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Esiste l’ ora del vino?

Wine o’clock cioè l’ora del vino scatta il venerdì alle sei e mezzo è questa l’ora di picco dei consumi in Usa e di collegamento all’app HelloVino

ora del vino wine o'clock

ora del vino wine o’clock

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Come sempre informatissimo WineNews ci porta sulle tracce di un argomento molto intrigante: l’ora del vino. Chiunque è stato a New York e soprattutto a Londra, nel pomeriggio, ha visto come pub e wine bar si affollano all’uscita dagli uffici. Dopo un giorno di finanza, leggi, stress … i giovani in camicia bianca e gessato grigio si riversano nei luoghi in cui possono incontrare gli amici, sentire musica e bere. Un fenomeno che ha originato un’indagine su 2,06 milioni di messaggi internet provenienti dal “popolo della finanza” raccolti nel ‘Wine O’Clock report’. L’indagine, curata da Enolytics e Hello Vino, conferma un consumo che inizia alle 16,45 cioè all’ora di uscita dagli uffici e cresce fino alle sei e mezzo per poi diminuire e ad arrestarsi alle 9 di sera. Ovviamente il venerdì è il giorno più forte, quello in cui tutti possono indulgere in qualche bicchiere per premiarsi di una dura settimana di lavoro.

Wine Weekend – Primo corso sul vino in cantina

“Il primo corso sul vino in vigna e in cantina”, una rivoluzione nelle wine class, alternando assaggi e lezioni in aula con esperienze sul campo a contatto diretto di grappoli e botti

scuola di vino toscano Fattoria del Colle

scuola di vino toscano Fattoria del Colle

Una vera e propria scuola di vino toscano in fattoria per wine lovers appassionati di SangioveseLa nuova proposta di Donatella Cinelli Colombini è una wine class a tutti gli effetti con lezione frontale, dispense e personale formato nel ruolo di tutor. La novità, rispetto ai normali corsi sul vino, è nell’immediato passaggio dalla teoria alla pratica nella vigna e nelle cantine, così come nell’alleggerimento delle informazioni tecniche <<in forma turistica>> con le leggende, i personaggi e la descrizione dei luoghi che sono il cuore affascinante delle denominazioni toscane. Ecco che le degustazioni si svolgono in cantina e in certi casi direttamente prelevando il vino dalle botti, così come la spiegazione del

scuola di vino toscano Donatella Cinelli Colombini

scuola di vino toscano Donatella Cinelli Colombini

Sangiovese continua nella vigna e la degustazione dei vini prosegue a tavola con i piatti e i formaggi specificamente scelti in abbinamento perfetto. 

Per maggiori informazioni contattaci su holiday@cinellicolombini.it                             oppure al tel. 0577 662108

Una full immersion nei vini toscani talmente varia e coinvolgente da diventare una vacanza adatta persino gli astemi. E se qualche wine lover ha un partner poco amante del vino, ben venga, si divertirà anche lui.
Un modo nuovo coinvolgente e vacanziero per arricchirsi di informazioni su Sangiovese, Chianti Classico, Bolgheri, Brunello …. capire la differenza fra l’impronta sul vino lasciata dalla barrique, dal tonneau o dalla botte grande, imparare a riconoscere le viti di Sangiovese e infine provare a fare il proprio vino Supertuscan portandolo a casa per berlo con gli amici. Tante esperienze, visite e informazioni intramezzate da aneddoti e leggende per capire davvero le specificità produttive e il mito dei grani vini toscani.

Franciacorta dove si cammina sull’acqua

Dal 17 giugno la  Franciacorta propone cene stellate, bollicine d’autore e The Floating Piers di 4 km di camminata sull’acqua del Lago d’Iseo

Festival Franciacorta The-Floating-Piers-wow-webmagazine

Festival Franciacorta The-Floating-Piers-wow-webmagazine

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

I festival del vino 2016 all’insegna della cultura e del gigantismo. Collisioni a Barolo (dove saremo presenti con Brunello e Orcia) con Elton John, Mika, Niccolò Fabi, i Negramaro, Marco Mengoni e poi talk show a ripetizione con scrittori, cantanti e ovviamente produttori di vino. Oltre 100.000 persone al giorno per una maratona dal 14 al 18 luglio.
La Franciacorta mette in campo una proposta altrettanto sensazionale ma meno rock. Un’istallazione di arte contemporanea dell’artista bulgaro Christo, protagonista internazionale della “land art” cioè dell’arte che cambia il paesaggio e il suo significato. Christo è diventato celebre per aver impacchettando le Montagne Rocciose in Colorado, Porta Pinciana a Roma e il Reichstag a Berlino. Con un vago richiamo blasfemo Christo fa camminare i visitatori sull’acqua. Non è uno scherzo, dal 18 giugno, un tappeto dorato lungo 4 km, costato 14 milioni e  sostenuto da 200mila cubi galleggianti, collegherà la terraferma con le isole del lago d’Iseo. Da Sulzano sulla costa a Peschiera Maraglio e

