Donatella Cinelli Colombini Tag

Le 13 donne del vino più toste del mondo

Fra gli esempi di enologia in rosa scelte da Glamour 5 italiane: Karoline Walch, Dominga Cotarella, Cristina Ziliani, Roberta Bianchi e Francesca Bonfadini

Dominga Cotarella Donne del vino scelte da Glamour

Dominga Cotarella Donne del vino scelte da Glamour

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne
Glamour” è un rotocalco fashon della Condé Nast che presenta bellezza, celebrità, matrimoni, salute e donne del vino …. Tante immagini e pochissimo testo con la nuova tecnica di comunicazione basata sulle foto e i video. C’è di tutto dalla visita di Watch Kerry Washington e Sarah Jessica Parker alla Casa Bianca per parlare di donne e farsi la foto di copertina insieme a una spiritosissima e truccatissima Michelle Obama. La first Lady è talmente alta che le altre hanno bisogno di salire su delle scatole per essere allo stesso livello.

Walch Donne del vino scelta da Glamour

Walch Donne del vino scelta da Glamour

E’ qui che fra trucchi, spiritosissimi video sull’evoluzione storica della biancheria intima e tanti, ma proprio tanti matrimoni con foto persino dello stesso giorno, troviamo (grazie a WineNews) le 13 donne del vino più toste del mondo. In questo spazio modaiolo e super visual la presentazione è decisamente forte << And while a vineyard can seem very far from the boardroom, female winemakers face many of the same obstacles and ostracism that their desk-dwelling counterparts do>> mentre le vigne sembrano lontane dalle stanze dei consigli di amministrazione, le produttrici donne si trovano davanti gli stessi ostacoli e lo stesso ostracismo delle donne che lavorano negli uffici.

La puzza di tappo ha i giorni contati, finalmente

Il naso elettronico di Amorim e quello da applicare alle imbottigliatrici scarteranno i tappi difettosi metteranno forse la parola fine alla puzza di tappo

puzza di tappo, metodo Amorim per scartare i sugheri difettori

puzza di tappo, metodo Amorim per scartare i sugheri difettori

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

La pestilenziale puzza di tappo deriva dall’uso dei pesticidi e degli erbicidi insomma è un regalino che ci arriva dall’uso della chimica in agricoltura. Infatti la molecola responsabile, il tricloroanisolo TCA è un derivato dal triclorofenolo che è arrivato nella natura a partire dagli anni ‘Sessanta. Bastano due parti per trilione per appestare l’acqua. Per la verità il TCA agisce sui centri nervosi di chi avvicina il naso al bicchiere e inibisce la percezione degli odori creando il noto fastidiosissimo effetto, per questo, più che una puzza è il blocco dell’olfatto, ci che viene percepito. Tuttavia è qualcosa di repellente che le industrie produttrici di tappi cercano di eliminare da anni. Ed ecco che nella nazione produttrice il 45% di sughero mondiale, il

querce da sughero

querce da sughero

Portogallo, e nella fabbrica che produce di più tappi, Amorim, nasce finalmente la soluzione: il naso elettronico NDtech®, che scarta tutti quelli difettosi. Un gascromatografo effettua analisi velocissime che permettono di verificare i tappi senza rallentare il processo produttivo. 10.000.000 Euro in investimenti e finalmente è arrivata la certificazione della Geisenheim University, e di The Australian Wine Research Institute (AWRI).
Ovviamente il problema della puzza di tappo riguardava solo i tappi monopezzo, quelli dei vini di pregio, perché nei tappi tecnici, quelli fatti con trucioli agglomerati, era già risolto da anni. In questo tipo di chiusure meno prestigiose i problemi sono eventualmente legati ai prodotti usati per tenere insieme i granelli di sughero. In base alla mia esperienza, i tappi tecnici DIAM sono nettamente superiori agli altri, anche se, sono piuttosto cari.

