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Il successo di BuyWine 2016 e l’addio a ToscanaPromozione

L’edizione 2016 di BuyWine collegata alle Anteprime dei vini Toscani, è stata un successone. Piccole Doc e piccoli produttori contenti, Orcia compresa

BuyWine-2016

BuyWine-2016

Di Donatella Cinelli Colombini

Questa è una storia agro-dolce molto italiana, una storia che mi auguro avrà un lieto fine e riguarda il vino toscano, quello meno conosciuto, quello delle piccole denominazioni e delle piccole cantine familiari. E’ la storia di BuyWine 2016.
BuyWine è un workshop che fa incontrare importatori di tutto il mondo alle aziende toscane del vino di ridotte dimensioni, cioè quelle che hanno maggiore difficoltà a internazionalizzarsi. L’edizione 2016 era

BuyWine-2016-a-San-Quirico-con-la-DOC-Orcia

BuyWine-2016-a-San-Quirico-con-la-DOC-Orcia

rimasta in dubbio fino a ottobre con i piccoli consorzi che spingevano perchè fosse fatta e la Regione Toscana che tagliava risorse e eventi. Alla fine il nuovo assessore all’Agricoltura Marco Remaschi ha preso il coraggio a due mani e l’ha approvata.  ToscanaPromozione, l’agenzia della Regione Toscana per la promozione e il marketing, ha fatto un’autentica rincorsa per recuperare i mesi di ritardo. Incredibile ma vero, il 12-16 febbraio sono arrivati in Toscana 240 buyer da 36 Paesi esteri, ancora più selezionati degli anni scorsi. Metà di loro era alla sua prima partecipazione a BuyWine e tutti con una gran voglia di fare affari e scoprire le denominazioni più nuove e piccole.

Colomba Mongiello e la parità di genere in agricoltura

 L’Onorevole Colomba Mongiello è la persona che ha aperto le stanze dei bottoni alle donne del vino, dell’olio, del formaggio… alle contadine moderne

Di Donatella Cinelli Colombini

Un piccolo esercito di donne che sono il 35% della forza lavoro agricola ma per ora, non ha generali e forse attraverso il provvedimento di Colomba Mongiello vedrà nascere una nuova classe dirigente femminile. L’emendamento è nel collegato agricolo della Legge di Stabilità in approvazione in Parlamento e impone ai consorzi di tutela una quota del 20 e poco dopo del 30% di donne fra i propri consiglieri di amministrazione. Un obbligo che apre le porte alle carriere femminili anche nei

comparti dove le donne hanno solo posizioni subalterne come, ad esempio, nella filiera dei prosciutti di Parma interamente composta di imprese dirette da uomini.Nata a Foggia nel 1961, Colomba Mongiello era insegnante di lingue prima di entrare in Senato, per due legislature e, dal 2013, a Montecitorio come vicepresidente della commissione Agricoltura. E’ fra i parlamentari che lavorano di più, con una presenza dell’88% alle votazioni. Molto attiva su ogni problematica del mondo rurale, ha legato il suo nome al tappo antirabbocco delle bottiglie dell’olio, il sistema che impedisce la sostituzione del contenuto sulle tavole dei ristoranti.

Il prezzo giusto del vino al ristorante

La bottiglia viene ricaricata di oltre 2 volte e mezza mentre il vino al bicchiere di oltre 5 volte. Nessuno scandalo è il consiglio degli gli studi di settore

La Ciau ristorante cantina

La-Ciau-ristorante-cantina

Di Donatella Cinelli Colombini,  Casato Prime Donne

Per il normale cliente che pranza al ristorante gustandosi una buona bottiglia è forse difficile capire che il giusto prezzo di quel vino è quasi tre volte il valore pagato alla cantina in cui è stato prodotto. Un calcolo che spesso risulta indigesto anche ai produttori << ma come >> dicono <<dopo tutta la fatica che ho fatto in vigna e in cantina a me arriva solo qualche spicciolo>>. Eppure anche i famigerati “studi di settore” con cui vengono calcolati i presunti fatturati delle imprese, indicano il ricarico minimo in due volte e mezzo il prezzo di acquisto del vino IVA esclusa. Questo significa che, secondo i calcoli di SlowFood una bottiglia da 10€ (senza IVA al 22%) arriva nel conto del cliente a 27,5 (Iva al 10% inclusa). I motivi che giustificano un simile ricarico sono nella necessità di immagazzinare decine e, in certi casi migliaia di bottiglie, per offrire al cliente una buona carta dei vini. Anche la presenza di personale competente nella scelta e nel sevizio dei vini, costa molto. Così come costano i calici di cristallo per gustarlo nel migliore dei modi, l’arredo della sala e tutte le azioni messe in atto dal ristorante per farsi conoscere e calamitare clientela. Ecco dunque che anche il questa ultima fase del suo percorso, il vino si addiziona di costi che inevitabilmente vanno a finire nel conto del cliente.

