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Vino birra e presidenze: Taittinger e Trump 

Donald Trump e Pierre-Emmanuel Taittinger per due presidenze in USA e in Francia ma Trump ama la birra e l’altro è un produttore di Champagne

birra-boccale-di-Trump

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Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Peccato che il francese abbia cambiato i suoi piani solo cinque giorni dopo aver dichiarato la sua intenzione di correre per l’Eliseo nel 2017. I Taittinger sono una grande famiglia dello Champagne ma hanno anche dei precedenti in politica. Il padre di Pierre Emmanuel Taittinger è stato deputato maggiore di Reims e lui stesso è stato nel Consiglio generale della Marna dal 1985 al 1992. Brillantissimo uomo d’affari ha riacquistato la cantina di Champagne fondata da suo nonno che era stata venduta a un fondo pensioni americano. Ha cantine in California, in Savoia … presiede la cave de Champagne di famiglia dal 2007 e la mission Coteaux, Maisons et Caves de Champagne. E’ durante la celebrazione del primo anniversario dell’iscrizione nel patrimonio Unesco delle cantine dello Champagne che Taittinger ha annunciato di voler diventare Presidente della

Vino-birra-e-presidenze-Pierre-Emmanuel-Taittinger

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Repubblica Francese. Poi è successo qualcosa e, cinque giorni dopo, ha ritrattato, peccato ! Sarebbe stato un bel colpo per noi produttori di vino anche perchè, sul fronte opposto, quello della birra, il candidato alla presidenza c’è davvero : Donald Trump. Uno dei programmi del miliardario candidato alla Presidenza è << Makes Beer Great Again>> faremo di nuovo grande la birra. Ed ecco un boccale con l’aspetto di Trump, contiene 22 once di birra, costa 39,95 Dollari ed ha anche una versione più piccola. Ironia della sorte il boccale è fatto in Cina.
Si è dunque innescata una guerra presidenziale della birra con alcune birrerie che producono addirittura bionde anti-Trump e una che ha usato il popolare gioco di John Oliver <<Make Donald Drumpf Again>>. Nonostante questo Donald Trump possiede un’azienda vinicola in Virginia gestita dal figlio Eric.

Artadi, il rivoluzionario del vino spagnolo

Juan Carlos Lòpez de Lacalle autore di alcuni dei più strepitosi vini spagnoli a Artadi lascia la denominazione Rioja

Artadi-Juan-Carlos--Lopez-de-Acalle

Artadi-Juan-Carlos–Lopez-de-Acalle

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

La sua cantina Artadi non fa più parte di questa denominazione. Cancellata anche dalle etichette dei suoi vini e soprattutto da quelle più celebrate dalla critica internazionale, le single vineyard: Valdegines, El Carretil, El Pison la vigna a cui suo nonno ha dedicato una vita di lavoro e che, con il vino 2004, ha ottenuto 100 centesimi da parte del Wine Advocate di Robert Parker.

Artadi-barricaia

Artadi-barricaia

Il suo è un addio detto con garbo in un comunicato di 25 righe che tuttavia ha scatenato polemiche in tutti i giornali del vino del mondo. Il gesto di Juan Carlos Lòpez de Lacalle equivale infatti a un atto di accusa e le sue parole, benchè molto misurate, non lasciano spazio a equivoci <<Rioja produce 500 milioni di bottiglie in 600 cantine … la produzione è sei volte più grande di quelle di vent’anni fa>>.

