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Concorsi del vino con giuria femminile: un boom

I principali concorsi del vino con giuria femminile sono ormai fortissimi: Feminalise, Sakura, Femme et Vins du Monde e Premios Vinoy mujer

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Di Donatella Cinelli Colombini, Casato Prime Donne, Brunello Prime Donne

Sono una novità del nuovo millennio e esprimono il nuovo interesse delle donne per il vino di qualità oltre a una crescente presenza di professioniste donne: produttrici, enologhe, sommelier, giornaliste e altri addetti alla filiera produttiva del vino. Niente femminismo dunque ma solo la volontà di dare più peso al giudizio femminile nella consapevolezza che la maggior parte delle bottiglie di vino, specialmente per uso quotidiano, vengono acquistate dalle donne.
Cominciamo con qualche informazione sui principali concorsi del vino con giuria femminile:

Sakura-concorsi-di-vino-con-giuria-femmiline

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Sakura Japan Woman’s Wine Award è guidato da Yumi Tanabe. Nel 2016 hanno concorso 3.543 vini di 35 Paesi fra i quali 556 italiani. Sta acquisendo un’importanza notevole nel mercato giapponese del vino dove le donne hanno ruoli importanti. L’associazione Donne del Vino è partner di Sakura e due rappresentanti di questo concorso giapponese – Toshiko Takeda, Yumi Tanabe – hanno preso parte a numerosi incontri durante Vinitaly 2016.

Svendita di vini DOC di pregio, si può impedire?

Bottiglie di Franciacorta con prezzo al pubblico di 2,9 €: è un esempio di svendita di vini Doc che danneggia tutte le cantine di un’intera denominazione

Vinarius-contro-la-svendita-di-vini-doc

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Di Donatella Cinelli Colombini, fattoria del Colle

L’occasione di questa riflessione è una lettera aperta del presidente delle Enoteche Vinarius Andrea Terraneo al presidente del Consorzio Franciacorta Vittorio Moretti . La missiva inizia con la frase << è dominio pubblico che si trovi sul mercato del Franciacorta al prezzo di 2,90 euro al pubblico>>. Prosegue raccontando che una svendita simile avvenuta nell’estate 2015 e che gli sforzi del consorzio e delle singole cantine per valorizzare la qualità del vino rischiano di essere vanificati a causa di un singolo episodio che fa << crollare l’immagine di questa denominazione>> perché, come tutti sanno, << prezzo di vendita è uno degli elementi più pregnanti (oltre ovviamente alla qualità) che nell’immaginario collettivo contribuisce ad elevare lo status di prodotto di eccellenza>>.

Franciacorta

Franciacorta

In realtà le bottiglie vendute sotto costo sono risultate provenienti da un fallimento che le ha cedute a 0,9€ l’una. Quindi si è trattato di un caso isolato e non di un’attività continuativa.
Tuttavia le considerazioni contenute nella lettera sono verissime e conducono alla domanda <<quali misure un Consorzio può mettere in atto per contrastare episodi simili?>>.

Sud Africa: uve amare per i contadini neri

Un video danese intitolato “Bitter Grapes: Slavery in the Vineyards” uve amare : schiavitù nelle vigne accusa 5 cantine del Sud Africa

Sud-Africa-vendemmia

Sud-Africa-vendemmia

Di Donatella Cinelli Colombini, Fattoria del Colle, Orcia Doc

Adoro il Sud Africa, i suoi panorami, le sue coste, la sua cucina, i suoi vini … ma non sono razzista e quindi, durante i miei viaggi, mi dava molto fastidio vedere trattori senza cabina dare i trattamenti nelle vigne con il guidatore nero in maglietta che assorbiva per tutto il giorno pesticidi. Anche noi italiani abbiamo i nostri peccati: ricordate i

