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Rapisarda angelo dei grandi ustionati premio Donne del vino

Per aiutare l’opera umanitaria del Prof Rapisarda nelle zone più povere del mondo le Donne del Vino metteranno all’asta le loro bottiglie più pregiate e rare

Vincenzo-Rapisarda-personaggio-2016-Donne-del-Vino-asta- bottiglie-rare

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Sabato 12 novembre, nelle Cantine Fratelli Berlucchi di Borgonato di Cortefranca (Brescia) i wine lover potranno comprare bottiglie stellari per esclusività, qualità e prestigio prodotte nelle cantine delle Donne del Vino di tutta Italia. Bottiglie per regali o occasioni importanti che valgono una buona azione, perché il ricavato andrà alla onlus ALMaUST che si occupa di grandi ustionati in condizioni di particolare disagio e forma il personale medico nell’Africa dove non ci sono ospedali specializzati.
Un’opera umanitaria che parte dal Professor Vincenzo Rapisarda a cui

Vincenzo-Rapisarda-Personaggio-2016-Donne-del-Vino-ALMaUST

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l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, assegnerà, nella stessa occasione il Premio “Personaggio dell’Anno”. <<Con il premio al Professor Rapisarda Direttore della Struttura Complessa Chirurgia Plastica e Centro per Grandi Ustionati dell’Ospedale Niguarda di Milano, l’Associazione Nazionale Donne del Vino intende sostenere la sua opera umanitaria e scientifica riconoscendogli un particolare significato e utilità e ricollegandosi al tema 2016 dell’associazione “Donne vino e bellezza”>> ha detto la presidente Donatella Cinelli Colombini.
Il programma del 12 novembre alle Cantine Fratelli Berlucchi inizierà alle 15 con la visita delle cantine in cui saranno esposti i lotti con le bottiglie, proseguirà con l’asta e si concluderà con un “apericena” preparato dalle Donne del Vino ristoratrici. Più dettagliate informazioni e il catalogo on line dei vini saranno, a partire dalla fine di ottobre, nel sito http://www.ledonnedelvino.com/

I cinghiali stanno vendemmiando in Toscana

Lettera aperta all’Assessore all’agricoltura della Regione Toscana Marco Remaschi sull’emergenza cinghiali nelle vigne

merlot-2016-vendemmia-anticipata-per-i-cinghiali

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Caro Assessore, scrivo in qualità di Presidente della Doc Orcia, una denominazione nata nel 2000 in un territorio di 13 comuni fra le aree di produzione del Brunello di Montalcino, del Vino Nobile di Montepulciano e del Chianti.
Oggi 6 settembre i nostri vigneti sono letteralmente depredati dai cinghiali. Abbiamo già perso il 10-15% del raccolto ma siamo ancora a 20 giorni dalla vendemmia ammesso che, fra 20 giorni, nelle vigne ci sia ancora qualche grappolo non addentato dai ghiotti ungulati.
Come è ben noto, in Toscana la selvaggina di grandi dimensioni è 4 volte superiore alla media nazionale ed è concentrata nella Provincia di Siena dove, per anni, il contenimento degli ungulati è stato particolarmente carente.

Purtroppo le leggi emanate dalla Regione Toscana al fine di ridurre il numero dei

8-settembre-sangiovese-danni-dei-cinghiali

8-settembre-sangiovese-danni-dei-cinghiali

cinghiali a 150.000 in tre anni si stanno rivelando inefficaci. La somma delle disposizioni ha infatti creato, proprio in Provincia di Siena dove il problema è più grave, un labirinto senza uscita.
La Legge Regionale 9 febbraio 2016, emanata con lo scopo di gestire gli ungulati, si blocca di fronte a un problema: i cinghiali uccisi per le azioni di contenimento, in provincia di Siena, devono essere tutti consegnati ai Centri di Sosta. Il risultato è che i cacciatori si rifiutano di perdere tempo e soldi senza ricevere in cambio neanche un chilo di carne per fare una cenetta con gli amici.
Le azioni di contenimento sono quindi poche e pressoché inutili rispetto alla dimensione del problema.

