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Le vigne di Brunello in primavera

Venite con me a Montalcino nelle vigne di Brunello mentre avviene la “spollonatura” cioè la pulizia del tronco dai germogli che non portano uva

di Alice Bracciali

vigne di Brunello

vigne di Brunello

Una cosa ho imparato appena ho iniziato a lavorare per Donatella Cinelli Colombini: un ottimo vino si ottiene solo con una cura smodata della vigna. Oggi vi porto nelle vigne di Brunello per vedere la prima potatura verde del sangiovese.

Eccomi qui dunque, armata di scarponi, crema solare contro le scottature, macchina fotografica. Una bella mattinata di lavoro per i nostri vignaioli e di scoperte per me e per voi che mi seguite attraverso il video.

La città dove il vino è più caro è Seul

Singapore è la città con il costo della vita più alto ma quella in cui le bottiglie di vino costano di più è Seul. Se andate in Corea attenzione a cosa bevete

città dove il vino è più caro Seoul Brunello Tasting 2012

città dove il vino è più caro Seoul Brunello Tasting 2012

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne
Le città più care del mondo, quelle da visitare solo se muniti di carte di credito attaccate a conti belli pieni , sono nell’ordine Singapore, Zurigo e Hong Kong seconde a pari merito, Ginevra, Parigi, Londra, New York, tre all’ottavo posto Copenhagen, Seoul, Los Angeles.
L’analisi arriva da The Economist che da oltre 30 anni verifica un paniere di 400 prezzi che vanno dal latte al pane e a tutto quello che serve normalmente per vivere.
Partendo da questa analisi Drinks Business ha cercato quali sono le città dove una bottiglia di vino costa di più e sono emerse diverse sorprese. Il formato preso in esame è la bottiglia da 750 Cl sullo scaffale.

Londra Donatella e Violante da Harrods

Londra Donatella e Violante da Harrods

Ecco che a Ginevra costa 8,49 Dollari e sale a 10, 71 $ a Parigi, dove tuttavia è auspicabile una migliore qualità media. Ottavo posto, fra le città dove il vino è più caro, per Copenaghen, nella patria dei “garage importers” piccole società in concorrenza una con l’altra che distribuiscono a circoli di appassionati i prezzi sono comunque alti: 11,57 Dollari a bottiglia. Segue Londra con 12,47$ New York con 14,03$ e Hong Kong con 16,47$
Arriviamo al podio delle città dove le bottiglie di vino hanno prezzi proibitivi: Singapore ha una media di 22,39$ più che in linea con il suo carattere di città dove il costo della vita è il più caro del mondo.
Segue un posto che non ti aspetteresti: Los Angeles nella California dei grandi vigneti statunitensi dove il vino sembra una merce di “prossimità” eppure il cartellino medio segna 23,53$. Mi auguro che questo prezzo indichi anche la presenza di consumatori esigenti che chiedono ottime bottiglie.

Ornellaia, Montevertine e Falerno di Villa Matilde

Alla distilleria Nannoni pranzando con Ornellaia 2012 e Pergole Torte 2000, a Montefollonico con Fisar e Bruno Gambacorta gustando Falerno e Taurasi

Bruno Gambacorta Fisar Valdichiana Donatella Cinelli Colombini

Bruno Gambacorta Fisar Valdichiana Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini 

La vita dei produttori di vino è piena di momenti unici sempre all’insegna della prelibatezza: alcuni sono lussuosi e formali, altri sono più intimi, inaspettati e forse per quello più emozionanti. Per una come me, piena di allergie, a volte è un calvario. Mi vedo passare sotto il naso leccornie incredibili senza poterle toccare. In queste occasioni, invece è stato un vero godimento.
Venerdì 29 aprile Montefollonico, Valdichiana in Primavera 2016 organizzata per premiare Bruno Gambacorta, il mitico conduttore di EatParate. Sono invitata perché faccio parte dei premiati degli anni scorsi (2011), perché sono amica di Gambacorta da anni e perché la segretaria della Doc Orcia, Caterina