Sud-Africa-vigneti

Sud-Africa-vigneti

reparti verniciatura FIAT dove, negli anni sessanta, morivano tutti di cancro ai polmoni. Solo che i miei ricordi sudafricani sono di dieci anni fa non di sessanta.
Sono stata sei volte in Sud Africa cercando una cantina con cui fare un accordo di collaborazione che non si è mai concretizzato. Di trattori e trattoristi senza protezioni ne ho visto parecchi e infatti mi dissero che nel settore del vino l’integrazione razziale stentava a affermarsi e per questo il comparto era privo di finanziamenti governativi. La ricchezza dei proprietari, quasi tutti boeri, quasi tutti banchieri o con miniere, e la povertà estrema dei vignaioli neri ha colpito anche Angelo Gaja pochi mesi fa<<Le cantine visitate sono immerse in giardini vasti, ricchi di vegetazione e di fiori, curati da mano d’opera di colore e di bassi salari>>.
La cosa più impressionante tuttavia la scoprii l’anno scorso quando, attraverso l’Ambasciata Sudafricana a Roma venni in contatto con Black Owner Brands BOB, donne nere con picolissime produzioni di vino. Mi raccontarono che gli operai neri impiegati nelle vigne venivano pagati in uva o in vino e diventavano quasi subito alcolisti e violenti. Per questo il governo stava puntando sulle donne nere nella speranza che riuscissero a costruire delle mini imprese e pian piano creassero un comparto enologico alternativo a quello dei bianchi.

Wine Lady: le 3 signore del vino italiano in USA

Wine Lady: Monica Larner, Karin O’Keefe, Alison Napjus assaggiatrici dei vini italiani per Robert Parker-Wine Advocate, Wine Enthusiast e Wine Spectator

Wine-Lady-Monica-Larner

Wine-Lady-Monica-Larner

Di Donatella Cinelli Colombini

Se il mercato del vino americano non è in mano alle donne, poco ci manca! Vi presento le 3 Wine Lady, le donne che assaggiano i vini italiani per le principali testate USA. Sono espertissime, giovani, intelligenti, aperte e sgobbone perché lavorano senza sosta. Monica Larner, Karin O’Keefe, Alison Napjus sono le persone che danno i punteggi sulle bottiglie italiane per i giornali più influenti nel mercato americano Robert Parker-Wine Advocate, Wine Enthusiast e Wine Spectator. I loro rating aprono le porte dei monopoli canadesi fanno entrare nelle carte dei vini dei ristoranti più esclusivi, aiutano le cantine nelle trattative coi loro importatori. Insomma sono il trampolino di lancio del successo.
Conosciamo dunque più da vicino queste 3 wine lady.

Kerin-O'Keefe-Wine-Lady

Kerin-O’Keefe-Wine-Lady

MONICA LARNER
Monica Larner è una californiana che vive a Roma. Nasce in una famiglia in cui vino e cinema convivono da anni e fu proprio per le riprese della serie televisiva “World War II” che arrivò in Italia nel 1983. La sua vita è proseguita fra la cantina di famiglia nel Ballard Canyon a Santa Barbara (California) e il giornalismo che ha studiato nelle università di Boston e New York. Nella sua vita professionale ci sono esperienze ai quotidiani La Repubblica e Herald Tribune, il corso da sommelier AIS, molti libri sull’Italia e un’immenso archivio fotografico di 50.000 immagini.

Buon Natale

Buon Natale. L’augurio per me, per voi, per tutti è di diventare più buoni, più pazienti, più affettuosi, più altruisti perchè così saremo anche più felici

Donatella Cinelli Colombini

Buon-Natale

Buon-Natale

E’ Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
E’ Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
E’ Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.