Limiti del turismo del vino, no alla crescita illimitata

Il turismo è insieme un’opportunità e una minaccia per i territori del vino. Crea lavoro e sviluppo, ma allo stesso tempo consuma la destinazione

Limiti del turismo del vino Montefalco

Limiti del turismo del vino Montefalco

Di Donatella Cinelli Colombini, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne
E’ importante salvaguardare l’integrità e i caratteri distintivi dei territori perché sono proprio questi elementi a calamitare i visitatori, quando le destinazioni diventano “turistiche” cioè massificate, falsificate, omologate … perdono appeal e vengono abbandonate dal turismo migliore. Diventano destinazioni da “mordi e fuggi” quello dei grandi numeri e dei piccoli prezzi.
Il fenomeno si chiama inquinamento turistico e un tempo veniva anche detto “sanmarinizzazione” riferendosi al piccolo stato allora assediato dai souvenir tarocchi. Più di recente ho letto la parola “chiantizzazione” che richiama la

Limiti delturismo del vino Barolo

Limiti delturismo del vino Barolo

trasformazione della splendida zona del Chianti Classico a causa della forte presenza di turisti e escursionisti. Il dito accusatore è quindi puntato verso una destinazione di turismo del vino. Un forte campanello di allarme per le wine destination italiane che quindi devono porsi seriamente il problema della buona gestione del turismo limitandolo e salvaguardando l’identità locale.
Per capire meglio la dinamica con cui un territorio si trasforma nella caricatura di sé stesso è indispensabile spiegare che le destinazioni turistiche vivono 4 fasi:
CATTURA istituzioni e privati mettono oggi sforzo nell’attrarre i visitatori che vengono accolti come ospiti graditi.
CONFLITTO i turisti aumentano di numero e utilizzano i servizi originariamente creati solo per i residenti (strade, parcheggi, acquedotti …) creando dei disagi a questi ultimi che reagiscono con atteggiamenti ostili. I prezzi dei generi di consumo, dei ristoranti ma anche degli immobili salgono e comprare una casa, per un abitante, diventa difficile.

Limiti dell’enoturismo, caso Chianti Classico

L’analisi del Chianti Classico senese è utile per capire il concetto di carico turistico massimo cioè il punto nel quale i danni sono maggiori dei benefici

limiti dell'enoturismo Radda in Chianti

limiti dell’enoturismo Radda in Chianti

Di Donatella Cinelli Colombini turismo del vino

L’area del Gallo Nero è una delle destinazioni del vino di maggior successo e dove l’economia turistica, parallela a quella del vino, è in uno stato più evoluto.

Chianti Classico senese 2015

 

 

COMUNE                  ABITANTI    POSTI LETTO  PRESENZE  DI CUI STRAN.
RADDA IN CHIANTI  1.652           1.243                  113.906            89.859
CASTELLINA IN C.    2.899           2.184                 157.427           139.497
GAIOLE IN CH.          2.786           1.314                   91.673             73.309

PARTE DEI COMUNI DI
POGGIBONSI         29.229           1.450                 132.591            94.294
CASTELNUOVO B. 9.129             2.361                157.122           148.392
Ai turisti veri e propri cioè quelli che pernottano, si aggiungono i numerosissimi escursionisti, cioè i visitatori giornalieri, la cui presenza, benché non misurabile con certezza, è intuibile attraverso alcuni indizi (parcheggi, uso dei bagni pubblici, peso

limiti dell'enoturismo casale abbandonato

limiti dell’enoturismo casale abbandonato

dell’immondizia, … ) fra cui il numero dei ristoranti. A Radda, il paese più piccolo del Chianti Classico senese, ci sono 1.243 residenti e 29 ristoranti segnalati da Trip Advisor. Stessa cosa a Gaiole in Chianti (29 ristoranti) mentre a Castellina in Chianti ce ne sono 38 e a Castelnuovo Berardenga 36.
I dati riportati sopra evidenziano un alto numero di posti letto turistici e di posti a tavola rispetto alla popolazione residente in tutti i comuni rurali.

