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I Gourmet a Sassicaia e dallo Zazzeri appunti di viaggio

Venerdì 13 sembra una data sfortunata e invece i soci dell’Union Européenne des Gourmet di Siena hanno vissuto, a Bolgheri, una delle loro giornate più belle

Zazzeri Millefoglie di baccalà

Zazzeri Millefoglie di baccalà

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Pranzo alla Pineta di Luciano Zazzeri a Bibbona. Davanti, il cielo grigio sembrava tuffarsi in un mare ancora più grigio, una tipica giornata d’autunno. Poi sono arrivate in tavola le prelibatezze del mago toscano del pesce e sono esplosi fuochi d’artificio: 6 pietanze con al centro il millefoglie di baccalà mantecato su vellutata di porri e il pesce al vapore con maionese e bottarga di muggine. Luciano Zazzeri entrava e usciva dalla cucina con in suo camice immacolato sorvegliando con gli occhi un esercito silenzioso di aiutanti.

I Gourmet alla Pineta di Bibbona

I Gourmet alla Pineta di Bibbona

Quando tutti erano in estasi, ha mandato in tavola del pecorino stravecchio accompagnato da una magnum della Rocca di Montemassi, quasi il colpo di grazia.  Alla fine tutti erano consapevoli di aver vissuto un momento magico, quasi una pausa felice regalata dal mare.

Leggermente tramortiti dal troppo piacere del pranzo, i Gourmet, guidati dal Console Alessandro Bonelli sono ripartiti alla volta di Sassicaia.

Come conquistare i buyers orientali

Il wine business in Asia ha i suoi codici: sfoggiare il lusso, evitare l’abbronzatura, non dire sono un vignaiolo, portare regali e un pennarello dorato

DONNE DEL VINO Torre Frescobaldi Montelupo

DONNE DEL VINO Torre Frescobaldi Montelupo

Di Donatella Cinelli Colombini

Ecco le “istruzioni per vendere il vino in Asia da parte di due esperti top Erika Tibaldi Asia Manager Frescobaldi e Shigeru Hayashi un manager giapponese che parla italiano
Shigeru Hayashi era l’uomo Suntory in Italia dove è anche diventato Sommelier. L’ho incontrato a Tokyo un mese fa e mi ha detto << nel mio Paese ci sono 10.000 ristoranti di cucina italiana con cuochi giapponesi che hanno studiato in Italia. Questo è un mercato maturo, molto più stabile della Cina >>. Un’immagine positiva

bon ton dell'Asia

bon ton dell’Asia

che, tuttavia ha anche le sue difficoltà << la posizione dei vini italiani è molto buona, anche se devono competere con i vini del Nuovo Mondo e con quelli francesi>> ha detto recentemente a “Wine Meridan”.
Erika Tibaldi ha fatto lezione alle Donne del Vino della Toscana durante un seminario organizzato dalla Delegata

ERIKA TIBALDI RIUNIONE DONNE DEL VINO

ERIKA TIBALDI RIUNIONE DONNE DEL VINO TOSCANA

Antonella D’Isanto alla Torre Frescobaldi – Museo del fiasco di Montelupo Fiorentino. Da lei arrivano le “Istruzioni per l’uso” più concrete e immediatamente utilizzabili.
DRESS CODE E BON TON CON GLI ASIATICI
Prima di tutto l’abito. Per le donne meglio evitare il nero, che indica lutto, e puntare su vestiti colorati. Gli accessori sono importantissimi per mostrare il proprio successo e favorire gli affari: gioielli, borse, occhiali, cinture griffate e, per gli uomini, gli orologi costosi. Il lusso ostentato si trasmette nel vino creando un’aurea positiva che aiuta a vendere, soprattutto in Corea.