Franciacorta, cantina Fratelli Berlucchi

Franciacorta, cantina Fratelli Berlucchi

Sensole nel Monte Isola fino all’isolotto di San Paolo. Sarà possibile camminare sull’acqua giorno e notte nella cornice magica di uno dei laghi più belli d’Italia. Proibiti i tacchi si consiglia di camminare scalzi.
Oltre a questa sensazionale istallazione artistica che ha una continuazione nella mostra Water Project del Museo Santa Giulia di Brescia, il Festival Franciacorta pullula di eventi mondani e enogastronomici. Il 17 anteprima firmata dalle Donne del vino e organizzata dall’Hostaria Uva Rara in collaborazione con la cantina Castello di Gussago, in tavola arriveranno piatti della tradizione lacustre appositamente pensati per accompagnare le varie tipologie di Franciacorta.

Massimo Bottura primo ristorante del mondo

Il successo di Massimo Bottura dell’Osteria Francescana può trasformarsi in un propulsore del nostro agroalimentare e nella riscossa dell’Emilia Romagna

Massimo Bottura premiazione del 50 Best restaurant 2016

Massimo Bottura premiazione del 50 Best restaurant 2016

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

La premiazione del “The Diner Club 50 Best Restaurant Award” si è svolta a New York il 13 giugno. Come l’Oscar per il cinema è il premio più ambito e più difficile da ottenere perché sono in lizza i migliori locali del mondo messi sotto il microscopio da una giuria di 1.000 esperti.
Nel 2016 ha vinto Massimo Bottura con l’Osteria Francescana di Modena e dopo di lui si sono piazzati El celler de Can Roca, Girona (Joan Roca); Eleven Madison Park, di New York (Daniel Humm); Central di Lima (Virgilio Martinez); Noma di

50 Best Restaurant Award 2016 il vincitori Massimo Bottura

50 Best Restaurant Award 2016 il vincitori Massimo Bottura

Copenhagen (René Redzepi), Mirazur di Mentone (Mauro Colagreco), Mugaritz di San Sebastian (Andoni Luis Aduriz), Narisawa di Tokyo (Yoshihiro Narisawa), Steirereck di Vienna (Heinz Reitbauer) e Asador Extebarri di Axpe (Victor Arguinzoniz). Fra i primi 50 del mondo gli italiani sono 4 e tutti tristellati.

Massimo Bottura viene da una famiglia di grossisti di prodotti petroliferi, ha studiato giurisprudenza ed è nato e cresciuto a Modena. Ha aperto il suo primo ristorante a 24 anni e poi ha girato il mondo per imparare: Georges Cogny, Alain Ducasse, poi un periodo a New York e ancora da Ferran Adrià nel mitico El Bulli.

MTV Toscana: Violante Gardini riconfermata presidente 

Siamo orgogliosi di comunicarvi che Violante Gardini la nostra Cinellicolombini Jr è stata riconfermata presidente di MTV Toscana

ViolanteGardini e la giunta MTV Toscana

ViolanteGardini e la giunta MTV Toscana

«Un grande evento organizzato dal Movimento Turismo del vino per celebrare il vino toscano: è uno degli obiettivi che ci poniamo per il prossimo mandato» ha detto dopo la rielezione. Vicepresidenti del Mtv regionale sono stati eletti Emanuela Tamburini e Federico Taddei

Sarà ancora una volta Violante Gardini a guidare il Movimento Turismo del Vino Toscana per i prossimi tre anni. La riconferma all’unanimità è avvenuta dopo l’assemblea elettiva che si è svolta oggi a Siena, martedì 14 giugno. Nata a Montalcino nel 1984, Violante Gardini è laureata in Economia aziendale all’Università di Firenze. Dopo il master OIV – Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino che l’ha portata in giro per le più famose aree vinicole del mondo, oggi è export

Violante-Gardini-Calici di stelle

Violante-Gardini-Calici di stelle

manager dell’ufficio commerciale delle aziende della madre, Donatella Cinelli Colombini, al Casato Prime Donne di Montalcino e alla Fattoria del Colle di Trequanda (Si). Nel 2008 – 2009 è stata presidente Toscana dei Leo (giovani del Lions) e attualmente siede nel Consiglio di Amministrazione nazionale di Agivi (Giovani Imprenditori Vitivinicoli Italiani).