Addio Livio Felluga, triste Natale del vino del Collio

Livio Felluga, patriarca dei produttori friulani è morto a 102 anni nella sua casa di Brazzano accanto alla moglie, i figli e i nipoti

Di Donatella Cinelli Colombini

Livio Felluga

Livio Felluga

E’ morto nella notte fra il 22 e il 23 dicembre ma la notizia è stata diffusa dopo il funerale che si è svolto in forma riservatissima nell’Abbazia di Rosazzo. Schivo fino all’ultimo, Livio Felluga se n’è andato in silenzio come solo i grandi Uomini sanno fare.
Ora tutto il mondo del vino lo piange e lo rimpiange per l’esempio di coraggio e capacità che ha dato nel corso di una vita lunga e sempre operosa.
Primogenito di una famiglia di vignaioli di antica tradizione torna dalla prigionia in Scozia dopo la seconda guerra mondiale e trova le colline del Collio in abbandono. Visionario nel rimanere attaccato alla terra all’epoca del miracolo economico e della fuga dalle campagne, Livio Felluga compra i suoi primi campi a Rosazzo e vi pianta

famigliaL.felluga

famigliaL.felluga

vigneti, uno dopo l’altro, fino ad averne 155 ettari e fino a affermare Rosazzo come uno dei terroir d’eccellenza mondiale per la produzione del vino. La sua fede nel vigneto del Collio è evidenziata dalla carta geografica, quasi una mappa del tesoro, che orna le sue bottiglie. Il suo intuito ma soprattutto la capacità di wine maker lo portano, nel 2009 a ricevere la laurea honoris causa dall’Università di Udine che lui commenta con modestia << Ma cosa ho fatto di grande?>>.

Vivino: se lo usi ti dirà cosa bere

CellarTracker Snooth e Vivino questi i più forti portali di recensioni sul vino. Ma se guardiamo la classifica assoluta dei siti sul vino vince Wine Searcher

Vivino

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Di Donatella Cinelli Colombini

E’ la possibilità di inquadrare la bottiglia con il telefonino e accedere immediatamente alla scheda di ogni bottiglia, con i voti e i prezzi, che ha messo il turbo a portali come Wine Searcher o Vivino.

Wine Searcher fornisce notizie in inglese, francese, tedesco, italiano, spagnolo, giapponese e cinese. A lui il gradino più alto della classifica di Cellarer 2015 sulla popolarità dei siti del vino. Un risultato sensazionale che premia il portale neozelandese contenente i prezzi di 8.948.204 bottiglie in 76,484 rivendite di tutto il mondo.

wine-searcher-fornisce-giudizi-e-prezzi-del-vino

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La principale differenza fra Wine Searcher e Vivino è che il primo usa la valutazione dei wine critics più importanti di ogni Paese mentre Vivino si basa sui giudizi dei consumatori. C’è un’incredibile voglia di esprimere voti ha detto a Heini Zachariassen, fondatore di Vivino <<Ora la media è di 300 mila al giorno, con picchi di 1,2 milioni come nel giorno di Natale dell’anno scorso>>. Vivino ha un approccio molto tecnologico con i suoi utenti, anche nella proposta commerciale. E’ da qui che arriva l’ultima novità: in base alle etichette fotografate o recensite dal cliente presto egli verrà profilato e gli verranno proposte in acquisto le bottiglie adatte al suo gusto personale.

Marketing delle cantine aperte

I segreti dell’accoglienza in cantina, un manuale pratico su come trasformare i sotterranei di Bacco in top wine destination