Ricetta del “pan lavato” Fatti e misfatti dell’extravergine

Dopo un anno di assenza torna l’olio nuovo ma continua un pericoloso arrivo di olio estero. Pan lavato ricetta montalcinese per gustare l’extravergine
Di Donatella Cinelli Colombini

Olio extravergine Fattoria del Colle Toscana

Olio extravergine Fattoria del Colle Toscana

Due anni fa il blog New York Times pubblicò, una serie di vignette intitolate “The extra virgin suicide”, in Italia tutti gridarono allo scandalo ma in realtà la denuncia conteneva elementi di verità così come il libro “Extraverginità. Il sublime e scandaloso mondo dell’olio di oliva” di Tom Mueller perché le navi cisterna contenenti olio tunisino o spagnolo arrivano davvero nei porti italiani. Purtroppo l’importazione d’olio ha avuto un’ulteriore impennata nel 2015 a causa della perdita del raccolto italiano dello scorso anno.
Un articolo del quotidiano “Il Tirreno” del marzo scorso raccontava la triste realtà al porto di Livorno. Stefano Bartoli racconta cosa ha visto << apre il portello dell’autobotte mostrando una poltiglia giallastra e semicongelata il cui aspetto è ben poco rassicurante: sembra tinta, o mastice, il colore è quello della senape. In realtà è olio: un impasto dal quale

Olio extravergine 2015 Fattoria del Colle Toscana

Olio extravergine 2015 Fattoria del Colle Toscana

usciranno fuori bottiglie di extravergine che finiranno sugli scaffali dei supermercati di tutta Italia>>. Una vera invasione di olio straniero << visto che, come conferma Rocco Burdo, direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, si parla di acquisti per 632 milioni di chili nell’Unione Europea, con il novanta per cento di provenienza spagnola, almeno ufficialmente. Al di fuori dell’Ue, sempre secondo i dati che ci ha fornito l’Agenzia, dominano invece paesi come la Tunisia, il Marocco, il Perù e il Cile>>.
E pensare che l’extravergine italiano avrebbe il vento favorevole se mettesse dei paletti a garantire la tracciabilità, perché i consumi e le richieste crescono ovunque e persino in nazioni tradizionalmente amanti del burro come la Gran Bretagna. Nella terra di Sua Maestà Elisabetta II l’extravergine aumenta le vendite più di ogni altro grasso e detiene già il 16% del suo segmento di mercato.

I vini per il Junk food – cibo spazzatura

Champagne, Chardonnay, Pinot Noir con patatine fritte, popcorn, chips … è cool. Marie Claire ci propone di accompagnare queste sfiziosità a ottime bottiglie

Di Donatella Cinelli Colombini

Veuve Clicquot Brut

Veuve Clicquot Brut

L’articolo è di Samantha Leal la Senior web editor di Marie Claire, una giovane di New York costantemente a caccia di cose di tendenza. Insomma se lo scrive lei l’argomento è cool e infatti è intrigane e nuovo. Samantha ha preso la cosa molto sul serio coinvolgendo nelle scelte due ottimi esperti: Susan Lueker enologo di SIMI e Alexander LaPratt, titolare di The Atrium a Brooklyn oltre che espertissimo sommelier. Ed ecco gli abbinamenti più pazzi dell’anno fra i buoni vini e i cibi spazzatura, quelle leccorniette da cui nessuno riesce a staccarsi.
Berreste uno Champagne con le frech fries- patatine fritte? Dissacrante vero, ma se provate vi accorgerete che non è male. Non ci crederete ma i nostri autori azzardano anche un nome. Veuve Clicquot Brut. Per le patatine basta un Dollaro ma per la bottiglia ce ne vogliono 41.