Il vino n°1 al mondo è La Tâche di Romanée-Conti

Ha una reputazione enorme ma siamo certi che La Tâche sia il vino n°1 al mondo oppure è Tetrus o Salon? E esiste davvero un primato calcolabile a punti?

1° vino al mondo La Tâche di Romanée Conti

1° vino al mondo La Tâche di Romanée Conti

Di Donatella Cinelli Colombini , Brunello, Casato Prime Donne

Nell’epoca della “società liquida” teorizzata da Zygmunt Bauman e descritta come la crisi ogni certezza e dell’apparire a tutti costi … l’arrivo della super classifica mondiale di Wine Lister fa sorridere, soprattutto perché cerca una precisione matematica – addirittura in millesimi- che nella realtà non esiste. C’è poi qualcosa in questa formula che punta alla sovraesposizione, al primato a tutti i costi, che richiama immediatamente alla mente i talent show televisivi.
Tuttavia esistono effettivamente dei vini circondati da un’aurea quasi magica, storie straordinarie, clientela di altissimo livello e soprattutto un’immutabilità che sfida il tempo come le certezze assolute. …. Insomma si tratta di icone che durano da secoli. Sono proprio i vini su cui si concentra l’attenzione di Wine Lister. Vediamo i 3 del podio.

Petrus

Petrus

Di Romanée è nota la contesa che nel 1760 oppose l’amate e il pupillo del Re di Francia Luigi XV – Madame de Pompadour e Louis Francois di Borbone Principe di Conty- per accaparrarselo. Vinse lui e il nome del domaine cambiò in Romanée Conti. La Tâche si unì agli altri vigneti di questa prestigiosa proprietà dopo la rivoluzione francese e costituisce il cuore del vigneto forse più prezioso del mondo: secondo Slow Food ogni acino costa 16€.
Ma anche Petrus è qualcosa di sacrale con i suoi 11,4 ettari di misterioso terreno argilloso dove nasce il Merlot perfetto. Ricordo che rimasi sorpresa dalla piccola dimensione delle sue cantine ma ora accanto al celebre edificio con le arcate c’è la nuova cantina progettata da Herzog & de Meuron gli architetti svizzeri dell’Allianz Arena di Monacoe del National Stadium di Beijing. Lo Champagne Salon, Come dire, li è tutto al massimo!

Il turismo del vino e il vino impara dal turismo

Il turismo può insegnare molto al vino e soprattutto al turismo del vino perché è più grande veloce e comunica in modo più innovativo. Vediamo cosa c’è di nuovo

Turismo del vino al Casato Prime Donne e alla Fattoria del Colle Toscana

Turismo del vino al Casato Prime Donne e alla Fattoria del Colle Toscana

Turismo del vino- Terrina di Chianina - Brunello Prime Donne

Turismo del vino- Terrina di Chianina – Brunello Prime Donne

di Donatella Cinelli Colombini Montalcino Casato Prime Donne

Il più grande gruppo mondiale del vino, la Costellation Brand ha un fatturato di 2.078 milioni di Euro. Nel panorama del vino sembra un gigante ma se confrontato al maggior player alberghiero appare un nanetto: il nuovo gruppo, nato dalla fusione di Starwood e Marriott, ha un business di 20 miliardi di Dollari cioè è dieci volte più grande della Costellation.
Il turismo è un settore enorme e velocissimo che anticipa le tendenze e quindi è giusto guardarlo con attenzione. In questo senso va letta la classifica che vede la Cina al primo posto fra i Paesi generatori di fatturato turistico con 164 miliardi pari al 13% del totale del business. La Cina non è ancora il maggiore mercato del vino ma sta scalando la classifica esattamente come ha fatto nel turismo.
L’Italia è la destinazione turistica più desiderata nel mondo ma, se andiamo a vedere i risultati concreti si piazza solo al 5° posto per arrivi di turisti esteri con 48 milioni di viaggiatori che varcano i confini. In altre parole siamo un Paese più attraente ma poi non riusciamo a portare “a casa” i turisti. Mancano rotte aeree, porti, linee di treni ad alta velocità, autostrade, un sistema di promozione turistica efficiente….
Avviene esattamente come con il made in Italy, un brand che fa arricchire i produttori di italian sounding più delle nostre imprese agroalimentari. Ovviamente le dimensioni sono diverse, il business turistico italiano vale 67 miliardi che diventano 165 con l’indotto mentre Il vino tricolore ha un giro d’affari di 9,4 miliardi di cui 5 venduti all’estro. Un granello in confronto al turismo! Tuttavia la situazione è simile, un enorme potenziale che non si trasforma in sviluppo.