Dall’Istria a Trieste con Quochi di Quore

Santo Versace, Andy Luotto, la famiglia Illy e la loro fabbrica di caffè, la cena Quochi di Quore, l’Istria che sbalordisce tanti volti di un solo week end

Quochi di Quore 2016 Trieste con Rossana Illy

Quochi-di-Quore-2016-con-Rossana-Illy-Santo-Versace-e-Donatella-Cinelli-Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini
A Cittanova – Novigrad in Croazia o meglio in Istria, come ribadisce il sindaco, per una lezione sul turismo del vino e una cena con Chianti Superiore, Orcia Doc e Brunello. Comincio la conferenza parlando molto lentamente con frasi semplici ma dopo mi accorgo che gli imprenditori davanti a me parlano italiano meglio di me anche se con spiccato accento veneto. Che figura! Sono in gamba, brillanti, concreti e con una gran capacità di fare questi italiani che hanno cambiato nazionalità 3 volte rimanendo attaccati all’Italia. A cena

Glauco_Bevilacqua-e-il-sindaco-di-Cittanova

Glauco_Bevilacqua-e-il-sindaco-di-Cittanova

i vini hanno un successo strepitoso, soprattutto il Chianti Superiore, più immediato del Brunello ma altrettanto armonico. Alla fine il mio amico Glauco Bevilacqua organizzatore dell’iniziativa è raggiante <<vogliono venire tutti in Toscana>> mi dice. Bella gente!
Finalmente una domenica da turisti sulla costa io e mio marito Carlo Gardini da soli, per vedere la meravigliosa cattedrale di Parenzo e i suoi mosaici bizantini

Rovigno-Cattedrale

Rovigno-Cattedrale

mozzafiato. A Rovigno rimaniamo sbalorditi dalla qualità dei locali. Forse un pochetto anonimi ma di alta classe con tanti clienti russi ricchi. Ci chiediamo <<non è che questi Croati creano la nuova Forte dei Marmi?>>.
A Trieste per “Quochi di Quore” serata organizzata da Rossana Bettini Illy per finanziare Operation Smile, Onlus presieduta da Santo Versace, che paga gli interventi chirurgici sui bambini che non possono sorridere e mangiare perché affetti dal labbro leporino.

La ripresina dell’italietta è astemia

La metà delle donne italiane non beve alcolici e il nostro Paese è il secondo in Europa per numero di astemi. Italia è invece primo per palestre, 12.000

consumo di vino a tavola

consumo di vino a tavola

di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

In Europa solo il Portogallo (42%) ha più astemi dell’Italia dove quelli che non bevono bevande alcoliche, da oltre un anno, sono il 37%. Negli ultimi dieci anni il numero dei bevitori è sceso, da noi, del 13%. Bevono soprattutto i maschi e gli abitanti delle città, con percentuali maggiori nel Nord Est. Un italiano su 5 beve alcolici tutti i giorni ma crescono i consumi saltuari fuori

Le bevute fuori pasto sono soprattutto maschili

Le bevute fuori pasto sono soprattutto maschili

pasto e, soprattutto fra i giovani e fra chi ha un titolo di studio elevato, gli alcolici stanno diventando un occasionale complemento della socializzazione. La bevanda più apprezzata è il vino, prediletto dall’85% dei bevitori abituali di alcolici ma la birra cresce nei consensi. Nei supermercati perde appeal il vino comune e cresce l’interesse per i DOC-DOCG.
Andando più nel profondo sulle differenze fra consumi maschili e femminili di bevande alcoliche vediamo che la forbice è molto ampia per quanto riguarda i bevitori quotidiani (77% maschi e 50% femmine) mentre è più stretta per i consumi saltuari (43% M 39% F).