French fries

French fries

Popcorn e Chardonnay anzi secondo Alexander LaPratt, l’abbinamento perfetto è con un Borgogna bianco a base di solo Chardonnay.
Con le patatine delle buste quelle che chiamano BB chips, e sono il peggio del peggio per il colesterolo, arriva il Pinot Noir ma non uno qualsiasi bensì proprio quello di Susan Lueker della celebre cantina SIMI di Sonoma (26$). Devo dire che ammiro il coraggio di questa donna, un produttore italiano si sarebbe fatto tagliare la lingua prima di proporre l’abbinamento del suo vino con le patatine. E invece lei, sfidando il licenziamento, ne piazza addirittura due, indicando lo Chardonnay SIMI da 18 Dollari con un altro tipo di patatine in busta.

Foglia tonda antico vitigno toscano

Originario del senese fu abbandonato perchè i poveri contadini di un secolo fa che lasciavano tanta uva sulle viti per cui nessun grappolo maturava

Foglia tonda

Foglia tonda

I° parte.

La descrizione dell’antica vite Foglia tonda continua fra due giorni
I vitigni autoctoni minori hanno tutti delle storie tormentate e il bisogno di un piccolo mago che li porti al successo. Un piccolo mago come Marco Caprai con il Sagrantino oppure una streghetta come Donatella Cinelli Colombini con il foglia tonda. Poi, quando finalmente il loro carattere unico e la loro capacità di raccontare un territorio, vengono riconosciuti …. Allora ridiventano un patrimonio collettivo e, spesso, danno un vantaggio competitivo alla denominazione che li adotta. E’ successo con il Sagrantino, speriamo che presto avvenga con il Foglia Tonda nella zona dell’Orcia.
IL VITIGNO FOGLIA TONDA

V-LavigneF-Bencini-B-Magnani-E-Luche-dalle-viti-Foglia-Tonda

V-LavigneF-Bencini-B-Magnani-E-Luche-dalle-viti-Foglia-Tonda

Intanto scopriamolo insieme il Foglia tonda vitigno raro e affascinante. E’ diffuso nella Toscana meridionale e forse in Umbria da tempo immemorabile. Di Rovasenda (1877), nel “Saggio per una ampelografia universale” descrive la Foglia Tonda nel Castello di Brolio. Breviglieri e Casini (1964) lo riferiscono al Chianti. Più di recente è stato identificato nelle vigne storiche dentro le mura di Siena con il progetto “Senarum Vinea” (2007-2012)
Dal 1970, il Foglia Tonda è iscritto al Registro Nazionale delle Varietà di Vite e nel 1978 è stato omologato dall’Università di Firenze.

L’immagine del vino in America è sexy?

L’amletico dubbio ci arriva da Snooth uno dei portali sul vino più visitati del mondo e la risposta è NO. Niente pubblicità sessista in USA mentre in Europa si

Etichetta sessista

Etichetta sessista

Di Donatella Cinelli Colombini 
Molti pensano che in America tutta la pubblicità sia basata sul sesso e che quella del vino non faccia eccezione ma un’analisi più approfondita ci dimostrerà che non è vero e non è mai stato così. Oggi le bottiglie a stelle e strisce sono presentate, nei messaggi pubblicitari, quasi solo i due modi: in primo piano con i vigneti sullo sfondo oppure in mezzo a un gruppo di giovani felici di bere vino. Mentre le immagini della birra sono più sexy quelle del vino suggeriscono un messaggio di natura e benessere.
Dunque poco sesso nella comunicazione del vino, almeno in USA, perché un articolo del marzo scorso pubblicato su Drinks Business elencava 10 etichette di vino sessiste e otto erano europee.

Pubblicità-Lepore

Pubblicità-Lepore

NEL PASSATO

Andando a cercare in archivio vengono fuori delle sorprese. Anche nella prima metà del Novecento la pubblicità più osé era europea non Americana e in parte italiana come mostra uno splendido manifesto del Marsala Florio con una procace bellezza mediterranea che sembra offrire lo spettacolo dei seni più che il vino.