Marketing-delle-cantine-aperte

Marketing-delle-cantine-aperte

Di Donatella Cinelli Colombini

Quando ho inventato l’evento Cantine aperte, nel 1993, i turisti non riuscivano a visitare le aziende del vino italiano, che erano quasi tutte chiuse. Oggi invece il numero di quelle accessibili, tutto l’anno, ha superato le 20.000.
Sono aperte dunque, ma sanno offrire, ai visitatori, un’esperienza unica e indimenticabile del mondo del vino? In altre parole sono solo aperte oppure sono diventate wine destination?
Il mio nuovo libro insegna esattamente questo: come portare al successo turistico la propria azienda enologica e come diventare professionisti dell’incoming fra le botti.
Marketing delle cantine aperte ( Agra Editrice pp. 144 € 18 può essere acquistato dall’editore tel. 06/44254205, e-mail info@agraeditrice.com) è un manuale facilmente comprensibile ma densissimo di informazioni su come organizzare il punto vendita e le degustazioni turistiche, trovare agenzie che organizzano wine tour e proporsi in modo convincente. Spiega perché alcuni luoghi rimangono sempre nel cuore e nella mente dei visitatori e altri no; perché il linguaggio verbale e non verbale di chi li accompagna è determinante per ottenere il risultato positivo.

Donatella-Cinelli-Colombini-e-Violante

Donatella-Cinelli-Colombini-e-Violante

Su diversi argomenti della pratica aziendale scende molto nel dettaglio spiegando, ad esempio, come partecipare efficacemente a una fiera o a un workshop.. ci sono inoltre informazioni a carattere generale che servono a dare uno scenario all’accoglienza dei turisti in cantina e a rendere consapevoli della concorrenza mondiale in uno dei segmenti più performanti dell’intero comparto turistico.
Sono tuttavia le linee guida sul modo di progettare, gestire e portare al successo l’incoming enoturistico la forza del manuale di buone pratiche in cui ho trasferito tutte le sue conoscenze. 25 anni di letture, viaggi ma soprattutto di esperienze dirette nelle mie due cantine con organico interamente femminile, cantine che erano come tantissime altre e in pochi anni sono diventate destination.
Il libro fa parte della collana “Idee e strumenti per il marketing” di Agra Editrice che comprende anche un altro mio libro “Il marketing del turismo del vino”, pubblicato nel 2007.

Brunello 2012 cinque stelle da sogno

Grandissima vendemmia per il Brunello e per il Casato Prime Donne dove i vigneti danno il meglio di sé proprio nelle annate calde

Brunello-di-Montalcino-2012-Casato-Prime-Donne

Brunello-di-Montalcino-2012-Casato-Prime-Donne

Il Casato Prime Donne apparteneva agli antenati di Donatella Cinelli Colombini già alla fine del Cinquecento quando pagavano le tasse per la sua coltivazione. Veniva usato per la caccia e la luna di miele e, per quattro secoli, non è mai stato venduto ma è passato in eredità da una generazione all’altra.

Dal 1998 è la prima cantina italiana con un organico interamente femminile, sono donne le cantiniere, le addette al commerciale e all’accoglienza turistica. I vini del Casato Prime Donne sono esportati in 34 Paesi del mondo e godono di ottimi rating da parte della critica internazionale più importante.

Brunello-di-Montalcino-Casato-Prime-Donne-2012

Brunello-di-Montalcino-Casato-Prime-Donne-2012

Il Brunello 2012 proviene da 16 ettari di vigneto intorno alla cantina in cui sono coltivate solo piante di Sangiovese. La cura delle viti è manuale –potature, stralciature, spollonature, legature, diradamenti e vendemmia – da parte di una squadra di otto vignaioli espertissimi. Il Casato Prime Donne si trova nella zona Nord del territorio di Montalcino quella più fresca che ha avuto maggiori benefici dal global warming e, particolarmente in annate calde e siccitose come il 2012, si esprime a livelli di assoluta eccellenza. Nel comprensorio del Brunello la vendemmia 2012 è stata giudicata degna del massimo punteggio di 5 stelle
TIPOLOGIA: rosso secco.
Z0NA DI PRODUZIONE: Toscana, Montalcino, Casato Prime Donne

Dopo Parker in Australia e fra i wine critics

C’è chi celebra il vino dopo Parker con grida di gioia e chi continua a essere influenzato dal grande Robert ma oggi tutti i punteggi contano meno di prima