Merano Wein Festival vi aspetta il 4-8 novembre

Nella più esclusiva degustazione d’Italia ci saremo anche noi con 5 vini premiati fra cui i 2 Brunello 2012 in anteprima entrambi con medaglia d’oro

Merano-wein-festival

Merano-wein-festival

Di Donatella Cinelli Colombini

Merano Wein Festival da 25 anni è l’appuntamento imperdibile per chi ama o lavora con i vini di grande qualità perché invita a partecipare solo le cantine e i vini migliori, insomma è il salone della vera eccellenza.L’organizzatore Helmuth Köcher è meranese di nascita, ha una laurea in Scienze politiche presa a Innsbruck, veste spesso di nero e ha un carattere deciso; è quasi un mito per la sua sconfinata competenza sulle eccellenze enogastronmiche di tutto il mondo. E’ stato lui, insieme a due amici appassionati di vino, a fondare, nel 1992, il GourmetClub

Brunello-CasatoPrimeDonne

Brunello-CasatoPrimeDonne

Alto Adige e creare il Merano WineFestival, prima manifestazione in Italia in cui sono ammessi solo i produttori dei vini selezionati per il loro alto livello qualitativo. Oggi, accanto al vino ci sono anche olii, grappe e prodotti gastronomici, anch’es

stere e 100 aziende nazionali di alta gastronomia. Ci sono premi di cucina, showcooking, forum sul mercato del vino e degustazioni speciali dedicate ai vini premiati e quelli con oltre 10 anni di età …

Un’ alga nelle vigne sostituirà i pesticidi?

Per chi crede nel Bio come me la notizia strepitosa: alga è capace di preservare le vigne contro le malattie da funghi: peronospora, bortrite e mal dell’esca

Di Donatella Cinelli Colombini

Un’alga nelle vigne sconfigge le malattie: brutte notizie per la Bayer che da pochi giorni ha comprato la Monsanto per la piccola cifra di 66 miliardi di Dollari diventando il colosso mondiale dell’agribusiness con il 24% degli agrofarmaci (soprattutto erbicidi) e del 30% di quello delle sementi OGM (Organismi Geneticamente Modificati).

Botrite-addio-arriva-l'alga-nel-vigneto-per-mantere-sana-l'uva

Botrite-addio-arriva-l’alga-nel-vigneto-per-mantere-sana-l’uva

Come nelle favole, questo colosso planetario che sembra stendere le sue braccia tentacolari sopra i campi di tutto il mondo, trova una microscopico oppositore che potrebbe persino sconfiggerla. Una piccola società di Bordeaux che si chiama ImmunRise. Ha scoperto che una microalga che cresce a largo delle coste bretoni e una volta ridotta in polvere, produce una molecola che, in laboratorio, sconfigge le malattie fungine della vite meglio dei pesticidi.

Divorzio Pitt Jolie: che fine farà il loro rosato da Oscar?

A chi andrà lo splendido Chateau Miraval in Provenza, dove Brad Pitt e Angelina Jolie si erano sposati nel 2014 e dove nasce il loro rosato super premiato?

Pitt Jolie rosato da Oscar

Pitt Jolie rosato da Oscar

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

La domanda potrebbe essere più cattiva <<il rosé di Chateau Miraval avrà lo stesso successo commerciale e soprattutto gli stessi riconoscimenti da parte della critica specializzata senza il duo Pitt-Jolie?>>
Due personaggi belli, ricchi e famosi, una grande storia d’amore, 6 figli fra naturali e adottivi con uno stile multietnico che ricorda più gli hippie che la famiglia patriarcale ….. insomma è gente che sbalordisce. Per noi produttori di vino, a tutti gli altri motivi di invidia se ne aggiunge un altro squisitamente

Angelina-Jolie-Chateau-Miraval-2014

Angelina-Jolie-Chateau-Miraval-2014

enologico. Nel 2008 Angelina Jolie e Brad Pitt avevano acquistato per 55 milioni di Dollari, una splendida tenuta in Provenza. Quasi un villaggio aristocratico di edifici nel tipico stile locale che sono stati sapientemente restaurati: 35 stanze, centro benessere con Jacuzzi, piscina coperta, palestra e una sala da incisione che è stata usata dai Pink Floyd e da Sting. Tutto intorno piscine, fontane, laghetti e più lontano oliveti, vigneti e boschi per un totale di 400 ettari. In questo luogo da sogno la coppia più invidiata del cinema mondiale si è sposata nel 2014 coronando quella che sembrava una “favola bella”, lei in abito bianco coperto di piccoli disegni dei figli.