Simone Cristicchi a Montalcino

Giullare moderno appassionato, ironico, poetico Simone Cristicchi nella terra del Brunello per ricevere il premio “Città di Montalcino”

Simone-Cristicchi-canta-sorseggiando-Brunello

Simone-Cristicchi-canta-sorseggiando-Brunello

Di Donatella Cinelli Colombini

Il premio “Città di Montalcino è giunto alla XVII e si affianca a una parte didattica che, quest’anno, è stata dedicata alla storia agraria degli ultimi due decenni. E’ organizzato dal “Centro di studi per la storia delle campagne e del lavoro contadino” nato per opera di 5 studiosi della civiltà rurale: Massimo Montanari, Alfio Cortonesi, Danilo Gasparini, Gabriella Piccinni e Giuliano Pinto.
Momento conclusivo con la consegna del premio a Gian Maria Varanini storico fra i maggiori esperti di tardo medioevo in Italia settentrionale e specificamente di storia agraria del Veneto. Il Consorzio del Brunello ha premiato con un significativo

Simone-Cristicchi-riceve-il-premio-del-Consorzio-da-Adriano-Rubegni

Simone-Cristicchi-riceve-il-premio-del-Consorzio-da-Adriano-Rubegni

numero di bottiglie anche Simone Cristicchi l’artista che ha dato dignità e fama ai canti dei minatori del Monte Amiata.
SIMONE CRISTICCHI
Romano, classe 1977, Simone Cristicchi inizia disegnando fumetti all’ombra di Jacovitti ma il suo amore per la canzone lo porta a emergere a soli 21 anni fra i cantautori con un messaggio forte e la forza per farlo arrivare alla gente. Talento sorprendete e geniale, spazia fra passato e presente della canzone d’autore, indaga nei sentimenti e nella vita della gente comune, propone la follia come liberazione dai ricatti della vita moderna … poi, nel 2008, incontra il coro dei Minatori di Santa Fiora e nasce “Canti di vino, amore ed Anarchia”.

Le 10 vigne più straordinarie del mondo

Ci sono vigneti estremi per latitudine, pendenza, animali usati per la coltivazione. Sono le vigne più straordinarie quelle che nessuno si aspetta

Vigne più straordinarie del mondo Lerkekåsa Gvarv Norvegia

Vigne-più-straordinarie-del-mondo-Lerkekåsa-Gvarv-Norvegia

Di Donatella Cinelli Colombini Montalcino Casato Prime Donne

E’ una classifica inedita, direi intrigante: le vigne più straordinarie del mondo, quelle estreme che sfidano la cultura locale, il clima e la legge di gravità. Le note che troverete sotto sono tratte da The Drink Business, che vi invito a leggere. Ad esse io ho aggiunto qualche possibile alternativa e molti commenti.
N° 1 Lerkekåsa Gvarv Norvegia uno dei regali del global warming  come i vini

Vinge-più-meravigliose-del-mondo-Cinque-Terre

Vinge-più-meravigliose-del-mondo-Cinque-Terre

spumanti d’Inghilterra. E’ stata piantata nel 2008 con il vitigno tedesco Solaris su un suolo ricco di minerali (59°40′N; 09°19′E). Accoglie i visitatori in piccole botti con camere e patio. C’è da chiedersi come vengano difese le viti durante l’inverno!
N° 2 DOC Cinque Terre Liguria denominazione istituita nel 1973 sulle pendici scoscese che scendono fino ai villaggi dei pescatori Riomaggiore, Vernazza, Monterosso al Mare, Tramonti di Biassa e Tramonti di Campiglia nella provincia di La Spezia. Il territorio è di straordinaria bellezza iscritto nel patrimonio dell’umanità Unesco dal 1997. Solo 150 ettari arrampicati sulle colline e coltivati soprattutto con le varietà Albarola e Vermentino.