Priscilla Occhipinti serve Onellaia e Montevertine

Priscilla Occhipinti serve Onellaia e Montevertine

Festante, riceverà il taste vin di sommelier Fisar dopo aver superato l’esame finale del terzo corso. L’atmosfera è familiare e affettuosa come in tutti gli eventi che hanno Nicola Masiello – cuor di leone- come animatore. La cena è preparata da un “archichef” architetto cuoco Carlo Olivari con ricette napoletane in omaggio alla terra di origine di Gambacorta, ma la sorpresa sono i vini. Arrivano in tavola i migliori gioielli di Villa Matilde l’azienda che fece rivivere il Falerno, dopo un secolo di oblio, causato dalla fillossera. E’ la mia amica e Donna del Vino Maria Ida Avallone, elegante e raffinata come sempre, che ci conduce alla scoperta di questo antico vino lodato da Orazio e apprezzato alla corte imperiale romana. Ci serve un Falerno del Massico 2011 e un Taurasi 2010 da sogno, sbalorditivi per armonia e pienezza.

Gli specialisti dell’accoglienza in cantina 2

Proibito essere imbronciati e guardarsi i piedi. Assolutamente proibito arrabbiarsi per le critiche (anche se stupide) e fare i saputelli

Cantina: turismo e accoglienza in Emilia Romagna

Cantina: turismo e accoglienza

Di Donatella Cinelli Colombini,  Fattoria del Colle
LINGUAGGIO NON VERBALE
E’ la parte più importante della comunicazione: l’atteggiamento sorridente e accogliente. Molti, soprattutto i giovani, hanno difficoltà a mostrare sentimenti che non provano, considerandoli quasi la manifestazione di una personalità falsa, da teatrante. In realtà, per calarsi nel proprio ruolo di addetto all’accoglienza turistica in cantina, bisogna mettere da parte i propri problemi e pensare solo al turista del vino facendolo sentire ben accolto e, soprattutto, facendogli vivere l’esperienza che sogna da tempo.
A questo proposito è opportuno ricordare che il cervello elabora a livello periferico e centrale. Il pensiero periferico è più veloce e comprende le emozioni euristiche e i processi automatici. Si tratta del meccanismo che ci porta ad essere gentili con chi è gentile con noi ed aspettarci competenza da chi ha un aspetto autorevole. E’ lo stesso processo di quando pensiamo <<che bella bottiglia, dovrebbe essere un buon vino!>>. Evidentemente c’è poi un’elaborazione più profonda che confronta l’informazione con quelle precedenti e arriva a valutazioni meno automatiche e più attendibili. Tuttavia la prima impressione è la più forte e pesa su quelle successive; va gestita quindi con grande attenzione.
I messaggi non verbali, quelli espressi dal corpo e dal volto, sono molto importanti. L’espressione cordiale deve rimanere anche se ci sono dei problemi, dimostrarsi attenti e cortesi è una scorciatoia verso la soluzione.

Addetti all’accoglienza in cantina 1° parte

Piccoli segreti per diventare dei perfetti addetti all’accoglienza in cantina: gli abiti, la prima impressione, le notizie negative, i discorsi noiosi …

Addetti all'accoglienza in cantina Bolgheri

Addetti all’accoglienza in cantina Bolgheri

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

ABBIGLIAMENTO
E’ vero che <<l’abito non fa il monaco>> ma, vedendo qualcuno con indosso il saio, siamo portati a pensare che sia un frate. Questo perché la prima impressione fa leva sugli stereotipi e sulle cose più evidenti. Come dice il proverbio qualche vota inganna ma, in ogni caso, si imprime nella memoria con forza. Per questo, chi lavora al pubblico a contatto con persone mai viste prima dovrebbe trasmettere, al primo colpo d’occhio, un’impressione più possibile coerente con il proprio personaggio e con l’azienda che rappresenta. Nel caso degli addetti all’accoglienza in cantina, all’estero,

Violante Gardini CinellicolombiniJr al Casato Prime Donne Montalcino

Violante Gardini CinellicolombiniJr al Casato Prime Donne Montalcino

soprattutto in California, risolvono il problema imponendo una divisa. Magliette o felpe e grembiuli rossi da cantiniere con stampato il brand rendono immediatamente riconoscibili i membri dello staff. Sono efficaci ma, forse, poco adatti alla realtà italiana composta di tante piccole imprese familiari dove l’accoglienza turistica è spesso fatta da dipendenti che hanno anche altre mansioni. Per questo, la stragrande maggioranza di quelli che ricevono i turisti del vino in cantina hanno normali abiti da ufficio, non giacca e cravatta, che in campagna sembrano piuttosto fuori posto, quanto piuttosto qualcosa di casual e country. Abiti comodi che tuttavia devono essere curati per non apparire sporchi e trascurati. Soprattutto fra i turisti italiani c’è la convinzione diffusa che gli abitanti della campagna siano arretrati e di basso livello culturale: è opportuno quindi manifestare l’opposto al primo colpo d’occhio.