Vita da produttore: cronaca di 3 giorni di-vini

La vita dei produttori di vino pare divertente ma ….. 3 eventi in 3 giorni: Molesini a Cortona, Orcia Doc a San Giovanni d’Asso, Sorsi di Web a Bologna

Molesini-e-Cenerentola

Molesini-e-Cenerentola

Di Donatella Cinelli Colombini

Giovedì 27 ottobre, Cortona. L’Enoteca Molesini organizza una degustazione di Brunello e Doc Orcia Cenerentola. Il vento di tramontana crea un’atmosfera quasi invernale e, quando arrivo, mia figlia Violante ha le mani gelate, ma i clienti sono euforici e sorseggiano i loro calici chiacchierando piacevolmente all’aperto <<sono tutti americani>> mi spiega Marco Molesini <<e da loro bere vino in strada è proibito, per questo qui non ci rinunciano>>. Il successo dell’evento mi lascia basita; siamo a fine stagione e qui è pieno di VIP vestiti semplicemente ma con conti correnti milionari. A cena i 110 posti disponibili nella Locanda del Loggiato sono full booked da giorni e ci sono 50 ospiti in lista di attesa. Il locale è curato nel dettaglio con affreschi sui muri e rose sui tavoli. Ci sentiamo coccolati e quando il tenore comincia a cantare i pezzi d’opera quasi mi commuovo. Molesini è davvero un grandissimo ambasciatore del grande vino italiano nel mondo.

Orcia-Doc-I-produttori-e-i-giornalisti-a-San-Giovanni-d'Asso

Orcia-Doc-I-produttori-e-i-giornalisti-a-San-Giovanni-d’Asso

Back home e il giorno dopo arriva un press tour organizzato dal Movimento del Turismo del Vino della Toscana. Nel castello di San Giovanni d’Asso sede del museo del Tartufo bianco delle Crete senesi la Doc Orcia organizza la degustazione di 11 vini con i produttori che raccontano la propria storia. Violante Presidente di MTV oltre che figlia petulante aveva iniziato a brontolarmi due giorni prima <<11 sono troppi sarà una degustazione mortalmente noiosa>> e io a ripetere <<fidati, si divertiranno>> e infatti i giornalisti rimangono affascinati dalla giovane Doc Orcia rampante e appassionata dove ogni vino è fatto artigianalmente e quindi assume la personalità del produttore.

La telenovela della DOC Bolgheri

Botta e risposta fra Angelo Gaja Pier Mario Meletti Cavallari e Lodovico Antinori sull’allargamento della Doc Bolgheri e un’ipotesi di zonazione

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Doc Bolgheri-Nicolò.Incisa-Piero-Antinori-Lodovico-Antinori-Piermario-Meletti-Cavallari

Di Donatella Cinelli Colombini
Tutto inizia il 7 luglio scorso con un’intervista di Pier Mario Meletti Cavallari presidente della Strada del Vino, pubblicata dal quotidiano “Il Tirreno”. Lo storico fondatore di Grattamacco risponde a una domanda su come soddisfare alla richiesta commerciale di vini Bolgheri che supera l’attuale produzione <<… a mio avviso questo si può fare allargando l’area di produzione alle zone limitrofe, territori come Bibbona e Suvereto>>
La replica di Angelo Gaja  arriva con una lettera aperta << Caro Piermario, avranno sorriso i miei colleghi produttori bolgheresi nel leggere la soluzione che tu proponi per porre rimedio alla crescita della domanda della DOC Bolgheri .

Angelo-Gaja-a-Ca-Marcanda-Doc-Bolgheri

Angelo-Gaja-a-Ca-Marcanda-Doc-Bolgheri

Complimenti a te che conservi un inesauribile sense of humor>>
Stroncatura netta a cui si unisce , con toni più concilianti, anche il Presidente del Consorzio Federico Zileri. Pare tuttavia che qualche disegno politico ci sia e che i sindaci di Bibbona e Suvereto ne abbiano parlato.

