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Cinghiali troppi e troppo vicini

Cinghiale assassino a Cefalù, cinghiale fa cadere dalla bicicletta la cantante Gianna Nannini causandole una frattura, cinghiali depredano l’uva di Brunello 

download (1)Di Donatella Cinelli Colombini

I problemi con i cinghiali sono giornalieri e riguardano soprattutto il rischio di incidenti stradali e, ormai, anche all’incolumità fisica di chi ama la campagna come la cantante Gianna Nannini con un piede rotto a causa dell’incontro ravvicinato con un ungulato. C’è chi se la cava con una bella paura, come la signora Maria Vara inseguita dai cinghiali a Murlo appena fuori di casa, e chi invece non riesce a fuggire come è successo all’anziano agricoltore di Cefalù

cinghiali

cinghiali

morto nei giorni scorsi. I cinghiali sono ormai così tanti da non trovare abbastanza cibo nei boschi per cui si avvicinano alle case attratti dall’odore dei cassonetti o dalla vista delle verdure degli orti. Ed ecco che, a aprile, Saverio Zatti di 72 anni di Iseo muore per le ferite procurategli dai cinghiali a cui cercava di impedire l’accesso nel suo campo.

Magia delle notti di mezza estate in Toscana

Tre serate diverse ma ugualmente magiche: Fattoria di Resta con le poesie di Claudio Basla, Calici di stelle a Castiglion d’Orcia e Podere Le Ripi a Montalcino 

Claudio Basla Fattoria di Resta

Claudio Basla Fattoria di Resta

Di Donatella Cinelli Colombini

Perché magia? Perché lo hai sempre visto in cantina, con i giornalisti a degustare il Brunello e ora scopri che Claudio Basla è un novello Guccini. In una notte calda, alla Fattoria di Resta, vicino a Buonconvento, dove le aggraziate arcate cinquecentesche di mattoni, sembrano accompagnare il ritmo della musica, Claudio canta per noi e per la deliziosa moglie Anna Lisa Tempestini. Abbiamo appena bevuto i suo Rosso di Montalcino trovando anche li tanta poesia, la musica, tutti che ballano ( anche Maurizio Castelli) e poi Claudio canta le sue poesie

Fattoria di Resta Buonconvento

Fattoria di Resta Buonconvento

<<Donna tu non sei / di donna ancora tu non sai /ma irriducibile mi vuoi / e cambi strada / per potermi incontrare / nel grigio dell’asfalto / all’improvviso spunta il sole / e ti si legge in faccia una voglia di andare / che è limpida e costante, grande almeno come il mare / e credi in me … credi in me / e ballerai per me sopra un letto di foglie di bosco …..>>

Il linguaggio dei colori nelle etichette

Le donne preferiscono il blu, viola e verde ma non il marrone o il grigio. Gli uomini sono attratti da blu, verde e nero, ma evitano viola, marrone e arancione

packaging del vino colori

packaging del vino colori

Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne Montalcino 

Torniamo sui messaggi emessi dai colori per continuare l’argomento del packaging del vino iniziato in un altro articolo del blog. Qui di seguito esamineremo le tinte una per una cercando di capire quali sono le più adatte a ciascuna tipologia di vino.

VIOLA: esprime tristezza. Il suo uso va dosato con attenzione.
BLU: è un colore freddo che esprime eleganza e seduzione ma anche solidità e in questo senso è scelto da moltissime banche. Rimanda a una cultura aristocratica e elitaria che si associa bene a vini di lunga tradizione prodotti in contesti storici come castelli, ville o borghi medioevali. Meglio se il vino ha soprattutto un target maschile.

Bollino verde per il vero made in Italy on line

I prodotti italiani taroccati sono soprattutto accessori d’abbigliamento, profumi, tecnologia e agroalimentare.Comprano maggiormente i maschi e i giovani

Shopping on line

Shopping on line

Di Donatella Cinelli Colombini

STOP alle imitazioni del made in Italy. Vale 7 miliardi di Euro su un business mondiale dei falsi di oltre un triliardo di Dollari. Un fiume di soldi sottratti alle imprese che lavorano bene e persino alle tasse (1,7 miliardi). Le più colpite le case di moda con gli accessori d’abbigliamento falsi (34% del totale) poi dvd e software, prodotti agroalimentari con un miliardo di italian sounding pari al 15,8% dell’intera produzione.