Eroica di primavera a Buonconvento

Buonconvento trasformato nella capitale del ciclismo per L’Eroica, una festa dello sport ma soprattutto dei valori del vero sport

Eroica, ciclista eroico a Buonconevento

Eroica, ciclista eroico a Buonconevento

Di Donatella Cinelli Colombini

Eroica: il valore della fatica, il valore delle strade bianche di campagna, il valore della memoria e del fare le cose insieme senza competizione e con il gusto di condividere le esperienze.
Questa è l’Eroica, la poesia in bicicletta nata a Gaiole in Chianti nel 1997 e ormai entrata nella leggenda del ciclismo.
Buonconvento, piccola città d’arte lungo la via Francigena, a sud di Siena, diventa un paese in festa grazie all’Eroica. Fuori dalle mura c’è in mercatino eroico, dentro il borgo c’è il ristorante degli eroici quartieri, poco oltre (nel circolo PD) il ristoro della bici del Popolo, nel corso del paese imbandierato e pieno di striscioni ogni negozio, ristorante,

Lorenzo Borgogni con il pacco eroico a Buonconvento

Lorenzo Borgogni con il pacco eroico a Buonconvento

magazzino è coinvolto nella festa. Un miracolo di solidarismo festoso che unisce tutti i talenti ( dal grande fotografo di fama internazionale all’artigiano dei pinocchio di terracotta, dai bambini che scrivono poesie all’ex olimpionico diventato pittore, da Stefano Ciatti di Vino e salute a noi della Doc Orcia) per costruire un evento di importanza mondiale. Meraviglioso!
C’è un mago dietro a questo successo: Lorenzo Borgogni. Un grandissimo manager nato qui e tornato qui dopo esperienze al vertice di uno dei maggiori gruppi industriali italiani. E’ lui che ha trasformato Buonconvento nella capitale mondiale del ciclismo amatoriale per un giorno.

TREQUANDA: il borgo che domina la Val d’Orcia e le Crete

Olio extravergine di oliva, terrecotte e le crete senesi a far da palcoscenico: Trequanda un paese che conserva ancora il suo sapore antico

di Alice Bracciali, Fattoria del Colle

Trequanda

Trequanda

Non è una capitale, né un’isola in mezzo al Pacifico, né una metropoli. Trequanda era addirittura la stazione ferroviaria più piccola d’Europa, adesso dismessa. Situato su un colle che domina tutta la vallata intorno, è un piccolo borgo medievale scampato miracolosamente all’industrializzazione e all’omologazione che spesso comporta il turismo di massa. Trequanda negli anni si è fatta conoscere per il suo olio extravergine di oliva eccellente e senza pesticidi e per la produzione di terrecotte famose in tutto il mondo. Non meno importante la sua posizione: nel cuore della Toscana, immersa tra le Crete Senesi e la Val d’Orcia e a pochissimi Km dalla Val di Chiana. Trequanda guarda uno scenario maestoso. Trequanda ha ricevuto il prestigiosissimo riconoscimento Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, marchio di qualità turistico-ambientale conferito ai piccoli comuni dell’entroterra italiano che si distinguono per un’offerta di eccellenza e un’accoglienza di qualità.
Per essere così piccolo, Trequanda possiede un ricettario davvero ricco e interessante. Donatella Cinelli Colombini ha raccolto ben 40 ricette originarie di Trequanda, chiedendo direttamente alle massaie del paese. La cucina trequandina è caratterizzata da cibi poveri e da lunghissime cotture e ha come suo punto di forza l’uso del pane (ovviamente sciocco, senza sale) e l’olio extravergine di oliva. All’Osteria di Donatella la chef Roberta propone molti di questi piatti tipici locali come il peposo dei fornaciai o il picchio pacchio, per far conoscere la gastronomia del territorio e le eccellenze di questo piccolo borgo. Dalla veranda dell’Osteria di Donatella si può ammirare Trequanda che si erige su una collina, molto suggestivo soprattutto la sera.
L’olio extravergine di Trequanda è sicuramente uno dei migliori del mondo. Una vera e propria eccellenza! Gli oliveti sono spontaneamente biologici perché, grazie all’altitudine in cui si trovano, non vengono attaccati dalla micidiale mosca olearia. In più la raccolta è manuale ed avviene quando le olive sono ancora acerbe e attaccate alla pianta. Tra ottobre e novembre gli oliveti vengono coperti da reti verdi che servono ad accogliere le olive staccate manualmente dagli alberi, reti ben diverse da quelle che si vedono nel resto d’Italia in cui si attende che le olive cadano a terra naturalmente. I coglitori di oggi, così come i nostri nonni un tempo, “brucano” le olive arrampicati sulle scale e le trasportano al frantoio entro la giornata. La straordinaria qualità di questo olio risedie proprio nella naturalezza dei processi produttivi. È infatti abbastanza normale qui avere qualche olivo, giusto per fare un po’ di olio da consumare in casa e ritrovarsi nel fine settimana in famiglia o con gli amici a cogliere le olive, magari dopo una panella e un buon bicchiere di vino. Ogni anno a Castelmuzio si tiene la Festa dell’Olio Novo, per l’occasione vengono organizzate degustazioni di olio extravergine e altri prodotti tipici, e visite guidate ai frantoi della zona.

