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Cocktail più cari del mondo

Vale la pena spendere 37.500€ per bere un solo bicchiere? Evidentemente c’è chi lo paga e questi sono i tre cocktail più cari del mondo

 

Di Donatella Cinelli Colombini

The Drinks Business non smette di stupire con articoli davvero intriganti. Questa volta elenca i cocktail più cari del mondo. Il prezzo dipende dagli ingredienti che, in certi casi sono il top del top ma il conto è davvero salato. L’articolo ne elenca 10 ma io mi soffermerò sui tre dal prezzo più astronomico invitandovi a leggere l’articolo originale in inglese che è pieno di ironia.

 

PREZZI STELLARI

A me sembrava già molto caro il primo della lista, un Mai Tai originale al prezzo di 1.120 Euro proposto dal Merchant Hotel di Belfast (albergo cinque stelle dove di maggio una camera matrimoniale costa intorno alle 300€ a notte). Caro ma tutto sommato abbordabile se consideriamo che contiene il Nephew Rum che costa 29.000 € a bottiglia e fu usato per la ricetta originale nel 1944.
Questo è il primo cocktail della serie dei 10 più cari del mondo ma vediamo i tre che fanno svenire all’arrivo del conto. Il punto centrale è nel concetto di lusso e di esclusività, il prezzo vale la cornice di stelle che brillano intorno alla scena.

Donatella: no al turismo che fanno tutti

Non fate i turisti, esplorate: l’Italia è piena di tesori da scoprire: arte, artigianato, cibo, vino, paesaggio. No al suvenir tarocco e al turismo da pecoroni

No-al-turismo-che-fanno-tutti

No-al-turismo-che-fanno-tutti

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, Fattoria del Colle

E’ nelle cantine che il viaggiatore esploratore può divertirsi di più. Ovviamente nella Cantina Antinori nel Chianti Classico rimarrà estasiato ma era più che prevedibile. Il divertimento vero è nel cercare qualche gioiello poco conosciuto partendo dal bicchiere e non dal nome scritto sull’etichetta. Insomma cercando fuori dai “soliti noti” .
Il mio lavoro sul turismo mi ha reso allergica ai luoghi “dove vanno tutti”. A me piace esplorare e scoprire cose o persone che emozionano. L’avventura comincia sotto casa, non serve andare in Birmania o sulle Ande basta una qualsiasi delle nostre città d’arte: capolavori, botteghe artigiane, ristoranti, persone, vini ….

Souvenir-per-turisti

Souvenir-per-turisti

Ovviamente a Venezia il livello si alza. Ci sono chiese dove nessun turista entra mai ma c’è un Giovanni Bellini da infarto, oppure calli assolutamente irraggiungibili con ceramiste straordinarie e veri bacari dove finalmente i clienti parlano veneziano. Lo stesso succede a Firenze, Roma, Napoli … ma anche nelle piccole città d’arte la scoperta è più che probabile. Due anni fa andai a un matrimonio a Torrita e quasi per caso entrai nella chiesa di Santa Flora e Lucilla per trovarmi di fronte a due lunette con il Battesimo di Cristo di Donatello e allievi.

Aeroporti e turismo del vino: alleanza possibile?

I Duty free degli aeroporti e la zona ritiro bagagli sono i luoghi strategici per incuriosire al vino e al turismo del vino il viaggiatore che aspetta 

Vino-in-aeroporto-Feudi-di-San-Gregorio

Vino-in-aeroporto-Feudi-di-San-Gregorio

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, agriturismo, Fattoria del Colle
Questa riflessione parte con le notizie sulle vendite dei Duty Free, cioè dei negozi aeroportuali dove non si pagano le tasse, qui vino e alcolici sono la seconda tipologia di shopping. Dopo un periodo difficile hanno ripreso a crescere.
In ogni aeroporto c’è un negozio che vende vini e alcolici, non solo negli hub. La possibilità di portare le bottiglie in cabina è un grosso incentivo allo shopping. Tuttavia anche questo settore ha risentito delle turbolenze degli ultimi mesi: cambi delle monete ballerini con un Dollaro forte e un Euro più debole, terrorismo, nuove leggi sui

Aeroporto-zona-adatta-per-promuovere-il-turismo-del-vino

Aeroporto-zona-adatta-per-promuovere-il-turismo-del-vino

prodotti di importazione in Cina … tutto ha contribuito a contrarre le vendite dei duty free che infatti hanno avuto cali generalizzati. Nel 2015 vino e liquori -2,7%, moda e accessori -3%, dolciumi e gastronomia -4%, tabacco -7%, e orologi e gioielli -10,1%.
Ma le prospettive, almeno per gli alcolici, sono buone anzi ottime, grazie all’accresciuto interesse per questo comparto nel sentiment dei viaggiatori. Essi percepiscono il vino come un prodotto territoriale e quindi capace di raccontare il Paese visitato, uno strumento per portare a casa sapori e atmosfere autentiche della vacanza e quasi di prolungarla.