Il 7 agosto il quotidiano “Il Tirreno” chiede l’opinione di Angelo Gaja che ribadisce il suo dissenso << si innescherebbe un distruttivo assalto alla diligenza, una bagarre. Nei rari casi in cui i confini della Doc/Aoc sono stati dilatati, il progetto ha sempre soddisfatto le mire dei produttori di grandi volumi, a discapito delle cantine artigiane>> 

Le migliori bollicine rosè del mondo

La giuria di Master of Wine, Master Sommelier e senior buyer per il Global Master di The Drinks business ci presenta le 10 bollicine rosè migliori del mondo

Miglior-bollicine-rosè-del-mondo-Laurent-Perrier-Alexandra

Miglior-bollicine-rosè-del-mondo-Laurent-Perrier-Alexandra

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

La degustazione di The Drinks Business è bendata, comprende vini di tutto il mondo e di prezzo completamente diverso: da sotto 10 Sterline a sopra 200. Alla fine la TOP 10 delle bollicine rosè migliori del mondo è formata da vini italiani, neozelandesi, francesi e sorprendentemente inglesi. Una lista che rivela la forte predilezione dei degustatori britannici per le bollicine con lunghissimo soggiorno sui lieviti, sono infatti queste ultime a dominare la scena. Un gusto che non è il prediletto da noi italiani ma che comunque corrisponde ai TOP spender cioè alla clientela più esigente e disposta a comprare bottiglie costose.
I rosè sono di gran moda. Il loro consumo cresce quasi ovunque, purtroppo la parola quasi si riferisce all’Italia dove invece sono meno richiesti. Gli aumenti più

Champagne-Henriot-Brut-Rosé

Champagne-Henriot-Brut-Rosé

consistenti sono in Regno Unito, Svezia, Canada e Hong Kong e in Francia dove, fra il 2002 e il 2004 ha segnato un +43%. I Francesi sono i maggiori produttori del mondo (31% del totale) ma il successo di questa tipologia è stato così forte che sono stati costretti a importarne ancora. I consumatori di rosato siano i giovani sotto i 25 anni. Con il crescere dell’età questa predilezione cala visibilmente come se il rosato si associasse a uno stile di consumo spensierato e festaiolo tipico dei teenager.
Ecco la classifica The Drinks business che vi invito a leggere nella versione originale, in inglese, dove ci sono tanti dettagli

Trekking urbano nel ponte di Ognissanti fatelo in Toscana

Cammina cammina scopri il bello che c’è in te e intorno a te: trekking urbano a Siena e Asciano, pernottamento alla Fattoria del Colle 28 ottobre –I° novembre

Raffaello?-Asciano-Sant'Ippolito-Trekking-urbano-2016-ponte-di-Ognissanti

Raffaello?-Asciano-Sant’Ippolito-Trekking-urbano-2016-ponte-di-Ognissanti

Di Donatella Cinelli Colombini
Vi aspettiamo nella più bella campagna toscana nel lungo ponte di Ognissanti. Il trekking urbano a Siena e Asciano è un’esperienza che vi emozionerà e vi darà una carica enorme: vi aspettano sorprese incredibili come la prima opera del giovanissimo Raffaello. Alla Fattoria del Colle c’è un programma (nel sito con i prezzi) di assaggi, visite, piccole lezioni di cucina, cene che non troverete in nessun altro posto.
TREKKING URBANO

Ho ideato il trekking urbano nel 2002 quando ero Assessore al turismo a Siena e ora ci sono percorsi di turismo a piedi in ogni città d’arte e persino scarpe per