Monica-Larner-Robert-Parker

Monica-Larner-Robert-Parker

Di Donatella Cinelli Colombini

Dopo Parker   Il portale The Drinks Business, sempre attentissimo a tutto quello che succede nel mondo del vino e della birra ha pubblicato un’intervista al Master of Wine Chris Hancock (Robert Oatley Vineyards nella New South Wales in Australia) soprannominato Mr Chardonnay per aver diffuso questa varietà nella terra dei canguri all’inizio degli anni ‘80. Un articolo che stimola alcune riflessioni.
La frase che mi ha colpito è << We have just about lost all of the jammy, alcoholic, heavy, dead skin Shirazes that are Parker pleasing palate killers, which is an hallelujah moment. Instead, we’re moving towards lighter, brighter more interesting

Robert Oatley Vineyards

Robert Oatley Vineyards

wines from quality producers>> Sono meno frequenti tutte le caratteristiche preferite da Parker nel Shiraz – confettura, alcol, pesante estrazione dalle bucce dell’uva – è un momento di giubilo. Invece ci stiamo orientando verso vini più leggeri e brillanti che interessano di più ai produttori di qualità. Anche l’Australia, dunque, cambia rotta e dopo essersi affermata con vinoni monumentali caratterizzati da quantità esagerate di polpa, legno e alcol, per cui davano l’impressione di doverli masticare anziché bere, sta ricercando l’identità attraverso una nuova attenzione per le vigne.

Biondi Santi: alleanza finanziaria

Teniamo alta la bandiera del Brunello e di Biondi Santi. Questa famiglia racchiude la storia del vino di Montalcino

Franco-Biondi-Santi

Franco-Biondi-Santi

Di Donatella Cinelli Colombini

Dopo la morte di Franco Biondi Santi, nell’aprile 2013, le voci sulla vendita della sua tenuta del Greppo a Montalcino, cuore storico del Brunello, sono progressivamente aumentate. All’inizio i dubbi riguardavano principalmente le intenzioni della vedova e principale erede Maria Flora, che i familiari chiamano affettuosamente Boba. Donna di grandissima classe, aveva affiancato Franco Biondi Santi in una instancabile opera di valorizzazione del vino con viaggi in tutto il mondo. Era lei a ricevere gli ospiti al Greppo con raffinata eleganza. Dopo essere rimasta sola appariva provata dal dolore e dalle preoccupazioni di una gestione aziendale complicata dalla necessità di accordarsi con i figli Jacopo e Alessandra. Con il passare dei mesi sono state proprio le divergenze di vedute all’interno della famiglia la criticità di cui “radio vigna” parlava con più insistenza. Per tutto il 2016 le voci sugli elicotteri dei potenziali acquirenti che scendevano nei prati in prossimità della Tenuta del Greppo si susseguivano: Prada, gruppo LVMH …. Venivano sussurrate anche le cifre offerte, tutte molto molto sopra

Brunello-Biondi-Santi-Tenuta-Greppo

Brunello-Biondi-Santi-Tenuta-Greppo

i cento milioni di Euro. Vere o fantasiose, le voci sembravano indicare la ricerca di accordi per la vendita della proprietà e questo preoccupava tutti gli abitanti di Montalcino e gli appassionati del Brunello. La tenuta dei Biondi Santi non è un luogo come gli altri; è il simbolo stesso della storia del vino. Qui nel 1865, un nobiluomo colto e intraprendente, Clemente Santi, provò a vinificare in purezza l’uva di sangiovese acclimatata da secoli nella zona, scoprendo che produceva un vino di straordinaria longevità. Un vino capace di sfidare il monopolio francese dei grandi rossi bordolesi e borgognoni. Un vino che i discendenti di Clemente Santi hanno tenacemente continuato a produrre nonostante la fillossera, le guerre e le tante difficoltà di operare in un angolo di Toscana dove, fino a cinquant’anni fa, si arrivava solo con strade sterrate.