Felix, un golden retriever in cerca di amici

Felix felice di nome e di fatto, alla Fattoria del Colle accoglie i turisti. Adora gli altri cani e i bambini, le golosità, le coccole e giocare

Felix-goldenRetriever-FattoriaDelColle

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Donatella Cinelli Colombini, agriturismo, ristorante Fattoria del Colle

ll massimo è quando arrivano turisti giapponesi e, con il loro inglese traballante, chiedono <<where is Felix?>>. Felix, il golden retriever della Fattoria del Colle è famosissimo . Tutti i visitatori lo fotografano, lo coccolano e gli mandano i saluti. E’ una celebrità.
I cani dei turisti sono ben accetti alla Fattoria del Colle anche perché Felix li adora. Ama giocare e si lascia letteralmente saltare addosso. L’unico problema sorge con i cani al guinzaglio ma appena vengono sciolti cominciano a divertirsi insieme.

Felix-con-la-famiglia-CinelliColombini

Felix-con-la-famiglia-CinelliColombini

Famiglia 3
Durante la stagione turistica sparisce per intere giornate con i suoi nuovi amici e ritorna dormendo in piedi dalla stanchezza. Ci sono poi dei cani che gli piacciono così tanto da non riuscire a stare senza di loro, Felix si piazza fuori dell’appartamento in cui vivono abbaiando con il suo vocione finchè non gli aprono la porta.
Felix è un golden retriever nato il 24 novembre del 2010 nell’allevamento Antica Etruria di Asciano dove è stato chiamato Valerio, nome che risulta anche nel suo pedigree con quello dei suoi genitori, nonni e i titoli da loro vinti nelle competizioni italiane e straniere. E’ arrivato alla Fattoria del Colle a due mesi subito dopo la morte del mio amatissimo collie Black. Io piangevo guidando, non dormivo la notte ed ho superato la nostalgia per il mio precedente cane solo grazie all’arrivo del cucciolotto biondo. Da piccolo era morbido e peloso ma anche puzzolente perché sganciava puzze capaci di far scappare tutti. 

Enologhe spagnole : le 19 al TOP

Las damas del vino español 19 enologhe spagnole TOP nascono quasi tutte in famiglie storiche del vino. 5 emergenti e 14 affermate ma tutte talentuose

Begoña-Jovellar

Begoña-Jovellar

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, cantina Casato Prime Donne

The Drinks Business continua il suo viaggio nel mondo del vino al femminile portandoci in Spagna, una nazione tradizionalmente maschilista, dove le donne cominciano a emergere dall’ombra. Fra le 20 enologhe selezionate dal prestigioso portale inglese, la stragrande maggioranza nasce in famiglie di produttori storici, poche quelle che sono arrivate a ruoli chiave solo grazie al loro talento ma tutte hanno scelto il mestiere di enologo per passione. << For a woman, getting to the top of your game

María-Larrea-Cune

María-Larrea-Cune

in the male-dominated wine world is hard enough – doing so in a macho country such as Spain is all the more impressive>> per una donna arrivare in alto nel mondo del vino dominato dagli uomini è difficile comunque- farlo in una nazione maschilista com’è la Spagna è davvero impressionante.
Qui riporto qualche notizia i due articoli di The Drinks Business vanno letti
• María José López de Heredia quarta generazione della celebre famiglia di produttori della Rioja, ha rinnovato i vini rossi da lungo invecchiamento tradizionalmente prodotti con una tecnica ossidativa in botte. Nella sua casa c’è un precedente: nel 1886 l’azienda era guidata dalla sua bis bisnonna.