Non solo cantine: quello che non è vino

Il turismo del vino può ricevere accelerazione oppure può dare accelerazione alle altre attività delle cantine: ristorazione, ricettività, wellness

Cantine-turistiche-Banfi-Montalcino-ristorante

Non solo cantine-Banfi-Montalcino-ristorante

Di Donatella Cinelli Colombini
Il punto fermo è il vino, senza un territorio di grande vocazione viticola e delle bottiglie straordinarie non esiste l’enoturismo e quindi neanche le cantine turistiche. Ma il vino non basta. Sappiamo da anni che il turista del vino è attratto da un paniere di elementi fra cui la qualità del territorio, elemento sempre più influenzato dalla salvaguardia ambientale, la cultura, l’enogastronomia tipica e il vino. Da un’indagine Coldiretti/lxè risulta che il 30% degli italiani valuta il successo della vacanza in base alla possibilità di mangiare bene.

Non-solo-cantine-wellness-le-Tre-vaselle-Lungarorri-Torgiano

Non-solo-cantine-wellness-le-Tre-vaselle-Lungarorri-Torgiano

I viaggiatori foodies o gastronauti, come li chiama Davide Paolini, sono una bella fetta di turisti del vino perché sentono la stessa passione per la cultura e le scoperte enogastronomiche.
Dunque il vino è determinante ma deve allearsi a altri elementi di offerta per generare flussi turistici. Per mantenerli deve inoltre rinnovarsi perché, come tutti i turisti, anche il turista del vino è un amante infedele e si disamora se la sua passione non viene riaccesa da qualcosa di nuovo ma anche se stravolgimenti profondi offendono i suoi sentimenti. Quindi le cantine devono arricchirsi di nuove proposte ma non tradire la loro identità.
Va considerato che gli interessi dei consumatori cambiano: ieri la calamita era il lusso, poi è diventata la scelta estrema del produttore

Museo-contadino-Tenuta-Bonzara

Museo-contadino-Tenuta-Bonzara

“senza compromessi” oggetto di culto, oggi l’orientamento è sulla naturalezza e il paesaggio. E’ cambiato anche il confronto con le altre cantine. Ormai la competizione è globale e virtuale. Le distanze vengono valutate in ore e non più in km per cui sono avvantaggiate le wine destination che risultano meglio collegate dai voli low cost, dai trasporti a terra e riescono a comunicarlo via internet. La scelta del wine lovers non è più dunque fra due cantine delle Langhe ma fra una cantina della Franciacorta e una della Borgogna perché lui ha digitato le parole “winery with Michelin stars restaurant”.

Cacio e vino Orcia una coppia perfetta

Pienza città del Rinascimento e del pecorino, la Doc Orcia, vino più bello del mondo, per la fiera del cacio festeggiano un abbinamento perfetto

Fiera del Cacio Pienza 31 agosto – 6 settembre

Cacio-e-vino-Orcia-a-Pienza

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Di Donatella Cinelli Colombini Cenerentola DOC Orcia

Gli abbinamenti formaggio – vino seguono logiche di affinità e contrasto e offrono alcune delle esperienze golose più raffinate e piacevoli agli amanti della buona tavola. Nel caso del cacio cioè il pecorino toscano, che a Pienza ha la sua capitale, il compagno perfetto è il vino Orcia e durante la Fiera, in programma nella città di Papa Pio II, dal 31 agosto al 6 settembre, lo dimostreremo.
Prima di tutto Pienza, la perla del Rinascimento, incorniciata da una dolce campagna di armonia centenaria, è uno dei luoghi più romantici al mondo. Non solo per la “via del bacio”, la “via dell’amore” e per i tanti scorci panorami che sembrano suggerire selfie di abbracci, non solo per la dimensione intima ma colta che nel Duomo arriva la culmine ( avete visto come l’apside sta sprofondando?), non solo per i tanti negozi eleganti …. Pienza è