La vendetta vignaiola è il taglio delle viti

Sembrano storie antiche ma sono invece di pochi giorni fa: 7000 viti di Lugana tagliate una per una di notte con le cesoie. Non è l’unico caso

taglio delle viti, la vendetta

taglio delle viti, la vendetta

La vendetta vignaiola ha ancora un rituale antico: il taglio delle viti durante la notte. E’ la vendetta di chi vuol rimanere nascosto ma desidera che tutti sappiano quanto è odiato il suo nemico. Raffaello Ceschi autore del saggio “Nel labirinto delle valli, uomini e terre di una regione alpina, la Svizzera italiana”, descrive la vendetta ai danni dei signorotti locali mediante il taglio delle viti, come una pratica diffusa ancora alla metà dell’Ottocento.

Una vendetta faticosa perché tagliare settemila viti a mano con le cesoie, per non farsi sentire, è un lavoro enorme che richiede una forza e un allenamento da campione olimpionico; specialmente se il “vendicatore” ha agito senza complici in

Luciano Ricchelli dopo il taglio delle viti

Luciano Ricchelli dopo il taglio delle viti

modo da ridurre il rischio di venire scoperto. Eppure l’episodio di cui, il 15 maggio, è stato vittima Luciano Ricchelli di Pozzolengo non è un caso isolato (ringrazio Lori Iannuzzo per avermelo segnalato)
Lo scorso novembre a Ormelle nei terreni della famiglia Gaiotto furono tagliate 200 viti di Glera usate per la produzione di Prosecco e 100 viti di Pinot Grigio in due diversi vigneti degli stessi coltivatori diretti. Nel 2010 i Gaiotto avevano subito un altro atto vandalico, con il taglio dei fili di un intero vigneto. <<Le mie viti tagliate per invidia>> ha detto il vignaiolo facendo riferimento ad alcune diatribe riguardanti i rifiuti abbandonati lungo il Piave.

La battaglia del Riesling: Mosella o Alsazia?

Ovviamente il Riesling è tedesco ma anche l’Alsazia era tedesca fino al Settecento. A confronto le due zone principali del Riesling: la Mosella e l’Alsazia

Riesling alsaziano Zind Humbrecht vigneti biodinamici

Riesling alsaziano Zind Humbrecht vigneti biodinamici

Di Donatella Cinelli Colombini

Quale preferite? Il Riesling più corposo francese o quello più esile e minerale dei tedeschi? Wine Searcher fa parlare i protagonisti mettendo a confronto vini e opinioni al top. Ne viene fuori una battaglia fra titani che vi invito a leggere anche perché in fondo c’è la lista dei 10 migliori. Qui tratteggerò lo scontro Mosella-Alsazia con qualche aggiunta personale. Partiamo dall’uva. Pare che il Reisling sia uno dei vitigni più antichi, presente in Germania da circa 2.000 anni e molto diffuso nelle regioni di Reno, Mosella e Palatinato (Pfalz). Nell’Ottocento ebbe un momento di eclissi a favore di altri vitigni come il Müller Thurgau che, per altro, è un incrocio della stessa vite. Oggi il Riesling costituisce oltre il 20% del vigneto tedesco, e viene prodotto quasi sempre senza l’ausilio di botti.