9 vini 2015 con 100 centesimi Robert Parker

Lo spettacolare risultato della vendemmia 2015 di Michel Chapoutier il mago del Syrah della Valle del Rodano che ha 9 vini con 100 punti da Robert Parker

Michel-Chapoutier-100-centesimi-

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Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Cosa rende così eccezionali i vini di Michel Chapoutier? Come ha fatto questo francese con le scarpe sempre sporche di terra, che si presenta alle cerimonie ufficiali con i pantaloni spiegazzati come se andasse a potare … come ha fatto a farsi premiare su 9 vini 2015 con 100 centesimi da Robert Parker –Wine Advocate? Nessuno è mai riuscito in una simile impresa. Significa la perfezione è la versione enologica del nuotatore Michael Phelps che fa piazza pulita di medaglie d’oro a ogni Olimpiade. Un asso piglia tutto.

Michel-Chapoutier-Ermitage

Michel-Chapoutier-Ermitage

Basta ascoltarlo per capire la magia di Michel Chapoutier: l’Ermitage è l’unico vigneto al mondo in cui si vedono quattro ere geologiche dal primario al quaternario. Dal 1808 la natura è rispettata con pazienza e umiltà cercando l’equilibrio: questo significa un rapporto con le viti e la terra che va oltre il biodinamico e diventa una simbiosi fra ambiente, storia e attività umana. La vigna è coltivata con i cavalli e a mano con un’assiduità impressionate. Per Chapoutier la qualità dell’uva è tutto. Conosce le peculiarità di ogni piccola parcella <<qui il terreno trasmette la pietra la grafite invece li è il cassis che emerge>>. Eppure ha trasformato l’azienda in un colosso internazionale con vigneti in Portogallo e Australia con una irrefrenabile ricerca di nuove sfide e di un visionario equilibrio con l’ambiente.

Grandi cantine siciliane vanno forte

Le 28 grandi cantine siciliane valgono 356,5 milioni di Euro +4,42% in un anno. I migliori utili per Cusumano, Donnafugata e Barone Montalto

Le-grandi-cantine-siciliane-vanno-forte

Le-grandi-cantine-siciliane-vanno-forte

Di Donatella Cinelli Colombini, Orcia Doc, Cenerentola

E’ la prima indagine regionale sulla scia di quelle nazionali di Mediobanca e di Anna Di Martino. E’ pubblicata da Cronache di Gusto in un dettagliatissimo articolo che vale la pena di essere letto.
Lo studio mostra le performance economiche delle grandi cantine siciliane, cioè delle 28 imprese enologiche che sviluppano il grosso del business e soprattutto dell’export siciliano. Sono solo il 3,5% delle 800 aziende imbottigliatrici dell’isola ma hanno un business di 356,5 milioni di Euro e segnano un + 4,42% fra il 2014 e il

Marsala-Cantine- Florio-esterno-notte

Marsala-Cantine- Florio-esterno-notte

2015. Esse commercializzano il vino ottenuto dalla propria uva insieme a uva e vino di piccole imprese prive o quasi prive di rete commerciale. Quelle esaminate dal Professor Sebastiano Torcivia sono insomma i locomotori dell’economia enologica siciliana.
E che locomotori!
Ho conosciuto il Professor Torcivia qualche anno fa ricavandone un’ottima impressione e in effetti lo studio appare molto ben fatto e esauriente. Torcivia è il coordinatore del Master Universitario di Primo livello “Manager delle aziende del settore vitivinicolo” dell’Università degli Studi di Palermo.

Sua maestà il Brunello in anteprima

2012 Brunello cinque stelle, 2015 Rosso di Montalcino cinque stelle e cinque stelle per il 2016 appena nato che promette punte di eccellenza mai viste

Violante-e-Alessia-a-Benvenuto-Brunello

Benvenuto-Brunello-2017-Violante-e-Alessia

Da Donatella Cinelli Colombini

Montalcino in grande spolvero festeggia i 50 anni del Consorzio del Brunello con l’inaugurazione della nuova sede nel cuore del centro storico medioevale ma soprattutto con una sequenza strabiliante di vendemmie al TOP. Il nostro Brunello 2012 è già arrivato agli importatori e la risposta è stata entusiastica: ordini a pioggia! Ci aspettiamo grandi risultati anche dal Rosso di Montalcino 2015 imbottigliato a grande velocità dopo che l’annata precedente aveva letteralmente volato.