CHI COMPRA I PRODOTTI TAROCCATI

Gucci falso

Gucci falso

Nell’indagine Censis sul mercato delle imitazioni tantissime notizie curiose. Per esempio chi preferisce un finto Gucci a una bella cintura di pelle magari artigianale? Soprattutto giovani e soprattutto maschi (81%) che vogliono prodotti griffati ma non hanno ancora i soldi per comprarli. I più attratti dai falsi sono infatti i ragazzi in cerca di occupazione (80%) che vogliono assolutamente quello status symbol ma lo vogliono pagare poco.

Il messaggio dei colori nelle etichette del vino

Rosso, viola, blu, giallo, nero, verde e grigio ecco i colori delle etichette del vino che fanno preferire, vendere e persino alzare il prezzo delle bottiglie in USA.

 

Bottle-colours Wine Intelligence

Bottle-colours Wine Intelligence

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne 

I colori hanno un ruolo fondamentale nel packaging del vino e qualche volta persino nel suo successo commerciale. Non dimentichiamo che il 92,6% degli acquisti sono influenzati da fattori visivi. I colori giocano un ruolo decisivo in queste decisioni, provocano sensazioni diverse nel consumatore – eleganza, esclusivi­­­tà, artigianalità – e quindi vanno scelti in base al produttore e al vino cercando di rappresentare, nel modo più fedele, il contenuto della bottiglia. Solo così avremo un cliente appagato che trova nel bicchiere ciò che gli occhi gli hanno promesso.

 

Brunello 2010 Donatella Cinelli Colombini

Brunello 2010 Donatella Cinelli Colombini

I colori hanno significati diversi in ogni cultura ma almeno quelli comuni alle civiltà occidentale vanno conosciuti e utilizzati. Infatti comunicano anche quando sono messi in etichetta del tutto inconsapevolmente e dunque tanto vale sapere quale significato hanno.

 

L’arte del sushi e la sua versione toscana

Marzia e Donatella alle prese con il sushi piatto simbolo della cucina giapponese: piccole curiosità e la ricetta per farlo a casa con verdure  

suchi toscano

suchi toscano

Marzia Morganti MarteComunicazione
Eccoci alla scuola di cucina Cordon Bleu di Firenze per assistere alla preparazione del sushi toscano preparato dallo chef Davide Bonucci. Un’idea semplice ma efficace, che richiama il sushi giapponese nella forma e nell’utilizzo della stuoia ma con ingredienti tutti casalinghi.
Ecco il procedimento: basta prendere qualche foglia di insalata o di cavolo verza, quelle esterne più grandi che spesso buttate via, le sbollentate in acqua calda e le raffreddate perché mantengano un colore bello brillante. Fate un purè saporito con patate lesse.

sushi toscano fase preparazione

sushi toscano fase preparazione

Stendete la stuoia giapponese per maki – roll, disponetevi sopra del prosciutto cotto oppure della mortadella, il purè e le verdure (cetrioli, sedano, carote e zucchine) tagliate a bastoncini. Qui arriva il difficile ovvero arrotolare delicatamente il sushi dandogli la caratteristica forma circolare. Il gioco è fatto!

Di Donatella Cinelli Colombini
Volete sapere la storia e il mito del Sushi?
Ecco a voi L’arte del Sushi a cura di Stefania Viti (Gribaudo IF Idee editoriali Feltrinelli srl pp164 € 12,90). Chi vuole davvero capire cos’è il piatto simbolo della cucina giapponese ha bisogno di questo libro. 

Cibo passione italiana e ci scopriamo intenditori

Siamo un popolo gourmand : 46 milioni di italiani si interessano al cibo 29,4 sono appassionati 12,6 si ritengono intenditori e 4,1 addirittura esperti

Expo presentazione del Rapporto Censis sul cibo

Expo presentazione del Rapporto Censis sul cibo

Di Donatella Cinelli Colombini

Parlando di vino le cifre scendono un pochettino: 19,7 milioni sono i connazionali appassionati di vino 7,2 gli intenditori e 1,9 milioni gli esperti. Autovalutazioni che tendono forse a sopravvalutare le capacità individuali ma potrebbero evidenziare un l’aspirazione a grandi competenze. Insomma ognuno cerca, sceglie, si informa quasi che cibo e vino fossero i principali argomenti di conversazione e di socializzazione.

cibo-passione-italiana

cibo-passione-italiana

«E’ il nostro grande tema nazionale, pervasivo sul piano sociale, una componente fondamentale dello stile di vita, della cultura e dell’identità italica» ha spiegato la Fondazione Censis presentando all’ExpoGli italiani e il cibo. Rapporto su un’eccellenza da condividere” .