La prima accoglienza nelle cantine turistiche 

Quanto contano, fiori, prati, tavoli e sedie da giardino, parcheggi, cartelli … per dare una buona impressione e una buona accoglienza nelle cantine aperte

Montalcino-Brunello-CasatoPrimeDonne-AnticaVignaiola

Montalcino-Brunello-CasatoPrimeDonne-AnticaVignaiola

Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Avete presente il detto <<la prima impressione è quella che conta>>? E anche l’aforisma di Oscar Wilde <<Non avrai una seconda occasione di fare una prima buona impressione>>?
Il primo giudizio è quello che si imprime più a lungo nella mente e con più difficoltà viene sovvertito; questo vale sia per le persone che per i luoghi e quindi anche per le cantine aperte al pubblico. Durante i miei sei viaggi nelle cantine sudafricane (alla ricerca di una partnership che poi non ci fu), rimanevo sempre colpita dalla cura della zona di ingresso. Ortensie fiorite, gerani enormi, alberi, prati perfettamente rasati, siepi …. Tutto aveva un carattere ordinato e piacevole, quasi un “effetto cartolina” tanto era accattivante il colore. A volte l’esterno era persino più bello delle cantine ed io mi chiedevo come mai in Italia avvenisse quasi sempre l’opposto. Credo sia opportuno imparare dai colleghi sudafricani che hanno iniziato a sviluppare il

South Africa Cape winelands

South Africa Cape winelands

turismo del vino prima di noi italiani e riescono a portare in azienda il 70% degli stranieri che arrivano a Città del Capo per vacanza. L’esterno della cantina è dunque molto importante e deve essere curato con attenzione dando ai visitatori una prima impressione positiva senza snaturare l’identità dei luoghi. Evitiamo dunque lo stile villa provenzale ma facciamo il possibile affinché i nostri olivi centenari, le essenze tipiche del nostro bosco, i fiori … diano il benvenuto ai wine lovers.

Più il vino è caro meno è sicura la sua gradazione alcolica

C’è una diffusa abitudine a scrivere sull’etichetta una percentuale d’alcool leggermente falsa ma vicina a quella ideale dei vini di alta qualità

Cile Vigneti

Cile Vigneti

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

I più sinceri i portoghesi quelli che barano di più sono i cileni per i rossi e i canadesi per i bianchi.
La cosa sorprendente è che l’imbroglio riguarda quasi solo i vini in vendita sopra i 40 Dollari. Ma andiamo per ordine; la notizia ha avuto una diffusione mondiale grazie a Wine Searcher ma arriva dal Journal of Wine Economics che ha pubblicato uno studio su 91.000 analisi di laboratorio effettuate dal LCBO Liquor Control Board of Ontario cioè il

Malbec Argentina

Malbec Argentina

monopolio statale per la vendita degli alcolici in Ontario. Sono stati esclusi dall’analisi i vini dolci e i Riesling. Il LCBO analizza tutti i vini che distribuisce e nel corso di 18 anni ha raccolto una banca dati senza eguali nel mondo che ha permesso a Julian Alston, Kate Fuller, James Lapsley, George Soleas e Kabir Tumber, di arrivare a scoperte davvero sorprendenti.

Giacomo Tachis addio, è il momento di piangere

L’Italia del vino perde il suo più grande enologo, Giacomo Tachis, un uomo geniale che ha aperto nuovi orizzonti per il vino di qualità e i vitigni autoctoni

Di Donatella Cinelli Colombin

 

E’ il momento di piangere e di pregare, è il momento del distacco e della nostalgia, è il momento di stringersi alla famiglia Tachis condividendo il loro dolore.
Giacomo Tachis ha cambiato la storia del vino in Italia valorizzando i vitigni autoctoni, da soli o in unione con quelli internazionali, con scelte audaci che hanno aperto nuove strade sui mercati internazionali, pensiamo ai supertuscan come il Tignanello ma anche ai vini sardi come il Turriga ed alla rinascita dei vitigni autoctoni siciliani …
Come tutti, ho ammirato il suo genio, la sua capacità di studiare, capire e innovare ma qui vorrei ricordare Giacomo Tachis condividendo con voi momenti più privati. Tra il 1995 e il 2000 ho viaggiato spesso insieme a lui facendo da relatore negli stessi convegni: Il Dottor Tachis spiegava le specificità e i potenziali del Carignano del Sulcis, del Cannonau … e poi io dicevo come la tipicità e la diversità fossero i fondamenti del successo turistico.