Brunello-tinaia-Casato-Prime-Donne-programma-ponte-Ognissanti

Brunello-tinaia-Casato-Prime-Donne-programma-ponte-Ognissanti

trekking urbano. Ha successo perché coincide con il modo di viaggiare che piace adesso: fuori dai grandi flussi e dalle strade dove ci sono solo negozi per turisti, a contatto con la vita della gente del posto. E’ la stessa tendenza che fa scegliere di dormire e mangiare nelle case private. Insomma io ho precorso i tempi!
La giornata nazionale del trekking urbano 2016 è, come di consueto, il 31 ottobre vigilia di Ognissanti. Fra le 51 città partecipanti ho scelto le due più vicine (Asciano e Siena) alla Fattoria del Colle per invitarvi a camminare con me, magari facendo base nel mio agriturismo.
Il trekking urbano E’ un turismo salutare perché tonifica i muscoli e rigenera la mente facendo scoprire luoghi e storie che altrimenti rimarrebbero nascosti; le nostre città sono autentici musei a cielo aperto e il trekking urbano le svela come in una caccia al tesoro. Tutti possono praticarlo, a qualunque età, trasformandosi in esploratori e questa volta le scoperte sono davvero tante.

Le disavventure di Donatella nel Tokaj

Quello che ogni wine lover vorrebbe sapere del Tokaj, oro liquido ungherese. Come Donatella Cinelli Colombini è diventata ostile ai vini dolci

Tokaj antiche cantine

Tokaj antiche cantine

TOKAJ
E’ un vino da dessert da uve botritizzate. Viene prodotto nel Nordest dell’Ungheria vicino al confine con la Slovacchia e l’Ucraina. La zona misura circa 70 km2 e comprende una trentina di villaggi di cui Tokaj è la capitale. Il clima è mite grazie ai monti che la proteggono dalle correnti del Nord e il suolo di origine vulcanica è coperto di sabbie fini. C’è la Strada del vino Tokaj-Hegyalja che è, a mio avviso, quella con maggiore potenziale in Ungheria. La vendemmia inizia a settembre per produrre vini secchi, da consumo locale e va avanti fino a novembre con le uve per l’appassimento. Il Tokaj nasce da uve Furmint, Hárslevelü e piccole quantità di

Tokaj Vega Sicilia Oremus

Tokaj Vega Sicilia Oremus

Sàrga Muskotàly che è un moscato bianco. Il blend è alla base della naturale acidità, del contenuto zuccherino e della aromaticità speziata che sono caratteristiche del vino. Il resto lo fa la muffa nobile botrytis Cinerea. La dolcezza del Tokaj azsu è misurata in puttonyos che sono i cestini di raccolta. Oggi evidentemente il residuo zuccherino è valutato dalle analisi di laboratorio ma anticamente il metodo era più empirico e il nome è rimasto ancora oggi. Le cantine solo coperte di Cladosporium cellare, un fungo che genera una muffa simile a un tessuto compatto e soffice alimentato dell’alcol che evapora dalle botti e crea il tipico aroma del Tokaj.

Sito delle cantine aperte: un tormentone web

2° parte sulla comunicazione digitale: sito delle cantine aperte: è difficile essere visibili ma l’assenza è mortale, solo Angelo Gaja può permettersela

Sito-delle-cantine-aperte-caprai-sagrantino

Sito-delle-cantine-aperte-caprai-sagrantino

Di Donatella Cinelli Colombini

Il turismo è particolarmente adatto al commercio elettronico per la sua stessa natura di vendere solo l’immagine dei prodotti e non i prodotti nel senso più fisico del termine. Per questo è presente in internet come nessun altro comparto economico. Anche gli italiani acquistano on line soprattutto viaggi, cioè voli aerei e prenotazioni alberghiere. Il livello tecnico delle proposte virtuali è spesso altissimo in tutti gli elementi della comunicazione: storytelling, digital pr, mobile strategy, social media marketing, web design ….. La competizione per avere visibilità e un’identità ben percepita è dunque fortissima e le nostre cantine, specialmente se medio piccole, fanno fatica partendo dal loro mondo di grappoli e botti.