cacio-e-vino-Orcia-Cenerentola

cacio-e-vino-Orcia-Cenerentola

una poesia in muratura, un sogno iniziato nel 1462 e capace di dare emozioni ancora oggi. Tuttavia … è pervasa da un inconfondibile odore di cacio, un effluvio che in estate prende toni di eccessiva intensità ma che avvolge i visitatori come a dire <<ciao siamo la città del formaggio pecorino>> cioè cacio. Un termine che deriva dal latino caseus mentre la parola formaggio è di ascendenza longobarda e quindi medioevale. Pienza è l’antichissimo mercato del formaggio di pecora del sud della Toscana. Tradizionalmente avveniva per San Matteo, la prima settimana di settembre e nel 1974 è divenuta la “Fiera del Cacio”. Un appuntamento che si è arricchito con cortei storici, stand gastronomici e il gioco del “cacio al fuso”.
Ma riportiamo il profumatissimo formaggio li dove deve stare: sulla tavola. Il cacio è fresco, abbucciato, secco, stagionato nelle foglie di noce, negli ziri, nella vinaccia … ha dunque intensità e sapore diverso per cui può abbinarsi a vini, soprattutto rossi, di intensità e persistenza diverse. Per questo i vini Orcia, che provengono da Pienza e da altri 12 comuni intorno sono i perfetti compagni del cacio.

L’enoturista: non chiede solo vino

Come cambia l’offerta turistica nelle cantine lontane dalle wine destination e come recuperare il “costo turista” – Parte 2

Ceretto-Cubo-sala-degustazione-Bricco-Rocche

Ceretto-Cubo-sala-degustazione-Bricco-Rocche

Di Donatella Cinelli Colombini

Nelle zone dove le cantine attrezzate per l’accoglienza sono rare e isolate ma soprattutto manca una denominazione celebre, le cantine hanno cercato di creare un microcosmo dove il visitatore trova quasi tutto: da mangiare, da dormire, da comprare e ovviamente da assaggiare. Una simile strategia è in diretta correlazione al “costo turista” cioè all’investimento necessario per portare il visitatore sul posto, cifra inversamente proporzionale alla capacità attrattiva del territorio come wine destination. Per spiegare questo concetto userò le mie due aziende: il “costo turista del vino” è basso a Montalcino dove il Brunello è una calamita formidabile e ci sono milioni di visitatori, mentre è alto alla Fattoria del Colle nella giovane e poco

Ceretto-sala-da-degustazone

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conosciuta Doc Orcia. Qui c’è bisogno di un ampio numero di servizi e prodotti per attrarre il visitatore ma anche per recuperare l’investimento di comunicazione e marketing necessario a portarcelo.
Il caso più emblematico, è rappresentato dalle Cantine Lungarotti con il Museo del Vino, l’albergo Le tre Vaselle, il wine bar, la vinoterapia … Con un lavoro assiduo durato cinquant’anni, i Lungarotti sono riusciti a dare visibilità al paese di Torgiano e maggiori prospettive commerciali al loro vino sviluppando un’offerta turistica articolata e di altissimo, direi anzi inarrivabile, livello culturale. Ovviamente il buon risultato finale ha richiesto la presenza di vini prestigiosi e di un enorme lavoro di marketing e comunicazione.

Premio Casato Prime Donne 2016 al coraggio e al talento

A Chaimaa Fatihi 23 anni, di fede islamica per il coraggio di scrivere <<terroristi vi odio>>, a Giuseppe Casciaro, Bruno Gambacorta e Filippa Lagerback per aver divulgato il territorio, vanno i Premi Casato Prime Donne 2016 che saranno consegnati il 18 settembre a Montalcino.

Casato Prime Donne - Montalcino

Casato Prime Donne – Montalcino

<<Il 18° Premio Casato Prime Donne manda un messaggio forte sul ruolo femminile nella costruzione del dialogo con il mondo islamico e il rifiuto del terrorismo>> dice Donatella Cinelli Colombini presidente della giuria presentando Chaimaa Fatihi musulmana di 23 anni che ha avuto il coraggio di dichiarare apertamente il proprio odio per chi uccide in nome della sua stessa fede. Chaimaa è una pacifista che porta il velo come segno di devozione nonostante venga spesso attaccata per questa sua scelta.

La cerimonia di premiazione avverrà il 18 settembre a Montalcino nel teatro degli Astrusi appena restaurato dall’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Silvio Franceschelli. La giuria composta da Donatella Cinelli Colombini, Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione, ha ancora una volta scelto chi fa scelte coraggiose e apre alle donne un nuovo ruolo nella società.