Il tartufo bianco e il vino sono davvero afrodisiaci

SanGiovanni d’Asso è il 3° più piccolo comune della Toscana e un big mondiale del tartufo bianco. Festa del tartufo e del vino Orcia all’insegna della seduzione

Ricerca tartufo con turisti Fattoria del Colle

Ricerca tartufo con turisti Fattoria del Colle

Di Donatella Cinelli Colombini

30° edizione della Mostra Mercato del Tartufo bianco delle Crete senesi (7-8, 14-15 novembre 2015) con stand di gastronomia tipica e artigianato tradizionale intorno al castello medioevale di San Giovanni d’Asso. Dentro i possenti muri del maniero medioevale c’è il Museo del tartufo e avviene il mercatino delle profumatissime trifole. Nel territorio intorno ci sono le riserve tartufigene, angoli intatti di natura in cui i cani trovano le “pepite” bianche. 5 sono nella mia Fattoria del Colle e la domenica mattina ( anche nel week end 14-15 novembre e 5-8 dicembre) organizziamo la caccia al tartufo per i turisti che soggiornano da noi. Vi aspettiamo!

Walter Speller San Giovanni d'Asso

Walter Speller San Giovanni d’Asso

Inaugurazione della Mostra con il Sindaco Fabio Braconi e il Presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani che ricorda la nascita del comune nel 1777 da un “motuproprio” del granduca di Toscana Pietro Leopoldo. Egli istituì le 300 comunità che poi divennero gli odierni 279 comuni toscani, straordinari giacimenti culturali ed enogastronomici. Il borgo di San Giovanni d’Asso si unì a Lucignano e Monterongriffoli a cui poi fu aggiunto lo splendido borgo di Montisi.

E’ nata una stella? Ma è Violante che fa l’attrice

Meno di due minuti per scoprire un autentico talento cinematografico: Violante Gardini, espressiva, divertente, autoironica …  e per fortuna muta


Di Donatella Cinelli Colombini

Il video inizia a passo di corsa con sequenze brevissime in luoghi diversi, botti, vigne, sale … Violante cammina sorride, fa l’occhiolino … dialoga con chi la guarda, ammicca anche

Violante e moda

Violante e moda

IMG_6999con qualche smorfietta. Vi fa scoprire il Casato Prime Donne di Montalcino e la Fattoria del Colle nel sud della Toscana.  Trasmette vitalità e entusiasmo, sa ridere e far ridere compreso il finale a sorpresa, sorpresa specialmente per lei.

Un condensato dove c’è proprio tutto: le due cantine, le vigne di Brunello e di Orcia, gli appartamenti per agriturismo e la camera del Granduca di Toscana, ci sono piscine, centro benessere, ristorante, parchi, sale storiche, il cane Felix … Tutto vero, così com’è nella realtà, ma con un tocco di giovinezza che rende trendy una campagna centenaria.

Quali vini servono i ristoranti stellati italiani?

Prima di tutti il Barolo e secondi, a pari merito, Brunello e Amarone. L’indagine svolta da WineMonitor/Nomisma per il Consorzio della Valpolicella  
Di Donatella Cinelli Colombini

sassicaia_la_perla Stua de Michil, Corvara (BZ)

sassicaia_la_perla Stua de Michil, Corvara (BZ)

I VINI PIU’ PRESENTI

L’indagine ha riguardato 96 ristoranti stellati italiani cioè i luoghi cult dell’alta cucina nel nostro Paese e ha rivelato che il Barolo regna sul gradino più alto del podio. Tuttavia quasi nove volte su dieci nella carta dei vini ci sono anche Brunello di Montalcino e Amarone della Valpolicella. Queste tre denominazioni sono dunque dei must per i ristoranti di alto livello. Non averli è come mancare di qualcosa.

La Pergola Cellars Marco Reitano

La Pergola Cellars Marco Reitano

Per noi produttori di Montalcino si tratta di un’ottima notizia, che ribadisce, ancora una volta il prestigio dei nostri vini e il loro perfetto abbinarsi ai luoghi più esclusivi della gastronomia.