Riesling Egon Muller Scharzhof Scharzhofberger riesling trockenbeerenauslese

Riesling Egon Muller Scharzhof Scharzhofberger trockenbeerenauslese

Il più celebrato e caro dei Rieslig tedeschi è di Egon Muller il mitico Scharzhofberger.  Egon Müller IV, attuale proprietario della storica tenuta di famiglia di Wiltingen nel distretto della Saar punta sull’invecchiamento, per bere il suo Scharzhofberger Kabinett del 1990 ha dovuto aspettare vent’anni <<but it is now drinking beautifully. I recently had a 1976 Kabinett that was singing. A 1949 naturrein drunk last year was very young>> ma ora è meraviglioso. Ho assaggiato recentemente un Kabinett del 1976 che cantava. Lo Scharzhofberger 1949 che ho bevuto lo scorso anno era ancora molto giovane.

Vini aromatizzati, un nuovo trend in crescita

Flavored wines – vini aromatizzati alla frutta, sono bevande con poco alcool e confezioni festaiole, che sperano di avvicinare i giovani al vino. Oppure no?

LOVELY vini aromatizzati RBA Design

LOVELY vini aromatizzati RBA Design

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Angelo Faravelli ha studiato, per la COOP Svizzera 5 vini aromatizzati. Non storcete la bocca grastrofighetti! Lo sappiamo tutti che per bevande del genere vengono usati dei vini semplici e non certo il top della Nuova Zelanda o del Collio. Ma esistono anche i vini meno riusciti e forse l’aromatizzazione può offrire loro una nuova prospettiva. Per raccontare la sua esperienza Faravelli l’ha pubblicata nel gruppo Linkedin chiamato “Wine&Spirits. Marketing e Comunicazione nel mercato italiano”, che egli stesso modera. E’ destinato allo sharing, azione che a me piace da morire, condividiamo dunque!

vini aromatizzati alla frutta

vini aromatizzati alla frutta

Tutto parte da una dichiarazione di Amy White del californiano Echo Falls su come approcciare i nuovi consumatori. Argomento dibattuto da anni che arriva sempre alle stesse due risposte: creare vini modellati sul gusto di chi è abituato a latte, succo di frutta e Coca Cola oppure proporre ai giovani un percorso formativo che mira subito a vini buoni e alla scoperta dei territori di produzione.
Io propendo per la seconda strategia mentre Amy White per la prima. Sta di fatto, che i “Flavored spirits”con poco alcool, gusti accattivanti e confezioni colorate, negli ultimi anni, sono cresciuti 10 volte di più delle bevande alcoliche tradizionali, fa notare Angelo Faravelli citando uno studio dell’Us. Beverage Alcohol Forum.

Alison e William sposi a Gozo

Nessun matrimonio ha avuto una cornice più bella: la Cittadella di Gozo appena restaurata e i Templi Gigantija patrimonio dell’Umanità Unesco

Gozo Cittadelle di notte

Gozo Cittadelle di notte

Di Donatella Cinelli Colombini

Il padre di Alison Joseph Xuereb è uno dei più noti dentisti delle isole maltesi ma il suo talento lo ha portato ad avere relazioni professionali e amici in tutto il mondo, così come la sua passione per i grandi vini da invecchiamento lo ha messo al centro di un network internazionale di appassionati e esperti. Al matrimonio della figlia c’erano dunque invitati di parecchie nazionalità oltre che l’elite dei maltesi gourmand. Un matrimonio pensato nei minimi dettagli per unire le cose più care: la famiglia, Gozo con i suoi monumenti più belli, gli amici la grande enogastronomia.