Daniele Cernilli a Fiorano, memorie di un super assaggiatore

Uno dei luoghi più affascinanti del vino italiano: Fiorano dei Principi Buoncompagni Ludovisi nei ricordi di giovanili di Doctor Wine Daniele Cernilli

Daniele-Cernilli

Daniele-Cernilli

E’ una storia meravigliosa, piena di poesia e di passione per il grande vino. Daniele Cernilli l’ha scritta per il suo blog Doctor Wine e per il libro “I Racconti (e i consigli) di Doctor Wine” (Einaudi 2014, pp 344 € 18,50). Narra delle sue conversazioni con Luigi Veronelli e delle sue zingarate alla scoperta di bottiglie da sogno. Leggetelo e poi continuate a seguirlo sul suo blog. Daniele è un grande che ha incessantemente lavorato per la diffusione della cultura del grande vino in Italia.
Grazie di avermi permesso di diffondere questo tuo meraviglioso racconto Daniele
Donatella Cinelli Colombini
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A chi ha meno di cinquant’anni il nome di Fiorano ricorda più la pista di collaudo delle Ferrari che i vini di una tenuta alle porte di Roma. Eppure quando Veronelli

Fiorano-nei-racconti-di-Daniele-Cernilli

Fiorano-nei-racconti-di-Daniele-Cernilli

pubblicò il suo primo Catalogo Bolaffi dei Vini del Mondo, nel lontano 1968, le cantine laziali nominate erano solo due. Torre Ercolana ad Anagni, di proprietà del Maestro Luigi Colacicchi, ed, appunto, Fiorano, del principe Alberico Boncompagni Ludovisi. Quando dieci anni dopo lessi della cosa chiamai subito Elio Mariani, giovane proprietario del ristorante Checchino dal 1887 a Testaccio, davanti al vecchio mattatoio di Roma, e mio compagno di “zingarate” enologiche dell’epoca e gli chiesi che cosa ne sapesse di quel vino. “Mio padre Sergio ne aveva comprate delle bottiglie, ne devo avere ancora qualcuna in cantina, forse del 1958, vieni che la apriamo”.

Cinghiali e caprioli: la lotta continua

Ungulati in Toscana: a rischio il turismo in campagna, non solo le vigne e le culture, causano 3 incidenti al giorno e persino i boschi non ricrescono

capriolo-per-strada

capriolo-per-strada

Di Donatella Cinelli Colombini, Doc Orcia 

Il problema cinghiali e caprioli è sempre più grave. Cosa stiamo aspettando, che una cinghialessa mangi la mano a un bambino inglese che tentava di carezzare un cucciolo? Oppure che una star di Hollywood muoia in un incidente causato da un capriolo, mentre guidava in mezzo ai vigneti?
Stiamo aspettando uno scandalo di proporzioni mondiali per intervenire contro i 450.000 ungulati che popolano la campagna toscana?
Sembrerebbe di si visto che, secondo le disposizioni arrivate dalla Regione

cinghialessa-con-10-figli-in-città

cinghialessa-con-10-figli-in-città

Toscana, le cacciate ai cinghiali devono usare un solo cane (liniere) e avvenire solo in due giorni la settimana ma mai nei week end. In questo modo i cagnetto solitario stana pochi cinghiali e quei pochi hanno altissime probabilità di farla franca perché davanti hanno solo pensionati. Perfetto!
Se l’assessore all’agricoltura vuole dimezzare la sovrabbondante fauna selvatica della Toscana, come ha più volte dichiarato, deve intervenire in modo più deciso e soprattutto usare la consulenza di altri enti oltre all’ISPRA (Istituto Nazionale per la Ricerca e Protezione Ambientale), come ha chiesto anche il Consiglio Regionale con la mozione del 14 settembre 2016.