TANTI VINI E POCHI SOMMELIER

Nei ristoranti stellati Michelin la carta dei vini supera sempre le 300 etichette ma spesso, soprattutto al Sud manca un sommelier ad assistere i clienti nella scelta. Una circostanza abbastanza sorprendente soprattutto in regioni, come la Sicilia, dove è avvenuta una grande crescita qualitativa della ristorazione negli ultimi anni. Ebbene solo 10 sommelier lavorano stabilmente fra i tavoli della migliore ristorazione siciliana e tre sono tutti insieme in un locale che non ha stelle.

90 . 90 . 91 Wine Spectator 

Wow!!!!!!! Cenerentola Doc Orcia 91/100, Chianti Superiore 90/100 e Vin Santo 90/100 il Wine Spectator premia i vini della Fattoria del Colle

Chianti Superiore, Cenerentola Doc Orcia e Vin Santo 90 91, 90 by Wine Spectator

Chianti Superiore, Cenerentola Doc Orcia e Vin Santo 90 91, 90 by Wine Spectator

Di Donatella Cinelli Colombini
Le notizie sono tanto più belle quando sono inaspettate e questa è proprio arrivata come una meravigliosa sorpresa. Apriamo Wine Spectator con un po’ d’invidia per i bellissimi articoli sui colleghi del Chianti e del Brunello e poi quasi distrattamente l’occhio di mio marito Carlo scorre i punteggi della Buying Guide, la porta del mercato internazionale <<ma voi non vedete proprio niente>> dice <<c’è il Chianti Superiore con 90/100>>. Violante ride <<che colpo!>> e poi <<guarda c’è anche il Vin Santo con 90/100>> a quel punto la Cinellicolombini Jr

Bruce Sanderson

Bruce Sanderson

non sta più nella pelle <<apri il sito>> dice agitatissima e mi detta la password << c’è il Cenerentola 2010 … ha preso 91>>. Tre vini della Fattoria del Colle di Trequanda con un punteggio superiore a novanta in un colpo solo su Wine Spectator è meraviglioso, più emozionate di quando arrivano gli alti punteggi sul Brunello, che ormai colleziona questo tipo di riconoscimenti.
Vediamo cosa ha scritto Bruce Sanderson il tasting department director della rivista americana. Un personaggio che conosco solo attraverso le fotografie ma che apprezza molto lo stile armonioso ed elegante dei miei vini.

I millennials italiani chi sono e cosa bevono

I millennials ovvero chi ha 18-35 anni sono la generazione dell’incertezza e dello smartphone ma anche buongustai radicati al territorio e consumatori di vino

Millennials

Millennials

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

MILLENNIALS E LAVORO

In Italia è la generazione dell’incertezza, soprattutto lavorativa. “Sono in viaggio, non in fuga” racconta l’indagine Episteme e Bocconi per Axa Italia. Una generazione che oscilla fra coraggio e rassegnazione. Persone che trovano nell’affettività, nel pragmatismo di chi va all’estero, nella flessibilità totale di chi si inventa un mestiere una continua ricerca di soluzioni ai pochi soldi e alle prospettive incerte.

MILLENNIALS A TAVOLA

giovani_cuochi

giovani_cuochi

A fianco di questo quadro complicato ne troviamo un altro più sereno che riguarda la convivialità dei giovani. Le notizie arrivano dall’Osservatorio Birra Moretti (602 millennials) e mostrano una vera e propria generazione di buongustai in contrapposizione con l’immagine di apatia e assenza di caratteri stabili che usciva dalla prima analisi.
Prima parola chiave #identificazione i giovani si rispecchiano (86%) in ciò che mangiano e in come mangiano. #territorialità legame alla gastronomia regionale (84%) oppure addirittura locale (75%). #trasparenza questo sentimento va a braccetto con la battaglia Coldiretti in favore del luogo di origine in etichetta, del Km 0, della filiera corta …. e di tutte le azioni che mirano a rendere comprensibile l’origine degli alimenti. Ottima notizia il 50% dei millennials pratica volentieri il turismo enogastronomico.