Sito-delle-cantine-aperte-Frescobaldi

Sito-delle-cantine-aperte-Frescobaldi

Soprattutto perché nel turismo le dimensioni aziendali e la marginalità sul fatturato sono completamente diverse da quelle agricole. Ecco che la scarsità di risorse economiche pesa anche sull’immagine virtuale, che invece avrebbe bisogno di qualcuno capace di intervenire ogni giorno aggiornando il blog collegato al sito, promuovendo notizie e immagini nel social network (Facebook, Twitter, Istagram, YouTube, Google+ ….) secondo una coerente strategia di web marketing corretta anche sotto il profilo SEO.

Le Prime Donne conquistano il NY Wine Experience

Vi porto con me al New York Wine Experience del Wine Spectator la più esclusiva degustazione del mondo fra le più importanti cantine del mondo

Wine-Experience-2016-Donatella-Cinelli-Colombini-seminary

Wine-Experience-2016-Donatella-Cinelli-Colombini-seminary

di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Ci sono lo Champagne Salon, Chateaux Lafite Rothschild, Chateaux Margaux, Opus One, Chateau d’Yquem,
Penfolds… i miti del vino. In mezzo a loro mi sento emozionata come una bambina. Essere invitata alla Wine Experience è sempre stato un mio sogno ma credevo fosse irrealizzabile, come quello di vincere l’Oscar o il Premio Nobel. E invece sono qui e dopo soli 18 anni dalla nascita delle mie cantine.
Angelo Gaja, come sempre affettuoso, mi viene incontro nella sala del Marriott Marquis dove i produttori hanno un tavolo ciascuno per offrire il loro vino. Mi

Brunello-Casato-Prime-Donne-al-Wine-Experience-2016

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abbraccia dicendo <<dovevano invitarti prima, te lo meriti!>>. Ci sono anche Piero Antinori con il Solaia e Lamberto Frescobaldi con il Masseto ma nessuno scatena le reazioni da star di Angelo.
Le cantine francesi hanno spedito tutti i loro vini in cassette di legno e prima dell’ingresso del pubblico lo decantano tutto. Noblesse oblige! C’è da imparare tanto da loro ma c’è anche fra gli italiani chi fa lo stesso, Sassicaia ad esempio.

Tatuaggi del vino

Fra i tatuaggi del vino ci sono quelli che funzionano da alcol test, quelli che evidenziano la passione per il vino oppure sono un nuovo canale di comunicazione

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Di Donatella Cinelli Colombini

Non ho tatuaggi ma guardo con molta curiosità quelli che decorano la propria pelle come aborigeni. Soprattutto ammiro chi ha sull’avambraccio un bel grappolo d’uva e magari un cartiglio con la scritta “I love Wine”. Li ammiro anche perché queste persone portano indumenti sbracciati, anche in inverno, pur di mostrare la loro splendida decorazione. E dire che io avevo escluso la possibilità di usare i tatuaggi del vino come strumento di comunicazione quando degli studenti me lo proposero circa 15 anni fa. Poco lungimirante? Per la verità tutti i docenti della Facoltà di Scienze Politiche di Firenze reagirono allo stesso modo quando un gruppo di giovani ci presentò la tesina sulla comunicazione delle Cantine Frescobaldi che conteneva il tatuaggio. Il solo pensiero della reazione dei Marchesi Vittorio e Bona Frescobaldi fu più

tatuaggio-con-alcol-test

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che sufficiente a escludere la proposta. Ovviamente il progetto di tatuare un brand che contiene lo stemma di un casato storico sulla pelle di autentici sconosciuti è da escludere. Invece l’azione virale che utilizza il tatuaggio è forse meno stravagante di quanto sembri, anzi potrebbe funzionare veramente. Da qualche anno i disegni con grappoli, bottiglie e calici sono sempre più diffusi sulla pelle dei wine lovers. Si tratta di persone, soprattutto donne, dall’abbigliamento vistoso e spesso rokkettaro. Quasi tutte queste persone sono straniere e fanno evidentemente parte di gruppi enofili.