Benvenuto-Brunello-premiazione-Leccio-d'Oro

Benvenuto-Brunello-premiazione-Leccio-d’Oro

Ma la cosa più entusiasmante è vedere come l’intero gruppo dei 208 produttori di Brunello cresce in qualità e capacità di presentarsi al mercato. Benvenuto Brunello,

alla sua 25 edizione, sente gli anni di una formula un po’ invecchiata, ma è sempre una bellissima festa che ora può contare sul complesso monumentale di Sant’Agostino recuperato all’antico splendore e sul teatro settecentesco degli Astrusi appena restaurato. E’ bello anche questo: sentire che il vino di Montalcino fa festa nei luoghi che ha contribuito a riportare all’originaria bellezza.

Benvenuto-Brunello Enoteca-bd-di-Bruno-Dalmazio

Benvenuto-Brunello Enoteca-bd-di-Bruno-Dalmazio

Certo, è sempre più difficile emergere in un sovraffollato calendario di presentazioni. Se nel 1992 il Brunello inventò la formula delle anteprime dei nuovi vini con una degustazione collettiva per stampa e mercato, ora fanno la stessa cosa decine di consorzi. Anche in Toscana la competizione diventa dura, soprattutto con il colosso Chianti Classico sempre più glamour e capace di mettere in campo eventi spettacolari sfruttando gli spazi della Leopolda e il gemellaggio con lo Champagne.

Festa delle Donne del Vino 2017

La Festa della Donna 2017 inizia con i brindisi delle Donne del Vino sabato 4 marzo. Un evento diffuso in tutta Italia

Festa-delle-Donne-del-Vino-2016

Festa-delle-Donne-del-Vino-2016

Appuntamenti nelle cantine, enoteche e ristoranti con le consumatrici donne ospiti d’onore. Una rivoluzione nel mondo del vino dove gli uomini hanno un ruolo preminente da 8000 anni, primato che ora è insidiato da nuove protagoniste.
<<E’ il primo evento nazionale dedicato alla cultura del vino al femminile e segna l’inizio della Festa della Donna 2017. Sabato 4 marzo, dal pomeriggio>> ha annunciato la presidente delle Donne del Vino,  Donatella Cinelli Colombini, precisando che verranno organizzate << decine di iniziative in ogni parte d’Italia, sul tema “Donne vino e motori”>>.

Festa-delle-Donne-del-Vino

Festa-delle-Donne-del-Vino

Per la prima volta le consumatrici donne saranno le ospiti più attese di tantissimi eventi enoici collegati fra loro a formare un enorme festa nazionale. Segno di un cambiamento sociale nello stile di vita, di consumo ma anche la presa di coscienza del peso femminile negli acquisti enologici. E’ infatti il gentil sesso a comprare la maggior parte del nettare di Bacco. Un protagonismo femminile che riguarda anche la filiera produttiva, sono donne il 35% della forza lavoro agricola, il 28% dei titolari delle imprese rurali e circa il 10% delle posizioni dirigenti. Sempre più donne al timone delle imprese, dunque, e sempre più donne capaci di scegliere e apprezzare le bottiglie migliori come dimostra la loro presenza nei corsi da sommelier dove hanno superato gli uomini.

Doc Toscana Rosso – lettera aperta

Lettera aperta all’Assessore Marco Remaschi e ai Consorzi toscani del vino riguardo alla DOC Toscana Rosso proposta sul “Corriere Fiorentino” 13 febbraio

Buy-Wine-rappresnetanti-consorzi-toscani

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La proposta di una DOC Toscana Rosso arriva da Piero Tantini ex ristoratore che da una decina d’anni importa vino a Sydney e, in questa veste, è intervenuto a Buy Wine 2017 organizzato dalla Regione Toscana al fine di offrire opportunità di esportazione alle piccole cantine della Toscana.
Una pagina intera del Corriere Fiorentino (Corriere della Sera) è dedicata all’intervista di Tantini mentre solo una colonna laterale riguarda i dati economici sul vino toscano.
L’Australia produce ottimi vini e ne importa pochi dall’estero, talmente pochi che mancano persino le percentuali di import dall’Italia e nelle tabelle diffuse dall’ISTAT i dati sull’isola dei canguri vanno a finire in fondo, nella voce “resto del mondo”. Insomma Sydney è un luogo molto periferico rispetto al mercato estero del vino toscano e italiano. Per questo la proposta di Piero Tantini pubblicata a tutta pagina e titolata <<Le divisioni frenano il Chianti E se nascesse il Toscana Rosso?>> appare sovradimensionata rispetto all’entità della fonte. Sembra invece la letterina di qualcun altro indirizzata ai politici toscani, nel momento delle Anteprime, quando il risalto alla proposta è maggiore e scatena un’immediata polemica sulla stampa.