Come le vincitrici delle passate edizioni del Premio – Samantha Cristoforetti, Sandra Savaglio, Giusi Nicolini … anche Chaimaa ha scritto una dedica che rimarrà al Casato Prime Donne di Montalcino, la prima cantina con un organico di sole donne. Le frasi, in italiano e inglese, delle vincitrici formano un percorso meditativo naturalistico nella campagna che l’Unesco ha iscritto nel patrimonio dell’umanità.

La dedica di Chaimaa Fathihi, in italiano arabo e inglese, sarà accompagnata da

Chaimaa Fatihi - vincitrice del Premio Casato Prime Donne 2016

Chaimaa Fatihi – vincitrice del Premio Casato Prime Donne 2016

un’istallazione di arte contemporanea creata da Roberto Turchi.

<<A tutte le Donne del mondo, che sanno farsi forza e non mollano mai di fronte alle paure, ai pregiudizi, all’odio e alla violenza. Alle madri, alle figlie, alle sorelle, nonne e zie di ogni nazione, fede e pensiero, che non temono l’incontro, la condivisione e la reciproca solidarietà femminile che le caratterizza. Che le Donne possano essere la scintilla del cambiamento del nostro paese, continente, mondo>>

Glyphosate: uccide solo l’erba?

L’Unione Europea non trova l’accordo sulla proibizione di questo diserbante che molti ritengono cancerogeno e quindi proroga il suo uso

 

Glifosato- Glyphosate la battaglia dell'erbicida

Glifosato- Glyphosate la battaglia dell’erbicida

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Il Ministro Martina ne ha limitato l’uso ma questo basta?

Il glyphosate o glifosato come lo chiamiamo in Italia, Monsanto è uno dei prodotti chimici per l’agricoltura più usati nel mondo, campi di cereali, frutteti e vigneti sono pieni di questo diserbante. In Francia è il pesticida più usato. Ma non è sicuro che sia innocuo per la salute, anzi! <<L’Organizzazione mondiale della Salute lo considera un probabile cancerogeno. L’agenzia europea Efsa ha invece definito “improbabile” il rischio cancro>>. Nel dubbio l’Europarlamento ha autorizzato il suo uso per altri 7 anni con 374 voti a favore, 225 contrari e 104 astensioni. Nella commissione sono contrari quattro

Glifosato gli erbicidi nei vigneti

Glifosato gli erbicidi nei vigneti

Paesi: Italia, Francia, Svezia e Olanda… speriamo che basti a limitare, visto che vietare sembra impossibile, l’uso di questo prodotto così dannoso per il paesaggio e forse anche per l’uomo. Si perché il rischio cancro non è il solo problema innescato dai pesticidi, altri sono le mutazioni del DNA e i disturbi alla riproduzione. Su questi piccoli inconvenienti i dati epidemiologici sono top secret.
Speriamo bene!
<<Abbiamo comunque ottenuto la richiesta che il discusso erbicida non sia più impiegato in prossimità di parchi pubblici e scuole>> ha spiegato Michele Rivasi, vicepresidente del gruppo politico dei Verdi all’Assemblea di Strasburgo. Poco ma sempre meglio di niente.

Toscana cinghiali la strana alleanza di animalisti e cacciatori

Toscana 400.000 cinghiali, daini e caprioli: un esercito affamato che neanche la politica riesce a fermare e trasformerà il paesaggio e la vita in campagna

Toscana-cinghiali-un-problema-enorme

Toscana-cinghiali-un-problema-enorme

Di Donatella Cinelli Colombini

La fauna selvatica ha una densità 4 volte superiore alla media nazionale Un milione di Euro di danni alle colture, ogni anno. La cosa più grave sono i feriti e i morti sulle strade. Secondo Stefano Tesi, nella sola provincia di Siena, ci sono stati nel 2015, circa 1.000 incidenti stradali alcuni dei quali mortali. Ebbene il 75% di essi è stato provocato dalla fauna selvatica.
Le pressioni degli animalisti insieme a decisioni politiche sbagliate, hanno finito per trasformare la regione in una specie di “Kruger Park” quello con i leoni e gli elefanti. La differenza è che nel parco c’è un recinto in Toscana i caprioli entrano anche