Brunello Prime Donne 2008 matrimonio di Alison e William a Gozo

Brunello Prime Donne 2008 matrimonio di Alison e William a Gozo

Ed ecco che da queste passioni sincere viene fuori una festa spettacolosa e capace di mettere il rilievo la bellezza dei luoghi come neanche il più abile ufficio di promozione turistica sarebbe riuscito a fare.
La cerimonia nuziale è alle 17,30 nella cattedrale, nel cuore della Cittadella, un enorme fortezza in pietra calcarea che si innalza in uno dei punti più alti dell’isola. I restauri appena conclusi le hanno ridato la bellezza possente che aveva nel XVI secolo, arricchendo con giardini e spazi per attività culturali le zone  che erano originariamente destinate a proteggere la popolazione di Gozo dai pirati. E’ uno splendore.

Alison e William uscita dalla Cattedrale

Alison e William uscita dalla Cattedrale

La sposa, al braccio del padre visibilmente commosso, arriva in cattedrale in perfetto orario. La cerimonia dura un’ora e un quarto, è celebrata da tre sacerdoti in maltese; è solenne ma anche intima. Dopo la Messa, sulle scale esterne, gli invitati tirano petali di rose agli sposi. Poi tutti salgono sulle mura per brindare con lo Champagne. Alison e William sono innamorati e bellissimi. Abbracciano tutti, accettano di fare foto a ripetizione, vivono il momento con la calma di chi ha coronato un autentico sogno d’amore.

Ornellaia va in museo

La Vendemmia d’autore di Ornellaia ribalta il concetto moderno di opera d’arte e porta un prodotto di uso comune, il vino, nei musei anziché nelle cantine

Di Donatella Cinelli Colombini Montalcino Casato Prime Donne

Ornellaia Vendemmia d’artista

Ornellaia Vendemmia d’artista

Non è la prima volta che un grande artista crea l’etichetta di un vino, basta pensare a Mouton Rothschild con le etichette di Miró, Chagall, Braque, Picasso, Dali …. ma in questo caso le bottiglie – opere d’arte finanziano il museo e lo finanziano a colpi di centinaia di migliaia di Dollari. Succede con la Vendemmia d’artista di Ornellaia che quest’anno sostiene l’Armand Hammer Museum di Los Angeles, un centro culturale dove sono esposti Rembrandt, Tiziano, Goja…
Lo scorso anno le bellissime bottiglie di Ornellaia create dall’artista John Armleder hanno raccolto un milione e mezzo di Dollari in nove aste. Quest’anno le bottiglie

Mouton Rothschild

Mouton Rothschild

della Vendemmia d’autore sono firmate da Yutaka Sone. Per trovare l’ispirazione l’artista giapponese si è recato nelle cave di marmo di Carrara, dove Michelangelo traeva il materiale per scolpire, in quel luogo lunare i Frescobaldi hanno organizzato un pic nic per lui e per i suoi due amici. Il paesaggio, la conversazione, il cibo e il vino di Ornellaia erano l’armonia perfetta che egli ha rappresentato nelle etichette ed ha trovato nei bicchieri. 100 doppi Magnum (3L), 8 Imperiali (6L) e un unico esemplare di Salmanazar (9L) oltre all’etichetta speciale che Yutaka ha creato per il formato 0,750. Una bottiglia con la sue etichetta verrà messo in ogni cassa di Ornellaia 2013.

Peggiori abbinamenti cibo vino e i migliori

Finocchi, carciofi, aceto sono noti nemici del vino ma ci sono altri cibi da non mangiare mai con una buona bottiglia e la chimica dice quali

 

Abbinamento cibo-vino - Salmone e Champagne

Abbinamento cibo-vino – Salmone e Champagne

Di Donatella Cinelli Colombini

 

Karen MacNeil è una super esperta dell’abbinamento cibo-vino, argomento a cui ha dedicato studi, saggi, articoli e corsi. Il suo ultimo libro dall’impegnativo titolo “The Wine Bible” contiene anche le 10 regole d’oro dell’abbinamento cibo-vino che Decanter ha riassunto per noi:

1. accostare grande con grande e semplice con semplice
2. delicatezza con delicatezza e grassezza con grassezza, in altre parole un Borgogna non va abbinato con un piatto al curry piccante che invece richiede un Shiraz
3. L’abbinamento col vino può essere per affinità o per contrasto. Cioè un’aragosta in salsa può associarsi ad un Chardonnay ma anche ad uno Champagne
4. Preferire vini versatili. Il meno facile da abbinare è il Cabernet che spesso è carico di sapore di legno. I più abbinabili sono i Sauvignon Blanc e i Riesling, tra i rossi il Chianti e i Pinot Noir

Karen MacNeil esperta in abbinamento cibo vino

Karen MacNeil esperta in abbinamento cibo vino

5. Vini fruttati come Gewürztraminer, Moscato, Viognier, o Riesling sono ottimi con piatti a base di frutta
6. La salinità dei cibi si sposa bene con vini ricchi di acidità: salmone e Champagne, Chianti e parmigiano
7. La salinità si accompagna bene anche con la dolcezza, per esempio il formaggio Stilton con il Porto oppure piatti asiatici a base di soia con il Riesling Usa abboccato
8. Cibi grassi con vini strutturati e tannici

Champagne i 10 luoghi da non perdere

Recentemente incluso nel patrimonio dell’umanità Unesco, con le sue prestigiosissime bollicine, lo Champagne attrae un crescente numero di wine lovers

Champagne Pol Roger

Champagne Pol Roger

Di Donatella Cinelli Colombini

Lo Champagne non è la prima regione del vino iscritta nel patrimonio universale Unesco, precedentemente il riconoscimento era andato alla Val d’Orcia con il Brunello, il Piemonte, la Mosella in Germania e il Tokaj in Ungheria, ma la regione delle bollicine francesi è forse quella più evocativa e con cantine più spettacolari.
Visitarla tutta richiederebbe giorni e giorni, per questo la lista dei 10 luoghi da non perdere in Champagne redatta da The drinks business può essere particolarmente utile a progettare il viaggio. Io vi riassumo qualche notizia ma vi invito ad andare all’articolo originario dove ci sono molte, molte, molte più informazioni

Chamapgne cantine Tattinger

Chamapgne cantine Tattinger

1- Caverne “ crayères” nel gesso. Furono scavate nel Duecento e nel Trecento per estrarre i blocchi con cui costruire le mura della città di Reims. Una città sotterranea di 200 km di gallerie dove la temperatura non sale mai sopra i 14°C. Nicolas Ruinart fu il primo a capire che questi ambienti potevano essere utilizzati per conservare le bottiglie di Champagne e ora sono delle immense cantine piene di Pommery, Tattinger, Charles Heidsieck, G.H.Martell. Quelle più grandi sono di Veuve Clicquot (24km).
2- Cattedrale di Reims uno dei capolavori del gotico francese (1211- 1480) purtroppo in gran parte rifatta dopo le distruzioni belliche. Per 800 anni è stata il luogo delle incoronazioni e 33 sovrani francesi sono saliti sul trono in questo spettacolare tempio di luce.

Festa d’estate in distilleria per le Donne del vino

Priscilla Occhipinti dedica la sua festa d’estate 2016, nella Distilleria Nannoni, a Donatella Cinelli Colombini e alle Donne del vino che sono tutte invitate

Festa d'estate alla Distilleria Nannoni

Festa d’estate alla Distilleria Nannoni

Come ogni anno il parco della Distilleria Nannoni di Paganico, sulle colline che dalla Maremma vanno verso Montalcino, diventa un luogo di festa, amicizia, gastronomia maremmana, grandi vini e musica sotto la regia di Priscilla Occhipinti Donna del Vino e sopraffina maestra distillatrice.
Lo scorso anno la regina della festa d’estate era Rossana Bettini Illy che ha presentato in anteprima Domorum a base di grappa Nannoni e cioccolato Domori.
Quest’anno l’invito recita <<Ospite della serata Donatella Cinelli Colombini che con spirito libero e creativo porta entusiasmo, gioia ed innovazione nell’ambito di ogni sua iniziativa, ben oltre il mondo del vino. Festeggeremo insieme l’Associazione Donne del vino, le autentiche prelibatezze gastronomiche di Maremma, la musica e l’amicizia, in una serata all’insegna della cultura del vino, della grappa e delle donne che ne sono protagoniste>>
La distilleria Nannoni è sorta intorno al 1970 per opera di Gioacchino un