La Sicilia del vino è glamour

Cantine bellissime, con ristoranti raffinati, vitigni autoctoni in mezzo a panorami straordinari e paesi storici dove le celebrità siedono al tavolo accanto

Sicilia del vino Barone di Villagrande cantina

Sicilia del vino Barone di Villagrande cantina

Di Donatella Cinelli Colombini
Arrivo in Sicilia con la mia vertebra rotta, il busto di ferro e un marito premuroso. Primo approccio bruttarello nel momento di affittare la macchina <<mi raccomando portiere sempre chiuse, non fermarsi in prossimità dei semafori rossi, non lasciare mai niente dentro l’auto …>> gli americani accanto a noi si guardano perplessi e per fortuna non ripartono immediatamente. Poi arriviamo a Taormina e ci si apre il cuore, i panorami, l’atmosfera festaiola, i bei negozi, la cucina profumata e piena di suggestioni ma soprattutto le Donne del vino siciliane guidate da Lilly Ferro Fazio che mi entusiasmano con la loro grinta. Che belle

Cantine Graci Etna

Cantine Graci Etna

persone, dentro e fuori!
Il viaggio nella Sicilia del vino è organizzato da AIV Académie International du Vin, un sodalizio fondato nel 1971 dove sono entrata grazie a Angelo Gaja. Ci sono produttori, esperti e commercianti di vino di tutto il mondo. Il primo giorno sono previste le visite a Feudi del Pisciotto dove c’è un baglio dell’800 D.C. perfettamente restaurato, e alle cantine Planeta Dorilli di Vittoria.

Il vino per i giovani deve essere pop?

Opinioni a confronto sul vino per giovani winelovers: pop, biologico, ceep, famoso … ma in 10 anni i giovani bevitori italiani sono calati del 5%

Qual'è il vino per i giovani?

Qual’è il vino per i giovani?

Di Donatella Cinelli Colombini

Perché i giovani francesi hanno ripreso a bere vino e i coetanei italiani no? Un grafico pubblicato nei numeridelvino, mostra come nel 2005, circa il 65%, dei giovani italiani e francesi, fra i 15 e i 24 anni non bevessero vino. Oggi la percentuale è completamente cambiata; fra i millennials oltralpini è scesa di 10 punti e fra i nostri giovani è aumentata fino al 71%.
Una situazione che deve far riflettere. Come deve essere il vino per i giovani? Ruenza Santandrea dell’Alleanza delle Cooperative Italiane settore vino, ha detto la sua durante lo scorso Vinitaly pronunciano una frase molto dura; basta con il vino fighetto <<Il calo dei consumi di vino in Italia è legato a doppio filo con il concetto di élite cui spesso viene

vino e giovani

vino e giovani

abbinato. Il vino non deve essere appannaggio di pochi eletti, è arrivato il momento di ridare al vino il suo giusto valore; un prodotto alla portata di tutti e quindi democratico. In una parola, un prodotto Pop, giovane e fuori dagli schemi>>.
Un commento che non trova tutti concordi ma sembra confermato dagli esiti dell’indagine del Professor Michele Micozzi per l’istituto Marchigiano di tutela vini. Un’analisi fatta su un campione di 1.500 consumatori fra i 18 e i 35 anni. Per questi giovani il vino è il simbolo della convivialità e dello stare insieme e viene scelto in base alla qualità (18%) alla sostenibilità ambientale (12%) e solo in ultima battuta dalla marca (5%) oppure ai premi che ha ricevuto o al packaging (8%).

Grado alcolico del vino, meno è meglio

Vent’anni  fa il problema era arrivare sopra i 12,5% di alcol, oggi il problema è stare sotto i 14% di grado alcolico e paradossalmente è più difficile

Sole sui vigneti e grande grado alcolico dell'uva

Sole sui vigneti e alto grado alcolico dell’uva

Di Donatella Cinelli Colombini Montalcino Brunello Casato Prime Donne

E’ finita la moda dei vini “stile internazionale”, della fine del Novecento, con tanto frutto, legno e alcool.  Uve surmaturate e ricerca della massima estrazione durante la vinificazione che portava gli estratti abbondantemente sopra 30 e il grado alcolico persino sopra i 15. Era il così detto “stile internazionale” che aveva omologato i vini riempiendo le cantine di barriques.

Poi questa tendenza è finita. Lo stile di vita è più salutista e multietnico i cibi sono meno cotti e con più verdure, l’interesse si concentra sulla tipicità dei vini e sulla loro capacità di esprimere il territorio  da cui provengono. Vini più freschi dunque e, a dispetto dell’innalzamento climatico, meno alcolici.