Toscana-cinghiali-manifestazione-Coldiretti

Toscana-cinghiali-manifestazione-Coldiretti

nelle strade a 4 corsie e i cinghiali si avvicinano alle case attratti da orti e giardini …. Ormai è ’ pericoloso fare passeggiate nei boschi, dopo il tramonto è pericoloso viaggiare in auto e soprattutto in moto ma, per fortuna, nessun bambino è stato ancora aggredito. Una circostanza del genere, soprattutto se riguardante un bambino straniero, andrebbe sui giornali di tutto il mondo e farebbe collassare il turismo in campagna.
Ma come è potuto succedere un simile scompenso fra la dimensione dei boschi e il numero degli ungulati? E soprattutto c’è una soluzione? Apparentemente no.
La politica, dopo essere rimasta per anni sotto scacco da parte degli animalisti, promette di portare il numero dei cinghiali a 150.000 in tre anni ma dopo aver approvato una legge con questo obiettivo non riesce a farla funzionare per l’opposizione di chi, in realtà, non la vuole: i cacciatori. Quelli che hanno costruito autentici business con i cinghiali mediante l’organizzazione di cacciate, la richiesta di quote ai partecipanti e la vendita della carne.

Gli eventi per turisti in cantina 3° parte

Quanto conta la comunicazione nel caso di eventi per turisti in cantina e quali sono le iniziative a pagamento destinati ai wine lovers 

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino e Trequanda in Toscana

MarteComunicazione Marzia-Morganti ufficio stampa

MarteComunicazione Marzia-Morganti ufficio stampa

L’INIZIATIVA NON COMUNICATA E’ INESISTENTE

Fotografie, video, comunicati stampa azioni di PR, article marketing … l’azione di comunicazione deve essere forte e mirata ma soprattutto deve continuare nel tempo perché non tutte le opportunità di visibilità arrivano immediatamente dopo gli eventi per turisti in cantina. A volte il follow up deve continuare per mesi.
La comunicazione deve usare l’evento come argomento di attualità che riaccende l’interesse ma poi concentrarsi sulla cantina, il produttore, i vini e soprattutto sull’offerta turistica che l’iniziativa mette in evidenza. Non deve raccontare

Alessandro Maurilli uffici stampa

Alessandro Maurilli uffici stampa

solo l’appuntamento, dunque, ma usarlo come riflettore per illuminare quello che ci sta dietro.
In genere la comunicazione più efficace è mista: l’azione dell’ufficio stampa tradizionale con comunicati e inviti spediti ai giornalisti, il recall e l’inoltro di foto, notizie più dettagliate. Accanto l’azione on line che sfrutta i contatti costruiti in precedenza cioè le offerte del sito, il blog con la news letter ad esso collegata e soprattutto i social c on un’azione virale che comprende la scelta di un hashtag a piccoli investimenti che accrescono la visibilità dei post.
Molto spesso il feedback degli eventi dedicati al vino influenza anche l’incoming dei visitatori. Il caso più clamoroso è quello della splendida cantina Antinori nel Chianti

Fiammetta Mussio Pr e ufficio stampa

Fiammetta Mussio Pr e ufficio stampa

Classico in cui i Master of Wine fecero la cena di gala in occasione del loro symposium in Toscana nel 2014. Le foto di questa splendida serata hanno fatto il giro del mondo accrescendo la fama e la forza attrattiva di questa cantina capolavoro.

EVENTI IN CANTINA PER TURISTI IN SENSO STRETTO
Si tratta di piccole iniziative dirette proprio ai turisti del vino: appuntamenti a data fissa oppure creati e lanciati via internet. Si tratta generalmente di iniziative a pagamento che, nella stragrande maggioranza dei casi riguardano degustazioni verticali dei propri vini o assaggi di grandi vini altrui.

                                                                       
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