Web e cantine aperte: una scelta obbligata

Web delle cantine: le difficoltà di essere visibili in un mondo virtuale dove il turismo è protagonista e investe tantissimo ma non esserci è mortale

web-e-cantine-aperte-una-scelta-obbligata

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Di Donatella Cinelli Colombini

Nel 2015 Nomisma, ha intervistato 1200 aziende agricole scoprendo che 6 agricoltori su 10 usano internet tutti i giorni per lavoro, il 18% ha lo smartphone o il tablet ma solo una piccola minoranza ha un sito internet. Il dato corrisponde a quello del CNR secondo il quale solo il 5% delle aziende agricole, che sono circa 1.2 milioni, ha un sito ma questa percentuale è nettamente più alta fra le imprese che producono vino.
Se poi esaminiamo la qualità di questi siti vediamo che molti non sono responsive cioè non sono navigabili con il cellulare, quasi tutti hanno evidenti errori nella struttura e nei contenuti per cui non sono indicizzabili. Molti sono solo in italiano e hanno un

web-e-cantine-aperte-una-scelta-obbligata

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caricamento lentissimo con un risultato sgradevole per chi li confronta alle immagini virtuali delle cantine di California, Francia o Sud Africa. Il problema nasce dal livello tecnico insufficiente e dallo scarso aggiornamento di molte agenzie “di campagna” cioè fuori dai centri come Milano o Bologna dove ci sono Università di ingegneria e un fitto tessuto industriale. Il risultato è spesso un sito inadeguato a promuovere il vino e il turismo del vino. BeSharable ha effettuato una ricognizione nelle cantine medie e piccole, cioè in quelle che maggiormente trarrebbero profitto da una buona attività on line scoprendo che il 43% ne aveva piena consapevolezza e voleva attivare nuovi canali di comunicazione web entro il 2015.

Enzima Sommelier

Svelato il segreto delle uve capaci di dare grandi vini da invecchiamento. E’ l’enzima Sommelier che crea il bouquet dei grandi Borgogna e Brunello 

Di Donatella Cinelli Colombini

Nicolas-Navrot-Sommelier-enzima

Nicolas-Navrot-Sommelier-enzima

Enzima Sommelier: svelato il segreto del particolare aroma dei vini invecchiati, il “bouquet du vin”, tanto declamato dagli intenditori, non dipende dall’abilità del produttore ma dall’enzima CYP76F14. Che delusione per noi produttori che credevamo derivasse dal nostro talento! Tuttavia la scoperta può avere una notevole rilevanza e forse innescare qualche rischio.
La scoperta arriva dallo staff del Professor Nicolas Navrot dell’Università di Strasburgo che ha battezzato l’enzima “sommelier” ed ha pubblicato la ricerca nella rivista “New Phytologist”.
In pratica il futuro aroma del vino è già nell’uva. I grappoli che contengono l’enzima sommelier (cioè la proteina che appartiene alla famiglia di enzimi del citocromo P450) daranno vini che, con il tempo, evolveranno i profumi in quelli raffinati dell’invecchiamento mentre, dove l’enzima Sommelier manca, il vino prenderà uno sgradevole odore di decrepito.

Brunello-Cantina-Casato-Prime-Donne

Brunello-Cantina-Casato-Prime-Donne

La spiegazione chimica è difficile da capire (l’enzima trasforma il monoterpenolo linalolo in E-8-carbossilinalolo, che durante l’invecchiamento del vino si converte in un lattone) ma si basa su analisi di molti campioni di uva francese mediante l’uso di cromatografia liquida con spettrometria di massa, quindi ha tutti i crismi della scientificità. Andando sul pratico permette di identificare le uve e le zone in cui questo enzima è più presente nell’uva e quindi nel vino. Questo spiegherebbe perché specifici luoghi come la Borgogna, le Langhe e ovviamente Montalcino hanno vini con una così spiccata vocazione all’invecchiamento che i nostri antenati, in modo empirico ma inequivocabile hanno identificato da secoli.

                                                                       
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