Ischia vintage appassionatamente

L’isola delle acque calde diventa quella delle piccole eccellenze enologiche con Ischia Vintage, curato da Ian D’Agata e destinato a un pubblico esclusivo 

Matilde Poggi, Marianna Mura, Antonio Ciccarelli, i coniugi Albanesi, Donatella Cinelli Colombini Ian D'Agata e Ampelio Bucci

Matilde Poggi, Marianna Mura, Antonio Ciccarelli, i coniugi Albanesi, Donatella Cinelli Colombini Ian D’Agata e Ampelio Bucci

Di Donatella Cinelli Colombini

Io e mio marito Carlo arriviamo a Ischia invitati da Ian D’Agata. E’ una situazione strana, in genere sono i produttori a invitare i giornalisti e non il contrario. Ian è un personaggio anticonformista anche da altri punti di vista. Conosce vini e produttori in modo enciclopedico ma i suoi giudizi sono spesso fuori dal coro, ha il coraggio delle grandi sfide come il libro The native Wine Grape of Italy sui vitigni autoctoni, il festival Contaminazioni che ha ringiovanito l’immagine dei vini piemontesi, oppure Vinitaly International dove ha trovato in Stevie Kim qualcuno che è addirittura più innovativo di lui. Insomma Ian è uno che cerca sempre nuove frontiere e infatti gli invitati a Ischia Vintage non sono “i soliti noti” bensì cantine in grado di sorprendere.

Ischia Vintage la sala da degustazione

Ischia Vintage la sala da degustazione

Produttori bravissimi come Ampelio Bucci il più grande interprete del Verdicchio, Marianna Mura con il suo straordinario Vermentino, Fausto Albanesi che a Torre dei Beati produce uno strepitoso Montepulciano d’Abruzzo. C’era anche Antonio Ciccarelli dell’Agenzia Marc de Grazia che ci ha fatto assaggiare una sorprendente  Gran Cuvée Spumante Brut Gini. Marc de Grazia non è un importatore come gli altri ma un vero talent scout che ha valorizzato Langa Inn – Barolo Boys, le piccole cantine irpine e più di recente i vini dell’Etna. Accanto a noi Matilde Poggi presidente FIVI Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti di cui anch’io faccio parte.

Wine web got talent = il vino social cerca talenti

E’ possibile valutare l’importanza dei wine blog in base a parametri interni al web invece che dal numero dei lettori o dalla capacità di orientare il mercato 

Jancis Robinson

Jancis Robinson

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

2° PARTE

Si tratta di giudizi basati sulla capacità di coinvolgimento delle community del vino. Vengono contate le interazioni che rendono virali i messaggi e creano ingaggi attraverso Facebook, Twitter, Istagram … con condivisioni e commenti.

Si tratta di sofisticate tecniche di comunicazione che vengono sviluppate dai blogger più “tecnici” e più capaci di taggare e mettere hashtag in modo efficace. Questo significa che i contenuti non sono l’unica cosa che

MarilenaBarbera

MarilenaBarbera

conta in internet, è molto importante, anzi determinate l’uso di una tecnica corretta.
Klout Score‘ misura appunto più di 400 segnali provenienti da 8 differenti social network e la sua classifica dei maggior wine blogger ribalta quella del Wine Web Power Index. Primo posto per Jancis Robinson segue Tim Atkin, la prima degli italiani è Marilena Barbera.
Il criterio di valutazione di The Wine Hub autore di Klout Score si basa sull’utilità dei contenuti, il numero di condivisioni e interazioni che ha suscitato nella comunità del vino. Il numero dei follower viene tenuto in minore considerazione.

                                                                       
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