Salon lo Champagne dell’astemio Hitler

Solo 37 annate nel Novecento, dalle uve di 20 piccolissimi vigneti di Mesnil-Sur-Oger, lo Champagne Salon è il più raro Blac de Blancs è il primo vino cult 

Champagne Salon il primo vino cult del Novecento

Champagne Salon il primo vino cult del Novecento

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Nasce all’insegna dell’esclusività nel 1905 quando il commerciante di pellicce  Aimé Salon decise di creare uno Champagne di solo Chardonnay senza eguali. Sceglie i luoghi in cui l’uva raggiunge la perfezione assoluta e crea un capolavoro che tiene tutto per se. Niente tagli con vini di altre annate, almeno dieci anni in cantina ma sicuramente abbastanza a lungo da raggiungere incredibili livelli di finezza e complessità dei profumi. Insomma tutto al massimo. Finalmente il Salon 1920 viene commercializzato e diventa il primo vino cult.

Champagne Salon cantina

Champagne Salon cantina

Talmente mitico da avere un collezionista imprevisto e astemio: Hitler. Il capo nazista aveva un rifugio alpino “Il nido d’aquila” costruito in occasione del suo cinquantesimo compleanno a 1.820 metri di altitudine e accessibile attraverso un tunnel nella roccia granitica fino a un ascensore rivestito con il marmo donato da Mussolini. Un luogo che fu usato per incontri ufficiali e dove c’era una cantina con dentro mezzo milione di bottiglie pregiate rubate ai francesi: Bordeaux, Borgogna e Champagne fra cui del Salon 1928.

Quando la degustazione in cantina diventa un’attrazione

Barrel tasting, degustazioni itineranti, assaggi con la musica, minilezioni,, brindisi nelle vigne fra le tante degustazioni proposte dalle cantine turistiche

Brunello-e-panorami-Fattoria-del-Colle-Agriturismo-in Toscana

Brunello-e-panorami-Fattoria-del-Colle-Agriturismo-in Toscana

Di Donatella Cinelli Colombini
In alcuni casi le degustazioni turistiche originano delle vere e proprie attrazioni che connotano una cantina, in altri casi sono al centro di eventi e quindi vengono ampliate con la presenza di grandi esperti e di grandi infrastrutture ma sicuramente all’estero questo genere di proposta è più sviluppata che in Italia. Basta vedere i premiati 2015 – quasi tutti stranieri- del Drinks International’s Wine Tourism Awards che ha usato una giuria di PR, comunicatori e wine educator per valutare le nuove proposte internazionali privilegiando quelle dove il contenuto educativo e gastronomico è più rilevante. E’ evidente che molte

Giocando al piccolo enologo Fattoria del Colle Toscana

Giocando al piccolo enologo Fattoria del Colle Toscana

cantine hanno messo in campo risorse enormi e c’è un gran numero di idee innovative. Fra i vincitori troviamo la cilena Viu Manet che, oltre le passeggiate in calesse fra i vigneti, offre una scuola di vino per i giovani comprensiva di degustazioni in cui gli aspiranti wine makers provano a comporre un blend unendo vini di vitigni e vigneti diversi.
Una degustazione stile “giochiamo al piccolo enologo” che, per altro, fa parte anche dell’offerta turistica della mia Fattoria del Colle, ed è sviluppata anche dalla società francese Cinéréa. Questa agenzia propone eventi basati sull’oenoludisme cioè sul vino come intrattenimento. La produzione del proprio vino fa parte delle esperienze della “ Wine making academy” dove una degustazione bendata diventa un team building perché i partecipanti lavorano in gruppo.

Rosso di Montalcino 2014 l’anno dei vigneti BIO

Donatella Cinelli Colombini vi presenta il suo Rosso di Montalcino 2014 raccontandovi un’annata stile Novecento e all’insegna dei vigneti BIO

Rosso di Montalcino 2014 Donatella Cinelli Colombini

Rosso di Montalcino 2014 Donatella Cinelli Colombini

2014 un’annata stile Novecento con grande diradamento dei grappoli (vendemmia verde) e sfogliatura delle viti come quella che facevano i nonni. Alla fine un’uva perfetta e matura che ha premiato il grande lavoro dei vignaioli.
In effetti il 2014 è stato l’anno della riscossa di chi, come Donatella Cinelli Colombini, crede nella coltivazione manuale e biologica dei vigneti. Viti sane, uva sana e matura. Chi ha usato pesticidi non può dire altrettanto!

Il Rosso di Montalcino 2014 esce dalla cantina del Casato Prime Donne a Montalcino con qualche mese di anticipo sulle previsioni per il grande successo dell’annata precedente che è stata letteralmente “bruciata” dal mercato.