Dealcolizzazione del vino IMPIANTOXLOLLI

Dealcolizzazione del vino IMPIANTOXLOLLI

Esigenze che rispecchiano cambiamenti molto profondi nelle abitudini alimentari dei consumatori, prima fra tutte l’etnia: vent’anni fa Italia e Francia erano i maggiori Paesi consumatori poi sono stati superati dagli Stati Uniti e ora vengono incalzati da Germania e Cina ( rispettivamente 30, 27, 20, 20, 15 milioni di ettolitri all’anno). Tuttavia mentre le due maggiori nazioni  produttrici calano velocemente i consumi pro capite quelle nuove hanno percentuali in crescita. Questo significa che anche la modalità di bere il vino sta cambiando e si associa a cibi sempre più fusion e a situazioni sempre più destrutturate e lontane dal pranzo placé, perché, come dice il proverbio, <<Paese che vai e usanze che trovi>>.

Cina o non Cina nell’export del vino?

Gli esperti dicono di puntare sul gigante asiatico, invece io credo che la Cina sia un mercato adatto solo a cantine molto grandi oppure molto prestigiose

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne
Vorrei iniziare raccontandovi due episodi. Un paio d’anni fa quello che era allora il nostro importatore in Cina venne a farmi visita con due assistenti. Durante la degustazione notai che lui guardava assiduamente il telefonino. <<Controlla la borsa>> pensai, ma curiosa come sempre, feci finta di servire l’acqua e girai intorno al tavolo arrivando alle sue spalle. Guardava un film pornografico. Qualche mese dopo la moglie molto ricca, che finanziava la sua ditta, chiese il divorzio e la compagnia di importazione chiuse i battenti. Evidentemente alla signora, i filmini a luci rosse, non piacevano.

Il secondo episodio riguarda Romano Prodi che negli scorsi anni ha dedicato molto tempo e molti viaggi allo studio della Cina. Durante un affollatissimo convegno ad Arezzo spiegò le possibilità di business con il gigante asiatico concludendo con questa frase << negli affari con i cinesi non dovete chiedervi se prenderete una batosta ma “quando” prenderete una batosta>> . In pratica i cinesi sono abilissimi e hanno codici di comportamento diversi dai nostri per cui, alla fine, noi finiamo nei guai.

Cité du Vin e l’enoturismo in Francia mette il turbo

La Francia crea la più prestigiosa destinazione enoturistica la Cité du Vin. Ministro Franceschini vai a vederla e valorizza anche il nostro vino per il turismo

Cité du Vin

Cité du Vin

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne
La chiamano la Guggenheim del vino riferendosi allo spettacoloso museo di Bilbao di Frank Gehry ma questo diventerà ancora più famoso: un decanter di 55 metri, progettato da Xtu alle porte di Bordeaux e coperto di pannelli di vetri e alluminio iridescente.

Cité du Vin, sette anni di lavori, 81 milioni di Euro di investimento e 14 mila metri quadri di esposizioni, esperienze sensoriali di odori, video e immagini in 3D, sale da degustazione, auditorium, museo, tanti schermi e tecnologia, un’immensa enoteca con di 14.000 bottiglie di 80 Paesi del mondo scelte dal sommelier campione del mondo Andreas Larsson e

Cité du Vin Bordeaux

Cité du Vin Bordeaux

l’enologo Michel Rolland. Bottiglie parlanti perché il loro codice a barre apre video in inglese sottotitolato in 3 lingue. Al piano belvedere sulla Garonna, che scorre accanto, ci sono il bar e il ristorante. Costo di ingresso 20€ e biglietto famiglia di 50€. Sono attesi mezzo milione di visitatori l’anno.
Dire che invidio i francesi non basta, ho un’invidia furiosa, ma proprio esagerata.

Medaglie dei concorsi troppe e a volte taroccate

Il 70% dei vini con medaglie dei concorsi enologici britannici mentre il Concours Mondial de Bruxelles fa i test per inchiodare chi falsifica le bottiglie

I giurati italiani al Consour international du vin de Bruxelles

I giurati italiani al Consours Mondial de Bruxelles

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Un interessantissimo articolo di Wine News evidenzia l’eccessivo numero di medaglie dei concorsi enologici inglesi. Secondo OIV dovrebbero essere meno del 33% e invece i vari concorsi di “Decanter” hanno mandato a medaglia il 70% dei partecipanti e <<“The Drinks Business”, nonostante una giuria composta quasi esclusivamente da Masters of Wine, è riuscita a premiare, in un sol colpo, il 90% degli Champagne>> ironizza Wine News. Una situazione che potrebbe collegarsi al prezzo di 183 € a carico di ognuna delle 16.000 bottiglie concorrenti al primo di queste due competizioni e che è stata ben messa in evidenza dalla