I Vini da meditazione più cari del mondo

Porto, Madeira e Sherry, Jerez, Marsala … i vini fortificati o liquorosi stanno tornando di moda e nelle serie esclusive, molto vecchie hanno prezzi da capogiro

Companhia-vinicola-da-madeira

Companhia-vinicola-da-madeira

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne
Stanno tornando di moda. I fortificati o liquorosi sono i vini da meditazione, cioè quelli che vanno sorseggiati lentamente perché sprigionino un’enorme complessità intensa, avvolgente e molto persistente. Sono serviti in piccole quantità, fuori dai pasti, magari davanti al camino e fumando un sigaro. Dopo aver raggiunto il successo nell’Ottocento, i vini liquorosi, hanno poi avuto un periodo di eclissi finché intorno al 1980 la loro qualità è tornata a crescere e con essa l’apprezzamento della clientela. Una rinascita consacrata, lo scorso anno, dal primo posto nella classifica TOP 100 del Wine Spectator per il Dow’s Vintage Porto 2011 con un giudizio di 99/100.
I vini fortificati o liquorosi vengono aggiunti di alcool o acquavite durante o immediatamente dopo la fermentazione delle uve. Il carattere dolce di molti di essi dipende infatti dall’azione inibitrice dell’alcol sui lieviti e dal conseguente blocco della fermentazione. Segue una maturazione in fusti di legno scolmi per favorire l’ossidazione. Il risultato è una straordinaria longevità e un gusto intensissimo e complesso. Vengono serviti prima o dopo i pasti spesso accompagnati da terrine di fegato o di cacciagione oppure formaggi erborinati.

Barbadillo Versos 1891 Amontillado Sherry.

Barbadillo Versos 1891 Amontillado Sherry.

I vini liquorosi sono dunque delle vere prelibatezze da intenditori gourmet. In un panorama che è già quello di vini cari, Wine searcher ci propone le bottiglie più spettacolari per età e prezzo
1. Compania Vinicola da Madeira CVM Terrantez Vendemmia 1795, Portogallo. L’età del vino ne giustifica il prezzo: 10.557 Dollari. E’ bene ricordare che Wine Searcher compone le sue classifiche sulla base di vini che compaiono in almeno 5 delle 72.705 rivendite collegate al portale. Si tratta dunque di vini realmente in commercio e non di pezzi unici.

Vino sartoriale cioè fatto su misura del cliente

Si chiama Vinfusion ed è rosso prodotto per ogni singolo cliente. Un vino sartoriale fatto sul momento mescolando 4 tipologie di vini fra cui un moscato dolce

Sajith-Wimalaratne-Vinfusion-vino-sartoriale

Sajith-Wimalaratne-Vinfusion-vino-sartoriale

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino  Casato Prime Donne

E’ la solita diatriba, direte voi, fra chi vuole fare un vino adatto al mercato e chi invece, cerca di portare all’eccellenza le potenzialità della vigna. Ebbene, qui si va oltre e ancora una volta la proposta arriva dalla Gran Bretagna, cioè da una nazione tradizionalmente orientata al mercato perché, fino a pochi anni fa, non aveva vigneti e quindi stentava a riconoscersi nelle logiche di cui rispetta i caratteri naturali dei frutti della terra.

vinfusion

vinfusion

Sta di fatto che a Cambridge, nel cuore dell’università più forte del mondo in materia di matematica e informatica, nasce un device battezzato Vinfusion. I cervelli di questa invenzione sono nell’International business and science group Cambridge Consultants con uffici in the UK, Boston e Singapore.
<<Vinfusion delivers a wine personalized to individual taste from four pre-determined wines>> Vinfusion fornisce vini personalizzati sul gusto di ogni singolo cliente usando 4 tipologie predeterminate, spiega il manager del team Sajith Wimalaratne, un nome fa pensare all’India, altro Paese che non produce vino e anzi manca di un consumo diffuso.
In pratica Cambridge Consultants ha analizzato i caratteri organolettici di vini di tipologia differente selezionando quelli base: Pinot Noir, Shiraz, Merlot e Moscato dolce.

                                                                       
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