Orcia 7° Doc toscana più citata nei giornali esteri

Klaus Davi presenta la classifica delle denominazioni toscane più citate dalla stampa estera: sorpresa l’Orcia Doc è 7° evviva!

Donatella-Cinelli-Colombini-Anteprime-di-Toscana

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Di Donatella Cinelli Colombini, Fattoria del Colle, Orcia Doc Cenerentola

Nessun vino ha un territorio più bello dell’Orcia e pochissimi hanno il privilegio di presentarsi al pubblico in palazzi straordinari come quello Chigi di San Quirico d’Orcia creato per Papa Alessandro VII che invece non ci venne mai. In questa cornice da sogno c’è la sede ONAV di Siena con una sala da degustazione perfettamente allestita dove, la Doc Orcia spera di veder nascere la sua wine class. Un progetto di valenza turistica che, il 12 febbraio, viene attivato nei confronti di 30 buyer esteri di 13 nazionalità. L’incoming di questi operatori è realizzato da PromoFirenze per conto della Regione Toscana all’interno di Buy Wine, che giunto alla settima edizione, è la più grande iniziativa di internazionalizzazione del vino in Toscana.

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Orcia-Cenerentola-a-BuyWine-degustazione-Piccole-DOC-Toscane

<<Si tratta di una grande opportunità per le piccole cantine dell’Orcia che possono avvicinarsi ai mercati esteri e persino portare gli importatori in visita nella propria realtà produttiva >> spiegano dal Consorzio vino Orcia un’associazione che riunisce 40 delle 70 imprese della denominazione. L’Orcia è nata nel 2000 nella fascia di territorio che si stende fra l’area di produzione del Brunello e del Vino Nobile.

Le bottiglie più care del mondo

Tequila da 3,5 milioni di Dollari e cognac da 2 milioni. Queste le bottiglie più care mai vendute, coperte di platino e diamanti 

 

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Bottiglie più care del mondo – Tequila Ley 925

Di Donatella Cinelli Colombini

Una classifica con prezzi da capogiro in cui ogni goccia di liquido vale migliaia di Dollari. Ecco le bottiglie più care del mondo, quelle che sono state pagate le cifre più astronomiche.

 

TOP TEN DELLE BOTTIGLIE PIU’ CARE

10) 25.000 Dollari Rhum Legacy di Angostura edizione limitata prodotta in occasione del 50esimo anniversario dell’indipendenza di Trinidad & Tobago;

9) 117.000 Dollari Château d’Yquem del 1811, si tratta della bottiglia di vino bianco più cara al mondo. L’intenditore di vino e privato collezionista Christian Vanneque acquistò questa bottiglia presso l’Antique Wine Company di Londra e svolse un’accurata indagine sulla sua autenticità;

Henri IV Dudognon Heritage Cognac Grande Champagne

Henri IV Dudognon Heritage Cognac Grande Champagne

8) 168.000 Dollari Ampoule di Penfolds un’opera d’arte enologica in opere d’arte realizzate a mano in legno e vetro da artisti come Nick Mount, Hendrik Forster, Andrew Bartlett e Ray Lake. Solo 12 bottiglie contenenti cabernet sauvignon prodotto in un vigneto piantato nel 1888;

Bicchieri di formaggio per vino: un caso virale

In pochissimi giorni ha ottenuto 60.000 visualizzazioni, il video che insegna a preparare degli orribili bicchieri di formaggio per il vino da mangiare bevendo

Di Donatella Cinelli Colombini Chianti Superiore Fattoria del Colle

Un successo che lascia tutti di stucco perché il procedimento di produzione dei bicchieri di formaggio è ben noto e proposto in altri video che alla fine prevedono il riempimento con crema ai funghi o altre salse. E’ l’idea del “mangia e bevi” che ha fatto breccia soprattutto fra i giovani millennials, come Lydia, la protagonista della preparazione. Giovani che nel testo di accompagnamento sono chiamati << fancy people>> persone fantasiose.