Gourmet in mezzo al mare

Come e perchè le crociere sono diventate occasioni per gustare cibi e soprattutto vini importanti; le tendenze attuali e quelle future 

Silversea tavola-e-chef

Silversea tavola-e-chef

Di Paolo Valdastri 

LE CROCIERE TRADIZIONALI COME VACANZA DI MASSA

L’espansione del settore crociere negli ultimo dieci anni è stato vertiginoso. Navi nuove, sempre più grandi, sempre più capienti, sempre più veloci ma sempre più dedicate ad un turismo di massa. Stessi porti, anzi sempre meno porti per il problema terrorismo, stesse escursioni, servizi standardizzati con menu di

Royal-Clippers crociera gourmet

Royal-Clippers crociera gourmet

gruppo poco accattivanti, intrattenimento che ricorda troppo da vicino quello dei villaggi turistici. Una formula che alla lunga ha cominciato a stancare le fasce più esigenti di pubblico

Una parte di utenza sempre più consistente non accetta più questo tipo di turismo, ma richiede nuove suggestioni, nuove proposte, maggiore personalizzazione. Le compagnie si sono viste costrette a trovare una soluzione al problema.

Elisabetta Rogai e il suo Palio di_vino

Il bellissimo drappellone del Palio del 16 agosto è eseguito da Elisabetta Rogai che dipinge con la tecnica dell’Enoarte, con solo il vino, ma questa volta ….

Drappellone Palio di Siena 16 agosto 2015

Drappellone Palio di Siena 16 agosto 2015

Di Donatella Cinelli Colombini

La consuetudine vuole che il drappellone del Palio – cioè il rettangolo di seta dipinta destinato alla Contrada vincitrice – porti i simboli delle 10 contrade che correranno in Piazza del Campo a Siena. Per questo la mia amica Elisabetta ha arricchito con i colori la sua consueta tavolozza che comprende solo il vino.
Oltre all’immagine della Madonna Assunta in cielo (bellissima e con un’aureola di spighe di grano), a cui è dedicato il Palio di agosto, il drappellone 2015 sviluppa il tema “Terra di Siena, Terra del Mondo” con un esplicito riferimento al contenuto dell’Expo “Nutrire il pianeta”. Ecco che la Rogai ha fatto ricorso al paesaggio tipico del territorio per evidenziare, un legame secolare con la città che oggi è più forte che mai.
Secondo la tradizione il drappellone rimane segretissimo fino al quinto giorno prima della festa quando viene mostrato ai cittadini nel Palazzo Pubblico. I valletti del Comune, in abiti medioevali, lo mettono sul palco girato al contrario e solo quando il Sindaco dice <<ecco il drappellone del Palio>> viene mostrato al pubblico.

La musica delle Prime Donne

Casato Prime Donne, la prima cantina in Italia tutta al femminile diventa un laboratorio sonoro: Igor Vazzaz e la sua opera d’arte enomusicale 2015

Igor Vazzaz (© Elena Modena)_02

Igor Vazzaz (© Elena Modena)_02

INTRODUZIONE DI Donatella Cinelli Colombini
Cinque mesi di prove e nasce un’esperienza sensoriale indimenticabile che verrà inaugurata il prossimo 13 settembre, in occasione del Premio Casato Prime Donne 2015, per poi rimanere attiva in modo permanente. Unisce e modifica la percezione di luoghi, vini e musiche sotto la regia di un intellettuale eclettico e trasgressivo: Igor Vazzaz.