Festa d'estate Nannoni Priscilla Occhipinti Donatella Cinelli Colombini

Festa d’estate Nannoni Priscilla Occhipinti Donatella Cinelli Colombini

personaggio quasi leggendario per la straordinaria sensibilità con cui riusciva a trasformare le vinacce fresche di alcune delle migliori cantine italiane in grappe di straordinaria personalità dando alla Toscana un posto di rilievo e un prestigio nell’arte della distillazione, che prima non aveva. Dal 2007, la sua allieva Priscilla Occhipinti ha continuato la sua opera con passione sconfinata, fino a rendere la distilleria di Paganico la più premiata nei concorsi internazionali.

Le cantine che guadagnano di più in Italia

Sassicaia, Antinori e Frescobaldi i toscani vincono nel rapporto fra fatturato e profitti. La classifica di Anna Di Martino sulle cantine che guadagnano di più

Tenuta San Guido Incisa della Rocchetta, Sassicaia

Tenuta San Guido Incisa della Rocchetta, Sassicaia

Di Donatella Cinelli Colombini

Le più grandi sono GIV-Cantine Riunite con 547 milioni di fatturato per 208 milioni di bottiglie. Seguono Caviro (226mil.ni) e Zonin (160 mil.ni), ognuna con grandi utili, anzi apparentemente tutta le 110 cantine guadagnano. Ma la parola magica di questa classifica non è il volume d’affari quanto piuttosto la redditività cioè la sigla Editba che vuol dire utili prima delle tasse e degli oneri finanziari. Dall’analisi sulle 110 più grandi cantine italiane, che Anna Di Martino ha pubblicato sul Corriere della Sera, si nota che i profitti arrivano più dalla qualità che dalla quantità. Svettano Tenuta San Guido di Incisa della Rocchetta, Frescobaldi e Antinori, cioè tre antichi e nobili casati toscani alla testa di brand enologi che producono eccellenze di fama

Antinori fra le cantine che guadagnano di più in Italia

Antinori fra le cantine che guadagnano di più in Italia

mondiale: Sassicaia, Masseto, Tignanello …. Oltre alle percentuali sono le cifre dei profitti che fanno sgranare gli occhi e sbiancare d’invidia: 81 milioni di Euro per Piero Antinori, 32 per i Frescobaldi, 15 per San Guido. Ma è la mitica cantina del Sassicaia la vera miniera d’oro con uno sbalorditivo rapporto del 54,8% fra il fatturato e l’utile operativo lordo. Che spettacolo! Il Marchese Incisa ottiene il suo volume d’affari di 28 milioni di Euro con sole 1,2 milioni di bottiglie. Bravissimo!

Brexit e vino italiano

UK è il 3°importatore di vino italiano e nel 2015 ha comprato per 795 milioni ma con un prezzo medio di 2,24€ al Litro. I vini premium rischiano meno

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello Prime Donne

Brexit e vino Edonism Wines Londra Brunello

Brexit e vino Edonism Wines Londra Brunello

LEAVE UNA DECISIONE POCO RAGIONATA

Il primo effetto del  Brexit è stato il deprezzamento della Sterlina e questo non è certo un incentivo all’acquisto per gli importatori inglesi. C’è da stare certi che la finanza britannica e quelle collegate reagiranno con un contrattacco sull’Euro ed è proprio questa situazione di scontro che preoccupa di più con una logica di difesa dei propri interessi che va oltre il bene comune.
E’ assurdo pensare che la famiglia umana, in un pianeta sovraffollato come la terra, possa basarsi solo su un concetto economico di profitto “morte tua vita mea”. Una logica che porta all’autodistruzione ed al quale bisogna opporre uno