Terrecotte-di-Petroio

Terrecotte-di-Petroio

“Vai a Petroio, lì te lo fanno su misura!” Ecco cosa si dice quando qualcuno non riesce a trovare l’amore ed è di gusti difficili. Petroio è una frazione di Trequanda e si distingue da molti secoli per la produzione di articoli in terracotta. Orci, cassette da fiori e vasi, tutti decorati a rilievo con disegni tramandati dal ‘400. Questa attività artigianale è dovuta principalmente alla bontà dell’argilla che si trova in questa zona e con molta probabilità è tramandata dall’epoca etrusca.

La DOC Orcia riconferma Donatella Cinelli Colombini alla presidenza 

Vicepresidenti Giulitta Zamperini di Poggio Grande e Roberto Terzuoli di SassodiSole. Nel programma di lavoro molte iniziative nel territorio e maggiore visibilità all’esterno

Donatella Cinelli Colombini presidente Consorzio Doc Orcia

Donatella Cinelli Colombini presidente Consorzio Doc Orcia

Nata nel 2000, la giovane e ambiziosa Doc Orcia è in veloce innalzamento qualitativo e va annoverata fra le piccole denominazioni italiane emergenti. In occasione dell’Orcia Wine Festival 2016, evento che ogni anno porta a San Quirico d’Orcia migliaia di winelovers, il Consorzio ha rinnovato il suo Consiglio di Amministrazione riconfermando la Presidente Donatella Cinelli Colombini con Giulitta Zamperini e Roberto Terzuoli vicepresidenti e i consiglieri Andrea Giorgi (Sampieri del Fà), Capitoni Marco (dell’omonima azienda Capitoni), Paolo Salviucci (Campotondo), Emanuele Bizzi (Trequanda), Antonio Rovito (Val d’Orcia Terre Senesi), Olivi Giuseppe (Olivi-Le Buche), Roberto Rappuoli (Podere Forte) e Berni Valentino (Loghi). Infine Gabriella Giannetti (San Savino) ricopre il ruolo di Segretario e Marco Turillazzi quello di Sindaco Revisore.

Giulitta Zamperini Poggio-grande

Giulitta Zamperini Poggio-grande

Donatella Cinelli Colombini inizia il suo secondo mandato, forte del consenso dei soci ottenuto grazie al grosso lavoro dei tre anni passati. Eventi, contatti e comunicazione che si riassumono nel progetto “Orcia, il vino più bello del mondo”.
<< La Doc Orcia viene prodotta in una settantina di aziende di cui 41 iscritte al Consorzio. Il vino Orcia è ancora qualcosa di artigianale seguito con cura amorevole dai produttori stessi dalla vigna fino al cliente finale>> ha spiegato la Cinelli Colombini. La produzione totale della denominazione è di 240.000 bottiglie l’anno con il Sangiovese come principale vitigno dei rossi (Orcia con il minimo di 60% e Orcia Sangiovese con il minimo di 90% di Sangiovese anche nella versione riserva) e piccole quantità di Doc Orcia bianco, rosato e Vin Santo.