Montalcino Casato Prime Donne bottaia

Montalcino Casato Prime Donne bottaia

Da tempo cercavo un esperto di musica e vino che fosse in grado di scegliere i suoni per accompagnare gli assaggi delle mie bottiglie nella cantina dove nascono. Grazie all’amica Marzia Morganti ho conosciuto Igor Vazzaz; un intellettuale eclettico e capace di uscire dagli schemi. Mi è piaciuto subito e ha scelto per me “la musica delle Prime Donne” un itinerario in ambienti sonori capaci di imprimere nuove emozioni all’assaggio di 4 vini. Vi sorprenderà e vi entusiasmerà quando verrete nella mia cantina di Montalcino.
Intanto vi presento Igor Vazzaz. E’ un tosco friulano classe 1974; cantautore, critico teatrale, saggista, sommelier, redattore culturale, cronista sportivo, autore semisatirico …
Con i Sommelier AIS è, da anni, nel pannel di degustazione della rivista “Sommelier Toscana”. Insegna teatro all’Università di Pisa, ma la sua grande passione è la musica: da quella tradizionale toscana e irlandese alla canzone d’autore fino alla composizione con i gruppo etnosurf Tarantola 31 con cui, nel 2013 ha pubblicato l’album Nonostante Maria (va tutto bene).

Da Veuve Clicquot il primo Champagne per cocktail

Ecco lo Champagne per i giovani: Veuve-Rich gusto più dolce, bottiglia argento elegantissima, va servito con ghiaccio e frutta. E’ un anti Prosecco di lusso?

Veuve Rich

Veuve Rich

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Mamma mia che rivoluzione! E non poteva venire che dalla vedova. Se c’è una maison di Champagne che non ha paura di osare è proprio questa: la storia di Veuve Clicquot è un azzardo fino dall’inizio, quando Barbe Nicole Clicquot Ponsardin all’età di 27 anni sostituì il marito suicida a capo della cantina. Nel 1814 contrabbandò in

Veuve rich con frutta

Veuve rich con frutta

Russia 10.000 bottiglie di Champagne, nonostante l’embargo di Napoleone, trasformando la corte zarista nel suo più fedele e assetato cliente. Ha introdotto tecniche che hanno rivoluzionato lo Champagne, come il disgorgement che permette di rimuovere i lieviti rendendo limpido il vino, così come la pratica del sabrage, cioè la stappatura mediante un colpo di spada, inizia sulle bottiglie donate agli ussari dal Barbe Nicole Clicquot.

Oggi Veuve Clicquot fa parte del gruppo LVMH la multinazionale del lusso. In tempi recenti Veuve Clicquot è stata oggetto di una specie di scherzo da parte di un’agenzia pubblicitaria russa: “Shhh…ampagne” pasticche effervescenti che messe in acqua si sarebbero trasformate in Champagne. Splendide foto e un sacco di gente che ci ha creduto nonostante la storia inverosimile.

La Divina bellezza è a Siena

Fino al 30 settembre, Siena racconta la sua storia più bella sui muri del “Duomo nuovo” la più grande chiesa della Cristianità rimasta incompiuta nel Trecento

Divina bellezza Siena la nascita della città

Divina bellezza Siena la nascita della città

Di Donatella Cinelli Colombini
Il progetto è firmato da Alfredo Accatino che ha creato la cerimonia inaugurale dell’Expò 2015 e dei Giochi Olimpici di Torino. Uno dei maggiori creativi italiani a cui è stato chiesto di raccontare lo splendore della capitale del gotico: Siena. Una narrazione di 2.800 anni che intercala opere d’arte e storia, sogni e tragedie. Sull’immensa facciata incompiuta del duomo e, a tratti, sulle pareti laterali, si susseguono le immagini delle opere d’arte di cui la città è uno scrigno ricchissimo. Suggestioni, non una lezione di storia dell’arte. La Divina

Duomo Siena Divina Bellezza

Duomo Siena Divina Bellezza

bellezza mostra una città ricca, colta, ambiziosa e persino desiderosa di essere ammirata … allora come oggi.
Bellissime le immagini della costruzione del Duomo nuovo che sale davanti agli spettatori finché la peste nera del 1348 non uccise un terzo degli abitanti dell’Europa. Ed ecco i teschi di questi morti escono dai muri quasi a distruggere il sogno senese.