Casato Prime Donne vendemmia 2014

Casato Prime Donne vendemmia 2014

Il nuovo stile del Rosso di Montalcino di Donatella Cinelli Colombini, che è piaciuto così tanto ai wine lovers di tutto il mondo, si basa su una vinificazione delicatissima che estrae dalle bucce dell’uva solo il meglio. Il risultato è appagante e facile da abbinare con cibi di tutto il mondo, elegante e morbido ma soprattutto straordinariamente armonioso.
Proprio l’estrema armonia è il tratto distintivo delle uve dei vigneti del Casato Prime Donne grazie alle maturazioni lente e graduali dei grappoli caratteristiche di questa zona. Nel 2014, le condizioni climatiche sono state ideali per la sintesi degli aromi dell’uva e quindi del vino. Proprio il clima ha impresso nei vini 2014 di Montalcino uno stile molto moderno: profondo, morbido e poco alcolico.

I vini più cari del mondo nel 2015

La classifica di Wine Searcher sui 50 vini più cari del mondo. 39 francesi, 10 vini tedeschi, uno statunitense, nessun italiano e sul trono Romanée Conti

Donatella Cinelli Colombini,  Montalcino, cantina Casato Prime Donne

 

Wine Searcher è il portale più consultato del mondo da chi sta per comprare una bottiglia di vino perché fornisce i prezzi di 7.931.211 etichette in 55.888 rivendite di tutto il mondo, dalle grandi catene alle boutique più esclusive. Per questo moltissimi wine lovers hanno la sua app nel telefonino e prima di comprare una bottiglia inquadrano l’etichetta e ottengono da Wine Searcher il suo prezzo in tutte le parti del mondo.
La classifica delle bottiglie più care è dunque più che attendibile e nel 2015 riserva la solita doccia fredda a noi italiani. Nessun vino fra i primi 50. C’è Romanée Conti sul gradino più alto del podio con il suo Conti Grand Cru che ha un prezzo medio, delle ultime annate, di 13.007 Dollari ma può arrivare anche a 53.151 (fate attenzione agli spiccioli mi raccomando!). Seguono Egon Muller-Scharzhof Scharzhofberger Riesling Trockenbeerenauslese della regione della Mosella in

Germania e Domaine Laflaive Montrachet Grand Cru, Cote de Beaune in Francia rispettivamente al prezzo medio di 8.108 e 5626 $.
Romanée Conti svetta anche fra i prezzi più cari richiesti dai TOP 50 e oltre al primo classificato c’è il suo Romanée Saint Vivant Grand Cru in vendita a 47,999$. Immaginatevi quanto costa un piccolo assaggio e fatevi venire l’acquolina in bocca.
Colpiscono due cose: la quasi totale sparizione dei vini di Henri Jayer presente in classifica solo all’ottavo posto con il buonissimo Echezeaux Grand Cru mentre il suo monumentale Richebourg è addirittura scomparso. Evidentemente dopo la mostre del grande Henri, nel 2006, non si è riusciti a dare continuità al suo mito. Peccato!

Wine&Siena primo evento nazionale 2016 del vino

Inaugurando Wine&Siena Helmuth Köcher presidente e fondatore del MeranoWine Festival ha detto <<faremo di Siena la Bordeaux italiana>>

Wine&Siena 2016 Siena Monte dei Paschi di Siena

Wine&Siena 2016 Siena Monte dei Paschi di Siena

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino

<<Come a Bordeaux>> ha spiegato Köcher <<intorno a Siena c’è un territorio vitivinicolo fra i migliori del mondo e Wine&Siena sarà l’evento annuale che richiamerà qui operatori e collezionisti internazionali. Nel futuro diventerà più importante di quello di Merano>>. Un progetto ambizioso che ha trovato il sostegno entusiasta di Stefano Bernardini della Confcommercio e di tutte le autorità cittadine ma soprattutto del Banca Monte dei Paschi di Siena. Ed ecco che il vino

Wine& Siena Social team di #sienaMWF con Violante Cinellicolombini Jr e il Brunello Prime Donne