bicchieri-di-formaggio-per-vino

bicchieri-di-formaggio-per-vino

I veri wine lover storcono la bocca perché il vino va bevuto solo in calici di cristallo bianco senza incisioni e di forma appropriata ma il giovane consumatore, soprattutto nordamericano, più trasgressivo e ama giocare effettuando in casa piccole preparazioni che gli permettono di invitare gli amici offrendo loro qualcosa di insolito. E dunque perché non fare bicchieri di formaggio cheddar per il vino?
Il formaggio cotto, come quello che prende la forma del bicchiere, è estremamente indigesto, penserete voi. Ed è vero ma d’altra parte, il formaggio è uno straordinario esaltatore del vino come ha dimostrato un recente studio del Centre de Sciences du Gout et de l’alimentation di Digione, in altre parole il gusto del vino sembra addirittura migliore se accompagnato dal formaggio e infatti Lydia termina il video con espressioni beate e la frase << this is the best way to enjoy wine and cheese>>.

Champagne: come berlo, istruzioni e piccoli consigli

Niente botto, temperatura, bicchieri e abbinamenti per gustare al meglio le bollicine più famose del mondo: lo Champagne

 

Champagne

Bottiglie di Champagne

Di Donatella Cinelli Colombini

La scelta fondamentale è nel momento di comprare lo Champagne. Le bottiglie esposte in piedi sullo scaffale dei negozi possono essere rovinate. Meglio chiedere <<cosa vi è arrivato di recente?>> e far togliere la bottiglia direttamente dalla cassa di spedizione. Ovviamente questo dovrebbe salvare anche da un altro problema: troppi mesi dalla sboccatura. Chi è abituato a bere bollicine Trento oppure Franciacorta predilige un gusto più fresco e meno “ossidativo”, che è invece apprezzatissimo dai grandi esperti di Champagne soprattutto inglesi.

flûte

flûte da Champagne

 

Per questo è importante che la bottiglia non sia nel magazzino del rivenditore da anni e anni e quindi abbia un’epoca di sboccatura troppo lontana.
Arrivata a casa la bottiglia di Champagne va messa in frigo nella “zona verdure” che ha una temperatura di + 8°C in modo che sia pronta ad andare in tavola. Nel caso invece che la conservazione sia lunga meglio riporla distesa in cantina (10-15°C 80% di umidità).

 

Nuove botti per il Brunello 2016

Febbraio, le nuove botti entrano in cantina per diventare la culla dell’ultima vendemmia del futuro Brunello. Ecco i perché di una scelta importante

Botti-vecchie-che-escono-Fattoria-del-Colle-Toscana

Botti-vecchie-che-escono-Fattoria-del-Colle-Toscana

P1100916Di Donatella Cinelli Colombini, cantina, agriturismo in Toscana

Febbraio è il mese in cui tradizionalmente il futuro Brunello inizia la sua maturazione in botte. C’è tuttavia chi si anticipa, come consigliava il compianto Professor Yves Glories, l’enologo che ha insegnato al mondo intero, come interpretare la maturazione polifenolica dell’uva. Eravamo all’Università di Bordeaux 2, dove lui insegnava, alla fine del gennaio 2001, e io gli feci assaggiare il vino della mia più recente vendemmia, prendendomi una solenne lavata di capo perché non lo avevo ancora messo in botte.
La tradizione montalcinese è tuttavia quella di mettere il vino nei contenitori in legno quando ha completato la fermentazione malolattica ed viene fatto il primo travaso. Per questo, a gennaio, gli enologi consulenti , come la nostra Valerie Lavigne, arrivano nelle cantine e fanno la degustazione totale della nuova vendemmia insieme all’enotecnico interno, nel nostro caso all’enotecnica Barbara Magnani.
E’ un esame molto attento e lento di ogni tino. Analisi di laboratorio, mappe dei

botti-nuove-Adour-tostatura

botti-nuove-Adour-tostatura

vigneti, diari della vendemmia … ma soprattutto l’assaggio conducono alla decisione che segna il destino di ogni partita. Fino a cinquant’anni fa, l’ufficio di Barbara era lo “scrittoio” del Fattore del Colle. E’ una piccola stanza all’ingresso della villa cinquecentesca, da cui il profumo del vino si propaga in tutti gli uffici. Barbara e Valerie siedono una di fronte all’altra con gli schermi dei PC portatili davanti. Entrambe amano la tecnologia e i dati, così come gli appunti di degustazione, sono tutti digitali, niente fogli.

                                                                       
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