Gelate e clima impazzito

Fra il 26 e il 27 aprile le gelate hanno colpito la Borgogna. Dopo il global warming cose del genere sembravano impossibili invece è successo come nel 1981

Gelate candele contro il gelo nei vigneti

Gelate candele contro il gelo nei vigneti

Di Donatella Cinelli Colombini

Le gelate primaverili, l’incubo dei vignaioli insieme alla grandine, tornano a minacciare i vigneti. Nessuno si aspettava una cosa simile visto l’aumento delle temperature, invece qualche giorno fa, i termometri sono scesi intorno allo zero e il paesaggio è tornato invernale. La zona più rovinata è la Borgogna dove la gelata ha interessato anche aree che normalmente vengono risparmiate. Ma anche altre parti d’Europa sembrano colpite come la Loira, la Languedoc e l’Abruzzo dove la neve è

Romanée Conti

Romanée Conti

scesa copiosamente. Insomma un disastro a cui si aggiunge la grandine, nella zona di Mâconnais, ancora in Borgogna, ha battuto su 1.500 ettari di vigneti.
Un clima impazzito che fa letteralmente venire i capelli ritti a noi produttori di vino. Un marzo tiepido e soprattutto un aprile quasi estivo che ha fatto indossare in anticipo i vestiti sbracciati, in tutta Italia, aveva prodotto un anticipo di quindici giorni nello sviluppo vegetativo delle viti. Qui nella zona del Brunello e della Doc Orcia, il Sangiovese ha germogli di venti o trenta centimetri e grappolini già formati.

Come raccontarsi ai turisti del vino

Spiegazioni chiare, brevi, coinvolgenti … mai frasi al negativo, mai gergo tecnico, tanti aneddoti e pochi concetti, ecco come raccontarsi ai turisti del vino

Come raccontarsi ai turisti del vino Cantina CasatoPrimeDonne Sommelier Brasiliani

Come raccontarsi ai turisti del vino CasatoPrimeDonne Sommelier Brasiliani

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello, Montalcino, Casato Prime Donne 

Il segreto è mostrandosi competenti ma non supponenti. Ovviamente una grande padronanza delle lingue estere aiuta ma non basta
Ovviamente una predisposizione alle relazioni – l’empatia- aiuta ma non basta
Per raccontarsi ai turisti del vino  e far percepire la qualità della produzione enologica servono anche la competenza, la scelta delle informazioni adatte …. sembra facile! E poi conta il modo con cui si parla e soprattutto servono tante prove. I grandi avvocati, i politici … i professionisti che devono parlare in pubblico studiano attentamente cosa dire e come dirlo per colpire

Come raccontarsi ai turisti del vino DonatellaCinelliColombini con i buyer russi

Come raccontarsi ai turisti del vino DonatellaCinelliColombini con i buyer russi

chi ascolta. Spesso quella che sembra un’improvvisazione estemporanea è frutto di un lungo lavoro preparatorio.
Sono più spesso gli inesperti che improvvisano e i risultati sono deludenti nella stragrande maggioranza dei casi, in altre parole <<se non sai cosa dire meglio se stai zitto!>>.
Oggi più che in passato la competenza sul vino, sull’azienda e sul territorio sono un bagaglio professionale determinante per chi lavora nell’accoglienza turistica in cantina. Per questo molte cantine scelgono sommelier che parlano inglese e poi fanno loro compiere una full immersion nell’azienda con visita di tutti i reparti produttivi e nel territorio con le chiese i musei e le feste popolari dei dintorni. Perché ciò sia efficace bisogna che, i futuri addetti all’accoglienza turistica, siano consapevoli dell’importanza di questo bagaglio professionale e lo sappiano raccontare in modo coinvolgente.