Wine& Siena Social team di #sienaMWF con Violante Cinellicolombini Jr e il Brunello Prime Donne

entra nella Rocca Salimbeni, la più antica banca del mondo, fondata nel 1472 e rimasta per oltre cinquecento anni nello stesso imponente edificio. Con Wine&Siena la direzione generale MPS si è riempita di vino: i tavoli da degustazione erano ovunque, nell’atrio a piano terra dove ci sono i documenti storici e la prima cambiale, nei corridoi, nella loggia e nella splendida scala elicoidale progettata da Spadolini. Il Brunello era al posto d’onore, nel salone all’ultimo piano dove usualmente i banchieri parlano di finanza. Fa un certo effetto essere in quello spazio pieno di opere d’arte con enormi trifore gotiche sui tetti della città.
<<Il vino non si beve soltanto, si annusa, si osserva, si gusta, si sorseggia e… se ne parla>> disse EDOARDO VII. Una frase che ha legato, come un fil rouge, le 150 cantine selezionate dagli organizzatori di Merano e arrivate qui da tutta Italia.

Le degustazioni nelle cantine turistiche 2° parte

La sala da degustazione e le degustazioni guidate per i turisti del vino: bicchieri, schede dei vini, tempi, spiegazioni … e tutto ciò che occorre sapere 

zona vendita e assaggio Fattoria del Colle

zona vendita e assaggio Fattoria del Colle

Di Donatella Cinelli Colombini, Chianti Superiore e Doc Orcia, Fattoria del Colle

Qualche mese fa la Cornell University di New York ha organizzato dei corsi di “selling wine” mostrando come un bel panorama e un ambiente arioso influenzino positivamente la percezione del vino durante l’assaggio. Non sempre è possibile avere un simile scenario in cantina, visto che molti ambienti sono sotterranei, ma è comunque importante curare gli ambienti affinchè risulti accogliente, arioso e rilassante.
La preparazione dei tavoli dove gli ospiti degusteranno il vino non diverge molto da quella di un normale assaggio: tovaglie o tovagliette bianche, calici da vino,

Casato Prime Donne Montalcino sala da degustazione

Casato Prime Donne Montalcino sala da degustazione

tovaglioli, sputacchiere, pane o biscotti salati, acqua e bicchieri da acqua. Ai normali turisti non vengono distribuite schede da degustazione che invece sono indispensabili per i professionisti. Servono invece i depliant con la spiegazione dei vini e magari le schede descrittive specifiche di ogni tipologia in assaggio.
La successione dei vini segue le regole classiche: prima i bianchi leggeri e poi quelli strutturati, a seguire i rossi in crescita di età e importanza, alla fine i vini dolci. Per ogni vino occorrono almeno 10 minuti e per il servizio serve una persona ogni 20/25 clienti. Con una bottiglia vengono serviti circa 20 assaggi.
I normali turisti degustano due massimo tre vini ma più sale la competenza degli ospiti più cresce il numero di bottiglie in assaggio fino a delle vere e proprie maratone per i grandi esperti. Anche le tipologie dei vini ¬sono diverse a seconda delle esigenze dei clienti.

Le degustazioni nelle cantine turistiche 1° parte

Le degustazioni principali offerte dalle cantine aperte al pubblico sono due: informale al banco di vendita e seduti a tavola per l’assaggio guidato

Banco di vendita e degustazione Montalcino Casato Prime Donne

Banco di vendita e degustazione Montalcino Casato Prime Donne

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne 

Poi ci sono le degustazioni itineranti, gli assaggi con la musica, le minilezioni di degustazione, i brindisi nelle vigne e tante varianti che, a volte si collegano ad eventi e, soprattutto all’estero, assumono la forma di attrazioni a sé stanti proprio per la loro particolarità.
Cominciamo dunque dalle due tipologie base:
• assaggio al bancone preliminare all’acquisto
• degustazione guidata
Un piccolo assaggio è utile a orientare gli acquisti del turista del vino. Per

Sala da degustazione Montalcino Casato Prime Donne

Sala da degustazione Montalcino Casato Prime Donne

effettuarlo vengono generalmente usati bicchieri da degustazione piccoli e robusti come quelli dei corsi da sommelier. Le cantine aperte al pubblico che vogliono fare buoni affari devono tenere presso il banco di vendita una buona scorta di calici, una sputacchiera e le bottiglie per l’assaggio. In genere questa degustazione è piccola e gratuita.
Ovviamente il vino deve presentarsi al meglio e quindi bisogna che la temperatura sia ottimale e non ci siano ossidazioni. Per chi non ha un wine dispenser tipo Enomatic consiglio di attrezzarsi almeno con un frigo da vino e usare subito dopo ogni somministrazioni, i tappi a estrazione di ossigeno (quelli con le pompette).

                                                                       
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