Medaglie ai concorsi enologici International-wine-challenge

Medaglie dei concorsi enologici International-wine-challenge

“La Revue du Vin de France”. Molto più rigorosi sembrano i concorsi “Vinalies Internationales” che premia il 29,8% dei 3.500 concorrenti e il Concours mondial de Bruxelles che ne incorona il 28,2% fra 8.000.
Benchè i vantaggi vadano meritatamente solo ai vincitori assoluti di queste gare, tuttavia ogni medaglia, se ben gestita, con azioni nella rete commerciale e i clienti vip, può dare un aumento dei prezzi del vino del 10-15% e una crescita di reputazione della cantina.

Le grandi cantine in Italia e nel mondo

I big del vino in Italia sono GIV-Riunite, Caviro, Davide Campari e Antinori ma solo il Marchese fiorentino vende bottiglie premium con prezzo medio sopra gli 8€

Antinori Tignanello

Grandi cantine Antinori Tignanello

Di Donatella Cinelli Colombini
La più grande è Costellation che supera i due miliardi cioè più del bilancio di un piccolo stato. Sul suo impero enologico non tramonta mai il sole ma non si sente appagata ed è pronta a spendere 285 milioni di dollari per 5 brand californiani. In Italia possiede la Ruffino e a Montalcino produce Brunello al Greppone Mazzi. Nella classifica dei big internazionali del vino sul podio c’è il gruppo LVMH leader nel lusso nell’abbigliamento come sulla tavola e l’australiana Treasury Wine Estates.
Nella classifica internazionale, la prima italiana è la Giv-Riunite, al settimo posto, con 533 milioni di business ma se guardiamo l’export non siamo più dei nanetti e piazziamo quattro cantine fra le prime cinque nel mondo.

Roberta Corra GIV

Roberta Corra GIV

I più grandi gruppi enologici italiani sono, dopo GIV, sono Caviro, Davide Campari, Palazzo Antinori, Mezzacorona, Cavit, Zonin e Fratelli Martini Secondo Luigi. Sono le sole 8 sopra i 150 milioni di fatturato annuo che entrano nell’albo d’oro delle 25 imprese del vino più grandi del mondo.
L’indagine sui colossi del vino, che come ogni anno, Mediobanca presenta prima di Vinitaly, è la fotografia di un settore dove le grandi imprese vanno a gonfie vele. Anche il confronto con il manifatturiero è confortante: dal 2010 al 2015 loro segnano una crescita del 2% e noi del vino del 31,6%. In gran parte è merito dell’export che ha marciato a tutta velocità anche grazie ai fondi OCM per le azioni promozionali, e mette a segno un +46,6% ( in Italia +18,7).

Biologico, biodinamico e naturale

Con l’aiuto di Alberto dell’Enoteca AssoVino cerchiamo di capire le differenze fra vini convenzionali, biologici, biodinamici e naturali

Biologico Biodinamico, Naturale Enoteca AssoVino

Biologico Biodinamico, Naturale Enoteca AssoVino

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne, Brunello
Leggendo gli schemi sembra tutto facile ma in realtà regna la confusione e la polemica.
Lo scontro maggiore è fra i sostenitori del bio-biodinamico-naturale anche in presenza di evidenti difetti nel vino, come il sentore di “merdina” e quelli che rifiutano in blocco tutto il comparto proprio a causa delle bottiglie con queste puzze schifosette.
Poi ci sono gli scettici che si chiedono se la pretesa naturalezza senza certificazioni è vera oppure no. Infatti l’unica tipologia normata è il biologico che, dal 2012,

Vini veri

Evento Vini veri

richiede controlli e un organismo certificatore che rilascia la famosa foglia verde fatta di stelline. Se però andiamo a vedere i prodotti ammessi nella produzione del vino biologico scopriamo che la lista è poco più breve di quella del vino convenzionale. E’ pur vero tuttavia, che nei vigneti biologici sparisce la chimica di sintesi, diserbanti compresi, con un enorme vantaggio per l’ambiente e per le persone che vivono nei distretti del vino. Per capire la grandissima differenza fra l’agricoltura convenzionale e il biologico basta vedere il programma di France 2 sugli effetti dell’inquinamento da fitofarmaci sui bambini di Bordeaux che hanno il 20% di probabilità in più di ammalarsi di cancro rispetto ai coetanei del resto del Paese.

                                                                       
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