Onav e Onav Pavia e Siena

Due degustazioni Onav in tre giorni a Pavia con una verticale di Brunello e a San Quirico con la DOC Orcia nello splendido Palazzo Chigi

Onav Pavia Assaggio Brunello Donatella Cinelli Colombini

Onav Pavia Assaggio Brunello Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini

E’ sempre un piacere degustare i vini con gli assaggiatori ONAV perché sono aperti alla scoperta ed apprezzano chi sperimenta cercando l’eccellenza attraverso strade nuove. Ecco i due assaggi di questa stessa settimana. Il primo è a Broni nelle cantine Bertè & Cordini con una verticale di Brunello da quello ancora in botte del 2012 alla riserva  2006.
Gli assaggiatori ascoltano attenti e alla fine manifestano la loro sorpresa nel trovarsi di fronte a vini diversi dal

ONAV degustazione Orcia Wine Festival 2016

ONAV degustazione Orcia Wine Festival 2016

Brunello fine Novecento, potente e muscoloso. Nel bicchiere hanno espressioni di Sangiovese elegante e capace di ricordare la più antica tradizione montalcinese. In altre parole una novità che guarda al passato e soddisfa i più esigenti consumatori attuali che chiedono territorialità e armonia. Situazione diversa ma uguale entusiasmo alle degustazioni ONAV che accompagnano l’Orcia Wine Festival a San Quirico d’Orcia nel ponte del 25 aprile. Le sale affrescate dello splendido Palazzo Chigi fanno da cornice alla manifestazione che comprende l’assaggio dei vini di 17 cantine e, nelle vie del centro storico, si accompagna alla musica, agli sbandieratori in costume medioevale, alla cucina tipica e alle auto d’epoca.

Corsi da Sommelier perché non li esportiamo?

Corsi WSET sul vino in 66 nazioni. I nostri corsi da Sommelier potrebbero fare lo stesso diffondendo la conoscenza del vino italiano? Serve un piano strategico

Di Donatella Cinelli Colombini Casato Prime Donne

Corsi da sommelier

Corsi da sommelier

WSET – Wine and Spirit Education Trust’s, creato nel 1969 da Ian Harris è oggi la più grande organizzazione mondiale di formazione sul vino, presente in 66 nazioni. Un vero boom di corsi in termini di quantità e di qualità delle docenze che coinvolgono anche Master of Wine.
Il successo di WSET efficacemente descritto da un recente articolo di Drinks International stimola una riflessione: non sarebbe possibile fare lo stesso con i nostri corsi da sommelier trasformandoli in diffusori della cultura del vino italiano nel mondo?

Wset corsi Londra

Wset corsi Londra

In Italia i corsi sul vino vengono tenuti soprattutto da AIS – Associazione Italiana Sommelier, FISAR – Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori, FIS –Fondazione Italiana Sommelier e ONAV –Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino che rilascia il titolo di assaggiatore quindi prepara all’assaggio ma non la servizio del vino. A fianco di queste associazioni più diffuse ci sono poi altri corsi a comporre un’offerta formativa molto ben fatta in termini di contenuti, docenti e materiale didattico. Il titolo da Sommelier è riconosciuto e da diritto a qualifiche professionali e l’ingresso nelle commissioni di assaggio.

Orcia la denominazione più turistica d’Italia

Nel meraviglioso territorio della DOC Orcia, il vino più bello del mondo, il 65% delle cantine possiede un agriturismo o un ristorante

Orcia DOC Fattoria del Colle

Orcia DOC Fattoria del Colle

Il territorio in cui nasce il vino Orcia, a sud di Siena tra le denominazioni del Brunello di Montalcino e del Nobile di Montepulciano, è considerato il distretto viticolo più bello del mondo. In parte è iscritto nel patrimonio dell’Umanità Unesco e contiene 13 comuni, tutti ricchi d’arte e di storia, oltre a centri termali come Bagno Vignoni, Bagni San Filippo, San Casciano dei Bagni e Chianciano Terme.
L’Orcia DOC proviene dunque da un paradiso paesaggistico che attrae visitatori da tutto il mondo. Per questo il Consorzio del vino Orcia ha voluto verificare quante delle sue cantine sono aperte al turismo. Il risultato dell’indagine è sbalorditivo: il 65% delle aziende possiede un agriturismo o un ristorante. <<In pratica l’Orcia è la denominazione più turistica d’Italia>> ha detto Donatella Cinelli Colombini

ORCIA Cenerentola con Petto d'anatra in porchetta

ORCIA Cenerentola con Petto d’anatra in porchetta

presidente del Consorzio.
I 13 comuni della denominazione registrano ogni anno oltre 1 milione di presenze turistiche e circa altrettanti escursionisti cioè di visitatori giornalieri. Inoltre molti stranieri hanno una seconda casa di proprietà nella zona. Il turismo è insomma un’economia forte, in quest’area. Un’economia che si intrecciata al vino perché l’offerta enogastronomica viene percepita come una compone integrante dell’esperienza culturale. In altre parole la degustazione del vino, al pari della visita di un’abbazia, arricchisce di emozioni e conoscenze i visitatori ed è vissuta con uguale interesse.