Dal New York Times al Brunello: è il momento dell’armonia

Eric Asimov scrittore, wine critic del New York Times dal 2004, definisce la parola d’ordine del Brunello: equilibrio e apprezza quello del Casato Prime Donne
Di Donatella Cinelli Colombini

ERIC ASIMOV

ERIC ASIMOV

L’inizio dell’articolo è dei peggiori <<For a great wine, Brunello di Montalcino has had more than its share of detractors>> per essere un grande vino il Brunello di Montalcino ha avuto più della sua parte di critiche. E poi rincara la dose ricordando i vini troppo muscolosi e intensi per essere di solo sangiovese e i produttori che, nel passato, chiesero di aggiungere altre uve al Brunello, con << a disastrous redefinition that was narrowly averted>> una disastrosa ridefinizione che fu rifiutata.
Insomma, come è uso nella cultura anglosassone, le opinioni vengono dette dure e chiare, senza troppi giri di parole. A Eric Asimov piacciono i Brunello tradizionali, quelli che si rispecchiano nella nobile tradizione Biondi Santi ma è proprio da questa aspirazione, a vini classici di grande eleganza, che arrivano i contributi più interessanti.

Montalcino panorama

Montalcino panorama

<< You can still find Brunellos made in the jammy, sweet, concentrated, oaky style that found favor 20 years ago, but even if they are still popular, these wines now seem anachronistic>> potete ancora trovare Brunello fatti come marmellate, dolci, concentrate, legnose dello stile che andava di moda vent’anni fa, ma anche se essi sono ancora molto famosi, appaiono anacronitici.

Vendemmia manuale o vendemmia meccanica?

Dilemma: accorciare i tempi e fidarsi della tecnologia oppure puntare sulla cura manuale? Oggi le vendemmiatrici cercano la qualità e non solo il risparmio

ndemmiatrice meccanica

ndemmiatrice meccanica

Di Donatella Cinelli Colombini

Vendemmia atto 2° rimaniamo sul tema affrontato due giorni fa, per esaminare un argomento particolarmente dibattuto: la raccolta meccanica.

La possibilità di cogliere l’uva nel momento di massima maturazione e non il giorno prima ne il giorno dopo, è ormai diventato uno dei maggiori problemi di chi vuol produrre vini di alto livello. Così come la necessità di portare in cantina uva fresca rispetto alla temperatura atmosferica e infine di portarcela in pochissimi minuti. Tutte problematiche

Montalcino-Casato-Prime-Donne-vendemmia-2012

Montalcino-Casato-Prime-Donne-vendemmia-2012

semplici da risolvere per me che ho solo 33 ettari di vigneto, che maturano in tempi diversi e tutti intorno alle due cantine del Casato Prime Donne a Montalcino e della Fattoria del Colle a Trequanda (infatti io vendemmio solo a mano), ma difficili da affrontare per chi ha vigneti più vasti oppure distanti dal luogo di vinificazione. Per loro l’uso della vendemmiatrice può significare molto. Una macchina manda in cantina la stessa quantità d’uva di circa 50 raccoglitori e questo rende veloce e molto più semplice la raccolta. La nazione dove lavorano il maggior numero di vendemmiatrici è – udite, udite – la Francia. Nei vigneti d’oltralpe ci sono 23.000 delle 35.000 macchine attive nel mondo mentre da noi ce ne sono solo 1.500.

Minielicotteri per fare il chek up alle vigne 

Droni con nasi elettronici svolazzeranno fra i filari mandando notizie sulla maturazione dell’uva e soprattutto la data esatta della vendemmia

Droni nei vigneti

Droni nei vigneti

Di Donatella Cinelli Colombini

Era il 2006, in Sud Africa alcune cantine mi fecero vedere come valutavano lo stress idrico nei vigneti usando i satelliti. Io alzai le spalle, a quell’epoca l’irrigazione nei vigneti di Brunello era proibita e lo stato italiano, senza le miniere sudafricane, non avrebbe mai avuto le risorse per darci un accesso gratuito ai satelliti. <<Tutte a loro le fortune!>> pensai rassegnata. Ma è arrivata un’alterativa più risparmiosa e vicina alle piante per cui decisamente più precisa: i droni, minielicotteri senza pilota che si pilotano da terra e sono talmente piccoli da poter svolazzare fra i filari. E’ davanti a noi una viticultura di precisione che ci farà fare un salto in avanti verso la difesa dell’ambiente e la qualità delle uve. 

                                                                       
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