Londra e bottiglie milionarie

Londra e bottiglie milionarie

spirito più giovane e basato su valori diversi da quelli dei profitti semestrali delle multinazionali.
Una cosa è certa, nessuno ha approfondito a fondo i vantaggi e svantaggi del LEAVE prima del referendum. Apparentemente i sudditi di Sua Maestà hanno votato “di pancia” trascinati dalla nostalgia dell’impero, dall’ostilità per i tedeschi e dalla speranza di vantaggi immediati che nessuno ha valutato con sicurezza. Anzi, le dimissioni del Primo Ministro Camerun fanno supporre uno scenario affatto favorevole per loro sia nell’immediato che nel lungo termine.

Penfolds Australia visita del Principe di Galles

Penfolds Australia visita del Principe di Galles

BREXIT E VINO CHI CI GUADAGNA

Per il vino italiano i contraccolpi del Brexit ci saranno. Sua Maestà la Regina Elisabetta è il Capo di Stato in Australia, in Nuova Zelanda e in Canada tre Paesi produttori di vino con vigneti in piena espansione e qualità in crescita, basta pensare che i bianchi neozelandesi sono quelli con il prezzo medio più alto nel mondo, così come ai successi di Grange dell’australiano Penfolds e alle più recenti affermazioni dei pinot noir dell’Ontario medagliati proprio dal britannico Decanter.

Adotta una vite orfana

Questa l’idea scaturita dal bellissimo incontro di Napoli Gocce di Vite organizzato dalla Delegazione Campania delle Donne del Vino guidate da Lorella Di Porzio

Adotta una vite orfana Napoli Donne del vino

Adotta una vite orfana Napoli Donne del vino

Di Donatella Cinelli Colombini Montalcino Casato Prime Donne

Castel dell’Ovo sullo sfondo e tante Donne del vino provenienti da ogni parte d’Italia per un convegno dal tema impegnativo “Gocce di vite” Donne & ambiente tra economia, cultura e sostenibilità ambientale. Un convegno che è andato oltre le previsioni per l’afflusso di pubblico e per i contributi dei relatori cuciti l’uno all’altro da un “sarto” d’eccezione Luciano Pignataro il genio creativo del giornalismo enogastronomico meridionale.

Gocce di vite Donne del vino

Gocce di vite Donne del vino

Ecco che partendo dal problema di conciliare biodiversità e impresa il Professor Vincenzo Peretti traccia due strade parallele: l’agroalimentare autoctono che può essere prodotto in grandi volumi e affrontare la commercializzazione mondiale arricchendo il paniere del made in Italy e quello che resterà, per sempre, una nicchia ma potrebbe diventare una calamita turistica per specifici territori cioè qualcosa che viene venduto e consumato “solo li”. In entrambi i casi le donne giocano un ruolo fondamentale, perché sono proprio loro, secondo la Professoressa Teresa Boccia

Pianoterra Onlus Goccedivita Napoli

Pianoterra Onlus Goccedivita Napoli

(rappresentante italiano nell’Aggi, l’organismo consultivo sulle istanze di genere di UN-Habitat dell’ONU) la chiave dello sviluppo futuro delle zone rurali, quelle che coniugano identità locale con multifunzionalità aziendale. Parole tecniche che Vittoria Brancaccio, ex presidente nazionale di Agriturist, traduce nella pratica quotidiana della sua azienda Le Tore nella Penisola Sorrentina con 20.000mq di orto, 500 piante di limoni, 1500 piante da frutta, 3000 piante di olivo, un vecchio vigneto tutto in biologico che le consentono una proposta turistica ecosostenibile.

                                                                       
Cinelli Colombini
Privacy Overview

Questo sito web utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito ritieni più interessanti e utili.