Itinerario turistico in cantina 2° parte

Qual’è la durata, perché la pulizia è importante come distinguere folclore e enologia. Tanti piccoli segreti del perfetto itinerario turistico in cantina 

Itinerario turistico in cantina Brolio la Cappella

Itinerario turistico in cantina Brolio la Cappella

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

DURATA E ORARI
A seconda della dimensione aziendale, l’ itinerario turistico in cantina  dura da 15 a 45 minuti e in certi casi ingloba anche piccoli musei e cappelle, come al Castello di Brolio in Chianti, oppure la rimessa delle carrozze, come a Torrevento nella DOCG Castel del Monte. Visite molto lunghe riducono il tempo da dedicare agli assaggi e allo shopping che, generalmente, concludono l’esperienza turistica.
Molto spesso le visite vengono organizzate in base a un calendario e ad un orario precisi. Questa razionalizzazione, ormai molto diffusa, è conveniente quando i flussi

Itinerario turistico in cntina Torre Vento carrozze

Itinerario turistico in cntina Torre Vento carrozze

diventano consistenti ed è necessario organizzare il lavoro degli accompagnatori. In altri casi, di visite ancora scarse, causa inutili attese poco gradite a chi viaggia ed ha pochi giorni per vedere tanti luoghi meravigliosi. Una via di mezzo, presente nello Champagne già quarant’anni fa, è quella di creare un intrattenimento con video oppure piccoli assaggi, che riduca la noia dell’attesa nella zona di accoglienza.
In ogni caso, bisogna tenere presente che i visitatori arrivano dalla tarda mattinata in poi e soprattutto nel pomeriggio. I mesi di maggior afflusso sono quelli autunnali che si caratterizzano anche con la clientela più competente. In inverno i visitatori diventano rarissimi mentre iniziano di nuovo a crescere dopo Pasqua. La clientela italiana si concentra nei fine settimana e in agosto.

WineSearcher  prezzi notizie e giudizi su 8 milioni di vini

Ti dice se il vino ha un buon prezzo, racconta la denominazione, accoglie il tuo giudizio e la lista dei tuoi preferiti. Ecco la nuova app di WineSearcher 

WineSearcher-App-2016

WineSearcher-App-2016

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello ,  Casato Prime Donne

Avete visto i turisti stranieri nelle enoteche italiane? Si avvicinano alle bottiglie pregiate le inquadrano con il telefonino in modo che lo scanner riconosca il vino e gli dica quanto costa pescando i prezzi fra 55.000 rivendite di tutto il mondo comprese, ovviamente, quelle vicino a casa loro. I turisti guardano, calcolano e decidono se comprare o no.

Al ristorante il telefonino entra in azione quando la bottiglia arriva in tavola e, la solita App di WineSearcher, racconta al nostro visitatore tutto sulla denominazione o sul vitigno attingendo a un’enciclopedia dove ci sono già 3.500 regioni vitivinicole e 900 varietà d’uva.
Ma non finisce qui; con le novità tecnologiche appena introdotte, il nostro wine lover può scrivere il suo giudizio sulla bottiglia appena bevuta. Chicca finale può creare, sempre nella App di Wine Searcher, la lista dei vini che ha assaggiato e che preferisce.

Wine-Searcher

Wine-Searcher

C’è da sperare che dopo il viaggio in Italia questa lista sia lunga e il turista continui a bere le cose che ha apprezzato senza dire, come avveniva un tempo << … in Italia ho bevuto un Chianti Classico buonissmo ma non mi ricordo come si chiama>> oppure << si mi sembra di aver già bevuto questo vino ma non ricordo se mi è piaciuto o no>>.
In pratica la app di WineSearcher potrebbe consolidare la trasformazione dei turisti che sono stati da noi in consumatori di vini italiani. Un processo da non sottostimare visto che l’enogastrnomia è il ricordo più bello degli stranieri dopo il viaggio nel Bel Paese.

                                                                       
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