia a Tavola Firenze Palazzo Vecchio con le Donne del vino

Marcello Masi, nel salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio con il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini che dichiara <<finalmente quest’anno il bilancio del mio ministero è salito da 1,5 a due miliardi … dimostra la consapevolezza del Governo che la cultura e il turismo sono il primo motore economico del nostro Paese>> per poi aggiungere, ottenendo un applauso di consenso <<l’enogastronomia è parte della cultura italiana che proponiamo ai visitatori; per creare un grande piatto ci vuole la stessa creatività e la stessa maestria che serve nel design o nella moda>> .

Wine Advocate e Wine Spectator con rating stellari

Donatella Cinelli Colombini festeggia i 7 vini oltre i 90 centesimi del Wine Advocate e il meraviglioso 97/100 del Brunello Riserva 2010 del Wine Spectator

Wine Spectator home page con il team delle cantine di Donatella Cinelli Colombini

Wine Spectator home page con il team delle cantine di Donatella Cinelli Colombini

Pioggia di premi sui vini di Donatella Cinelli Colombini. Il Brunello riserva 2010 apre la sezione Hot Wines del Wine Spectator con uno spettacoloso 97 centesimi. <<Ci sono una pienezza di note profonde aumentate da sentori di prugne, liquirizia, spezie e cioccolato, insieme a ciliegie e profumi floreali. La struttura è solida e preannuncia una lunga vita come la lunga persistenza fa sperare in futuri piaceri. Mostra un’eccellente equilibrio e un’armonia totale >>

WINE SPECTATOR WINE ADVOCATE

WINE SPECTATOR WINE ADVOCATE

ha scritto Bruce Sanderson, senior Editor del Wine Spectator. Nell’ambitissima sezione Insider, dove ci sono i vini che <<have excited our editors>> hanno entusiasmato gli assaggiatori della prestigiosa rivista statunitense, ci sono una decina di Brunello e fra loro un altro gioiellino di Donatella Cinelli Colombini, il Brunello 2011 Prime Donne con un giudizio di 93/100. Piccola chicca: nella home page del sito della prestigiosa rivista americana c’è anche una bella foto del team femminile della cantina di Donatella, la prima in italia interamente in rosa.

                                                                       
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